Parole del traduttore

Il libro Way to the Quran è stato scritto dal celebre pensatore islamico, signor Khurram Murad. Nel mondo moderno, tra i pochi eminenti pensatori islamici che, grazie a un pensiero adeguato ai tempi, sono riusciti ad attirare l’attenzione sia dell’Oriente sia dell’Occidente e a suscitare un’ampia agitazione nelle menti dei giovani di oggi, il nome di Khurram Murad merita una menzione speciale. Il suo libro «I rapporti reciproci tra i militanti del movimento islamico», scritto per gli operatori del movimento islamico, non può non toccare il cuore di qualsiasi lettore. Ha inoltre prodotto numerose opere creative. Sebbene sia, professionalmente, un ingegnere rinomato e abbia ricevuto un’istruzione generale, attraverso lo studio e la pratica ha acquisito una conoscenza profonda dell’Islam e una vasta erudizione, che costituiscono un esempio da seguire per gli studenti e i giovani istruiti secondo i moderni sistemi educativi. Una delle caratteristiche principali dei suoi scritti è la bellezza, la dolcezza e la capacità di parlare al cuore del linguaggio. Nel toccare il cuore delle persone, scuoterlo e ravvivarlo, la sua penna è davvero straordinaria.

Quando il libro Way to the Quran giunse nelle mie mani, naturalmente lo lessi rapidamente. Il suo libro, scritto in inglese, mi conquistò già alla prima lettura. Nacque in me la convinzione che quest’opera, capace di toccare il cuore, sarebbe stata di grande aiuto ai lettori bengalesi per leggere e comprendere il Sacro Corano. Anche il venerabile signor Mir Qasim Ali, che mi aveva dato il libro da leggere, mi disse qualcosa di simile. Disse: «È necessario tradurre questo libro in bengalese. Grazie ad esso, un gran numero di giovani studenti istruiti secondo l’istruzione generale potrà trarne beneficio». Dopo aver letto il libro per la seconda volta, mi feci coraggio e intrapresi la traduzione in bengalese. Ho esitato chiedendomi se fosse giusto o no che una persona semplice come me, un lavoratore senza alcuna padronanza dell’inglese o del bengalese e, per di più, senza la capacità di comprendere il Sacro Corano a partire dalla lingua araba, si accingesse a tradurre un libro così prezioso. Alla fine, tuttavia, ho portato a termine la traduzione proprio per il mio personale interesse e la mia passione per il libro.

Credo profondamente che questo libro possa dare un grande contributo a illuminare il cuore attraverso l’apprendimento dal Sacro Corano e a comprendere e mettere in pratica i suoi insegnamenti sublimi. Se si radicasse l’idea che, per comprendere il Corano e cogliere la bellezza intrinseca dell’Islam, sia indispensabile essere profondi conoscitori della lingua araba, per timore nessuno oserebbe avvicinarsi al Corano, alle sue traduzioni e ai suoi commentari per trarne insegnamento. Tuttavia, se si segue il metodo con cui l’autore di questo libro, sulla base della propria esperienza personale, ha incoraggiato lo studio del Corano e ha consigliato come trarne beneficio, sono fermamente convinto che conoscere e comprendere il Corano diventerà molto più facile. Dobbiamo inoltre ricordare che è impossibile conoscere l’Islam senza comprendere il Sacro Corano. E per la protezione dell’umanità e la salvezza nell’Aldilà non esiste alternativa all’Islam. Pertanto, dobbiamo necessariamente nutrire il desiderio di comprendere e conoscere il Corano. In particolare, noi che, a causa delle difficoltà linguistiche, non possiamo comprendere direttamente il Corano dalla fonte originale, dobbiamo continuare a cercare di comprenderlo attraverso le traduzioni e i commentari. In questo nostro sforzo, Way to the Quran può svolgere un ruolo enorme. Per questo, dopo aver considerato ogni cosa, ho dato al libro il titolo bengalese «Guida allo studio del Corano».

Se il lettore di lingua bengalese trarrà anche il minimo beneficio dalla lettura del libro, riterrò che la mia fatica abbia avuto un senso. Non è insolito che, per disattenzione, rimangano errori nella traduzione del libro. Inoltre, anche gli errori di stampa sono del tutto possibili. Insha’Allah, cercheremo di rendere il libro ancora migliore e più preciso nella prossima edizione. Che Allah accetti i nostri sforzi. Che Allah ricompensi coloro che hanno offerto in vari modi aiuto, collaborazione e incoraggiamento alla pubblicazione di questo mio modesto libro tradotto. Non posso esimermi dal menzionare in modo particolare mia moglie, Nurunnahar. Senza la sua collaborazione, non sarebbe stato possibile completare la traduzione di questo libro in mezzo ai miei impegni. Infine, rendo infinite grazie ad Allah l’Altissimo, per la cui benevolenza è stato possibile tradurre il libro. Che Allah ci assista. Amin.

Muhammad Kamaruzzaman

Data: 5/5/91

423, Elephant Road, Bara Moghbazar, Dhaka.

Introduzione

Ritengo mio dovere riconoscere, innanzitutto, la mia assoluta incapacità, in quanto persona ignorante e debole nella fede e nell’obbedienza come me, di scrivere un libro di questo genere. Infatti, Allah l’Altissimo ha detto: «Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, avresti visto la montagna sprofondare per timore di Allah e ridursi in frammenti e andare in pezzi». (Sura al-Hashr, versetto 21)

Come può una persona dai conoscimenti limitati e priva di purezza d’animo osare offrire indicazioni sulla grandezza, la misericordia, la bellezza e la saggezza del nobile Libro, il Corano? Ciò che mi ha ispirato è stata l’insistenza costante di molti miei amici. Essi ritenevano necessario condividere con molti altri ciò che pensavo e riflettevo in proposito. Ma il mio vero coraggio e la mia forza derivano dalla promessa di Allah, il Signore dei mondi, nella quale Egli ha detto:

«Coloro che si sforzano per Me, certamente li guiderò sulle Mie vie». (Sura al-ʿAnkabūt, versetto 69)

Il detto del nobile Profeta (s.a.w.) è:

«Trasmettete da parte mia, anche se si tratta di un solo versetto; e il migliore tra voi è colui che apprende il Corano e ne trasmette l’insegnamento».

Questo detto accresce ulteriormente il mio zelo riguardo a questo dovere.

Lo scopo per cui ho scritto questo libro è molto semplice. Non è un’opera erudita. Non sono un mufassir di grande dottrina, né ho scritto questo libro per studiosi e ricercatori. Non oso impartire insegnamenti o indicazioni, perché non ne sono qualificato. Scrivo soprattutto per quelle persone comuni, inesperte e ignoranti, desiderose di conoscere il Corano — in particolare giovani uomini e donne — che, come me, sono impegnate in una dura lotta per soddisfare il desiderio di comprendere il Corano, comprenderne il messaggio profondo e condurre la propria vita secondo il Corano. Agli studenti scrivo proprio su un argomento che io stesso sto imparando. Attraverso questo libro offro a un altro viandante sul cammino del Corano ciò che, con tutte le mie debolezze, ho sperimentato e ritenuto necessario come viaggiatore: i miei inciampi e le difficoltà nell’affrontare il percorso accidentato del cammino semplice e meritorio del Corano. Sono certo che, grazie alla loro profonda sincerità, dedizione e capacità, essi saranno in grado di migliorare ulteriormente il dono che ho offerto loro in questo libro.

Questo libro è il frutto di una ricerca lunga e tuttora in corso, nonché di molti anni di studio. Alcuni decenni fa, quando avevo appena iniziato la lotta per vivere secondo il Corano e mi fu affidato il compito di spiegare a un gruppo di giovani studenti promettenti come studiare il Corano, dissi di essere debitore alle seguenti fonti: il Tafsir-e Farahi di Hamiduddin Farahi, il Tafhim al-Qur’an di Sayyid Abul A‘la Maududi, il Tadabbur-e Qur’an di Amin Ahsan Islahi, l’Ihya’ ‘Ulum al-Din di al-Ghazali, l’Hujjat Allah al-Baligha e l’Al-Fawz al-Kabir fi Usul al-Tafsir di Shah Waliullah, e l’Al-Itqan fi ‘Ulum al-Qur’an di Suyuti. Riconosco con gratitudine il debito nei confronti di queste opere, sebbene i loro autori non siano responsabili di eventuali errori nella mia comprensione o nella mia esposizione. La prima occasione di mettere per iscritto le mie riflessioni si presentò nel 1977, quando scrissi una breve introduzione, intitolata «Sulla via del Corano», alla traduzione del Sacro Corano di Allama Yusuf Ali, pubblicata dalla Islamic Foundation (U.K.).

Questo libro è nato da alcune convinzioni permanenti. Nel libro esse vengono anche spiegate. Tuttavia, ritengo assolutamente necessario menzionarne qui brevemente alcuni aspetti.

Uno: se non ci lasciamo guidare dal Corano, il Libro rivelato da Allah, la nostra vita sarà priva di significato e destinata alla rovina.

Due: il Corano, che Allah, l’Eterno, ha donato all’umanità come guida per tutti i tempi, era tanto eterno quattordici secoli fa quanto lo è oggi e lo rimarrà per tutta l’eternità.

Tre: anche noi, come i primi credenti nel Corano, siamo capaci di ricevere le sue benedizioni e ne abbiamo il diritto, purché ci avviciniamo ad esso e partecipiamo attivamente al conseguimento dei suoi benefici.

Quattro: è dovere di ogni musulmano dedicarsi allo studio del Corano, cercare di comprenderlo e cercare di impararlo a memoria.

Cinque: alla luce di tutto ciò che il Corano gli ha donato, una persona deve abbandonare ogni cosa propria, nelle azioni e nei pensieri. Qualsiasi arroganza, superbia, ostinazione, senso di autosufficienza, obiezione, indifferenza, considerazione di qualcosa come inaccettabile e simili costituiranno necessariamente ostacoli molto gravi alla comprensione del Corano e potrebbero anche chiudere la porta delle benedizioni.

Sei: la via del Corano è la via della sottomissione e della pratica. Se qualcuno impara anche un solo versetto, imparare quel versetto e agire conformemente ad esso è migliore di mille versetti spiegati molto bene, ma la cui bellezza non si riflette affatto nella vita del lettore. L’obbedienza è la vera chiave.

Questo libro consta di 7 capitoli. Ciascuno di essi illumina diversi aspetti del percorso coranico. Il primo capitolo tratta il significato o l’importanza di seguire il cammino del Corano nella nostra vita. All’inizio del secondo capitolo viene spiegato quali condizioni debbano essere riunite nel profondo del cuore e della mente. Nel terzo capitolo vengono descritti il tipo di atteggiamento e l’impegno necessari al cuore, alla mente e al corpo. Il quarto capitolo tratta quali regole si debbano osservare nello studio e come si debba comprendere. Il sesto capitolo spiega come una persona possa dedicare la propria vita al compimento della missione del Corano. In un’appendice sono state raccolte le parole del Profeta (pace e benedizioni su di lui) riguardo a varie parti specifiche del Sacro Corano. Un’altra appendice propone un programma di studio per lo studio individuale e collettivo, che può risultare molto utile a molti. Sono stati aggiunti anche altri materiali come ausilio allo studio.

Questo non è un libro da leggere una sola volta in fretta e poi mettere da parte. Se non vi piace o non lo ritenete necessario, è un altro discorso. A coloro che hanno bisogno di un libro del genere e lo considerano molto utile, spero che dedichino tempo particolare a ogni capitolo e lo studino ripetutamente. A loro rivolgo l’invito a fare di questo libro un compagno costante.

Alcuni argomenti dovrete studiarli con estrema attenzione. Alcuni dovrete ricordarli sempre, mentre altri avrete bisogno di richiamarli più volte. Ma ciò che metterete in pratica sarà per voi davvero prezioso. Quest’opera ha indicato i confini del cammino e predisposto segnali e indicazioni, affinché il viandante possa riconoscere correttamente la propria strada e trovare le indicazioni, le precauzioni, gli avvertimenti o i divieti di cui ha bisogno. Ciononostante, dovrete equipaggiarvi con un mezzo di trasporto, riempirlo di carburante, mettervi in viaggio e guidarlo. Nulla di ciò che si trova nel libro può sostituire la vostra sincera aspirazione, la forza di volontà, la ferma determinazione e lo strenuo impegno.

È molto importante tutto ciò che nel libro viene detto sull’accogliere e applicare gli avvertimenti disseminati in esso. A questo proposito, dovete prestare attenzione a se state cercando di comprendere il Corano autonomamente, oppure se state utilizzando un programma e un percorso di studio, o se lo state facendo in qualche altro modo.

Ho attribuito grande importanza e insistito sulla necessità che ogni musulmano intraprenda personalmente lo sforzo di comprendere il Corano. A mio parere, questa è la richiesta più fondamentale del Corano. Naturalmente sono consapevole anche degli errori che si possono commettere seguendo questo cammino e ho cercato di menzionarli. A questo proposito, preferirei che teneste sempre davanti a voi questa frase di Sayyiduna Abu Bakr (che Allah sia soddisfatto di lui), nella quale si dice:

«La terra non mi accoglierà e il cielo non mi proteggerà se inventerò parole nell’interpretare il Corano.»

Questa frase ha esercitato su di me un’influenza di vasta portata e mi ha spinto a essere moderato e risoluto; anche voi dovreste trarne beneficio.

Viviamo in un’epoca in cui è diventato estremamente necessario e inevitabile rendere la nostra vita incentrata sul Corano. Senza di esso, noi musulmani non potremo in alcun modo scoprire noi stessi, dare significato alla nostra identità né acquisire alcun potere in questo mondo. Ancora più importante è che, senza una vita incentrata sul Corano, non potremo in alcun modo compiacere il nostro Creatore e Signore. Inoltre, senza il Corano, l’umanità sprofonderà nell’abisso della perdizione.

Oggi, tra i musulmani, cresce rapidamente la consapevolezza di questa urgente necessità. Il desiderio di comprendere il Corano e l’aspirazione a condurre la propria vita secondo i suoi insegnamenti sono oggi ampiamente diffusi. L’ondata di rinascita islamica in tutto il mondo è il risultato proprio di questo desiderio, di questa consapevolezza e di questo entusiasmo. In questi giorni di crisi per la nostra umma musulmana, se attraverso questo mio modesto sforzo nel cuore di alcune persone si risveglierà il desiderio di seguire il cammino del Corano, e se esso potrà diventare il compagno del loro cammino nella vita, allora la mia fatica avrà raggiunto un grande compimento e sarà ricompensata. Questo mi sarà davvero utile soltanto se Allah perdonerà i miei errori e le mie mancanze e accetterà questo mio sincero sforzo. Ai beneficiari di questo libro rivolgo un’unica richiesta: non dimenticatemi nelle vostre preghiere ad Allah.

–Khurram Murad

Leicester

15 Shaʿbān 1405 dell’Egira

6 maggio 1985

1 : Il cammino della vita

Una realtà eterna e vivente

Il Corano è la parola del grande Allah, pieno d’amore. Il Sacro Corano è stato rivelato come guida per tutti gli esseri umani di ogni epoca. Attraverso il Corano, Allah ha parlato agli esseri umani. Leggere il Corano significa onorare la parola di Allah, parlare con Lui e seguire il Suo cammino. Significa incontrare il Datore della vita nella lotta dell’esistenza. Non c’è altra divinità all’infuori di Allah. Egli è il Vivente, Colui che sussiste da Sé e non ha bisogno di nessuno (mentre tutti hanno bisogno di Lui). Egli è Colui che ha fatto scendere per voi il Libro con la verità assoluta, come guida per l’umanità. (Āl ʿImrān 3:2-3)

Per loro il Sacro Corano era una realtà vivente: essi avevano avuto la fortuna di ascoltare per primi quel messaggio dalla bocca del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Non avevano il minimo dubbio che, attraverso il Profeta (pace e benedizioni su di lui), il Signore eccelso, Allah, il Signore dei mondi, stesse parlando proprio con loro. Per questo i loro cuori e le loro menti ne erano stati completamente conquistati. I loro corpi erano stati percorsi da tremiti e dai loro occhi erano sgorgate lacrime. Vedevano ogni parola del Corano profondamente e concretamente conforme alle esperienze e alla comprensione della loro vita, e l’avevano pienamente assimilata alla propria esistenza. Individualmente e collettivamente, a contatto con il Corano, erano stati illuminati da un’identità e da caratteristiche nuove, capaci di dare vita. Quelle stesse persone che un tempo pascolavano pecore, allevavano cammelli e si dedicavano a modesti commerci, grazie a questo grande Libro, il Sacro Corano, giunsero a guidare l’intera umanità.

Quel medesimo Corano è oggi in nostro possesso. Oggi circolano milioni di copie del Corano. Giorno e notte, senza sosta, il Corano viene recitato nelle case, nelle moschee e dai pulpiti. Per spiegarne il significato è stata raccolta un’enorme quantità di opere e scritti esegetici. Per spiegare gli insegnamenti del Corano e condurre la vita secondo essi, sono state incessantemente prodotte numerose formulazioni. Eppure, nonostante tutto questo, oggi gli occhi rimangono asciutti e il cuore non si illumina. L’animo non avverte alcun tocco. Sembra che rovina e decadenza siano ormai il destino assegnato ai seguaci del Corano. Perché è accaduto questo? Perché noi non studiamo il Corano accettandolo come una realtà vivente. Pensiamo che sia un Libro sacro del passato, nel quale si parla di musulmani, miscredenti, ebrei e cristiani. E vi si parla anche di coloro che un tempo erano credenti e ipocriti.

Può il Corano essere oggi una forza altrettanto potente, vitale e ispiratrice di quanto lo era 1.400 anni fa? Questa è la domanda più difficile, alla quale dobbiamo assolutamente rispondere se vogliamo ridefinire la nostra meta secondo la guida del Corano.

Sembra che su questa strada vi siano diversi ostacoli. Il Corano fu rivelato in una determinata fase della storia. Da allora abbiamo percorso un lungo cammino. Nel campo della scienza e della tecnologia si sono verificati progressi senza precedenti e nella storia dell’umanità si sono prodotte notevoli trasformazioni sociali. Inoltre, oggi si ha soltanto una conoscenza limitata della lingua viva del Corano. Non ci si può aspettare che si possieda la conoscenza necessaria dello stile espressivo, degli idiomi e degli ornamenti retorici del Corano per assimilarne profondamente il significato e trovare la sua via. Ciononostante, proprio perché è la parola dell’Eterno Creatore, il Corano, per le sue caratteristiche proprie, possiede un richiamo universale alla guida per tutti gli esseri umani. È per questa verità che sono fermamente convinto che, proprio come i primi ascoltatori del Corano, anche noi possiamo comprenderlo, assimilarlo e accettarlo, se non completamente, almeno fino a un certo livello. Crediamo di avere il diritto e l’opportunità di ricevere la guida di Allah in tutta la sua perfetta bellezza e maestosità. In altre parole, sebbene la rivelazione del Corano sia avvenuta storicamente in una lingua, in un’epoca e in un luogo determinati, poiché il suo messaggio è eterno e universale, dovremmo essere capaci di comprenderlo e accettarlo. Proprio a causa dell’eternità del grande Libro, il Sacro Corano, anche noi, come i primi credenti, dovremmo rendere la nostra vita completamente conforme al messaggio del Corano e seguire necessariamente in ogni questione la via da esso stabilita.

Ma la domanda è: come è possibile? Si può affermare con grande chiarezza che possiamo entrare nel Corano come se Allah ci stesse parlando proprio oggi, in questo momento; solo quando, adempiendo a tutte le condizioni, ci troveremo in una situazione di questo genere, sarà possibile comprendere, assimilare e accettare il Sacro Corano.

Primo: dobbiamo comprendere che cosa sia il Corano in quanto parola di Allah e quale significato abbia per noi; questa comprensione richiede un impegno concreto: dobbiamo agire di conseguenza, con tutta la venerazione, l’amore, il desiderio e la volontà.

Secondo: dobbiamo leggere il Corano nel modo in cui ci è stato comandato di leggerlo, secondo le istruzioni del Messaggero della parola di Allah e nel modo in cui egli e i suoi Compagni lo leggevano.

Terzo: dobbiamo superare gli ostacoli del tempo, della cultura e del cambiamento, collegando ogni parola del Corano alla realtà, alle esperienze e ai problemi della nostra vita.

Per i primi ascoltatori del Corano, esso riguardava il contesto della loro epoca. La lingua e lo stile compositivo del Corano, i suoi argomenti e ornamenti retorici, le espressioni idiomatiche e le metafore, le similitudini e le immagini figurate, i tempi e gli eventi: tutto possedeva caratteristiche distintive. Poiché la rivelazione del Corano avvenne nella loro stessa epoca, i primi ascoltatori del Corano furono, da un lato, suoi testimoni e, dall’altro, partecipanti diretti al corso degli eventi di quel tempo. Noi non abbiamo questa stessa opportunità. Ciononostante, si può dire che la medesima esperienza debba necessariamente verificarsi anche per noi.

Se comprendiamo e seguiamo il Corano dalla nostra posizione, vedremo che, proprio come per le persone del passato esso era attuale e contemporaneo, lo è anche per noi. La ragione fondamentale è che l’essenza dell’essere umano non è cambiata e non è soggetta a cambiamento. Sono cambiate soltanto le sue condotte esteriori, il suo aspetto, le sue modalità e la sua tecnologia. Forse a Mecca non vi sono più idolatri, né gli ebrei di Yasrib o i cristiani di Najran, e non vi sono più nemmeno i credenti e i miscredenti di Medina; tuttavia, percepiamo intorno a noi l’esistenza degli stessi caratteri. Siamo esattamente gli stessi esseri umani dei primi ascoltatori. Eppure, per molti di noi è assai difficile comprendere la profonda importanza di questa verità semplicissima.

Se riuscirete a comprendere questa verità e a seguirla, e vi avvicinerete al Corano come vi si avvicinarono i primi credenti, allora esso vi apparirà esattamente come apparve a loro e diventerete partecipi degli eventi come lo furono loro. Soltanto allora il Nobile Corano, invece di essere soltanto un libro sacro, glorioso e miracoloso di benedizioni, si trasformerà in una forza ispiratrice, sconvolgente, dinamica, profondissima e capace di condurre al massimo successo, proprio come lo fu per le persone di quell’epoca.

Il richiamo di un mondo nuovo

Avvicinandovi al Corano, scoprirete un mondo nuovo. Nulla nella vostra vita potrà essere prezioso, importante, benedetto e proficuo quanto il viaggio verso il Corano. Questo viaggio della vita vi condurrà verso una gioia infinita e una prosperità che il vostro Creatore e Signore ha inviato per voi e per l’umanità. In questo Corano troverete un inesauribile tesoro di guida per il cammino della vita, conoscenza e saggezza, che perfezionerà il vostro pensiero e le vostre azioni. In esso scoprirete una profonda lungimiranza capace di arricchirvi e riceverete la forza vivificante per percorrere la via della verità. Da esso potrete accogliere raggi di luce ardente che illumineranno le regioni più profonde del vostro cuore. In questo Libro sublime vi troverete di fronte a lacrime capaci di scendere lungo le vostre guance, al calore capace di sciogliere il cuore e a emozioni pure.

Sarà una cosa molto difficile per voi, poiché nel percorrere la via del Corano dovrete procedere con cautela a ogni passo. Dovrete manifestare la vostra completa obbedienza ad Allah. Leggere il Corano significa spontaneità, sincerità, profonda concentrazione e vivere pienamente insieme al Corano. Il successo di tutta la vostra vita dipende da come risponderete alla chiamata di Allah. Pertanto, dalla vostra adesione alla via del Corano dipendono la vostra esistenza, quella dell’umanità e il futuro della civiltà umana.

In questa terminologia vi sono centinaia di parole nuove

Secoli e secoli sono racchiusi nei suoi attimi.

(Javednama: Allama Iqbal)

Sappiate che questo è il nobile Libro, il Sacro Corano. Solo questo Corano può guidarvi verso il vero successo e la vera gloria in questo mondo e nell’aldilà, e verso il vero successo e la vera gloria nell’aldilà.

Che cos’è il Corano?

Descrivere quanto siano immensi e vasti l’importanza e il valore del Corano per l’essere umano è al di là delle capacità umane. Tuttavia, affinché possiate immergervi completamente e con entusiasmo nel Corano, dedicandogli l’impegno, la piena concentrazione e lo sforzo incessante che esso richiede, fin dall’inizio dovete acquisire una certa conoscenza di che cosa sia il Corano e di ciò che lo riguarda.

Il Corano è una grande grazia di Allah per voi. Esso è il compimento della promessa del Sommo Allah ad Adamo (a) e della promessa fatta a lui.

Poi, quando vi giungerà da parte Mia una guida per la vita, coloro che seguiranno la Mia guida non avranno motivo di temere né di affliggersi. (Al-Baqara 2:38)

Questo è l’unico strumento di sostegno per la vostra effimera esistenza nella lotta contro l’avidità e le brame del mondo e contro le forze sataniche. Questo è l’unico mezzo per allontanare la vostra paura e la vostra preoccupazione. Questo è l’unico faro luminoso (Nur) che vi mostra la via della liberazione e del successo nella notte più buia dell’oscurità.

Questa è l’unica cura (Shifa) per le vostre malattie interiori e per quella patologia sociale che cerca incessantemente di divorarvi. È un ricordo permanente (Dhikr) della vostra natura, della vostra destinazione, della vostra posizione, delle vostre responsabilità e dei vostri doveri, nonché della vostra distruzione.

Il Corano è stato portato sulla terra da un angelo del Paradiso potente e fidato, Hazrat Jibril (A). Dopo essere stato portato da Allah, la prima dimora del Corano fu l’anima pura e gloriosa dell’amato Profeta Muhammad, la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui, che non può essere paragonata a quella di nessun altro essere umano.

Soprattutto, questa è l’unica via per conseguire la vicinanza e la prossimità al Creatore. Questo Libro sublime ti informa su Allah e sui Suoi attributi. Nel Corano Egli ha inoltre spiegato come il grande Creatore governi l’intero universo e quale debba essere il tipo di rapporto tra te e gli altri esseri umani, e tra gli esseri umani e le altre creature.

Le ricompense del seguire la via del Corano sono certamente numerose in questo mondo, e nell’Aldilà ve ne sono ancora di più, inesauribili ed eterne. Ma riguardo a ciò che Allah l’Altissimo ha promesso alla fine di questa via, Hazrat Abu Hurayra (R) disse: «Nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai udito e nessun cuore umano ha mai provato». Se vuoi, puoi leggere la sura as-Sajda, versetto 17:

Inoltre, nessuna creatura sa quale delizia rinfrescante per gli occhi sia stata tenuta nascosta per loro come ricompensa delle loro opere.

Misericordia e maestà infinite

La cosa più importante che si legge nel Corano è la parola del grande Allah, Signore di tutti i mondi. Egli l’ha donata all’umanità in una lingua umana proprio per la Sua benevolenza, misericordia e amore verso gli esseri umani.

Il Misericordioso, che ha insegnato il Corano (Ar-Rahman-55: 1-2)

Una misericordia proveniente dal vostro Signore (Ad-Dukhan-44: 6)

La gloria di Allah possiede una potenza così straordinaria che nessun essere umano può comprenderla. Allah stesso ha detto:

Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, avresti visto che essa si sarebbe umiliata e sarebbe crollata, tremante per il timore di Allah e ridotta in frantumi (al-Hashr 59:21).

Questa misericordia e questa gloria del grande Allah sono sufficienti a suscitare nell’essere umano meraviglia e gratitudine ai massimi livelli, e a ispirarlo a impegnarsi. In verità, nessun altro bene può essere più prezioso per l’essere umano del Corano.

Come ha detto Allah:

O umanità! Vi è giunto dal vostro Signore un ammonimento, una guarigione completa per tutti i mali del cuore; e per chi lo accoglierà sono destinate la guida e la misericordia. O Profeta, di’: «Questo è il favore di Allah e la Sua immensa misericordia: Egli lo ha fatto scendere». Per questo le persone dovrebbero gioire e rallegrarsi. Esso è migliore di ciò che le persone accumulano e si procurano (Sura Yunus 10:57-58).

Pericoli e rischi

La misericordia, la gloria e la generosità di Allah ti susciteranno certamente entusiasmo e gioia. Risveglieranno in te ispirazione e desiderio di ricerca. Tuttavia, il Corano apre le porte della guida a coloro che, comprendendo l’importanza di questa misericordia di Allah, si rivolgono al Corano con una profonda ansia del cuore, sincerità, devozione assoluta, concentrazione e attenzione. Soltanto costoro possono attingere al tesoro glorioso del Corano; nel praticarlo, sono pronti ad abbandonare ogni cosa per obbedire alle istruzioni del Corano, percorrerne la via e accoglierlo.

Non è impossibile che accada che una persona studi continuamente il Corano, giri pagina dopo pagina, reciti magnificamente ogni parola e lo approfondisca come uno studioso, senza tuttavia trovarsi mai nella condizione di arricchire e ravvivare la propria vita con la luce del Corano. Infatti, non tutti coloro che leggono il Corano riescono a trarne beneficio nel modo in cui dovrebbero. Alcuni rimangono privati delle benedizioni del Corano, mentre altri possono persino essere maledetti.

Sul cammino del Corano vi sono ricompense preziose e inesauribili, ma vi sono anche rischi e pericoli. Sebbene sia a portata di mano, molti non volgono neppure lo sguardo verso questo Libro sublime; alcuni arrivano alla sua porta e poi tornano indietro. Molti leggono spesso il Libro e ritornano a mani vuote. Molti lo leggono, ma non penetrano veramente nelle profondità del Corano. Alcuni trovano ciò che cercano, ma poi lo perdono. Non riescono ad ascoltare Allah neppure nelle parole di Allah; al posto di Allah ascoltano soltanto la propria voce, le proprie parole. Alcuni odono la parola di Allah, ma non riescono ad acquisire la volontà, la determinazione, il coraggio e la forza necessari per rispondere alla chiamata di Allah e percorrere la via di Allah. Alcuni perdono persino ciò che possiedono: invece di raccogliere i preziosi ciottoli della vita, tornano con un cumulo di pietre che spezzano le ossa, dalle quali ricevono ferite per tutta la vita.

Se qualcuno, pur ricorrendo al Corano, non ne sente il contatto nel cuore, se il cuore non viene scosso, la vita rimane immutata e ritorna a mani vuote, esattamente com’era venuto, quale sventura potrebbe essere più dolorosa della sua?

