Le fonti fondamentali della Sharia islamica sono due: una è il Libro di Allah, cioè il Sacro Corano; la seconda è la Sunnah, cioè gli hadith del Messaggero. Alludendo proprio a ciò, il Messaggero ﷺ disse nell’ultima frase del suo discorso d’addio durante il pellegrinaggio d’addio: «Vi lascio due cose. Se vi atterrete saldamente a entrambe, non correrete alcun rischio di smarrirvi. Esse sono il Libro di Allah e la mia Sunnah, o via». Noi apprendiamo la Sunnah proprio attraverso gli hadith. Gli hadith, da un lato, sono l’interpretazione del Corano; dall’altro, attraverso di essi apprendiamo anche i dettagli delle norme e dei precetti della Sharia. I giuristi hanno individuato negli hadith le fonti delle questioni giuridiche e, in base alla loro importanza, le hanno inoltre classificate in categorie quali fard, wajib e mustahabb.

Nel primo volume del mio libro compilato «La vita umana alla luce degli hadith» ho riportato gli hadith riguardanti i meriti degli atti di culto. Nel secondo volume ho presentato gli hadith riguardanti le questioni giuridiche, cioè le fonti degli atti di culto. Nel frattempo, per la misericordia di Allah, anche il terzo e il quarto volume di «La vita umana alla luce degli hadith» sono stati pubblicati e sono giunti nelle mani dei lettori. Il terzo volume contiene «Gli hadith del Messaggero riguardanti la moralità», mentre il quarto contiene gli hadith riguardanti le raccomandazioni testamentarie del Messaggero.

Infine, rendo grazie al mio magnifico Signore, che mi ha concesso la capacità di compilare e pubblicare tutti e quattro i volumi del Libro degli hadith. Voglia Egli accettare questo mio umile servizio e, nell’Aldilà, voglia accettarlo come mezzo per me verso la Sua grazia e la salvezza.

Abul Kalam Muhammad Yusuf

Capitolo 1: La purità

Norme e divieti riguardanti l’acqua

Nel descrivere nel Sacro Corano la proprietà purificatrice dell’acqua, Allah dice:

وَأَنْزَلْنَا مِنَ السَّمَاءِ مَاءً طَهُورًا (الفرقان: ٤٨)

«Ho fatto scendere dal cielo un’acqua purificatrice.»
(Al-Furqan, 48)

Allah dice inoltre:

وَيُنَزِّلُ مِنَ السَّمَاءِ مَاءً لِيُطَهِّرَكُمْ بِهِ (الأنفال: ۱۱)

«E fa scendere dal cielo l’acqua, affinché con essa vi purifichi.» (Al-Anfal, 11)

L’acqua è una preziosissima grazia del Sommo Allah non soltanto per gli esseri umani, ma anche per tutti gli animali, gli insetti e le piante. Come è indispensabile bere acqua pura per preservare la salute, così è necessaria l’acqua pura per conseguire la purità. Perciò il Profeta ﷺ ha vietato di rendere intenzionalmente impura l’acqua pura, poiché ciò contrasta con lo scopo per cui l’acqua è stata creata. Analogamente, ci ha proibito di sprecare e usare impropriamente l’acqua.

Finché il colore, il sapore e l’odore dell’acqua rimangono invariati, essa è considerata pura. Tuttavia, se una qualsiasi delle tre caratteristiche sopra menzionate viene alterata, l’acqua non rimane più pura. Come è vietato berla, così non è valido compiere con essa il wudu o il ghusl.

(۱) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يَبُوْلَنَّ أَحَدُكُمْ فِي الْمَاءِ الدَّائِمِ الَّذِي لَا يَجْرِي ثُمَّ يَغْتَسِلُ فِيهِ (متفق عليه)

(1) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero di Allah ﷺ ha detto: nessuno di voi urini assolutamente nell’acqua stagnante, che non scorre, per poi fare il bagno in essa.»
(Bukhari, Muslim)

Spiegazione: nell’acqua stagnante, quando la quantità d’acqua non è abbondante, non è lecito urinare né fare l’abluzione o il bagno rituale con quell’acqua.

(۲) وَعَنِ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ نَهَى رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ تُبَالَ فِي الْمَاءِ الرَّكِي (مسلم)

(2) «Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha proibito di urinare nell’acqua stagnante”» (Muslim).

(۳) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سُئِلَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنِ الْمَاءِ يَكُوْنُ فِي الْفَلَاةِ مِنَ الْأَرْضِ وَمَا يَنُوبُهُ مِنَ الدَّوَابِ وَالسَّبَاعَ فَقَالَ إِذَا كَانَ الْمَاءُ قُلْتَيْنِ لَمْ يَحْمِلُ الْخَبَثَ
(أحمد – أبو داود – -ترمذي- نسائي- دارمي – ابن ماجة)

(3) «Abd Allah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Una volta fu chiesto al Profeta (pace e benedizioni su di lui) riguardo all’acqua che si raccoglie all’aperto nei campi e dalla quale bevono gli animali selvatici e le bestie feroci. In risposta, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: ‘Quando l’acqua raggiunge la quantità di due qullah (brocche), non diventa impura’».

(Ahmad, Abu Dawud, Tirmidhi, al-Nasa’i, al-Darimi, Ibn Majah)

Spiegazione: con qullah si indica una brocca. Una qullah contiene normalmente poco più di tre man. Pertanto, due qullah equivalgono a circa sei man e un quarto o sei man e mezzo. Alla luce del suddetto hadith, l’Imam al-Shafi‘i e Ahmad ibn Hanbal hanno definito come acqua abbondante quella superiore a sei man e hanno affermato che essa non diventa impuraمَاءٌ كَثِيرٌquando la quantità d’acqua è abbondante. Tuttavia, l’Imam Abu Hanifa non sostiene l’opinione suddetta. Secondo l’Imam Abu Hanifa, in una vasca o in uno stagno lungo 10 cubiti e largo 10 cubiti, se vi è almeno una quantità d’acqua tale che, attingendo una brocca piena, il fondo non venga toccato con la mano, allora si tratta di acqua abbondante e, se vi cade una sostanza impura,مَاءً كَثِيرٌl’acqua non diventa impura.

(٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ يَقُولُ جَاءَ رَجُلٌ إِلَى رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ يَا رَسُولَ اللَّهِ إِنَّا تَرْكَبُ الْبَحْرَ وَنَحْمِلُ مَعَنَا الْقَلِيْلَ مِنَ الْمَاءِ فَإِنْ تَوَضَّأْنَا بِهِ عَطِشْنَا أَفَنَتَوَضَأُ بِمَاءِ الْبَحْرِ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ هُوَ الطُّهُورُ مَاؤُهُ الْحِلُّ مَيْتَتَهُ
(موطأ إمام مالك، ترمذي، أبو داود، نسائي ، ابن ماجة ، دارمي)

(4) «Da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) è narrato che disse: un uomo venne dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) e chiese: “O Messaggero di Allah, durante i nostri viaggi per mare talvolta ci accade di avere con noi soltanto poca acqua dolce; se in tali circostanze usiamo quell’acqua per l’abluzione, soffriremo la sete. Possiamo dunque fare l’abluzione con l’acqua del mare?” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “L’acqua del mare è pura e anche i suoi animali morti sono leciti”.» (Malik, Tirmidhi, Abu Dawud, Nasa’i, Ibn Majah, Darimi)

Spiegazione: sebbene al Profeta (pace e benedizioni su di lui) fosse stata posta una domanda riguardo all’acqua del mare, nel descrivere lo stato dell’acqua marina egli illustrò anche la condizione degli alimenti del mare. In altre parole, così come l’acqua del mare è pura, allo stesso modo sono leciti tutti gli animali morti che vivono nell’acqua marina. Sulla base di questo hadith, l’Imam Malik, l’Imam Shastri e l’Imam Ahmad ibn Hanbal hanno dichiarato lecite tutte le creature che vivono nell’acqua, siano esse pesci o altro. L’Imam Abu Hanifa (che Allah abbia misericordia di lui), invece, ha dichiarato lecito tra le creature acquatiche soltanto il pesce. Come prova, egli ha citato il seguente versetto del Corano:

وَيُحِلُّ لَهُمُ الطَّيِّبَاتِ وَيُحَرِّمَ عَلَيْهُمُ الْخَبَائِثَ (الأعراف: ١٥٧)

Significato: «E renderà leciti per loro i cibi buoni e puri e proibirà loro i cibi cattivi e impuri». (Al-A‘raf, 157)
Nel versetto sopra riportato, Allah ha dichiarato lecite le cose buone e pure e illecite quelle cattive e impure; e, tra le creature che vivono nell’acqua, tutte sono khabīth, cioè impure, ad eccezione dei pesci.

Sebbene colui che aveva posto la domanda avesse chiesto al Profeta (pace e benedizioni su di lui) soltanto dell’acqua, il Profeta (pace e benedizioni su di lui), insieme alla condizione dell’acqua marina, descrisse anche gli alimenti del mare. Infatti, così come in mare può scarseggiare l’acqua, può scarseggiare anche il cibo.

(٥) وَعَنْ كَبُشَةَ بِنْتِ كَعْبِ بْنِ مَالِكٍ أَنَّ أَبَا قَتَادَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ دَخَلَ عَلَيْهَا فَسَكَبَتْ لَهُ وَضُوءٌ، فَجَاءَتْ هِرَّةٌ تَشْرَبُ مِنْهُ، فَأَصْغَى لَهَا أَبُو قَتَادَةَ الإِنَاءَ حَتَّى شَرِبَتْ، قَالَتْ كَبْشَةُ فَرَآنِي أَنْظُرُ إِلَيْهِ، فَقَالَ: أَتَعْجَبِينَ يَا بِنْتَ أَخِي؟ قُلْتُ: نَعَمْ، قَالَ: إِنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: إِنَّهَا لَيْسَتْ بِنَجَسِ، إِنَّمَا هِيَ مِنْ الطَّوَّافِينَ عَلَيْكُمْ أَوَ الطَّوَّافَاتِ.
(مؤطا إمام مالك – أحمد – ترمذي – نسائي)

(5) «Da Kabsha bint Kayab ibn Malik è narrato che un giorno Abu Qatada venne a casa sua. Ella preparò per lui l’acqua per l’abluzione. Improvvisamente arrivò una gatta e cominciò a bere da quell’acqua; Abu Qatada inclinò verso di lei il recipiente dell’acqua, finché essa ebbe bevuto a sazietà. Io stavo osservando la scena. Allora mio suocero Abu Qatada mi disse: “Nipote, ti meravigli?” Risposi: “Sì”. Egli disse: “Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha detto: ‘La gatta non è impura; è tra gli animali che si aggirano frequentemente intorno a voi’”.» (Malik, Ahmad, Tirmidhi, Nasa’i)

Spiegazione: sulla base del significato dell’hadith sopra riportato, l’Imam Shafi‘i e Abu Yusuf considerano pura l’acqua rimasta dopo che la gatta ha bevuto. Abu Hanifa (che Allah abbia misericordia di lui), tuttavia, ha giudicato makruh tanzih fare l’abluzione con l’acqua rimasta dopo che la gatta ha bevuto.

Norme riguardanti la defecazione e la minzione

(٦) وَعَنْ أَبِي أَيُّوبَ الأَنْصَارِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا أَتَيْتُمُ الْغَائِطَ فَلَا تَسْتَقْبَلُوا الْقِبْلَةَ وَلَا تَسْتَدْبِرُوهَا وَلَكِنْ شَرِّقُوا أَوْ غَرِبُوا (متفق عليه)

(6) «Hazrat Abu Ayyub Ansari (ra) narrò e disse: il Messaggero (s) ha detto: quando andate a defecare, non sedetevi rivolti verso la qibla né dandole le spalle. Rivolgetevi invece verso est oppure verso ovest». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: poiché i musulmani di tutto il mondo pregano rivolti verso la sacra Casa di Allah, la Kaaba Sharif, e la assumono come qibla, il Profeta di Allah, per preservare il rispetto dovuto alla Casa di Allah, ha vietato di defecare o urinare rivolti verso di essa. Dal punto di vista della Sharia, si tratta di un atto riprovevole e sgradito. Pertanto, quando ci sediamo per defecare o urinare, dobbiamo assolutamente seguire questa indicazione del Messaggero (s).

(۷) قَالَ الشَّيْخُ الإِمَامُ مُحِيُّ السُّنَّةِ بَغْوِي رَحِمَهُ اللَّهُ هَذَا الْحَدِيثُ فِي الصَّحْرَاءِ وَأَمَّا فِي الْبُنْيَانِ فَلَا بَأْسَ

لِمَا رُوِيَ عَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: ارْتَقَيْتُ فَوْقَ بَيْتِ حَفْصَةً لِبَعْضٍ حَاجَتِي، فَرَأَيْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقْضِي حَاجَتَهُ مُسْتَدْبِرَ الْقِبْلَةِ، مُسْتَقِيلَ الشَّامِ (بخاري – مسلم)

(7) «Lo Shaykh Muhy al-Sunna Baghawi dice: il suddetto hadith, narrato da Abu Ayyub Ansari, riguardava i luoghi aperti, non i luoghi destinati alla defecazione e alla minzione circondati da recinzioni o mura. Infatti, è narrato da Hazrat Abdullah ibn Umar (ra) che egli disse: una volta ero salito sul tetto della casa di Hazrat Hafsa, la Madre dei Credenti e mia sorella, per una certa necessità; allora vidi il Messaggero (s), in un luogo recintato, defecare rivolto in avanti, con la qibla alle spalle». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: defecare o urinare in un luogo aperto rivolti verso la qibla o dandole le spalle è unanimemente considerato haram. Tuttavia, alcuni Compagni e Tabi’un ritengono permesso sedersi in un luogo recintato rivolti verso la qibla o dandole le spalle. Il loro argomento è l’hadith narrato da Ibn Umar. L’Imam Shafi’i ritiene permesso, in una situazione analoga, defecare o urinare rivolti verso la qibla o dandole le spalle. Poiché nell’hadith di Abu Ayyub Ansari non viene specificato se il luogo fosse recintato o aperto, secondo l’Imam Abu Hanifa il Messaggero (s) potrebbe essersi seduto leggermente inclinato in una certa direzione, ma Ibn Umar si sarebbe sbagliato nel vederlo.

(۸)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا دَخَلَ الْخَلَاءَ يَقُولُ: أَللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنَ الْخُبْثِ وَالْخَبَائِثِ
(بخاري – مسلم)

(8) «Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) narra: quando il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) si recava alla latrina, recitava questa supplica:
«O Allah, mi rifugio in Te dagli shayṭān maschili e femminili.» (Bukhari, Muslim)

(۹) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ اتَّقُوا اللَّاعِنَيْنِ قَالُوا وَمَا اللَّاعِنَانِ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ الَّذِي يَتَخَلَّى فِي طَرِيقِ النَّاسِ أَوْ فِي ظِلِهِمْ (مسلم)

(9) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) narra: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Guardatevi dalle due cause di maledizione.” I Compagni chiesero: “O Messaggero di Allah, quali sono le due cause di maledizione? Non abbiamo capito.” Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) rispose: “Colui che defeca sulla strada percorsa dalla gente o all’ombra dove essa si siede.”» (Muslim)

Spiegazione: È una richiesta dell’Islam e dell’umanità che gli esseri umani facciano del bene gli uni agli altri. Nessuno dovrebbe compiere un’azione che arrechi danno o pregiudizio agli altri. Dal punto di vista della Sharīʿa, un’azione di questo genere è davvero esecrabile. Pertanto, se qualcuno defeca sulla strada percorsa dalla gente, può accadere che, mentre le persone vi camminano al buio o inconsapevolmente, ciò venga a contatto con i loro piedi e causi loro sofferenza. Analogamente, anche defecare all’ombra di un albero può arrecare disagio alle persone, poiché il viandante, stanco, si riposa all’ombra di un albero lungo il cammino per recuperare le forze. Perciò è vietato defecare in questo tipo di luoghi ombreggiati.

(۱۰) وَعَنْ سَلْمَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ نَهَانًا يَعْنِي صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ تَسْتَقْبِلَ الْقِبْلَةَ بِغَائِطِ أَوْ بَوْلٍ وَأَنْ لَا تَسْتَنْجِيَ بِالْيَمِيْنِ أَوْ أَنْ لَا نَسْتَنْحِيَ بِأَقَلَّ مِنْ ثَلَاثَةِ أَحْجَارٍ أَوْ أَنْ تَسْتَنْجِيَ بِرَجِيعِ أَوْ عَظْمٍ (مسلم)

(10) «È narrato da Hazrat Salman (che Allah sia soddisfatto di lui) che disse: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ci proibì di defecare o urinare rivolti verso la qibla, di praticare l’istinjāʾ (purificazione) con la mano destra e di usare meno di tre pietre per ottenere la purità. Allo stesso modo, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ci proibì di usare sterco secco e ossa come pietre per la purificazione.» (Muslim)

(۱۱) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَدْخُلُ الْخَلَاءَ فَاحْمِلُ أَنَا وَغُلَامٌ أَدَاوَةً مِّنْ مَّاءٍ وَعَنَزَةً يَسْتَنْجِي بِالْمَاءِ (بخاري – مسلم)

(11) «Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) narra: quando il Profeta nobile (pace e benedizioni su di lui) si recava alla latrina, io e un altro ragazzo portavamo un recipiente d’acqua e un bastone con una lancia in cima. Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) usava quell’acqua per praticare l’istinjāʾ.» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: poiché in Arabia generalmente scarseggiava l’acqua, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ordinò di purificarsi nel modo migliore dopo aver defecato o urinato utilizzando tre pietre per la purificazione. Tuttavia, se l’acqua è disponibile, è preferibile usare anche l’acqua insieme alle pietre. Dalla narrazione del suddetto hadith risulta che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) generalmente si purificava dopo aver defecato o urinato mediante l’uso dell’acqua.

“Anāja” era una specie di bastone alla cui estremità vi era una lancia. Con il suo aiuto il Profeta (pace e benedizioni su di lui) scavava il terreno e raccoglieva zolle. Inoltre, quando pregava in campo aperto, lo piantava davanti a sé.

Il ghusl obbligatorio

Allah l’Altissimo ha dichiarato nel Nobile Corano:

وَإِنْ كُنتُمْ جُنُبًا فَاطْهَرُوا (المائدة – (٦)

“Se siete impuri, allora purificatevi completamente.” (al-Māʾida, 6)

Nel suddetto versetto viene ordinato alla persona impura di purificarsi. Pertanto, per la persona impura è obbligatorio ottenere la purificazione mediante il ghusl.

Quando il ghusl diventa obbligatorio

(۱۲)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا جَلَسَ أَحَدُكُمْ شُعَبِهَا

الْأَرْبَعِ ثُمَّ جَهَدَهَا فَقَدْ وَجَبَ الْغُسْلُ وَإِنْ لَّمْ يُنْزِلْ (بخاري – مسلم)

(12) «Abū Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) riferì: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Quando uno di voi si pone tra le quattro membra di una donna e ha un rapporto con lei, allora il ghusl diventa obbligatorio, anche se non ha eiaculato”» (al-Bukhārī, Muslim).

Spiegazione: il ghusl diventa wajib non appena si ha un rapporto con una donna, sia che avvenga l’eiaculazione sia che non avvenga.

(۱۳)
وَعَنْ سَعِيدِ بْنِ الْمُسِيَّبِ إِنَّ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ وَعُثْمَانَ بْنِ عَفَّانَ وَعَائِشَةَ زَوْجِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانُوا يَقُولُونَ إِذَا مَسَّ الْخِتَانُ الخِتَانَ فَقَدْ وَجَبَ الْغُسْلُ (مؤطا إمام مالك)

(13) «È stato riferito da Saʿīd ibn al-Musayyab che ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, ʿUthmān ibn ʿAffān e ʿĀʾisha, consorte del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui), erano soliti dire: “Quando i due organi sessuali si toccano, il ghusl diventa wajib”» (al-Muwaṭṭaʾ dell’Imām Mālik).
Spiegazione: l’opinione dei nobili Compagni menzionati in questo hadith era che, quando l’organo sessuale dell’uomo tocca quello della donna, cioè quando la parte anteriore dell’organo maschile penetra nell’organo sessuale femminile, il ghusl diventa wajib. L’emissione dello sperma non è necessaria né costituisce una condizione per il ghusl.

(١٤) وَعَنْ نَافِعٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ عَبْدَ اللَّهِ بْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ يَقُولُ إِذَا جَاوَزَ الْخِتَانُ الْخِتَانَ فَقَدْ وَجَبَ الْغُسْلُ (مؤطا إمام مالك)

(14) «È stato riferito da Nāfiʿ (che Allah sia compiaciuto di lui) che ʿAbd Allāh ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di lui) era solito dire: “Quando un organo sessuale penetra nell’altro, il ghusl diventa wajib”» (al-Muwaṭṭaʾ).

(١٥) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّمَا الْمَاءُ مِنَ الْمَاءِ رَوَاهُ الْمُسْلِمُ)، قَالَ الشَّيْخُ الإِمَامُ مُحِيُّ السُّنَّةِ رَحِمَهُ اللَّهِ هَذَا مَنْسُوخٌ وَقَالَ بْنُ عَبَّاسٍ إِنَّمَا الْمَاءُ مِنَ الْمَاءِ فِي الاحْتِلامِ رَوَاهُ التَّرْمِذِي وَلَمْ أَجِدَهُ فِي الصَّحِيحَيْنِ

(15) «Ḥaḍrat Abū Saʿīd (che Allah sia compiaciuto di lui) riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “In verità, l’acqua rende obbligatoria l’acqua”». (Cioè, il ghusl diventa obbligatorio a causa dell’eiaculazione.) (Muslim)

Spiegazione: Dalle narrazioni degli hadith numero 12, 13 e 14 si comprende che il ghusl diventa obbligatorio non appena avviene il rapporto sessuale, sia che si verifichi l’eiaculazione sia che non si verifichi. Tuttavia, nella narrazione dell’hadith numero 15 viene menzionato che, affinché il ghusl diventi obbligatorio, è necessaria l’eiaculazione. Nel conciliare queste due posizioni, lo Shaykh Muḥy al-Sunna ha detto che l’hadith in questione è stato abrogato dagli hadith sopra citati. Secondo Ibn ʿAbbās, questo hadith si applica all’emissione seminale nel sonno.

Se durante un’emissione seminale nel sonno non si verifica l’eiaculazione, il ghusl non diventa obbligatorio. Questa dichiarazione di Ibn ʿAbbās è riportata nel Tirmidhī Sharīf.

(١٦) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قَالَتْ أُمُّ سُلَيْمٍ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّ اللَّهَ لَا يَسْتَحِي مِنَ الْحَقِّ فَهَلْ عَلَى الْمَرْأَةِ مِنَ الْغُسْلِ إِذَا احْتَمَلَتْ قَالَ نَعَمْ إِذَا رَأْتِ الْمَاءَ فَفَطَّتْ أُمُّ سَلَمَةَ وَجْهَهَا وَقَالَتْ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَوَ تَحْتَلِمُ الْمَرأَةُ ؟ قَالَ نَعَمْ تَرِبَتْ يَمِينُكَ فَبِمَا يَشْبَهُهَا وَلَدُهَا (متفق عليه)

(16) «Ḥaḍrat Umm Salama (che Allah sia compiaciuto di lei) riferisce: Un giorno Umm Sulaym al-Anṣāriyya disse: “O Messaggero di Allah, Allah non si vergogna mai di dire la verità. (Perciò, mettendo da parte la mia vergogna, chiedo:) Se una donna ha un’emissione seminale nel sonno, il ghusl diventa obbligatorio?”. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Sì, quando, al risveglio, vedrà il liquido seminale sui suoi abiti o sul suo corpo”. Udendo ciò, Ḥaḍrat Umm Salama si coprì il volto per la vergogna e disse: “O Messaggero di Allah, anche le donne hanno emissioni seminali nel sonno?”. Il Profeta rispose: “Sì, che razza di domanda è questa? Altrimenti, come potrebbe il figlio assomigliare alla madre?”.» (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: Come gli uomini, anche le donne hanno liquido seminale. Il liquido seminale dell’uomo è bianco e denso, mentre quello della donna è giallastro e fluido; qualunque dei due prevalga, il figlio gli assomiglierà.

Regole del ghusl obbligatorio

(۱۷) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا اغْتَسَلَ مِنَ الْجَنَابَةِ غَسَلَ يَدَيْهِ وَتَوَضَّأَ وَضُوْءَهُ لِلصَّلاةِ ثُمَّ يَغْتَسِلُ ثُمَّ يُخَلِّلُ بِيَدَيْهِ حَتَّى إِذَا ظَنَّ أَنَّهُ أَرْوَى بَشْرَتَهُ أَفَاضَ عَلَيْهِ ثَلَاثَ مَرَّاتٍ ثُمَّ غَسَلَ سَائِرَ جَسَدِهِ وَقَالَتْ كُنْتُ أَنَا وَرَسُولُ اللَّهِ اغْتَسِلُ مِنْ إِنَاءٍ وَاحِدٍ نَغْتَرِفُ مِنْهُ جَمِيعًا
(بخاري – مسلم)

(17) «Hazrat Aisha (che Allah sia compiaciuto di lei) racconta: quando il Profeta faceva il ghusl per lo stato di impurità rituale, per prima cosa si lavava entrambe le mani e compiva l’abluzione come per la preghiera. Poi faceva il ghusl nel modo seguente: dapprima passava entrambe le mani tra i capelli e, quando riteneva che la pelle della testa fosse bagnata, vi versava sopra l’acqua tre volte. Poi lavava tutto il corpo con l’acqua. Hazrat Aisha (che Allah sia compiaciuto di lei) racconta: io e il Messaggero facevamo il ghusl dallo stesso recipiente, prendendo l’acqua con entrambe le mani e versandola ciascuno sul proprio corpo». (Bukhari, Muslim).

(۱۸)
وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَتْ مَيْمُنَةُ زَوْجُ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَضَعْتُ لِلنَّبِيِّ صَلَّى

اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ غَسَلاً فَسَتَرْتُهُ بِثَوْبٍ وَصَبَّ عَلَى يَدَيْهِ فَغَسَلَهُمَا ثُمَّ صَبَّ بِيَمِينِهِ عَلَى شَمَالِهِ فَغَسَلَ فَرْجَهُ فَضَرَبَ بِيَدِهِ الْأَرْضَ فَمَسَحَ ثُمَّ غَسَلَهَا فَمَضْمَضَ وَاسْتَنْشَقَ وَغَسَلَ وَجْهَهُ وَزِرَاعَيْهِ ثُمَّ صَبَّ عَلَى رَأْسِهِ وَأَفَاضَ عَلَى جَسَدِهِ ثُمَّ تَنَحَّى فَغَسَلَ قَدَمَيْهِ فَنَاوَلْتُهُ تَوْبًا فَلَمْ يَأْخُذُهُ فَانْطَلَقَ وَهُوَ يَنْقُدُ يَدَيْهِ (بخاري – مسلم)

(18) «Hazrat Ibn Abbas (che Allah sia compiaciuto di lui) racconta: mia zia, la Madre dei credenti, Hazrat Maymuna, disse: una volta preparai dell’acqua per il ghusl del Nobile Profeta e poi lo riparai con un panno. Dapprima egli versò dell’acqua sulle mani e le lavò fino ai polsi; poi versò con la mano destra dell’acqua sulla mano sinistra e con essa si lavò il pene. Quindi batté la mano a terra e la strofinò, poi lavò la mano sinistra, fece i gargarismi e si sciacquò la bocca, si mise dell’acqua nel naso, si lavò il viso e entrambe le braccia fino ai gomiti. Poi versò dell’acqua sulla testa e su tutto il corpo. In seguito si spostò un poco dal luogo in cui era in piedi e si lavò entrambi i piedi. Gli diedi un panno per asciugarsi, ma egli non lo prese e se ne andò scuotendo le mani». (Bukhari, Muslim).

Spiegazione: nei due hadith sopra riportati viene descritto come il Messaggero, dopo l’intimità con le sue mogli, si purificasse dall’impurità mediante il ghusl. Anche la vita coniugale del Messaggero è un modello da seguire per la comunità. Tutti i dettagli della vita coniugale erano conosciuti dalle sue nobili mogli. Nei due hadith sopra riportati, due delle nobili mogli del Messaggero, le Madri dei credenti Hazrat Aisha e Maymuna (che Allah sia compiaciuto di entrambe), descrivono ciò che avevano osservato personalmente delle pratiche del Profeta riguardo al ghusl obbligatorio. I Compagni praticavano l’abluzione nel modo in cui avevano visto compierla al Profeta e agivano, riguardo al suo ghusl, nel modo in cui ne avevano ascoltato la descrizione dalle Madri dei credenti. In seguito, gli imam delle scuole giuridiche classificarono, secondo il loro grado d’importanza, le questioni relative all’abluzione e al ghusl in obbligatorie, wajib e sunna.

Secondo l’Imam Supremo, Hazrat Abu Hanifa, gli atti obbligatori del ghusl sono tre: (1) sciacquare la bocca facendo i gargarismi; (2) introdurre acqua nel naso; (3) lavare tutto il corpo. Se anche una piccola parte del corpo rimane asciutta, il ghusl non è valido. Pertanto, l’acqua deve raggiungere ogni parte, anche sotto i capelli, all’interno delle ascelle e così via. Secondo l’Imam, tutti gli altri atti del ghusl, oltre ai tre obbligatori sopra indicati, sono sunna e mustahabb. Secondo l’Imam Malik, gli atti obbligatori del ghusl sono cinque. Egli include tra gli obblighi anche l’intenzione e il lavaggio accurato di tutto il corpo, strofinandolo bene. Secondo l’Imam Shafi‘i, gli atti obbligatori del ghusl sono due: (1) l’intenzione; (2) lavare tutto il corpo. Gli atti restanti sono sunna e mustahabb.

(۱۹)
وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنِّي امْرَأَةٌ أَشَدُّ صَفَرَ رَأْسِي أَفَأَنْقُضُهَ لِغُسْلِ الْجَنَابَةِ ۚ فَقَالَ لَا إِنَّمَا يَكْفِيْهِ أَنْ تَحْتِي عَلَى رَأْسِكَ ثَلَاثَ حَثِيَاتٍ ثُمَّ تُفِيضِيْنَ عَلَيْكِ الْمَاءَ فَتَطَهَّرِينَ (مسلم)

(19) «Umm Salama (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: Chiesi al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): “O Messaggero di Allah, porto i capelli intrecciati strettamente. Devo scioglierli per il ghusl obbligatorio?”. Egli rispose: “No, versa sulla testa tre manciate d’acqua e purificati”.» (Muslim)

Spiegazione: Se l’acqua raggiunge le radici dei capelli, non è necessario che le donne sciolgano le loro trecce.

(۲۰)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ إِنَّ امْرَأَةً مِّنَ الْأَنْصَارِ سَأَلَتْ النَّبِيَّ عَنْ غُسْلِهَا مِنَ الْمَحِيضِ فَأَمَرَهَا كَيْفَ تَغْتَسِلُ (بخاري – مسلم)

(20) «Da Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) è riferito che disse: Una donna degli Ansar chiese al Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) come dovesse compiere il ghusl dopo le mestruazioni. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) glielo spiegò, cioè le spiegò come compiere il ghusl dopo essersi purificata dalle mestruazioni.» (Bukhari, Muslim).

Spiegazione: Quando le donne si purificano dalle mestruazioni o dal nifas, per loro è obbligatorio compiere il ghusl.

I ghusl della Sunnah

(۲۱)
وَعَن عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا جَاءَ أَحَدُكُمْ الْجُمُعَةَ فَلْيَغْتَسِلْ (بخاري – مسلم)

(21) «Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Quando uno di voi si reca alla preghiera del venerdì, compia il ghusl”.» (Bukhari, Muslim).

(۲۲) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ غَسَلَ مَيْتًا فَلْيَغْتَسِلْ
(ابن ماجة)

(২২) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (r.a.) che egli disse: il Messaggero (s.a.w.) ha detto: “Chi lava un defunto, compia il bagno rituale.”» (Ibn Mājah).

(۲۳)
وَعَنْ قَيْسِ بْنِ عَاصِمٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ أَسْلَمَ فَأَمَرَهُ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ يَفْتَسِلَ بِمَاءٍ وسيدر (ترمذی – ابوداؤد – نسائی)

(২৩) «È narrato da Hazrat Qays ibn ʿĀsim (r.a.) che, quando abbracciò l’Islam, il Profeta (s.a.w.) gli ordinò di fare il bagno con acqua mescolata a foglie di giuggiolo.» (Tirmidhī, Abū Dāwūd, Nasāʾī)

Spiegazione: il bagno del venerdì, il bagno per le due festività dell’Eid, il bagno prima di indossare l’ihrām e il bagno nel giorno di ʿArafa, cioè il 9 di Dhu al-Hijja, sono sunna. Inoltre, è mustahabb fare il bagno dopo aver lavato un defunto e dopo aver ricevuto la coppettazione. Dopo aver abbracciato l’Islam, il bagno è wajib se la persona si trova in stato d’impurità rituale.