La maestà e la benedizione del Sacro Corano sono illimitate. Tuttavia, quanto ciascuno potrà riceverne dipenderà interamente dalla capacità del recipiente in cui lo accoglierà. Perciò, fin dall’inizio dello studio del Corano, bisogna essere profondamente consapevoli di che cosa sia il Corano e quali siano le sue richieste. Bisogna impegnarsi con ferma determinazione a studiare il Corano nel modo appropriato, affinché possiate essere tra coloro dei quali nel glorioso Corano è detto:

Coloro ai quali abbiamo dato il Libro lo recitano come deve essere recitato e credono sinceramente in esso (al-Baqara 2:121).

La recitazione del Corano

Tilāwa è una parola usata nel Corano per indicare l’atto di leggere il Corano. Non può essere tradotta direttamente con una sola parola né in inglese né in alcun’altra lingua. Il significato originario della parola è più vicino a “seguire”; la lettura ne costituisce il significato secondario. Infatti, anche nella lettura una parola segue l’altra, e tra esse esiste una sequenza estremamente profonda, ordinata e significativa. Se una parola non segue l’altra, oppure se l’ordine e la continuità vengono compromessi, il significato viene distorto.

Pertanto, in senso originario, tilāwa significa seguire da vicino, avanzare in avanti, fluire in successione, sforzarsi di raggiungere l’obiettivo desiderato, accettare come guida, condottiero, signore e modello, riconoscere l’autorità, accettare volontariamente, mettere in pratica, percorrere la via, praticare un sistema di vita, comprendere, seguire o imitare il veicolo del pensiero. Leggere il Corano, comprendere il Corano, seguire il Corano. È in questo modo che coloro i quali affermano di credere nel Corano possono collegare la propria vita ad esso.

La tilāwa, o recitazione, è un’attività alla quale l’essere umano deve partecipare con il corpo, il cuore, la mente e la lingua, in breve con la totalità della propria esistenza umana. Quando si legge il Corano, corpo e mente, ragione e sentimento perdono le loro differenze e si consacrano interamente. Quando si recita con l’aiuto della lingua, le parole escono dalle labbra, la mente continua a riflettere, il cuore contempla, l’anima accoglie, gli occhi si riempiono di lacrime, il cuore trema e il corpo è percorso da brividi. Ed è così che egli cammina alla luce del suo Signore.

Allah ha rivelato la migliore delle parole: un Libro le cui parti sono armoniose e nel quale lo stesso messaggio viene ripetuto più volte. Quando lo ascoltano, la pelle di coloro che temono Allah si accappona. Poi i loro corpi e i loro cuori si inteneriscono e diventano desiderosi e solleciti nel ricordo di Allah. Questa è la guida di Allah, mediante la quale Egli guida chi vuole sulla retta via. E colui che Allah non guida non avrà alcuna guida. (az-Zumar, 39:23).

Leggere il Corano come dovrebbe essere letto non è facile, ma non è neppure troppo difficile o impossibile. Altrimenti il Corano non sarebbe stato inviato per persone comuni come noi, né alcuno potrebbe ricevere la misericordia e la guida che il Corano offre realmente. Tuttavia, è evidente che lo studio del Corano richiede inevitabilmente un duro impegno del cuore e della mente, del corpo e dell’anima. Inoltre, occorre rispettare alcune condizioni interiori ed esteriori e soddisfare requisiti imprescindibili. Prima di entrare nel mondo glorioso del Corano, dobbiamo conoscere tali aspetti e sforzarci al massimo di metterli in pratica.

Solo allora sarà possibile trarre beneficio e profitto dal bene e dalla gloria che il nobile Libro, il Corano, contiene per l’umanità. Solo allora la porta del Corano si aprirà a una persona; solo allora essa potrà entrare nel suo mondo interiore, e il Corano susciterà in lei profonde riflessioni ed emozioni. Dopo aver trascorso nove mesi nel grembo di tua madre, trasformandoti da una goccia d’acqua in un essere umano vivente dotato di udito, vista e capacità di pensare, puoi immaginare quanto tempo della tua vita potresti trascorrere con il Corano: cercando, ascoltando, osservando, riflettendo e lottando, e quanto esso potrebbe esserti necessario. Può trasformarti in una persona completamente nuova, davanti a molti dei quali persino gli angeli si sentiranno onorati di inchinarsi.

A ogni passo compiuto nel Corano e a ogni momento trascorso con il Corano, sentirai di ascendere verso l’alto. La forza fluente e la bellezza del Corano ti avvinceranno, e continuerai a percepirle con il cuore. È narrato da Abdullah ibn Amr ibn al-As (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse:

Al compagno del Corano sarà detto: «Recita e ascendi. Continua ad ascendere con fermezza, proprio come recitavi il Corano con scioltezza nel mondo. La tua destinazione finale sarà il grado corrispondente all’ultimo versetto che hai recitato». (Abu Dawud, at-Tirmidhi, Ahmad, an-Nasa’i).

2 : Prerequisiti fondamentali

Per instaurare un rapporto fruttuoso con il Corano, alcune condizioni fondamentali del cuore e della mente e determinati atteggiamenti sono prerequisiti assolutamente indispensabili. Arricchiscili per quanto ti è possibile. Rendili parte della tua coscienza e mantienili vivi e attivi. Integrali nelle tue azioni. Lascia che tali emozioni e atteggiamenti del cuore penetrino profondamente in te. Senza l’aiuto di queste risorse interiori, non sarai in grado di ricevere la benedizione e la misericordia del Corano. Nel cammino della vita, esse saranno i tuoi compagni e amici indispensabili.

Queste risorse interiori non sono difficili, né è impossibile trovarle. Attraverso una vigilanza costante, il discernimento e parole e azioni corrette, puoi acquisire forza interiore e accrescerla. Quanto più lo farai, tanto più sarai capace di avvicinarti al Corano. E quanto più ti avvicinerai al Corano, tanto maggiore sarà il tuo successo.

Fede : La parola di Allah

Innanzitutto, avvicinati al Corano con una fede forte e profonda in questa verità: questo Corano è la parola del nostro grande Creatore e Signore.

Perché questo tipo di fede è un prerequisito indispensabile? Indubbiamente, la forza e l’attrattiva del Corano sono tali che chiunque lo studi potrà trarne beneficio, così come si può trarre beneficio da un libro comune se lo si legge con mente aperta. Ma questo libro non è un libro comune. Esso si apre con una dichiarazione solenne: è il Libro di Allah, nel quale non vi è il minimo dubbio. (Al-Baqara 2:2)

Il tuo obiettivo nella lettura e nello studio del Corano non è un obiettivo comune. Da esso cerchi una guida, una hidayah, che trasformi tutta la tua vita, ti conduca e ti mantenga sulla retta via, la Sirat al-Mustaqim. «Guidaci sulla retta via, o nostro Signore» (Sura al-Fatiha 1:5). La risposta a questo grido d’aiuto è il Sacro Corano.

Puoi lodare il Corano e persino apprendere molte cose da esso, ma il Corano non potrà trasformarti finché il suo messaggio non riuscirà a risvegliarti, ad afferrarti, a guarirti e a cambiarti. Ciò non può avvenire finché non accetti le sue parole in quanto parola di Allah. Senza la fede, è impossibile acquisire le risorse e le forze interiori necessarie per raggiungere la profondità del Corano e assimilare il suo messaggio. Una volta che essa si è stabilita nel cuore, non puoi fare a meno di essere adornato da nobili qualità: sincerità d’intenti, umiltà e rispetto, amore e gratitudine, fiducia, affidamento, desiderio di impegnarti duramente, ferma certezza della sua veridicità, atteggiamento di sottomissione al suo messaggio, obbedienza ai suoi comandamenti e vigilanza contro gli ostacoli che potrebbero privarti dei tesori del Corano.

Rifletti sulla munificenza, sulla gloria e sulla potenza di Allah: proverai rispetto, umiltà e profondo amore per la Sua parola. Considera la Sua misericordia e la Sua compassione: vedrai il tuo cuore colmo di gratitudine, amore e desiderio della Sua parola. Conosci la Sua saggezza, la Sua conoscenza e la Sua misericordia: diventerai desideroso, impaziente e pronto a obbedire ai Suoi comandamenti. Per questo, all’inizio di molte sure, il Corano ti ricorda ripetutamente questa importante verità.

Per questo motivo anche al nobile Profeta (pace su di lui) fu ordinato di dichiarare la propria fede: «Di’: “Ho creduto nel Libro che Allah ha fatto scendere”». (Ash-Shura 42:15)

Il Messaggero ha creduto nella guida che è stata fatta scendere su di lui dal suo Signore. (Al-Baqara 2:285)

Dovete sempre essere consapevoli che ogni parola che leggete, ascoltate, recitate o cercate di comprendere è stata rivelata da Allah.

Avete davvero questa fede? Per rispondere non è necessario andare molto lontano. È sufficiente esaminare o osservare il vostro cuore e il vostro comportamento. Se possedete davvero questa fede, allora dove sono il vostro ardente desiderio e la vostra brama di ricevere l’aiuto del Corano, dove sono il vostro impegno e la vostra strenua fatica per comprendere il Corano, dove sono la sottomissione e l’obbedienza a quella sublime Parola?

Come si può acquisire questa fede e come si può mantenerla viva? Vi sono molti modi. Ne menzionerò soltanto uno. Il metodo più efficace è recitare il Corano. Potrebbe sembrare che ci muoviamo in un circolo. Ma in realtà non è così. Infatti, leggendo il Corano, certamente vi renderete conto che esso è la Parola di Allah. La vostra fede diventerà allora più profonda e salda.

I veri credenti sono coloro i cui cuori tremano quando Allah viene ricordato. Quando i Suoi versetti vengono recitati davanti a loro, la loro fede aumenta. (Al-Anfal 8:2)

La purezza dell’intenzione

In secondo luogo, leggete il Corano esclusivamente per ricevere la guida di Allah, avvicinarvi a Lui e ottenere il Suo compiacimento.

Ciò che traete dal Corano dipende da ciò che desiderate ottenere dal Corano. In questo caso, l’intenzione è decisiva. Indubbiamente il Corano è stato rivelato per guidarci. Tuttavia, se lo leggete con cattive finalità e intenzioni disoneste, potreste smarrirvi. Il Corano è la Parola di Allah. Pertanto, per studiare il Corano sono necessarie esattamente la stessa purezza dell’intenzione e la stessa nobiltà dello scopo richieste nell’adorazione e nel servizio ad Allah.

Non studiate il Corano soltanto per soddisfare esigenze intellettuali e trarne piacere. Impiegate il vostro intelletto per comprendere pienamente il Corano e metterlo in pratica di conseguenza. Molti trascorrono la vita studiando la lingua del Corano, il suo stile, la storia, la geografia, la giurisprudenza e l’etica. Ciononostante, non riescono a raggiungere il messaggio autentico del Corano o rimangono privati del suo significato essenziale. In molti passi, il Corano menziona persone che possiedono conoscenza, ma non riescono a trarne beneficio.

Non si dovrebbe studiare il Corano con l’obiettivo specifico di trovare sostegno alle proprie opinioni, prospettive e ideologie. In tal caso, forse ascolterete soltanto l’eco della vostra stessa voce, e non quella di Allah. Il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha condannato severamente questo metodo di comprensione e interpretazione del Corano:

Chiunque interpreti il Corano secondo la propria opinione avrà come dimora l’Inferno. (Tirmidhi).

Non vi è nulla di più deplorevole che usare il Corano per ottenere fama, onori, notorietà e ricchezza mondana. Potreste ottenere influenza, prestigio, buona reputazione e beni materiali. Ma così scambiereste insensatamente un bene inestimabile. Andate certamente incontro a una perdita immensa. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: «Se qualcuno studia il Corano per procurarsi da vivere presso la gente, nel Giorno della Resurrezione il suo volto sarà come un osso privo di carne» (Bayhaqi). Disse inoltre:

Chiunque impari, reciti o insegni il Corano per un interesse mondano sarà gettato nel fuoco ardente dell’Inferno. (Muslim)

Potete trarre dal messaggio del Corano alcuni benefici secondari, come la liberazione dalle sofferenze fisiche, dall’agitazione mentale, dalla povertà e così via. Non vi è nulla di male nell’ottenerli. Tuttavia, questi non possono costituire tutto ciò che desiderate conseguire dal Corano, né possono essere lo scopo della vostra intenzione. Potete certamente ottenere tali benefici, ma perderete un oceano immenso che avreste potuto raggiungere. Per la recitazione di ogni parola del Corano vi è una grande ricompensa. Dovete essere consapevoli di ogni ricompensa e farne parte della vostra intenzione. Sono infatti proprio queste ricompense a motivarvi a trascorrere il tempo con il Corano. Ma non dimenticate mai che vi è stata promessa un’immensa ricompensa, in questo mondo e nell’Aldilà, per la comprensione, l’assimilazione e l’osservanza del Corano. Questo dovrebbe essere il vostro obiettivo.

La sola purezza dell’intenzione non è sufficiente. Finché avete con voi il Corano, i suoi messaggi e la Sunnah, sua incarnazione vivente, non potete in alcun modo prendere qualcos’altro come fonte di guida. Farlo significherebbe correre dietro a un miraggio. Significherebbe mancanza di fiducia nel Corano e disprezzo per esso. Sarebbe una forma di divisione nell’obbedienza.

Nulla può avvicinarvi tanto al vostro Signore quanto il tempo che trascorrete con le parole del vostro Signore. Il Corano è per voi quella meravigliosa benedizione grazie alla quale potete ascoltare la «voce» del vostro sublime Signore mentre si rivolge a voi. Pertanto, durante lo studio del Corano, il vostro desiderio interiore dovrebbe essere quello di avvicinarvi ad Allah.

Il vostro intento dovrebbe essere quello di ottenere il compiacimento di Allah dedicando il cuore, la mente e il tempo alla guida che il Sublime Allah vi ha inviato. Questo è il vostro patto, sulla base del quale vi sottomettete ad Allah. «Tra gli uomini ve ne sono alcuni che sacrificano la propria vita cercando soltanto il compiacimento di Allah. In verità, Allah è molto benevolo verso tali servi.» (Al-Baqara 2:207)

Lo scopo e l’intenzione sono come la forza vitale del corpo, simili alla forza interiore di un seme. Molti semi hanno lo stesso aspetto. Ma quando crescono, diventano alberi e producono frutti, allora si manifesta la loro differenza. Quanto più puro ed elevato sarà lo scopo, tanto più grandi, preziosi e fruttuosi saranno i vostri passi.

Pertanto, esaminate sempre voi stessi e chiedetevi: perché sto leggendo il Corano? Ricordate continuamente a voi stessi perché dovreste recitare il Corano. Questo è il modo migliore per mantenere pure lo scopo e l’intenzione.

Rendimento di grazie e lode

Terzo: dovreste essere consapevoli e vigili, rendendo infinita gratitudine e lode ad Allah l’Altissimo, poiché Allah, nella Sua misericordia, vi ha donato il Suo dono più grande e, insieme ad esso, vi ha concesso anche l’opportunità di leggere e studiare il Corano.

Se riusciste una volta a percepire quale straordinario e inestimabile tesoro avete tra le mani, il vostro cuore si colmerebbe spontaneamente di gioia, esulterebbe, e voi stessi esclamereste: «Ogni lode appartiene soltanto ad Allah, che ci ha guidati su questa via. Non avremmo mai potuto trovare la via se Allah non ci avesse guidati». (Al-Aʿrāf 7:43)

Il Corano non è paragonabile ad alcuna delle misericordie e benedizioni che Allah l’Altissimo ha riversato su di voi. Anche se ogni capello del vostro corpo diventasse una lingua per lodare e glorificare Allah, e ogni goccia del vostro sangue si trasformasse in una lacrima di gioia, la vostra lode e la vostra gratitudine non potrebbero comunque essere paragonate alla grandezza del Corano.

Anche se il Corano non fosse stato rivelato a noi, la sua purezza, bellezza, magnanimità e splendore luminoso sarebbero comunque stati degni di tutta la nostra lode. Ma questo dono glorioso e sacro, una parola straordinariamente elevata e nobile del nostro Signore, ci è stato dato esclusivamente per la nostra salvezza.

Per questo dovremmo rendere «infinita gratitudine e ringraziamento ad Allah».

Una lode così profonda sfocia inevitabilmente in una profonda gratitudine. Nessun’altra parola è in grado di esprimere la lode e il ringraziamento ad Allah in modo tanto ampio e profondo quanto la parola «al-hamd». «Alhamdulillahilladhi hadana lihadha __»

Perché si dovrebbe ringraziare Allah per averci donato il Corano? In questo modo Egli ci ha informati sullo scopo e sul significato della vita e ci ha guidati sulla retta via. L’onore e la gloria di questo mondo sono stati messi a vostra disposizione. In questo Corano potete parlare con Allah.

Seguendo il Corano durante la vita terrena, potete ottenere nell’aldilà il perdono, il Paradiso e il compiacimento del Grande Allah. La gratitudine e la gioia conducono alla fiducia, alla speranza e a una grande ricompensa. Colui che vi ha donato il Corano vi aiuterà certamente a leggerlo, comprenderlo e seguirlo. La gratitudine e la gioia creano una forza vitale sempre rinnovata, che vi aiuta a leggere il Corano con rinnovato entusiasmo. Quanto più esprimerete gratitudine, tanto più Allah l’Altissimo vi donerà i tesori del Corano. La grandezza genera gratitudine e la gratitudine vi rende grandi: questo è un processo senza fine. Questa è anche la promessa di Allah.

«Se sarete riconoscenti, vi concederò certamente ancora di più.» (Ibrahim 14:7)

Il fatto di non provare una profonda gratitudine per il Corano, nonostante lo si abbia ricevuto, può avere due significati: o ignorate le benedizioni che il Corano ha portato, oppure non avete attribuito alcuna importanza al Corano. In ogni caso, dovete riflettere molto profondamente su quale sia il vostro rapporto con il Corano. L’emozione della gratitudine, che scorre in ogni fibra del cuore e della mente, deve essere espressa a parole con entusiasmo incessante. Ringraziate Allah per ogni passo del vostro cammino, per il tempo trascorso con il Corano, per ogni significato che ne avete ricavato leggendolo correttamente e per la capacità di seguirlo. La gratitudine deve necessariamente tradursi in azione.

Riconoscimento e fiducia

Quarto: accettate e abbiate fiducia in ogni conoscenza e guida offerte dal Corano, senza il minimo dubbio né esitazione.

Avete piena libertà di sollevare la questione se il Corano sia o meno la parola di Allah. Potete anche rifiutarne la pretesa, se non avete piena fiducia o non siete giunti alla convinzione. Ma una volta accettato come parola di Allah, non vi sono alcuna ragione né alcun fondamento legittimo per dubitare anche di una sola parola. Farlo significherebbe rifiutare ciò che avevate accettato. Dovete sottomettervi pienamente agli insegnamenti del Corano. Le vostre convinzioni, opinioni, giudizi, punti di vista e inclinazioni non devono portarvi a ignorare neppure una minima parte degli insegnamenti del Corano. Il Corano considera colpevoli coloro che lo trattano come un libro ricevuto in eredità e poi si comportano da credenti confusi, smarriti e pieni di dubbi.

In verità, coloro che hanno ereditato il Libro dopo i loro predecessori sono sprofondati, a suo riguardo, in un dubbio tormentoso (ash-Shūrā 42:14).

Il Corano ha sottolineato più volte che sono state adottate tutte le misure necessarie per garantire la trasmissione e la comunicazione incontaminate della parola di Allah.

Anzi, questo Corano è davvero nobilissimo ed è inscritto su una Tavola ben custodita (al-Burūj 85:21).

In verità, esso è la parola di un messaggero nobile, dotato di grande potenza e di alto rango presso il Signore del Trono. Là la sua parola viene obbedita. Egli è degno di fiducia, leale (at-Takwīr 81:19-21).

Esso è nelle mani di scribi onorati e virtuosi (ʿAbasa 80:15-16).

Essi sono coloro che, quando fu recitato loro il monito, rifiutarono di accettarlo. Ma in verità, questo è un Libro glorioso. La falsità non può accostarsi ad esso né dal davanti né da dietro. È una rivelazione di un Essere Sapientissimo e degno di ogni lode (Hā Mīm as-Sajda 41:41-42).

È stato inoltre proclamato:

Abbiamo fatto scendere questo Corano con la verità, ed esso è disceso con la verità (al-Isrāʾ 17:105).

La legge di Dio è perfetta quanto a verità e giustizia. (Al-Anʿām 6:115)

Accettare il Corano come vero e assolutamente veritiero e riporre fiducia in esso non significa avere una fede cieca, una mentalità chiusa o una comprensione priva di ricerca.

Avete il diritto di indagare, esaminare, porre domande e comprendere ciò che si trova nel Corano. Tuttavia, non c’è motivo di ritenere irragionevole o falso ciò che non riuscite a comprendere o a cogliere pienamente. Immaginate una miniera della quale credete, ed è dimostrato, che ogni frammento di roccia sia una gemma inestimabile: non potete gettare via quei frammenti il cui valore i vostri occhi non sono in grado di determinare o che non può essere determinato con lo strumento di cui disponete.

Né è ammissibile scartare una parte del Corano considerandola antica, antiquata o una storia dei tempi passati. Se Dio Onnipotente è il Signore di tutti i tempi, allora la Sua parola rimane altrettanto indiscutibilmente valida anche dopo millequattrocento anni.

Accettare alcune parti del Corano e rifiutarne altre equivale a rifiutare l’intero Corano. Per quanto riguarda il vostro rapporto con il Corano, non è possibile né ragionevole accettarlo in modo parziale o frammentario. (Al-Baqara 2:85)

Nel cuore e nella mente vi sono molte malattie che vi impediscono di accogliere il messaggio del Corano e di sottomettervi ad esso. Tutto ciò è spiegato nel Corano. Tra queste vi sono l’invidia, la superstizione, il soddisfacimento dei desideri e l’imitazione cieca delle consuetudini e delle pratiche sociali. Il più grande ostacolo ad abbandonare le proprie opinioni, ad accettare la parola di Dio e ad accoglierla con umiltà è costituito dall’orgoglio, dall’ignoranza e dall’atteggiamento di autosufficienza.

Distoglierò dai Miei segni lo sguardo di coloro che, senza alcun diritto, si comportano con arroganza sulla terra. Qualunque segno vedano, non crederanno mai in esso. Anche quando la retta via si presenterà loro, non la seguiranno; quando vedranno la via tortuosa, la prenderanno come propria via. Ciò perché hanno considerato falsi i Miei segni, li hanno negati e non se ne sono curati affatto. (Al-Aʿrāf 7:146)

Sappiate con certezza che per coloro che hanno considerato falsi i Nostri versetti e li hanno rinnegati, adottando una politica di ribellione contro di essi, le porte del cielo non saranno mai aperte. Il loro ingresso in Paradiso sarà tanto impossibile quanto il passaggio di un cammello attraverso la cruna di un ago. (Al-Aʿrāf 7:40)

Obbedienza e cambiamento

Quinto: bisogna avere una ferma volontà, determinazione e preparazione ad accettare qualunque cambiamento il Corano desideri nella vita, nella visione del mondo e nel comportamento. Finché non sarete pronti a riorganizzare i vostri pensieri e le vostre azioni alla luce del messaggio del Corano, la vostra devozione e la vostra fatica finiranno inevitabilmente nel fallimento. La sola pratica intellettuale e un’esperienza piacevole non potranno in alcun modo avvicinarvi al vero tesoro del Corano.

Il fallimento nel mettere in pratica il Corano e nel cambiare la propria vita di conseguenza a causa della debolezza umana, delle tentazioni, delle difficoltà naturali e degli ostacoli esterni è una cosa; il fallimento dovuto alla mancanza di intenzione o di impegno è tutt’altra cosa. In questa situazione potreste forse ottenere fama come studiosi del Corano, ma ciò non vi permetterà mai di scoprire la verità autentica e il significato reale. Il Corano ha condannato con parole durissime coloro che affermano di credere nel Libro di Allah, ma che, quando viene loro chiesto di seguirlo o quando devono prendere una decisione, ignorano il richiamo del Corano e gli voltano le spalle. Sono stati definiti kāfir, fāsiq e ẓālim.

Rischi e ostacoli

Sesto: state sempre attenti a questo: non appena vi concentrerete sullo studio del Corano, Satana creerà sul vostro cammino ogni possibile tipo di ostacolo e difficoltà, affinché non possiate acquisire il grande tesoro del Corano.

Il Corano è l’unica guida sicura sulla via della retta via di Allah. Percorrere quella via è il destino dell’essere umano. Quando Adamo (pace su di lui) fu creato, l’umanità fu avvertita degli ostacoli e delle difficoltà che avrebbe dovuto superare per compiere il proprio destino. Furono rese manifeste tutte le debolezze dell’essere umano, in particolare quelle della forza di volontà, della determinazione e della gratitudine. (Taha 20:115)

È facile da comprendere e chiaro come Satana creerà ostacoli a ogni passo del cammino.

Certamente mi metterò in agguato per loro sulla Tua retta via; poi li assalirò da davanti e da dietro, da destra e da sinistra, e Tu non troverai riconoscente la maggior parte di loro. (Al-A‘rāf 7:16-17)

Il Corano è chiaramente una guida da parte di Allah e il vostro alleato più potente. Questo Corano vi aiuterà nella lotta contro Satana, nella lotta sul cammino coranico e nella lotta per vivere secondo la guida di Allah. Pertanto, dall’inizio del vostro studio del Corano fino all’ultimo momento della vostra vita vissuta secondo esso, Satana vi affronterà con molte astuzie e inganni, seduzioni e illusioni, ostacoli e avversità, che dovrete superare.

Satana può corrompere le vostre intenzioni, tenervi disattenti riguardo al significato e al messaggio del Corano, erigere una barriera tra la vostra anima e il mondo di Allah, intrappolarvi negli insegnamenti marginali invece che in quelli fondamentali, tentarvi affinché vi astengiate dal seguire il Corano oppure, in generale, rendervi negligenti nello studio del Corano. Anche tutte queste avversità sono spiegate dettagliatamente nel Corano stesso.

Prendiamo un esempio molto semplice. Se si studia il Corano ogni giorno e lo si comprende, sembra davvero facile. Ma provateci e vedrete quanto può sembrare difficile. Il tempo passa e si presentano altri impegni importanti. La mente concentrata e l’attenzione diventano proprio ciò che desiderate evitare: perché non leggete rapidamente soltanto per ottenere la benedizione? Per mettervi in guardia da questo pericolo, quando leggete il Corano, cercate rifugio presso Allah, seguendo il Corano, contro Satana disorientato e reietto (an-Nahl 16:98). Dite: «A‘udhu billahi min ash-shaytan ir-rajim».

Fiducia e affidamento

Settimo: riponete piena fiducia in Allah, affinché Egli vi guidi verso il pieno beneficio della recitazione del Corano.

È una grazia infinita di Allah il fatto che il Corano abbia portato a voi la parola di Allah e vi abbia avvicinati a Lui. Pertanto, soltanto la misericordia di Allah può aiutarvi in un compito arduo. Avete bisogno di un rimedio importante e prezioso, che non si ottiene facilmente. Dovete affrontare gravi pericoli, che non è facile superare. Verso chi altri potete volgervi, se non verso Allah, che vi prenderà per mano, vi aiuterà e vi indicherà la via da seguire?

La vostra intenzione e i vostri passi sono mezzi indispensabili. Ma la straordinaria misericordia e il sostegno di Allah sono l’unica garanzia grazie alla quale potrete proseguire il vostro cammino con successo. Per ogni cosa nella vostra vita dovete rivolgervi soltanto a Lui. E che cosa potrebbe essere più importante del Corano?

Non mostrate mai orgoglio per ciò che fate per il Corano e per ciò che siete riusciti a conseguire. Non vi è alcun paragone con quell’opera, che vi mantiene sempre consapevoli delle vostre mancanze e dei vostri limiti.

Pertanto, rivolgetevi al Corano con umiltà e, animati da una fiducia assoluta in Allah, chiedete a ogni passo il Suo aiuto e il Suo sostegno.

Iniziate la recitazione con un atteggiamento di fede, lode e gratitudine, armonizzando la vostra lingua e il vostro cuore: Bismillāhir-Raḥmānir-Raḥīm — nel nome di Allah, il Misericordioso, il Clementissimo. Questo versetto è presente all’inizio di tutte le 114 sure del Corano, tranne una sola. Il servo prega, chiedendo la Sua protezione: «O Allah! Dopo che ci hai guidati sulla retta via, non permettere che nei nostri cuori sorgano deviazione o complicazione. Concedici una grazia dal tesoro della Tua misericordia, poiché Tu sei il vero Donatore» (Āl ʿImrān 3:8).

3: Concentrazione sincera

Nella recitazione e nello studio del Corano dovete coinvolgervi completamente, con tutto il corpo e tutta la mente. Solo così potrete elevare il vostro essere al livello auspicato dal Corano, raggiunto il quale sarete definiti veri credenti.

Coloro ai quali abbiamo dato il Libro lo leggono come deve essere letto e credono sinceramente in esso. Coloro che lo rinnegano sono proprio quelli che subiranno la perdita. (Al-Baqara 2:121)

Che cos’è il cuore?

La parte più importante della vostra persona è il vostro io interiore. È proprio questo io interiore che il Corano chiama «qalb», ossia cuore. Il cuore del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) è stato il primo ricettore del messaggio del Corano.

Questo è ciò che ha fatto il Signore dei mondi. Egli ha fatto discendere nel tuo cuore lo Spirito fedele con esso, affinché tu possa essere tra coloro che ammoniscono (tutta l’umanità da parte di Allah). (Ash-Shuʿarāʾ 26:192-194)

Solo allora potrete assaporare pienamente la gioia e la benedizione della recitazione del Corano, quando riuscirete a impegnare completamente il vostro cuore in quest’opera.

Il «cuore», nella terminologia coranica, non è semplicemente un pezzo di carne del vostro corpo. Al contrario, il cuore è il centro di tutte le vostre emozioni, sensazioni, entusiasmo, memoria e attenzione.

È questo il cuore che trema (az-Zumar, 39:23), oppure si indurisce e diventa duro (al-Baqara, 2:74), che diventa cieco e rifiuta la verità (al-Hajj, 22:46), e che si attiva davanti alla ragione e alla comprensione (al-A‘raf, 7:179; al-Hajj, 22:46; Qaf, 50:37). Questo stesso cuore è la fonte di ogni sorta di malattia (al-Ma’ida, 5:32), è il luogo in cui dimorano tutte le malattie interiori (al-Baqara, 2:10), ed è la sede di ogni fede e ipocrisia (al-Ma’ida, 5:41; at-Tawba, 9:77). Il cuore è il centro di ogni bene e male: che si tratti di appagamento e tranquillità (ar-Ra‘d, 13:28), di forza nell’affrontare il dolore (at-Taghabun, 64:11), di perdono (al-Hadid, 57:27), di amore fraterno (al-Anfal, 8:63), di taqwa (al-Hujurat, 49:3; al-Hajj, 22:32), oppure di dubbio e irresolutezza (at-Tawba, 9:45), pentimento (Al ‘Imran, 3:156) e ira (at-Tawba, 9:15).

In definitiva, saremo chiamati a rispondere del comportamento del cuore, e sarà salvato soltanto colui che potrà presentarsi davanti al suo Signore con un cuore sano.

Allah non vi punirà per i giuramenti che pronunciate senza intenzione. Ma per i giuramenti che fate sinceramente Allah vi chiederà certamente conto (al-Baqara, 2:225). Quel Giorno non serviranno né ricchezze né figli. Trarrà beneficio soltanto colui che si presenterà davanti ad Allah con un cuore sereno (ash-Shu‘ara, 26:88-89).

Pertanto, dovete assolutamente assicurarvi che, finché siete con il Corano, il vostro cuore sia con voi: non un semplice pezzo di carne, ma ciò che il Corano chiama «qalb».

Questo non sembrerà difficile se presterete attenzione ad alcuni aspetti e osserverete alcune attività del cuore e del corpo. Le sette condizioni preliminari descritte in precedenza pongono le basi per la piena partecipazione del vostro cuore allo studio del Corano. Se, oltre a ciò, adotterete ulteriori misure, sarà possibile impegnare il vostro cuore in quest’opera in modo più profondo e più ampio.

La dinamica della concentrazione sincera

Dovete comprendere bene la dinamica della concentrazione interiore. Quanto spazio occupa la verità nel vostro cuore? Innanzitutto, dovete saperlo. In secondo luogo, riconoscete la verità come verità e accettatela come il modo di vivere della vostra vita. In terzo luogo, ricordate la verità ogni volta che potete. In quarto luogo, interiorizzatela finché non abbia irrigato l’angolo più profondo del vostro cuore. Quando, in questo modo, la verità penetra nel profondo del vostro cuore, essa si manifesterà certamente nelle parole e nelle azioni.

È molto importante ricordare qui che ciò che fate esteriormente con la lingua e gli arti è una reazione della vostra attività interiore. È possibile che parole e azioni rendano falsa testimonianza dello stato interiore. Ma l’espressione di uno stato interiore come la fede si manifesterà certamente nelle parole e nelle azioni; ciò contribuirà, a sua volta, a imprimere la conoscenza nella vostra coscienza e a trasformarla in una condizione stabile.

I consigli qui forniti saranno efficaci se presterete attenzione alla dinamica discussa sopra e seguirete i principi menzionati.

Lo stato della consapevolezza

Vi sono sette stati della consapevolezza. Dovete impegnarvi ad accrescere questa consapevolezza ricordando e interiorizzando alcune cose e rammentandole a voi stessi.

I criteri coranici della partecipazione interiore

Innanzitutto, dite a voi stessi: la mia lettura del Corano non sarà una vera recitazione finché la mia anima non vi si concentrerà nel modo in cui Allah desidera. Che cosa desidera Allah? Come dovreste accogliere il Corano? Il Corano stesso vi ha spiegato in molti punti, dettagliatamente, come il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui), i suoi Compagni e quelle persone i cui cuori erano stati impregnati dal Corano accoglievano il Corano. Dovreste ricordare questi versetti del Corano e poi, quando recitate il Corano, il loro riflesso dovrebbe manifestarsi in voi. Le parole di quei versetti sono le seguenti:

I veri credenti sono soltanto coloro i cui cuori tremano quando Allah viene ricordato. Quando i Suoi versetti vengono recitati davanti a loro, la loro fede aumenta. Essi ripongono la loro fiducia e la loro dipendenza in Allah. (Al-Anfal-8:2) Allah ha fatto scendere il migliore dei discorsi. È un Libro le cui parti sono tutte coerenti e nel quale lo stesso messaggio viene ripetuto più volte. Quando lo ascoltano, la loro pelle si accappona: sono coloro che temono il loro Signore. Poi i loro corpi e i loro cuori si inteneriscono e diventano desiderosi e solleciti nel ricordo di Allah. Questa è la guida di Allah; per mezzo di essa Egli guida sulla retta via chi vuole. E colui che Allah non guida non avrà alcuna guida. (Az-Zumar-39:23)

O Muhammad, di’ a queste persone: che voi lo accettiate o no, quando viene recitato a coloro ai quali in precedenza è stata data la conoscenza, essi cadono prosternati con il volto a terra. Ed esclamano: «Gloria al nostro Allah! La Sua promessa sarà certamente compiuta». E cadono con il volto a terra piangendo; e, ascoltandolo, la loro profonda obbedienza aumenta ulteriormente. (Āl ʿImrān-17: 107-109)

Questa era la loro condizione: quando venivano recitati loro i versetti del Misericordioso, cadevano prosternati piangendo. (Maryam-19: 58)

Quando ascoltano la rivelazione discesa sul Messaggero, vedete i loro occhi colmarsi di lacrime, per effetto della conoscenza e del riconoscimento della verità. Esclamano: «O nostro Signore, abbiamo creduto; annoveraci tra i testimoni». (Al-Māʾida-5: 83)

La presenza di Allah

Secondo: dite a voi stessi: «Sono davanti ad Allah, alla presenza di Allah. Egli mi vede».

Dovete essere estremamente consapevoli di questa realtà: ogni volta che studiate il Corano, vi trovate alla presenza di Colui che vi ha inviato quella rivelazione. Infatti, Allah è sempre con voi, ovunque siate e qualunque cosa facciate; la Sua conoscenza abbraccia ogni cosa.

Come si può raggiungere questo livello di consapevolezza? Ascoltate ciò che Allah ha detto al riguardo nel Corano. All’inizio dello studio del Corano e durante lo studio, ricordate quei versetti, prestate attenzione e riflettete profondamente. Non soltanto nello studio del Corano, ma anche per aiutarvi maggiormente a vivere tutta la vostra vita secondo il Corano, ricordate questa realtà e riflettete profondamente su di essa ogni volta che potete, il più spesso possibile. Da soli o in gruppo, in silenzio o ad alta voce, a casa o sul luogo di lavoro, a riposo o impegnati, dite, mentalmente o ad alta voce: «Egli è qui, Egli è con me, Egli vede, ascolta, sa e tiene il conto». E ricordate questi versetti:

Egli è con voi ovunque voi siate e vede qualunque cosa facciate. (Al-Ḥadīd-57: 4)

Siamo più vicini a lui della sua vena giugulare. (Qāf-50: 16)

Non avviene mai che vi sia una conversazione segreta tra tre persone senza che Egli sia il quarto, né tra cinque senza che Egli sia il sesto. Siano meno o più numerosi, ovunque si trovino coloro che tengono conversazioni segrete, Allah sarà certamente con loro. (Al-Mujādilah-58: 7)

Sono con voi due (Mūsā e Hārūn), ascolto e vedo ogni cosa. (Ṭā Hā-20: 46)

In verità, tu sei sotto il nostro sguardo. (Aṭ-Ṭūr-52: 48)

Certamente un giorno ridaremo vita ai morti; scriviamo tutto ciò che compiono e preserviamo anche le tracce che lasciano dietro di sé. E ogni cosa l’abbiamo registrata in un Libro manifesto. (Yā Sīn-36: 12)

Ancora più significativo è il seguente versetto. In questo versetto non si afferma soltanto con forza che Allah è presente ovunque e vede ogni cosa, ma si parla in modo specifico anche dello studio del Corano:

Qualunque sia la condizione in cui ti trovi e qualunque cosa reciti del Corano, e qualunque cosa facciate, o gente, in tutte queste condizioni Noi vi vediamo e vi osserviamo. Nei cieli e sulla terra non vi è nulla, neppure quanto un atomo, né piccolo né grande, che sia nascosto allo sguardo del tuo Signore o che non sia registrato in un Libro chiaro. (Yūnus-10: 61)

Pertanto Allah stesso ci dice: Io sono presente quando recitate il Corano; non dimenticatelo mai.

La recitazione del Corano è un atto di adorazione. Il modo per raggiungere la più alta perfezione consiste nell’adorare Allah. A questo proposito, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse:

Adora Allah come se Lo vedessi, anche se i tuoi occhi non possono vedere Allah; tu non Lo vedi, ma Egli ti vede (Muslim).

Inoltre, bisogna ricordare che non sei soltanto tu a trovarti alla Sua presenza: Egli ti ricorda finché continui a recitare il Corano.

Ricordatemi e Io vi ricorderò. (Al-Baqara 2:152)

Indubbiamente, il ricordo di Allah, il cui modo migliore è il dhikr, consiste nella recitazione del Corano.

Ascoltare direttamente da Allah

Terzo: dite a voi stessi: «Sto ascoltando direttamente da Allah».

Nel processo di impegnare la vostra anima nello studio del Corano, dovreste cercare di immaginare di ascoltare il Corano direttamente da Allah. Il Corano è il discorso del sublime Allah. Infatti, non potete vederLo quando Egli è con voi, né potete ascoltare le Sue parole, Lui che ha pronunciato questo discorso. Lasciate che le parole stampate e la voce del recitatore si allontanino, e avvicinatevi maggiormente a Colui che parla. Questa sensazione rafforzerà e consoliderà in voi la consapevolezza della presenza di Allah.

L’Imam al-Ghazali, nella sua opera Ihyāʾ ʿulūm al-dīn, parla di una persona che diceva: «Recito il Corano, ma non ne ricavo alcun piacere». Poi cominciai a recitarlo come se lo ascoltassi dal Profeta, quando lo recitava ai suoi Compagni. In seguito avanzai di un altro passo e recitai il Corano come se lo ascoltassi da Gabriele, quando lo trasmetteva a Muhammad. Ancora una volta, per la misericordia di Allah, feci un ulteriore passo avanti e cominciai a recitarlo come se lo ascoltassi direttamente da Allah, l’Altissimo.

Questa forma di consapevolezza vi colmerà di gioia e appagamento, avvolgendo la vostra anima interiore con il Corano.

Il discorso diretto di Allah

Quarto: dite a voi stessi: quando leggo il Corano, Allah mi parla direttamente attraverso il Suo messaggero.

Indubbiamente, il Corano fu rivelato in una particolare epoca della storia e voi lo avete ricevuto indirettamente attraverso persone di un’epoca specifica. Ma il Corano è la parola dell’Allah eterno. È per tutti i tempi. Il suo messaggio è rivolto a ogni essere umano. Pertanto, mettendo da parte per un certo tempo questi intermediari, dedicatevi allo studio del Corano come se il Corano parlasse direttamente con voi, in quanto persona della vostra epoca o membro di una collettività. Soltanto pensando al fatto di accogliere così direttamente il Corano, ne affermerete il diritto nel vostro cuore.

Ogni parola è per voi

Quinto: dite: ogni parola del Corano è per me.

Se il Corano è valido per l’eternità e se oggi parla rivolgendosi a voi, dovete accogliere ogni sua parola come qualcosa che riguarda la vostra vita: che si tratti di un valore o di un principio, di un’affermazione di conoscenza, di un personaggio o di un dialogo, di una promessa o di un avvertimento, di un ordine o di un divieto.

Una tale comprensione della questione renderà il vostro studio del Corano vivo, dinamico e significativo. Poiché esistono grandi differenze da persona a persona, possono sorgere alcune difficoltà nel trasferire a un’altra persona il messaggio rivolto a una persona specifica. Tuttavia, con uno sforzo sincero e corretto, ciò è possibile.

Dialogare con Allah

Sesto: dite a voi stessi: quando leggo il Corano, sto parlando proprio con Allah.

Nel Corano vi sono le parole di Allah rivolte a voi e dedicate a voi. Sebbene quelle parole siano sulle vostre labbra e impresse nei vostri cuori, esse costituiscono comunque un dialogo tra Allah e l’essere umano. Questo dialogo può assumere molte forme. Può essere descritto in modo esplicito oppure implicito, nel senso che include una risposta da parte vostra o da parte Sua.

Come si svolge questa conversazione o questo dialogo implicito? A questo proposito, il Messaggero di Allah ﷺ ha offerto un esempio mirabile in un hadith qudsi:

«Ho diviso la preghiera tra Me e il Mio servo: metà appartiene a Me e metà a lui, e il Mio servo riceverà ciò che chiederà. Perciò, quando il servo dice: al-hamdu lillahi rabbil-‘alamin — ogni lode appartiene ad Allah, il Signore dei mondi — Allah dice: “Il Mio servo Mi ha lodato”. Quando il servo dice: ar-Rahmanir-Rahim — il Misericordioso, il Perdonatore — Allah dice: “Il Mio servo Mi ha tributato una lode eccelsa”. Quando il servo dice: maliki yawmi d-din — il Signore del Giorno del Giudizio — Allah dice: “Il Mio servo Mi ha glorificato; questa è la Mia parte”. Quando dice: iyyaka na‘budu wa iyyaka nasta‘in — adoriamo soltanto Te e chiediamo aiuto soltanto a Te — Egli dice: “Questa è la parte condivisa tra Me e il Mio servo. Egli riceverà ciò che chiederà”. Quando dice: ihdina s-sirata l-mustaqim — guidaci sulla retta via — Allah dice: “Questa appartiene al Mio servo, e il Mio servo riceverà ciò che chiede”.» (Muslim, Tirmidhi, Ahmad)

In seguito vedrete come il Profeta ﷺ reagiva alla parola di Allah e al contenuto dei Suoi diversi versetti, e come dialogava e conversava con il Creatore e il Signore. Questa consapevolezza conferirà al vostro studio del Corano una profondità straordinaria e una devozione sincera.

Sperare nella ricompensa di Allah

Settimo: dite a voi stessi: Allah mi concederà certamente tutte le ricompense che ha promesso, tramite il Suo Messaggero, per lo studio del Corano e per seguirne gli insegnamenti.

Nel Corano sono state promesse numerose ricompense. Vi sono garantite le qualità spirituali della vita, come la guida, il perdono, la conoscenza, la saggezza, la serenità, la memoria e la capacità di discernimento. Allo stesso modo, per la vita terrena sono promessi onore e dignità, prosperità e progresso, successo e vittoria. Per i seguaci del Corano sono inoltre disponibili benedizioni eterne, come il perdono (maghfirah), il Paradiso (Jannah) e il compiacimento di Allah (Ridwan).

Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha parlato di molte altre ricompense. Le troverete leggendo i capitoli dedicati al Corano in qualsiasi raccolta autentica di hadith, come quelle di Bukhari, Muslim, Mishkat o Riyad as-Salihin. Ne troverete alcune anche in questo libro, soprattutto verso la fine. Per esempio:

Il migliore tra voi è colui che impara il Corano e lo insegna. (Bukhari)

Recitate il Corano, poiché nel Giorno della Risurrezione il Corano apparirà come intercessore per il suo compagno. (Muslim)

Nessun intercessore possiede un rango pari a quello del Corano. (Sharhil Yahya)

Nel Giorno della Risurrezione, al compagno del Corano verrà detto di recitare il Corano e di ascendere. Quanto più reciterà, tanto più salirà. (Abu Dawud)

Per ogni lettera del Corano che reciterai riceverai una ricompensa decuplicata. (Tirmidhi)

Continuate a raccogliere queste promesse nella misura in cui ve lo consente la vostra memoria, e ricordate ciò che potete, ogni volta che potete. Confidate in Allah, sperate e chiedete.

Attenersi a questo atteggiamento, che negli hadith è chiamato iman e ihtisab, accrescerà notevolmente il valore interiore delle vostre azioni. In un hadith è stato detto:

Vi sono quaranta opere meritorie: se qualcuno ne compie anche solo una, confidando nella promessa di Allah e sperando nella ricompensa, Allah gli concederà il Paradiso. Tra queste opere meritorie, la più grande è qualcosa di così piccolo come offrire in dono una modesta quantità di latte al proprio vicino. (Bukhari)

Le azioni del corpo e dell’anima

Vi sono sette azioni del corpo e dell’anima che vi aiuteranno enormemente a concentrare voi e il vostro cuore nello studio approfondito del Corano. Alcune di queste azioni le state già compiendo. Tuttavia, forse non riuscite a trarne pienamente beneficio perché non le compite correttamente oppure non siete consapevoli di ciò che dovete necessariamente conseguire attraverso di esse. Vi sono poi alcune azioni che non avete mai percepito prima. Sono molto importanti. Per studiare il Corano dovete conoscerle e impararle.

L’esecuzione delle azioni o pratiche sopra menzionate non richiederà in alcun modo più tempo di quello che attualmente dedicate allo studio del Corano. Ciò che queste azioni vi richiedono è una maggiore attenzione, una concentrazione profonda e la consapevolezza di studiare in modo corretto ed efficace.

La risposta dell’anima

Primo: dovete rendere la vostra anima viva e vigile rispetto a tutto ciò che il Corano dice. Lasciate che ogni argomento che leggete nel Corano susciti una reazione nel vostro cuore e gli infonda nuova vita. Lasciate che il vostro cuore attraversi stati diversi, quali devozione e lode, rispetto e gratitudine, meraviglia e timore, amore e desiderio, fede e pazienza, speranza e paura, gioia e dolore, espressione e imitazione, sottomissione e obbedienza. Finché non farete questo, il beneficio che desiderate trarre dallo studio del Corano non sarà maggiore del semplice movimento delle labbra.

Per esempio: quando ascolti i nomi e gli attributi del tuo Signore, il tuo cuore dovrebbe riempirsi di timore reverenziale, gratitudine, amore e altri sentimenti appropriati. Quando leggi dei profeti e dei messaggeri di Allah, dovrebbe risvegliarsi in te un intenso desiderio di seguirli, e dovrebbero sorgere odio e avversione verso coloro che si sono opposti a loro. Quando leggi del Giorno del Giudizio finale, nel tuo cuore dovrebbe sorgere il desiderio del Paradiso e, anche solo per un istante, il timore di essere gettato nel fuoco dell’Inferno dovrebbe far tremare il tuo animo. Quando leggi degli individui e delle nazioni disobbedienti che furono distrutti e puniti, dovresti provare avversione all’idea di diventare come loro. E quando leggi dei seguaci della retta via, che Allah ama e ricompensa, dovresti desiderare ardentemente di diventare come loro.

Quando leggi del perdono e della misericordia di Allah, dell’onore e dell’abbondanza in questo mondo, e del conseguimento della Sua soddisfazione e vicinanza nell’Aldilà, nel tuo cuore dovrebbe sorgere il desiderio di operare per ottenerli e di diventare degno di essi. E quando leggi di quei disgraziati che sono incuranti del Corano, che se ne allontanano, che non lo accettano e non conducono la propria vita secondo i suoi insegnamenti, dovresti essere preso dal timore. Fa’ in modo di non essere uno di loro e prendi la decisione di non diventarlo. Quando senti l’invito di Allah a mantenere la tua promessa nei Suoi confronti e a lottare sulla Sua via, dovresti rinnovare la decisione di rispondere alla chiamata di Allah e impegnarti nella lotta sulla Sua via secondo le tue possibilità.

A volte, spontaneamente, nel cuore si crea uno stato in cui una determinata parola o un versetto accende dentro di te la scintilla di un sentimento nuovo. Altre volte è necessario compiere passi consapevoli e risoluti per risvegliare il cuore. Se non ottieni spontaneamente una risposta adeguata, fermati un momento e continua a ripetere ciò che stavi leggendo finché non la ottieni. Se il tuo cuore lo desidera, può nascere in te un sincero desiderio di ripetere molte volte un determinato versetto. Ma se lo ripeti con attenzione, ti fermi un poco e rifletti profondamente, vedrai che il tuo cuore risponderà rapidamente.

L’acquisizione di questa qualità è così importante che il Messaggero (s.a.s.) disse: continua a recitare il Corano finché il tuo cuore non si sia unito al Corano. Finché non si crea un’unione tra il tuo cuore e il Corano, devi capire che non stai recitando veramente. Dunque alzati e smetti di recitare. (al-Bukhari, Muslim)

La risposta attraverso la lingua

Secondo: lascia che la risposta appropriata a ciò che leggi nel Corano si manifesti nelle parole della tua lingua. Anche le parole dovrebbero uscire spontaneamente. Infatti, le frasi esclamative esprimono sempre i sentimenti profondi del tuo cuore suscitati dal Corano, come il pianto nella gioia e nel dolore, la gratitudine, l’amore, la paura, l’ansia e altre emozioni. Tuttavia, è importante ricordare ancora una volta che, anche se manca la spontaneità, devi comunque impegnarti in tal senso.

È così che il Messaggero (s.a.s.) recitava il Sacro Corano. Hudhayfa (r.a.) racconta: una notte pregai dietro il Profeta (s.a.s.). Egli iniziò a recitare il Corano dalla sura al-Baqara. Quando recitava i versetti nei quali Allah l’Altissimo menzionava il perdono, il Profeta chiedeva perdono. Quando recitava un versetto riguardante il castigo, chiedeva ad Allah la salvezza dal castigo. Quando recitava un versetto in cui erano menzionati la magnificenza e gli incomparabili attributi di Allah, proclamava la magnificenza di Allah dicendo: «Subhanallah». (Muslim)

Un racconto analogo è trasmesso da ʿAbdullah ibn ʿAbbas (r.a.). Egli pregò dietro il Messaggero (s.a.s.) nella casa di Maymuna, zia paterna di ʿAbdullah ibn ʿAbbas e moglie del Messaggero. (al-Bukhari, Muslim)

Si dovrebbe rispondere a determinati versetti in questo modo, come ha insegnato il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui). Quando si recita l’ultimo versetto della sura At-Tin («Allah non è forse il più grande dei giudici?»), si dovrebbe rispondere dicendo: «Sì, certamente, sono uno di coloro che ne rendono testimonianza». Chi recita l’ultimo versetto della sura Al-Mursalat («A quale altro discorso, dopo questo Corano, crederanno?») dovrebbe dire: «Abbiamo creduto in Allah» (Abu Dawud).

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse che, mentre recitava la sura Ar-Rahman ai jinn, ogni volta che diceva: «Fabiaiyyi ala’i rabbikuma tukadhdhiban», essi esclamavano: «O nostro Signore, no, non neghiamo nessuna delle Tue grazie. A Te appartiene ogni lode» (At-Tirmidhi).

Questi sono soltanto alcuni degli episodi dai quali possiamo apprendere gli esempi e gli insegnamenti del nostro Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). Alla luce di questi esempi, non è difficile elaborare con ponderazione le proprie risposte di lode, glorificazione, assenso, negazione e supplica, dicendo Alhamdulillah, Subhanallah, Allahu Akbar, La ilaha illallah, oppure pentendosi, chiedendo perdono e chiedendo ad Allah il Paradiso.

Le lacrime dei tuoi occhi

Terzo: lascia che le «lacrime di gioia e di dolore», come risposta del tuo cuore a ciò che leggi nel Corano, scorrano dai tuoi occhi.

Ciò deve necessariamente accadere se lo stato del tuo cuore è in armonia con ciò che stai recitando del Corano. I tuoi occhi rimarranno asciutti soltanto se il tuo cuore è distratto, morto o sterile. Gli occhi non si riempiranno sempre di lacrime soltanto per il timore di Allah. Al contrario, le lacrime scorreranno dagli occhi del servo anche per la gioia di trovare la verità, per la consapevolezza dell’immensa misericordia di Allah e nel vedere realizzarsi la Sua promessa.

Vedi i loro occhi colmi di lacrime per l’effetto della conoscenza e del riconoscimento della verità. (Al-Ma’idah, 5:83)

Allora cadono con il volto prostrato, piangendo. (Al-Isra, 17:109)

Il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui), i nobili Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro) e coloro che, come loro, avevano un profondo legame con il Sacro Corano, spesso scoppiavano a piangere durante la recitazione del Corano.

Il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: «In verità, il Corano è stato rivelato accompagnato dalla tristezza. Dunque, quando recitate il Corano, rendetevi tristi» (Abū Yaʿlā, Abū Nuʿaym). In un altro ḥadīth è detto: «Recitate il Corano e piangete. Se non vi viene spontaneamente da piangere, piangete comunque» (Ibn Mājah).

Se riflettete e meditate profondamente, anche una sola volta, su ciò che il Corano dice e su ciò che vi ordina, non ci vorrà molto perché lacrime scendano a intervalli lungo le vostre guance. Riflettendo sulle buone notizie, sul peso delle rigorose responsabilità e sugli avvertimenti che il Corano vi ha recato, potrete piangere spontaneamente.

Il vostro comportamento

Quarto: adottate un atteggiamento nel comportamento che rifletta la purezza, la sincerità e la sottomissione del vostro cuore verso la parola del vostro Signore.

Il Corano menziona in molti punti un simile comportamento: i veri credenti «cadono con il volto a terra», «abbassano spontaneamente il capo», «ascoltano il Corano in silenzio e con attenzione e il loro corpo trema per il timore reverenziale». Il tipo di reazione fisica che dovrebbe prodursi nel corpo durante la recitazione di ciò che state leggendo nel Corano è indicato, tra l’altro, dall’obbligo di prosternarsi recitando alcuni versetti. Perché questa postura o questo comportamento fisico sono importanti? Lo stato mentale di una persona è profondamente influenzato dal suo stato fisico. L’esistenza del corpo mantiene l’esistenza del cuore. Tra la postura fisica da assumere leggendo un libro comune e quella da assumere studiando il Corano deve esserci una differenza molto ampia. Perciò sono state insegnate molte regole di comportamento e molte forme di cortesia per la recitazione del Corano.

L’Imam al-Ghazālī (che Allah abbia misericordia di lui) dice: «Per prima cosa esegui l’abluzione, siediti rivolto verso la qiblah con calma e compostezza, tieni il capo chino; non sederti con arroganza, ma siediti come se fossi davanti al tuo Signore». L’Imam al-Nawawī, nella sua opera Kitāb al-Adhkār, aggiunge ulteriori indicazioni: «Il volto deve essere pulito, il luogo in cui ci si siede deve essere puro, il viso deve essere rivolto verso la qiblah e deve manifestarsi umiltà fisica».

Recitare con tartīl

Quinto: recitate il Corano con tartīl.

È impossibile esprimere il significato di tartīl con una sola parola della lingua inglese. In arabo significa leggere lentamente, con pause, in modo chiaro e sereno, con un tono moderato e riflettendo, mantenendo la completa armonia tra la lingua, il corpo e il cuore.

Questo è il metodo desiderato per recitare il Corano, che Allah l’Altissimo ha insegnato fin dall’inizio. Ed è questo il metodo che Egli ordinò al Profeta di Allah (pace su di lui) di seguire, quando gli comandò di restare in piedi per gran parte della notte nella preghiera e nella recitazione del Sublime Corano (al-Muzzammil, 73:4). Riguardo al motivo per cui il Corano fu rivelato lentamente e gradualmente, Allah l’Altissimo dice:

«Così possiamo rendere saldo il tuo cuore» (al-Furqān, 25:32).

Il tartīl è un elemento significativo per unire il cuore allo studio del Corano e conferirgli solidità e profondità. Rispetto a una recitazione rapida e indistinta, recitare con tartīl esprime meraviglia e riverenza, aiuta a comprendere e a riflettere, ed è capace di lasciare un’impronta indelebile sull’anima.

ʿAbd Allāh ibn ʿAbbās disse: «Ritengo migliore per me recitare con tartīl le sure al-Baqara e Āl ʿImrān piuttosto che recitare rapidamente l’intero Corano. Oppure recitare con tartīl le sure az-Zalzala e al-Qāriʿa è per me migliore che recitare al-Baqara e Āl ʿImrān».

Tartīl non significa soltanto silenzio, chiarezza, pause e riflessione, né soltanto armonia tra il corpo e il cuore; significa anche la ripetizione necessaria di alcune parole e versetti. Quando il cuore viene colpito una volta da un determinato versetto, ogni volta che lo reciterete ne trarrete un nuovo piacere e una nuova gioia. La ripetizione crea un’armonia tra il cuore e ciò che state recitando.

È stato riferito riguardo al Messaggero (pace su di lui) che una volta ripeté più volte «Bismillāh ir-Raḥmān ir-Raḥīm» (Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole). Un’altra volta il Messaggero (pace su di lui) continuò a ripetere per tutta la notte: «Se li punisci, in verità essi sono Tuoi servi; e se li perdoni, in verità Tu sei l’Eccelso, il Sapiente e il Saggio» (5:118). Saʿīd ibn Jubayr continuava a recitare questo versetto: «O criminali, separatevi oggi (nel Giorno del Giudizio)» (Yā Sīn), piangendo e versando lacrime. (Iḥyāʾ ʿulūm ad-dīn)

Acquisire la purezza

Sesto: purificatevi quanto più potete.

Sapete che nessuno può toccare il Corano senza purificazione (al-Wāqiʿa, 56:79). Questo versetto è stato ampiamente spiegato come riferito alla purità religiosa. In altre parole, dovete purificarvi mediante l’abluzione, secondo le prescrizioni religiose. Ciò è pienamente attestato da numerosi ḥadīth e dal consenso unanime. Tuttavia, oltre alla pulizia del corpo, degli abiti e del luogo, la purificazione comprende molti altri aspetti.

Avete anche visto quanto sia grande l’importanza della purezza dell’intenzione e dello scopo. La purezza del cuore e delle membra dai peccati che possono causare l’ira di Allah ha la stessa importanza. Nessun essere umano può essere completamente libero dal peccato. Tuttavia, potete evitare il peccato per quanto possibile. Se commettete comunque un peccato, pentitevi e tornate ad Allah il prima possibile, fate tawba e chiedete perdono. Dovete prestare attenzione affinché, mentre recitate il Corano, non consumiate cibo illecito, non indossiate abiti illeciti e non viviate di guadagni illeciti. Quanto più sarete puri, tanto più il vostro cuore sarà presente con voi; quanto più il cuore sarà aperto al Corano, tanto più potrete comprenderlo e trarne beneficio. E potrete assomigliare sempre più a coloro che sono gli unici autorizzati a toccare questo nobile Corano, scritto in un Libro custodito (al-Wāqiʿa, 56:77-78).