Descrizione dell’abluzione

Allah, il Signore dei mondi, ha ordinato di compiere l’abluzione prima della preghiera. Così Allah dice nella Sua sacra Parola:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِذَا قُمْتُمْ إِلَى الصَّلَاةِ فَاغْسِلُوا وُجُوْهَكُمْ وَأَيْدِيَكُمْ إِلَى الْمَرَافِقِ وَامْسَحُوا بِرُءُوسِكُمْ وَأَرْجُلَكُمْ إِلَى الْكَعْبَيْنِ (المائدة – ٦)

“Quando intendete compiere la preghiera, lavatevi il viso e le mani fino ai gomiti; passate le mani bagnate sulla testa e lavate i piedi fino alle caviglie.” (Al-Mā’ida, 6)

Alla luce del versetto sopra citato, l’Imam Abū Ḥanīfa (r.a.) ha stabilito che nell’abluzione vi sono quattro obblighi, ossia le quattro parti del corpo menzionate da Allah nella descrizione dell’abluzione: lavare il viso, le mani e i piedi, e passare le mani bagnate sulla testa. Secondo l’Imam al-Shāfiʿī e l’Imam Aḥmad ibn Ḥanbal, invece, gli obblighi dell’abluzione sono sei. Questi due Imam hanno incluso tra gli obblighi dell’abluzione anche l’intenzione di compierla. L’Imam al-Shāfiʿī ha inoltre stabilito come obbligatorio lavare le parti del corpo consecutivamente, senza interruzione. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, è sufficiente passare le mani bagnate su un quarto della testa perché l’obbligo sia adempiuto. Secondo l’Imam Mālik e l’Imam Aḥmad ibn Ḥanbal, invece, è obbligatorio passare le mani bagnate sull’intera testa. Secondo l’Imam al-Shāfiʿī, l’obbligo è adempiuto passando le mani bagnate anche solo su una piccola parte della testa.

L’abluzione è di tre tipi: (1) obbligatoria; (2) necessaria; (3) raccomandata.

1. È obbligatorio compiere l’abluzione per la preghiera, la prosternazione della recitazione e la preghiera funebre.
2. È necessario compiere l’abluzione per il ṭawāf della Nobile Casa di Allah.
3. È raccomandato rinnovare l’abluzione pur essendo già in stato di abluzione.

I meriti dell’abluzione

(٢٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّ أُمَّتِي يُدْعَوْنَ يَوْمَ الْقِيَامَةِ غُرَّا مُحَجَّلِيْنَ مِنْ آثَارِ الْوُضُوْءِ فَمَنِ اسْتَطَاعَ مِنْكُمْ أَنْ يُطِيلَ غُرَّتَهُ فَلْيَفْعَلْ (بخاري – مسلم)

(24) “Abū Hurayra (r.a.) riferì: il Nobile Profeta (s.a.w.s.) disse: Nel Giorno della Resurrezione, quando la mia comunità sarà chiamata, i loro volti, le mani e i piedi risplenderanno e saranno luminosi grazie agli effetti dell’abluzione. Perciò, chi di voi può accrescere il proprio splendore, lo faccia.” (Bukhārī e Muslim)

Spiegazione: Nel Giorno della Resurrezione, il viso, le mani e i piedi dei credenti che pregano saranno luminosi e splendenti grazie ai meriti dell’abluzione. Osservando questo segno, nel Giorno della Resurrezione il Profeta (s.a.w.s.) potrà riconoscere la sua comunità tra le innumerevoli persone e intercedere in loro favore.

(٢٥) وَعَنْ عُثْمَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ تَوَضَّأَ فَأَحْسَنَ الْوَضُوْءَ

خَرَجَتْ خَطَايَاهُ مِنْ جَسَدِهِ حَتَّى تَخْرُجَ مِنْ تَحْتِ أَظْفَارِهِ (بخاري – مسلم)

(25) «Hazrat Uthman (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Chi compie l’abluzione e la compie in modo eccellente, vedrà cadere tutti i peccati (minori) dal proprio corpo, persino da sotto le unghie”». (Bukhari e Muslim)

(٢٦) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مِفْتَاجُ الْجَنَّةِ الصَّلَاةُ وَمِفْتَاحُ الصَّلاةِ الطُّهُورُ (أحمد)

(26) «Hazrat Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La chiave del Paradiso è la preghiera, e la chiave della preghiera è la purità”». (Ahmad)

Spiegazione: la preghiera non è valida senza la purità. Pertanto, per la preghiera è indispensabile compiere l’abluzione e, quando il corpo è impuro, è indispensabile il bagno rituale. Tra gli obblighi fondamentali della preghiera, la purità del corpo è uno degli obblighi.

Le regole dell’abluzione

(۲۷)
وَعَنْ عُثْمَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ تَوَضَّأَ فَأَفْرَغَ عَلَى يَدَيْهِ ثَلاثًا ثُمَّ تَمَضْمَضَ وَاسْتَنْتَرَ ثُمَّ غَسَلَ وَجْهَهُ ثَلَاثًا ثُمَّ يَدَهُ الْيُمْنَى إِلَى الْمِرْفَقِ ثَلَاثًا ثُمَّ غَسَلَ يَدَهُ الْيُسْرَى

إِلَى الْمِرْفَقِ ثَلَاثًا ثُمَّ مَسَحَ بِرَأْسِهِ ثُمَّ غَسَلَ رِجْلَهُ الْيُمْنَى ثَلاثًا ثُمَّ الْيُسْرَى ثَلاثًا ثُمَّ قَالَ: رَأَيْتُ رَسُولَ اللَّهِ تَوَضَّأَ نَحْوَ وُضُوئِي هَذَا ثُمَّ قَالَ مَنْ تَوَضَّأَ وَضُوئِي هَذَا ثُمَّ يُصَلِّي رَكْعَتَيْنِ لَا يُحَدِّثُ نَفْسَهُ فِيْهَا بِشَيْءٍ غُفِرَ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ (بخاري – مسلم)

(27) «È stato narrato da Hazrat ʿUthmān (che Allah sia soddisfatto di lui) che una volta, mentre faceva l’abluzione, versò tre volte dell’acqua sulle mani e le lavò. Poi si sciacquò la bocca e introdusse acqua nel naso. Quindi lavò il volto tre volte. Successivamente lavò tre volte la mano destra fino al gomito e, allo stesso modo, lavò tre volte anche la mano sinistra. Poi si passò le mani sulla testa. In seguito lavò tre volte il piede destro e, allo stesso modo, lavò tre volte anche il piede sinistro. Poi disse: “Ho visto il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) fare l’abluzione nel modo in cui io ho fatto la mia”. Dopodiché egli disse: “Chi compie l’abluzione come la mia abluzione e poi esegue due rakʿāt di preghiera senza lasciare che alcun pensiero, eccetto il ricordo di Allah, entri nella sua mente, vedrà perdonati tutti i peccati minori precedenti”». (Bukhārī, Muslim).

Spiegazione: il suddetto hadith dimostra che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) lavava tre volte ciascuna delle parti del corpo interessate dall’abluzione. Per questo, secondo gli imam, lavarle tre volte è una sunnah. L’hadith riportato presenta un quadro completo di come si deve compiere l’abluzione.

Le cause che rendono necessaria l’abluzione

Le cause che rendono necessaria l’abluzione sono chiamate “mujibāt dell’abluzione”. Le cause che annullano l’abluzione sono chiamate “nawāqiḍ dell’abluzione”. In realtà, le due categorie sono la stessa cosa, poiché la causa che rende necessaria l’abluzione è proprio quella che la annulla.

(۲۸) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تُقْبَلُ صَلَاةٌ مَنْ أَحْدَثَ حَتَّى يَتَوَضَّأَ (بخاري – مسلم)

(28) «Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La preghiera di chi ha perso l’abluzione non sarà accettata finché non compirà l’abluzione”». (Bukhārī, Muslim)

(۲۹) وَعَن عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تُقْبَلُ صَلَاةٌ بَغَيْرِ طَهُورٍ وَلَا صَدَقَةٌ مِنْ غَلُوْلٍ (مسلم)

(29) «Hazrat Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “La preghiera non viene accettata senza purità, e l’elemosina di chi tradisce non viene accettata”» (Muslim).

(۳۰)
وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كُنْتُ رُجُلًا مَّذَاءً فَكُنْتُ أَسْتَحِي أَنْ أَسْأَلَ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ

لِمَكَانِ ابْنَتِهِ فَأَمَرْتُ الْمِقْدَادَ فَسَأَلَهُ فَقَالَ يَغْسِلُ ذَكَرَهُ وَيَتَوَضَّأُ (بخاري – مسلم)

(30) «Hazrat Ali (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: disse: “Avevo frequenti emissioni di madhy. Tuttavia, poiché la figlia del Nobile Profeta (Fatima) viveva nella mia casa, mi vergognavo di chiedere al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) riguardo a ciò. Perciò chiesi a Miqdad (che Allah sia soddisfatto di lui) di informarsi su questo argomento. Quando egli lo interrogò, il Profeta disse: ‘Chi si trova in questa situazione deve innanzitutto lavare il proprio pene e poi compiere l’abluzione’» (Bukhari, Muslim).

Spiegazione: quando sorge il desiderio sessuale, il liquido acquoso che fuoriesce, diverso dallo sperma, è chiamato madhy. Non fuoriesce con forza. Esso rende obbligatoria l’abluzione, ma non il bagno rituale.

(۳۱) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا وَجَدَ أَحَدٌ فِي بَطْنِهِ شَيْئًا فَأَشْكَلَ عَلَيْهِ أَخْرَجَ مِنْهُ شَيْءٌ أَمْ لَا فَلَا يَخْرُجُنَّ مِنَ الْمَسْجِدِ حَتَّى يَسْمَعَ صَوْتًا أَوْ يَجِدَ رِيحًا (مسلم)

(31) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Se uno di voi avverte qualcosa nel ventre e dubita che ne sia uscito qualcosa oppure no, non deve uscire dalla moschea finché non abbia udito un suono o percepito un odore”» (Muslim).

Spiegazione: il semplice dubbio che sia uscito del vento dal ventre non invalida l’abluzione, finché non si abbia la certezza che il vento sia uscito dall’orifizio anale.

(۳۲) وَعَن عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّ الْوَضُوْءَ عَلَى مَنْ نَامَ مُضْطَجِعًا فَإِنَّهُ إِذَا اضْطَجَعَ اسْتَرْخَتْ مَفَاصِلُهُ
(ترمذي، ابوداؤد)

(৩২) «Hazrat Abdullah ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: chi dorme sdraiato su un fianco deve compiere l’abluzione, poiché, dormendo su un fianco, le articolazioni del corpo si rilassano». (Tirmidhi, Abu Dawud)

Spiegazione: dormendo sdraiati su un fianco o appoggiandosi e reclinandosi su un sostegno, l’abluzione viene invalidata. Infatti, dormendo nelle suddette posizioni, le articolazioni del corpo e l’orifizio anale si rilassano; di conseguenza, non vi è alcun ostacolo all’uscita dell’aria dall’addome. Al contrario, dormendo seduti o in piedi non si cade in un sonno profondo e non vi è la possibilità che l’aria fuoriesca; pertanto, l’abluzione non viene invalidata.

L’abluzione viene invalidata toccando il pene?

(۳۳)
وَعَنْ بُسْرَةً بِنْتِ صَفْوَانَ بْنِ نَوْفَلٍ قَالَتْ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا مَسَّ أَحَدُكُمْ ذَكَرَهُ فَلْيَتَوَضَّا
(مالك ، أحمد ، أبو داود ، ترمذي، نسائي، ابن ماجة

(৩৩) «È stato riferito da Hazrat Busra bint Safwan ibn Nawfal: ella disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: se uno di voi tocca il proprio pene, deve compiere l’abluzione». (Muslim, Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah)

Spiegazione: sulla base di questo hadith, l’Imam Malik, Shafi‘i e l’Imam Ahmad ibn Hanbal hanno affermato che toccare il pene invalida l’abluzione.

(٣٤) وَعَنْ طَلَقِ بْنِ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سُئِلَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنْ مَسَ الرَّجُلِ ذَكَرَهُ بَعْدَ مَا يَتَوَضَّأُ قَالَ وَهَلْ هُوَ إِلَّا بَضْعَةٌ مِنْهُ
أبو داود، ترمذي، نسائي

(34) «Da Hadrat Talq ibn Ali (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito: egli disse: “Fu chiesto al Profeta (pace e benedizioni su di lui): che cosa accade se una persona, dopo aver compiuto l’abluzione, tocca il proprio pene? Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: ‘Esso è soltanto una parte del corpo. Perché, dunque, l’abluzione dovrebbe essere invalidata toccandolo?’” (Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i)

Spiegazione: l’Imam Abu Hanifa, sulla base del suddetto hadith, ha affermato che toccare il pene non invalida l’abluzione. Anche tra i nobili Compagni si riscontra divergenza d’opinione su questo argomento.

L’abluzione viene invalidata toccando una donna?

(٣٥) وَعَن عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ يَقُولُ قُبْلَةُ الرَّجُلِ امْرَأَتَهُ وَجَسَّهَا بِيَدِهِ مِنَ الْمُلَامَسَةِ وَمَنْ قَبَّلَ امْرَأَتَهُ أَوْ جَسَهَا بِيَدِهِ فَعَلَيْهِ الْوَضُوْءُ
(مالك ، شافعي)

(35) «Da Hadrat Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito che diceva: baciare la propria moglie o toccare il suo corpo con la mano rientra nel “lamas”. Pertanto, chi bacia la propria moglie o la tocca deve necessariamente compiere l’abluzione». (Malik, Shafi‘i)

(٣٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُقَبِّلُ بَعْضَ أَزْوَاجِهِ ثُمَّ يُصَلِّي وَلَا يَتَوَضَّأُ (أبو داود ، ترمذي، نسائي، ابن ماجة)

(36) «Da Hadrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) è stato riferito: ella disse: “Il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) baciava alcune delle sue mogli e poi pregava senza compiere l’abluzione”». (Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah)

Spiegazione: sul fatto che l’abluzione venga o meno invalidata toccando una donna dopo averla compiuta, esiste una divergenza di opinioni tra i nobili Compagni e gli Imam. Secondo l’Imam Abu Hanifa (che Allah abbia misericordia di lui), la semplice azione di toccare una donna o baciarla non invalida l’abluzione. Secondo gli Imam Shafi‘i e Malik (che Allah abbia misericordia di loro), invece, l’abluzione viene invalidata. Questa divergenza è sorta dall’interpretazione di un versetto del Corano. Il versetto è il seguente:

أَوْ لَمَسْتُمُ النِّسَاءَ فَلَمْ تَجِدُوا مَاءً فَتَيَمَّمُوا صَعِيدًا طَيِّبًا
(النساء – ٤٣)

«Quando, dopo aver toccato una donna, non trovate acqua, fate il tayammum con terra pura.» (An-Nisāʾ, 43)
Secondo gli imam Mālik e ash-Shāfiʿī, qui l’espressione “toccare una donna” significa toccare una parte del corpo della donna; secondo l’imam Abū Ḥanīfa, invece, l’espressione è usata in senso metaforico. Il suo significato effettivo è avere un rapporto sessuale con una donna.

(۳۷)
وَعَنْ عُمَرَ بْنِ عَبْدُ الْعَزِيزِ عَنْ تَمِيمِ الدَّارِي قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْوَضُوْءُ مِنْ كُلِّ دَمٍ سَائِلٍ (دار قطني)

(37) «ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz riferì da Tamīm ad-Dārī che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “È necessario rinnovare l’abluzione a causa di ogni sangue che scorre.”» (Ad-Dāraquṭnī)

Spiegazione: se il sangue fuoriesce dal corpo e scorre, l’abluzione viene invalidata. Questa è l’opinione dell’imam Abū Ḥanīfa. Il suddetto ḥadīth costituisce la sua prova. Secondo l’imam ash-Shāfiʿī e gli altri imam, invece, il sangue che scorre non invalida l’abluzione. Essi nutrono dubbi sull’autenticità del suddetto ḥadīth.

(۳۸) وَعَنْ أَبِي مُوسَى رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ بَيْنَمَا رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُصَلِّي بِالنَّاسِ إِذْ دَخَلَ رَجُلٌ فَتَرَدَّى فِي حُفْرَةٍ كَانَتْ فِي الْمَسْجِدِ وَكَانَ فِي بَصَرِهِ ضَرَرٌ فَضَحِكَ كَثِيرٌ مِّنَ الْقَوْمِ وَهُمْ فِي الصَّلَاةِ فَأَمَرَ رَسُوْلُ اللَّهِ مَنْ ضَحِكَ أَنْ يُعِيدَ الْوَضُوءَ (طبراني)

(38) «Abū Mūsā riferì: un giorno il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) stava guidando la preghiera insieme alla gente. In quel momento entrò un uomo e cadde in una buca della moschea, poiché aveva un difetto alla vista. Di conseguenza, la maggior parte dei fedeli scoppiò a ridere sonoramente. Allora il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ordinò a coloro che avevano riso durante la preghiera di rifare l’abluzione.» (At-Ṭabarānī)

Spiegazione: secondo l’imam Abū Ḥanīfa, se durante la preghiera qualcuno ride sonoramente, tanto che il suo riso viene udito da chi gli sta accanto, l’abluzione viene invalidata. Secondo gli altri imam, invece, essa non viene invalidata. L’imam Abū Ḥanīfa ha tratto la sua prova dal ḥadīth sopra menzionato.

L’importanza del miswāk

(۳۹) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَوْلَا أَنْ أَشُقَّ عَلَى أُمَّتِي لَأَمَرْتُهُمْ بِتَاخِيْرِ الْعِشَاءِ وَبِالسَّوَاكِ عِنْدَ كُلِّ صَلَاةٍ (متفق عليه)

(39) «È narrato da Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Se non avessi avuto l’intenzione di imporre una difficoltà eccessiva alla mia comunità, avrei ordinato loro di ritardare la preghiera dell’‘ishā’ e di usare il miswāk a ogni preghiera”.» (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: usare il miswāk durante l’abluzione di ogni preghiera è una sunnah. Negli altri momenti, usare il miswāk è mustahabb. Per preservare la purezza della bocca e proteggerla dai disturbi dei denti e dello stomaco, è indispensabile mantenere puliti i denti, le gengive, la lingua e la gola. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha attribuito un’importanza grandissima all’uso del miswāk. Il miswāk ricavato dal ramo di un albero amaro è il migliore. È auspicabile che il miswāk abbia lo spessore di un dito indice e la lunghezza di una spanna. Non vi è nulla di male nell’usare uno spazzolino con setole pure o di nylon, né dentifricio o polvere dentifricia realizzati con sostanze pure.

(٤٠) وَعَنْ شَرِيحٍ بْنِ هَانِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سَأَلْتُ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا بِأَيِّ شَيْءٍ كَانَ يَبْدَأُ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا دَخَلَ بَيْتَهُ قَالَتْ بِالسَّوَاكِ (مسلم)

(40) «È narrato da Hazrat Shurayh ibn Hāni’ (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: chiesi a Hazrat ‘Ā’isha (che Allah sia soddisfatto di lei): “Qual era la prima cosa che il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) faceva quando entrava in casa?”. Hazrat ‘Ā’isha rispose: “Usava per prima cosa il miswāk”.» (Muslim)

(٤١) وَعَنْ حُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا قَامَ لِلتَّهَجُدِ مِنَ اللَّيْلِ يَشْوصُ فاه بالسواك (متفق عليه)

(41) «Hazrat Hudhayfa (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: ogni volta che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) si alzava durante la notte per la preghiera del tahajjud, per prima cosa si puliva la bocca con il miswāk.» (Bukhārī, Muslim)

Le azioni lecite in stato di impurità

(٤٢) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ ذَكَرَ عُمَرَ بْنُ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ لِرَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنَّهُ تُصِيبُهُ الْجَنَابَةُ مِنَ اللَّيْلِ فَقَالَ لَهُ رَسُوْلُ اللَّهُ تَوَضَّأْ وَأَغْسِلْ ذَكَرَكَ ثُمَّ نَمْ (بخاري – مسلم)

(42) «È narrato da Hadrat Abdullah ibn Umar (ra): egli riferì che suo padre, Umar ibn al-Khattab, si rivolse al Messaggero (s.) dicendo che, durante la notte, gli capitava di trovarsi in stato di impurità (e chiedeva cosa dovesse fare). Il Profeta (s.) gli disse: “Fai l’abluzione, lava il tuo organo genitale, poi vai a dormire”.» (Bukhari, Muslim)

(٤٣) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ النَّبِيُّ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا كَانَ جُنُبًا فَأَرَادَ أَنْ يَأْكُلَ أَوْ يَنَامَ تَوَضَّأَ وَضُوْءَهُ لِلصَّلاةِ (بخاري – مسلم)

(43) «Hadrat Aisha (ra) disse: quando il nobile Profeta (s.) si trovava in stato di impurità e desiderava mangiare o dormire, eseguiva l’abluzione come quella per la preghiera.» (Bukhari, Muslim)

(٤٤) وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا أَتَى أَحَدُكُمْ أَهْلَهُ ثُمَّ أَرَادَ أَنْ يَعُودَ فَلْيَتَوَضَّأْ بَيْنَهُمَا (مسلم)

(44) «È narrato da Hadrat Abu Sa’id al-Khudri (ra): egli riferì che il Messaggero (s.) disse: “Quando uno di voi ha un rapporto sessuale con la propria moglie e poi desidera ripeterlo, esegua l’abluzione tra i due rapporti”.» (Muslim)

Spiegazione: dai suddetti hadith si apprende che, in stato di impurità, né mangiare e bere né dormire sono proibiti. Tuttavia, è mustahabb lavare i genitali ed eseguire l’abluzione. È persino lecito avere più rapporti sessuali e recarsi presso più mogli mentre si è in stato di impurità. Ma è preferibile lavare l’organo genitale ed eseguire l’abluzione tra un rapporto e l’altro. (Muslim)

(٤٥) وَعَنِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تَقْرَأُ الْحَائِضُ وَلَا الْجُنُبُ شَيْئًا مِّنَ الْقُرْآنِ (ترمذي)

(45) «Hazrat Ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Nessuno reciti il Corano durante le mestruazioni o in stato di impurità rituale maggiore.”»
(Tirmidhi)

Spiegazione: secondo l’Imam Abu Hanifa e l’Imam Shafi‘i, per una donna mestruata e per chi è tenuto a compiere il bagno rituale obbligatorio è vietato recitare il Corano in tale stato. Secondo alcuni, tuttavia, è consentito recitarne una parte che non costituisca un versetto completo.

(٤٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَجَهُوْا هَذِهِ الْبُيُوتَ عَنِ الْمَسْجِدِ فَإِنِّي لَا أُحِلُّ الْمَسْجِدَ لِحَائِضِ وَلَا جُنُب (أبو داود)

(46) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Volgete le porte delle vostre case lontano dalla direzione della moschea, poiché non considero lecita o consentita la moschea per una donna mestruata né per una persona in stato di impurità rituale maggiore.”» (Abu Dawud)

Spiegazione: dal suddetto hadith si comprende che le porte delle case di alcuni Compagni erano rivolte verso la Moschea del Profeta. Secondo l’Imam Abu Hanifa, una persona in stato di impurità rituale maggiore non può entrare nella moschea in nessuna circostanza. Secondo gli Imam Malik e Shafi‘i, invece, è consentito attraversarla allo scopo di passare.

Descrizione delle mestruazioni e del nifas

وَيَسْأَلُونَكَ عَنِ الْمَحِيضِ قُلْ هُوَ أَذًى فَاعْتَزِلُوا النِّسَاءَ فِي الْمَحِيضِ وَلَا تَقْرَبُوهُنَّ حَتَّى يَطْهُرْنَ (البقرة : ۲۲۲)

Significato: (O Profeta) «Ti interrogano riguardo alle mestruazioni. Di’: “Esse sono impurità. Pertanto, tenetevi lontani dalle donne durante le mestruazioni e non accostatevi a loro finché non saranno purificate”» (cioè non abbiate rapporti sessuali). (Sura al-Baqara, 222)

Il sanguinamento che ogni mese proviene dall’utero delle donne adulte è chiamato hayd. La sua durata minima è di tre giorni e tre notti, mentre quella massima è di dieci giorni e dieci notti. Il sanguinamento che si verifica dopo il parto è chiamato nifas. La durata minima del nifas non è stabilita: la donna può purificarsi anche in breve tempo. La durata massima è invece di quaranta giorni. Durante il hayd e il nifas sono vietati il digiuno e la preghiera rituale. Tuttavia, non è necessario recuperare le preghiere, mentre è necessario recuperare i digiuni. Durante il hayd e il nifas sono vietati i rapporti sessuali. Non sono invece vietati vivere insieme, mangiare e bere insieme o dormire nello stesso letto.

(٤٧) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كُنْتُ أَغْتَسِلُ أَنَا وَالنَّبِيُّ مِنْ إِنَاءٍ وَاحِدٍ كِلانَا جُنُبٌ وَكَانَ يَأْمُرُنِي فَاتَّزِرُ فَيُبَاشِرُونِ وَأَنَا حَائِضِ وَكَانَ يُخْرِجُ رَأْسَهُ إِلَيَّ وَهُوَ مُعْتَكِفٌ فَأَغْسِلُهُ وَأَنَا حَائِضِ (بخاري – مسلم)

(47) «Narrato da Aisha: disse: “Io e il Profeta ci lavavamo entrambi in stato di impurità rituale usando lo stesso recipiente. Quando avevo le mestruazioni, egli mi ordinava di legarmi strettamente un panno attorno alla parte intima, e poi si sdraiava accanto a me, a contatto con il mio corpo”». (Bukhari e Muslim)

Spiegazione: Dal suddetto hadith narrato da Bukhari e Muslim si comprende che dormire insieme alla moglie mestruata e toccarla non è vietato; inoltre, se durante l’itikaf una persona fa uscire una parte del corpo dalla moschea e riceve assistenza dalla moglie mestruata, il suo itikaf non viene invalidato.

(٤٨) وَعَنْ زَيْدِ بْنِ أَسْلَمَ أَنَّ رَجُلًا سَأَلَ رَسُولَ اللَّهِ فَقَالَ مَا يَحِلُّ لِي مِنْ امْرَأَتِي وَهِيَ حَائِضٌ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهُ لِتَشَدَّ عَلَيْهَا إِزَارَهَا ثُمَّ شَانَكَ بِأَعْلَاهَا
(مؤطأ إمام مالك)

(48) Narrato da Zayd ibn Aslam: un giorno un uomo chiese al Profeta: “Che cosa mi è lecito fare con mia moglie quando ha le mestruazioni?”. Il Profeta rispose: “Legale un panno sopra la parte intima; dopo di ciò, ti è lecito soddisfare il desiderio al di sopra del panno”». (Muwatta di Ibn Malik)

(٤٩) وَعَنْ نَافِعٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ عُبَيْدَ اللَّهِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَرْسَلَ إِلَى عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا زَوْجُ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَسْأَلُهَا هَلْ يُبَاشِرُ الرَّجُلُ امْرَأَتَهُ وَهِيَ حَائِضِ فَقَالَتْ لِتَشُدَّ إِزَارَهَا إِلَى أَسْفَلِهَا ثُمَّ يُبَاشِرُهَا إِنْ شَاءَ (مؤطا إمام مالك)

(49) «È stato riferito da Hadrat Nafiʿ (che Allah sia compiaciuto di lui): un giorno ʿUbaydullah ibn ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di lui) mandò un uomo da Hadrat ʿAisha (che Allah sia compiaciuto di lei) per chiederle se, durante le mestruazioni, un uomo potesse praticare la mubāshara con sua moglie. Hadrat ʿAisha rispose: “Che ella si leghi saldamente un panno nella parte inferiore del corpo. Dopodiché, l’uomo pratichi la mubāshara con lei”.» (Muwaṭṭaʾ dell’Imam Mālik)

Spiegazione: dal suddetto hadith si comprende che, se durante le mestruazioni l’uomo non riesce a controllarsi, deve coprire accuratamente i genitali con un panno e soddisfare il proprio desiderio attraverso la mubāshara con la moglie.

Passare le mani sui calzini

(٥٠) وَعَنْ شُرَيْحٍ بْنِ هَانِي قَالَ سَأَلْتُ عَلِيَّ بْنِ أَبِي طالِبٌ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ الْمَسْحِ عَلَى الْخُفْيْنِ فَقَالَ جَعَلَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ثَلَاثَةَ أَيَّامٍ وَلَيَالِيَهِنَّ لِلْمُسَافِرِ وَيَوْمًا وَلَيْلَةٌ لِلْمُقِيمِ (مسلم)

(50) «Hadrat Suraiya ibn Haniʾ dice: Ho chiesto a Hadrat ʿAli ibn Abu Talib (che Allah sia soddisfatto di lui) riguardo al passaggio delle mani sui calzini. (Per quanti giorni è consentito farlo?) Egli rispose: Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha stabilito tre giorni e tre notti per il viaggiatore e un giorno e una notte per il residente». (In altre parole, il viaggiatore può passare le mani sui calzini per tre giorni e tre notti mentre è in viaggio, mentre il residente può farlo per un giorno e una notte.) (Muslim)

Spiegazione: Sono stati tramandati hadith da quasi ottanta Compagni riguardo al passaggio delle mani sui calzini. Pertanto, non c’è modo di negarlo. Il viaggiatore può passare le mani sui calzini per tre giorni e tre notti consecutivi (72 ore), mentre il residente può farlo per un giorno e una notte (24 ore). Tuttavia, la condizione è che indossi i calzini dopo aver lavato i piedi durante il primo wuḍūʾ. In altre parole, dopo aver compiuto un wuḍūʾ completo, si possono indossare i calzini e, quando in seguito si compie nuovamente il wuḍūʾ, si può passare le mani su di essi senza toglierli.

(٥١) وَعَنْ هِشَامِ بْنِ عُرْوَةَ أَنَّهُ رَأَى أَبَاهُ يَمْسَحُ عَلَى الْخُفْيْنِ وَكَانَ لَا يَزِيدُ إِذَا مَسَحَ عَلَى الْخُفْيْنِ عَلَى أَنْ يَمْسَحَ ظُهُورَهُمَا وَلَا يَمْسَحُ بُطُونَهُمَا (مؤطا إمام مالك)

(51) «È stato tramandato da Hadrat Hisham ibn ʿUrwa che egli vide suo padre: quando passava le mani sui calzini, lo faceva soltanto sulla parte superiore e non su quella inferiore». (Muwaṭṭaʾ dell’Imam Mālik)

Spiegazione: il modo di fare il masḥ sui calzini consiste nel tenere distanziate le dita della mano, appoggiarle sulla punta delle dita del piede e trascinarle verso l’alto fino al tallone. Si compie il masḥ prima sul piede destro e poi su quello sinistro. Secondo l’Imām Abū Ḥanīfa, il masḥ è lecito soltanto sui calzini di pelle; gli altri imām, invece, ritengono lecito compierlo anche sui calzini di stoffa.

Descrizione del tayammum

وَإِنْ كُنْتُمْ مَرْضَى أَوْ عَلَى سَفَرٍ أَوْ جَاءَ أَحَدٌ مِّنْكُمْ مِنَ الْغَائِطِ أَوْ لَاَمَسْتُمُ النِّسَاءَ فَلَمْ تَجِدُوا مَاءً فَتَيَمَّمُوا صَعِيدًا طَيِّبًا فَأَمْسَحُوا بِوُجُوهِكُمْ وَأَيْدِيَكُمْ
(النساء : ٤٣)

«Se siete malati o in viaggio, oppure uno di voi è appena uscito dalla latrina, o avete avuto contatto con le donne e non trovate acqua, allora volgetevi verso terra pura e passatevela sul viso e sulle mani» (Sūra an-Nisāʾ, 4:43).