Chiedere l’aiuto di Allah (duʿāʾ)

Settimo: quando recitate il Corano, supplicate Allah chiedendo misericordia, perdono, guida e protezione. Dovete chiederli con il cuore, con le parole e con le azioni. Per camminare alla luce del Corano, dovete affidARVI completamente ad Allah. Non dovreste eccitarvi eccessivamente per questo sentimento di dipendenza; dovete invece manifestarlo pienamente. A ogni passo del vostro cammino dovete incontrarvi con Lui. Dovreste chiedere il Suo aiuto affinché possiate mantenere vivo il vostro cuore, comprendere il Corano e seguirlo. ChiedeteGli perdono anche per la vostra debolezza e incapacità.

Per conseguire la vicinanza ad Allah, guardatevi dal considerarvi autosufficienti e dal mostrare indifferenza verso Allah. Queste sono colpe gravissime. Ciò di cui avete bisogno è l’umiltà invece dell’orgoglio e il tawakkul invece dell’autonomia.

Ciò che chiederete vi sarà dato: dovete avere sempre dentro di voi questa speranza, questa fede e questa certezza. Senza di esse, la vostra supplica non vi sarà di grande beneficio. Questo è uno degli insegnamenti fondamentali del Corano. Prestate attenzione ai seguenti versetti:

O Signore, ho bisogno di ogni bene che Tu faccia scendere su di me. (Al-Qasas – 28:24)

Solo i traviati disperano della misericordia di Allah. (Al-Hijr – 15:56)

Il vostro Signore dice:

Invocatemi, e Io esaudirò la vostra supplica. Coloro che, immersi nell’orgoglio e nell’arroganza, si allontanano dal culto reso a Me entreranno certamente nell’Inferno, umiliati e disonorati. (Al-Mu’min – 40:60)

Io sono vicinissimo a loro. Ascolto e rispondo alla chiamata di chiunque Mi invochi. Spetta dunque loro rispondere alla Mia chiamata e credere in Me. Comunica loro queste parole. Forse troveranno la retta via della verità. (Al-Baqara – 2:186)

Esaminiamo ora alcune altre parole attraverso le quali si dovrebbe invocare l’aiuto di Allah.

La protezione di Allah

Cerco rifugio presso Allah contro Satana il reietto. A’udhu billahi minash-shaytanir-rajim.

Abbiamo già messo in evidenza quanto sia importante chiedere rifugio ad Allah da Satana. In effetti, ciò è stato ordinato nel Corano stesso (An-Nahl, 16:98). Non pronunciate queste sole parole come una formula rituale o magica. Dovete comprendere che, nel vostro lavoro, dovrete affrontare enormi ostacoli e difficoltà. Satana è il vostro più grande nemico. Farà tutto ciò che è possibile per privarvi della ricompensa dei vostri sforzi. Allah, e soltanto Allah, può proteggervi da questa cospirazione di Satana.

Di tanto in tanto potete usare le parole tratte dal Corano (Al-Mu’minun, 23:99) per chiedere rifugio ad Allah, oppure quelle insegnate dal Messaggero (pace e benedizioni su di lui); potete anche recitare le due sure coraniche Al-Falaq e An-Nas.

Di tanto in tanto dovreste ritornare ad Allah, affinché Egli guidi il vostro cuore sulla retta via.

O nostro Signore! Poiché sei Tu che ci hai guidati sulla retta via, non lasciare che nei nostri cuori si producano deviazione o tortuosità. Concedici una grazia dal tesoro della Tua misericordia, poiché Tu sei il vero elargitore. (Āl ʿImrān, 3:8)

Sebbene sia indispensabile chiedere rifugio ad Allah proprio all’inizio dello studio del Corano, il messaggio del Corano ci ricorda che ciò dovrebbe essere un atto continuo.

Nel nome di Allah

Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Perdonatore: abbiamo già discusso dell’importanza e del significato di «Bismillāh al-Raḥmān al-Raḥīm». Questo versetto si trova all’inizio di tutte le 114 sure del Sacro Corano, tranne una sola. Iniziare nel Suo nome significa esprimere gratitudine a Colui che ha concesso ogni tipo di aiuto per il Corano e per affidarsi ad Allah.

Chiedere la benedizione del Corano

Dovreste imparare anche alcune altre suppliche specifiche.

O mio Signore, accresci la mia conoscenza. (Taha – 20:114)

Quando Allah l’Altissimo ammonì il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) a essere paziente e saldo nell’accogliere il Corano, gli insegnò a pregare con queste parole: «E non affrettarti con il Corano prima che ti sia stata completata la sua rivelazione». Se desiderate rimanere aggrappati al significato del Corano, soltanto la pazienza nel nome di Allah e l’aiuto di Allah possono dissipare la confusione, sciogliere i nodi e permettere a chiunque di procedere verso la sua attuazione.

Un’altra splendida supplica

O mio Signore! Sono il tuo servo, figlio del tuo servo e figlio della tua serva; sono completamente sottomesso a Te e la mia fronte è nella Tua mano. Ogni Tuo comando nei miei riguardi è definitivo. Ogni Tuo giudizio è giusto ed equo. O Signore! Ti invoco con tutti i Tuoi nomi: con ogni nome con cui Ti sei nominato, con cui hai insegnato a nominarti alla Tua creazione, che hai fatto scendere nel Tuo Libro sacro o che hai tenuto nascosto presso di Te. O mio Signore! Fa’ del Corano la fonte di ogni ispirazione del mio cuore, la luce del mio animo, il rimedio alla mia tristezza e il sollievo dalle mie ansie e dalle mie preoccupazioni. (Ahmad, Ruzayn)

La supplica seguente viene generalmente recitata dopo aver completato la recitazione dell’intero Corano. Tuttavia, il suo significato è così ampio che, se si invoca Allah frequentemente con queste parole, Allah certamente riverserà grandi benedizioni: «O mio Signore! Attraverso il magnifico Libro, il Corano, riversa la Tua misericordia su di me. Fa’ del Corano per me una guida, una lampada, un orientamento e una misericordia. O Allah! Concedimi, attraverso il Corano, la capacità di ricordare ciò che ho dimenticato e insegnamelo. Dammi la forza di recitarlo durante il giorno e la notte. O Signore dell’universo! Fa’ del Corano una prova a mio favore».

Prima della recitazione del Corano, durante la recitazione e al termine della recitazione, chiedete il perdono di Allah nella lingua e nel modo che preferite. Nel Corano troverete tre suppliche a questo proposito: nella sura Al ʿImran (3:16), in Al-Mu’minun (23:118) e in Al ʿImran (3:193).

Preghiera generale

Oltre a queste specifiche duʿā menzionate sopra, supplicate Allah, il Signore dei mondi, nella vostra lingua affinché possiate trarre beneficio dal Corano. Per esempio: «Apri i miei occhi, dammi la forza di vedere la verità come verità e la falsità come falsità; donami quella luce con la quale possa riconoscere il Tuo cammino; sostieni i miei sforzi; rendi umile la mia volontà; concedimi la grazia di gioire del Tuo perdono e della Tua guida; guidami nelle mie ansie, nelle mie decisioni e in ogni mia questione; dammi la forza di resistere a ogni tentazione; dammi la forza di adempiere a tutte le responsabilità; allontana da me la pigrizia e l’inerzia; fa’ che la Tua parola ravvivi i miei pensieri e le mie azioni e soddisfi ogni mia necessità; donami serenità quando sono inquieto, pace quando sono in difficoltà; aiutami a studiare e a comprendere; concedimi la grazia di conoscere e comprendere Te e la Tua guida; dammi pazienza; donami onore e dignità; dammi la forza di accettare e mettere in pratica; concedimi la grazia di vivere secondo ciò che imparo; donami la capacità di portare a compimento la missione che il Corano mi ha affidato».

Studiare con comprensione

La consapevolezza di ciò che state leggendo vi coinvolgerà profondamente nello studio del Corano. Nello studio del Corano, questo è l’ultimo aspetto, ma non certo il meno importante. Può essere il metodo più importante ed efficace.

Sebbene per tutti sia essenziale comprendere ciò che il Corano dice prima che i suoi messaggi penetrino profondamente nel cuore, ciò non è una condizione assoluta senza la quale non si possa ricevere alcuna benedizione dal Corano. Vi sono persone che comprendono ogni parola del Corano, e tuttavia le porte del loro cuore restano chiuse al Corano. Vi sono invece altre persone che non comprendono neppure una parola e che, tuttavia, raggiungono una concentrazione profondissima, un rapporto profondo con Allah, amore e desiderio, nonché la vicinanza e l’obbedienza ad Allah. Ciò è dovuto al fatto che il rapporto con il Corano dipende da molti fattori. Vi saranno innumerevoli persone che non impareranno mai la lingua araba, non saranno in grado di leggere una traduzione e non avranno tempo per impegnarsi in tal senso. Tuttavia, non hanno motivo di disperare. Finché non faranno tutto il possibile per trovare i mezzi per comprendere il Corano e finché non si impegneranno sinceramente a vivere secondo i suoi insegnamenti, dovranno certamente continuare a leggere il Corano anche se non ne comprendono il significato, e dovranno mantenere la speranza di ricevere le benedizioni del Corano.

Ciononostante, l’importanza immensa di comprendere ciò che il Corano vi dice non può in alcun modo diminuire neppure minimamente. Qui il termine «comprendere» è usato nel senso di conoscere direttamente ciò che viene detto nel Corano. In seguito parleremo della riflessione, degli altri livelli della pratica, della comprensione del significato nella sua pienezza, dell’integrazione di tutto ciò nel nostro pensiero e di altri aspetti simili.

Perché è necessario comprendere il significato diretto? Innanzitutto, ciò vi aiuterà enormemente a concentrarvi sul significato diretto del Corano, a risvegliare diversi stati di consapevolezza e a suscitare una reazione del corpo e dell’anima che porti il vostro essere interiore a confrontarsi con il Corano. In secondo luogo, è soltanto attraverso la comprensione che potrete approfondire la vostra fede, cosa che vi guiderà realmente verso la vita secondo l’īmān e gli insegnamenti del Corano.

4: Metodo di lettura

La compagnia duratura del Corano deve essere il più grande desiderio e il compito principale del nostro cuore. Studiate dunque il Corano quanto più potete. Dedicate a questo compito tutto il tempo che vi è possibile, e anche di più. Soprattutto durante la notte. È in questo modo che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i nobili Compagni poterono prepararsi sulla via di Allah ad adempiere a quella grande e importante responsabilità che il Corano aveva affidato loro. A questo proposito esistono alcune linee guida e regole che dovete sempre tenere presenti.

Quante volte leggerete

Ogni giorno dovete leggere qualche parte del Corano. In effetti, non dovrebbe trascorrere neppure un giorno senza che dedichiate un po’ di tempo al Corano. La lettura regolare è migliore della lettura occasionale o della lettura di una grande porzione, anche se si tratta di una parte molto piccola.

Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: «Allah ama l’opera che viene compiuta con regolarità, anche se è poca» (Bukhari, Muslim). Egli ha inoltre ammonito in modo particolare che dovete dedicarvi regolarmente allo studio del Corano. Altrimenti ne subirete facilmente un danno. La storia di coloro che si dedicano al Corano è come quella di un cammello legato a una corda: finché qualcuno lo tiene, rimane nelle sue mani; ma se lo lascia andare, il cammello fugge (Bukhari, Muslim).

Quanto leggerete

Non esiste una risposta precisa. Ciò varierà da persona a persona e a seconda delle circostanze, in misura maggiore o minore. La guida in proposito è quella che Allah l’Altissimo ha dato, tenendo conto di tutte le capacità e le risorse umane:

Continua a leggere quanto del Corano ti è facile recitare. (Al-Muzzammil, 73:20)

A questo riguardo, la pratica dei nobili Compagni e dei loro seguaci variava, naturalmente, in misura maggiore o minore. Alcuni completavano la lettura dell’intero Corano in due mesi, altri in un mese, altri in dieci giorni, altri in una settimana e alcuni persino in un solo giorno. Dovremmo ricordare il seguente hadith come criterio di riferimento: «Chi completa il Corano in meno di tre giorni non lo comprende» (Abu Dawud, Tirmidhi).

Un giorno, quando il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse a Ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) di completare il Corano in un mese, Ibn Umar insistette per farlo in un periodo più breve. Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse allora: «Leggilo in sette giorni e non andare oltre» (Bukhari). Il Corano è diviso in 7 hizb e 30 juz’. Anche da ciò si può ricavare qualche indicazione su ciò che è auspicabile.

A questo proposito, il consiglio dell’Imam Nawawi è particolarmente degno di attenzione. Chi riesce, studiando il Corano con concentrazione, a scoprirne i significati e le profonde implicazioni, dovrebbe leggerne una quantità minore. Analogamente, chi deve dedicare il proprio tempo all’istruzione, al lavoro governativo o a importanti attività prescritte dall’Islam, può leggere meno. (Kitab al-Adhkar)

La quantità da leggere dipenderà dallo scopo della lettura. Se desiderate dedicare il vostro tempo soltanto allo studio del Corano o acquisirne rapidamente una conoscenza generale, potete leggere velocemente e in quantità maggiore. Se invece desiderate riflettere su di esso e metterlo in pratica, allora leggete lentamente e in quantità minore. È questo ciò che l’Imam al-Ghazali (che Allah abbia misericordia di lui) intendeva spiegare. Egli dice: «A volte completo la lettura del Corano ogni venerdì, a volte ogni mese e altre volte ogni anno. E in un certo modo sto cercando di completare il Corano da trent’anni, ma finora non ci sono riuscito». (Ihya’ ‘Ulum al-Din)

Ritengo che, nelle nostre attuali condizioni, la maggior parte di noi dovrebbe cercare di leggere integralmente il Corano almeno una volta ogni otto mesi, con una lettura generale. Sia che comprendiate direttamente il significato, sia che lo comprendiate attraverso una traduzione, ciò non dovrebbe richiedere in alcun modo più di 5-15 minuti al giorno.

Tuttavia, nel corso della vostra vita dovreste cercare di completare la lettura del Corano in sette giorni, anche se soltanto poche volte. Oppure in un mese, specialmente nel mese di Ramadan. Di tanto in tanto dovreste dedicarvi allo studio del Corano con profonda riflessione, molto lentamente e con calma, anche se non quotidianamente.

Quando leggere

Non vi è alcun momento del giorno o della notte inadatto allo studio del Corano. Né è richiesta una particolare posizione del corpo a questo riguardo. Allah dice: «Ricorda il nome del tuo Signore al mattino e alla sera, e durante una parte della notte». (Al-Insan 76:25)

Coloro che ricordano Allah in ogni condizione: in piedi, seduti e sdraiati. (Al ‘Imran 3:191)

Certamente, lo studio del Corano è il modo migliore di ricordare Allah, ossia del dhikr. L’Imam Nawawi (che Allah abbia misericordia di lui) dice che i Compagni e i loro seguaci studiavano il Corano in qualunque momento del giorno o della notte, ovunque si trovassero o anche durante i loro viaggi.

Ciononostante, vi sono alcuni momenti particolarmente raccomandati dal Corano e dal Profeta (pace e benedizioni su di lui), nei quali lo studio del Corano produce maggiori risultati e benefici. Vi sono dunque determinati momenti e stati d’animo appropriati. La notte è il momento migliore per recitare il Corano, e il modo più auspicabile è farlo stando in piedi nella preghiera. Il Corano ci dice proprio questo nella sura iniziale al-Muzzammil e in diversi altri passi (Āl ʿImrān 3:113, al-Isrāʾ 17:79, az-Zumar 39:9). Recitare il Corano stando in piedi nella preghiera notturna unifica il vostro cuore con la recitazione, rafforza il desiderio di sottomettervi alla guida di Allah e vi aiuta a compiere la missione che Egli vi ha affidato.

Per fare questo, vi è necessario (a) memorizzare alcune parti del Corano e (b) rimanere svegli per qualche tempo durante la notte. Il Corano riconosce che, per varie ragioni, ciò potrebbe non essere sempre possibile per tutti. Perciò il Corano vi concede il permesso di recitare con facilità quanto potete. Ciò significa che dovete recitare il Corano per quanto è possibile, per tutto il tempo che potete e in qualunque condizione vi troviate. Studiare il Corano durante la preghiera notturna è di grande necessità e reca benefici straordinari. Dovreste quindi dedicarvi un po’ di tempo, per quanto breve, anche solo pochi minuti. A intervalli regolari, ad esempio ogni settimana o ogni mese, dovete necessariamente riservare del tempo a questo scopo.

Per avvicinarvi il più possibile al modo ideale, si può auspicare che recitiate il Sacro Corano prima o dopo le preghiere del fajr e dellʿishāʾ, oppure al mattino o prima di coricarvi. Lo studio del Sacro Corano al mattino è stato raccomandato in modo particolare (al-Isrāʾ 17:78). Studiare il Corano seduti su una sedia, appoggiati a un cuscino, sdraiati sul letto o in automobile non è auspicabile, ma non è nemmeno proibito. Tuttavia, non fatelo mai senza motivo e non adottate abitualmente una simile posizione. In ogni caso, se qualcuno fosse privato della recitazione del Corano solo perché non è riuscito a sedersi nella posizione corretta, sarebbe privato anche di molte altre cose ben più preziose.

Leggere correttamente

Dovete assolutamente leggere correttamente il Corano. Dovete almeno pronunciare correttamente le vocali e le lettere, anche se non siete in grado di apprendere tutte le regole del tajwīd. La lingua araba è tale che un piccolo errore nella pronuncia delle vocali può alterare gravemente il significato e spesso deformarlo completamente.

Per acquisire una competenza iniziale minima in questo ambito, per una persona adulta istruita è sufficiente studiare con continuità per un’ora al giorno durante un mese.

Nessuno può essere dispensato dal compiere uno sforzo sincero per imparare a leggere correttamente il Corano. Se avete imparato ma non siete in grado di farlo, ciò non può costituire una ragione per abbandonare la recitazione. Un non arabo potrebbe non riuscire mai a padroneggiare la tecnica della lettura corretta. Oppure potreste non avere l’opportunità di impararla.

Sono stato inviato a un popolo composto da analfabeti, uomini e donne anziani, ragazzi e ragazze, e persone che non avevano mai letto nemmeno un libro. (Tirmidhī)

Da questa dichiarazione del Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui), rivolta a Gabriele (pace su di lui), risulta evidente che egli era consapevole di tali difficoltà. Pertanto, dovreste ricordare le sue parole rassicuranti a questo proposito, sebbene egli non le abbia mai presentate come una giustificazione per allentare o abbandonare il vostro impegno nell’apprendimento.

Colui che è esperto nella recitazione del Corano sarà compagno di quell’angelo nobile e virtuoso che porta la rivelazione. Quanto a colui che inciampa nella lettura e per il quale recitare correttamente è difficile, riceverà una ricompensa doppia per la lettura e per lo sforzo compiuto. (Bukhari, Muslim)

Recitare bene

Dopo aver letto correttamente il Corano, è auspicabile imparare l’arte della recitazione, così da poter recitare il Corano con una voce bella, melodiosa, affascinante e piacevole all’ascolto. Numerosi hadith richiamano l’attenzione su questo aspetto:

Rendete bello il Corano con la vostra voce. (Abu Dawud)

Allah non ascolta la recitazione di alcun profeta come ascolta la recitazione melodiosa di un profeta (cioè, non ascolta la recitazione di un altro nello stesso modo in cui ascolta quella di colui che recita in modo chiaro e bello).

Non fa parte di noi colui che non recita il Corano con una voce melodiosa. (Bukhari)

Tuttavia, bisogna ricordare che la vera bellezza è quella che scaturisce dal timore di Allah nel cuore.

La sua recitazione e la sua voce sono così melodiose che, ascoltando la sua recitazione, sentirete che egli teme Allah. (Darisi)

Ascoltare con attenzione

Ogni volta che viene recitato il Corano, ascoltatelo con attenzione e osservate un profondo silenzio.

A questo proposito, il Corano stesso ha detto:

Quando il Sublime Corano viene recitato davanti a voi, ascoltatelo con grande attenzione e rimanete in silenzio. Forse anche su di voi sarà fatta scendere la misericordia. (Al-A’raf 7:204)

È naturale che, quando Allah parla, dobbiate necessariamente rimanere in silenzio. Tuttavia, la parola araba usata per «ascolto» non indica soltanto l’atto naturale dell’udire, ma anche uno stato particolare di concentrazione e accoglienza.

In pratica, non si deve fare nulla che contraddica questa ingiunzione. Durante la recitazione del Corano non si deve né parlare né tenere discorsi. Non si deve far partire una cassetta di recitazione usandola come musica di sottofondo per fare altro, come parlare o sussurrare. All’inizio di riunioni, assemblee e cerimonie, quando è in corso la recitazione del Corano, non può accadere che nessuno presti attenzione ad essa.

Alcuni giuristi hanno persino proibito di pregare in un luogo vicino mentre vi si recita il Corano ad alta voce.

La conseguenza indispensabile di questa regola è che, se la recitazione del Corano ad alta voce rende difficile alle persone vicine prestare attenzione al Corano o rispondere, in tal caso colui che recita deve abbassare la voce oppure leggere in silenzio. Il buon comportamento verso il vicino è parte della responsabilità di ciascuno. Inoltre, se qualcuno non desidera ascoltare, non è appropriato imporgli l’ascolto del Corano.

È assai auspicabile chiedere a coloro che sanno recitare il Corano correttamente e con bella intonazione di recitarlo e poi ascoltarlo con attenzione. Il Messaggero chiedeva ai suoi Compagni di recitare il Corano davanti a lui. È opportuno ricordare ciò che il Messaggero disse a questo proposito:

A chi ascolterà un versetto sarà concessa una ricompensa doppia. Per chi reciterà, esso sarà una luce nel Giorno della Risurrezione (Ahmad).

Completare il Corano

Ogni volta che completerete il Corano, il momento in cui terminerete la lettura dell’intero Corano sarà un momento di gioia, entusiasmo e preghiera. L’Imam al-Nawawi ha menzionato a questo proposito alcune pratiche seguite dai nobili Compagni e dai Tabi’un. Sebbene siano auspicabili, non sono obbligatorie. Tuttavia, seguitele per quanto vi è possibile.

Uno: iniziare nella notte di venerdì e terminare nella notte di giovedì. Alcuni preferivano iniziare il lunedì mattina. Altri sceglievano momenti diversi; nessun momento è privo di benedizione. Ogni momento testimonierà nel Giorno della Risurrezione.

Due: recitate l’ultima parte nella preghiera, se siete soli al momento di completare il Corano.

Tre: al momento di terminare, chiamate altri e sottomettetevi insieme ad Allah.

Quando il Compagno Anas ibn Malik (r.a.) completava la lettura del Corano, riuniva tutti i membri della famiglia e recitava una duʿā davanti ad Allah (Abu Dawud). È stato narrato da Hakam ibn Utayba che un giorno, quando fui mandato da Mujahid e ʿUbadah ibn Abi Hudhafa, essi dissero: «Ti abbiamo invitato perché desideriamo completare la lettura del Corano e, al termine, supplicare Allah». In un’altra narrazione si afferma che, quando si completa la lettura del Corano, discende la misericordia di Allah.

Quarto: digiunate nel giorno in cui desiderate completare la lettura del Corano.

Quinto: subito dopo aver completato la lettura del Corano, ricominciate a leggere in vista del completamento successivo. In altre parole, dopo aver terminato la sura An-Nas, recitate la sura Al-Fatiha e alcuni versetti di Al-Baqara. In un certo senso, ciò adempirà a quanto richiesto dall’hadith narrato da Anas ibn Malik.

«L’opera migliore è arrivare, fermarsi e poi ripartire». Quando gli fu chiesto quale fosse il significato di ciò, rispose: «Completare la lettura del Corano e ricominciarla».

Sesto: quando completate la lettura del Corano, sottomettetevi ad Allah e supplicateLo. Questo è il momento in cui le vostre duʿā vengono accettate e discende la misericordia di Allah. È stata posta una particolare enfasi sul mettere in pratica ciò. Quando qualcuno recita il Corano e poi supplica Allah, quarantamila angeli dicono: «Amin» (Darimi).

Supplicate con umiltà, timore, speranza, modestia e fermezza. Pregate per voi stessi, ma pregate certamente per ogni cosa. In particolare, pregate per le importanti questioni collettive dell’Ummah, per l’onore e la dignità dell’Ummah, affinché i suoi governanti siano virtuosi, per la protezione dell’Ummah musulmana dalle mani dei nemici e affinché vi sia cooperazione reciproca tra i musulmani nelle opere virtuose e nella taqwā.

Memorizzazione

Memorizzate quanto più possibile del Sublime Corano. Il Corano è straordinario per quanto riguarda l’hifz, ossia la conservazione nella memoria. Oggi il termine hifz viene usato nel senso ristretto di memorizzazione, ma hifz comprende sia la lettura con comprensione sia la messa in pratica. In verità, in inglese non esiste alcuna parola capace di esprimere adeguatamente il significato corretto e completo di hifz.

La memorizzazione del Corano è un mezzo estremamente necessario attraverso il quale il Corano può penetrare dentro di voi. Non è un’attività meccanica né meramente scolastica. È un’attività che conferisce elevata spiritualità e concentrazione. Solo attraverso la memorizzazione potete recitare il Corano nella preghiera e, stando davanti a colui che proclama il Corano, riflettere sul suo significato. Inoltre, la memorizzazione fa fluire il Corano nella vostra lingua e lo trasforma nel vostro compagno costante. Quanto più memorizzerete, tanto più sarà facile per voi concentrarvi profondamente nella recitazione del Corano e comprenderne il significato.

Il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ne ha sottolineato l’importanza in vari modi. «Memorizzate il Corano, poiché Allah non punirà l’anima che contiene il Corano.» (Sharḥ al-Sunna)

Colui nel cui cuore non vi è nulla del Corano è come una casa deserta o in rovina. (Tirmidhi)

Pertanto, riservate a questo scopo una parte del tempo dedicato allo studio del Corano. Procedete in questa attività secondo un metodo sistematico. Fissate il vostro obiettivo per un periodo determinato. Nella vostra lista dovrebbero essere incluse quelle parti che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) recitava nella preghiera, oppure in una parte del giorno o della notte, oppure che raccomandava ai suoi Compagni di recitare, oppure la cui eccellenza egli aveva descritto. Alcune parti vi attireranno spontaneamente durante la recitazione del Corano, e dovreste memorizzare anche queste parti.

5: Studio e comprensione

Importanza e necessità

Non potete ottenere pienamente le vere benedizioni e i tesori del Corano finché non vi dedicherete completamente alla comprensione del suo significato e finché non saprete che cosa dice il vostro Creatore. Questo non contraddice quanto abbiamo detto in precedenza, cioè che anche coloro che non ne comprendono il significato possono ricevere le benedizioni del Corano. Senza dubbio, la stragrande maggioranza dei musulmani non conosce l’arabo e molti non possiedono nemmeno una traduzione nella propria lingua. Tuttavia, se recitano il Corano con sincera concentrazione, umiltà e amore, non saranno privati di una parte dei tesori del Corano. Infatti, si gode della compagnia di colui che si ama e, anche se non si conosce la sua lingua, il rapporto con lui è certamente destinato ad approfondirsi. Tuttavia, il rapporto sarà più forte se si comprende la sua lingua.

D’altra parte, anche la sola comprensione del significato potrebbe non servire a nulla. Molti hanno ascoltato il Corano dalla bocca del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e hanno compreso ogni parola, eppure si sono allontanati ancora di più dalla retta via. Vi sono milioni di persone la cui lingua è l’arabo e che hanno compreso il Corano, ma nella cui vita il Corano non ha alcuna influenza. Vi sono innumerevoli studiosi musulmani e non musulmani che hanno trascorso la loro vita studiando e praticando il Corano e la cui erudizione è impeccabile, eppure il Corano non riesce a toccare la loro vita.

Ciononostante, è assolutamente necessario dedicarsi alla comprensione del Corano. Il Corano è venuto per guidare, ricordare, ammonire e offrire sollievo. Non è soltanto una fonte di ricompensa, una Scrittura sacra, un simbolo di spiritualità, un segno di santità o una magia sacra. Il Corano è venuto per trasformarvi radicalmente e guidarvi verso una nuova vita. Tuttavia, comprendere il Corano non è di per sé una garanzia certa per ottenere una nuova vita. Ma senza comprendere il Corano, sarà estremamente difficile realizzare il vero scopo del Corano e invitare l’umanità alla via del Corano.

Studio personale

Perché dobbiamo dedicarci, di nostra iniziativa, alla comprensione del Corano e riflettere e meditare profondamente su di esso? Non è forse sufficiente leggere e ascoltare il Corano presso persone sapienti? No, non è sufficiente. Ciononostante, ciò è necessario. Per sapere che cosa afferma il Corano su una questione importante, dovete necessariamente impegnarvi voi stessi. Il Corano non è soltanto un libro, né una raccolta di elenchi di ciò che si può e non si può fare. Questo libro non vi informa soltanto su Allah e su ciò che Egli desidera da voi. Esso vuole influenzare la vostra vita personale, donarvi una nuova vita e creare un rapporto profondo tra voi e Allah. Pertanto, dovrebbe accrescere la vostra pazienza, purificarvi, formare il vostro carattere e correggere il vostro comportamento; dovrebbe incoraggiarvi continuamente e apportare molti miglioramenti in voi.

Tutto ciò può essere conseguito se riuscite a instaurare un rapporto personale con lo studio, la pratica e la comprensione del Corano. Il vostro cuore, i vostri pensieri e il vostro comportamento non possono rispondergli senza riflettere profondamente sui suoi messaggi. Senza immergervi nella riflessione sul messaggio del Corano, non sarete in grado di accoglierlo, né quei messaggi potranno entrare nella vostra vita. Riflettete un momento: se la riflessione e la comprensione non fossero necessarie, perché vi sarebbe stato ordinato di recitare il Corano con tartīl? Vi è stato detto di leggere il Corano facendo delle pause. Se non comprendete ciò che leggete nel Corano, come potrete rispondere sinceramente, fisicamente e verbalmente a ciò cui il Corano ha dato importanza?