(٥٢) وَعَنْ حُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فُضَلْنَا عَلَى النَّاسِ بِثَلَاثِ جُعِلَتْ

صَفُوفَنَا كَصُفُوفِ الْمَلَائِكَةِ وَجُعِلَتْ لَنَا الْأَرْضُ كَلُّهَا مَسْجِدًا وَجُعِلَتْ تُرْبَتُهَا لَنَا طَهُورًا إِذَا لَمْ نَجِدِ الْمَاءَ (مسلم)

(52) «Ḥudhayfa (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Ci sono state concesse tre prerogative che ci hanno dato superiorità su tutta l’umanità. Le nostre file in piedi durante la preghiera sono state rese simili alle file degli angeli. Tutta la terra è stata resa per noi simile a una moschea. E quando non troviamo acqua, la sua terra è stata resa per noi purificatrice». (Muslim)

Spiegazione: le preghiere o gli atti di culto delle comunità degli altri profeti non si svolgevano in file ordinate. Inoltre, gli atti di culto rituali delle comunità degli altri profeti, in particolare la preghiera, non si svolgevano in alcun luogo al di fuori della moschea. Per ottenere la purità, per loro l’acqua era indispensabile. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse che Allah, mostrando benevolenza verso la mia comunità, ci ha onorati: (1) dobbiamo compiere la preghiera stando in piedi in file ordinate, come gli angeli; (2) per noi la moschea non è stata posta come condizione per compiere la preghiera; piuttosto, qualunque terra sulla superficie terrestre sulla quale preghiamo è per noi una moschea; (3) quando manca l’acqua o non siamo in grado di usarla per ottenere la purità, la terra è stata dichiarata purificatrice per noi. In altre parole, attraverso il tayammum Allah ci ha concesso la possibilità di purificarci, cosa che non era concessa alle altre comunità.

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: la mia umma è stata onorata mediante le tre caratteristiche speciali sopra menzionate.

(٥٣) وَعَنْ عِمْرَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كُنَّا فِي سَفَرٍ مَعَ النَّبِيُّ فَصَلَّى بِالنَّاسِ فَلَمَّا انْفَتَلَ مِنْ صَلَاتِهِ إِذَا هُوَ بِرَجُلٍ مُّعْتَزِلٍ لَّمْ يُصَلِّ مَعَ الْقَوْمِ فَقَالَ مَا مَنَعَكَ يَا فُلَانُ أَنْ تُصَلِّي مَعَ الْقَوْمِ قَالَ أَصَابَتْنِي جَنَابَةٌ وَلَا مَاءً قَالَ عَلَيْكَ بِالصَّعِيدِ فَإِنَّهُ يَكْفِيكَ (بخاري، مسلم)

(53) «Hazrat ʿImrān (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: eravamo in viaggio con il Profeta (pace e benedizioni su di lui), che guidò la preghiera per la gente. Quando terminò la preghiera, vide un uomo seduto in disparte, che non aveva pregato insieme agli altri. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) gli disse: “O uomo, che cosa ti ha impedito di pregare insieme alla gente?”. Egli rispose: “Sono diventato impuro e non ho trovato acqua”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Usa la terra; essa ti sarà sufficiente”». (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: il suddetto hadith dimostra che mediante il tayammum si possono compiere sia l’abluzione sia il bagno rituale. Tuttavia, secondo l’opinione dell’Imam Abū Ḥanīfa, si deve compiere il tayammum una volta per l’abluzione e un’altra volta per il bagno rituale.

Il metodo del tayammum

(٥٤) وَعَنْ نَافِعٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ أَقْبَلَ هُوَ وَعَبْدُ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ مِنَ الْجُرُفِ حَتَّى إِذَا كَانَا فِي

الْمِرْبَدِ نَزَلَ عَبْدُ اللَّهِ فَتَيَمَّمَ صَعِيدًا طَيِّبًا فَمَسَحَ
بِوَجْهِهِ وَيَدَيْهِ إِلَى الْمِرْفَقَيْنِ ثُمَّ صَلِّيَ
(مؤطا إمام مالك)

(54) «Hazrat Nāfiʿ (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: un giorno egli e ʿAbd Allāh ibn ʿUmar stavano arrivando da un luogo chiamato Juruf; quando giunsero in un luogo chiamato Mirbad, ʿAbd Allāh ibn ʿUmar scese e compì il tayammum con terra pura. Si strofinò il viso e le mani fino ai gomiti. Poi pregò». (Muwaṭṭaʾ dell’Imam Mālik)

Spiegazione: in questo hadith vengono illustrate le modalità del tayammum. Il tayammum si esegue innanzitutto formulando l’intenzione; poi si appoggiano entrambe le mani sulla terra pura, le si sollevano e, per la prima volta, si passa con entrambe le mani sul viso. In seguito si appoggiano nuovamente le mani sulla terra, le si sollevano e si passano entrambe le mani fino ai gomiti. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, il tayammum può essere eseguito con la terra e con tutte le sostanze appartenenti alla terra, come pietre, sabbia, pietra calcarea e simili. Secondo l’Imam al-Shāfiʿī, invece, il tayammum non è valido con altro che con la terra.

بَابُ الْمُسْتَحَاضَةِ

Descrizione della donna affetta da istiḥāḍa

Quando il sanguinamento delle donne dura generalmente meno di tre giorni e tre notti oppure più di dieci giorni e dieci notti, viene chiamato istiḥāḍa. Analogamente, se dopo il parto il sanguinamento dura più di quaranta giorni, anch’esso viene chiamato istiḥāḍa.

Questo non è né ḥayḍ né nifās; è un tipo di malattia. La donna affetta da questo disturbo deve necessariamente digiunare e compiere la preghiera. Tuttavia, deve rinnovare l’abluzione a ogni tempo di preghiera.

(٥٥) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ جَاءَتْ فَاطِمَةُ بنْتِ أَبِي حُبَيْشَ إِلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَتْ يَا رَسُولَ اللَّهِ إِنِّي امْرَأَةُ اسْتَحَاضُ فَلَا أَطْهَرُ أَفَادَعُ الصَّلاةَ فَقَالَ لَا إِنَّمَا ذَالِكَ عِرْقٌ وَلَيْسَ بِحَيْضِ فَإِذَا أَقْبَلَتْ حَيْضَتُكِ فَدُعِيَ الصَّلَاةَ وَإِذَا أَدْبَرَتْ فَاغْسِلِي عَنْكِ الدَّمَ ثُمَّ صَلِّي (بخاري – مسلم)

(55) «Da ʿĀʾisha, che Allah sia compiaciuto di lei, è riferito che Fāṭima bint Abī Ḥubaysh venne dal Messaggero di Allah, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, e disse: “O Messaggero di Allah, sono una donna che soffre continuamente di istiḥāḍa e non divento mai pura. In questa situazione devo abbandonare la preghiera?”. Il Profeta, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, disse: “No, è sangue proveniente da una vena e non è ḥayḍ. Quando inizierà il tuo ciclo mestruale, allora abbandona la preghiera; quando sarà terminato, lava via il sangue da te (fai il ghusl) e poi compi la preghiera”». (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: la donna malata è colei che presenta sanguinamento anche al di fuori del ḥayḍ e del nifās. La disposizione della sharīʿa per lei è che, non appena abbia superato il periodo stabilito del suo ḥayḍ, compia il ghusl. Dopodiché osserverà regolarmente il digiuno e la preghiera. Tuttavia, a ogni tempo di preghiera dovrà lavare via il sangue e compiere l’abluzione. Quanto al nifās, dopo il superamento dei quaranta giorni riprenderà regolarmente il digiuno, la preghiera e i rapporti coniugali.

Capitolo 2: La preghiera

بَابُ الْآذَانِ

La sezione sull’adhān

Il significato letterale dell’adhān è informare e chiamare. Nella terminologia della Sharīʿa, invece, l’adhān consiste nel chiamare o invitare ad alta voce, con una particolare formula sonora, coloro che pregano a compiere la preghiera collettivamente.

Alla Mecca non era consuetudine recitare l’adhān, poiché, per timore dei miscredenti, i musulmani vi compivano spesso la preghiera in segreto. Dopo l’Egira, quando a Medina fu costruita una moschea e i musulmani iniziarono a pregare pubblicamente in congregazione, fu allora istituito l’invito dei fedeli verso la moschea mediante l’adhān.

Descrizione dell’adhān

(٥٦) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ ذَكَرُوا النَّارَ والنَّاقُوسَ فَذَكَرُوا الْيَهُودَ وَالنَّصَارَى فَأُمِرَ بِلاَلٌ أَنْ يَشْفَعَ الْآذَانَ وَأَنْ يُؤْتِرَ الْإِقَامَةَ قَالَ إِسْمَاعِيلُ فَذَكَرْتُهُ لأَيُّوبَ فَقَالَ إِلَّا الْإِقَامَةَ (بخاري – مسلم)

(56) «Anas (che Allah sia compiaciuto di lui) riferisce: per invitare alla preghiera, i Compagni proposero al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) il fuoco e il corno. Alcuni Compagni osservarono che ciò era una pratica degli Ebrei e dei Cristiani. Fu allora ordinato a Bilāl (che Allah sia compiaciuto di lui) di recitare l’adhān due volte per ogni formula e l’iqāma una sola volta per ogni formula. Il narratore Ismāʿīl dice: chiesi ad Ayyūb riguardo all’iqāma recitata una sola volta. Egli rispose: sì, ad eccezione di “Qad qāmatiṣ-ṣalāt”.» (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: questo hadith è il riassunto di un lungo hadith narrato da Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar riguardo all’adhan. Dire le parole a coppie significa pronunciare ogni parola due volte, mentre dirle in numero dispari significa pronunciarla una sola volta. In base a questo hadith, gli imam stabiliscono che l’adhan venga recitato a coppie e l’iqamah in numero dispari. Tuttavia, nell’iqamah, «Qad qāmatis-salāh» deve essere pronunciato a coppie, cioè due volte.

(٥٧) وَعَنْ يَحْيَى بْنِ سَعِيدِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَدْ أَرَادَ أَنْ يَتَّخِذَ خَشَبَتَيْنِ يُضْرَبُ بِهِمَا لِيَجْتَمِعَ النَّاسُ لِلصَّلَاةِ فَأَرِيَ عَبْدُ اللَّهِ بْنَ زَيرِ الْأَنْصَارِي خَشَبَتَيْنِ فِي النَّوْمِ فَقَالَ إِنَّ هَاتَيْنِ لَنَحْرٌ مِمَّا يُرِيدُ رَسُولُ اللَّهِ فَقِيلَ أَلَا تُؤَذِّنُوْنَ لِلصَّلَاةِ؟ فَأَتَى رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ حينَ اسْتَيْقَظَ فَذَكَرَ لَهُ ذَالِكَ فَأَمَرَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِالْآذَانِ (مؤطا إمام مالك)

(57) «Narrato da Hazrat Yaḥyā ibn Saʿīd, egli disse: il Nobile Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) aveva intenzione di far preparare due pezzi di legno e di usarli per produrre un suono, affinché la gente potesse riunirsi per la preghiera. In seguito, ad ʿAbdullah ibn Zayd al-Anṣārī furono mostrati in sogno due pezzi di legno simili, e gli fu detto: “È proprio riguardo a due pezzi di legno di questo tipo che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) aveva intenzione di agire. Perché dunque non chiamate alla preghiera con l’adhan?”. Al risveglio, ʿAbdullah si recò direttamente dal Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e gli riferì il sogno. In seguito, il Messaggero ordinò di proclamare l’adhan (per la preghiera).» (Muwatta dell’Imam Mālik)

Spiegazione: quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si consultò con i Compagni su come chiamare la gente alla preghiera e riunirla, essi diedero diversi suggerimenti. Alcuni dissero di chiamarla suonando un naqārah, mentre altri dissero di chiamarla accendendo un fuoco. Alcuni Compagni dissero che suonare il naqārah e la campana era una pratica dei cristiani. Accendere un fuoco o soffiare in un corno era invece il metodo degli ebrei e degli adoratori del fuoco; non era corretto adottare nessuno di questi metodi. In seguito, il Profeta decise di preparare due pezzi di legno in modo tale da colpire l’uno contro l’altro e produrre un suono per chiamare la gente. Proprio in quel frangente, durante la notte, mentre dormivano, Compagni come ʿAbdullah ibn Zayd al-Anṣārī e ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb udirono le parole dell’adhan e le riferirono al Messaggero (pace e benedizioni su di lui). In seguito, il Profeta decise di istituire l’adhan. Secondo l’Imam al-Ghazālī, dieci Compagni del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ebbero una visione analoga riguardo all’adhan. Secondo alcuni, i Compagni che ebbero tale visione furono quattordici. Secondo una narrazione, durante il Miʿrāj il Profeta aveva udito un suono d’adhan analogo dalla bocca di un angelo presso il Sidrat al-Muntahā.

Sebbene il Profeta (s.) avesse deciso l’adhan attraverso l’ijtihad, conformemente al parere dei Compagni, la sua approvazione giunse in seguito tramite la rivelazione. L’adhan è una sunnah, ma è anche uno shaʿīrah dell’Islam, cioè un suo segno distintivo. I giuristi hanno stabilito l’obbligo del jihād contro coloro che collettivamente abbandonano l’adhan.

(٥٨) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ الْمُسْلِمُونَ حِيْنَ قَدِمَ الْمَدِينَةَ يَجْتَمِعُونَ فَيَتَحَيَّنُونَ للصَّلَاةِ وَلَيْسَ يُنَادِي بِهَا أَحَدٌ فَتَكَلِّمُوا يَوْمًا فِي ذَلِكَ فَقَالَ بَعْضُهُمْ اتَّخَذُوا مِثْلَ نَاقُوْسِ النَّصَارَى وَقَالَ بَعْضُهُمْ قَرْنًا مِثْلَ قَرْنِ الْيَهُودِ فَقَالَ عُمَرُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَوَلَا تَبْعَثُوْنَ رَجُلًا يُنَادِي بِالصَّلَاةِ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَا بِلالُ قُمْ فَنَادِ بِالصَّلَاةِ
(بخاري – مسلم)

(58) «ʿAbdullah ibn ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu) riferisce: Quando i musulmani giunsero a Medina, si riunivano per la preghiera calcolandone l’orario, ma nessuno chiamava gli altri. Un giorno si cominciò a discutere della questione. Alcuni dissero: “Adottiamo un sistema di campane come i cristiani”. Altri dissero: “Adottiamo un corno come quello degli ebrei”. Allora ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu) disse: “Non potreste mandare qualcuno a chiamare la gente alla preghiera?”. Il Messaggero di Allah (sallallāhu ʿalayhi wa sallam) disse: “O Bilāl, alzati e proclama la preghiera”» (Bukhārī, Muslim).

Spiegazione: A Mecca si pregava senza adhan. In seguito, quando i musulmani giunsero a Medina, all’inizio le persone si riunivano nella moschea per la preghiera basandosi semplicemente sul calcolo dell’orario. Poiché il numero dei fedeli aumentava gradualmente, ciò causava delle difficoltà. Un giorno, dunque, si riunirono tutti in consultazione per decidere che cosa fare al riguardo. Alcuni dissero: “Si suonino delle campane, come fanno i cristiani, per chiamare la gente”. ʿUmar disse: “Perché non possiamo mandare qualcuno a chiamare la gente?”. Secondo la proposta di ʿUmar, il Profeta (s.) ordinò a Bilāl (raḍiyallāhu ʿanhu) di chiamare la gente alla preghiera quando fosse giunta l’ora; da allora Bilāl (raḍiyallāhu ʿanhu), quando giungeva l’ora della preghiera, pronunciavaالصلوة جامعةe chiamava la gente alla preghiera. È proprio questo episodio a essere menzionato nel presente hadith. In seguito, alcuni Compagni del Messaggero udirono in sogno le parole dell’adhan allora in uso e le riferirono al Profeta (s.). Più Compagni ebbero questo sogno e, recatisi tutti dal Profeta (s.), ne diedero la stessa descrizione. L’hadith sopra riportato da Yaḥyā ibn Saʿīd menziona proprio il sogno sull’adhan fatto da ʿAbdullah ibn Zayd al-Anṣārī. In seguito, il Profeta (s.) corresse le parole e le frasi e ordinò di proclamare l’adhan nella forma simile a quella attualmente in uso.

L’adhān è una sunnah e un simbolo dell’Islam. Se i musulmani di una località abbandonano collettivamente l’adhān, i faqīh hanno emesso fatwā dichiarando lecito combatterli in jihād. L’adhān della moschea del quartiere è sufficiente per gli abitanti del quartiere. Non è necessario recitare l’adhān in ogni casa.

(٥٩) وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ إِذَا سَمِعْتُمُ النِّدَاءَ فَقُولُوا مِثْلَ مَا يَقُولُ الْمُؤَذِّنُ
(مؤطا إمام مالك)

(59) «Hazrat Abū Saʿīd al-Khudrī (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando sentite l’adhān, dite tutto ciò che dice il muezzin”.» (Muwatta dell’Imam Mālik).

Spiegazione: nel suddetto hadith, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha ordinato di rispondere all’adhān pronunciando parole simili a quelle del muezzin. Tuttavia, negli hadith di Bukhārī e Muslim si legge: «Quando il muezzin dice حَيَّ عَلَى الْفَلَاحِ e حَيَّ عَلَى الصَّلاةِ, chi ascolta risponderà dicendo لا حَوْلاً وَلَا قُوَّةَ إِلَّا بِاللَّهِ. Tuttavia, al posto di قَدْ قَامَتِ الصَّلاةُ, è obbligatorio rispondere all’adhān con أَقَامَهَا اللَّهُ أَبَدًا. Questa è l’opinione dei pii predecessori e degli imam hanafiti. Secondo l’opinione della maggioranza (la maggior parte degli imam), invece, rispondere all’adhān è una sunnah. Tuttavia, secondo l’opinione autorevole di alcuni imam, la risposta verbale all’adhān da sola non è sufficiente: è obbligatorio rispondere partecipando effettivamente alla preghiera congregazionale. Come per l’adhān, si deve rispondere anche all’iqāmah.

(٦٠) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا تُوِّبَ بِالصَّلَاةِ فَلَا تَأْتُوْهَا وَأَنتُمْ تَسْعُوْنَ وَأَتَوْهَا وَعَلَيْكُمُ السَّكِينَةُ فَمَا أَدْرَكْتُمْ فَصَلُّوْا وَمَا فَأْتَكُمْ فَأَتِمُّوا فَإِنَّ أَحَدَكُمْ فِي الصَّلَاةِ مَا كَانَ يَعْمِدُ إِلَى الصَّلاة (مؤطا إمام مالك)

(60) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando viene pronunciato il takbīr per la preghiera, non accorrete agitati; venite piuttosto con calma e serenità. Poi eseguite della preghiera ciò che riuscite a compiere con la congregazione e completate in seguito ciò che avete perso. Infatti, quando vi preparate ad andare alla preghiera, siete considerati già nella preghiera”.»
(Muwatta dell’Imam Mālik)

Spiegazione: chi si mette in cammino per partecipare alla preghiera congregazionale deve essere considerato come se vi avesse già preso parte. Pertanto, così come il fedele deve mantenere calma e compostezza durante la preghiera, deve procedere con calma e compostezza anche lungo il cammino verso la preghiera.

(٦١) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْإِمَامُ ضَامِنٌ وَالْمُؤَذِّنُ مُؤْتَمَنَّ اللَّهُمَّ أَرْشِدِ الْأَئِمَّةَ وَاغْفِرِ لِلْمُؤَذِّنِيْنَ
أحمد – أبو داود – ترمذي)

(61) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: l’imam è il garante della preghiera dei fedeli che lo seguono, mentre il muezzin è depositario di una responsabilità. Poi il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pregò per entrambi: “O Allah, guida gli imam sulla retta via e perdona i muezzin”» (Ahmad, Abu Dawud, Tirmidhi).

Spiegazione: l’imam è un garante; vale a dire che si assume la responsabilità della preghiera dei fedeli che lo seguono. Il muezzin, invece, è depositario della responsabilità di far sì che i fedeli compiano la preghiera al momento stabilito. In altre parole, quando il muezzin recita l’adhan all’ora stabilita, i fedeli possono compiere la preghiera al momento giusto.
Pertanto, recitare l’adhan fuori dall’orario stabilito costituisce un tradimento della responsabilità affidata al muezzin.

(٦٢) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ أَذَّنَ سَبْعَ سِنِينَ مُحْتَسِبًا كُتِبَ لَهُ بَرَأَةٌ مِّنَ النَّارِ (ترمذي أبو داود – ابن ماجه)

(62) «Secondo una narrazione di Hazrat Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui), egli riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: chi reciterà l’adhan per sette anni con l’intenzione di ottenere la ricompensa, riceverà per decreto la liberazione dal fuoco dell’Inferno» (Tirmidhi, Abu Dawud, Ibn Majah).

L’abbigliamento per la preghiera

Allah, il Signore dei mondi, ha dichiarato nel Sacro Corano:

يَا بَنِي آدَمَ خُذُوا زِينَتَكُمْ عِنْدَ كُلِّ مَسْجِدٍ
(الأعراف : ۳۱)

Vale a dire: «O figli di Adamo, indossate i vostri ornamenti a ogni preghiera». Pertanto, è indispensabile indossare un abito che copra la parte intima del corpo. Inoltre, è preferibile adottare una copertura aggiuntiva. Infatti, il termine “ornamento” utilizzato nel versetto significa abbigliamento completo: quando ci si presenta davanti ad Allah, si deve indossare un abito che copra la parte intima e accresca anche la dignità e la bellezza.

Nel Tafsīr di Mawlānā Sayyid Abū al-Aʿlā Mawdūdī è stata fornita la spiegazione sopra riportata. In Ibn Kathīr è stata fornita la seguente spiegazione del versetto sopra riportato.

الزِّينَةُ الرِّبَاسُ وَهُوَ مَا يُوَارِيُّ السَّوأَةَ وَمَا سَوَى ذَلِكَ مِنْ جَيْدِ الْبَرِّ وَالْمَتَاعِ فَأُمِرُوا أَنْ يَأْخُذُوا زِينَتَهُمْ عِنْدَ كُلِّ مَسْجِد وَلِهَذِهِ الْآيَةِ وَمَا وَرَدَ فِي مَعْنَاهَا مِنَ السَّنَةِ يَسْتَحِبُّ التَّجَمَّلَ عِنْدَ الصَّلَاةِ لَأَسِيَّمَا يَوْمَ الْجُمُعَةِ وَيَوْمِ الْعِيدِ
(تفسير ابن قصير)

«Nel versetto, con zīnat si intendono quegli ornamenti o abiti che non si limitano a coprire la ʿawra, ma accrescono anche l’eleganza e la bellezza del corpo. Allah, il Signore dei mondi, ha ordinato ai Suoi servi di indossare abiti decorosi durante la preghiera. Il significato di questo versetto e degli altri versetti rivelati su questo argomento è che, a ogni preghiera, è Sunna per chi prega indossare gli abiti migliori, specialmente per la preghiera del venerdì e per quella dellʿĪd.» (Tafsīr di Ibn Kathīr)

(٦٣) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يُصَلِّيَنَّ أَحَدُكُمْ فِي التَّوْبِ الْوَاحِدِ لَيْسَ عَلَى عَائِقَيْهِ مِنْهُ شَيْءٌ
(بخاري – مسلم)

(63) «Hazrat Abū Hurayra (raḍiya Allāhu ʿanhu) riferì che il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) disse: “Nessuno di voi preghi con un unico indumento in modo tale che nessuna parte di esso ricada sopra le sue spalle.”» (Bukhārī, Muslim)

(٦٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ مَنْ صَلَّى فِي ثَوْبِ وَاحِدٍ فَلْيُخَالِفْ بَيْنَ طَرْفَيْهِ (بخاري)

(64) «Hazrat Abū Hurayra (raḍiya Allāhu ʿanhu) disse: “Ho sentito il nobile Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) dire: «Chi prega con un unico indumento lo avvolga disponendo le due estremità in direzioni opposte.»”» (Bukhārī)

Spiegazione: Tra gli obblighi fondamentali della preghiera vi è la copertura della ʿawra. Pertanto, ogni uomo e ogni donna dovrebbe pregare indossando abiti che coprano la propria ʿawra e che non comportino alcun rischio che essa si scopra durante la preghiera.

مَوَاقِيْتُ الصَّلاةِ

Descrizione degli orari della preghiera

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِيْنِنَ كِتَبَا مَّوْقُوْتًا
(النساء – ١٠٣)

Significato: In verità, la preghiera è stata resa obbligatoria per i credenti con orari stabiliti. (An-Nisāʾ, 103)

(٦٥) وَعَنْ أَبِي عَمْرِ الشَّيْبَانِي وَاسْمُهُ سَعَدُ بْنُ إِيَاسٍ قَالَ حَدَّثَنِي صَاحِبُ هَذِهِ الدَّارِ وَأَشَارَ إِلَى دَارِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سَأَلْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَيُّ الْأَعْمَالِ أَحَبُّ إِلَى اللَّهِ؟ قَالَ الصَّلَاةُ عَلَى وَقْتِهَا قُلْتُ ثُمَّ أَيُّ؟ قَالَ بِرُّ الْوَالِدَيْنِ قُلْتُ ثُمَّ أَيُّ قَالَ الْجِهَادُ فِي سَبِيلِ اللَّهِ قَالَ حَدَّثَنِي بِهِنَّ رَسُولُ اللَّهِ وَلَوِ اسْتَزَدْتُهُ لَزَادَنِي
(بخاري – مسلم)

(65) «Abū ʿAmr ash-Shaybānī, il cui nome era Saʿd ibn Iyās, indicò la casa di ʿAbd Allāh ibn Masʿūd e disse: “Il proprietario di questa casa mi narrò un hadith: chiesi al Profeta: ‘Quale opera è più amata da Allah?’ Egli rispose: ‘Compiere la preghiera nel suo orario.’ Chiesi nuovamente: ‘E poi quale?’ Egli rispose: ‘Trattare bene i genitori.’ Chiesi ancora: ‘E poi quale?’ Egli rispose: ‘Combattere sulla via di Allah.’ Ibn Masʿūd disse: ‘Il Profeta mi riferì queste parole; credo che, se gli avessi posto altre domande, avrebbe aggiunto altro’». (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: La preghiera è stata resa obbligatoria con orari stabiliti; pertanto, tra i tredici obblighi complessivi della preghiera, uno consiste nel compierla nel suo orario. Nel hadith citato, il Messaggero di Allah ha indicato il compimento della preghiera nel suo orario come l’atto più amato da Allah. L’Imām ash-Shāfiʿī, l’Imām Mālik e l’Imām Aḥmad ibn Ḥanbal hanno dichiarato che è preferibile, cioè migliore, compiere la preghiera all’inizio del suo orario. L’Imām Abū Ḥanīfa, invece, ha dichiarato preferibile compiere la preghiera della notte in piena notte, la preghiera dell’alba quando la luce del giorno è ormai apparsa, cioè alla fine del suo orario, e la preghiera di mezzogiorno con un certo ritardo nei giorni caldi. L’Imām Abū Ḥanīfa ha tratto prove a sostegno di ciò da diversi hadith. Secondo gli altri imām, tuttavia, il hadith sul rinviare la preghiera si riferisce a chi prega da solo, non a chi prega in congregazione.

(٦٦) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَمَّنِي جِبْرَيْلُ عِنْدَ الْبَيْتِ مَرَّتَيْنِ فَصَلَّى بِيَ الظُّهْرَ حِيْنَ زَالَتِ الشَّمْسُ وَكَانَ قَدْرَ الشَّرَاكِ وَصَلَّى بِيَ الْعَصْرَ حِيْنَ صَارَ ظِلُّ كُلِّ شَيْءٍ مِثْلَهُ وَصَلَّى بِيَ الْمَغْرِبَ حِيْنَ افْطَرَ الصَّائِمُ وَصَلَّى بِيَ الْعِشَاءَ حِيْنَ غَابَ الشَّفَقُ وَصَلَّى بِيَ الْفَجْرَ حِيْنَ حَرُمَ الطَّعَامُ وَالشَّرَابُ عَلَى الصَّائِمِ فَلَمَّا كَانَ الْقَدُ وَصَلَّى بِيَ الظُّهْرَ حِيْنَ كَانَ ظِلُّهُ مِثْلَهُ وَصَلَّى بِيَ الْعَصْرَ حِيْنَ كَانَ مِثْلَيْهِ وَصَلَّى بِيَ الْمَغْرِبَ حِيْنَ افْطَرَ الصَّائِمُ وَصَلَّى بِي الْعِشَاءَ إِلَى ثُلُثِ اللَّيْلِ وَصَلَّى بِي الْفَجْرَ فَاسْفَرَ ثُمَّ الْتَفَتَ إِلَيَّ فَقَالَ يَا مُحَمَّدُ هَذَا وَقْتُ الْأَنْبِيَاءِ مِنْ قَبْلِكَ وَالْوَقْتُ مَا بَيْنَ هَذَيْنِ الْوَقْتَيْنِ
(أبو داود – ترمذي)

(66) «Ḥazrat Ibn ʿAbbās (che Allah sia compiaciuto di lui) riferì: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: Gabriele (pace su di lui) mi guidò nella preghiera due volte presso la Kaʿba. La prima volta mi fece recitare la preghiera di mezzogiorno non appena il sole ebbe iniziato a declinare leggermente. La sua durata era pari, in larghezza, a quella di un laccio di sandalo. Mi fece recitare la preghiera pomeridiana quando l’ombra di ogni cosa era diventata uguale alla sua lunghezza; mi fece recitare la preghiera del tramonto quando il digiunatore rompe il digiuno, e la preghiera della notte quando scomparve lo shafaq, cioè il rossore dell’orizzonte occidentale. Mi fece recitare la preghiera dell’alba quando divennero proibiti al digiunatore il cibo e le bevande. Quando giunse il secondo giorno, mi fece recitare la preghiera di mezzogiorno quando l’ombra di ogni cosa era diventata una volta la sua lunghezza, e la preghiera pomeridiana quando era diventata il doppio. Mi fece recitare la preghiera del tramonto quando il digiunatore rompe il digiuno, e la preghiera della notte quando era trascorso un terzo della notte. Mi fece recitare la preghiera dell’alba quando apparve la luce del mattino. Poi si rivolse a me e disse: “O Muḥammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), questi sono gli orari delle preghiere dei profeti che ti hanno preceduto. L’orario della preghiera è compreso fra questi due limiti temporali”». (Abū Dāwūd, al-Tirmidhī)

Spiegazione: il hadith citato dimostra che, dopo che le cinque preghiere quotidiane furono rese obbligatorie, Allah, il Signore dei mondi, inviò personalmente Gabriele (pace su di lui) per impartire al Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) l’insegnamento corretto su come compiere tali preghiere: quando siano i loro orari, quante rakʿāt si debbano compiere in ciascun orario, e come eseguire il rukūʿ, il sujūd e così via. Egli venne per due giorni consecutivi: il primo giorno fece pregare il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) all’inizio dell’orario, e il secondo giorno alla fine dell’orario; quindi disse che l’orario della preghiera inizia dal momento in cui essa fu compiuta il primo giorno e termina nel momento in cui la preghiera fu compiuta l’ultimo giorno.

Poiché in entrambi i giorni Gabriele (pace su di lui) fece compiere al Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) la preghiera del tramonto alla medesima ora, l’orario di tale preghiera è breve. Secondo l’Imam al-Shāfiʿī, l’orario della preghiera del tramonto dura soltanto quanto basta per l’adhān, l’iqāmah e l’esecuzione delle cinque rakʿāt. Vi rientra anche il momento in cui il digiunatore rompe il digiuno. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, l’orario della preghiera del tramonto permane finché non scompare il rossore dell’orizzonte occidentale.
Poiché in entrambi i giorni Gabriele (pace su di lui) fece compiere al Profeta la preghiera del tramonto alla stessa ora, dall’epoca del Profeta fino a oggi, sebbene per le altre preghiere dopo l’adhān venga concesso ai fedeli un certo tempo per prepararsi, per la preghiera del tramonto tale tempo non viene concesso e non verrà concesso fino al Giorno della Resurrezione. Se Gabriele (pace su di lui) lo avesse concesso, sarebbe certamente stato concesso. Questo hadith dimostra proprio che, così come l’obbligo della preghiera proviene da Allah, anche il modo di compierla proviene da Allah. Il Profeta non stabilì questo metodo o questa regola per mezzo del proprio ijtihād.