Argomenti contro lo studio

Ma se qualcuno, senza il supporto di un insegnante esperto e senza disporre di tutti i mezzi necessari allo studio, si dedica da solo al tentativo estremamente rischioso di comprendere il Libro di Allah, non vi è forse il rischio di commettere errori o di smarrirsi? Sì, certamente questo rischio esiste, soprattutto quando non conoscete chiaramente i vostri limiti e il vostro obiettivo. Ma se non tentate affatto di comprendere il Corano, il danno sarà molto maggiore, per voi e per la comunità musulmana. Adottando alcune corrette precauzioni, si può eliminare il rischio dello studio autonomo del Corano. Dovete assicurarvi di non oltrepassare mai, in questo ambito, i vostri limiti e il vostro obiettivo. Tuttavia, il danno derivante dall’abbandono di questo tipo di studio non può essere compensato.

Alcuni sostengono che cercare di comprendere da soli il significato del Corano non sia forse una violazione degli hadith del Messaggero ﷺ. Egli disse: «Chiunque interpreti il Corano secondo i propri desideri avrà come dimora l’Inferno». (Tirmidhi)

Questo hadith si riferisce allo studio condotto non per accogliere con mente aperta la guida di Allah, bensì allo scopo di trovare prove o conferme per un’idea preconcetta o per un’opinione personale. Oppure si riferisce alla tendenza a fornire interpretazioni su questioni riguardo alle quali non si possiede la conoscenza necessaria. A questo proposito, l’Imam al-Ghazali رحمه الله ha espresso la ferma opinione che, altrimenti, il Messaggero ﷺ non avrebbe incoraggiato i suoi Compagni a comprendere il Corano; né essi avrebbero attribuito ad esso significati che non avevano udito dal Messaggero ﷺ; né sarebbero sorte tra loro divergenze riguardo all’interpretazione del Corano.

Temendo conseguenze terribili, molti leader religiosi vietano persino di leggere una traduzione del Corano senza l’aiuto di un insegnante erudito. Oppure impongono allo studio individuale del Corano condizioni tali che solo pochissime persone riescono a soddisfare dopo molti anni di sforzi. Nonostante le loro buone intenzioni, consigli di questo genere finiranno in realtà per privarvi del grande tesoro del Corano. Sebbene le loro apprensioni siano comprensibili, i loro divieti non hanno alcuna logica né alcun fondamento.

Riflettete un momento: possono forse vietare a un arabo di comprendere il significato letterale del Corano? Perché, allora, un arabo non dovrebbe leggerne una traduzione? Inoltre, possono impedire a qualcuno di leggere su un altro argomento e di ricavarne o ricercarne il significato? Perché, dunque, si dovrebbe vietare di studiare il Corano e cercare di comprenderlo? E che cosa si può dire, inoltre, riguardo ai primi versetti rivelati del Corano, destinati indistintamente a musulmani e miscredenti? Essi erano mercanti analfabeti e beduini, privi di qualsiasi mezzo o strumento per acquisire conoscenza. Eppure molti miscredenti abbracciarono l’Islam senza l’aiuto di nessuno, semplicemente ascoltando, persino dopo averlo ascoltato per la prima volta.

È vero che il Messaggero e i suoi nobili Compagni ebbero, nella loro vita, un’opportunità straordinaria e incomparabile di cogliere il significato del Corano, poiché i Compagni stavano attraversando le dure prove della fede, della da‘wa e del jihad sulla via del Corano. Tuttavia, ciò non dovrebbe scoraggiarci. Se siamo capaci di soddisfare le condizioni necessarie, perché il Corano non dovrebbe aprirci le sue porte? Anzi, ciò su cui è stata ripetutamente posta l’enfasi è che anche noi dobbiamo condurre la nostra vita, come i nobili Compagni, sulla difficile via della fede, della da‘wa e del jihad.

La soluzione non consiste nell’avvertire dei pericoli derivanti dal vietare ogni tentativo di comprendere il Corano al di fuori dello stare ai piedi di un insegnante, bensì nel seguire una guida corretta.

Ciò, naturalmente, non significa negare l’importanza di acquisire la conoscenza necessaria della lingua araba e delle varie scienze coraniche, di leggere il tafsīr, di studiare presso insegnanti eruditi e affidabili e di padroneggiare le conoscenze umane contemporanee. Tutto questo è importante. Tuttavia, dipende da ciò che desiderate ottenere dal Corano. Dovete disporre degli strumenti adatti a conseguire il vostro obiettivo. Ma non potete porre fine alla necessità di studiare il Corano semplicemente perché non disponete di tutti i mezzi e gli strumenti o perché non potete recarvi da un insegnante.

Immaginate di trovarvi su un’isola, di non conoscere l’arabo o di non avere alcuna possibilità di impararlo. Non avete un buon insegnante né un buon tafsīr, oppure non siete in grado di procurarvi nessuno dei due. Senza dubbio, in una situazione simile dovreste riconoscere la necessità di acquisire la capacità di comprendere correttamente il Corano e dovreste anche adottare ogni misura necessaria a tale scopo. Tuttavia, il Corano è comunque una guida per voi da parte di Allah.

Fortunatamente, nessuno di noi vive su un’isola simile. L’esistenza di un’isola del genere è soprattutto un’invenzione della nostra immaginazione, dovuta alla nostra inefficienza, alla pigrizia, alla disattenzione e all’inattività; oppure, per comprendere il Corano, la compagnia del Corano è necessaria al nostro cuore e alla nostra mente quanto il cibo lo è al corpo. È importante ricordare che, anche se qualcuno vivesse realmente su un’isola e avesse a disposizione una sola copia del Corano, comprendendone a malapena il significato letterale, oppure avesse imparato a memoria le norme del Corano, rimarrebbero comunque la necessità e l’esigenza di dedicarsi personalmente a una profonda riflessione e ricerca sul Corano.

Le caratteristiche del Corano

Il Corano è una guida, un maestro e un saggio consigliere per ciascuno. Pertanto, comprenderlo è estremamente importante; altrimenti non è altro che un simbolo misterioso. Il Corano ha parlato chiaramente dell’importanza fondamentale dello sforzo e dell’impegno personale per aprire il cuore e la mente al suo messaggio. Il nostro errore consiste nel tenere il cuore e la mente chiusi alla comprensione del Corano.

Non riflettono forse sul Corano?

Oppure i loro cuori sono stati sigillati? (47:24)

Pertanto, l’invito a comprendere il Corano è disseminato in quasi ogni sua pagina. Perché non ascolterete? Perché non guarderete? Perché non rifletterete? Perché non giudicherete e non discernerete? Perché non comprenderete? Perché non lo accoglierete nel cuore? Se questo invito non è rivolto agli esseri umani, che hanno la capacità e il potere di ascoltare, vedere e riflettere, a chi è rivolto allora?

È stato dichiarato con estrema chiarezza che il Corano è stato rivelato proprio affinché venga compreso.

È un Libro benedetto che abbiamo fatto scendere su di te, o Profeta, affinché questa gente rifletta sui suoi versetti e affinché le persone dotate di conoscenza, intelletto e discernimento ne traggano un insegnamento. (Sad 38:29)

Allo stesso modo, il Glorioso Corano li elogia come autentici servi del Misericordioso:

Coloro ai quali vengono ricordati i versetti del loro Signore non rimangono sordi e ciechi davanti ad essi. (Al-Furqan 25:73)

D’altra parte, biasima definendoli peggiori degli animali coloro che non impiegano l’udito, la vista e il cuore per ascoltare, contemplare e comprendere il Corano:

Hanno cuori, ma non riflettono con essi. Hanno occhi, ma non vedono con essi. Hanno orecchie, ma non odono con esse. Sono come bestie, anzi ancora più traviati. Essi sono immersi nella più profonda negligenza. (Al-Aʿrāf, 7:179)

Non potete attingere la vera misericordia e i tesori del Corano finché non ne comprendete il significato, finché non comprendete ciò che Allah vi ha detto e finché non vi impegnate personalmente a scoprirlo.

La pratica delle epoche precedenti

Anche l’hadith che scoraggia il completamento del Corano in meno di tre giorni esprime chiaramente la necessità di comprenderlo. Altrimenti non potrete comprenderlo. Per chi non ne comprende il significato, questa indicazione non avrebbe alcuna utilità. L’Imam al-Ghazali (che Allah abbia misericordia di lui), nella sua opera Ihyāʾ ʿulūm al-dīn, ha riportato molti esempi di come i Compagni si dedicassero allo studio e alla comprensione del Corano.

Anas ibn Malik (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Una persona recita spesso il Corano, ma il Corano la maledice, perché non lo comprende». Secondo ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui), il segno della fede è comprendere il Corano. Abbiamo trascorso molto tempo… È giunto un momento in cui vedo un uomo al quale è stato dato l’intero Corano prima ancora che credesse: recita tutte le pagine, dalla Sura al-Fātiḥa fino alla fine del Corano, e tuttavia non conosce i suoi comandamenti e i suoi avvertimenti, né riconosce i passi nei quali deve mostrarsi umile. Lo abbandona come, durante una fuga, qualcuno getta via rapidamente qualcosa e prosegue. Un giorno ʿĀʾisha (che Allah sia soddisfatto di lei) sentì un uomo borbottare davanti al Corano e disse: «Quest’uomo non sta né recitando il Corano né osservando il silenzio». ʿAlī (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Non vi è alcun bene nello studio del Corano se non vi si riflette e non si medita su di esso». Abū Sulaymān al-Dārānī disse: «Leggo un versetto e trascorro quattro o cinque notti con esso; non leggo il versetto successivo finché non ho terminato di riflettere su questo».

Naturalmente, se il Corano è un Libro di guida per tutta l’umanità, allora un abitante di un’isola può ricevere dalla sua guida quanto una persona immersa nello studio della conoscenza. Anche se non disponeste di alcun libro o insegnante a questo scopo, dovete comunque sapere chiaramente che dovete dedicare del tempo a comprenderlo, individualmente o collettivamente, a riflettere su di esso, a ricercare il suo significato per la vostra vita e a conoscere ciò che il Corano vi dice.

I rischi dello studio personale

I rischi presenti in iniziative di questo tipo dovrebbero essere chiaramente individuati e si dovrebbero adottare misure adeguate per evitarli. Potete certamente evitare tali rischi seguendo alcune linee guida:

(1) Dovete ricordare che comprendere il Corano è un processo ampio e multidimensionale. Esso presenta diverse forme, prospettive, quantità e livelli. Dovreste conoscerli tutti. Vi è una grande differenza tra la comprensione finalizzata alla cura del cuore e quella finalizzata a dedurre le norme religiose.

(2) Valutate la vostra condizione e individuate con estrema chiarezza i vostri limiti e le vostre capacità. Per esempio: la vostra comprensione della guida o delle indicazioni del Corano, la vostra capacità di comprendere l’arabo, la vostra padronanza degli hadith e della biografia del Messaggero, e la vostra capacità di accedere alle fonti.

(3) Comprendete correttamente il vostro scopo e stabilite obiettivi specifici per il vostro studio. In nessun caso oltrepassate i limiti delle vostre capacità e possibilità.

Per esempio: se non conoscete la lingua araba, non intraprendete ricerche approfondite su questioni grammaticali e lessicali; limitatevi direttamente al significato letterale. Se non conoscete la rivelazione e l’abrogazione, né le opere dei fuqaha delle prime generazioni, non dovreste iniziare a elaborare il vostro personale fiqh a partire dal Corano, né criticare o sostenere una particolare opinione.

(4) Non considerate definitiva né iniziate a divulgare alcuna conclusione della vostra ricerca che sia contraria al consenso generale dell’ummah. Questo non significa impedirvi di sostenere una determinata opinione, né affermare che le opinioni degli studiosi autorevoli siano necessariamente corrette; significa piuttosto che, per opporsi a un’opinione, si deve possedere almeno una competenza equivalente, se non superiore.

Ciò non può tuttavia esentarvi dalla responsabilità di compiere ciò che sapete essere corretto sulla base del Corano e di evitare ciò che non è corretto.

(5) Ogni volta che dubitate delle vostre conclusioni a causa della limitatezza delle vostre conoscenze, come accadrà spesso, mantenete la vostra opinione nello stato di dubbio finché non avrete completato uno studio comparativo oppure discusso la questione con uno studioso del Corano competente e affidabile.

Classificazione dei livelli di comprensione

In linea generale, possiamo dividere lo studio del Corano in due categorie: (1) tazakkur e (2) tadabbur. Come viene affermato:

Affinché riflettano sui suoi versetti e affinché le persone dotate di intelletto e discernimento ne traggano una lezione. (Sad 38:29)

Tazakkur

La parola tazakkur è stata ampiamente utilizzata nel Corano ed è stata tradotta in vari modi, quali: trarre ammonimento, ricavare una lezione, ricordare, prestare attenzione e accogliere con il cuore. Pertanto, è un processo attraverso il quale si possono comprendere il messaggio generale e gli insegnamenti del Corano. Si può comprendere quale significato questo messaggio abbia per voi e quali siano le sue richieste nei vostri confronti. Accoglietelo con il cuore, per suscitare una risposta aperta del cuore e della mente. Mettete in pratica la forza di volontà in base a ciò che avete ricevuto e, infine, stabilite quale messaggio presenterete agli altri.

Il tazakkur è un tipo di comprensione che, per sua stessa natura e per ciò che richiede, non necessita di un livello molto elevato di erudizione. Potreste non conoscere il significato di ogni parola. Forse non sarete in grado di ricavare il significato di tutte le parole importanti e fondamentali, né di conoscere il significato di ogni versetto; tuttavia, dovreste conoscere con estrema chiarezza e trasparenza il messaggio generale, complessivo e specifico, nonché il modo in cui dovete vivere.

In realtà, tra coloro che compresero maggiormente il Corano e ne trassero beneficio, i migliori furono i suoi primi ascoltatori: erano onesti mercanti, agricoltori, pastori, conducenti di cammelli e beduini. Non avevano a portata di mano dizionari o opere di tafsir, né trattati di ricerca sullo stile, sulla composizione, sulla metrica e sulla retorica. Inoltre, non possedevano l’intero patrimonio di conoscenze relativo alla filosofia, alla storia, alla geografia, all’archeologia, all’antropologia o alle scienze sociali e fisiche. Ciononostante, furono i più riusciti nella comprensione del Corano. La ragione è che accolsero con il cuore il messaggio del Corano e cominciarono a vivere secondo esso. In questo ambito, coloro che soddisfano le condizioni necessarie raggiungono proprio questo tipo di comprensione, e ciascuno di loro può ottenerla. La misura o il grado in cui una persona può assimilarla dipende dal suo impegno e dalle sue capacità. Certamente, gli strumenti dell’erudizione aggiungono molti nuovi aspetti a questo processo, ne accrescono l’importanza e offrono nuove prospettive; tuttavia, non sono indispensabili.

Il significato del tazakkur è che il Corano descrive chiaramente quanto sia facile comprenderlo. Il Corano è alla portata di ogni sincero ricercatore, purché questi si renda conto di ciò che sta leggendo e vi rifletta. Tazakkur significa inoltre che il Corano invita a lasciarsi guidare da esso coloro che possono ascoltare, vedere e riflettere. Ciò significa che:

Abbiamo reso questo Corano un mezzo facile per trarne ammonimento. C’è forse qualcuno che voglia trarne ammonimento? (Al-Qasas 54:17)

O Profeta! Abbiamo reso questo Libro molto facile nella tua lingua, affinché questa gente possa accettare l’ammonimento. (Ad-Dukhan 44:58)

In questo Corano abbiamo presentato agli uomini esempi e similitudini di ogni genere e varietà, affinché riflettano. (Az-Zumar 39:27)

In esso vi è un insegnamento profondamente educativo per ogni persona che abbia un cuore o che ascolti con grande attenzione. (Qaf 50:37)

Il tazakkur non è una comprensione di livello inferiore; è lo scopo fondamentale e imprescindibile del Corano. Dovrete impegnarvi per tutta la vita al fine di ottenere luce e guida e di conseguire la guarigione attraverso il tazakkur. In questo processo dovrete continuare a cercare di ottenere innumerevoli benefici personali.

Tadabbur

Il tadabbur è una forma diversa di comprensione. Significa cercare di conoscere il significato completo di ogni parola, versetto e sura; ricercare il significato intrinseco delle parole, delle similitudini, delle allegorie e delle metafore; scoprire la coerenza e l’unità interna del testo originario; determinare il tema centrale; condurre una ricerca approfondita sulle complessità lessicali, sulle circostanze della rivelazione e sul contesto storico; intraprendere uno studio comparativo dei diversi tafsir. In seguito, significa scoprire tutte le implicazioni dei rapporti dell’essere umano con Allah, con gli altri suoi simili, con la propria essenza e con il mondo circostante; ricavare le leggi e i principi etici per l’individuo e la società, le norme dello Stato e dell’economia, i principi fondamentali della storia e della filosofia, e comprendere il significato dell’attuale livello della conoscenza umana.

Per un simile studio è necessaria una conoscenza ampia e approfondita delle diverse discipline degli ʿulūm al-Qurʾān, e ciò dipende anche dal vostro scopo e dal vostro obiettivo.

Tadabbur e tazakkur non sono completamente distinti, né sono processi reciprocamente indipendenti per comprendere il Corano. L’uno è collegato all’altro.

Il vostro obiettivo

Quale dovrebbe essere il vostro obiettivo? Naturalmente, l’obiettivo varierà da persona a persona e, per alcuni, può persino variare da un momento all’altro. A mio parere, il tazakkur è un dovere per ogni musulmano capace di comprendere il Corano.

Pertanto, per un musulmano comune e istruito che cerca di adempiere al proprio impegno verso Allah alla luce delle proprie capacità e limitazioni, il tazakkur dovrebbe essere il primo e più importante obiettivo. Rimarrete con esso per tutta la vita e non raggiungerete mai un livello in cui possiate smettere di praticare il tazakkur.

Dovete ricordare che, nel tazakkur, dovrete certamente prendervi cura della vostra mente e del vostro cuore, cercare di accrescere la vostra fede, dedicarvi a scoprire il messaggio del Corano rivolto a voi, e cercare di accoglierlo con il cuore e di memorizzarlo. Attraverso tutti i vostri sforzi, dovreste riuscire ad ascoltare la voce di Allah: ciò che Egli vi chiede di diventare o di fare.

Livelli e tipi di comprensione

La vostra comprensione del Corano può avere diversi livelli e diverse forme.

Primo: potete cogliere il significato semplice e letterale di un libro nella lingua che conoscete, oppure comprendere il Corano come può farlo una persona che conosce l’arabo.

Una tale comprensione o consapevolezza può costituire il minimo necessario. Sarà la chiave per raggiungere tutti gli altri livelli, ma non è sufficiente.

Secondo: scoprite come le persone erudite hanno compreso tutto ciò, ascoltando le loro spiegazioni oppure leggendo i commentari e consultando altre fonti.

Terzo: studiate e riflettete personalmente per scoprire il significato del Corano e conseguire l’assimilazione e il tadhakkur. Se possedete la competenza e l’inclinazione necessarie, potrete conseguire anche il tadabbur.

Quarto: scoprite il suo significato mettendo in pratica il suo messaggio e adempiendo alle responsabilità, ai doveri e alla missione che il Corano vi ha affidato.

Condizioni fondamentali

Per rendere fruttuosi i vostri sforzi, dovreste soddisfare alcune condizioni fondamentali.

Primo: dovreste imparare una quantità sufficiente di arabo per comprendere il significato del Corano senza l’aiuto di una traduzione. Questo è il livello iniziale e il prerequisito più importante. Può sembrare un compito molto difficile. Tuttavia, ho appreso che persino persone con un’istruzione limitata lo hanno intrapreso con profonda dedizione e lo hanno portato a termine in pochi mesi. Con l’aiuto di un insegnante o di un buon libro, non dovreste impiegare più di 120 ore per imparare un arabo sufficiente a comprendere il Corano.

Tuttavia, non interrompete i vostri sforzi per studiare il Corano finché non avrete trovato il tempo necessario per imparare l’arabo. Procuratevi una buona traduzione e iniziate il vostro percorso. È meglio che recitare il Corano senza comprenderlo.

Leggere l’intero Corano

Secondo: leggete dapprima l’intero Corano dall’inizio alla fine, cercando di comprenderne direttamente il significato letterale. Se non conoscete l’arabo, utilizzate una traduzione.

Dovreste elaborare un progetto specifico per completare una prima lettura entro almeno un mese. A tal fine non dovrebbero essere necessarie più di due ore al giorno. In seguito potrete stabilire un programma di lettura più lento, secondo le vostre possibilità. Tuttavia, dovete continuare questo tipo di lettura per tutta la vita, nel modo che vi è più agevole, come avete già appreso dal metodo di studio del Corano.

Prima di intraprendere uno studio approfondito, è assolutamente necessario fare una prima lettura dell’intero Corano. Essa vi informerà sul messaggio complessivo del Corano, sul suo stile compositivo, sul suo modo di esprimersi, sulle sue argomentazioni e metafore, e vi darà una certa idea dei suoi insegnamenti e delle sue prescrizioni. Attraverso la recitazione regolare, familiarizzerete con il Corano, percepirete la sua coerenza e la sua unità e comincerete a considerarlo come un insieme organico. Ciò ridurrà il rischio di interpretare qualcosa al di fuori della struttura generale del Corano. Coloro che si accostano al Corano seguendo soltanto un ordine tematico o sistematico, senza una conoscenza approfondita dei suoi contenuti e del testo originale, restano esposti al serio rischio di commettere errori o di darne interpretazioni errate.

Mantenere regolarmente il contatto con il testo originale del Corano è una chiave indispensabile per comprenderlo. Sarà di grande aiuto persino nella comprensione delle parole o dei versetti. Grazie a una compagnia duratura e costante con il Corano, vi troverete spesso davanti a un testo originale che, all’improvviso, vi sembrerà parlare con voi e rispondere alle vostre domande.

Naturalmente, a un certo punto vi accosterete al Corano in modi diversi per raggiungere obiettivi diversi. Potrete adottare una lettura rapida oppure terminarlo entro un determinato periodo; oppure potrete trascorrere ore e ore riflettendo sul significato, per comprenderne il senso di una parola o di un versetto. Potrete leggere più volte un paragrafo, talvolta rapidamente e talvolta lentamente. Oppure potrete limitarvi a scorrere le pagine con lo sguardo per ricevere indicazioni su un argomento particolare con il quale avete già una certa familiarità. Potrete continuare a riflettere da soli, il che richiederà meno tempo; oppure potrete intraprendere uno studio comparativo secondo quattro diversi tafsīr, nel qual caso anche una loro piccola parte potrebbe richiedervi molto tempo.

Lettura di un tafsīr

Terzo: dopo aver completato una volta, con comprensione e attenzione, l’intero Nobile Corano, continuate a leggerlo regolarmente, il più lentamente possibile. In questa fase, procuratevi un tafsīr o una traduzione concisa ma affidabile e leggetelo dall’inizio alla fine. Esistono pochissimi tafsīr concisi in arabo, urdu e in altre lingue musulmane, mentre attualmente ve ne sono scarsissimi in inglese e nelle lingue europee. In ogni caso, qualunque cosa sia disponibile può essere utilizzata proficuamente, se viene letta con attenzione.

Anche la lettura di un breve tafsīr può offrirvi una conoscenza molto più dettagliata del Corano rispetto alla lettura autonoma. Il tafsīr vi farà conoscere molti aspetti importanti, come la lingua, lo stile, la logica, il contesto storico e il significato dettagliato, che non è possibile esplorare attraverso il proprio pensiero. Può inoltre correggere alcuni dei vostri errori.

Ogni volta che avvertite la necessità di uno studio dettagliato del Corano, cercate di limitarvi a un breve tafsīr. Almeno all’inizio, non pensate mai di dedicarvi a un tafsīr lungo, dettagliato e di carattere accademico. Spesso le loro estese spiegazioni e analisi diventano un ostacolo al vostro rapporto vivo e diretto con la Parola di Allah. Leggete un tafsīr parziale, se non è disponibile un tafsīr completo. Anche quando leggete un’opera sull’Islam, durante lo studio o nella conclusione, prendete nota in modo specifico di ciò che trovate riguardo al Corano. Anche se tali elementi sono ampiamente dispersi in luoghi diversi, questo lavoro può diventare un aiuto molto importante per comprendere il Corano.

Ricordate che potete nutrire la vostra fede e comprendere i messaggi necessari per sapere come vivere senza spiegazioni e analisi estese. Avrete bisogno dell’aiuto del tafsīr soltanto per rimuovere alcuni dubbi e per sciogliere nodi complessi nella ricerca di un argomento interessante.

Studio di parti determinate

Quarto: idealmente, dovete iniziare lo studio del Corano dal principio e proseguirlo fino alla fine. Verrà certamente un giorno in cui qualcuno tra voi intraprenderà un’iniziativa del genere.

Ma per la maggior parte di noi quel giorno è molto lontano, o forse non arriverà mai. In tal caso, dovreste iniziare il vostro studio il prima possibile.

Allora scegliete la parte, il paragrafo, la sura o l’āya stabiliti a questo scopo e studiateli con spiegazioni dettagliate. Talvolta, a causa del vostro coinvolgimento personale nelle attività di daʿwa e per il vostro sviluppo personale, siete costretti a studiare parti specifiche. Talvolta anche il vostro studio regolare può condurvi verso paragrafi particolari che desiderate approfondire. Potete però anche seguire un programma di studio scientifico e ordinato. L’importante è iniziare e sapere come studiare, non da cosa cominciare. Alla fine di questo libro è stato fornito, come suggerimento, un elenco di alcuni paragrafi.

Le parti stabilite per iniziare lo studio vi saranno utili in molti modi. Primo: invece di aspettare indefinitamente, inizierete ad avanzare in una fase importante del viaggio nel mondo del Corano, stabilendo il rapporto indispensabile del tadhakkur. Secondo: troverete importanti indizi, chiavi e metodi che vi aiuteranno a comprendere quelle parti del Corano che non avrete presto l’opportunità di studiare in dettaglio. Il Corano esprime il suo messaggio in modi diversi. Allah ha fatto scendere il migliore dei discorsi. È un Libro le cui parti sono tutte coerenti e nel quale lo stesso messaggio viene ripetuto più volte (al-Zumar 39:23). Terzo: dovete costruire una visione completa della struttura coranica, indispensabile per mantenere la vostra comprensione sulla retta via. Quarto: sarete meglio preparati a trasmettere il messaggio del Corano agli altri.

Lo studio dettagliato dei brani stabiliti non può in alcun modo sostituire la lettura generale. I suoi benefici sono di natura diversa e importanti. Pertanto, non tralasciate la lettura regolare del Corano né la lettura di parti più ampie. Uno studio dettagliato accompagnato dalla trascuratezza dell’insieme può gettarvi nella confusione.

Leggere ripetutamente

Quinto:Qualunque sia il brano che avete scelto per il vostro studio, dovete leggerlo ripetutamente. Considerate questo un principio generale e seguitelo sempre. Restate con esso, vivete secondo esso per quanto possibile, riflettete profondamente su di esso e lasciate che penetri profondamente nel vostro cuore e nella vostra mente. Una compagnia così duratura è un sostegno indispensabile per comprendere il Corano. Quanto più le parole del Corano si imprimono nel vostro cuore e quanto più spesso vengono pronunciate dalle vostre labbra, tanto più facile sarà per voi concentrarvi e meditare sul Corano. Allora il Corano vi svelerà il suo significato non soltanto durante la recitazione o lo studio, ma in ogni ambito della vostra vita quotidiana, ogni volta che un versetto o una parola vi affiorerà alla mente.

Una mente desiderosa di conoscere

Sesto:Formate una mente curiosa, un’anima desiderosa di conoscere e un cuore desideroso del significato. Sapete che il Corano non chiede mai una fede cieca, né vuole che lo leggiate con gli occhi e le orecchie chiusi e sbarrati. L’invito a riflettere è uno dei suoi temi più importanti e ricorrenti.

Porre domande e ricordare sono le chiavi della conoscenza e della comprensione. Pertanto, sollevate tutte le domande che ritenete necessarie. Per esempio: qual è il significato letterale di questa parola o di questo versetto? Quale altro significato potrebbe avere? Qual è il contesto storico e in relazione a quale evento è stato rivelato? Qual è il testo originale di ogni parola, espressione e frase? Come si collega alla frase successiva? Come si possono cogliere l’ordine interno e l’unità tematica? Che cosa è stato detto? Perché è stato detto? Qual è il significato generale e quale quello particolare? Quali sono i temi principali? Qual è l’idea centrale? Qual è il messaggio che ora c’è per me/per noi? Durante lo studio, annotate le vostre domande e cercate di trovarne le risposte.

Non abbiate paura di porre domande. Può darsi che non troviate subito le risposte, o che non le troviate mai da soli o con l’aiuto adeguato di qualcun altro. Non importa. Qualunque risposta troviate sarà utile per voi. Nulla potrà danneggiarvi, se seguirete alcune regole. Primo: non ponete domande che sono al di là delle capacità umane e che rientrano tra i mutashābihāt (Āl ʿImrān 3:7). Per esempio: com’è il Trono? Secondo: non indulgete nelle sottigliezze eccessive. Non ponete domande su questioni che non sono pertinenti al vostro cammino di vita. Terzo: non cercate di dare risposte che non siano fondate su una conoscenza adeguata e necessaria o su un ragionamento sano. Quarto: vi sono molte domande alle quali non troverete risposta e che non comprenderete, nonostante i vostri migliori sforzi. Per un certo periodo, lasciate da parte tali domande e concentratevi su altri argomenti del Corano. Col tempo troverete un buon insegnante o un libro che vi aiuterà in proposito. Oppure, col tempo, troverete da soli la risposta. Nel Corano vi sono innumerevoli prove di come i suoi primi credenti ponessero domande, così come vi sono numerosi episodi ugualmente significativi e istruttivi in cui il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e i suoi Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro) incoraggiarono le domande, la curiosità, l’interrogazione e la riflessione.

Utile per lo studio

Sette: Ci sono alcuni strumenti di supporto di cui avrete bisogno per il vostro studio.

Cercate di padroneggiarli per quanto vi è possibile.

(1) Procuratevi una traduzione del Corano nella vostra lingua. Questa è la vostra esigenza minima. Dovrete usarla sia nella lettura ordinaria sia nello studio. Potete usare la stessa copia per la memorizzazione, se è agevole portarla con voi. Ma abbiate cura di usare la stessa copia per memorizzare per tutta la vita. Altrimenti la rilettura diventa difficoltosa.

Ricordate che nessuna traduzione è perfetta o impeccabile. Ogni traduzione contiene in parte l’interpretazione personale del traduttore. Non esiste, né può esistere, una traduzione del Corano riconosciuta come autorevole.