(٦٧) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَقْتُ الظُّهْرِ إِذَا زَالَتِ الشَّمْسُ وَكَانَ ظِلُّ الرَّجُلِ كَطُولِهِ مَا لَمْ يَحْضُرِ الْعَصْرُ وَوَقْتُ الْعَصْرِ مَا لَمْ تَصْفَرُّ الشَّمْسُ وَوَقْتُ صَلَاةِ الْمَغْرِبِ مَا لَمْ يَغِبُ الشَّفَقُ وَوَقْتُ صَلَاةِ الْعِشَاءِ إِلَى نِصْفِ اللَّيْلِ الْأَوْسَطِ وَوَقْتُ صَلَاةِ الصُّبْحِ مِنْ طُلُوعِ الْفَجْرِ مَا لَمْ تَطْلُعِ الشَّمْسُ فَإِذَا طَلَعَتِ الشَّمْسُ فَأَمْسِكْ عَنِ الصَّلَاةِ فَإِنَّهَا تَطْلُعُ بَيْنَ قَرْنِي الشَّيْطَانِ (مسلم)

(67) «Ḥazrat ʿAbd Allāh ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di lui) riferì: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: l’orario della preghiera di mezzogiorno inizia quando il sole declina e termina quando l’ombra di una persona raggiunge la sua stessa lunghezza, cioè fino all’entrata dell’orario della preghiera pomeridiana. L’orario della preghiera pomeridiana dura finché il sole non assume una colorazione giallastra; l’orario della preghiera del tramonto dura dal tramonto del sole fino a quando scompare il rossore dell’orizzonte occidentale. L’orario della preghiera della notte dura fino alla metà della notte, mentre quello della preghiera dell’alba va dall’apparire dell’aurora fino all’inizio del sorgere del sole. Quando inizia il sorgere del sole, astieniti dalla preghiera, poiché esso sorge fra le due corna di Satana». (Muslim)

Spiegazione: sulla base di questo hadith, gli Imam Mālik, al-Shāfiʿī, Aḥmad ibn Ḥanbal, Abū Yūsuf, Muḥammad, Jaʿfar e altri hanno affermato che l’orario della preghiera di mezzogiorno permane, esclusa l’ombra originaria, fino a quando l’ombra raggiunge una volta la lunghezza dell’oggetto, cioè fino a quando l’ombra di ogni cosa diventa uguale alla sua lunghezza. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, invece, l’orario della preghiera di mezzogiorno rimane fino a quando l’ombra diventa doppia. Per “ombra originaria” si intende l’ombra laterale che si estende da un oggetto esattamente a mezzogiorno, quando il sole si trova proprio sopra la testa. L’orario della preghiera pomeridiana dura fino a quando i raggi del sole perdono la loro intensità e il sole assume la forma di un disco, come indica l’espressione “il sole assume una colorazione giallastra”; tuttavia, la preghiera pomeridiana può essere compiuta fino al tramonto, sebbene con riprovazione. Il momento migliore per la preghiera della notte è fino a mezzanotte. Dalla mezzanotte fino all’apparire dell’aurora è un periodo makrūh.

Poiché i politeisti adoratori del sole adorano il sole al momento del suo sorgere e del suo tramonto, e in quei momenti Satana si pone davanti al sole per accettare la loro adorazione, nel hadith si dice che il sole sorge fra le due corna di Satana.

Descrizione delle moschee e dei luoghi della preghiera

(٦٨) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَحَبُّ الْبِلادِ إِلَى اللَّهِ مَسَاجِدُهَا وَأَبْغَضُ الْبِلادِ إِلَى اللَّهِ أَسْوَاقُهَا (مسلم)

(68) «È stato riferito da Hazrat Abu Huraira, che Allah sia soddisfatto di lui: egli disse che il Messaggero, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, ha detto: tra i luoghi, le moschee sono quelli più amati da Allah, mentre i mercati sono quelli più detestati da Lui.» (Muslim)

Spiegazione: quando un luogo viene scelto e destinato alla preghiera, quel luogo designato viene chiamato moschea. Poiché la moschea è destinata al culto di Allah e alla preghiera, non appena una persona si mette in cammino verso la moschea, il suo cuore si volge verso Allah; per questo la moschea è più amata da Allah. Chi si dirige al mercato vi si reca per soddisfare le necessità mondane e, anche se solo temporaneamente, l’attività del mercato lo distrae da Allah; per questo il mercato è considerato spregevole agli occhi di Allah. Tuttavia, non è biasimevole aprire un mercato o andarvi quando ve n’è necessità. Non è appropriato trascorrervi molto tempo senza motivo.

Il terreno della moschea deve essere necessariamente costituito in waqf e, in generale, tutti i musulmani devono avere accesso alla moschea. La preghiera nella moschea, quanto alla ricompensa, vale venticinque volte più della preghiera compiuta fuori da essa.

(٦٩) وَعَنْ عُثْمَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ بَنَى لِلَّهِ مَسْجِدًا بَنَى اللَّهُ لَهُ بَيْتًا فِي الْجَنَّةِ
(بخاري – مسلم)

(69) «È stato riferito da Hazrat Uthman, che Allah sia soddisfatto di lui: egli disse che il Messaggero, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, ha detto: se qualcuno costruisce una moschea per amore di Allah, Allah costruirà per lui una casa in Paradiso.» (Bukhari e Muslim)

(۷۰) وَعَنْ أَبِي قَتَادَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ إِذْ دَخَلَ أَحَدُكُمُ الْمَسْجِدَ فَلْيَرْكَعْ رَكْعَتَيْنِ قَبْلَ أَنْ يَجْلِسَ (بخاري – مسلم)

(70) «È stato riferito da Hazrat Abu Qatada, che Allah sia soddisfatto di lui: egli disse che il Messaggero, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, ha detto: quando uno di voi entra nella moschea, compia due rakaʿat prima di sedersi.»

Spiegazione: La preghiera di due rakʿat che si compie subito dopo essere entrati nella moschea è chiamata Dukhul al-Masjid. Secondo alcuni è obbligatoria (wājib), mentre l’Imam Abū Ḥanīfa (che Allah sia soddisfatto di lui) l’ha definita raccomandata (mustaḥabb).

(۷۱)
وَعَنْ كَعْبِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يَقْدِمُ مِنْ سَفَرٍ إِلَّا نَهَارًا

فِي الضُّحَى فَإِذَا قَدِمَ بَدَأَ بِالْمَسْجِدِ فَصَلَّى فِيْهِ رَكْعَتَيْنِ ثُمَّ جَلَسَ فِيْهِ (بخاري – مسلم)

(71) «Kaʿb ibn Mālik (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) rientrava sempre dai viaggi nella prima parte della giornata. Per prima cosa entrava nella moschea e vi pregava due rakʿat. Poi vi si sedeva.» (al-Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: Per chi rientra da un viaggio è raccomandato agire conformemente al suddetto ḥadīth.

(۷۲) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ أَكَلَ التَّوْمَ وَالْبَصَلَ وَالكُرَّثَ فَلَا يَقْرَبَنَّ مَسْجِدَنَا فَإِنَّ الْمَلَائِكَةَ تَتَأَدَّى مِمَّا يَتَأَنَّى مِنْهُ بَنُوْ آدَمَ
(بخاري – مسلم)

(72) «Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: Chi ha mangiato aglio, cipolla o porro non entri nella mia moschea, poiché ciò che arreca disturbo ai figli di Adamo arreca disturbo anche agli angeli.» (al-Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha vietato di entrare nella moschea dopo aver mangiato cipolla, aglio o altri alimenti crudi dal cattivo odore, poiché nella moschea le persone si riuniscono per la preghiera e, così come l’odore emanato dalla bocca di chi ha mangiato cipolla, aglio e verdure crude arreca disagio ai presenti, arreca disagio anche agli angeli presenti nella moschea. Non è vietato mangiare cipolla e aglio. Tuttavia, dopo averli mangiati, è vietato recarsi in moschee, luoghi di preghiera dellʿĪd, riunioni di predicazione religiosa e luoghi simili.

(۷۳) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ فِي مَرَضِهِ الَّذِي لَمْ يَقُمْ مِنْهُ لَعَنَ اللَّهُ الْيَهُودَ وَالنَّصَارَى اتَّخِذُوا قَبُورَ أَنْبِيَائِهِمْ مَسَاجِدَ
(بخاري – مسلم)

(73) «È narrato da Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui), durante la malattia che precedette la sua morte, disse: “Che Allah maledica gli ebrei e i cristiani, poiché hanno trasformato le tombe dei loro profeti in moschee”» (Bukhari, Muslim).

Spiegazione: Le tombe venivano trasformate in luoghi di prostrazione o moschee per due motivi. Il primo consisteva nel prosternarsi con l’intento di compiacere le persone illustri sepolte in quelle tombe. Questo è shirk manifesto, ovvero shirk palese. Il secondo consisteva nel cercare, durante la preghiera o la contemplazione spirituale, di ottenere orientamento dalle loro tombe, affinché Allah fosse compiaciuto. Anche questo è shirk, ma shirk nascosto, cioè uno shirk occulto. Il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) pronunciò questo avvertimento durante le sofferenze della malattia che precedette la sua morte, affinché la sua comunità non ripetesse i peccati commessi dagli ebrei e dai cristiani.

(٧٤) وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ فُرِضَتْ عَلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الصَّلَوَاتُ لَيْلَةً أُسْرِيَ

بِهِ خَمْسِيْنَ ثُمَّ نَقَصَتْ حَتَّى جُعِلَتْ خَمْسًا ثُمَّ نُوْدِيَ يَا مُحَمَّدُ إِنَّهُ لَا يُبَدِّلُ الْقَوْلَ لَدَيَّ وَإِنَّ لَكَ بِهَذِهِ الْخَمْسِ خَمْسِينَ (أحمد – نسائي – ترمذي)

(74) «È narrato da Anas ibn Malik (che Allah sia soddisfatto di lui): disse che, nella notte del Miʿraj, furono rese obbligatorie al Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) cinquanta preghiere nell’arco del giorno e della notte. Poi fu annunciato: “O Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), certamente la Mia decisione non cambia mai; e per te queste cinque preghiere equivalgono a cinquanta”» (Ahmad, Nasa’i, Tirmidhi).

Spiegazione: Il suddetto hadith è una parte degli hadith riguardanti il Miʿraj. Proprio nella notte del Miʿraj, al Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) furono rese obbligatorie le preghiere con i loro orari; prima di allora, il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) pregava soltanto di notte, come viene riferito nella sura al-Muzzammil. Dal suddetto hadith si apprende che, durante il Miʿraj, inizialmente furono rese obbligatorie cinquanta preghiere al giorno per Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) e per la sua comunità. In seguito, il Sommo Allah, mosso dalla misericordia in risposta alla supplica del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui), sostituì le cinquanta preghiere con cinque, mantenendo però la ricompensa equivalente a quella di cinquanta preghiere.

(٧٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَجُلًا دَخَلَ الْمَسْجِدَ وَرَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ جَالِسٌ فِي ناحِيَةِ الْمَسْجِدِ فَصَلَّى ثُمَّ جَاءَ فَسَلَّمَ عَلَيْهِ فَقَالَ لَهُ

رَسُولُ اللَّهِ وَعَلَيْكَ السَّلَامُ ارْجِعْ فَصَلِّ فَإِنَّكَ لَمْ تُصَلِّ فَرَجَعَ فَصَلَّى ثُمَّ جَاءَ فَسَلَّمَ عَلَيْهِ فَقَالَ وَعَلَيْكَ السَّلَامُ ارْجِعْ فَصَلِّ فَإِنَّكَ لَمْ تُصَلِّ فَقَالَ فِي الثَّالِثَةِ أَوْ فِي الَّتِي بَعْدَهَا عَلِمْنِي يَا رَسُولَ اللَّهِ فَقَالَ إِذَا قُمْتَ إِلَى الصَّلَاةِ فَاسْبِغِ الْوَضُوءَ ثُمَّ اسْتَقْبِلِ الْقِبْلَةَ فَكَبِّرْ ثُمَّ اقْرَأْ بِمَا تَيَسَّرَ مَعَكَ مِنَ الْقُرْآنَ ثُمَّ اسْجُدْ حَتَّى تَطْمَئِنَّ سَاجِدًا ثُمَّ ارْفَعْ حَتَّى تَطْمَئِنَّ جَالِسًا وَفِي رِوَايَةٍ ثُمَّ ارْفَعْ حَتَّى تَسْتَوِيَ قَائِمًا ثُمَّ افْعَلْ ذَلِكَ فِي صَلَاتِكَ كُلِّهَا
(بخاري – مسلم)

(75) «È narrato da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) era seduto in un angolo della Moschea del Profeta. In quel momento entrò un uomo, pregò e poi si avvicinò e salutò il Profeta. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ricambiò il suo saluto e gli disse: “Vai e torna a pregare, perché non hai pregato correttamente”. L’uomo tornò, pregò di nuovo e poi venne ancora a salutare il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Il Profeta ricambiò il saluto e gli disse nuovamente: “Torna a pregare, perché non hai pregato correttamente”. L’uomo andò ancora a pregare e poi tornò nuovamente a salutare il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Il Profeta ricambiò ancora il suo saluto e disse: “La tua preghiera non è corretta; torna a pregare”. Infine, alla terza o alla quarta volta, l’uomo disse: “O Messaggero di Allah, mi

insegni la preghiera”. Il Profeta gli disse: “Quando intendi pregare, compi bene l’abluzione, poi volgi il viso verso la qibla, pronuncia il takbīr taḥrīma, quindi recita dal Corano ciò che ti è possibile. Poi compi il rukūʿ e rimani completamente tranquillo nel rukūʿ; quindi solleva la testa e resta perfettamente eretto. Poi compi il sujūd e rimani pienamente tranquillo nel sujūd. Quindi solleva la testa e resta perfettamente eretto. In questo modo, esegui tutta la tua preghiera con calma e compostezza”. (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: La persona menzionata in questo ḥadīth era Khallād ibn Rāfiʿ (che Allah sia soddisfatto di lui), fratello del celebre Compagno del Messaggero, Rāfiʿ ibn Rāfiʿ. Riunendo le narrazioni di Bukhārī, Muslim e Nasāʾī, si apprende che egli entrò nella Moschea del Profeta e dapprima eseguì due rakʿāt della preghiera taḥiyyat al-masjid, considerata obbligatoria secondo alcune scuole giuridiche. Ciò significa che, entrando nella moschea, si devono necessariamente eseguire due rakʿāt di preghiera. Rāfiʿ eseguiva la preghiera con tanta fretta che non riusciva a sedersi correttamente e a rimanere eretto tra il rukūʿ e il sujūd (qawma e jalsa); per questo il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) gli ordinò più volte di ripetere la preghiera. Dopo che l’uomo ebbe pregato diverse volte senza riuscire a comprendere il difetto effettivo della sua preghiera, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), secondo il suo desiderio, gli spiegò come eseguire la preghiera in modo completo, soffermandosi in particolare sull’aspetto in cui il Compagno che pregava era carente: compiere il rukūʿ e il sujūd con tranquillità, sollevare la testa dal rukūʿ e restare perfettamente eretti, nonché sedersi completamente eretti tra i due sujūd; anzi, mantenere tale posizione per il tempo necessario a recitare una volta il tasbīḥ “Subḥāna rabbiyal-aʿlā”. Questo viene chiamato taʿdīl al-arkān. Secondo la maggior parte degli imam, il taʿdīl al-arkān è obbligatorio in base al ḥadīth sopra citato; secondo l’imam Abū Ḥanīfa, invece, è necessario.

(٧٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَسْتَفْتِحُ الصَّلَاةَ بِالتَّكْبِيرِ وَالْقِرَاءَةِ بِالْحَمْدِ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِيْنَ وَكَانَ إِذَا رَكَعَ لَمْ يُشْخِصَ رَأْسَهُ وَلَمْ يُصَوِّبُهُ وَلَكِنْ بَيْنَ ذَلِكَ وَكَانَ إِذَا رَفَعَ رَأْسَهُ مِنَ الرُّكُوعِ لَمْ يَسْجُدْ حَتَّى يَسْتَوِيَ قَائِمًا وَكَانَ إِذَا رَفَعَ رَأْسَهُ مِنَ السَّجْدَةِ لَمْ يَسْجُدْ حَتَّى يَسْتَوِيَ جَالِسًا وَكَانَ يَقُولُ فِي كُلِّ رَكْعَتَيْنِ التَّحِيَّةَ وَكَانَ يَفْتَرِشُ رِجْلَهُ الْيُسْرَى وَيَنْصَبُ رِجْلَهُ الْيُمْنَى وَكَانَ يَنْهَى عَنْ عَقْبَةِ الشَّيْطَانِ وَيَنْهَى أَنْ يَفْتَرِشَ الرَّجُلُ ذِرَاعَيْهِ افْتِرَاشَ السَّبْعِ وَكَانَ يَخْتِمُ الصَّلَاةَ بالتسليم (رواه مسلم)

(76) «ʿĀʾisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) iniziava la preghiera pronunciando ‘Allāhu akbar’ e iniziava la recitazione con ‘Al-ḥamdu lillāhi rabbil-ʿālamīn’. Quando compiva il rukūʿ, non teneva la testa né sollevata né abbassata, ma la manteneva in posizione intermedia. Quando sollevava la testa dal rukūʿ, non andava in sujūd finché non era completamente eretto. E quando sollevava la testa dal sujūd, non tornava in sujūd finché non si fosse seduto completamente eretto. Dopo ogni due rakʿāt recitava l’Attaḥiyyāt. Quando si sedeva, distendeva la gamba sinistra e teneva eretta la gamba destra. Vietava di sedersi come Satana e vietava anche di distendere entrambe le braccia a terra come fanno gli animali. Concludeva la preghiera con il saluto”. (Muslim)

Spiegazione: Questo ḥadīth offre una descrizione di come il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) eseguiva la preghiera. In base al ḥadīth riportato e al significato del ḥadīth precedente, l’imam al-Shāfiʿī, l’imam Aḥmad ibn Ḥanbal e l’imam Abū Yūsuf hanno dichiarato obbligatori la qawma e la jalsa, cioè rimanere eretti dopo il rukūʿ per il tempo necessario a recitare un tasbīḥ e sedersi eretti tra i due sujūd per il tempo necessario a recitare un tasbīḥ. Questo è chiamato taʿdīl al-arkān. Secondo l’imam Abū Ḥanīfa e l’imam Muḥammad, ciò è necessario. Se la qawma e la jalsa non vengono eseguite correttamente, la preghiera non è valida. Per questo il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ordinò più volte a un Compagno di ripetere la preghiera, poiché la sua qawma e la sua jalsa non venivano eseguite correttamente. Dal ḥadīth si apprende inoltre che il Messaggero iniziava la preghiera con il takbīr e la concludeva con il saluto. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) recitava inoltre la Sura al-Fātiḥa in ogni rakʿa.

(۷۷) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يَرْفَعُ يَدَيْهَ حَدْوَ مِنْكَبَيْهِ إِذَا افْتَتَحَ الصَّلاةَ وَإِذَا كَبَّرَ لِلرُّكُوعِ وَإِذَا رَفَعَ رَأْسَهُ مِنَ الرُّكُوعِ رَفَعَهُمَا كَذَالِكَ وَقَالَ سَمِعَ اللهُ لِمَنْ حَمِدَهُ رَبَّنَا لَكَ الْحَمْدُ وَكَانَ لَا يَفْعَلُ ذَالِكَ في السُّجُودِ (بخاري – مسلم)

(77) «È narrato da Hadrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu) che egli disse: quando il Messaggero (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam) iniziava la preghiera, sollevava entrambe le mani all’altezza delle spalle. Poi, quando pronunciava il takbīr per il rukūʿ e quando sollevava la testa dal rukūʿ, sollevava nuovamente entrambe le mani allo stesso modo, dicendo: “Samiʿallāhu liman ḥamidah, rabbanā laka al-ḥamd”. Tuttavia, non sollevava le mani in questo modo quando andava in sujūd». (Bukhārī, Muslim)

(۷۸) وَعَنْ نَافِعٍ أَنَّ عَبْدَ اللَّهِ ابْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ إِذَا دَخَلَ فِي الصَّلَاةِ كَبَّرَ وَرَفَعَ يَدَيْهِ وَإِذَا رَكَعَ رَفَعَ يَدَيْهِ وَإِذَا قَالَ سَمِعَ اللَّهُ لِمَنْ حَمِدَهُ رَفَعَ يَدَيْهِ وَإِذَا قَامَ مِنَ الرَّكَعَتَيْنِ رَفَعَ يَدَيْهِ وَرَفَعَ ذَالِكَ ابْنُ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ إِلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ (بخاري)

(78) «È narrato da Hadrat Nāfiʿ che Hadrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu), quando iniziava la preghiera, pronunciava il takbīr e sollevava entrambe le mani. Poi, quando entrava nel rukūʿ, sollevava nuovamente entrambe le mani. Quando diceva: “Samiʿallāhu liman ḥamidah”, sollevava ancora entrambe le mani. Poi, quando si alzava dopo aver compiuto due rakʿah, sollevava nuovamente entrambe le mani. ʿAbdullah ibn ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu) attribuiva queste parole al Messaggero (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam)». (Bukhārī)

Spiegazione: i ḥadīth sopra citati dimostrano che il Messaggero (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam) sollevava entrambe le mani quando entrava nel rukūʿ e quando ne risaliva: ciò si chiama “rafʿ al-yadayn”. In base al significato di questi ḥadīth, la maggior parte degli imām, tra cui Imām Aḥmad e Imām al-Shāfiʿī, ha sostenuto il rafʿ al-yadayn nella preghiera. Anche gli Ahl al-Ḥadīth seguono questa opinione. Imām Abū Ḥanīfah, invece, non ritiene appropriato sollevare le mani, cioè fare il rafʿ al-yadayn, in nessun altro punto oltre al takbīr taḥrīmah.

Il seguente ḥadīth, narrato da Hadrat ʿAbdullah ibn Masʿūd nel Tirmidhī Sharīf, costituisce la prova di Imām Abū Ḥanīfah e dei suoi seguaci:

(۷۹) وَعَنِ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ قَالَ لَأُصَلِّيَنَّ لَكُمْ صَلَاةَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَصَلَّى فَلَمْ يَرْفَعْ يَدَيْهِ إِلَّا مَرَّةً وَّاحِدَةً
ترمذي – نسائي – أبو داود )

(79) «È narrato da Hadrat Ibn Masʿūd (raḍiyallāhu ʿanhu) che un giorno disse: “Devo forse mostrarvi come pregava il Messaggero (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam)?”. Poi pregò e non sollevò le mani più di una volta (escluso il takbīr taḥrīmah)». (Tirmidhī, Abū Dāwūd, Nasāʾī)
Spiegazione: oltre al ḥadīth sopra citato, in un’altra narrazione si riferisce che Hadrat Ibn Masʿūd disse: “Il Messaggero (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam) sollevava le mani durante la preghiera e anche noi le sollevavamo. In seguito egli abbandonò questa pratica, e quindi anche noi l’abbandonammo”. (Nihāyah Sharḥ-i Hidāyah). In un ḥadīth narrato da Imām Ṭaḥāwī si riferisce che Hadrat ʿUmar (raḍiyallāhu ʿanhu) e Hadrat ʿAlī (raḍiyallāhu ʿanhu) sollevavano le mani soltanto nel takbīr taḥrīmah.

Secondo Shāh Walīullāh Dehlawī: «Il Nobile Profeta (ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam) talvolta sollevava le mani e talvolta non le sollevava. Nei ḥadīth si trovano entrambe le pratiche. Pertanto, entrambe sono sunnah. Un gruppo di Compagni e Tābiʿūn praticava il rafʿ al-yadayn, mentre un altro gruppo non lo praticava. Esistono prove a sostegno di entrambe le posizioni. Pertanto, nessuna delle due parti dovrebbe eccedere». Anche coloro che stabiliscono il rafʿ al-yadayn in altri momenti oltre al takbīr taḥrīmah lo considerano una sunnah della preghiera, non un farḍ o un wājib.

(۸۰) وَعَنْ قَبِيْصَةَ بْنِ حُلْبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ أَبِيْهِ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَؤُمُّنَا فَيَأْخُذُ شِمَالَهُ بِيَمِينِهِ (ترمذي – ابن ماجة)
(80) «Si narra da Hazrat Qabisa ibn Hulb (raḍiya Allāhu ʿanhu); suo padre racconta: il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) ci guidava nella preghiera e, durante la preghiera, teneva la mano sinistra con la destra». (Tirmidhi, Ibn Mājah)

(۸۱) وَعَنْ عَلِيِّ بْنِ الْحُسَيْنِ مُرْسَلاً قَالَ كَانَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُكَبِّرُ فِي الصَّلَاةِ كُلِّمَا خَفَضَ وَرَفَعَ فَلَمْ تَزِلْ تِلْكَ صَلَاتُهُ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ حَتَّى لَقِيَ الله (مؤطا امام مالك)

(81) «Hazrat ʿAlī ibn Ḥusayn (Zayn al-ʿĀbidīn) narra attraverso una trasmissione mursal che il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) pronunciava il takbīr nella preghiera ogni volta che abbassava o sollevava la testa, e continuò a pregare in questo modo fino alla morte». (Muwattaʾ dell’Imam Mālik)

Spiegazione: nel primo hadith viene descritto come il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) teneva le mani durante la preghiera. In altre parole, poneva la mano destra sopra la sinistra e con la destra afferrava la sinistra. Nel secondo hadith viene descritto il takbīr che il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) pronunciava ogni volta che si alzava e si sedeva durante ciascun rakʿat della preghiera. Tuttavia, nel hadith è anche riportato che pronunciava soltanto, quando sollevava la testa dal rukūʿ, la formulaسَمِعَ اللَّهُ لِمَنْ حَمِدَهُmenzionata.

Ulteriori discussioni sulla preghiera

L’importanza della preghiera:

Nella sharīʿa l’importanza della preghiera è immensa. Tra gli atti di culto formali, la preghiera è il più eccellente. Nel Giorno della Resurrezione, la prima cosa riguardo alla quale al servo verranno poste domande sarà la preghiera. Nel Sacro Corano la preghiera è menzionata ripetutamente. Il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) ha definito la preghiera il pilastro dell’Islam. In un hadith dello Sharīf di Tirmidhi è riportato che Hazrat ʿAbdullah ibn Shaqīq al-ʿUqaylī narrò: i Compagni del Messaggero non consideravano kufr l’abbandono di nessun’altra pratica oltre alla preghiera. Hazrat Burayda disse che il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) aveva detto: «Chi abbandona la preghiera commette kufr». Alla luce del suddetto hadith, alcuni considerano kāfir chi abbandona la preghiera. Secondo gli Imam Abū Ḥanīfa, Mālik e al-Shāfiʿī, chi abbandona la preghiera non è kāfir, ma fāsiq. Gli sarà ordinato, da parte dello Stato islamico, di pentirsi. Se rifiuta di pentirsi, secondo gli Imam Mālik e al-Shāfiʿī dovrà essere ucciso come punizione. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, invece, sarà condannato all’ergastolo. Se però si pente e promette di pregare, sarà liberato; altrimenti morirà in prigione. Da quanto sopra risulta chiaramente l’importanza della preghiera nella sharīʿa.

Gli obblighi della preghiera:

Tra gli elementi della salah, alcuni sono fard: se vengono omessi, la salah non è valida. Alcuni sono wajib: se vengono omessi, possono essere corretti mediante il sujud al-sahw. Altri sono sunnah: la loro omissione non invalida la salah. Nella salah vi sono complessivamente 13 fard: sei esterni, necessari per prepararsi alla salah, chiamati shart, e sette interni, chiamati rukn.

Le condizioni:

(1) purificare il corpo mediante wudu o ghusl; (2) compiere la salah indossando abiti puri; (3) fare in modo che il luogo della salah sia puro; (4) coprire l’awrah; (5) formulare l’intenzione; (6) rivolgersi verso la qiblah.

I pilastri:

(1) il takbir tahrimah; (2) il qiyam, cioè compiere la salah stando in piedi; (3) la qira’ah, cioè recitare una parte del Corano; (4) compiere il ruku‘; (5) compiere il sujud; (6) il qa‘dah akhirah, cioè l’ultima seduta della salah; (7) uscire dalla salah mediante un’azione. Secondo alcuni imam, anche la recitazione della Surah al-Fatihah in ogni rak‘ah e il raddrizzarsi in piedi e sedersi correttamente dopo il ruku‘ e il sujud, cioè il ta‘dil al-arkan, rientrano tra i fard della salah.

I wajib della salah

(1) recitare la Surah al-Fatihah; secondo altri imam, questo è un fard; (2) recitare, insieme alla Surah al-Fatihah, un’altra surah o una sua parte; (3) recitare la qira’ah nelle prime due rak‘ah; (4) compiere la salah secondo il tartib; (5) eseguire correttamente il ta‘dil al-arkan, cioè il ruku‘ e il sujud. Secondo altri imam, questo è un fard; (6) sedersi dopo le due rak‘ah nelle salah di tre o quattro rak‘ah; (7) recitare l’Attahiyyat; (8) terminare la salah con il salam; (9) recitare sottovoce la qira’ah nella salah di Zuhr e ‘Asr; (10) recitare ad alta voce la qira’ah nella salah di Maghrib, ‘Isha’ e Fajr; (11) recitare la du‘a al-qunut nella salah del witr; (12) pronunciare takbir aggiuntivi nelle salah dell’Eid.

Ciò che si recita dopo il takbir tahrimah

(۸۲)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا افْتَتَحَ الصَّلَاةَ قَالَ

سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَبِحَمْدِكَ وَتَبَارَكَ اسْمُكَ وَتَعَالَى جَدُّكَ وَلَا إِلَهَ غَيْرُكَ (ترمذي – أبو داود)

(82) Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: quando il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) iniziava la preghiera, recitava la seguente supplica—

سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَبِحَمْدِكَ وَتَبَارَكَ اسْمُكَ وَتَعَالَى جَدُّكَ وَلَا إِلَهَ غَيْرُكَ

(۸۳)
وَعَنْ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ كَانَ يَقُولُ بَعْدَ تَكْبِيرَةِ الْإِحْرَامِ سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَبِحَمْدِكَ وَتَبَارَكَ اسْمُكَ وَتَعَالَى جَدُّكَ” (مسلم – دار قطني)

(83) «È narrato da Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) che, dopo il takbīr taḥrīma,

سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَبِحَمْدِكَ وَتَبَارَكَ اسْمُكَ وَتَعَالَى جَدُّكَ وَلَا إِلَهَ غَيْرُكَ

recitava questa supplica.» (Muslim, Dāraquṭnī)

Spiegazione: dal suddetto ḥadīth si apprende che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), dopo il takbīr al-taḥrīma,

سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَبِحَمْدِكَ وَتَبَارَكَ اسْمُكَ وَتَعَالَى جَدُّكَ وَلَا إِلَهَ غَيْرُكَ

recitava questa supplica. Nel ḥadīth numero 82 si vede che ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) recitava sempre questa supplica dopo il takbīr al-taḥrīma. Anche Ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) e numerosi tābiʿūn recitavano questa supplica. Alla luce del suddetto ḥadīth, l’Imām Abū Ḥanīfa, l’Imām Aḥmad ibn Ḥanbal e Isḥāq ibn Rāhwayh hanno raccomandato di recitare questa supplica. Tuttavia, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) recitava talvolta anche altre suppliche.

La recitazione della Sūra al-Fātiḥa durante la preghiera

(٨٤) وَعَنْ عُبَادَةَ بْنِ الصَّامِتْ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا صَلَاةَ لِمَنْ لَمْ يَقْرَأْ بِفَاتِحَةِ الْكِتَابِ (بخاري – مسلم)

(84) «ʿUbāda ibn al-Ṣāmit (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La preghiera di chi non recita la Sūra al-Fātiḥa non è valida.”» (al-Bukhārī, Muslim)

(٨٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ صَلَّى صَلَاةٌ لَمْ يَقْرَأْ فِيهَا بِأُمِّ الْقُرْآنِ فَهِيَ خِدَاجٌ ثَلَاثًا غَيْرَ تَمَامٍ
بخاري – مسلم – أحمد )

(85) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La preghiera di chi prega senza recitare la Sūra al-Fātiḥa è incompleta”; il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) lo ripeté tre volte.» (al-Bukhārī, Muslim, Aḥmad)

(٨٦) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَأَبَا بَكْرٍ وَعُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا كَانُوْا يَفْتَتِحُونَ الصَّلاةَ بِالْحَمْدِ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِينَ (مسلم)

(86) «Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) dice: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), Hazrat Abu Bakr e Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) iniziavano tutti la preghiera recitando “Al-ḥamdu lillāhi rabbil-ʿālamīn” (cioè la Sura al-Fātiḥa).» (Muslim)

(۸۷) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تُجْزِئُ صَلَاةٌ لَا يُقْرَأُ فِيهَا بِفَاتِحَةِ الْكِتَابِ ابن خزيمة – ابن حبان)
(87) «Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) dice: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: la preghiera nella quale non viene recitata la Sura al-Fātiḥa non è valida.» (Ibn Khuzayma, Ibn Ḥibbān)

Spiegazione: sulla base dei suddetti hadith, l’Imam al-Shāfiʿī e l’Imam Aḥmad ibn Ḥanbal hanno dichiarato obbligatoria la recitazione della Sura al-Fātiḥa in ogni rakʿa della preghiera, in ogni circostanza: sia che la preghiera venga compiuta in congregazione o individualmente, sia che l’imam reciti ad alta voce o sottovoce. Al contrario, l’Imam Mālik ha detto che il muqtadī non deve recitare la Sura al-Fātiḥa soltanto nelle preghiere manifeste, cioè quelle nelle quali l’imam recita ad alta voce. L’Imam Abū Ḥanīfa dice che, in generale, è obbligatorio recitare nella preghiera una qualsiasi parte del Corano.

فَاقْرَؤُوا مَا تَيَسَّرَ مِنَ الْقُرْآنَ

Qui Allah ha ordinato al fedele in preghiera di recitare qualunque parte del Corano gli sia facile recitare. Inoltre, quando il Profeta insegnò la preghiera a un beduino, gli disse: “Poi reciterai ciò che del Corano ti è facile recitare”. Pertanto, sia che si tratti della Sura al-Fātiḥa, di un’altra sura o di una parte di una sura, la sua recitazione è obbligatoria nella preghiera, mentre la recitazione della Sura al-Fātiḥa è wājib.

Narrazione sul fatto che il muqtadī non recita dietro l’imam

(۸۸) وَعَنْ نَافِعٍ أَنَّ عَبْدَ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ إِذَا سُئِلَ هَلْ يَقْرَأُ أَحَدٌ خَلْفَ الْإِمَامِ قَالَ إِذَا صَلَّى أَحَدُكُمْ خَلْفَ الْإِمَامِ فَحَسْبُهُ قِرَاءَةُ الْإِمَامِ وَإِذَا صَلَّى وَحْدَهُ فَلْيَقْرَأْ قَالَ وَكَانَ ابْنُ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ لَا يَقْرَأُ خَلْفَ الإِمَامِ (مؤطا إمام مالك)

(88) «Hazrat Nafi‘ dice: quando qualcuno chiedeva ad ‘Abdullah ibn ‘Umar (r.a.) se fosse necessario recitare dietro l’imam, egli rispondeva: quando uno di voi prega dietro l’imam, la recitazione dell’imam è sufficiente per lui. (Non deve recitare.) Tuttavia, se prega da solo, deve recitare. E ‘Abdullah ibn ‘Umar (r.a.) non recitava dietro l’imam». (Muwatta’ dell’imam Malik)

(۸۹) وَعَنْ أَبِي نَعِيمٍ وَهْبِ بْنِ كَيْسَانَ أَنَّهُ سَمِعَ جَابِرَ بْنَ عَبْدَ اللَّهِ يَقُولُ مَنْ صَلَّى رَكْعَةً لَمْ يَقْرَأْ فِيْهَا بِأُمِّ الْقُرْآنَ فَلَمْ يُصَلِّ إِلَّا وَرَاءَ الْإِمَامِ (مؤطا إمام مالك)

(89) «È narrato da Abu Nu‘aym Wahb ibn Qaysan: egli udì Jabir ibn ‘Abdullah dire: chiunque preghi anche una sola rak‘a senza recitare la sura al-Fatiha, è come se non avesse pregato. Tuttavia, ciò non vale se prega dietro l’imam». (Muwatta’ dell’imam Malik)

Spiegazione: la parola qira’a significa recitazione. Nella terminologia della Shari‘a, qira’a indica la recitazione di una parte del Corano, secondo una modalità particolare, stando in piedi nella preghiera. La recitazione nella preghiera è obbligatoria. Secondo l’imam Shafi‘i, si deve recitare in tutte e quattro le rak‘a. Secondo l’imam Malik, l’obbligo è adempiuto recitando nella prima rak‘a. Secondo l’imam Abu Hanifa, invece, è indispensabile recitare nelle prime due rak‘a. Riguardo alla recitazione nella preghiera, il comando di Allah è:

فَاقْرَؤُوا مَا تَيَسَّرَ مِنَ الْقُرْآنَ

(nella preghiera) «Recitate dunque del Corano ciò che vi è facile e possibile per voi»

(۹۰) وعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّمَا جُعِلَ الْإِمَامُ لِيُؤْتَمَّ بِهِ فَإِذَا كَبَّرَ فَكَبِّرُوا وَإِذَا قَرَأَ فَانْصِتُوا
أبو داود – نسائي – ابن ماجة)

(90) «Hazrat Abu Hurayra (r.a.) riferisce che il Messaggero (s.a.w.) ha detto: l’imam è stato istituito affinché lo si segua; perciò, quando l’imam pronuncia “Allahu Akbar”, pronunciate anche voi “Allahu Akbar”, e quando egli recita, rimanete in silenzio». (Abu Dawud, Nasa’i, Ibn Majah)

(۹۱)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ شَدَّادٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ كَانَ لَهُ إِمَامٌ فَقِرَاءَةُ الإِمَامِ لَهُ قِرَاءَةٌ (دار قطني)

(91) «È narrato da Hazrat Abdullah bin Saddad (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Per chi prega dietro un imam, la recitazione dell’imam è sufficiente.” (Cioè, il muqtadi non deve recitare.) (Dar Qutni)

Spiegazione: i due hadith sopra riportati costituiscono una forte argomentazione a favore dell’Imam Abu Hanifa riguardo al non recitare dietro l’imam.

(۹۲) وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَلَّيْتُ مَعَ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَأَبِي بَكْرٍ وَعُمَرَ وَعُثْمَانَ رِضْوَانُ اللَّهِ عَلَيْهِمْ فَلَمْ أَسْمَعُ أَحَدًا مِنْهُمْ يَقْرَأُ بسمِ اللهِ الرَّحْمَنِ الرَّحِيمِ وَفِي رِوَايَةٍ فَكَانُوا لَا يَجْهَرُونَ بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَنِ الرَّحِيمِ
أحمد – مسلم – نسائي)

(92) «È narrato da Hazrat Anas bin Malik (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli dice: ho pregato dietro il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), Hazrat Abu Bakr, Hazrat Umar e Hazrat Uthman (che Allah sia soddisfatto di loro), ma non ho sentito nessuno di loro recitare “Bismillahir Rahmanir Rahim”. Secondo un’altra narrazione, non ho sentito nessuno di loro recitare “Bismillahir Rahmanir Rahim” ad alta voce. (Ahmad, Muslim, Nasa’i)

Spiegazione: il suddetto hadith costituisce una prova a favore dell’Imam Abu Hanifa riguardo al non recitare ad alta voce “Bismillahir Rahmanir Rahim” prima della recitazione nella preghiera.

(۹۳) وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَمَرَنَا أَنْ نَقْرَأَ بِفَاتِحَةِ الْكِتَابِ وَمَا تَيَسَّرَ (أبو داود)

(93) «È narrato da Hazrat Abu Sa’id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli dice: ci è stato ordinato di recitare nella preghiera la sura al-Fatiha e, per quanto ci sia possibile, anche un’altra parte del Corano.» (Abu Dawud)

Spiegazione: sulla base dei suddetti hadith, l’Imam Shafi‘i e l’Imam Ahmad ibn Hanbal hanno dichiarato obbligatoria la recitazione della Sura al-Fatiha nella preghiera. L’Imam Abu Hanifa (che Allah abbia misericordia di lui), invece, l’ha dichiarata wajib. Secondo l’Imam Abu Hanifa, è obbligatorio recitare una qualsiasi parte del Corano. Recitando la Sura al-Fatiha o un’altra parte del Corano, l’obbligo viene assolto; tuttavia, se la Sura al-Fatiha non viene recitata nella preghiera, si omette il wajib e la preghiera non sarà completa. L’espressione dell’hadith «la sua preghiera è incompleta» ne costituisce la prova.

(٩٤) وَعَنْ عُبَادَةَ بْنِ الصَّامِتِ قَالَ كُنَّا خَلْفَ النَّبِيِّ فِي صَلَاةِ الْفَجْرِ فَقَرَأَ فَتَقُلَتْ عَلَيْهِ الْقِرَاءَةُ فَلَمَّا فَرَغَ قَالَ لَعَلَّكُمْ تَقْرَؤُوْنَ خَلْفَ إِمَامِكُمْ قُلْنَا نَعَمْ يَا رَسُوْلَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ لَا تَفْعَلُوْا إِلَّا بِفَاتِحَةِ الْكِتَابِ فَإِنَّهُ لَا صَلَاةَ لِمَنْ لَمْ يَقْرَأْ بِهَا
أبو داود – ترمذي – نسائي)

(94) «Hazrat ‘Ubada ibn Samit racconta: un giorno eravamo dietro al Profeta nella preghiera dell’alba. Egli recitava il Corano, ma la recitazione gli risultava difficile. Dopo aver terminato la preghiera, il Profeta disse: “Mi sembra che recitiate dietro il vostro imam”. Rispondemmo: “Sì, o Messaggero di Allah”. Egli disse: “Non fatelo, ma recitate la Sura al-Fatiha, poiché la preghiera di chi non la recita non è valida”». (Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i)

Spiegazione: dal suddetto hadith si comprende che anche dietro l’imam si deve recitare la Sura al-Fatiha. Questa è l’opinione dell’Imam Ahmad ibn Hanbal. Secondo l’Imam Abu Hanifa, in nessuna circostanza si deve recitare la Sura al-Fatiha dietro l’imam, poiché Allah dice:

وَإِذَا قُرِأَ الْقُرْآنُ فَاسْتَمِعُوْا لَهُ وَانْصِتُوا
(الْأَعْرَاف – ٢٠٤)

Significato: «Quando viene recitato il Corano, ascoltatelo con attenzione». (al-A‘raf 204)

Inoltre, nell’hadith è riportato:وَإِذَا قَرَءَ فَانْصِتُوا

cioè: «Quando l’imam recita il Corano, voi rimanete in silenzio»

L’Imam Malik afferma che, nella preghiera in cui l’imam recita ad alta voce, il muqtadī non recita la Sūrat al-Fātiḥah, ma ascolta la recitazione dell’imam. Invece, nella preghiera in cui l’imam recita sottovoce, il muqtadī recita la Sūrat al-Fātiḥah. Shah Waliullah ha sostenuto proprio questa opinione e anche Maulana Mawdudi la metteva in pratica. In questo modo si agisce secondo entrambi gli hadith.

(٩٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ انْصَرَفَ مِنْ صَلَاةٍ جَهَرَ فِيهَا بِالْقِرَاءَةِ فَقَالَ هَلْ قَرَأَ مَعِي أَحَدٌ مِنْكُمْ آئِفًا فَقَالَ رَجُلٌ نَعَمْ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ إِنِّي أَقُولُ مَا لِي أُنَازِعُ الْقُرْآنَ قَالَ فَانْتَهَى النَّاسُ عَنِ الْقِرَاءَةِ مَعَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِيْمَا جَهَرَ فِيْهِ بِالْقِرَاءَةِ مِنَ الصَّلَوَاتِ حِيْنَ سَمِعُوا ذَالِكَ مِنْ رَّسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ
(رواه مالك – أحمد – أبو داود – الترمذي – والنسائي)

(95) «È narrato da Hazrat Abu Huraira (r.a.) che una volta il Profeta (s.a.w.) terminò una preghiera nella quale aveva recitato ad alta voce. Poi il Profeta (s.a.w.) disse: “Qualcuno di voi ha recitato poco fa insieme a me durante la preghiera?”. Un uomo rispose: “Sì, o Messaggero di Allah”. Udendo ciò, il Messaggero (s.a.w.) disse: “Pensavo tra me e me: perché la recitazione del Corano mi risultava difficoltosa nella mia preghiera?”. Abu Huraira riferisce: “Da allora la gente si astenne dal recitare dietro il Messaggero (s.a.w.) nelle preghiere recitate ad alta voce”.»
(Malik, Ahmad, Abu Dawud, Tirmidhi, Nasāʾī)

Spiegazione: secondo l’Imam Abu Hanifa, in virtù di questo hadith, tutti gli hadith riguardanti la recitazione dietro l’imam sono stati abrogati.

Descrizione del rukūʿ

Rukūʿ significa piegarsi a metà, chinarsi. Nel linguaggio della Sharīʿah, il rukūʿ consiste nel chinarsi durante la preghiera, appoggiandosi sulle ginocchia, per manifestare umiltà davanti ad Allah. Esso è unanimemente considerato un atto obbligatorio della preghiera. Allah dice nel Corano:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا ارْكَعُوا وَاسْجُدُوا (سورة الحج – (۷۷)

Vale a dire: «O voi che credete, inchinatevi e prosternatevi». (Sūra al-Ḥajj, 77)

Rimanendo nella posizione del rukūʿ, si devono recitare alcuni tasbīḥ; poi, sollevando la testa dal rukūʿ e stando eretti per qualche istante (per la durata della recitazione di un tasbīḥ), si deve rimanere in quella posizione. Solo allora sarà adempiuto l’obbligo del rukūʿ.

(٩٦) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَقِيمُوا الرُّكُوعَ وَالسُّجُودَ فَوَاللَّهِ
إِنِّي لَأَرَاكُمْ مِنْ بَعْدِي (بخاري – مسلم)

(96) «Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Eseguite correttamente il rukūʿ e il sujūd. Per Allah, certamente vi vedo anche da dietro di voi.”» (Bukhārī, Muslim)

(۹۷) وَعَنْ عُقْبَةَ بْنِ عَامِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ لَمَّا نَزَلَتْ فَسَبِّحْ بِاسْمِ رَبِّكَ الْعَظِيمٍ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ اجْعَلُوْهَا فِي رُكُوعِكُمْ فَلَمَّا نَزَلَتْ سَبِّحِ اسْمَ رَبِّكَ الْأَعْلَى قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ اجْعَلُوْهَا فِي سُجُودِكُمْ
أبو داود – ابن ماجة – دارمي)

(97) «Uqba ibn ʿĀmir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: quando fu rivelato “Fa-sabbiḥ bi-smi rabbika al-ʿaẓīm”, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Recitatelo nel vostro rukūʿ.” E quando fu rivelato “Sabbiḥ isma rabbika al-aʿlā”, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Recitatelo nel vostro sujūd.”» (Abū Dāwūd, Ibn Mājah, Dārimī)

Spiegazione: il Messaggero ordinò di recitare alternativamente i due tasbīḥ sopra menzionati nel rukūʿ e nel sujūd.

Descrizione del sujūd

Sujūd significa prostrarsi e porre la fronte a terra. Nella terminologia della Sharīʿa, sujūd indica il porre la fronte a terra durante la preghiera, davanti ad Allah, per manifestare la massima umiltà. Il sujūd è uno degli obblighi della preghiera. In ogni rakʿa si devono compiere due sujūd. Tra i due sujūd si deve rimanere seduti eretti e attendere per la durata della recitazione di un tasbīḥ, affinché il corpo diventi completamente diritto. Nella terminologia della Sharīʿa ciò è chiamato “taʿdīl al-arkān”. Secondo la maggior parte degli imam, il taʿdīl al-arkān è obbligatorio. Se viene omesso, la preghiera sarà invalida.

(۹۸) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ
اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أُمِرْتُ أَنْ أَسْجُدَ عَلَى سَبْعَةٍ أَعْظَمِ عَلَى الْجَبْهَةِ وَالْيَدَيْنِ وَالرُّكْبَتَيْنِ وَأَطْرَافِ الْقَدَمَيْنِ وَلَا نَكْفِتَ التَّيَابَ وَلَا الْشَّعْرَ
(بخاري – مسلم)

(98) «Hazrat Ibn ʿAbbās (raḍiya Allāhu ʿanhumā) disse: il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) ha detto: “Mi è stato ordinato di prosternarmi su sette ossa (parti del corpo): la fronte, entrambe le mani, entrambe le ginocchia e le estremità di entrambi i piedi. E di non raccogliere gli abiti né sistemare i capelli [durante la prosternazione].”
(Bukhārī – Muslim)

Spiegazione: secondo la maggior parte degli imam, è obbligatorio poggiare a terra sia il naso sia la fronte. Secondo l’imam Abū Ḥanīfa, la prosternazione è valida anche poggiando soltanto la fronte, ma la preghiera sarà makrūh. Durante la prosternazione bisogna tenere entrambi i piedi a contatto con il suolo. Se entrambi i piedi si sollevano contemporaneamente da terra, la preghiera sarà invalida; se si solleva un solo piede, la preghiera sarà makrūh. Durante la prosternazione è makrūh sistemare gli abiti e aggiustare i capelli. È indispensabile rimanere nella posizione tra le due prosternazioni per la durata di una tasbīḥ.

(۹۹) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ اعْتَدِلُوا فِي السُّجُودِ وَلَا يَبْسُطُ أَحَدُكُمْ ذِرَاعَيْهِ الْيَسَاطَ الْكَلب (بخاري – مسلم)

(99) «Da Anas (raḍiya Allāhu ʿanhu) è narrato; egli disse: il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) ha detto: “Eseguite correttamente la prosternazione (adempiendone il dovuto) e nessuno di voi, durante la prosternazione, stenda le braccia a terra come fa un cane.”»
(Bukhārī, Muslim)

(۱۰۰) وَعَنْ عَلِيِّ بْنِ شَيْبَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ لَا صَلَاةَ لِمَنْ لَمْ يُقِمْ صُلْبَهُ فِي الرُّكُوعِ وَالسُّجُودِ أحمد – ابن ماجة)

(100) «Da ʿAlī ibn Saybān (raḍiya Allāhu ʿanhu) è narrato; il Messaggero (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) ha detto: “Non vi è preghiera per colui che non mantiene la schiena dritta durante l’inchino e la prosternazione.”»
(Aḥmad, Ibn Mājah)

Spiegazione: tra l’inchino e la prosternazione bisogna stare in piedi con la schiena completamente dritta. Analogamente, tra le due prosternazioni bisogna sedersi con la schiena completamente dritta. Nella terminologia della Sharīʿa ciò è chiamato “ṭumaʾnīna”. La sua durata è almeno quella necessaria per recitare una tasbīḥ. Secondo la maggior parte degli imam, ciò è obbligatorio.

(۱۰۱) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ بَيْنَ السَّجْدَتَيْنِ اللَّهُمَّ اغْفِرْ لِي وَارْحَمْنِي وَاهْدِنِي وَعَافِنِي وَارْزُقْنِي
(أبو داود – ترمذي)

(১০১) «Hazrat Ibn Abbas (che Allah si compiaccia di lui) disse: il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) recitava la seguente supplica tra le due prosternazioni: “Allahummaghfir li, warhamni, wahdini, wa‘afini, warzuqni”. (Abu Dawud, Tirmidhi)

(۱۰۲) وَعَنْ حُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يَقُولُ بَيْنَ السَّجْدَتَيْنِ رَبِّ اغْفِرْ لِي
(نسائي – دارمي)

(১০২) «Hazrat Hudhayfa (che Allah si compiaccia di lui) disse: il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), tra le due prosternazioni, dicevaرَبِّ اغْفِرْلِي: “Rabbighfir li”.» (Nasa’i, Darimi)

Spiegazione: I due hadith sopra riportati dimostrano che, quando il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) sedeva tra le due prosternazioni, recitava una supplica mentre era seduto. A volte prolungava la supplica e a volte la abbreviava. Coloro che recitano una supplica tra le due prosternazioni e, sollevando la testa dal rukū‘, recitano “Rabbana lakal-hamd” adempiono correttamente al ta‘dīl al-arkān. Perciò è preferibile recitare la supplica.

(۱۰۳) وَعَنِ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ عَلِّمَنِي رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ التَّشَهُدَ كَمَا يُعَلِّمُنِي السُّورَةَ مِنَ الْقُرْآنَ التَّحِيَّاتُ لِلَّهِ وَالصَّلَوَاتُ وَالطَّيِّبَاتُ السَّلَامُ عَلَيْكَ أَيُّهَا النَّبِيُّ وَرَحْمَةُ اللَّهِ وَبَرَكَتُهُ، السَّلامُ عَلَيْنَا وَعَلَى عِبَادِ اللَّهِ الصَّالِحِيْنَ، أَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ (بخاري – مسلم)

(১০৩) «Riferito da Hazrat Ibn Mas‘ud (che Allah si compiaccia di lui), egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ci insegnò il tashahhud proprio come ci insegnava la recitazione di una sura del Corano.» (Il Profeta diceva)

التَّحِيَّاتُ لِلَّهِ وَالصَّلَوَاتُ وَالطَّيِّبَاتُ وَالسَّلَامُ عَلَيْنَا وَعَلَى عِبَادِ اللَّهِ الصَّالِحِيْنَ أَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ (بخاري – مسلم)

Spiegazione: riguardo a quale tashahhud il Profeta (pace e benedizioni su di lui) recitasse nella preghiera, oltre a Ibn Masʿūd è stato riferito che Ḥaḍrat Ibn ʿAbbās e Ḥaḍrat Jābir (che Allah sia soddisfatto di loro) recitassero un altro tashahhud. Tuttavia, l’opinione unanime della maggior parte dei muḥaddithīn è che, riguardo al tashahhud, la trasmissione di Ḥaḍrat ʿAbdullāh ibn Masʿūd sia più affidabile e accettabile. L’Imam Abū Ḥanīfa ha adottato proprio il tashahhud di Ibn Masʿūd.

(١٠٤) وَعَنِ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ يَقُولُ مِنَ السُّنَّةِ إِخْفَاءُ التَّشَهر (أبو داود – ترمذي)

(104) «È riferito da Ḥaḍrat Ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli diceva: recitare il tashahhud a bassa voce è una sunnah.» (Abū Dāwūd, Tirmidhī)

(١٠٥) وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كُنَّا نَقُولُ قَبْلَ أَنْ يُفْرَضَ عَلَيْنَا التَّشْهَدُ السَّلَامُ عَلَى اللهِ السَّلَامُ عَلَى جِبْرِيلَ وَمِيكَائِيْلَ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تَقُولُ هَكَذَا وَلَكِنْ قُولُوا التَّحِيَّاتُ لِلَّهِ وَالصَّلَوَاتُ وَالطَّيِّبَاتُ السَّلَامُ عَلَيْكَ أَيُّهَا النَّبِيُّ وَرَحْمَةُ اللهِ وَبَرَكَتُهُ، السَّلَامُ عَلَيْنَا وَعَلَى عِبَادِ اللَّهِ الصَّالِحِيْنَ، أَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ (دار قطني)

(105) «Ḥaḍrat ʿAbdullāh ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: prima che il tashahhud fosse reso obbligatorio per noi, dicevamo:

السَّلَامُ عَلَى اللَّهِ السَّلَامُ عَلَى جِبْرِيلَ وَمِيكَائِيْلَ

Il Profeta ci disse: «Non recitatelo più in questo modo; recitate invece التَّحِيَّاتُ لِلَّهِ … إلى آخر الدعاء (Dāraquṭnī)

Spiegazione: in altre parole, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ci insegnò il modo di recitare il tashahhud.

(١٠٦) وَعَنْ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ لَا تُجْزِي صَلاةٌ إِلَّا بِتَشَهُرٍ (بخاري)

(১০৬) «Da ʿUmar ibn al-Khattab (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato che disse: “La preghiera non è valida senza la recitazione del tashahhud.” (Bukhari)

Spiegazione: Alla luce del suddetto hadith, l’Imam al-Shafiʿi e Ahmad ibn Hanbal hanno dichiarato obbligatoria la recitazione del tashahhud nella preghiera. L’Imam Abu Hanifa (che Allah sia soddisfatto di lui), invece, l’ha dichiarata wajib. Tuttavia, la seduta finale della preghiera, cioè il “qaʿdah akhirah”, è considerata obbligatoria da tutti.

Fare un gesto con l’indice durante la recitazione del tashahhud

(۱۰۷) وَعَنِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا قَعَدَ فِي التَّشَهُدِ وَضَعَ يَدَهُ الْيُسْرَى عَلَى رُكْبَتِهِ الْيُسْرَى وَوَضَعَ يَدَهُ الْيُمْنَى عَلَى رُكْبَتِهِ الْيُمْنَى وَعَقَدَ ثَلَاثَةٌ وَخَمْسِينَ وَأَشَارَ بِالسَّبَّابَةِ وَرَفَعَ إِصْبَعَهُ الْيُمْنَى الَّتِي تَلِيَ الْإِبْهَامَ يَدْعُوْنِهَا وَيَدُهُ الْيُسْرَى عَلَى رُكْبَتِهِ بَاسِطُهَا عَلَيْهَا
(مسلم – نيل الأوطار)

(۱۰۷) «Hazrat Ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Quando il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) si sedeva per recitare il tashahhud, poneva la mano sinistra sul ginocchio sinistro e la mano destra sul ginocchio destro. In quel momento chiudeva le dita come per indicare il numero cinquantatré e faceva un gesto con l’indice. In un’altra narrazione si riferisce che, quando il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) si sedeva per la preghiera, poneva entrambe le mani sulle rispettive ginocchia, sollevava il dito che si trova accanto al pollice della mano destra e con esso faceva una supplica. La mano sinistra rimaneva distesa sul ginocchio sinistro.” (Muslim)

Spiegazione: Quando gli Arabi contavano con le dita, per rappresentare il numero 53 chiudevano il mignolo, l’anulare e il medio, tenendo l’indice eretto. È proprio questo che viene menzionato nell’hadith.

Da questo hadith e dalle narrazioni di diversi altri hadith si apprende che, durante la recitazione del tashahhud, il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) teneva eretto l’indice e faceva un gesto per affermare che Allah è Uno e senza associati; ciò è una sunnah. Tuttavia, talvolta faceva il gesto con le dita chiuse e l’indice sollevato, mentre altre volte lo faceva tenendo le dita distese. Sollevava il dito quando pronunciava “la ilaha” e lo abbassava quando pronunciava “illallah”.

Recitare il durūd nella preghiera

(۱۰۸) وَعَنْ عَبْدِ الرَّحْمَنِ بْنِ أَبِي لَيْلَى قَالَ لَقِيَنِي كعْبُ بْنُ عُجْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ فَقَالَ أَلَا أُهْدِي لَكَ هدِيَّةٌ سَمِعْتُهَا مِنَ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقُلْتُ

بَلَى فَأَهْدِهَا لِي فَقَالَ سَأَلْنَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقُلْنَا يَا رَسُولَ اللَّهِ كَيْفَ الصَّلَاةُ عَلَيْكُمْ أَهْلَ الْبَيْتِ فَإِنَّ اللَّهَ قَدْ عَلَّمَنَا كَيْفَ نُسَلِّمُ عَلَيْكَ قَالَ قُوْلُوْا اللَّهُمَّ صَلِّ عَلَى مُحَمَّدٍ وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ كَمَا صَلَّيْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ اللَّهُمَّ بَارِكْ عَلَى مُحَمَّدٍ وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ كَمَا بَارَكْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ
(بخاري – مسلم)

(108) «Hazrat ʿAbd al-Rahman ibn Abī Laylā racconta: Una volta incontrai Hazrat Kaʿb ibn ʿUjra. Egli disse: “O ʿAbd al-Rahman, vuoi che ti offra un dono che ho udito dal nobile Profeta?”. Risposi: “Sì, dammelo”. Allora egli disse: “Una volta chiedemmo al Messaggero: «O Messaggero di Allah, Allah ci ha insegnato come invocare benedizioni su di te. Dicci come dobbiamo recitare il durūd su di te e sulla tua famiglia». Il Profeta disse: “Direte così:

اللَّهُمَّ صَلِّ عَلَى مُحَمَّدٍ وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ كَمَا صَلَّيْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ اللَّهُمَّ

بَارِكْ عَلَى مُحَمَّدٍ وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ كَمَا بَارَكْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ
(بخاري – مسلم)

Spiegazione: durūd è una parola persiana. In arabo si dice “salāt”. Recitare il durūd sul Messaggero, anche una sola volta nella vita, è obbligatorio. Tuttavia, recitare il durūd nell’ultima seduta della preghiera, dopo l’Attahiyyāt, è sunna. Secondo l’Imam al-Shāfiʿī, recitare il durūd nella preghiera è obbligatorio.

(۱۰۹) وَعَنْ فُضَالَةَ بْنَ عُبَيْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سَمِعَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَجُلًا يَدْعُوْ فِي صَلَاتِهِ فَلَمْ يُصَلِّ عَلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ عَجَّلَ هَذَا ثُمَّ دَعَاهُ فَقَالَ لَهُ أَوْ لِغَيْرِهِ إِذَا صَلَّى أَحَدُكُمْ فَلْيَبْدَأَ بِتَحْمِيدِ اللَّهِ وَالثَّنَاءِ عَلَيْهِ ثُمَّ لِيُصَلِّ عَلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ثُمَّ لِيَدْعُ بَعْدُ مَا شَاءَ (ترمذي)

(109) «È stato riferito da Hazrat Fudāla ibn ʿUbayd (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) udì un uomo supplicare durante la preghiera, ma questi non aveva recitato il durūd sul Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). Il Profeta disse: “Quest’uomo si è affrettato”. Poi il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) lo chiamò e gli disse, oppure chiamò un’altra persona e, alla sua presenza, le disse: “Quando uno di voi prega, cominci con la lode e la glorificazione di Allah»

e poi reciti il durūd sul Profeta. Dopo il durūd, supplichi come desidera» (Tirmidhi).

Spiegazione: il suddetto hadith dimostra che prima della supplica bisogna recitare il durūd. L’hadith dimostra inoltre che il durūd nella preghiera è sunna, non obbligatorio. Infatti, se fosse stato obbligatorio, avrebbe ordinato alla persona sopra menzionata di ripetere la preghiera.

Supplicare dopo il durūd nell’ultima seduta

(۱۱۰) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا فَرَغَ أَحَدُكُمْ مِنَ التَّشَهُرِ الْآخِرِ فَلْيَتَعَوَّذَ بِاللَّهِ مِنْ أَرْبَعٍ مِنْ عَذَابِ جَهَنَّمَ وَمِنْ عَذَابِ الْقَبْرِ وَمِنْ فِتْنَةِ الْمَحْيَاءِ وَالْمَمَاتِ وَمِنْ شَرِّ الْمَسِيحِ الدَّجَّالِ (مسلم)

(110) «È stato riferito da Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Quando uno di voi termina il tashahhud nell’ultima rakʿa, chieda ad Allah protezione da quattro cose: dal castigo dell’Inferno, dal castigo della tomba, dalla tentazione della vita e della morte e dal male del Dajjāl monocolo”» (Muslim).

Spiegazione: nel suddetto hadith il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha incoraggiato a supplicare durante la preghiera dopo il durūd. Tuttavia, supplicare nella preghiera dopo il durūd è mustahabb.

Concludere la preghiera con il salām

(۱۱۱)
وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنْ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مِفْتَاحُ الصَّلَاةِ الطُّهُورُ وَتَحْرِيمُهَا التَّكْبِيرُ وَتَحْلِيلُهَا التَّسْلِيمُ
(أحمد – أبو داود – ابن ماجة – ترمذي)

(111) «Da Ḥaḍrat ʿAlī (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “La chiave della preghiera è la purità; il suo taḥrīm (la porta d’ingresso) è il takbīr; e la sua conclusione è il salām.”» (Aḥmad, Abū Dāwūd, Ibn Mājah, Tirmidhī)

(۱۱۲) وَعَنِ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يُسَلِّمُ عَنْ يَمِينِهِ وَعَنْ يَسَارِهِ السَّلَامُ عَلَيْكُمْ وَرَحْمَةُ اللهِ السَّلَامُ عَلَيْكُمْ وَرَحْمَةُ اللهِ حَتَّى يُرَى بِيَاضُ خَدِهِ
(أحمد – مسلم – نسائي – ابن ماجة)

(112) «Da Ḥaḍrat Ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) pronunciava il salām sia verso destra sia verso sinistra durante la preghiera. Diceva: “As-salāmu ʿalaykum wa raḥmatullāh, as-salāmu ʿalaykum wa raḥmatullāh”; e, accompagnando il salām con il movimento verso destra e verso sinistra, si voltava tanto da rendere visibile il candore delle sue guance.» (Aḥmad, Muslim, Nasāʾī, Ibn Mājah)

Spiegazione: tutti gli imam sono concordi nel ritenere obbligatorio concludere la preghiera con il salām. Tuttavia, riguardo al fatto che sia obbligatorio pronunciarlo in entrambe le direzioni o soltanto in una, gli imam hanno opinioni divergenti.

Sedersi rivolti verso i fedeli dopo la preghiera

(۱۱۳) وَعَنْ سَمُرَةَ بْنِ جُنْدُبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا صَلَّى صَلَاةٌ أَقْبَلَ
عَلَيْنَا بِوَجْهِهِ (بخاري)

(113) «Ḥaḍrat Samura ibn Jundub (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Quando il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) terminava la preghiera, si sedeva rivolto verso di noi.”» (Bukhārī)

(١١٤) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَنْصَرِفُ عَنْ يَمِينِهِ (مسلم)

(114) «È narrato da Anas (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), al termine della preghiera, sedeva rivolto verso destra.» (Muslim)
Spiegazione: al termine delle preghiere che non sono seguite da una preghiera sunnah dopo quella obbligatoria, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) si sedeva rivolto verso i fedeli, talvolta verso sinistra e talvolta verso destra. Invece, quando la preghiera obbligatoria era seguita da una preghiera sunnah, dopo la preghiera si spostava altrove e recitava la preghiera sunnah.