(2) La stessa copia può contenere un commento conciso, oppure potete procurarvene uno separatamente. Ma dovete assolutamente possederne uno. Una traduzione e un’opera affidabile di tafsīr dovrebbero essere sufficienti per il vostro principale obiettivo iniziale.

(3) Anche se non è indispensabile possederle, più traduzioni e opere di tafsīr vi saranno utili per sapere quali diversi significati gli studiosi hanno attribuito alle parole e ai temi principali.

(4) Per uno studio più approfondito dovreste possedere almeno un’opera dettagliata di tafsīr.

(5) Dovreste possedere un buon dizionario arabo; ancora meglio sarebbe un dizionario coranico, così da poter penetrare in profondità nel significato delle parole.

(6) È opportuno procurarsi un indice alfabetico dei termini o degli argomenti.

Alla fine di questo libro è fornito un elenco di ausili di questo tipo per lo studio.

Come studiare

Di seguito viene indicato un procedimento graduale per studiare in dettaglio il passo assegnato. Naturalmente, non esiste una regola specifica a questo riguardo. Potete soprattutto utilizzarlo per elaborare un procedimento personale adatto alle vostre capacità e ai vostri limiti. Ciò che è importante è procedere in modo estremamente scientifico e cercare di seguire la sequenza indicata di seguito.

Anzitutto, leggete l’intero passo a modo vostro. Poi consultate la persona che vi assiste nello studio, oppure apprendete quanto più possibile il suo significato da un insegnante qualificato. Infine, cercate di raggiungere, per quanto possibile, una comprensione completa, integrando ciò che avete appreso da entrambe le parti.

Primo livello: informatevi e individuate i problemi.

Passo 1: richiamate rapidamente alla mente le condizioni fondamentali e ciò che riuscite a ricordare grazie a una partecipazione sincera. Comprendete che Allah è con voi e chiedete aiuto ad Allah per comprendere ciò che state per leggere.

Passo 2: leggete il passo almeno tre volte e riflettete sul suo significato. Oppure leggetelo tutte le volte necessarie, finché non riuscirete a ricordarne gli argomenti principali senza guardare il testo. Allora potrete assimilarlo e sarete in grado di rifletterci ogni volta che lo desiderate.

La regola è questa: prima di iniziare a consultare il commento, lasciate fluire le parole e i significati.

Fase-3: annotate i principali argomenti che riuscite a cogliere senza il testo originale. In seguito confrontateli con il testo originale e ripeteteli.

Fase-4: annotate l’argomento centrale, anche se riuscite a individuarne uno solo.

Fase-5: dividetelo in brevi paragrafi che, secondo voi, contengano una o più affermazioni.

Fase-6: sottolineate le parole e le espressioni che, secondo voi, sono fondamentali per comprendere il significato.

Fase-7: ponete domande nel modo che abbiamo indicato sopra.

Secondo livello: riflettete su ciò che avete letto. Cercate di rispondere da soli alle domande e di comprendere quale sia il significato e quale l’affermazione.

Fase-8: individuate il significato delle parole importanti.

Passo 9: specificare il significato di ogni idiomа o affermazione.

Passo 10: riflettere su come siano collegati tra loro, su come l’uno segua o preceda l’altro e su quale unità o armonia vi sia tra essi.

Passo 11: cercare di ricavare e comprendere il significato a partire dal tema principale diretto del paragrafo, dal tema più ampio della sura e dal tema complessivo del Corano.

Passo 12: specificare quali siano le sue varie affermazioni e i suoi insegnamenti.

Passo 13: chiedersi quale sia il suo messaggio per me e per il nostro tempo.

Passo 14: riflettere su come tu, l’umma e l’umanità possiate rispondervi.

Terzo livello: impegnatevi a comprendere il significato attraverso i passi 8-14 del secondo livello, con l’aiuto di qualunque guida allo studio o insegnante abbiate. Riesaminate, correggete, integrate e aggiornate la vostra comprensione; approvatela come corretta oppure respingetela.

Quarto livello: In questo modo, annotate la comprensione che avete raggiunto oppure conservatela nel cuore e nella mente.

Annotate le domande che rimangono senza risposta. Non considerate completa e definitiva alcuna comprensione. Quanto più continuerete a studiare, tanto più significati scoprirete e tanto più comprenderete l’importanza e la necessità di rileggere.

Come comprendere il significato

Per discutere in modo pienamente dettagliato i principi e le linee guida da seguire per comprendere il Corano, sarebbe necessario scrivere un’opera enorme.

Qui possiamo offrire alcune linee guida su questioni di grande importanza, da ricordare sempre durante lo sforzo di comprendere il Corano.

6: Principi generali

 

Percepirlo come una realtà vivente

Primo: Cercate di comprendere ogni parola del Corano come se fosse stata rivelata proprio oggi. Quando fu rivelato per la prima volta, 1400 anni fa, questo Libro era attuale e vivo; allo stesso modo dovete accoglierlo anche nell’epoca moderna di oggi. Poiché è eterno, il suo messaggio non ha assunto alcun significato diverso. Non considerate mai, in nessuna circostanza, alcun messaggio del Corano come qualcosa appartenente al passato. Solo allora potrete comprendere il messaggio del Corano come la parola dell’Allah eterno e immortale, che è sempre presente in ogni creatura.

Questo è essenziale per la vostra anima, affinché si concentri nello studio del Corano; il vostro cuore e la vostra intelligenza dovrebbero sempre essere interpellati attraverso questa guida. Il suo significato è grande. Essa vi aiuterà a comprendere ciò che è contenuto nel Corano, così che possiate comprendere il vostro mondo alla sua luce.

Alla luce di ciò, applicatelo allora agli aspetti connessi alla vostra vita. Gli argomenti del pensiero contemporaneo, le varie questioni, le esperienze, i livelli di conoscenza e la tecnologia del vostro tempo troveranno tutti la loro risposta nel Corano.

Comprendetelo come un messaggio rivolto a voi

Due: Prendete ogni messaggio del Corano con ancora maggiore serietà, come se fosse rivolto a voi e alla vostra comunità. Una volta compiuto qualche progresso, dovreste cercare di comprendere che cosa ogni versetto del Corano insegni personalmente a voi. Avete già visto come ciò debba essere fatto per giungere a una comprensione dal profondo del cuore. Ora dovreste percepire come ciò apra il vostro cuore alla comprensione del Corano. Un giorno un uomo venne dal Messaggero per imparare il Corano. Il Messaggero gli insegnò la sura az-Zalzala. Quando giunse a questo versetto: «E chi avrà fatto anche solo il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto anche solo il peso di un atomo di male lo vedrà», disse: «Questo mi è sufficiente». E se ne andò. Il Profeta commentò: «Quest’uomo è tornato come faqih». (Abu Dawud)

In realtà, credo che nel Sacro Corano non vi sia neppure un passo che non porti personalmente un messaggio per voi o non contenga qualcosa da cui imparare. Tuttavia, dovete possedere l’intuizione necessaria per comprenderlo. Ogni parola di Allah l’Altissimo vi invita a stabilire con Lui una relazione profonda. Ogni descrizione dell’Aldilà vi esorta a prepararvi per esso, oppure vi ispira a desiderarne la ricompensa, oppure vi invita a chiedere perdono per i suoi mali. Ogni dialogo vi coinvolge. Ogni personaggio offre un esempio. Dovete seguirlo oppure rifiutarlo e respingerlo. Ogni norma giuridica, anche quando apparentemente non sembra applicabile a voi nella situazione presente, contiene comunque un messaggio per voi. Una dichiarazione molto generale può avere sempre un significato particolare per voi, mentre una dichiarazione molto specifica può, a causa degli eventi e delle circostanze, assumere sempre un significato generale nella vostra vita.

Comprendetelo come parte dell’intero Corano

Tre: L’intero Corano costituisce un’unità in se stesso. È un’unica rivelazione. Sebbene questo messaggio sia stato trasmesso in modi e forme diversi, il messaggio in sé è uno solo. Esso possiede una visione del mondo e una struttura complessiva di guida. Tutte le sue parti sono perfettamente armonizzate tra loro. Questo è un segno del fatto che esso è un sistema rivelato e donato da Allah.

«Non riflettono forse profondamente sul Corano? Se fosse venuto da altri che da Allah, vi avrebbero trovato molte contraddizioni». (an-Nisa 4:82)

Dovreste cercare di assimilare pienamente questo unico messaggio e questa struttura. Allora potrete comprendere ogni cosa come parte del messaggio dell’unico Libro, il Corano, sia essa una singola parola, un versetto, un passo o una sura. Non separate mai nulla dalla struttura coranica. Altrimenti potreste giungere a un significato distorto. Qualunque significato troviate, verificatelo alla luce del tema complessivo. Quando leggete un determinato passo, dovete interpretarlo, analizzarlo profondamente e cercare di comprendere ogni frase e ogni singola parola. Ma non dovete dimenticare di ricomporre il tutto in un’unica visione. E questa visione d’insieme deve essere valutata alla luce del messaggio complessivo del Corano. Altrimenti la vostra lettura determinata vi condurrà nella direzione opposta. Inoltre, invece di lasciarvi guidare dal Corano, essa potrebbe farvi cadere nell’errore di usare versetti specifici a sostegno della vostra personale visione.

Se volete applicare il Corano alla soluzione dei problemi della vostra epoca, dovete includere l’intero Corano nel vostro studio. Altrimenti commetterete il grave errore di conformare semplicemente il Corano alle correnti di pensiero contemporanee, invece di valutarle criticamente dalla prospettiva coranica.

Alla luce della discussione precedente, non si può raccomandare di procedere nello studio del Corano mediante un indice. Naturalmente, non studiate alcun argomento raccogliendo un indice dei versetti senza aver studiato ripetutamente il Corano e averlo compreso pienamente. Utilizzatelo soltanto quando, sulla base del vostro studio personale, sentite la necessità di consultare un riferimento.

Comprendetelo come un tema unitario e coerente

Quattro: Sebbene esteriormente possa sembrare disordinato, in realtà il Corano possiede il più alto grado di coerenza e ordine. Ogni parte è collegata alle altre, ogni versetto è collegato agli altri versetti e ogni sura alle altre sure. Dietro le apparenti variazioni dei contenuti esiste un filo conduttore unitario. È per questo che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) indicò agli scribi in quale punto dovesse essere collocata ciascuna rivelazione. Dovreste scoprire questa coerenza interna, anche se potrebbe non esservi possibile farlo alla prima lettura o potrebbe essere necessario molto tempo. Solo allora sarete in grado di comprendere il significato pieno di ogni parte.

Cercate di comprenderlo con tutto il vostro essere

Cinque: Cercate di comprendere il Corano immergendo nello studio tutto il vostro essere. Il cuore e l’animo, i sentimenti e la saggezza sono tutti immersi nella vostra individualità. Il Corano non è un involucro che possa essere avvolto dall’intelletto. Né è soltanto un messaggio di consiglio divino da gustare nell’estasi. Non è corretto voler comprendere il Corano in modi diversi: durante il suo studio non dovete lasciare indietro né l’intelligenza né i sentimenti; dovete integrarle entrambe allo stesso tempo.

Cercate di comprendere ciò che il Corano dice

Sei: Comprendete ciò che dice il Corano, non ciò che dite voi. Non ricorrete mai al Corano per trovare sostegno alle vostre opinioni, confermare il vostro punto di vista o dimostrare la vostra tesi. Dovete avvicinarvi al Corano con una mente aperta. Dovete essere pronti ad ascoltare la parola di Allah e a sottomettervi ad essa.

Rimanete nell’ambito del consenso

Sette: Non siete i primi a studiare e comprendere il Corano. Prima di voi vi è stata una lunga successione di generazioni umane. Non potete ignorare coloro che hanno svolto questo compito e ci hanno lasciato una ricca tradizione. Pertanto, non dovreste procedere sulla via del Corano come se nessuno prima di voi avesse fatto altrettanto. Nessuna interpretazione è valida, corretta o accettabile se contraddice le parole di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), oppure il consenso raggiunto dalla Ummah musulmana. In questo ambito, ogni conclusione completamente diversa e nuova rispetto alla ricca tradizione che possediamo da generazioni dovrebbe fondarsi su un’erudizione davvero profonda.

Comprendetelo esclusivamente secondo il criterio coranico

Otto: Il Corano non è come nessun altro libro. Sotto ogni aspetto, questo libro è unico: il Corano possiede una lingua, un vocabolario, uno stile, una retorica, una filosofia e una logica propri. Inoltre, possiede un richiamo e uno scopo straordinari. Tentare di comprenderlo attraverso criteri umani estranei al Corano è privo di senso.

Il suo unico scopo è guidare l’umanità, ogni singolo essere umano, verso il suo Creatore, apportare una trasformazione rivoluzionaria nella vita umana e instaurare un rapporto completamente nuovo con Allah. Tutto è volto al raggiungimento di questo traguardo e tutto è determinato tenendo presente questo obiettivo. Da ciò derivano alcune importanti implicazioni.

Primo: Sebbene non vi sia fine alla profondità dell’oceano dei suoi significati, per un comune ricercatore della verità i significati sono semplici e comprensibili per orientare la propria vita. Se si ha un atteggiamento sincero e si desidera procedere sulla via della verità, si possono facilmente comprendere quei significati sufficienti alla guida.

Secondo: Il linguaggio del Corano è tale da poter essere compreso dalla gente comune. Nel Corano vengono usate proprio le parole che la gente comune usa nelle conversazioni della vita quotidiana. Il Corano non usa termini nuovi e incomprensibili, né il linguaggio tecnico e accademico della filosofia, della scienza o della logica. Tuttavia, esprime significati completamente nuovi attraverso parole antiche e di uso quotidiano.

Terzo: Il Corano non è un libro di storia né un libro di scienza. Né è un trattato di filosofia o di logica, sebbene utilizzi tutti questi ambiti. Ma li utilizza esclusivamente per la guida dell’umanità. Pertanto, non cerca di convalidare per mezzo del Corano il sapere umano contemporaneo. Né tale sapere è indispensabile per comprenderlo, sebbene possa aiutare ad accrescere la capacità di comprensione.

Comprendere il Corano attraverso il Corano

Nono: la migliore esegesi del Corano è il Corano stesso. A prima vista sembra che molte parole e affermazioni siano state ripetute. In realtà, però, non si tratta di ripetizioni prive di scopo. Attraverso la ripetizione di una determinata parola o affermazione viene messo in luce un nuovo aspetto del suo significato, offrendo nuova luce su di esso. Dovreste cercare di comprendere quel significato.

Pertanto, per comprendere una parola, un versetto o un brano, rivolgetevi al Corano stesso. Per esempio, potete comprendere meglio parole importanti come Rabb, Ilah, din, adorazione, kufr, iman e dhikr studiando come vengono utilizzate nel Corano in luoghi diversi.

Comprendere attraverso gli hadith e la sira

Decimo: uno dei principali compiti del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) era spiegare e interpretare il Corano. Egli assolse questo compito fornendo esempi attraverso le sue parole e le sue azioni. Pertanto, l’intero corpus degli hadith e la sira costituiscono una preziosa fonte per comprendere il Corano. Non sono utili a questo scopo soltanto gli hadith che contengono esegesi; lo sono tutti gli hadith. Per esempio, gli hadith riguardanti l’iman, il jihad e il tawbah vi saranno di grande aiuto per comprendere il Corano quando incontrerete contenuti analoghi.

La lingua

Undicesimo: la lingua è la prima chiave del Corano. Attraverso la lingua, il Corano si rende chiaro, vivo e comprensibile. Dovete essere consapevoli di alcune caratteristiche della lingua araba utilizzate nel Corano.

Primo: lo stile del Corano non è come quello di un testo scritto. In un discorso, alcuni elementi della lingua araba possono rimanere inespressi, senza che ciò renda difficile la comprensione agli ascoltatori presenti. Questo ne accresce l’efficacia e la forza. Infatti, gli ascoltatori interagiscono continuamente con l’oratore, con le sue parole e con il loro ambiente. Un discorso eccessivamente dettagliato diventa monotono.

Nel Corano si osservano improvvisi cambiamenti di tempo verbale. Essi accrescono il significato vivo del testo originale. Dovete prestare attenzione a tali cambiamenti e determinare a chi viene rivolto ogni discorso e chi sta dicendo cosa; talvolta si verificano improvvise interruzioni, che dovete individuare.

In secondo luogo: non solo la lingua araba è molto concisa e ricca di significati specifici, ma spesso omette le parole e le espressioni collegate. Pertanto, vi sono ambiguità, omissioni, aggiunte, soppressioni, elementi sottintesi, uso di parole alternative e altre caratteristiche. Dovete essere sempre vigili al riguardo. Potete apprendere tutto ciò soltanto dal tafsīr e dagli insegnanti.

In terzo luogo: il significato diretto delle parole o del testo originale non è sufficiente per comprendere il Corano. Dovete acquisire una certa comprensione e sensibilità attraverso la visione complessiva del tema, lo stile espositivo del Corano e le sue tecniche letterarie; sarebbe di grande aiuto possedere una conoscenza della lingua araba simile a quella dell’epoca in cui il Corano fu rivelato. Sebbene, all’inizio, ciò sia probabilmente al di là delle vostre possibilità come studenti.

Indicazioni metodologiche

Sulla base della struttura e dei princìpi generali della discussione precedente, alcune indicazioni metodologiche possono esservi molto utili.

Studio delle parole

Primo: anzitutto, cercate di conoscere il significato di quelle parole che rendono molto difficile comprendere il testo originale; le vostre guide iniziali saranno le traduzioni e i brevi testi di tafsīr. Consultate i dizionari, ma non considerate necessariamente corretto il significato riportato dal dizionario. La vostra guida migliore e definitiva è il testo di riferimento immediato della parola, ossia l’intero Corano e la sua visione del mondo.

Contenuto del testo originale

Secondo: Se comprendete le parole e il significato diretto, collocate il paragrafo nel contesto del testo originale e cercate di comprenderne il significato. Leggete il testo originale che lo precede e quello che lo segue e, se necessario, leggete l’intera sura.

Contesto storico

Terzo: raccogliete quante più informazioni storiche pertinenti e necessarie sia possibile. Tuttavia, dovete accertarvi della loro attendibilità.

A questo proposito troverete hadith che narrano le circostanze della rivelazione. Questi hadith forniranno informazioni importanti. Tuttavia, dovete ricordare due cose.

Primo: questi racconti potrebbero non riferire sempre esattamente gli eventi storici del periodo della rivelazione. D’altra parte, la situazione è stata considerata pertinente e reale.

Secondo: la prova fornita dal testo originale riguardo alla rivelazione è più importante. Quando si accettano informazioni storiche, non si dovrebbe considerarle definitive.

Terzo: le informazioni storiche non dovrebbero costituire un ostacolo alla comprensione del Corano nell’interpretazione del messaggio principale.

Significato originario

Quattro: Dopo aver assimilato il significato letterale diretto, cercate per quanto possibile di comprenderlo come lo compresero i primi ascoltatori del Corano. Comprendere il significato letterale può forse essere facile. Ma, dopo 1400 anni, ricavare il significato originario in un contesto sociale e civile diverso è un compito difficile e complesso. Questo non è il luogo per discutere tali difficoltà. Se ne fa menzione soltanto a titolo di cautela.

Traduzione nel contesto attuale

Cinque: il vostro compito successivo consiste nel cercare di leggere e comprendere nel contesto della vostra condizione personale. Anche questo è un compito importante quanto la determinazione del significato originario. Soprattutto, non dovete cadere nella trappola di leggere il Corano secondo le vostre concezioni. Non è inoltre possibile discutere qui i complessi problemi interpretativi a ciò connessi. Tuttavia, è un compito che non potete né trascurare né evitare. Se prestate attenzione a una questione fondamentale e la osservate, avvicinatevi al Corano con mente aperta e astenetevi dal giudicare corretta ogni cosa che pensate. Questa è infatti una trappola che dovreste evitare. Invece di concentrarvi su complesse questioni giuridiche ed etiche, dovreste concentrare la vostra attenzione sui messaggi essenziali per la vostra vita. È possibile, e talvolta può anche essere necessario, presentare la prospettiva coranica sulla terminologia, sulle interpretazioni e sulle circostanze della nostra epoca. Ma su questo punto bisogna essere estremamente vigili e consapevoli, affinché in nessun caso vadano perduti il significato originario e la terminologia.

Significato irrilevante

Sei: non dedicatevi a scoprire significati reconditi, remoti, artificiosi e metaforici che la gente comune non comprende. Non c’è bisogno di riflettere su significati che non hanno relazione con la vostra vita né con il modo di vivere dei credenti della prima epoca del Corano.

Livelli di conoscenza e saggezza

Sette: cercate di comprendere il significato al livello della conoscenza e della saggezza di cui siete in possesso. In ogni caso, non perdete il livello di conoscenza dei primi ascoltatori, per non smarrirvi. Non cominciate a leggere nel Corano ciò che appartiene alla vostra personale conoscenza.

La conoscenza umana attuale

Otto:Non c’è dubbio che ogni persona debba impiegare le proprie conoscenze per comprendere il Corano. Tuttavia, le sue conoscenze devono superare il criterio del Corano. Per ricevere indicazioni sui vari argomenti sollevati è necessario un criterio moderno. Impiegate tutte le vostre conoscenze e facoltà intellettuali al servizio della comprensione del Corano. Ma non presentate mai il Corano come sostegno delle vostre conoscenze contemporanee. Non fate predire al Corano tutte le scoperte della scienza dell’epoca attuale. Siate particolarmente cauti riguardo alle teorie scientifiche, mutevoli come granelli di sabbia. Sarebbe altrettanto errato ricercare nel Corano le teorie di Einstein, Copernico, Nietzsche o Bergson quanto lo fu ricercarvi quelle di Tolomeo, Aristotele e Platone.

ciò che non riuscite a comprendere

Nove:Nel Corano vi sono molte parole ed espressioni il cui significato non riuscirete a comprendere, nonostante tutti i vostri sforzi. Ciò accadrà perché non possedete conoscenze sufficienti oppure perché l’argomento è molto difficile. In una situazione del genere, prendete nota della difficoltà e concentratevi sullo studio successivo. Non sprecate tempo nel tentativo di risolvere una questione che, a un certo punto, dimostrerà i limiti delle vostre capacità.

La vita del Messaggero (pace e benedizioni su di lui)

Per comprendere e interiorizzare il Corano, avvicinatevi il più possibile al Grande Profeta (pace e benedizioni su di lui), che per primo ricevette il Corano da Allah. La sua vita è il riflesso autentico del significato e del messaggio del Corano, il simbolo della guida certa e la migliore interpretazione. La vita del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) è un Corano vivente. Se volete vedere il Corano, osservate la vita di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), invece di limitarvi a leggerlo. Infatti, Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: «La sua vita non era altro che il Corano». La vita e la condotta del Grande Profeta (pace e benedizioni su di lui) vi saranno molto più d’aiuto per comprendere il Corano dei famosi tafsir di Ibn Kathir, Ibn Jarir, al-Kashshaf e al-Razi. Per avvicinarvi al Profeta (pace e benedizioni su di lui), anzitutto dovreste studiare la sua vita e la sua condotta quanto più vi è possibile. Sebbene non siano disponibili dettagli completi sulla sua biografia, nel Corano troverete la migliore descrizione della sua vita e della sua condotta. In secondo luogo, cercate di seguire la sua Sunna. Attraverso ciò riuscirete davvero a comprenderlo. Di conseguenza, comprenderete il Corano, amerete Allah ed Egli amerà voi. (Al Imran, 3:31)

7: Lo studio collettivo

 

Importanza e necessità

Per esplorare il tesoro della conoscenza coranica, dovete unirvi o partecipare a una comunità di ricerca e di studio. Senza dubbio studierete il Corano individualmente. Ma se vi unite, come compagni di studio, ad altri credenti e ricercatori del Corano, ne trarrete un beneficio incomparabilmente maggiore. La compagnia renderà il vostro cuore molto più gioioso, e molte menti riunite insieme potranno comprendere il significato in modo migliore e più corretto. La responsabilità e la missione religiosa che il Corano ci ha assegnato, così come il modo in cui dovrebbe essere la nostra vita, possono essere realizzati soltanto insieme agli altri. Solo realizzando quella missione e attraverso l’azione potrete diventare meritevoli di ricevere la pienezza delle possibili benedizioni del Corano.

Significativamente, il discorso del Corano è quasi sempre collettivo. Dal momento stesso in cui Muhammad (pace e benedizioni su di lui) iniziò a ricevere la rivelazione del Corano, si adoperò per costruire una società o comunità incentrata sul Corano, dedicandovi ogni momento della sua vita. Subito dopo l’invito «Leggi!» vennero i comandi «Alzati!», «Svegliati!» e «Sta’ in guardia!». Immediatamente dopo l’ordine di continuare a leggere ciò che è stato rivelato nel Libro del tuo Signore, giunge l’istruzione—

«O Profeta, proclama ciò che ti è stato rivelato dal Libro del tuo Signore. Nessuno ha il diritto di alterare le Sue parole. Non troverai alcun rifugio per sfuggire a Lui. E mantieni saldo il tuo cuore in compagnia di coloro che invocano il loro Signore, mattina e sera, desiderando il Suo compiacimento.» (Al-Kahf 18:27-28)

Nel Corano, questi insegnamenti collegano in modo estremamente chiaro e fermo la necessità di costituire una società organizzata e forte, fondata sul Corano.

Inoltre, nessuna preghiera può essere completa senza la recitazione del Corano, né la preghiera può essere completa senza la congregazione, salvo che sussista una valida ragione. Se non fosse necessario ascoltare il Corano, comprenderlo e riflettere profondamente su di esso, quale sarebbe allora lo scopo della sua recitazione nella preghiera? In questo modo, attraverso lo sforzo collettivo compiuto cinque volte al giorno, lo scopo della recitazione del Corano nella preghiera può essere raggiunto. Anche la responsabilità di trasmettere il messaggio o la parola del Corano a tutta l’umanità è inseparabilmente legata alla recitazione del Corano e alla sua corretta spiegazione. Quando la parola tilāwa è usata con la preposizione araba «ʿalā», significa «comunicare», «diffondere», «far credere» e «insegnare». Perciò la recitazione è una delle funzioni fondamentali della profezia e, di conseguenza, anche degli appartenenti alla comunità del Profeta.

«O Allah! Invia loro, tra la loro stessa gente, un Messaggero che reciti loro i Tuoi versetti, insegni loro il Libro e la saggezza e purifichi e ordini rettamente la loro vita concreta. In verità, Tu sei il Potente, il Saggio.» (Al-Baqara 2:129)

«Come ho inviato a voi, tra voi stessi, un Messaggero che vi recita i Miei versetti, purifica e nobilita la vostra vita, vi insegna il Libro e la saggezza e vi informa di ciò che ignoravate.» (Al-Baqara 2:151)

Nella Sura al-Jumuʿa, il fallimento nel comprendere la guida di Allah e nel condurre la propria vita in conformità con essa è sottolineato alla luce del fallimento nel partecipare alla preghiera del venerdì, durante la quale tutte le attività mondane sono vietate.

Il seguente versetto richiama l’attenzione sulla recitazione del Corano davanti alla famiglia e agli abitanti della casa.

«Ricordate i versetti di Allah e quelle parole colme di saggezza che vengono recitate nelle vostre case. In verità, Allah è Sottile e Ben informato.» (Al-Ahzab 33:34)

Coloro che si riuniscono per recitare e studiare il Corano sono benedetti, poiché gli angeli scendono su di loro portando l’illimitata misericordia di Allah. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse:

Quando delle persone si riuniscono in una casa di Allah per studiare il Corano e insegnarselo reciprocamente, la pace discende su di loro, trovano posto sotto l’ombra del perdono e della misericordia di Allah, gli angeli li avvolgono con le loro ali e Allah li fa conoscere a tutti coloro che Gli stanno intorno. (Muslim)

Pertanto, non dovreste accontentarvi di leggere e studiare il Corano da soli. Piuttosto, cercate coloro che sono desiderosi e interessati al Corano e invitateli, affinché tutti possano studiarlo insieme.

Lo studio collettivo può essere di due tipi

Primo: un piccolo gruppo si presenta preparato per lo studio e ciascuno partecipa attivamente al processo di formazione coranica; tra loro vi è qualcuno più esperto e conoscitore, che dirige lo studio. Possiamo chiamare questo tipo di studio un cerchio di studio.

Secondo: un gruppo numeroso o piccolo si riunisce e ascolta attentamente l’esposizione di un mufassir qualificato. I partecipanti si limitano a porre domande. Questo tipo di studio può essere chiamato dars, conferenza o discussione.

Dovreste sapere come condurre un cerchio di studio e come presentare un dars. Qui possiamo fornire alcune indicazioni generali. È tuttavia necessario precisare che non possono esistere standard specifici o procedure fisse al riguardo. Ognuno deve elaborare il proprio metodo, che dipenderà dalla situazione, dal tempo e dall’ambiente di ciascuno. Le indicazioni fornite di seguito sono soltanto suggerimenti. Dovrete applicare tali suggerimenti in base alle vostre necessità e capacità.

Quattro principi fondamentali

Per il successo di qualunque studio collettivo vi sono quattro principi.

Uno: per adempiere al vostro dovere, dovete sempre prepararvi adeguatamente sotto ogni aspetto. Non dovete prendere questo compito alla leggera. Dovete continuare a prepararvi fino all’ultimo momento. Non si può ritenere sufficiente una rapida occhiata. Non dite mai nulla sul Corano senza aver prima riflettuto profondamente. È sempre meglio preparare una nota su ciò che avete studiato e su ciò che desiderate esporre.

Due: che siate studenti o che abbiate già acquisito una certa conoscenza, che teniate una lezione o partecipiate alla discussione di un gruppo di studio, dovete in ogni caso avere un piano per il vostro studio personale, secondo il metodo discusso e incentrato sul brano specifico.

Tre: mantenete sempre pura e corretta la vostra intenzione. È essenziale che la vostra intenzione sia sincera nel comprendere il Corano, nel condurre la vostra vita secondo i suoi insegnamenti e nel conseguire il compiacimento di Allah.

Quattro: non studiate il Corano semplicemente per trarne piacere, per soddisfare la curiosità intellettuale o per argomentare e discutere. Il vostro studio del Corano deve certamente incoraggiarvi a seguire il Corano; dovete inoltre preoccuparvi di portare a compimento la missione che il Corano vi ha affidato.