(١١٥) وَعَنْ عَطَاءِ بْنِ الْخُرَاسَانِي عَنِ الْمُغِيْرَةَ رَضِيَ اللهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يُصَلِّي الْإِمَامُ فِي الْمَوَضَعِ الَّذِي صَلَّى فِيْهِ حَتَّى يَتَحَوَّلَ
(أبو داود)

(115) «ʿAṭāʾ ibn Khurāsānī ha narrato da al-Mughīra (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “L’imam non deve pregare un’altra preghiera nello stesso luogo in cui ha eseguito la preghiera obbligatoria; piuttosto, si sposti da quel luogo.”» (Abū Dāwūd)

Spiegazione: non eseguirà la preghiera sunnah nello stesso modo e nello stesso luogo in cui ha eseguito la preghiera obbligatoria, ma ne cambierà la disposizione. In altre parole, si sposterà dal luogo in cui si trovava e pregherà la sunnah, affinché un eventuale nuovo arrivato possa capire che l’imam non sta più guidando la preghiera, bensì sta recitando la preghiera sunnah.

Recitare la supplica dopo la preghiera

(١١٦) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَخَذَ بِيَدِي رَسُولُ اللَّهِ فَقَالَ إِنِّي لَأُحِبُّكَ يَا مُعَادُ فَقُلْتُ أَنَا أُحِبُّكَ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ فَلَا تَدَعْ أَنْ تَقُوْلَ فِي دُبُرِ كُلِّ صَلَاةٍ رَبِّ أَعِنِّي عَلَى ذِكْرِكَ وَشُكْرِكَ وَحُسْنِ عِبَادَتِكَ (أحمد أبو داود – نسائي)

(116) «Muʿādh ibn Jabal (che Allah sia compiaciuto di lui) disse: “Un giorno il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) mi prese per mano e disse: ‘O Muʿādh, io ti amo’. Io risposi: ‘O Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), anch’io ti amo’. Allora il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: ‘O Muʿādh, reciterai certamente questa supplica dopo ogni preghiera.’”

رَبِّ أَعِنِّي عَلَى ذِكْرِكَ وَشُكْرِكَ وَحُسْنِ عِبَادَتِكَ
(Ahmad, Abu Dawud, an-Nasa’i)

(۱۱۷) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا سَلَّمَ لَمْ يَقْعُدْ إِلَّا مِقْدَارَ مَا يَقُولُ اللَّهُمَّ أَنْتَ السَّلَامُ وَمِنْكَ السَّلَامُ تَبَارَكْتَ يَا ذَا الْجَلَالِ وَالْإِكْرَامِ” (مسلم)

(117) «Hazrat Aisha (che Allah si compiaccia di lei) disse: dopo aver pronunciato il saluto della preghiera, il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rimaneva seduto soltanto per il tempo necessario a recitare la seguente supplica.»

اللَّهُمَّ أَنْتَ السَّلَامُ وَمِنْكَ السَّلَامُ تَبَارَكْتَ يَا ذَا الْجَلَالِ وَالْإِكْرَامِ

Significato: «O Allah, Tu sei pace e da Te proviene la pace. Tu sei benedetto, o Possessore della maestà e dell’onore.»

(۱۱۸)
وَعَنْ مُغِيرَةَ بْنِ شُعْبَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يَقُولُ فِي دُبُرِ كُلِّ صَلَاةٍ

مَكْتُوبَةٍ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَحْدَهُ لَا شَرِيكَ لَهُ لَهُ الْمُلْكُ وَلَهُ الْحَمْدُ وَهُوَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيْرٍ أَللَّهُمَّ لَا مَانِعَ لِمَا أَعْطَيْتَ وَلَا مُعْطِيَ لِمَا مَنَعْتَ وَلَا يَنْفَعُ ذَا الْجَدِّ مِنْكَ الْجَدُّ (بخاري – مسلم)

(118) «È narrato da Hazrat Mugheira ibn Shu’ba (che Allah si compiaccia di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) diceva dopo ogni preghiera obbligatoria,

لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَحْدَهُ لَا شَرِيكَ لَهُ … إلى آخر

“Non c’è altra divinità all’infuori di Allah. Egli è unico e non ha associati. A Lui appartengono il regno e la lode, ed Egli è onnipotente. O Allah, nessuno può impedire ciò che Tu concedi, né può concedere ciò che Tu impedisci. E nessun uomo ricco può proteggere la propria ricchezza da Te.” (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) recitava alcune suppliche e formule dopo la preghiera obbligatoria. Ciò è dimostrato dalle narrazioni degli hadith sopra riportati. Dopo le preghiere obbligatorie seguite da una preghiera sunnah, recitava una supplica più lunga. Tuttavia, non si trova alcuna prova che egli facesse regolarmente una munajat o una supplica collettiva insieme ai fedeli dopo la preghiera. In seguito, alcuni giuristi l’hanno considerata meritoria, ma non è corretto ritenerla obbligatoria.

La recitazione del tasbih dopo la preghiera

(۱۱۹) وَعَنْ كَعْبِ بْنِ عُجْرَةَ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مُعَقِبَاتٌ لَا يَخِيْبُ قَائِلُهُنَّ أَوْ فَائِلُهُنَّ دُبُرَ كُلِّ صَلَاةٍ مَكْتُوبَةٍ ثَلاثُ وَثَلاثُونَ تَسْبِيحَةٌ وَثَلاثُ وَثَلاتُوْنَ تَحْمِيدَةً وَأَرْبَعُ وَثَلاتُوْنَ تَكْبِيرَةً (مسلم)

(119) “Hazrat Ka’b ibn ‘Ujrah riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: vi sono alcune formule che chiunque reciti al termine di ogni preghiera obbligatoria non rimarrà mai deluso. Esse sono: 33 volte «Subhanallah», 33 volte «Alhamdulillah» e 34 volte «Allahu Akbar».” (Muslim)

(۱۲۰) وَعَنْ أَبِي أُمَامَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قِيْلَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَيُّ الدُّعَاءِ أَسْمَعُ قَالَ جَوْفَ اللَّيْلِ الْآخِرِ وَدُبُرِ الصَّلَوَاتِ الْمَكْتُوبَةِ (ترمذي)

(120) “Hazrat Abu Umamah (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: qualcuno chiese al Messaggero (pace e benedizioni su di lui): «O Messaggero di Allah, quale supplica viene esaudita più rapidamente?» Il Profeta rispose: «La supplica dell’ultima parte della notte e quella dopo la preghiera obbligatoria».” (Tirmidhi)

(۱۲۱)
وَعَنْ عُقْبَةَ بْنِ عَامِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَمَرَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ أَقْرَأَ بِالْمُعَوَّذَاتِ فِي دُبُرِ كُلِّ صَلاة (أحمد – أبو داود – نسائي)

(121) «Hazrat Uqba ibn Amir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) mi ordinò di recitare le Muʿawwidhatayn al termine di ogni preghiera.”» (Ahmad, Abu Dawud, Nasāʾī)

Spiegazione: le sure «al-Falaq» e «an-Nās» sono chiamate «Muʿawwidhatayn». Anche queste due sure sono in realtà particolari forme di supplica ad Allah, mediante le quali si chiede aiuto ad Allah contro i danni arrecati dai jinn e dagli esseri umani. Queste due sure furono rivelate al Messaggero (pace e benedizioni su di lui) quando un ebreo di nome Labīd gli fece un sortilegio. Il Messaggero (pace e benedizioni su di lui), recitando queste due sure e chiedendo l’aiuto di Allah, si liberò dell’effetto della magia. Forse, a causa di una particolare circostanza riguardante Hazrat Uqba ibn Amir, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) gli disse di recitare queste due sure dopo la preghiera. Al termine delle preghiere obbligatorie dopo le quali non vi è una preghiera sunnah, è preferibile recitare le «Muʿawwidhatayn» insieme alle altre suppliche.

Azioni vietate durante la preghiera

(۱۲۲)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كُنَّا نُسَلِّمُ عَلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَهُوَ فِي الصَّلاةِ فَيَرُدُّ عَلَيْنَا فَلَمَّا رَجَعْنَا مِنْ عِنْدِ النَّجَاشِي سَلَّمْنَا عَلَيْهِ فَلَمْ يَرُدَّ عَلَيْنَا فَقُلْنَا يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كُنَّا نُسَلِّمُ عَلَيْكَ فِي الصَّلَاةِ فَتَرُدُّ
عَلَيْنَا فَقَالَ إِنَّ فِي الصَّلَاةِ لَشْغُلا (بخاري – مسلم)

(122) «Hazrat Abd Allah ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) era in preghiera, lo salutavamo ed egli rispondeva al nostro saluto. In seguito, quando tornammo dall’Negus (dopo l’emigrazione in Abissinia), lo salutammo mentre era in preghiera, ma egli non rispose al nostro saluto. Gli chiedemmo: ‘O Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui), prima ti salutavamo durante la preghiera e tu rispondevi al nostro saluto! Perché ora non rispondi?’. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: ‘Nella preghiera vi sono occupazioni importanti’.”» (per le quali non è possibile parlare d’altro). (Bukhari, Muslim)

(۱۲۳)
وَعَنْ زَيْدِ بْنِ أَرْقَمَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كُنَّا نَتَكَلَّمُ فِي الصَّلَاةِ يُكَلِّمُ الرَّجُلُ مِنَّا صَاحِبَهُ وَهُوَ إِلَى جَنْبِهِ فِي الصَّلَاةِ حَتَّى نَزَلَتْ وَقُومُوا لِلَّهِ قَانِتِينَ فَأُمِرْنَا بالسُّكُوتِ وَنُهِينَا عَنِ الْكَلَامِ
بخاري – مسلم – ترمذي)

(123) «Hazrat Zayd ibn Arqam (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Un tempo parlavamo durante la preghiera; a volte un orante parlava con l’orante che stava in piedi accanto a lui. Dopodiché

وَقُومُوا لِلَّهِ قَانِتِينَ

«Dopo la rivelazione di questo versetto, ci fu ordinato di rimanere in silenzio durante la preghiera e di non parlare.» (Bukhari, Muslim, Tirmidhi)

Spiegazione: All’inizio era permesso pronunciare il saluto e parlare un poco durante la preghiera. In seguito ciò fu completamente vietato. Pertanto, se qualcuno parla mentre sta pregando, la sua preghiera diventa invalida.

(١٢٤) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ يَا أَنَسُ اجْعَلْ بَصَرَكَ حَيْثُ تَسْجُدُ
(بيهقي)

(124) «Da Anas (r.a.) è narrato che il nobile Profeta (s.a.w.) disse: “O Anas, mantieni lo sguardo fisso sul punto in cui ti prostri.”» (Bayhaqi)

Descrizione delle due prosternazioni per dimenticanza

(١٢٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّ أَحَدَكُمْ إِذَا قَامَ يُصَلِّي جَاءَهُ الشَّيْطَانُ فَلَبَّسَ عَلَيْهِ حَتَّى لَا يَدْرِيَ كَمْ صَلَّى فَإِذَا وَجَدَ ذَالِكَ أَحَدُكُمْ فَلْيَسْجُدْ سَجْدَتَيْنِ وَهُوَ جالِس (بخاري – مسلم)

(125) «Abu Hurayra (r.a.) riferì che il Messaggero (s.a.w.) disse: “Quando uno di voi si alza per pregare, Satana viene e gli crea confusione nella preghiera, al punto che non riesce a dire quante rakʿat abbia pregato. Quando ciò accade a uno di voi, esegua allora due prosternazioni mentre è seduto.”» (Bukhari, Muslim)

(١٢٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَلَّى رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَاةَ الْعَصْرِ فَسَلَّمَ فِي رَكْعَتَيْنِ فَقَامَ ذُو الْيَدَيْنِ فَقَالَ أَقَصُرَتِ الصَّلَاةُ يَا رَسُولَ اللَّهِ أَمْ نَسِيْتَ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كُلُّ ذَالِكَ لَمْ يَكُنْ فَقَالَ قَدْ كَانَ بَعْضُ ذَالِكَ يَا رَسُولَ اللَّهِ فَأَقْبَلَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى النَّاسِ فَقَالَ أَصَدَقَ ذُوالْيَدَيْنِ فَقَالُوا نَعَمْ فَقَامَ رَسُولُ اللَّهِ فَأَتَمَّ مَا بَقِيَ مِنَ الصَّلَاةِ ثُمَّ سَجَدَ سَجْدَتَيْنِ بَعْدَ التَّسْلِيمِ وَهُوَ جَالِسٌ (مؤطا إمام مالك)

(126) «Hazrat Abū Hurayra, che Allah sia soddisfatto di lui, racconta: un giorno il Messaggero di Allah, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, recitò la preghiera dell’‘Asr e concluse la preghiera con il salām dopo due rak‘at. Si alzò allora Dhu al-Yadayn, uno dei Compagni, e disse: “O Messaggero di Allah, la preghiera è stata accorciata oppure hai dimenticato?”. Il Profeta rispose: “Non è accaduta nessuna delle due cose”. Dhu al-Yadayn disse: “O Messaggero di Allah, è accaduto qualcosa del genere”. Quindi il Profeta si rivolse alla gente e domandò: “Dhu al-Yadayn ha detto la verità?”. Tutti risposero: “Sì, o Messaggero di Allah”. Allora il Profeta si alzò e completò la parte restante della preghiera. Poi, ancora seduto, dopo aver pronunciato il salām, compì due prosternazioni di sahw». (Muwatta’ dell’Imām Mālik)

Spiegazione: se durante la preghiera si commette involontariamente un errore e ci si ricorda di esso mentre la preghiera è ancora in corso, lo si può compensare compiendo due prosternazioni aggiuntive. Secondo l’Imām Abū Hanīfa, questa procedura compensa soltanto l’omissione involontaria di un atto wajib, non quella di un atto fard. Se viene omesso un atto fard, si deve ripetere la preghiera da capo. Secondo l’Imām Abū Hanīfa, dopo aver terminato la recitazione dell’Attahiyyāt si pronuncia il salām verso destra e si compiono due prosternazioni; poi si recitano il tashahhud, il salāt e la supplica, e infine si pronuncia il salām in entrambe le direzioni. Secondo l’Imām al-Shāfi‘ī, le due prosternazioni si compiono dopo aver pronunciato il salām in entrambe le direzioni. Dal racconto dell’hadīth risulta che il Profeta completò la preghiera restante dopo aver parlato con coloro che pregavano dietro di lui; ciò dimostra che parlare non invalida la preghiera. Nella spiegazione, tuttavia, viene precisato che questo episodio ebbe luogo in un periodo in cui parlare durante la preghiera non era ancora vietato. Pertanto, oggi, dopo aver parlato in quel modo, si deve eseguire nuovamente per intero la preghiera.

I periodi in cui è vietato pregare

(۱۲۷)
وَعَنْ أَبِي سَعِيدِنِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَأَصَلَاةَ بَعْدَ الصُّبْحِ حَتَّى تَرْتَفِعَ الشَّمْسُ وَلَا صَلَاةَ بَعْدَ الْعَصْرِ حَتَّى تَغِيبَ الشَّمْسُ (بخاري – مسلم)

(127) «È stato narrato da Abū Saʿīd al-Khudrī (che Dio sia soddisfatto di lui); egli disse: il Messaggero di Dio (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: non c’è preghiera dopo la preghiera del fajr finché il sole non sia sorto in alto, né c’è preghiera dopo la preghiera dell’ʿaṣr finché il sole non sia completamente tramontato.» (al-Bukhārī, Muslim)

(۱۲۸)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ نَهَى عَنِ الصَّلَاةِ نِصْفَ النَّهَارِ حَتَّى تَزُولَ الشَّمْسُ إِلَّا يَوْمَ الْجُمُعَةِ (الشافعي)

(128) «È stato narrato da Abū Hurayra (che Dio sia soddisfatto di lui): il Nobile Profeta (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) ha vietato di pregare a mezzogiorno (quando il sole è fermo sopra la testa), finché il sole non declini. Fa eccezione la preghiera del venerdì.» (al-Shāfiʿī)

Spiegazione: In generale, è vietato pregare in tre momenti: dopo la preghiera dell’alba fino al sorgere del sole; dopo la preghiera pomeridiana fino al tramonto; e quando il sole si trova allo zenit, a mezzogiorno. Questa è l’opinione di Abū Ḥanīfa, senza alcuna eccezione. Secondo gli altri imam, invece, la preghiera di mezzogiorno non è vietata il venerdì. Secondo alcuni, inoltre, se una persona non riesce a recitare la sunnah dell’alba perché è iniziata la preghiera congregazionale dell’alba, può recitarla dopo la preghiera obbligatoria, anche prima del sorgere del sole. Questa è la pratica degli Ahl al-Ḥadīth.

(۱۲۹)
وَعَنْ جُبَيْرِ بْنِ مُطْعِمٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ يَا بَنِي عَبْدِ مَنَافٍ لَا تَمْنَعُوا أَحَدًا طَافَ بِهَذَا الْبَيْتِ وَصَلَّى أَيَّةَ سَاعَةٍ شَاءَ مِنْ لَيْلٍ أو نهار (ترمذي – أبو داود – نسائي)

(129) «Jubayr ibn Muṭʿim (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: Il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “O Banū ʿAbd Manāf, non impedite a nessuno che compia il ṭawāf attorno a questa Casa e desideri pregare qui in qualunque momento del giorno o della notte”». (Tirmidhī, Abū Dāwūd, Nasāʾī)

Spiegazione: Il ṭawāf attorno alla Kaʿbah può essere compiuto in ogni momento del giorno e della notte, all’alba come al tramonto. Questa è l’opinione unanime. Analogamente, nella Sacra Moschea si può pregare in ogni momento. Questa è l’opinione dell’imam al-Shāfiʿī riguardo al significato di questo ḥadīth. L’imam Aḥmad ibn Ḥanbal afferma che questo ḥadīth si riferisce alle due rakʿah della preghiera del ṭawāf. In altre parole, così come il ṭawāf è permesso in ogni momento, dall’alba al tramonto, anche la preghiera del ṭawāf può essere compiuta in ogni momento. Le altre preghiere, invece, non possono essere compiute negli orari in cui sono vietate. L’imam Abū Ḥanīfa non ritiene permessa neppure la preghiera del ṭawāf negli orari vietati.

(۱۳۰) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ لَمْ يُصَلِّ رَكْعَتَيِ الْفَجْرِ فَلْيُصَلِهِمَا بَعْدَ مَا تَطْلُعُ الشَّمْسُ (رواه الترمذي) وَقَدْ ثَبَتَ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَضَاهُمَا مَعَ الْفَرِيضَةِ لَمَّا نَامَ (نيل الأوطار)

(130) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Chi non ha potuto compiere le due rakʿah dell’alba (prima della preghiera dell’alba), le compia dopo il sorgere del sole”. Nel Tirmidhī Sharīf è riportato che una volta il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dormì durante l’orario della preghiera dell’alba; in seguito, dopo il sorgere del sole, compì come recupero tutte e quattro le rakʿah, comprese quelle della sunnah». (Nayl al-Awṭār)

Spiegazione: Il ḥadīth sopra riportato indica la particolare importanza della sunnah dell’alba, poiché non è previsto il recupero di nessun’altra preghiera della sunnah. Una volta trascorso il tempo stabilito, si deve recuperare soltanto la preghiera obbligatoria. Tuttavia, se talvolta il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) non riusciva a compiere prima della preghiera obbligatoria le quattro rakʿah della sunnah che precedono la preghiera obbligatoria di mezzogiorno, le recitava durante il tempo previsto, dopo aver compiuto le due rakʿah della sunnah successive alla preghiera obbligatoria.

L’importanza di compiere la preghiera in congregazione

(۱۳۱) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ وَالَّذِي نَفْسِي بِيَدِهِ لَقَدْ هَمَمْتُ أَنْ آمُرَ بِحَطَبٍ فَيُحْطَبُ ثُمَّ آمُرَ بِالصَّلَاةِ فَيُؤَذَنَ لَهَا ثُمَّ آمُرَ رَجُلاً فَيَؤُمَّ النَّاسَ ثُمَّ أُخَالِفَ إِلَى رِجَالٍ لَا يَشْهَدُونَ الصَّلاةَ فَأُحَرِّقَ عَلَيْهِمْ بُيُوتَهُمْ (بخاري)

(131) «Hadrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Giuro per Colui nelle cui mani è la mia anima: ho davvero pensato di ordinare di raccogliere della legna da ardere, e che essa venisse raccolta. Poi di ordinare di proclamare la preghiera, affinché ne fosse fatto l’adhān. Quindi di ordinare a un uomo di guidare la preghiera della gente. Dopodiché andrei da coloro che non partecipano alla preghiera e brucerei le loro case insieme a loro”». (Bukhārī)

Spiegazione: In base al suddetto hadīth e alla grande attenzione che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e i nobili Compagni riservavano alla preghiera in congregazione, alcuni Imām hanno definito obbligo individuale l’adempimento della preghiera obbligatoria in congregazione. L’Imām Abū Hanīfa (che Allah abbia misericordia di lui) ha definito la congregazione una sunna mu’akkada. Tuttavia, secondo la maggior parte degli studiosi hanafiti, adempiere la preghiera obbligatoria in congregazione è wājib. L’autore del celebre libro Nūr al-Anwār, l’Allāma Mullā Jīwān al-Hanafī, ha scritto nella sua opera che la preghiera obbligatoria viene adempiuta in modo autentico e completo soltanto se eseguita in congregazione. Se invece viene eseguita da soli, non viene adempiuta in modo completo, ma presenta una somiglianza con la preghiera da recuperare.

(۱۳۲) وَعَنِ ابْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ أَذَّنَ بِالصَّلَاةِ فِي لَيْلَةٍ ذَاتِ بَرْدٍ وَرِيْحٍ ثُمَّ قَالَ أَلَا صَلُّوْا فِي الرِّحَالِ ثُمَّ قَالَ إِنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يَأْمُرُ الْمُؤَذِّنَ إِذَا كَانَتْ لَيْلَةٌ ذَاتُ بَرْدٍ وَمَطَرٍ يَقُولُ أَلَا صَلُّوْا
في الرِّحَالِ (بخاري – مسلم)

(132) «È riferito da Hadrat ʿAbdullāh ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) che, in una fredda notte caratterizzata da vento impetuoso, proclamò l’adhān. Poi annunciò: “Ognuno esegua la preghiera nella propria casa”. Quindi disse: “Quando il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) si trovava in una notte fredda e piovosa, diceva al mu’adhdhin di annunciare: ‘O gente, eseguite tutti la preghiera nel luogo in cui vi trovate’”». (Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: Nei Paesi arabi la pioggia non è frequente; il clima è sempre asciutto. Di conseguenza, non vi sono sistemi adeguati per il deflusso dell’acqua. In tali circostanze, durante la stagione invernale, quando talvolta si verificavano forti venti e piogge, oltre a scendere un freddo intenso, le strade e i vicoli si riempivano d’acqua e diventavano impraticabili. Per questo motivo, in simili circostanze, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) diceva ai Compagni di eseguire la preghiera ciascuno nella propria casa. Oggi, naturalmente, le strade dei Paesi arabi sono molto migliori. Questo hadīth concede la possibilità di non partecipare alla preghiera in congregazione in presenza di una valida scusa.

(۱۳۳)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا أُقِيمَتْ الصَّلَاةُ فَلَا صلَاةَ إِلَّا الْمَكْتُوبَةَ (مسلم)

(133) «Hadrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Quando viene pronunciata l’iqāma per la preghiera, non c’è altra preghiera se non quella obbligatoria”». (Muslim)

Spiegazione: Alla luce di questo hadith, l’Imam Shafi‘i afferma che, dopo l’inizio della preghiera obbligatoria, non si deve formulare l’intenzione per una preghiera sunnah, bensì ci si deve unire alla preghiera obbligatoria. Questa è l’opinione dell’Imam Shafi‘i riguardo a tutte le preghiere sunnah, compresa la sunnah del Fajr. L’opinione dell’Imam Abu Hanifa, invece, è che, se vi è la possibilità di raggiungere la preghiera congregazionale, sia meglio eseguire la sunnah del Fajr stando alquanto lontani dalle file. Se qualcuno inizia a pregare con l’intenzione di compiere la sunnah dello Zuhr e, in tale situazione, viene pronunciata l’iqamah, secondo l’opinione degli imam egli completerà due rak‘ah, pronuncerà il salām e si unirà alla preghiera obbligatoria.

(١٣٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَجُلًا أَعْمَى قَالَ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَيْسَ لِي قَائِدٌ يَقُودُنِي إِلَى الْمَسْجِدِ فَسَأَلَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ يُرَخّصَ لَهُ فَيُصَلِى فِي بَيْتِهِ فَرَخَّصَ لَهُ فَلَمَّا وَلَّى دَعَاهُ فَقَالَ هَلْ تَسْمَعُ النِّدَاءَ بِالصَّلَاةِ فَقَالَ نَعَمْ قَالَ فَأَجِبْ (مسلم – نسائي)

(134) «È narrato da Abu Hurayra (raḍiya Allāhu ʿanhu) che un Compagno cieco disse al Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam): “O Messaggero di Allah, non ho nessuno che mi guidi e mi accompagni alla moschea”. Chiese quindi al Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) il permesso di pregare a casa, senza partecipare alla preghiera congregazionale in moschea. Il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) glielo concesse. Mentre quello stava tornando, il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) lo richiamò e gli disse: “Riesci a sentire il richiamo alla preghiera stando a casa?”. Egli rispose: “Sì”. Allora il Profeta gli disse: “In tal caso, devi recarti alla moschea”». (Muslim, Nasā’ī)

Spiegazione: Anche questo hadith costituisce una prova decisiva dell’indispensabilità della preghiera congregazionale. Infatti, il Profeta (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) non permise neppure a un Compagno cieco, che abitava vicino alla moschea, di tralasciare la preghiera congregazionale.

(١٣٥) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ لَا صَلَاةَ بِحَضْرَةِ الطَّعَامِ وَلَا هُوَ يُدَافِعُهُ الْأَخْبَتَانِ (مسلم)

(135) «ʿĀ’isha (raḍiya Allāhu ʿanhā) disse: “Ho sentito il Messaggero di Allah (ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam) dire: non si deve pregare quando il cibo è pronto davanti a sé, né mentre si è pressati dal bisogno di evacuare o urinare”». (Muslim)

Spiegazione: Se, al momento della preghiera, il cibo è pronto, si deve prima mangiare e poi pregare. Analogamente, se si avverte il bisogno di evacuare o urinare, si deve prima soddisfare tale bisogno e poi compiere la preghiera. Infatti, così come la presenza del cibo e la fame impediscono la concentrazione nella preghiera, anche il bisogno di evacuare o urinare ostacola la concentrazione. Pertanto, anche se si teme di perdere la preghiera congregazionale, si devono prima sbrigare entrambe queste necessità e poi pregare.

(١٣٦) وَعَنْ أُمِّ الدَّرْدَاءِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَتْ دَخَلَ عَلَيَّ أَبُو الدَّرْدَاءِ وَهُوَ مُغْضَبٌ فَقُلْتُ مَا أَغْضَبَكَ قَالَ وَاللَّهِ مَا أَعْرِفُ مِنْ أَمْرِ أُمَّةٍ مُحَمَّدٍ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ شَيْئًا إِلَّا أَنَّهُمْ يُصَلُّوْنَ جَمِيعًا (بخاري)

(136) «Umm ad-Dardāʾ (che Allah sia compiaciuto di lei) racconta: un giorno mio marito, Abū ad-Dardāʾ, venne da me molto adirato. Gli chiesi: “Qual è il motivo della tua ira?”. Egli rispose: “Per Allah, io conosco l’identità della comunità di Muḥammad proprio in questo: essi compiono insieme la preghiera in congregazione. (Eppure oggi vi vedo alcune eccezioni.)» (Bukhārī)

(۱۳۷)
وَعَنْ أَبِي مُوسَى الْأَشْعَرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِثْنَانِ فَمَا فَوْقَهُمَا جَمَاعَةٌ (ابن ماجة)

(137) «Abū Mūsā al-Ashʿarī (che Allah sia compiaciuto di lui) racconta: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Due persone, o più di due, costituiscono una congregazione”» (Ibn Mājah)

Spiegazione: La preghiera in congregazione si costituisce quando, oltre all’imam, vi sono almeno due persone. Alcuni, invece, hanno detto che basta una sola persona insieme all’imam. Il seguente hadith, trasmesso da Abū Saʿīd, ne è la prova.

(۱۳۸)
وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَنَّ رَجُلاً دَخَلَ الْمَسْجِدَ وَقَدْ صَلَّى رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِأَصْحَابِهِ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ يَتَصَدَّقَ عَلَى فَيُصْلِى مَعَهُ فَقَامَ رَجُلٌ مِّنَ الْقَوْمِ فَصَلَّى مَعَهُ (أحمد – أبو داود – ترمذي)

(138) «Abū Saʿīd al-Khudrī (che Allah sia compiaciuto di lui) racconta: un uomo entrò nella moschea dopo che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) aveva già terminato la preghiera con i suoi Compagni. Il Messaggero disse: “C’è qualcuno che voglia fare la carità a quest’uomo, cioè pregare nuovamente con lui come suo seguace?”. Udite queste parole, un uomo si alzò e pregò con lui.» (Aḥmad, Abū Dāwūd, Tirmidhī)

(۱۳۹) وَعَنِ النُّعْمَانِ بْنِ بَشِيرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُسَوَّى صُفُوفَنَا حَتَّى كَأَنَّمَا يُسَوِّى بِهَا الْقِدَاحَ حَتَّى رَأَى أَنَّ قَدْ عَقَلْنَا عَنْهُ ثُمَّ خَرَجَ يَوْمًا فَقَامَ حَتَّى كَادَ يُكَبِّرَ فَرَأَى رَجُلاً بَادِيًا صَدْرَهُ مِنَ الصَّفْ فَقَالَ عِبَادَ اللَّهِ لَتُسَوَّنَّ صُفُوفَكُمْ أَوْ لَيُخَالِفَنَّ اللَّهُ بَيْنَ وُجُوهِكُمْ (مسلم)

(139) «An-Nuʿmān ibn Bashīr (che Allah sia compiaciuto di lui) racconta: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) raddrizzava le nostre file nella preghiera come si raddrizzano le frecce, e continuava a farlo finché non si accorgeva che avevamo compreso la questione. Un giorno uscì dalla sua casa e si mise in piedi per la preghiera, sul punto di pronunciare il takbīr iniziale, quando vide il petto di un uomo sporgere oltre la fila. Il Messaggero disse: “O servi di Allah, raddrizzate certamente le vostre file, altrimenti Allah renderà diversi i vostri volti”» (Muslim)

(١٤٠) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ سَرُّوا صُفُوفَكُمْ فَإِنَّ تَصْفِيَةَ الصُّفُوفِ مِنْ إِقَامَةِ الصَّلاةِ (بخاري – مسلم)

(140) «Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Raddrizzate le file della preghiera, poiché raddrizzare le file della preghiera equivale a istituire la preghiera”». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: è desiderio della Shariah che ogni attività collettiva dei musulmani si svolga in modo ordinato. Dall’allineamento delle file della preghiera fino a tutte le altre cerimonie, ogni cosa ci impartisce proprio questo insegnamento. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha definito il raddrizzamento delle file equivalente all’istituzione della preghiera.

(١٤١) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لِيَلَنِي مِنْكُمْ أُولُوْ الأَحْلامِ وَالنُّهَى ثُمَّ الَّذِيْنَ يَلُونَهُمْ ثَلَاثًا وَإِيَّاكُمْ وَهَبْشَاتِ الْأَسْوَاقِ (مسلم)

(141) «Hazrat Abd Allah ibn Mas’ud (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Nella preghiera, quelli tra voi dotati di fermezza d’animo e conoscenza stiano più vicini a me; poi quelli che vengono dopo di loro”. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) lo disse tre volte, quindi aggiunse: “Fate attenzione: non fate chiasso nella moschea come in un mercato”». (Muslim)

Spiegazione: gli studiosi e le persone qualificate dovrebbero stare vicino all’imam; questo è ciò che viene detto nell’hadith.

Chi ha il diritto di essere imam

(١٤٢) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا كَانُوا ثَلَاثَةٌ فَلْيُؤَمَّهُمْ أَحَدُهُمْ وَأَحَقُّهُمْ بِالْإِمَامَةِ أَقْرَأُهُمْ
أحمد – مسلم – نسائي – نيل الأوطار)

(১৪২) «Hazrat Abū Saʿīd al-Khudrī (r.a.) disse: il Messaggero (s.a.w.) disse: “Quando ci sono tre persone, una di loro deve guidare la preghiera. E colui che ha maggiore diritto a guidarla è chi recita meglio il Corano.”» (Aḥmad, Muslim, al-Nasāʾī, Nayl al-Awṭār)

(١٤٣) وَعَنْ أَبِي مَسْعُوْدٍ الْأَنْصَارِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَؤُمُ الْقَوْمَ أَقْرَؤُهُمْ لِكِتَابِ اللَّهِ فَإِنْ كَانُوا فِي الْقِرَاءَةِ سَوَاءً فَأَعْلَمُهُمْ بِالسُّنَّةِ فَإِنْ كَانُوا فِي السُّنَّةِ سَوَاءٌ فَأَقْدَمُهُمْ هجْرَةً فَإِنْ كَانُوا فِي الْهِجْرَةِ سَوَاءً فَأَقْدَمُهُمْ سِنَّا وَلَا يَؤْمَنَّ الرَّجُلُ الرَّجُلَ فِي سُلْطَانِهِ وَلَا يَقْعُدْ فِي بَيْتِهِ عَلَى تَكْرِمَتِهِ إِلَّا بِإِذْنِهِ (مسلم)

(১৪৩) «Hazrat Abū Masʿūd (r.a.) disse: il Messaggero (s.a.w.) disse: “Guiderà la preghiera delle persone colui che recita meglio il Corano; sì, se tutti sono uguali nella recitazione del Corano, allora colui che conosce meglio la Sunna (la scienza degli hadith). Se sono tutti uguali nella conoscenza della Sunna, allora colui che ha compiuto per primo l’Egira. Se sono di pari grado per quanto riguarda l’Egira, allora colui che è più anziano. Nessuno deve guidare la preghiera di un altro nel luogo in cui quest’ultimo esercita il proprio diritto e la propria autorità, e nessuno deve sedersi nella casa di un altro, al posto d’onore di quest’ultimo, senza il suo permesso.”»