Gruppo di studio

Le seguenti regole possono esservi d’aiuto affinché lo studio di gruppo sia efficace.

Partecipante

Primo: il numero dei partecipanti può variare da 3 a 10. Dovrebbero avere un livello di conoscenza e di capacità intellettive uguale o pressoché equivalente. Se il numero è inferiore, l’incontro potrebbe trasformarsi in un dialogo. Se invece è superiore, potrebbe essere difficile garantire la partecipazione attiva di tutti.

Secondo: bisogna sempre porre l’accento sul messaggio principale, sul contenuto e sulle indicazioni e gli insegnamenti da trarne. Non bisogna mai lasciarsi attrarre da contenuti affascinanti che non hanno alcuna utilità nella vita reale.

Terzo: tutti i membri devono essere pienamente consapevoli dei loro obiettivi, dei loro limiti e del processo.

Quarto: i membri del circolo devono dedicarsi con sincerità e concentrazione allo studio e alla sua applicazione. Ciò richiede profonda attenzione e duro lavoro. In particolare, sono importanti una preparazione regolare e la presenza assidua.

Quinto: devono sapere come avanzare sulla via del Corano e come trovare la propria strada attraverso il Corano. La lettura di questo libro potrebbe essere loro in qualche misura utile.

Sesto: non dovrebbero parlare come estranei. Dovrebbero invece parlare come fratelli credenti impegnati a comprendere il Corano e ad attenervisi.

Come condurre

Primo: un membro presenterà anzitutto il risultato del proprio studio, cioè ciò che ha compreso dopo aver letto la sezione specificata.

Secondo: gli altri parteciperanno allora alla discussione. Forniranno spiegazioni più dettagliate, correzioni e integrazioni, oppure porranno domande o daranno risposte.

Terzo: se tutti i membri devono studiare, sarà utile stabilire in anticipo chi presenterà per primo la discussione. In questo modo la qualità della presentazione sarà migliore. Oppure si può invitare chiunque a condurre la discussione o a fare la presentazione. Adottando questa procedura, tutti resteranno vigili e lavoreranno duramente.

Quarto: sarebbe molto proficuo che almeno un membro possedesse maggiori conoscenze e avesse la capacità e la competenza necessarie per utilizzare le fonti originali. Se nella discussione del relatore principale vi fosse qualche lacuna, potrebbe colmarla. Potrebbe anche contribuire a determinare l’andamento e il ritmo della discussione.

Quinto: se è presente qualcuno esperto del Corano, non dovrebbe intervenire nella discussione fin dall’inizio. Al contrario, si dovrebbe lasciare che i partecipanti dicano ciò che desiderano esprimere nella discussione e, se al termine dei loro interventi si riscontra qualche errore, si dovrà attirare la loro attenzione o correggerli con grande cortesia e gentilezza, oppure aggiungere alla loro discussione la propria esperienza. Il suo metodo di discussione non dovrà essere polemico, bensì consultivo e volto a porre domande.

Sesto: al termine del circolo di studio, sarebbe preferibile che un membro, il responsabile o l’insegnante traessero una breve conclusione sui vari argomenti trattati nella discussione. Si dovrebbero indicare quali sono i contenuti principali e le tesi della discussione in questione.

Dars

Seguendo le indicazioni riportate di seguito, un dars può risultare efficace.

Preparazione

Uno: bisogna farsi un’idea chiara degli ascoltatori. È necessario conoscere il loro livello di conoscenza, la loro intelligenza, la condizione della loro fede, le loro preoccupazioni e i loro pensieri, nonché i loro bisogni e le loro necessità.

Due: invece di concentrarvi su ciò che desiderate dire, stabilite la parte destinata al dars tenendo presenti e considerando le condizioni degli ascoltatori.

Tre: il modo, il linguaggio e lo stile della vostra presentazione devono essere adeguati alla natura degli ascoltatori.

Quattro: pregate e rivolgete una duʿāʾ ad Allah affinché possiate presentare agli ascoltatori il vero messaggio del Corano.

Cinque: leggete il brano e prendete nota. Che cosa volete dire? Come e in quale ordine volete dirlo? Come volete iniziare e concludere?

Sei: dovete mostrare il dovuto rispetto per il tempo a vostra disposizione. Non oltrepassate in alcun modo il tempo stabilito. Potreste avere molti punti o argomenti interessanti da esporre e potreste desiderare di parlarne, ma ricordate che i vostri ascoltatori hanno capacità molto limitate e una capacità di assimilazione ridotta. Possono apprezzare la vostra erudizione, ma non riusciranno a imparare molto da voi.

Un brano molto lungo può essere presentato in forma concisa, mentre un brano breve può essere discusso per molto tempo. Tutto ciò dipende da una sola cosa: quale messaggio volete trasmettere nel contesto del vostro studio.

Sette: bisogna prestare la massima attenzione affinché il vostro messaggio sia estremamente chiaro. Nella discussione deve essere chiaro ciò che desiderate presentare affinché gli ascoltatori lo accolgano e lo seguano. Esso deve essere coerente con il messaggio centrale del brano, non con ciò che desiderate voi.

Come presentare

Uno: avrete soltanto due obiettivi:

Primo: ottenere il compiacimento di Allah adempiendo al vostro dovere di far ascoltare agli altri la parola di Allah. Secondo: presentare la parola del Corano in modo chiaro ed efficace.

Due: ricordate che il fatto che il vostro messaggio raggiunga efficacemente gli ascoltatori e influisca sui loro cuori e sulle loro menti dipende interamente da Allah. Ciò, tuttavia, non significa che siate esonerati dalle responsabilità di preparare le possibili risposte, presentare il messaggio in modo efficace, rendere viva e dinamica per loro la parola del Corano, entrare in sintonia con le loro preoccupazioni e così via.

La vostra esposizione potrebbe non essere quella di un grande oratore, né particolarmente eloquente. Potrebbe essere molto semplice. Ma ciò che conta davvero sono la vostra intenzione e il vostro impegno.

Tre: per prima cosa reciterete il Corano e ne presenterete la traduzione. Dopodiché potrete passare alla spiegazione, leggendo oppure no ogni versetto e ripetendone oppure no la traduzione. Oppure, dopo una breve introduzione, potrete spiegare un versetto dopo l’altro oppure più versetti insieme. Il metodo che adotterete dipenderà dalle circostanze e dal tempo a disposizione.

Ricordate che non è sempre necessario recitare fin dall’inizio l’intero brano, soprattutto se il tempo a disposizione è poco. Potete invece dedicare quel tempo a creare l’atmosfera adatta affinché gli ascoltatori ascoltino il vostro discorso.

Quattro: per quanto possibile, potete utilizzare una combinazione di diversi approcci relativi a ciascun versetto o a un gruppo di versetti. Se il versetto è breve e chiaro, potete recitarlo prima e poi spiegarlo dettagliatamente. Potete esporre il messaggio principale sia prima sia dopo la spiegazione.

Ciò che dovete garantire è questo: ogni ascoltatore deve percepire un’unità coerente. Ogni argomento deve essere presentato in modo da mantenere una continuità tra ciò che è stato detto prima e ciò che viene detto dopo.

Cinque: al termine della discussione dovete necessariamente fornire un riepilogo del tema principale e sottolineare quale messaggio educativo se ne può trarre. Se avete tempo, potete rileggere l’intero testo o soltanto la traduzione. Leggendo il testo originale o la traduzione alla conclusione, potete mettere i vostri ascoltatori direttamente a contatto con il Corano. In questo modo possono comprendere ciò che hanno capito alla luce della vostra esposizione.

Sei: dovete sempre prestare attenzione al fatto che non siete voi a parlare: deve parlare il Corano. Per coloro che conoscevano la lingua del Corano e il portatore del suo messaggio, il Corano è stato efficace senza alcuna spiegazione o analisi. E continua tuttora a essere efficace. Potete ostacolare il messaggio del Corano non solo imponendo eccessivamente le vostre opinioni personali, ma anche tentando di offrire spiegazioni troppo lunghe e dettagliate. Quando avrete terminato la vostra lunga spiegazione e analisi, i vostri ascoltatori potrebbero aver dimenticato ciò che il Corano dice. Pertanto, innanzitutto, rendete la vostra esposizione il più concisa possibile. In secondo luogo, se in qualche caso deve necessariamente essere lunga, dovreste tornare al testo originale ogni volta che potete. In nessun modo dovete permettere che si crei una distanza tra i vostri ascoltatori e il Corano, non soltanto sul piano del significato, ma anche su quello dell’ascolto.

Sette: organizzate la vostra spiegazione personale secondo lo stile del Corano. Potrebbe essere il mezzo più efficace per garantirvi il successo.

All’inizio può sembrarvi molto difficile. Ma, man mano che vi avvicinerete al Corano, lo reciterete ripetutamente e lo imparerete a memoria, esso diventerà sempre più parte del vostro stile personale.

Dovete assolutamente ricordare che lo stile compositivo coranico presenta alcune caratteristiche: uno: il richiamo del Corano si rivolge sia alla ragione sia alle emozioni. Due: il Corano è conciso, preciso, diretto, personale e capace di risvegliare la memoria. Tre: il Corano pone i suoi ascoltatori di fronte a una scelta e a una decisione, suscitando in loro la motivazione ad agire. Quattro: il suo linguaggio è così potente che il messaggio del Corano penetra profondamente dentro di voi. Cinque: le argomentazioni sono formulate in modo tale da poter essere comprese dagli ascoltatori. Il Corano trae esempi dalla loro vita quotidiana e vi scorge sempre un’eco dentro di loro. Non è astratto, meramente razionalistico né distaccato.

Otto: non presentate discorsi astratti. Né distruggete l’impatto dinamico del Corano in nome della concettualizzazione e della sistematizzazione. Tuttavia, una corretta comprensione e una presentazione scientifica sono molto importanti per esporre il messaggio essenziale del Corano, purché esso venga presentato in un linguaggio semplice e chiaro, in modo comprensibile al cuore degli ascoltatori. L’invito all’azione e l’impegno devono essere elementi indispensabili del vostro dars. Che si tratti della natura o della storia, di un avviso, di una dichiarazione, di un dialogo o di un discorso, in ogni caso dovrebbe esservi un appello a rispondere, un invito ad andare avanti, alcune decisioni, azioni e iniziative da intraprendere.

Nove: non usate il Corano per presentare le vostre opinioni. Piuttosto, formatevi come portavoce o interpreti della parola di Allah.

Dieci: lasciate che il Corano penetri nel cuore dei vostri ascoltatori e trovi posto nel loro animo. Lasciate che illumini la vostra comprensione, il vostro amore, la vostra gratitudine e la vostra preoccupazione. Questa dovrebbe essere la sete del vostro dars.

Undici: dovete prestare sempre attenzione alla risposta dei vostri ascoltatori. Se ritenete che un’argomentazione non riesca ad attirare gli ascoltatori o a suscitare il loro entusiasmo, potete accorciarla o abbandonarla, per quanto preziosa possa essere considerata. Potete sempre aggiungere nuovi argomenti o stili, secondo le circostanze o quando lo riteniate necessario.

8: Vivere secondo la luce del Corano

L’obbedienza al Corano

Se fin dall’inizio non vi sottomettete completamente ad Allah e non ricostruite e trasformate la vostra vita secondo il Corano dato da Allah, la lettura del Corano non vi sarà di alcun beneficio; al contrario, potrebbe diventare causa di danno e miseria. Senza una ferma intenzione e uno sforzo per mettere in pratica le azioni, le sensazioni del cuore e dell’anima, l’entusiasmo emotivo o la ricchezza intellettuale non vi serviranno a nulla. Se il Corano non lascia alcuna traccia nelle vostre azioni, se non osservate ciò che il Corano ordina e non abbandonate ciò che vieta, non potrete ottenere la vicinanza del Corano.

Ogni pagina del Corano contiene un invito alla dedizione, una chiamata al cambiamento e alla pratica. A ogni livello, il lettore si trova di fronte alla necessità di prendere decisioni e assumere impegni. Coloro che, pur rispondendo alla chiamata del Corano, non riescono a sottomettersi ad Allah, sono stati dichiarati kafir, zalim e fasiq (al-Ma’ida 5:44-47).

Coloro ai quali è stato affidato da Allah questo grande messaggio, ma che non lo comprendono o non agiscono secondo esso, sono descritti come asini che trasportano un carico, senza sapere che cosa trasportano e senza poterne trarre beneficio. Sono quei disgraziati contro i quali il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui) testimonierà nel Giorno del Giudizio:

«O mio Signore, la mia gente ha fatto di questo Corano oggetto di scherno.» (Al-Furqan 25:30)

Evitare il Corano, abbandonarlo e metterlo da parte significa non leggerlo, non comprenderlo, non vivere secondo il Corano e considerarlo irrilevante e appartenente al passato.

Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha attribuito grandissima importanza e ha insistito molto sul seguire il Corano.

Tra i lettori del Corano vi saranno molti ipocriti nella mia comunità. (Ahmad)

Non è credente colui che considera lecito ciò che il Corano ha proibito. (Tirmidhi).

Leggi il Corano, affinché tu possa acquisire la capacità di astenerti dalle azioni proibite. Se esso non ti trattiene dalle azioni proibite, allora devi comprendere che, in verità, non hai letto il Corano. (Tabarani).

Per i Compagni del Messaggero (pace e benedizioni su di lui), apprendere il Corano significava leggerlo, riflettere profondamente su di esso e mettere in pratica i suoi insegnamenti.

È stato narrato:

Coloro che si dedicavano allo studio del Corano hanno riferito che persone come Hazrat ʿUthmān ibn ʿAffān, ʿAbdullāh ibn ʿAffān e ʿAbdullāh ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui), dopo aver appreso dieci versetti, non procedevano oltre finché non erano in grado di comprenderli e di metterli in pratica nella vita. Dicevano di aver appreso simultaneamente il Corano e la conoscenza. Per questo motivo, talvolta impiegavano anni e anni per apprendere una sola sura. (Al-Itqān fī ʿulūm al-Qurʾān, al-Suyūṭī)

Al-Ḥasan al-Baṣrī ha detto: hai preso la notte come un cammello sul quale cavalcare per attraversare i vari livelli del Corano. Coloro che ti hanno preceduto lo hanno considerato la parola del loro Signore. Di notte riflettono su di esso e di giorno vivono conformemente ad esso. (Yaḥyā)

Lo studio del Corano dovrebbe rafforzare la fede nel tuo cuore, una fede che darà alla tua vita una forma particolare. Non si tratta di un processo frammentario e graduale, per cui trascorrerai i primi anni leggendo il Corano, poi dedicherai alcuni anni alla comprensione e al rafforzamento della fede, e solo dopo lo metterai in pratica. È un processo unitario nel suo insieme. Tutto avverrà simultaneamente. Ogni volta che ascolti o reciti il Corano, esso accende la fede nel tuo cuore. E ogni volta che la fede nasce nel tuo cuore, nella tua vita ha inizio un cambiamento.

Ciò che devi assolutamente ricordare è che, per vivere secondo il Corano, è necessario prendere una decisione fondamentale nella tua vita. Qualunque siano i pensieri che ti circondano, qualunque cosa la tua società ti ordini o qualunque cosa facciano gli altri, devi cambiare completamente il corso della tua vita. Questa decisione richiede un grande sacrificio. Finché non sarai pronto a sacrificarti in quanto credente nel Corano, la parola di Allah, per quanto tempo tu possa dedicare al Corano, il risultato non sarà molto positivo.

Fin dal primo momento, già dal primo passo, è stato chiaramente affermato che il Corano è una guida per coloro che sono pronti a proteggersi dal danno della disobbedienza ad Allah, che desiderano salvarsi dal Suo disappunto e temono le conseguenze: sono loro i muttaqūn (Al-Baqara 2:1-5). Il Corano non riconosce alcuna contrapposizione tra conoscenza e azione, né tra fede e opere buone.

Il compimento della missione coranica

Un aspetto indispensabile e importante del vivere secondo il Corano è trasmettere il messaggio del Corano alle persone che ti circondano. In realtà, nel momento stesso in cui la prima rivelazione fu fatta scendere sul nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui), egli comprese l’importante responsabilità e il dovere di trasmetterla alla sua gente. La seconda rivelazione giunse con questo comando: «Alzati e ammonisci» (Al-Muddaththir 74:2). In seguito, in varie fasi, fu chiarito al Profeta (pace e benedizioni su di lui) che informare gli altri sul Corano, far loro ascoltare il Corano e spiegarlo erano la sua responsabilità primaria, la missione della sua vita. (Al-Anʿām 6:19, Al-Furqān 25:1, Al-Anʿām 19:97, Al-Aʿrāf 7:157).

In quanto suoi seguaci e detentori del Libro di Allah, anche a noi sono state affidate la stessa responsabilità e la stessa missione. Recitare il Corano significa essere obbligati a comunicarlo agli altri; ascoltare il Corano significa doverlo far ascoltare agli altri. Dobbiamo assolutamente comunicarlo all’umanità e non è lecito tenere nascosto il Corano.

“Ricorda a questa gente della Scrittura il patto che Allah aveva stretto con loro: dovevano diffondere tra la gente gli insegnamenti e il messaggio della Scrittura, senza poterli tenere nascosti. Ma essi si sono lasciati la Scrittura alle spalle e l’hanno venduta a un prezzo irrisorio. Quanto è malvagio ciò che fanno!” (Al ʿImrān 3:187)

Se hai una lampada nel cuore e nella mano, essa certamente irradierà luce. Se hai il fuoco nel cuore, esso certamente divamperà. Coloro che non lo fanno per qualche misero interesse terreno, in realtà si stanno riempiendo il ventre di fuoco.

“In verità, coloro che nascondono gli ordini e i divieti contenuti nel Libro dato da Allah e lo abbandonano per qualche misero interesse materiale, in realtà riempiono di fuoco il proprio ventre. Nel Giorno della Resurrezione Allah non parlerà mai con loro né li dichiarerà puri. Per loro è stata stabilita una dolorosa e severa punizione.” (Al-Baqara 2:174) E sono meritevoli della maledizione di Allah:

“Coloro che nascondono i chiari principi e il sistema di vita che abbiamo fatto scendere, sebbene li abbiamo esposti chiaramente nel Nostro Libro come guida per tutta l’umanità, sappiano con certezza che Allah li maledice e che tutti gli altri che maledicono scagliano la loro maledizione su di loro.” (Al-Baqara 2:159)

Finché non adempiranno al loro dovere:

“Tuttavia, coloro che si asterranno da questa condotta indesiderabile, correggeranno il proprio comportamento e cominceranno a rendere manifesto ciò che avevano nascosto, io li perdonerò. In verità, Io sono Colui che perdona, accetta il pentimento ed è misericordioso.” (Al-Baqara 2:160)

Ma se moriranno in questa condizione, saranno maledetti da tutti:

“Su coloro che hanno adottato la condotta della miscredenza e sono morti nella miscredenza ricadrà la maledizione di Allah, degli angeli e di tutta l’umanità.” (Al-Baqara 2:161)

Allah non si volgerà neppure verso di loro:

«Quanto a coloro che vendono le loro promesse e i loro giuramenti a un prezzo vile e insignificante, nell’altra vita non avranno alcuna parte. Nel Giorno della Risurrezione Allah non parlerà loro, non li guarderà e non li purificherà; per loro vi sarà invece un castigo doloroso e tormentoso. (Āl ʿImrān 3:77)»

Guardate voi stessi, guardate i musulmani di oggi. Perché la nostra condizione non cambia, nonostante milioni di persone recitino il Corano giorno e notte? O leggiamo il Corano senza comprenderlo, oppure, se lo comprendiamo, non lo accettiamo e non agiamo di conseguenza; oppure, quando lo leggiamo interamente ma ne osserviamo soltanto una parte, diventiamo colpevoli del più grave dei crimini: tenerlo nascosto e non portarlo alla conoscenza degli uomini del mondo alla luce del Corano.

«Tra loro vi è anche un altro gruppo, quello degli illetterati, che non possiede alcuna conoscenza del Libro di Allah. Il loro unico sostegno sono speranze, aspirazioni e desideri infondati, ed essi si lasciano guidare da concezioni e credenze prive di fondamento. È dunque certa la rovina di coloro che scrivono con le proprie mani norme della Sharīʿa e poi dicono alla gente che, in cambio, otterranno un misero vantaggio. In verità, ciò che le loro mani hanno scritto è causa della loro rovina, e ciò che guadagnano per mezzo di esso sarà per loro uno strumento di rovina.» (Al-Baqara 2:77-78)

«Credete dunque in una parte del Libro e ne rinnegate un’altra? Sappiate che per coloro tra voi che si comportano in questo modo non vi è altra ricompensa se non quella di essere umiliati e disonorati nella vita terrena e di essere gettati, nell’altra vita, nel più severo dei castighi. Allah non è affatto inconsapevole di ciò che fate.» (Al-Baqara 2:85)

A questo proposito non vi è il minimo dubbio nella nostra mente: finché non ci impegneremo ad assolvere il compito più importante che ci è stato affidato in seguito allo studio del Corano, quello di esserne testimoni, non potremo adempiere al nostro dovere verso il Corano. Il disonore, l’umiliazione, l’ignominia e l’arretratezza che sono diventati il nostro destino hanno come unica causa il nostro comportamento nei confronti del Corano e della sua missione.

Con questo Libro Allah onorerà alcuni e farà decadere altri. (Muslim)

Oh, se solo avessero osservato la Torah, il Vangelo e gli altri Libri che Allah ha rivelato loro! Sarebbero stati provvisti di sostentamento dal cielo e dalla terra. (Al-Māʾida 5:66)

Per quanto grande sia la conoscenza che acquisiamo sul Corano, finché non ci atterremo ad esso, non riusciremo a comprendere e scoprire il pieno significato e la corretta portata del Corano. Il Messaggero di Allah (s.a.s.) disse ai suoi nobili Compagni:

Tra voi vi saranno persone tali che, paragonando la vostra preghiera alla loro, il vostro digiuno al loro digiuno e le vostre buone azioni alle loro buone azioni, vi sembreranno di livello molto inferiore. Reciteranno il Corano, ma esso non scenderà oltre le loro gole. (Bukhari)

Sottomettersi e attenersi ad esso non serve soltanto a realizzare la vera missione del Corano. È una chiave sicura per comprendere il Corano. Il significato che potrete scoprire seguendo le istruzioni del Corano non può essere raggiunto soltanto attraverso la riflessione. Soltanto allora potrete percepire il Corano direttamente. A questo proposito, Sayyid Abul A’la Maududi (che Allah abbia misericordia di lui) ha scritto in una lingua indimenticabile parole che non si possono mai dimenticare.

«Ma, nonostante tutti questi sforzi per comprendere il Corano, nessuno può conoscere pienamente l’essenza del Corano finché non mette in pratica, effettivamente e concretamente, le opere che il Corano è venuto a prescrivere e ordinare. Esso non è semplicemente un libro di dottrine e di pensiero. Pertanto, non è possibile comprenderne ogni parola leggendolo comodamente seduti in poltrona. Secondo la concezione religiosa corrente nel mondo, esso non è semplicemente una scrittura religiosa. Non è possibile svelarne tutti i misteri e le profonde verità seduti in una madrasa o in una khanqah. Nell’introduzione è stato detto che questo è un libro della daʿwa e del movimento. Esso è venuto a trarre un uomo di natura silenziosa, sincero e veritiero, dal campo di una vita solitaria e appartata, e a porlo di fronte a un mondo ostile ad Allah. Ha posto sulla sua lingua il grido di una veemente protesta contro il falso. Lo ha impegnato in un violento conflitto contro i portatori delle bandiere della miscredenza, della trasgressione e della deviazione del suo tempo. Ha cercato persone virtuose in ogni casa, le ha condotte fuori e le ha riunite sotto la bandiera dell’annunciatore della verità. Ha provocato e agitato i fautori della fitna e i seminatori di disordini in ogni regione del Paese, facendo scoppiare la loro guerra contro i seguaci della verità. Iniziando la sua opera con la chiamata di un solo uomo, questo Libro ha guidato per ventitré anni interi questo vasto e grande movimento islamico, fino all’instaurazione del Califfato divino. Durante questo lungo e logorante conflitto tra la verità e il falso, in ogni tappa e a ogni livello, da una parte ha insegnato il metodo per demolire e dall’altra ha presentato il progetto per costruire. Ora ditemi: se non partecipate affatto alla lotta tra l’Islam e la jāhiliyya, tra la religione e la miscredenza; se non vi capita di attraversare le tappe di questo contrasto e di questo conflitto, come potranno tutti i suoi insegnamenti profondi rivelarsi davanti a voi mediante la semplice lettura delle parole del Corano?»

È possibile comprendere pienamente il Corano soltanto quando voi stessi vi eleverete portando il messaggio del Corano, inizierete a invitare le persone verso Allah e continuerete ad avanzare proprio nel modo indicato da questo Libro. Soltanto allora potrete acquisire le esperienze del periodo della rivelazione del Corano. Vedrete le tappe della Mecca, dell’Abissinia (l’attuale Etiopia) e di Ta’if. Avrete davanti a voi anche le tappe che vanno da Badr e Uhud fino a Hunayn e Tabuk. Vi troverete faccia a faccia con Abu Jahl e Abu Lahab. Incontrerete gli ipocriti e gli ebrei. Incontrerete tutti, dai credenti totalmente devoti della prima epoca dell’Islam fino ai credenti deboli di cuore. È una forma di «disciplina spirituale»; io la chiamo «disciplina coranica». Su questo cammino di disciplina si manifesta uno scenario straordinario. Man mano che attraverserete le sue numerose tappe, a ciascuna tappa vi si presenteranno spontaneamente alcuni versetti e alcune sure del Corano. Vi diranno continuamente: «Siamo stati rivelati in questa tappa e qui abbiamo portato queste prescrizioni». In quel momento alcuni aspetti della lessicografia, della grammatica e della retorica possono rimanere nascosti allo sguardo del praticante; ma è impossibile che il Corano si rifiuti di dischiudere davanti a lui la propria essenza. Inoltre, secondo questa regola generale, l’uomo non potrà comprendere le prescrizioni del Corano, i suoi insegnamenti morali, le sue norme economiche e culturali e i principi, le regole e le leggi da esso stabiliti per i diversi aspetti e ambiti della vita, finché non li avrà messi concretamente in pratica nella propria vita. Chi non segue il Corano nella propria vita personale non potrà comprenderlo. E anche per una nazione le cui istituzioni sociali non seguono la via e i principi d’azione descritti dal Corano, non è possibile familiarizzare con esso.

Che cosa recitava o sottolineava specificamente il Messaggero (r.a.)

Nel Sacro Corano vi sono alcune sure e alcuni versetti riguardo ai quali è stato riferito che il Profeta (s.a.s.) li recitava frequentemente in determinate preghiere o in situazioni particolari, oppure ne elogiava specialmente le straordinarie caratteristiche e virtù, spiegandole. Elogiava specialmente le straordinarie caratteristiche e virtù di quelle sure e di quei versetti, spiegandole. Dovreste conoscere quelle sure e quei versetti.

Il hadith riportato qui di seguito non ha lo scopo di dimostrare che una parte del Corano sia superiore a un’altra. Non dovreste trascurare il resto del Corano e, in cambio, dedicarvi alla recitazione o alla memorizzazione di quelle parti specifiche. Queste parti selezionate sono necessarie perché nessuno è in grado di memorizzare e recitare ogni cosa ogni giorno. Inoltre, una persona può generalmente abituarsi a recitare regolarmente una determinata parte. Che cosa potrebbe esserci di meglio che seguire il Messaggero (s.a.s.) e sperare nella ricompensa che egli ha promesso?

È molto importante ricordare che il Messaggero () era solito recitare l’intero Nobile Corano almeno una volta durante il mese di Ramadan. Durante la preghiera notturna recitava persino, in una sola rakʿa, lunghe sezioni come al-Baqara e Āl ʿImrān.

Ciò che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) recitava nelle diverse preghiere

È stato riferito da Jābir ibn Samura (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) recitava la sura Qāf (50) e sure simili. (Muslim)

Recitò al-Wāqiʿa (56). (at-Tirmidhī)

ʿAmr ibn Hurayth (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Lo sentii recitare at-Takwīr (81).» (Muslim)

ʿAbdullāh ibn as-Sāʾib (che Allah sia soddisfatto di lui) disse che, quando si trovava alla Mecca, recitò fino al quarantacinquesimo o al cinquantesimo versetto della sura al-Muʾminūn. (Muslim)

Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) disse che recitava la sura al-Kāfirūn (109) e al-Ikhlāṣ (112). (Muslim)

ʿUqba ibn ʿĀmir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse che recitava la sura al-Falaq (113) e la sura an-Nās (114). (Ahmad, Abū Dāwūd)

Abdullah ibn Abbas (ra) disse che recitava alcuni versetti della sura al-Baqara (2:136) e della sura Ali Imran (3:64). (Muslim)

È stato riferito che Abu Bakr (ra) recitava al-Baqara. (Muwatta)

Hazrat Uthman ibn Affan (ra) recitava spesso la sura Yusuf (12). (Muwatta)

Hazrat Umar ibn al-Khattab recitava la sura Yusuf (12) e la sura al-Hajj (22).

Hazrat Umar (ra) scrisse ad Abu Musa chiedendogli di recitare i tiwal al-mufassal, cioè dalla sura Muhammad (47) fino alla sura al-Buruj. (Tirmidhi)

Hazrat Abu Hurayra (ra) disse che, nelle due rakʿat precedenti la preghiera del fajr, il Profeta (sa) recitava la sura al-Kafirun e la sura al-Ikhlas. (Ibn Majah)

Preghiera del fajr

Hazrat Abu Hurayra (ra) disse che, nella preghiera del fajr del venerdì, recitava nella prima rakʿa la sura as-Sajdah (32) e nella seconda rakʿa la sura ad-Dahr (76).

Preghiera di Zuhr e Asr

Secondo la narrazione di Hazrat Jabir ibn Samura (ra), nelle preghiere di Zuhr e Asr recitava la sura al-Layl (92) e, secondo un’altra narrazione, al-A‘la (87). (Muslim)

Secondo la narrazione di Jabir ibn Samura, il Messaggero (s) recitava la sura al-Buruj (85), at-Tariq (86) e surate analoghe.