(١٤٤) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لِيُؤَذِّنُ لَكُمْ خِيَارُكُمْ وَلِيُؤَمِّكُمْ قُرَّاكُمْ (أبو داود)

(১৪৪) «È stato tramandato da Hazrat Ibn ʿAbbās (r.a.) che il Messaggero (s.a.w.) disse: “Che siano i migliori tra voi a recitare l’adhān per voi, e che siano i vostri qāriʾ a guidare la vostra preghiera.”» (Abū Dāwūd)

(١٤٥) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ اجْعَلُوا أَئِمَّنَّكُمْ خِيَارَكُمْ فَإِنَّهُمْ وَقْدُكُمْ فِيْمَا بَيْنَكُمْ وَبَيْنَ رَبِّكُمْ (دار قطني)

(১৪৫) «Hazrat Ibn ʿAbbās (r.a.) disse: il Messaggero (s.a.w.) disse: “Scegliete come vostri imam i migliori tra voi. Essi sono il vostro legame tra voi e il vostro Signore.”» (Dāraquṭnī)

(١٤٦) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ لَا تَؤُمَنَّ اِمْرَأَةً رَجُلًا وَلَا أَعْرَابِي مُهَاجِرًا وَلَا يَؤْمَنَّ فَاجِرٌ مُّؤْمِنًا إِلَّا أَنْ يَقْهَرَهُ بِسُلْطَانٍ يَخَافُ سَيْفَهُ أَوْ سَوْطَهُ (ابن ماجة)

(146) «Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Nessuna donna assuma la guida della preghiera degli uomini; nessun arabo (beduino) assuma la guida della preghiera di un muhājir; e nessun peccatore corrotto assuma la guida della preghiera di un credente. Tuttavia, se viene costretto sotto la minaccia delle armi e della frusta, allora dovrà obbedirgli per costrizione”». (Ibn Mājah)

Spiegazione: Tutti concordano sul fatto che non sia lecito alle donne guidare la preghiera. Poiché la maggior parte degli arabi, cioè dei beduini, che vivevano nei dintorni di Medina era ignorante e aveva abbracciato l’Islam solo di recente, una persona ignorante in materia di conoscenza della Sharīʿa di questo tipo non può guidare i muhājir, credenti provati e sapienti. Questo è ciò che viene menzionato in questo hadith. Inoltre, un credente non può accettare di pregare sotto la guida di un peccatore corrotto, a meno che non sia costretto: questo è il significato dell’hadith.

(١٤٧) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْجِهَادُ وَاجِبٌ عَلَيْكُمْ مَعَ كُلِّ أَمِيْرٍ بَرًّا كَانَ أَوْ فَاجِرًا وَإِنْ عَمِلَ الْكَبَائِرَ وَالصَّلَاةُ وَاحِبَةٌ عَلَيْكُمْ خَلْفَ كُلِّ مُسْلِمٍ بَرًّا كَانَ أَوْ فَاجِرًا وَإِنْ عَمِلَ الْكَبَائِرَ (أبو داود – ونيل الأوطار)

(147) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “È vostro obbligo partecipare al jihād sotto ogni emiro, sia egli virtuoso o malvagio, anche se commette peccati gravi. Allo stesso modo, è vostro obbligo pregare dietro ogni musulmano, sia egli virtuoso o malvagio, anche se commette peccati gravi”». (Abū Dāwūd, Nayl al-Awtār)

Spiegazione: Imam significa il capo dei musulmani. Si dovrebbe sempre scegliere come capo la persona migliore. All’epoca del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) e dei Compagni non si faceva alcuna distinzione tra la guida dello Stato e la guida della preghiera. Pertanto, nell’epoca dei Compagni, le persone migliori tra i musulmani ricoprivano entrambe le funzioni. Tuttavia, se la sventura dei musulmani arrivasse al punto che a capo dello Stato vi fosse una persona corrotta, i musulmani non potrebbero comunque astenersi dal jihād. Al contrario, considerando il bene complessivo della comunità musulmana, dovrebbero partecipare al jihād sotto la guida di quel corrotto; la stessa disposizione si applica anche alla preghiera. Non ci si può astenere dalla preghiera congregazionale perché a guidarla è una persona corrotta. Naturalmente, è responsabilità collettiva della società musulmana nominare il miglior imam per la preghiera e scegliere tra i propri membri la persona migliore per governare lo Stato: persone che temano Allah e adempiano ai propri incarichi secondo la volontà di Allah.

(١٤٨) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ ثَلَاثَةٌ لَا تُرْفَعُ صَلَاتُهُمْ فَوْقَ رؤُوسِهِمْ شِبْرًا رَجُلٌ أَمَّ قَوْمًا وَهُمْ لَهُ كَارِهُونَ وَامْرَأَةٌ بَاتَتْ وَزَوْجُهَا عَلَيْهَا سَاخِطٌ وَأَخَوَانِ مُتَصَارِمَانِ
(ابن ماجة)

(148) «È riferito da Ibn ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Vi sono tre persone la cui preghiera non viene elevata neppure di un palmo sopra le loro teste: (1) colui che guida la preghiera mentre la gente lo detesta; (2) la donna che trascorre la notte mentre suo marito è adirato con lei; (3) due fratelli consanguinei che si sono separati litigando”». (Ibn Mājah)

Responsabilità e doveri dell’imam

(١٤٩) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا صَلَّى أَحَدُكُمْ لِلنَّاسِ

فَلْيُخَفِّفْ فَإِنَّ مِنْهُمُ السَّقِيمُ وَالضَّعِيفُ وَالْكَبِيرُ وَإِذَا صَلَّى أَحَدُكُمْ لِنَفْسِهِ فَلْيُطَوِّلْ مَا شَاءَ (بخاري – مسلم)

(149) «Hazrat Abu Huraira (che Allah si compiaccia di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando qualcuno di voi guida la preghiera per la gente, la abbrevi. Infatti, tra loro vi sono forse malati, deboli e anziani. Quando invece prega da solo, la prolunghi quanto desidera”». (Bukhari, Muslim)

(١٥٠) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ مَا صَلَّيْتُ وَرَاءَ إِمَامٍ قَطُّ أَخَفَّ صَلَاةً وَلَا أَتَمَّ صَلَاةٌ مِنْ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَإِنْ كَانَ لَيَسْمَعُ بُكَاءَ الصَّبِيِّ فَيُخَفِّفُ مَخَافَةً أَنْ تُفْتَنَ أُمُّهُ (بخاري – مسلم)

(150) «È narrato da Hazrat Anas (che Allah si compiaccia di lui): “Non ho mai pregato dietro nessuno, all’infuori del nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui), una preghiera tanto breve e al tempo stesso completa. Se durante la preghiera udiva il pianto di un bambino, la abbreviava tenendo conto dell’ansia della madre”». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: quando qualcuno guida la preghiera, dovrebbe evitare di prolungarla. Infatti, tra coloro che seguono l’imam vi sono anche persone deboli, malate e anziane. Soprattutto quando la congregazione è numerosa, non si dovrebbe prolungare la preghiera, tenendo conto delle varie difficoltà della gente comune.

Responsabilità e doveri di chi segue l’imam

(١٥١) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَلَّى بِنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ذَاتَ يَوْمٍ فَلَمَّا قَضَى صَلَاتَهُ أَقْبَلَ عَلَيْنَا بِوَجْهِهِ فَقَالَ أَيُّهَا النَّاسُ إِنِّي إِمَامُكُمْ فَلَا تَسْبِقُونِي بِالرُّكُوعِ وَالسُّجُودِ وَلَا بِالْقِيَامِ وَلَا بِالْإِنْصِرَافِ فَإِنِّي أَرَاكُمْ أَمَامِي وَمِنْ خَلْفِي (مسلم)

(151) «Hadrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: un giorno il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) guidò la nostra preghiera. Poi, terminata la preghiera, si sedette rivolto verso di noi e disse: “Ascoltate! Io sono il vostro imam; pertanto non eseguite il rukūʿ, il sujūd, il qiyām e il salām prima di me. In verità, io vi vedo sia da davanti sia da dietro”». (Muslim)

Spiegazione: per il muqtadī è obbligatorio seguire l’imam in ogni atto. Se il muqtadī completa una qualsiasi parte della preghiera prima dell’imam, la preghiera di quel muqtadī diventa invalida. Pertanto, si deve prestare estrema attenzione nell’eseguire il rukūʿ, il sujūd, il qiyām e il salām, affinché non vengano compiuti prima dell’imam. Il fatto che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) vedesse i suoi muqtadī da entrambe le direzioni era un suo miracolo.

(١٥٢) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تُبَادِرُوا الْإِمَامَ إِذَا كَبَّرَ

فَكَبِّرُوا وَإِذَا قَالَ وَلَا الضَّالِّينَ . فَقُولُوا آمِينَ. وَإِذَا رَكَعَ فَارْكَعُوْا وَإِذَا قَالَ سَمِعَ اللَّهُ لِمَنْ حَمِدَهُ. فَقُولُوا اللَّهُمَّ رَبَّنَا لَكَ الْحَمْدُ (بخاري – مسلم)

(152) «Hadrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Non precedete l’imam. Quando l’imam pronuncia il takbīr, pronunciate anche voi il takbīr (senza alzare la voce); quando l’imam dice ‘wa laḍ-ḍāllīn’, voi dite ‘āmīn’; quando l’imam compie il rukūʿ, compiete anche voi subito il rukūʿ; e quando l’imam dice ‘samiʿa Allāhu liman ḥamidah’, voi dite: ‘Allāhumma rabbanā laka al-ḥamd’”». (Bukhārī, Muslim)

(١٥٣) وَعَنْ عَلِيٌّ وَمُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا أَتَى أَحَدُكُمْ الصَّلَاةَ وَالْإِمَامَ عَلَى حَالٍ فَلْيَصْنَعْ كَمَا يَصْنَعُ الْإِمَامُ
(ترمذي)

(153) «Hadrat ʿAlī e Muʿādh ibn Jabal (che Allah sia soddisfatto di entrambi) dissero: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Quando uno di voi giunge alla preghiera, faccia ciò che vede fare all’imam, qualunque sia la posizione in cui lo trova”». (Tirmidhī)

(١٥٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا جِئْتُمْ إِلَى الصَّلَاةِ وَنَحْنُ

سُجُودٌ فَاسْجُدُوا وَلَا تَعُدُّوهَا شَيْئًا وَمَنْ أَدْرَكَ رَكْعَةً
فَقَدْ أَدْرَكَ الصَّلاةَ (أبو داود )

(154) «Da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato tramandato che disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Quando venite alla preghiera e ci trovate prosternati, prosternatevi anche voi, ma non consideratela nel conteggio; tuttavia, chi ha raggiunto una rakʿa completa ha raggiunto l’intera preghiera”». (Abū Dāwūd)

Spiegazione: nei due hadith sopra riportati si parla del masbūq, cioè di colui che arriva in ritardo alla preghiera. Nel primo hadith si afferma che chi arriva dopo l’inizio della preghiera deve unirsi ad essa nella posizione in cui trova l’imam; tuttavia, se non riesce a unirsi a lui nel rukūʿ, la rakʿa non sarà conteggiata. Nel secondo hadith si afferma che chi raggiunge almeno una rakʿa insieme all’imam riceverà la ricompensa di aver compiuto l’intera preghiera in congregazione.

(١٥٥) وَعَنْ يَزِيدَ بْنِ عَامِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ جِئْتُ وَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَهُوَ فِي الصَّلَاةِ فَجَلَسْتُ وَلَمْ أَدْخُلْ مَعَهُ فِي الصَّلَاةِ فَلَمَّا انْصَرَفَ عَلَيْنَا رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَأَنِي جَالِسًا فَقَالَ أَلَمْ تُسْلِمْ يَا يَزِيدُ قُلْتُ بَلَى يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَدْ أَسْلَمْتُ قَالَ مَا مَنَعَكَ أَنْ تَدْخُلَ مَعَ النَّاسِ فِي صَلَاتِهِمْ قَالَ إِنِّي كُنْتُ قَدْ صَلَّيْتُ فِي مَنْزِلِي وَأَنَا

أَحْسَبُ أَنْ قَدْ صَلَّيْتُمْ فَقَالَ إِذَا جِئْتَ إِلَى الصَّلَاةِ فَوَجَدْتَ النَّاسِ يُصَلُّوْنَ فَصَلِّ مَعَهُمْ وَإِنْ كُنْتَ قَدْ صَلَّيْتَ تَكُنْ لَكَ نَافِلَةٌ وَهَذِهِ مَكْتُوبَةٌ (أبو داود)

(155) «Yaʿzīd ibn ʿĀmir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: un giorno mi recai dal Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) mentre era in preghiera. Rimasi seduto senza unirmi alla preghiera. Al termine della preghiera, il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) si voltò, mi vide e disse: “Yaʿzīd, non hai abbracciato l’Islam?”. Risposi: “O Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), certamente sono diventato musulmano”. Egli disse: “Allora perché non ti sei unito alla preghiera con la gente?”. Risposi: “O Messaggero di Allah, ho già pregato nella mia casa. Pensavo che voi aveste già terminato”. Allora il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Quando ti trovi in un luogo e vedi la gente pregare, prega anche tu con loro. Questa tua preghiera sarà volontaria, mentre la preghiera precedente sarà obbligatoria”». (Abū Dāwūd)

Spiegazione: il hadith può essere interpretato in due modi: la preghiera precedente sarà obbligatoria perché è stata compiuta con l’intenzione di adempiere all’obbligo, mentre la seconda preghiera sarà volontaria. Secondo l’imam Abū Hanīfa (che Allah abbia misericordia di lui), questa è l’interpretazione corretta. Invece, secondo l’imam Mālik, al-Shāfiʿī e l’imam Aḥmad ibn Ḥanbal, è obbligatorio compiere la preghiera obbligatoria in congregazione. Pertanto, secondo loro, la seconda interpretazione è quella corretta: la prima preghiera sarà volontaria perché compiuta individualmente, mentre la seconda sarà obbligatoria perché compiuta in congregazione. Secondo Abū Hanīfa, soltanto le preghiere obbligatorie di ẓuhr e ʿishāʾ possono essere compiute due volte; le preghiere degli altri momenti non possono essere compiute due volte. Secondo gli altri imam, invece, tutte le preghiere obbligatorie possono essere compiute una seconda volta.

(١٥٦) وَعَنْ نَافِعٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ عَبْدُ اللَّهِ بْنُ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا كَانَ يَقُولُ مَنْ صَلَّى الْمَغْرِبَ أَوِ الصُّبْحَ ثُمَّ أَدْرَكَهُمَا مَعَ الْإِمَامِ فَلَا يَعُدْ لَهُمَا (مالك)

(156) «Hazrat Nafiʿ racconta che Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar diceva: “Chi, dopo aver pregato la preghiera del maghrib o del fajr, la trova in corso con l’imam, non la ripeta».” (Malik)

Spiegazione: poiché la preghiera della seconda volta sarebbe facoltativa, e una preghiera facoltativa non consiste di tre rakʿat, non è consentito pregare una seconda volta la preghiera obbligatoria del maghrib insieme all’imam. Inoltre, dopo il fajr non vi è alcuna preghiera facoltativa fino al sorgere del sole. Pertanto non si può pregare una seconda volta neppure la preghiera obbligatoria del fajr. La disposizione relativa alla preghiera dellʿasr è analoga a quella del fajr.

Le preghiere sunnah prima e dopo le preghiere obbligatorie

(١٥٧) وَعَنْ أَمْ حَبِيبَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ صَلَّى فِي يَوْمٍ وَلَيْلَةٍ ثِنْتَيْ عَشْرَةَ رَكْعَةٌ بُنِيَ لَهُ بَيْتٌ فِي الْجَنَّةِ أَرْبَعًا قَبْلَ الظُّهْرِ وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَهَا وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَ الْمَغْرِبِ وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَ الْعِشَاءِ وَرَكْعَتَيْنِ قَبْلَ صَلَاةِ الْفَجْرِ (ترمذي)

(157) «Hazrat Umm Habiba racconta che il Messaggero ha detto: “Chi prega dodici rakʿat ogni giorno e ogni notte, avrà una casa costruita per lui in Paradiso: quattro rakʿat prima della preghiera obbligatoria dello zuhr e due dopo, due dopo la preghiera obbligatoria del maghrib, due dopo la preghiera obbligatoria dellʿisha e due prima della preghiera obbligatoria del fajr”».” (Tirmidhi)

Spiegazione: le preghiere che il Profeta ha eseguito prima e dopo le preghiere obbligatorie e che ci ha ordinato di eseguire sono le preghiere sunnah. Le sunnah sono di due tipi: (1) quella che il Profeta eseguiva regolarmente e che ci esortava anch’egli a eseguire è chiamata «sunnah muʾakkadah»; (2) la seconda è quella preghiera che il Profeta non eseguiva regolarmente e che non ci esortava a eseguire, ed è chiamata sunnah ghayr muʾakkadah. Nella tradizione narrata, le preghiere menzionate prima e dopo quelle obbligatorie sono la «sunnah muʾakkadah».

(١٥٨) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ صَلَّيْتُ مَعَ رَسُوْلِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَكْعَتَيْنِ قَبْلَ الظُّهْرِ وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَهَا وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَ الْمَغْرِبِ وَرَكْعَتَيْنِ بَعْدَ الْعِشَاءِ فِي بَيْتِهِ قَالَ وَ حَدَّثَنِي حَفْصَةُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يُصَلِّي رَكْعَتَيْنِ خَفِيفَتَيْنِ حِيْنَ يَطْلُعُ الْفَجْرُ
(بخاري – مسلم)

(158) «Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar racconta: “Ho pregato insieme al Messaggero due rakʿat prima della preghiera obbligatoria dello zuhr e due dopo. Ho inoltre pregato due rakʿat dopo la preghiera obbligatoria del maghrib e due dopo la preghiera obbligatoria dellʿisha, nella casa del Profeta. ʿAbdullah ibn ʿUmar ha inoltre detto che Hazrat Hafsa gli riferì: ‘Dopo la comparsa dell’alba vera, il Profeta era solito pregare due rakʿat brevi’”».” (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: secondo questo hadith, l’Imam al-Shafi‘i ha detto che prima della preghiera obbligatoria dello Zuhr si devono recitare due rakʿat di preghiera sunnah, mentre, secondo l’hadith precedente, l’Imam Abu Hanifa ha detto che se ne devono recitare quattro. In realtà, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) talvolta ne recitava due e talvolta anche quattro.

La narratrice di questo hadith, Hafsa bint Umar, era la sorella di Abd Allah ibn Umar. Perciò, un giorno, insieme al Profeta (pace e benedizioni su di lui), entrò nella casa di sua sorella dopo la preghiera obbligatoria e recitò due rakʿat di preghiera sunnah sia per la preghiera della sera sia per quella del tramonto. È proprio questo che viene menzionato nell’hadith.

(١٥٩) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَكْعَتَا الْفَجْرِ خَيْرٌ مِّنَ الدُّنْيَا وَمَا فِيهَا (أحمد – مسلم – ترمذي)

(159) «È narrato da ʿA’isha (che Allah sia soddisfatto di lei) che disse: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Le due rakʿat della preghiera sunnah dell’alba sono migliori del mondo e di tutto ciò che esso contiene.”» (Ahmad, Muslim, al-Tirmidhi)

Spiegazione: secondo l’opinione degli imam, tra le preghiere sunnah, quella che occupa il primo posto per merito è costituita dalle due rakʿat dell’alba. Seguono la sunnah del tramonto, poi le ultime due rakʿat dello Zuhr e quindi la sunnah della sera. Le altre preghiere sunnah hanno un merito inferiore. (Ashʿat al-Lamaʿat)

(١٦٠) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ لَمْ يَكُنْ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى شَيْءٍ مِنَ النَّوَافِلِ أَشَدُّ مُعَاهَدَةٌ مِّنَ الرَّكْعَتَيْنِ قَبْلَ الصُّبْحِ
بخاري – مسلم – أحمد – أبو داود)

(160) Da ʿA’isha (che Allah sia soddisfatto di lei) è stato riferito che disse: tra le preghiere supererogatorie, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) era solito compiere regolarmente con grande assiduità le due rakʿat prima dell’alba. (al-Bukhari, Muslim, Ahmad, Abu Dawud)

(١٦١) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ لَمْ يُصَلِّ رَكْعَتَيْ الْفَجْرِ فَلْيُصْلِهُمَا بَعْدَ أَنْ تَطْلِعَ الشَّمْسُ (ترمذی)

(161) «È stato riferito da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Profeta nobile (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi non ha pregato le due rakʿat sunnah del fajr, le preghi dopo il sorgere del sole”.» (Tirmidhi)

Spiegazione: secondo l’Imam Abu Hanifa, se qualcuno non ha pregato la sunnah prima della preghiera obbligatoria del fajr, la pregherà dopo il sorgere del sole. Tuttavia, negli hadith è menzionato anche che, in tale circostanza, la si può pregare prima del sorgere del sole.

(١٦٢) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا لَمْ يُصَلِّ أَرْبَعًا قَبْلَ الظُّهْرِ صَلَاهُنَّ

بَعْدَهَا (ترمذي) وَرَوَى ابْنُ مَاجَةَ عَنْهَا كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا فَاتَتْهُ الْأَرْبَعُ قَبْلَ الظُّهْرِ صَلَاهُنَّ بَعْدَ الرَّكْعَتَيْنِ بَعْدَ الظُّهْرِ (ابن ماجة)

(162) «Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Se il Profeta nobile (pace e benedizioni su di lui) non riusciva a pregare prima di zuhr le quattro rakʿat sunnah, le pregava in seguito”.» (Tirmidhi)

Ibn Majah ha riferito da Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che, se il Profeta (pace e benedizioni su di lui) talvolta non riusciva a pregare prima di zuhr le quattro rakʿat sunnah, le pregava dopo aver pregato le ultime due rakʿat di zuhr.» (Ibn Majah) Spiegazione: se, per qualsiasi motivo, qualcuno non riesce a eseguire prima della preghiera obbligatoria le quattro rakʿat sunnah di zuhr, le eseguirà entro il tempo stabilito, dopo aver eseguito le due rakʿat sunnah successive alla preghiera obbligatoria.

La preghiera del witr

(١٦٣) وَعَنِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَاةُ اللَّيْلِ مَثْنَى مَثْنَى فَإِذَا خَشِيَ أَحَدُكُمُ الصُّبْحَ صَلَّى رَكْعَةٌ وَاحِدَةً تُوتِرُ لَهُ مَا قَدْ صَلَّى (بخاري – مسلم)

(163) «È stato narrato da ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “La preghiera notturna è a coppie, a coppie” (due rakʿah alla volta). Poi, quando uno di voi teme l’arrivo dell’alba vera, preghi una rakʿah. Così la preghiera compiuta prima diventerà dispari (witr).» (Bukhari, Muslim)

(١٦٤) وَعَنِ عَبْدُ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَمَا عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ اجْعَلُوْا آخِرَ صَلَاتِكُمْ باللَّيْلِ وِتْرًا (مسلم)

(164) «È stato narrato da ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Fate in modo che l’ultima delle vostre preghiere notturne sia il witr.”» (Muslim)

(١٦٥) وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ قَالَ إِنَّ الْوَتْرَ لَيْسَ بِحَثْمِ كَصَلَاتِكُمِ الْمَكْتُوبَةِ وَلَكِنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَوْثَرَ ثُمَّ قَالَ يَا أَهْلَ الْقُرْآنِ أَوْتِرُوا فَإِنَّ اللَّهَ وِتْرٌ يُحِبُّ الْوِتْرَ (أحمد)

(165) «È stato narrato da ʿAli (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: “Il witr non è obbligatorio come la preghiera prescritta; tuttavia il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) compiva il witr. Poi disse: ‘O gente del Corano, compite il witr, poiché Allah è dispari e ama ciò che è dispari.’”» (Ahmad)

Spiegazione: esaminando gli hadith relativi alla preghiera del witr, l’Imam Abu Hanifa (che Allah abbia misericordia di lui) è giunto alla conclusione che il witr è wajib, cioè una prescrizione intermedia tra il fard e la sunnah mu’akkadah. Secondo invece tutti gli altri imam, il witr è sunnah. Nel libro intitolato Fiqh us-Sunnah, il witr è definito sunnah mu’akkadah. Anche l’hadith narrato da ʿAli costituisce una prova del fatto che il witr è sunnah mu’akkadah. Esiste inoltre una divergenza tra gli imam riguardo al numero di rakʿah della preghiera del witr. Secondo l’Imam Abu Hanifa, il witr consiste in tre rakʿah, mentre secondo l’Imam Shafiʿi e altri consiste in una rakʿah. La realtà è che il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) recitava il tahajjud a coppie e, alla fine, talvolta recitava il witr in tre rakʿah e talvolta in una sola. Pertanto, sia recitare tre rakʿah sia recitarne una è conforme agli hadith.

(١٦٦) وَعَنْ أَبِي أَيُّوبَ الْأَنْصَارِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْوِتْرُ حَقٌّ عَلَى كُلِّ مُسْلِمٍ فَمَنْ أَحَبَّ أَنْ يُوتِرَ بِخَمْسٍ فَلْيَفْعَلْ وَمَنْ أَحَبَّ أَنْ يُوتِرَ بِثَلاثِ فَلْيَفْعَلْ وَمَنْ أَحَبَّ أَنْ يُوتِرَ بِوَاحِدَةٍ فَلْيَفْعَلْ (أبو داود – نسائي – ابن ماجة)

(166) «È stato narrato da Abu Ayyub al-Ansari (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Il witr è un dovere per ogni musulmano. Chi preferisce compiere il witr con cinque rakʿah, lo faccia; chi preferisce compierlo con tre, lo faccia; e chi preferisce compierlo con una sola rakʿah, compia una sola rakʿah.”»
(Abu Dawud, Nasa’i, Ibn Majah)

Spiegazione: il suddetto hadith dimostra che la preghiera witr può essere eseguita in tutti e tre questi modi: cinque, tre oppure una rakʿat. L’Imam Sufyan al-Thawri preferiva il witr di cinque rakʿat. L’Imam Abu Hanifa preferiva tre rakʿat, mentre l’Imam al-Shafiʿi ne preferiva una.

(١٦٧) وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ نَامَ عَنِ الْوِتْرِ أَوْ نَسِيَهُ فَلْيُصَلِّ إِذَا ذَكَرَ وَإِذَا اسْتَيْقَظَ
ترمذي – أبو داود – ابن ماجة)

(167) «Abu Saʿid al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Se qualcuno si addormenta senza aver recitato il witr, oppure dimentica di recitarlo, lo reciti quando se ne ricorda.”» (Tirmidhi, Abu Dawud, Ibn Majah)

Spiegazione: se non si riesce a recitare il witr nel momento stabilito, oppure lo si dimentica, bisogna recitarlo quando ci si ricorda. In altre parole, il witr deve essere recuperato come la preghiera fard. Questo hadith, insieme agli hadith narrati riguardo al witr da ʿAli e da Abu Ayyub al-Ansari, rafforza l’opinione dell’Imam Abu Hanifa; infatti, se il witr fosse una sunnah come le altre preghiere sunnah, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) non avrebbe detto ciò né avrebbe ordinato di recuperare il witr.

(١٦٨) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يُصَلِّي بَعْدَ الْوِتْرِ رَكْعَتَيْنِ (ترمذي) وَزَادَ ابْنُ مَاجَةُ خَفِيفَتَيْنِ وَهُوَ جَالِسٌ

(168) «Umm al-Muʾminin Umm Salama (che Allah sia soddisfatto di lei) riferì: “Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) eseguiva due rakʿat di preghiera dopo il witr.”» (Tirmidhi, Ibn Majah). Tuttavia, Ibn Majah aggiunse a questa narrazione anche: «Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) le eseguiva brevemente e da seduto.»

Spiegazione: l’Imam Malik non ritiene corretto eseguire due rakʿat di preghiera nafl dopo il witr. L’Imam Ahmad disse: “Io non le eseguo, ma non vieto a nessuno di eseguirle.” Tuttavia, alcuni imam le ritengono lecite.

La preghiera tahajjud (la preghiera notturna)

وَمِنَ اللَّيْلِ فَتَهَجَّدْ بِهِ نَافِلَةٌ لَكَ عَسَى أَنْ يَبْعَثَكَ رَبُّكَ مَقَامًا مَّحْمُودًا ( بني إسرائيل : (۷۹)

«E durante la notte recita la preghiera del Tahajjud: essa è un atto supplementare per te. Presto il tuo Signore ti eleverà a una stazione degna di lode.» (Bani Israele, 79)

La preghiera che si compie tra la preghiera della sera e quella dell’alba è chiamata preghiera del Tahajjud. Tra le preghiere supererogatorie, la preghiera del Tahajjud è la migliore. È possibile compiere la preghiera del Tahajjud in qualsiasi momento dopo la preghiera della sera e prima di quella dell’alba; tuttavia, il momento migliore è dopo la mezzanotte. Nel Nobile Corano sono descritti ampiamente i meriti della preghiera dell’ultima parte della notte (Tahajjud). Ad esempio, nel Corano si legge:

كَانُوا قَلِيْلًا مِنَ اللَّيْلِ مَا يَهْجَعُوْنَ، وَبِالْأَسْحَارِ هُمْ يَسْتَغْفِرُونَ (الذاريات : ۱۸-۱۹)

«Queste persone (i timorati di Dio) dormono poco durante la notte e, nell’ultima parte della notte, chiedono perdono ad Allah.» (Sura adh-Dhāriyāt, 18-19)

وَالَّذِيْنَ يَبِيتُونَ لِرَبِّهِمْ سُجَّدًا وَقِيَامًا (الفرقان : ٦٤)

Nel lodare gli amati servi di Allah, Allah dice nel versetto sopra citato: «Essi trascorrono la notte prosternati e in piedi (nella preghiera).» (Al-Furqān, 64)

Nel lodare i veri credenti, Allah dice altrove nel Corano:

تَتَجَافَى جُنُوبُهُمْ عَنِ الْمَضَاجِعِ يَدْعُوْنَ رَبَّهُمْ خَوْفًا
وَطَمَعًا وَمِمَّا رَزَقْنَاهُمْ يُنْفِقُوْنَ (السجدة : ١٦)

«I loro fianchi restano lontani dai giacigli (durante la notte), invocano il loro Signore con timore e speranza e spendono di ciò che abbiamo elargito loro (sulla via di Allah).» (Sura as-Sajda, 16)

Rivolgendosi al Profeta (pace e benedizioni su di lui), Allah dice in un altro passo del Corano:

وَمِنَ اللَّيْلِ فَتَهَجَّدْ بِهِ نَافِلَةً لَكَ ( بني إسرائيل : ٧٩)

«E durante la notte prega il tahajjud: è un atto supplementare per te rispetto agli obblighi.» (Sura Bani Isra’il, 79)

I versetti sopra citati evidenziano l’importanza della preghiera del tahajjud. All’inizio, quando le cinque preghiere quotidiane non erano ancora state rese obbligatorie, la preghiera del tahajjud era obbligatoria sia per il Profeta (pace e benedizioni su di lui) sia per tutta la sua umma. In seguito, quando le cinque preghiere quotidiane furono rese obbligatorie, il tahajjud rimase una preghiera nafl per l’umma, ma rimase obbligatorio per il Profeta (pace e benedizioni su di lui). Perciò il Profeta (pace e benedizioni su di lui) non abbandonò mai la preghiera del tahajjud durante la sua vita. Tuttavia, tra i mufassirun e gli imam esiste una divergenza di opinioni sul fatto che, per il Profeta (pace e benedizioni su di lui), la preghiera del tahajjud fosse nafl oppure obbligatoria.