Hazrat Umar (ra) scrisse ad Abu Musa (ra): «Recita le surate del gruppo Awsat al-Mufassal, cioè dalla sura al-Buruj (85) fino ad al-Bayyina (98)». (Tirmidhi)

Preghiera del Maghrib

Umm Fadl (ra) disse: «Nella preghiera del Maghrib ho sentito il Messaggero (s) recitare al-Mursalat (77)». (Bukhari, Muslim)

Jarir ibn Mut’im disse: «L’ho sentito recitare la sura at-Tur (52)». (Bukhari, Muslim)

Abdullah ibn Umar (ra) disse che recitava al-Kafirun (109) e al-Ikhlas (112). (Ibn Majah) Jabir ibn Samurah (ra) disse, in particolare nella notte del venerdì. (Sharh as-Sunnah)

Abdullah ibn Utbah (ra) recitava la sura ad-Dukhan (an-Nasa’i).

Aisha (ra) recitava la sura al-A‘raf (7). (an-Nasa’i)

Abdullah ibn Mas‘ud (ra) dice che nelle due rakʿat successive alla preghiera del maghrib egli recitava la sura al-Kafirun (109) e la sura al-Ikhlas (112). (at-Tirmidhi)

Umar (ra) scrisse ad Abu Musa (ra): «Recita le sure brevi del mufassal, cioè dalla sura al-Bayyina (98) fino alla sura an-Nas (114)». (at-Tirmidhi)

La preghiera dell’isha

Jarir (ra) dice che egli ordinò a Mu‘adh ibn Jabal di recitare la sura ash-Shams (91), ad-Duha (93), al-Layl (92), al-A‘la (87) e sure più lunghe della sura al-Baqara. (al-Bukhari, Muslim)

Al-Bara’ (ra) dice: «L’ho sentito recitare la sura at-Tin (95)». (al-Bukhari, Muslim)

Il venerdì e le feste

Hazrat Abu Hurayra (ra) disse: durante la preghiera del venerdì, lo sentii recitare la sura al-Jumuʿa (62) nella prima rakʿa e la sura al-Munāfiqūn (63) nella seconda. (Muslim)

Hazrat Nuʿmān ibn Bashīr (ra) disse: il Messaggero (sa) recitava la sura al-Aʿlā (87) e la sura al-Ghāshiya (88) sia nella preghiera del venerdì sia in quella dellʿĪd; e, se il venerdì e lʿĪd cadevano nello stesso giorno, recitava le stesse sure in entrambe. (Muslim)

Hazrat Wāthiq al-Laythī (ra) disse: egli recitava la sura Qāf (50) e la sura al-Qamar (54) nelle preghiere dellʿĪd al-Aḍḥā e dellʿĪd al-Fiṭr. (Muslim)

9: Ciò che il Profeta (sa) recitava in diverse occasioni

Tahajjud

Hazrat ʿAbdullah ibn ʿAbbās (ra) disse: dopo essersi svegliato, egli guardava verso il cielo e recitava dallʾinizio di «Inna fī khalqis…» fino alla fine della sura (Āl ʿImrān 3:190-200; Bukhārī).

Al mattino e alla sera

Hazrat ʿAbdullah ibn al-Zubayr (ra) disse: recita tre volte al mattino e alla sera la sura al-Ikhlāṣ (9112), al-Falaq (113) e al-Nās (114). Questo ti sarà sufficiente per conseguire qualunque scopo. (Tirmidhī, Abū Dāwūd)

Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) ha detto: chiunque reciti al mattino Ayat al-Kursi e Ha-Mim al-Masir (al-Mu’min 40:2-3), Allah lo proteggerà fino alla sera; e chiunque la reciti alla sera, Allah lo proteggerà fino al mattino. (Tirmidhi).

Hazrat Maqi’il ibn Yagar (che Allah sia compiaciuto di lui) disse: se qualcuno recita al mattino gli ultimi tre versetti della sura al-Hashr (59:22-24), settantamila angeli continuano a implorare Allah di perdonarlo fino alla sera. Se li recita alla sera, gli angeli continuano a implorare il perdono per lui fino al mattino. (Tirmidhi)

Hazrat Abdullah ibn Abbas (che Allah sia compiaciuto di lui) disse: se qualcuno recita al mattino i tre versetti della sura ar-Rum (30:17-19), riceverà una ricompensa anche se durante il giorno trascura qualche opera buona; e se li recita alla sera, riceverà una ricompensa anche se durante la notte trascura qualche opera buona. (Abu Dawud)

Prima di coricarsi o durante la notte

Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui), in un lungo hadith riguardante il suo incontro con Satana, disse: recita Ayat al-Kursi al momento di coricarti. Allora Allah incaricherà una guardia di proteggerti e Satana non potrà avvicinarsi a te fino al mattino. (Bukhari)

Hazrat Aisha (che Allah sia compiaciuto di lei) disse: quando andava a coricarsi, univa le mani, recitava in esse le sure al-Ikhlas, al-Falaq e an-Nas e vi soffiava sopra. Poi si passava le mani, per quanto possibile, sulla testa, sul viso e sulla parte anteriore del corpo. Faceva questo tre volte. (Bukhari, Muslim)

Abdullah ibn Masud (che Allah sia compiaciuto di lui) disse: recitate gli ultimi due versetti della sura al-Baqara. Per chi recita questi due versetti durante la notte, essi sono sufficienti. (Bukhari, Muslim)

La recitazione della parte finale della sura Ali Imran (3:190-200) ti farà ottenere una ricompensa come quella di una sentinella vigile durante la notte. Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) disse: chi recita la sura ad-Dukhan avrà settantamila angeli che continueranno a chiedere ad Allah il perdono per lui fino al mattino. (Tirmidhi)

Al-Irbad ibn Sariya (ra) disse: «Recita le Musabbihat/Al-Isra (17), Al-Hadid (57), Al-Hashr (59), As-Saff (61), Al-Jumu’a (62), At-Taghabun (64) e Al-A’la (87)». Egli recitava queste sure prima di dormire e diceva: «Un versetto di esse è migliore di mille versetti». (Abu Dawud, Tirmidhi)

Jabir (ra) disse che non andava a dormire senza recitare As-Sajda (32) e Al-Mulk (67). (Ahmad, Tirmidhi)

10: Ciò che il Messaggero (sa) disse sui meriti delle varie sure

Sura Al-Fatiha

Abu Sa’id al-Mu’alla (ra) disse: «Non volete che vi insegni una sura che è la più grande del Corano?». Il Messaggero (sa) pronunciò queste parole, poi insegnò la Sura Al-Fatiha e disse: «Mi sono state date le Sette Ripetute e il Sublime Corano: questa è quella sura». (Bukhari)

È stato riferito da Abdullah ibn Abbas (ra) che un angelo disse al Profeta (sa): «Rallegrati per le due luci che ti sono state date e che non sono state date a nessun altro profeta». Una di esse è la Sura Al-Fatiha e l’altra sono gli ultimi versetti della Sura Al-Baqara (2:285-286). (Muslim)

Abu Hurayra (ra) disse: «Giuro su Allah, nelle cui mani è la mia anima: nulla di simile alla Sura Al-Fatiha è stato rivelato nella Torah, né nel Vangelo, né nei Salmi, né nel Corano». (Tirmidhi)

Abdul Malik ibn Umayr (ra) disse: «Essa è una cura per ogni malattia». (Darimi)

Sura al-Falaq e al-Nas

Uqba ibn Amir disse: «Non si è mai visto nulla di simile». (Muslim)

Nessuno che cerchi protezione può cercarla con qualcosa di paragonabile a queste due sure. (Abu Dawud)

Abu Sa’id al-Khudri (ra) disse: «Qualcuno di voi può recitare un terzo del Corano in una sola rak’a?». Egli chiese e ordinò: «Recita la sura al-Ikhlas, perché essa equivale a un terzo del Corano». (al-Bukhari, Muslim)

Secondo la narrazione di Aisha (ra), riguardo a colui che recita questa sura in ogni preghiera, il Messaggero (s.a.s.) disse: «Digli che Allah lo ama». (al-Bukhari, Muslim)

Sura al-Kafirun

Abdullah ibn Abbas (ra) e Anas ibn Malik (ra) dissero che essa equivale a un quarto del Corano. (Tirmidhi)

Sura al-Nasr

Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Questa è un quarto del Corano». (Tirmidhi)

Sura At-Takathur

Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) chiese: «Non potete recitare mille versetti in un giorno?». Poi disse: «Qualcuno di voi non può forse recitare la Sura At-Takathur?». (Bayhaqi)

Sura Az-Zilzal

Abdullah ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) e Anas ibn Malik (che Allah sia soddisfatto di lui) dissero: «Questa equivale alla metà del Corano». (Tirmidhi)

Ayat al-Kursi (Sura Al-Baqara 2:255)

È narrato da Ubayy ibn Ka’b (che Allah sia soddisfatto di lui) che chiese: «Sapete qual è il versetto più eccelso del Libro di Allah?». Quando gli fu detto che era Ayat al-Kursi, lo approvò. (Muslim)

Āmanar-Rasūl (Al-Baqara 2:285–286)

Abdullah ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Nessun profeta prima di lui aveva portato una luce simile». (Muslim)

Nuʿmān ibn Bashīr (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «In qualunque casa venga recitata, Satana non può avvicinarsi ad essa per tre notti». (Tirmidhi)

ʿAifa ibn ʿAbd al-Qilāy (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Essa proviene dal tesoro della misericordia di Allah, sotto il Suo Trono, che Egli ha donato a questa comunità; non vi è alcun bene in questo mondo o nell’Aldilà che non sia in essa contenuto». (Dārimī)

Abū Dharr (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Imparate questo e insegnatelo alle vostre mogli e ai vostri figli, poiché esso è una benedizione, una recitazione e una supplica». (Ḥākim)

Sūra al-Baqara e Āl ʿImrān

Abū Umāma (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Recitate le due sūre luminose e splendenti. Nel Giorno della Resurrezione esse verranno fluttuando come due nubi, due ombre o due stormi di uccelli, intercedendo per coloro che le accompagnavano». (Muslim)

Nawwās ibn Samʿān (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Nel Giorno della Resurrezione il Corano verrà portato insieme ai suoi compagni. Davanti a coloro che agivano secondo il Corano vi saranno al-Baqara e Āl ʿImrān. Sembreranno due nubi nere, oppure due forme luminose, o due stormi di uccelli, e continueranno a intercedere per i loro compagni». (Muslim)

Sūra al-Baqara (2)

Hazrat Abu Hurayra (ra) disse: «Non trasformate le vostre case in tombe abbandonando la recitazione del Corano. Satana fugge dalla casa in cui viene recitata la sura al-Baqara». (Muslim)

Hazrat Abu Umama (ra) disse: «Recitate la sura al-Baqara, perché attenersi ad essa è una benedizione, mentre abbandonarla è una perdita». (Muslim)

Hazrat Abu Hurayra (ra) disse: «Ogni cosa ha un tesoro, e il tesoro del Corano è la sura al-Baqara». (Muslim)

Sura al-An’am (48)

Jabir (ra) disse: «Al momento della rivelazione di questa sura discesero così tanti angeli che con essi fu coperto l’orizzonte del cielo». (Hakim)

Sura al-Kahf (18)

Hazrat Abu Darda (ra) disse: «Chiunque impari, memorizzi e pratichi sinceramente i primi dieci versetti della sura al-Kahf sarà protetto dal Dajjal». (Muslim)

Sura Ya-Sin (48)

Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ogni cosa ha un cuore, e il cuore del Corano è la sura Ya-Sin. Chiunque la reciti, Allah gli annoterà dieci completamenti del Corano. (Tirmidhi)

Ma’qil ibn Yasar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Chi recita la sura Ya-Sin desiderando il compiacimento di Allah, Allah gli perdona i peccati passati. Recitatela dunque anche nel momento della morte. (Bayhaqi)

Sura al-Fath (48)

Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: La amo più di qualunque altra cosa sulla terra. (Bukhari)

Sura ar-Rahman (55)

Hazrat Abdullah ibn Mas’ud (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ogni cosa ha un ornamento, e l’ornamento del Corano è la sura ar-Rahman. (Bayhaqi)

Sura al-Waqi’a (56)

Chiunque reciti la sura al-Waqi’a ogni notte non sarà povero.

Sura al-Mulk (67)

Abu Hurayra (ra) disse: i 30 versetti di questa sura intercedono per una persona finché i suoi peccati non le vengono perdonati. (Ahmad, Tirmidhi, Abu Dawud)

Abdullah ibn Abbas (ra) disse: il Messaggero (sa) ha detto: «Mi piace che questa sura trovi posto nel cuore di ogni credente». (Hakim)

Sura al-A‘la (87)

Hazrat Ali (ra) disse che amava questa sura. (Ahmad)

11: Programma di studio del Corano

 

È un compito molto difficile proporre un programma di passi coranici per lo studio individuale o per un circolo di studio. Innanzitutto, che cosa bisogna includere? È quasi impossibile fare una selezione adeguata e soddisfacente dall’intero Sacro Corano. Ogni parte del Corano contiene qualche insegnamento ulteriore e nuovo. Persino i passi ripetuti più volte e di tipo simile hanno ciascuno una propria linea di pensiero interiore. Un numero determinato di passi può includere soltanto un numero determinato di linee di pensiero. Pertanto, ogni programma presenterà il difetto di lasciare fuori molte cose ugualmente o più importanti. Inoltre, qualsiasi approccio prestabilito sarà arbitrario. Non rifletterà, né potrà naturalmente riflettere, il Corano, bensì soltanto il punto di vista personale e le preferenze o idiosincrasie di chi effettua la selezione. È molto importante ricordare queste limitazioni quando si utilizza il programma qui proposto. Dovete essere consapevoli del fatto che anche ciò che è stato escluso ha lo stesso valore e che siete guidati da una persona comune, non immune da errori e difetti.

In secondo luogo: da dove bisogna cominciare, dove bisogna terminare e quale percorso bisogna seguire? L’unica sequenza soddisfacente è quella del Corano, così come è stato rivelato da Allah. Ma un programma non può evitare di modificare tale sequenza. In base a quale criterio? Anche questo sarà necessariamente arbitrario. Una qualunque sequenza può talvolta costituire un’alternativa tra le possibili sequenze necessarie. Si può procedere anche in questo modo: innanzitutto, stabilire l’autorevolezza del Corano in quanto rivelazione di Allah. Poi, far conoscere le prove presenti nell’universo. Far conoscere la propria identità e la propria storia; la fede in Allah, nell’Aldilà e nel Messaggero; la dignità individuale e collettiva; le finalità e gli obiettivi della vita musulmana; la fede e il richiamo al jihad; mantenere le promesse e i giuramenti fatti ad Allah. Oppure, se lo si desidera, si può cominciare dalle credenze fondamentali. Quanto ho menzionato qui può cambiare a seconda delle circostanze. Bisogna ricordare fin dall’inizio al lettore le benedizioni dell’Islam. Bisogna ricordargli lo scopo della sua vita e i suoi giuramenti ad Allah. Ciò si basa sulla mia comprensione del modo in cui Allah l’Altissimo si rivolse ai musulmani sconfitti nella sura al-Baqara.

Ogni ciclo inizierà discutendo come leggere e comprendere il Corano. A questo scopo, questo libro dovrebbe essere di aiuto.

Una nota speciale riguardo alla sura al-Fātiḥa. Questa sura occupa un posto straordinario nel Sacro Corano. In essa è contenuto tutto ciò che è essenziale per comprendere il significato del Corano. Voi la recitate molte volte ogni giorno. Pertanto, dovrebbe far parte di ogni programma di studio. Tuttavia, per trarre un autentico beneficio dallo studio di questa sura, un principiante dovrà avvalersi dell’aiuto di un buon insegnante o di un’opera di tafsīr. Ovunque sia possibile ottenere un simile aiuto, anche in cambio di una quota stabilita, esso deve essere assolutamente incluso nel programma di studio.

Anche le brevi sure verso la fine del Sacro Corano, che recitate nella preghiera quotidiana, sono molto importanti. Sarà necessario un aiuto per comprendere correttamente questi versetti. Quando saranno disponibili mezzi e strumenti adeguati, si dovranno studiare queste sure.

Qui vengono proposti due programmi di studio. Il programma breve, per il quale sono state selezionate 12 sezioni, è destinato a un ciclo di studio annuale o a uno studio approfondito in un periodo breve. Se è disponibile un insegnante e si dispone di molto tempo per lo studio, può essere considerato adatto anche a un corso di 12 settimane o a un campo di studio di 14 giorni. Può persino essere utile per elaborare programmi di studio ancora più brevi, ad esempio di 5-7 giorni.

Per ciascuna sezione selezionata sono stati indicati alcuni temi principali sui quali potete riflettere. Sono state fornite alcune linee guida coraniche alla luce delle quali potete meditare. Questi riferimenti sono stati elaborati sulla base della mia comprensione personale e non sono in alcun modo esaustivi. Proseguendo, potreste notare che sono stati forniti pochissimi riferimenti. Si spera infatti che possiate prendere voi stessi l’iniziativa e che, nel frattempo, abbiate acquisito familiarità con tali riferimenti. Il programma di studio esteso è stato predisposto per un ciclo di studio settimanale della durata di un anno.

12: Programma di studio breve: 12 sezioni selezionate

Corso annuale per un ciclo di studio mensile

(1) Sura al-Ḥajj 22:77-78

Riflettete: la vita di devozione e obbedienza raggiunge la sua pienezza nel jihād, è incentrata sulla missione della shahāda e comprende lo scopo dell’essere musulmani, nonché i mezzi della preghiera, della zakāt e del digiuno.

(1.1) Ar-rukūʿ e as-sujūd: gli atti di culto e obbedienza; la preghiera, specialmente quella notturna; lo stato d’animo; lo stato del comportamento; individualmente e pubblicamente — 2:125, 16:49, 1:43, 76:26, 39:9, 77:48, 5:55, 96:19, 9:112, 48:29, 2:58.

(1.2) Il culto: come scopo della creazione; il messaggio fondamentale di Allah; l’obbedienza e la sottomissione complete, estese a tutta la vita; allontanarsi da tutte le falsità e tornare ad Allah — 51:56, 16:36, 21:25, 4:36, 39:11, 40:66, 12:40.

(1.3) La benevolenza: dal cuore a tutti gli ambiti della vita — 8:70, 2:269, 2:180, 73:20, 99:7.

(1.4) Il jihād: le sue esigenze — 49:15, 8:74, 3:142, 9:19-22, 4:95-96, 61:11, 9:41-45, 9:24.

(1.5) Riguardo all’essere scelti per l’incontro con la shahāda — 2:128-129, 2:143, 6:161-164, 3:65-68.

(1.6) L’esempio del profeta Ibrāhīm riguardo al tawḥīd, all’obbedienza e al sacrificio — 6:79, 60:4, 2:131

(1.7) Il dīn — 5:3-6, 2:185, 4:26-28.

(1.8) La missione della testimonianza: 2:213, 33:45, 5:67, 48:8, 3:187, 4:41, 2:159-163, 174-176.

(1.9) La preghiera: importanza, condizioni interne ed esterne per istituirla: 2:3, 19:59, 70:23, 34:2, ******, 102:3, 2:239, 29:45, 7:29, 23:2, 4:43, 17:78, 4:142, 2:34, 7:31, 62:9-11, 19:55, ******, 22:41.

(1.10) La zakat: importanza e significato: 41:6-7, 9:5, 30-39, 9:103.

(1.11) Il digiuno: 3:101, 31:22, 26:77-82.

(2) Sura al-Baqara 2:40-7

Riflettete: ricordare le benedizioni della guida e altre benedizioni, adempiere la promessa fatta ad Allah, rinnovare la fede, commerciare la Parola di Allah in cambio di un esiguo vantaggio, mescolare la verità alla falsità e distorcerla, occultare la verità, la preghiera, la zakat, la vita collettiva nell’adorazione e al di fuori di essa, l’ipocrisia e la doppiezza, la pazienza e la preghiera come forza morale.

(2.1) La regolarità: nella guida, nella natura e nella storia: 5:3, 2:150, 5:7, 16:8, 3:103, 8:26, 5:10.

(2.2) La promessa: 7:11, 48:8-10, 7:172, 36:60, 33:21-24, 5:12-13, 3:76-86.

(2.3)La trattativa da parte di Allah in questo mondo e nell’Aldilà: 3:1-39, 24:55, 5:66, 4:66-9.

(2.4)Invito a rinnovare la fede: 4:136-139, 57:7-16, 4:60-61.

(2.5)I guadagni mondani in cambio della fede: 5:44, 2:174-176.

(2.6)Ricoprire la verità con la falsità: 2:75, 78, 79, 40, 41, 91, 94, 102, 111, 113, 5:18.

(2.7)Occultamento della verità: 2:157-163, 174-186.

(2.8)L’importanza della preghiera; la preghiera congregazionale nella moschea costituisce il fulcro della comunità islamica: 18:28, 9:16-17, 24:36, 2:114, 9:107-108.

(2.9)Incoerenza tra le parole e le azioni, soprattutto nell’attività di daʿwa: 61:2-3, 63:1-4.

(2.10)Il sostegno fondamentale per mantenere il patto con Allah è costituito dalla pazienza e dalla preghiera: 2:153-157, 41:35, 46:35, 7:107, 8:43, 3:125, 8:65-66.

(2.11) Cautela e certezza riguardo al ritorno ad Allah — 52:48.

(3) Sura al-Muzzammil 73:1-10 e 20

Riflettete: recitazione del Corano nella preghiera notturna, dhikr, tabattul, tawakkul, sabr, salat, zakat, giustizia, istighfar.

(3.1) Qiyam al-layl — 32:15-16, 39:9-23, 51:15-19, 17:78-82.

(3.2) Tasbih — 20:24-33

(3.3) La chiave principale della tazkiya è il dhikr — in ogni stato, in vari modi: nel cuore, con la lingua, fisicamente, nelle azioni, nella da‘wa e nel jihad — 87:15, 3:191, 13:28, 39:22-23, 62:9, 2:150-155.

(3.4) Tawakkul: significato e necessità — 8:2-4, 65:3, 11:123, 12:67, 25:58, 14:12.

(3.5) Le varie forme di yaf‘alūn — 34:8, 21:5, 25:4-5, 7, 68:8-15, 17:90-93, 10:15, 17:73.

(3.6) Il qard hasan e la spesa sulla via di Allah — 57:11-16, 92:18-21, 23:60, 2:264-274, 3:92, 4:38, 57:10, 63:11, 35:29.

(3.7) L’istighfār, il fulcro principale del messaggio di Allah: cautela, selezione, responsabilità, riconoscimento degli errori, ritorno, ricompensa nella vita terrena e nell’Aldilà — 4:110, 3:15-17, 3:133-136, 3:146-148, 71:7-12, 39:53, 64:17.

(4) Sūra al-Ḥadīd 57:1-7

Rifletti sul Corano: ogni cosa proclama la gloria di Allah; tutto il regno appartiene a Lui; Egli è il Signore della vita e della morte; il Suo potere è su ogni cosa; la Sua conoscenza abbraccia ogni cosa; la Sua sovranità e il Suo governo si estendono su tutti e sul tempo; Egli conosce anche ciò che è nei cuori degli uomini. Alla luce di ciò, l’invito alla fede e a spendere sulla via di Allah.

(4.1) Gli attributi di Allah — 22:18, 17:44, 10:31, 6, 59:61, 3:154, 28:70-72, 2:255, 59:22-24, 3:25-26.

(5) Sūra an-Naḥl 16:1-22

Rifletti sul Corano: le prove del tawḥīd, della risāla e dell’Aldilà nel mondo e dentro di sé. L’essere umano, la terra, il Paradiso, lo scopo della creazione degli esseri viventi, la pioggia, la crescita dei raccolti, la notte e il giorno, il sole, la luna, le stelle, i diversi colori, il cibo e le risorse nel mare, e l’orientamento attraverso le stelle.

(5.1) Le prove, in diversi passaggi — 30:17-27, 27:59-68, 10:1-10, 31:6.

(6) Sura Ya-Sin 36:50-65

Riflettete sul percorso attraverso le diverse fasi della vita: la morte e gli ultimi momenti della vita, la grande distruzione o il Giorno della Risurrezione, il risveglio, il giudizio, la ricompensa e il castigo.

(6.1) L’aldilà: 50:16-35, 75:20-30, 18:47-9, 20:100-112, 22:1-7, 23:99-118, 43:66-80, 44:40-59, 51:1-27.

(7) Sura al-Hadid 57:20-25

Riflettete: la realtà e la natura della vita presente. Impegnarsi con forza per Allah e il Messaggero.

(7.1) La vita presente e quella futura: 3:14-15,105, 10:24, 18:45, 4:134, 17:18-19, 42:19-20.

(7.2) Stabilire l’equità e la giustizia: 4:135, 61:9-14.

(8) Sura al-Ankabut 28:1-10

Riflettete: l’inevitabilità delle prove e delle sofferenze per mettere alla prova la fede e ottenere il successo.

(8.1) Si vedano: 2:155, 2:214, 3:140-142, 3:179, 47:29-31.

(9) Sura al-Anfal 8:72-75

Riflettete sul profondo rapporto tra la fede, l’emigrazione e il jihad. L’indispensabilità della dimensione collettiva per il jihad.

(10) Sura at-Tawba 9:19-24

Riflettete: il fondamento della vita collettiva per il compimento della missione di Allah consiste nell’obbedienza e nel rispondere alla chiamata del Profeta.

(10.1) Si vedano: 8:20-28, 49:1-5, 58:11-13, 9:42-57, 9:62-66, 9:81-82, 62:9-11.

(11) Sura Ali ‘Imran 3:190-200

Un riepilogo completo: Allah, l’Aldilà, la missione profetica, la creazione del Paradiso e della Terra, le prove dell’alternarsi del giorno e della notte, condurre la propria vita ricordando sempre Allah, l’Aldilà come meta finale, la fiducia e la fede nel Profeta inviato da Allah, il significato della lotta e delle prove, la guida per la vita collettiva.

Si è presupposto che il programma sopra indicato venga studiato come parte di un corso più ampio. Per questo non vi è stato incluso nulla riguardo alle qualità personali e collettive della vita musulmana. Se così non fosse, sarebbe molto utile aggiungere le sezioni seguenti: Al-Isra, 17:23-39; Al-Furqan, 25:63-77; Luqman, 31:12-19; Al-Hujurat, 49:10-14.

13: Programma esteso: 40 parti

Corso di un anno per il circolo di studio settimanale

(1) Sura Al-Hajj, 22:77-78: la vita del jihad e della devozione, la missione del martirio.

(2) Sura At-Tawba, 9:111-112: il patto della fede, la vita di devozione.

(3) Sura An-Nisa, 4:131-137: la testimonianza della giustizia, la chiamata alla fede.

(4) Sura Al Imran, 3:102-110: lo scopo dell’Ummah.

(5) Sura al-Fath 48:4-11: Impegno a proseguire la missione del Profeta.

(6) Sura al-Baqara 2:40-46: Invito a mantenere gli impegni.

(7) Sura al-Muzzammil 73:1-10, 20: Costruire un rapporto con Allah.

(8) Sura al-Isra 17:23-39: Etica personale e collettiva.

(9) Sura an-Nahl 16:1-11: Prove del tawhid, della risalat e dell’akhirah.

(10) Sura an-Nahl 16:12-22: Prove del tawhid, della risalat e dell’akhirah.

(11) Sura Yunus 10:31-3: Prova del tawhid e guida.

(12) Sura al-Hajj 22:1-7: Prova dell’akhirah.

(13) Sura al-Kahf – 18:1-18: l’Aldilà.

(14) Sura al-Mu’minun – 99:1-118: l’Aldilà.

(15) Sura Ya-Sin – 36:50-65: l’Aldilà.

(16) Sura Qaf – 50:19-35: l’Aldilà.

(17) Sura az-Zumar – 39:53-56: prepararsi per l’Aldilà.

(18) Sura al-Hashr – 59:18-24: prepararsi per l’Aldilà e gli attributi di Allah.

(19) Sura al-Hadid – 57:1-7: gli attributi di Allah, la fede e l’invito a spendere sulla via di Allah.

(20) Sura al-Hadid – 57:12-17: la fede e l’infaq.

(21) Al-Hadid — 57:20-25: la vita presente, l’infaq, l’instaurazione della giustizia.

(22) Sura As-Saff — 61:9-14: la missione del Profeta, la fede e l’invito al jihad.

(23) Sura Al-Anfal — 8:72-75: la fede, l’egira, il jihad, la comunità.

(24) Sura An-Nisa — 4:95-100: l’egira e il jihad.

(26) Sura At-Tawba — 9:19-24: il jihad, l’atto più eccellente, l’abbandono di ogni cosa.

(27) Sura At-Tawba — 9:38-45: il jihad.

(28) Sura Al Imran — 3:169-175: morire sulla via di Allah.

(29) Sura Al-Baqara — 2:261-266: la giustizia fi sabilillah.

(30) Sura al-Baqara – 2:267-72: la giustizia fi sabilillah.

(31) Sura al-Anfal – 8:20-9: vita collettiva, obbedienza.

(32) Sura an-Nisa – 4:60-7: vita collettiva, obbedienza.

(33) Sura an-Nur – 24:47-52, 62-4: risposta e obbedienza nella vita collettiva.

(34) Sura al-Hujurat – 49:1-9: vita collettiva, rapporto con la leadership.

(35) Sura al-Mujadila – 58:7-13: vita collettiva, norme, principi e responsabilità.

(36) Sura al-Hujurat – 49:10-15: vita collettiva, relazioni interpersonali.

(37) al-Mursalat – 41:30-6: la daʿwa e le qualità necessarie.

(38) Al-Baqara 2:150-63: La missione e le sue responsabilità.

(39) Ali Imran 3:185-92: Sintesi.

(40) Ali Imran 3:193-200: Sintesi.

Sono state stabilite 40 sezioni per 52 settimane. Si è presunto che alcune settimane non vengano saltate e che per completare alcune sezioni occorra più di una settimana.

In ogni caso, se facilmente reperibili, si può prestare attenzione ai brani riguardanti la storia coranica, che qui non ho incluso. A questo proposito, si può scegliere per lo studio un profeta per ogni settimana, come Noè o Hud, pace su di lui. Al riguardo, si dovranno discutere i versetti coranici autentici basandosi su ciascun brano della sura Al-A’raf.

1. Al-A’raf 7:59-64

2. Al-A’raf 7:65-72

3. Al-A’raf 7:73-9

4. Al-A’raf-7:40-44

5. Al-A’raf-7:45-93

6. Al-A’raf-7:94-102

7. Sura Hud-11:116-23

— Fine —