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) talvolta pregava il tahajjud, witr compreso, in nove rakʿat, altre volte in undici rakʿat. Talvolta ne pregava tredici rakʿat, e altre volte anche sette. In realtà, il tahajjud

non ha un limite prestabilito. Se non si dispone di tempo, si possono pregare anche cinque rakʿat, witr compreso.

(١٦٩) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ سَلَامٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ
رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَا أَيُّهَا النَّاسُ أَفْشُوا السَّلَامَ وَأَطْعِمُوا الطَّعَامَ وَصِلُوا الْأَرْحَامَ وَصَلُّوا بِاللَّيْلِ وَالنَّاسُ نِيَامٌ تَدْخُلُوا الْجَنَّةَ بِسَلَامٍ
(حاكم – ابن ماجة – ترمذي)

(169) «È narrato da ʿAbdullah ibn Salam, che Allah sia soddisfatto di lui, che disse: il Messaggero, pace e benedizioni di Allah su di lui, ci disse: “O gente, rivolgetevi reciprocamente il saluto di pace, date da mangiare, mantenete i legami di parentela e pregate di notte mentre gli altri dormono. Così entrerete in Paradiso in sicurezza.”»

(al-Hakim, Ibn Majah, al-Tirmidhi)

(۱۷۰) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ النَّبِيَّ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُصَلِّى فِيْمَا بَيْنَ أَنْ يَفْرُغَ مِنْ صَلَاةِ الْعِشَاءِ إِلَى الْفَجْرِ إِحْدَى عَشْرَةَ رَكْعَةً يُسَلِّمُ بَيْنَ كُلِّ رَكْعَتَيْنِ وَيُؤْتِرُ بِوَاحِدَةٍ (بخاري – مسلم)

(170) «È narrato da ʿAisha, che Allah sia soddisfatto di lei, che disse: il Profeta nobile, pace e benedizioni di Allah su di lui, dopo aver terminato la preghiera della sera, pregava undici rakʿat fino all’alba. Al termine di ogni due rakʿat pronunciava il saluto finale e rendeva dispari la preghiera con una rakʿat.» (al-Bukhari, Muslim)

(۱۷۱) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُصَلِّي مِنَ اللَّيْلِ ثَلَاثَ عَشَرَةَ رَكْعَةً مِنْهَا الْوَتْرَ وَرَكْعَتَا الْفَجْرِ (مسلم)

(171) «ʿAisha, che Allah sia soddisfatto di lei, disse: il Profeta nobile, pace e benedizioni di Allah su di lui, pregava di notte tredici rakʿat, comprendendovi la preghiera del witr e le due rakʿat della preghiera sunnah dell’alba.» (Muslim)

(۱۷۲) وَعَنْ سَمُرَةَ بْنِ جُنْدُبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَمَرَنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنْ تُصَلِّيَ مِنَ اللَّيْلِ مَا قَلَّ أَوْ كَثُرَ وَنَجْعَلَ آخِرَ ذَالِكَ وِتْرًا (طبراني – بزار)

(172) «Samura ibn Jundub (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ci ha ordinato di compiere la preghiera notturna, poche o molte rakaʿāt che siano. E faremo dispari l’ultima preghiera, cioè la witr». (Tabarani, Bazzar)

La preghiera del tarawih

La preghiera del tarawih è una sunnah. Tuttavia, tra gli imam esiste una divergenza di opinioni sul fatto che sia una sunnah mu’akkadah. Secondo l’imam Abu Hanifa, l’imam Shafiʿi e l’imam Ahmad ibn Hanbal, il tarawih è una sunnah mu’akkadah sia per gli uomini sia per le donne.

Vi è una divergenza di opinioni tra gli imam riguardo al numero di rakaʿāt del tarawih. Tuttavia, nella maggior parte degli hadith si riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pregava undici rakaʿāt, witr inclusa.

In una narrazione dell’imam Bayhaqi si riferisce che, durante il periodo di ʿUmar, ʿUthman e ʿAli (che Allah sia soddisfatto di loro), il tarawih veniva eseguito in congregazione per venti rakaʿāt. In una narrazione di Ibn ʿAbbas si riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) eseguì il tarawih anche per venti rakaʿāt. Se il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) non avesse approvato in alcun modo le venti rakaʿāt, come avrebbe potuto ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) introdurle? E come avrebbero potuto accettarle gli altri Compagni? È stabilito che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) eseguiva il tarawih sia in congregazione sia individualmente.

Io, l’autore, ho viaggiato diverse volte a Mecca e Medina durante il mese di Ramadan per compiere lʿumrah, e ho pregato il tarawih nella Kaʿba Sharif e nella Moschea del Profeta. In entrambe queste moschee il tarawih viene eseguito in congregazione per venti rakaʿāt. Inoltre, nella maggior parte delle moschee dei Paesi arabi il tarawih viene eseguito in congregazione proprio per venti rakaʿāt. Tuttavia, in alcune moschee salafite si pregano anche otto rakaʿāt.

(۱۷۳) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ
رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُرَغَبُ فِي قِيَامٍ رَمَضَانَ مِنْ غَيْرِ أَنْ يَأْمُرَهُمْ فِيْهِ بِعَزِيمَةٍ فَيَقُولُ مَنْ قَامَ رَمَضَانَ إِيمَانًا وَاحْتِسَابًا غُفِرَ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ فَتُوُفِّيَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَالْأَمْرُ عَلَى

ذَالِكَ ثُمَّ كَانَ الْأَمْرُ عَلَى ذَالِكَ فِي خِلَافَةِ أَبِي بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ وَصَدْرًا مِنْ خِلَافَةِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَلَى ذَالِكَ (مسلم)

(173) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) esortava a compiere la preghiera durante il mese di Ramadan, ma non insisteva eccessivamente al riguardo. Diceva: “Chi prega durante il mese di Ramadan con fede e nella speranza della ricompensa, vedrà perdonati da Allah tutti i peccati commessi”. Poi il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) morì mentre questo ordine era ancora in vigore. La stessa situazione rimase durante il califfato di Hazrat Abu Bakr as-Siddiq, e persino all’inizio del califfato di Hazrat Umar». (Muslim)

Spiegazione: da questo hadith si comprende che il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) esortava alla preghiera del tarawih, ma non insisteva eccessivamente. In altre parole, non ordinava di compiere obbligatoriamente il tarawih in congregazione. Questa situazione rimase tale fino all’inizio del califfato di Hazrat Umar. In seguito, Hazrat Umar consigliò ai Compagni di compiere venti rak‘at in congregazione, e i Compagni accettarono il suo consiglio, ritenendolo eccellente.

(١٧٤) وَعَنْ عَبْدِ الرَّحْمَنِ بْنِ عَبْدِ الْقَارِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ قَالَ خَرَجْتُ مَعَ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ لَيْلَةٌ إِلَى الْمَسْجِدِ فَإِذَا النَّاسُ أَوْزَاعٌ مُتَفَرِّقُونَ يُصَلِّي الرَّجُلُ لِنَفْسِهِ فَيُصَلِّي الرَّجُلُ فَيُصَلِّي بِصَلَاتِهِ

الرَّهْطُ فَقَالَ عُمَرُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ إِنِّي لَوْ جَمَعْتُ هَؤُلَاءِ عَلَى قَارِي وَاحِدٍ لَكَانَ أَمْثَلَ ثُمَّ عَزَمَ فَجَمَعَهُمْ عَلَى أُبَيِّ بْنِ كَعْبٍ ثُمَّ خَرَجْتُ مَعَهُ لَيْلَةً أُخْرَى وَالنَّاسُ يُصَلُّوْنَ بِصَلَاةِ قَارِئِهِمْ قَالَ عُمَرُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ نِعْمَتِ الْبِدْعَةُ هَذِهِ وَالَّتِي يَنَامُوْنَ عَنْهَا أَفْضَلُ مِنَ الَّتِي يَقُوْمُوْنَ يُرِيدُ آخِرَ اللَّيْلِ وَكَانَ النَّاسُ يَقُومُونَ أَوَّلَهُ (بخاري)

(174) «Hazrat Abd ar-Rahman ibn Abd al-Qari (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: una notte del mese di Ramadan mi recai nella Moschea del Profeta insieme a Hazrat Umar ibn al-Khattab e vidi che la gente era divisa in vari gruppi: alcuni pregavano da soli, mentre altri pregavano dietro qualcuno formando un piccolo gruppo. Vedendo ciò, Hazrat Umar disse: “Se riunissi tutti costoro dietro un unico recitatore, sarebbe meglio”. Poi prese questa ferma decisione e li riunì tutti dietro Ubayy ibn Ka‘b. Abd ar-Rahman riferisce: la notte seguente mi recai nuovamente nella moschea con il califfo Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di lui), e la gente pregava dietro il proprio imam. Vedendo ciò, Hazrat Umar disse: “Quanto è bella questa nuova disposizione! Il momento in cui dormite (l’ultima parte della notte) è migliore del momento in cui pregate (la prima parte della notte)”». Con queste parole alludeva all’ultima parte della notte. Tuttavia, la gente pregava nella prima parte della notte.»

Spiegazione: da questo hadith si comprende che la preghiera del tarawih regolarmente in congregazione ebbe inizio ai tempi di Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di lui). Hazrat Umar definì proprio questa una nuova disposizione. Qui il termine “innovazione” non è usato nel senso tecnico della legge islamica, poiché anche il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pregò il tarawih in congregazione, sebbene non regolarmente e non in modo continuativo.

(١٧٥) وَعَنْ يَزِيدَ بْنِ رُومَانَ أَنَّهُ قَالَ كَانَ النَّاسُ يَقُوْمُوْنَ فِي زَمَانِ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ فِي رَمَضَانَ بِثَلَاثٍ وَعِشْرِينَ رَكْعَةٌ (مؤطا إمام مالك)

(175) «È riferito da Yazid ibn Ruman che, ai tempi di Hazrat Umar ibn al-Khattab (che Allah sia soddisfatto di lui), la gente pregava ventitré rak‘at nelle notti di Ramadan». (Vale a dire venti rak‘at di tarawih e tre rak‘at di witr.) (Muwatta dell’Imam Malik)

(١٧٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ زَوْجِ النَّبِيِّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَّى فِي الْمَسْجِدِ ذَاتَ لَيْلَةٍ فَصَلَّى بِصَلَاتِهِ نَاسٌ ثُمَّ صلَّى مِنَ الْقَابِلَةِ فَكَثُرَ النَّاسُ ثُمَّ اجْتَمَعُوا مِنَ اللَّيْلَةِ الثَّالِثَةِ أَوِ الرَّابِعَةِ فَلَمْ يَخْرُجْ إِلَيْهِمْ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَلَمَّا أَصْبَحَ قَالَ قَدْ رَأَيْتُ الَّذِي صَنَعْتُمْ فَلَمْ يَمْنَعْنِي مِنَ الْخُرُوجِ إِلَيْكُمْ إِلَّا أَنِّي خَشِيْتُ أَنْ تُفْرَضَ عَلَيْكُمْ وَذَالِكَ فِي رَمَضَانَ (مؤطا إمام مالك)

(176) «Dalla Madre dei Credenti, Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei), è stato riferito: una notte (del Ramadan), il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) pregò nella Moschea del Profeta; la gente pregò insieme a lui, dietro di lui. Anche la seconda notte il Profeta pregò nello stesso modo, e allora la gente aumentò. Poi, la terza o la quarta notte, si radunò ancora più gente. Tuttavia, quella notte il Profeta non uscì più. Al mattino disse: “Avevo visto che durante la notte vi eravate riuniti e attendevate la preghiera. Ma non sono uscito per timore che questa preghiera del tarawih diventasse obbligatoria per voi”.» (Muwatta dell’Imam Malik)

La preghiera durante il viaggio (preghiera qasr)

وَإِذَا ضَرَبْتُمْ فِي الْأَرْضِ فَلَيْسَ عَلَيْكُمْ جُنَاحٌ أَنْ
تَقْصُرُوا مِنَ الصَّلاة (سورة النساء – ١٠١)

«Quando viaggiate sulla terra, non vi è colpa nel raccorciare la vostra preghiera (qasr).» (Sura an-Nisa’: 101)

(۱۷۷) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا زَوْجِ النَّبِيِّ صَلَّى
اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنَّهَا قَالَتْ فُرِضَتِ الصَّلَاةُ رَكْعَتَيْنِ
رَكْعَتَيْنِ فِي الْحَضَرِ وَالسَّفَرِ وَزِيدَ فِي صَلَاةِ الْحَضَرِ
(مؤطا إمام مالك)

(177) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: all’inizio, la preghiera fu resa obbligatoria di due rak‘at sia quando si risiedeva in casa sia durante il viaggio, in ogni circostanza. In seguito, lasciando invariata la preghiera durante il viaggio, fu aumentata quella durante la permanenza.» (Muwatta dell’Imam Malik)

Spiegazione: dal hadith sopra riportato si apprende che, all’inizio, la preghiera fu resa obbligatoria di due rak‘at per ogni preghiera. Nella narrazione di Sahih al-Bukhari si riporta che la preghiera fu resa obbligatoria proprio di due rak‘at. Quando il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) emigrò a Medina, il numero delle rak‘at fu aumentato. I narratori Bayhaqi, Ibn Hibban, Ibn Khuzayma e altri hanno riferito da Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che, all’inizio, la preghiera era obbligatoria di due rak‘at sia durante il viaggio sia a casa. In seguito, quando il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) emigrò a Medina e raggiunse una certa sicurezza, furono aggiunte due rak‘at alle preghiere di zuhr, ‘asr e ‘isha, mentre fajr e maghrib furono lasciate come prima. Poiché la preghiera durante il viaggio è in origine di due rak‘at, durante il viaggio non è corretto recitarne quattro. Questa è l’opinione dell’Imam Abu Hanifa.

(۱۷۸) وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَّى الظُّهْرَ بِالْمَدِينَةِ أَرْبَعًا وَصَلَّى الْعَصْرَ بِذِي الْحُلَيْفَةِ رَكْعَتَيْنِ (بخاري – مسلم)

(178) «Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) pregò la preghiera di mezzogiorno a Medina in quattro rakʿat, mentre pregò la preghiera pomeridiana a Dhū al-Hulayfa in due rakʿat». (Bukhari e Muslim)

Spiegazione: Dhū al-Hulayfa si trova a sei miglia da Medina. Questo luogo è chiamato anche «Pozzo di ʿAlī», cioè il pozzo di Hazrat ʿAlī. Gli abitanti di Medina indossano qui l’ihram in occasione del pellegrinaggio; questo è il miqāt per gli abitanti di Medina e per i musulmani provenienti da nord. Il hadith riferisce che, prima di partire da Medina alla volta della Mecca per il pellegrinaggio, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) pregò la preghiera di mezzogiorno a Medina in quattro rakʿat e quella pomeridiana a Dhū al-Hulayfa in due rakʿat.

Questo hadith dimostra che, all’inizio del viaggio, finché ci si trova nella propria abitazione si deve pregare per intero. Dopo aver percorso una certa distanza, si deve pregare in forma abbreviata.

(۱۷۹) وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ ابْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَحِبْتُ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَكَانَ لَا يَزِيدُ فِي السَّفَرِ عَلَى رَكْعَتَيْنِ وَأَبَا بَكْرٍ وَعُمَرَ وَعُثْمَانَ رِضْوَانِ اللَّهِ تَعَلَى عَلَيْهِمْ كَذَالِكَ (بخاري – مسلم)

(179) «Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: fui compagno di viaggio del Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Durante i viaggi egli pregava sempre soltanto due rakʿat (della preghiera obbligatoria). Analogamente, Hazrat Abū Bakr, ʿUmar e ʿUthmān (che Allah sia soddisfatto di loro) pregavano due rakʿat». (Bukhari e Muslim)

Spiegazione: in una narrazione di Sahih Muslim, riferita da Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui), si racconta: «Ho viaggiato molte volte con il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) fino alla sua morte. Durante i viaggi egli pregava sempre le preghiere obbligatorie in due rakʿat. Allo stesso modo, ho viaggiato molte volte con Hazrat Abū Bakr, ʿUmar e ʿUthmān (che Allah sia soddisfatto di loro) fino alla loro morte; anch’essi pregavano sempre due rakʿat durante i viaggi».

(۱۸۰)
وَعَنْ يَعْلَى بْنِ أُمَيَّةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قُلْتُ لِعُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ إِنَّمَا قَالَ اللَّهُ تَعَالَى

أَنْ تَقْصُرُوا مِنَ الصَّلَاةِ إِنْ خِفْتُمْ أَنْ يَفْتِنَكُمُ الَّذِينَ كَفَرُوا فَقَدْ أَمِنَ النَّاسُ قَالَ عَجِبْتُ مِمَّا عَجِبْتَ مِنْهُ فَسَأَلْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ صَدَقَةٌ تَصَدَّقَ اللَّهُ بِهَا عَلَيْكُمْ فَاقْبَلُوا صَدَقَتَهُ (مسلم)

(180) «Ḥazrat Yaʿlā ibn Umayya (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: dissi a Ḥazrat ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb (che Allah sia soddisfatto di lui): “Qual è la questione? Allah ha detto: «Se temete che i miscredenti vi arrechino un danno, potete accorciare la preghiera». Ora, però, la gente è completamente al sicuro; perché dunque dovremmo accorciare la preghiera?”. Ḥazrat ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Anch’io mi meravigliavo, proprio come ti meravigli tu. Perciò chiesi al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), ed egli disse: «È una concessione, un dono, che Allah vi ha elargito. Accettate dunque la concessione di Allah»”. (Muslim)

Spiegazione: il suddetto ḥadīth dimostra che durante il viaggio la preghiera deve essere accorciata in ogni circostanza. L’espressione del Sacro Corano «se temete» non costituisce una condizione per l’accorciamento. Allo stesso modo, il parere dell’Imām Abū Ḥanīfa e della maggior parte degli imām è che durante il viaggio la preghiera debba necessariamente essere accorciata. L’Imām Khaṭṭābī ha scritto nel suo libro intitolato Muʿallim che, secondo i salaf aṣ-ṣāliḥīn e la maggior parte dei giuristi, l’accorciamento della preghiera è obbligatorio durante il viaggio. Questa è anche l’opinione dei Compagni, tra cui Ḥazrat ʿUmar, Ḥazrat ʿAlī, Ḥazrat ʿAbd Allāh ibn ʿUmar e Ḥazrat Ibn ʿAbbās. Anche Ḥazrat ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz sosteneva che fosse obbligatorio. (Nayl al-Awṭār)

(۱۸۱)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ فُرِضَتِ الصَّلَاةُ رَكْعَتَيْنِ رَكْعَتَيْنِ بِمَكَّةَ فَلَمَّا قَدِمَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْمَدِينَةَ زَادَ مَعَ كُلِّ رَكْعَتَيْنِ رَكْعَتَيْنِ إِلَّا الْمَغْرِبَ فَإِنَّهَا وِتْرُ النَّهَارِ وَصَلَاةَ الْفَجْرِ لِطُولِ قِرَاءَتِها
أحمد – بيهقي – ابن حبان – ابن خزيمة)

(181) «Ḥazrat ʿĀʾisha (che Allah sia soddisfatto di lei) racconta: a Mecca la preghiera fu resa obbligatoria con due rakʿāt per ciascuna preghiera. In seguito, quando il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) emigrò a Medina, furono aggiunte altre due rakʿāt. Tuttavia, per il Maghrib non ne furono aggiunte, poiché è il witr del giorno, né per il Fajr, a causa della lunghezza della recitazione». (Al contrario, il Maghrib e il Fajr furono mantenuti nella loro forma originaria.) (Aḥmad, Bayhaqī, Ibn Ḥibbān, Ibn Khuzayma)

(۱۸۲)
وَعَنْ يَحْيَى بْنِ يَزِيدٍ قَالَ سَأَلْتُ أَنَسَ بْنَ مَالِكٍ عَنْ قَصْرِ الصَّلَاةِ فَقَالَ أَنَسٌ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا خَرَجَ مَسِيرَةً ثَلَاثَةِ أَمْيَالٍ أَوْ ثَلَاثَةِ فَرَاسِخَ يُصَلِّي رَكْعَتَيْنِ

أحمد – مسلم – أبو داود – بيهقي)

(182) Yaḥyā ibn Yazīd racconta: chiesi ad Anas ibn Mālik riguardo all’accorciamento della preghiera. Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Quando il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) intraprendeva un viaggio di tre miglia oppure di tre farsakh, pregava due rakʿāt». (Aḥmad, Muslim, Abū Dāwūd, Bayhaqī)

Spiegazione: riguardo a quanti giorni o quante miglia di viaggio sia necessario abbreviare la preghiera, vi è una notevole divergenza di opinioni tra gli imam e i giuristi. Secondo l’opinione dell’Imam Abu Hanifa, la preghiera deve essere abbreviata durante un viaggio di tre giorni. Secondo l’opinione degli Imam Malik, Shafi‘i, Layth e Awza‘i, nonché dei loro seguaci, la preghiera deve essere abbreviata a una distanza di 48 miglia. Alcuni, tuttavia, sulla base del significato degli hadith narrati, hanno espresso l’opinione che la preghiera debba essere abbreviata durante un viaggio di tre miglia. (Nayl al-Awtar)

Se, durante il viaggio, ci si ferma in un luogo, vi sono opinioni diverse tra gli imam riguardo al numero di giorni di permanenza intenzionata che comporti il compimento della preghiera completa, a causa della diversità delle formulazioni degli hadith. Secondo l’opinione dell’Imam Abu Hanifa, se si intende soggiornare per almeno 15 giorni, si devono compiere quattro rak‘at. A sostegno di ciò egli ha citato un hadith narrato da Ibn Abbas e Ibn Umar, riportato anche nel Sahih al-Tahawi. In quell’hadith sono indicati 15 giorni per compiere la preghiera completa. Secondo l’opinione degli Imam Malik e Shafi‘i, se si intende soggiornare in un luogo per quattro giorni consecutivi, si deve compiere la preghiera completa. Nelle narrazioni trasmesse da Ali e Ibn Abbas sono indicati dieci giorni per compiere la preghiera completa. Tuttavia, anche soggiornando a lungo senza aver formulato l’intenzione di stabilirsi, si deve continuare ad abbreviare la preghiera. Il Profeta ﷺ rimase a Tabuk fino a venti giorni in attesa dei nemici e continuò ad abbreviare la preghiera. Questo perché erano in attesa della battaglia, che poteva iniziare in qualsiasi momento, e non vi era un tempo stabilito. (Nayl al-Awtar, Ashi‘at al-Luma‘at, Fiqh al-Sunnah)

(۱۸۳) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَقَامَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَتَبُوكَ عِشْرِيْنَ يَوْمًا يَقْصُرُ الصَّلَاةَ
(أحمد – أبو داود)

(183) «Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Nobile Profeta ﷺ rimase a Tabuk per venti giorni e compì la preghiera abbreviata.» (Ahmad, Abu Dawud)

Riunire due preghiere durante il viaggio

(١٨٤) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَجْمَعُ بَيْنَ صَلَاةِ الظُّهْرِ وَالْعَصْرِ إِذَا كَانَ عَلَى ظَهْرِ سَيْرٍ وَيَجْمَعُ بَيْنَ الْمَغْرِبِ وَالْعِشَاءِ (بخاري)

(184) «Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di entrambi) riferì: quando il Messaggero ﷺ era in viaggio, riuniva la preghiera di Zuhr e quella di Asr. Allo stesso modo, durante il viaggio, riuniva Maghrib e ‘Isha.» (Bukhari)

(١٨٥) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ فِي غَزْوَةِ تَبُوكَ إِذَا ارْتَحَلَ قَبْلَ أَنْ تَزِيعَ الشَّمْسُ أَخَّرَ الظُّهْرَ حَتَّى يَجْمَعَهَا إِلَى الْعَصْرِ فَيُصَلِّيْهِمَا جَمِيعًا وَإِذَا ارْتَحَلَ بَعْدَ زَيْعُ الشَّمْسِ

صَلَّى الظُّهْرَ وَالْعَصْرَ جَمِيعًا ثُمَّ سَارَ وَكَانَ إِذَا ارْتَحَلَ قَبْلَ الْمَغْرِبِ أَخَّرَ الْمَغْرِبَ حَتَّى يُصَلِّيَهَا مَعَ الْعِشَاءِ وَإِذَا ارْتَحَلَ بَعْدَ الْمَغْرِبِ عَجَلَ الْعِشَاءَ فَصَلَاهَا مَعَ الْمَغْرِبِ
أحمد – أبو داود – ترمذي)

(185) «Muʿādh ibn Jabal (che Allah si compiaccia di lui) riferì: durante la spedizione di Tabūk, quando il Profeta nobile (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) partiva prima che il sole declinasse, rimandava la preghiera del Ẓuhr fino al tempo del ʿAṣr, quindi recitava insieme entrambe le preghiere. Se invece iniziava il viaggio dopo che il sole era declinato, recitava insieme il Ẓuhr e il ʿAṣr durante il tempo del Ẓuhr, e poi iniziava il viaggio. Se partiva prima del Maghrib, rimandava il Maghrib e lo recitava insieme allʿIshāʾ durante il tempo dellʿIshāʾ. Se invece iniziava il viaggio dopo il Maghrib, anticipava lʿIshāʾ e la recitava insieme al Maghrib». (Aḥmad, Abū Dāwūd, Tirmidhī)

Spiegazione: il suddetto ḥadīth costituisce una prova autorevole a favore della recitazione congiunta di due preghiere durante il viaggio. Da questo ḥadīth si ricava il permesso di recitare insieme due preghiere, anticipandole o posticipandole, sia durante il viaggio sia quando ci si ferma nel corso del viaggio. Molti Compagni e Tābiʿūn sostengono questa opinione. Tra gli imām, anche i giuristi imām al-Shāfiʿī, Aḥmad ibn Ḥanbal, al-Thawrī, Isḥāq e altri illustri giuristi sostengono la suddetta opinione. Secondo l’opinione di imām Abū Ḥanīfa, Abū Yūsuf, Muḥammad al-Ḥasan e al-Nakhaʿī, invece, non è consentito recitare insieme due preghiere in luoghi diversi da ʿArafāt e Muzdalifa. Tuttavia, la prima opinione è più solida e gli studiosi arabi generalmente la seguono nella pratica. Pertanto, sulla base del ḥadīth, recitare insieme due preghiere durante il viaggio non è soltanto lecito, ma talvolta è anche preferibile.

Come pregare su una barca, un lancio o un battello a vapore

(١٨٦) وَعَنْ مَيْمُونِ بْنِ مِهْرَانَ عَنِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ سُئِلَ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَيْفَ أُصَلِّي فِي السَّفِينَةِ قَالَ صَلِّ فِيهَا قَائِمًا إِلَّا أَنْ تَخَافَ الْغَرَقَ (دار قطني – حاكم)

(186) «Maymūna ibn Mihrān narrò da ʿAbd Allāh ibn ʿUmar (che Allah si compiaccia di entrambi) che fu chiesto al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): “Come devo pregare sulla barca?”. Egli rispose: “Prega su di essa in piedi; tuttavia, se temi che affondi, allora sarà diverso”». Cioè, se pregando in piedi vi è il rischio che la barca affondi, si pregherà seduti». (Dāraquṭnī, Ḥākim)

(۱۸۷) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ أَبِي عُتَبَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَحِبْتُ جَابِرَ بْنَ عَبْدِ اللَّهِ وَأَبَا سَعِيدِ الْخُدْرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ وَأَبَا هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ فِي سَفِينَةٍ فَصَلُّوا قِيَامًا فِي جَمَاعَةٍ أَمَّهُمْ بَعْضُهُمْ وَهُمْ يَقْدِرُونَ عَلَى الْجُدِّ (رواه سعيد في سننه)

(187) «ʿAbd Allāh ibn Abū ʿUtba riferì: viaggiai su una barca con Jābir ibn ʿAbd Allāh, Abū Saʿīd al-Khudrī e Abū Hurayra (che Allah si compiaccia di loro). Tutti pregavano in piedi sulla barca in congregazione, e alcuni di loro fungevano da imām, sebbene avessero potuto, volendo, scendere a terra e pregare». (Saʿīd, Nayl al-Awṭār)

Spiegazione: è lecito pregare sulla nave anche quando si ha la possibilità di scendere a terra e pregare; tuttavia, sulla nave bisogna pregare in piedi e, se possibile, in congregazione. Sì, se pregando tutti insieme in piedi vi fosse il rischio che la nave affondi, si pregherà seduti. È però preferibile scendere a terra e pregare in piedi in congregazione.

La preghiera del venerdì

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِذَا نُودِيَ لِلصَّلَاةِ مِنْ يَوْمِ الْجُمُعَةِ فَاسْعَوْا إلى ذِكْرِ اللَّهِ وَذَرُوا الْبَيْعَ ذَالِكُمْ خَيْرٌ لَّكُمْ إِنْ كُنْتُمْ تَعْلَمُونَ
(الجمعة : (۹)

«O voi che credete! Quando, nel giorno del venerdì, viene annunciata la chiamata alla preghiera, accorrete al ricordo di Allah e interrompete le compravendite. Ciò è meglio per voi, se solo lo sapeste. Al-Jumuʿa, 9»

Sulla base del Corano, della Sunnah e dell’ijmāʿ, la preghiera del venerdì è un obbligo individuale. Nel primo volume di questo libro è stato riferito che, subito dopo che il Profeta ﷺ emigrò dalla Mecca a Medina, fu rivelato il versetto che rendeva obbligatoria la preghiera del venerdì. Secondo alcuni, essa fu resa obbligatoria alla vigilia dell’Emigrazione, alla Mecca. Tuttavia, la prima preghiera fu celebrata a Medina.

(۱۸۸) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ كَانَ يُؤْمِنُ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ فَعَلَيْهِ الْجُمُعَةُ يَوْمَ الْجُمُعَةِ إِلَّا مَرِيضٌ أَوْ مُسَافِرٌ أَوِ امْرَأَةٌ أَو صَبِيٌّ أَوْ مَجْنُونٌ أَوْ مَمْلُوْكٌ فَمَنِ اسْتَغْنَى بِلَهْوِ أَوْ تِجَارَةِ اسْتَغْنَى اللَّهُ عَنْهُ وَاللَّهُ غَنِيٌّ حَمِيدٌ (دار قطني)

(188) «È narrato da Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero ﷺ disse: “Per chiunque creda in Allah e nell’Ultimo Giorno, la preghiera del venerdì nel giorno del venerdì è obbligatoria, eccetto per il malato, il viaggiatore, la donna, il bambino, il folle e lo schiavo. Quanto a colui che si distoglie dal venerdì per dedicarsi ai divertimenti e al commercio, Allah si distoglierà da lui. Allah è autosufficiente e degno di lode.” (al-Dāraqutnī)»

Spiegazione: secondo i quattro imam, la preghiera del venerdì è un obbligo individuale. Anche coloro per i quali, come menzionato nell’hadith, essa non è obbligatoria, se celebrano la preghiera del venerdì avranno assolto il loro obbligo. Non dovranno pregare la preghiera di mezzogiorno.

(۱۸۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ لِقَوْمٍ يَتَخَلَّفُوْنَ عَنِ الْجُمُعَةِ لَقَدْ هَمَمْتُ أَنْ آمُرَ يُصَلِّي بِالنَّاسِ ثُمَّ أُحَرِّقَ عَلَى رِجَالٍ يَتَخَلَّفُونَ عَنِ الْجُمُعَةِ بُيُوتَهُمْ
(أحمد – مسلم)

(189) «Hazrat Abd Allah ibn Mas’ud (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: riguardo a coloro che si astenevano dalla preghiera del venerdì, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Desidero ordinare a qualcuno di guidare la preghiera al mio posto, poi andare a dare fuoco alle loro case, a coloro che si sottraggono alla preghiera del venerdì.”» (Ahmad, Muslim)

Spiegazione: anche questo hadith è una prova dell’obbligatorietà della preghiera del venerdì. Coloro delle cui case si parla di dare fuoco erano probabilmente ipocriti.

(۱۹۰) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ رَّسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنِ اغْتَسَلَ ثُمَّ أَتَى الْجُمُعَةَ فَصَلَّى مَا قُدْرَ لَهُ ثُمَّ أَنْصَتَ حَتَّى يَفْرُغَ مِنْ خُطْبَتِهِ ثُمَّ يُصَلِّي مَعَهُ غُفِرَ لَهُ مَا بَيْنَهُ وَبَيْنَ الْجُمُعَةِ الْأُخْرَى وَفَضْلَ ثَلَاثَةِ أَيَّامٍ (مسلم)

(190) «Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Chi compie il bagno rituale, poi si reca alla preghiera del venerdì e prega quanto gli è possibile pregare (preghiere volontarie), quindi rimane in silenzio finché l’imam non termina il sermone, e poi prega con lui la preghiera del venerdì, vedrà perdonati tutti i peccati commessi tra quel venerdì e il venerdì precedente, e inoltre quelli di altri tre giorni.”» (Muslim)

Spiegazione: il bagno rituale del venerdì è una sunnah; è di questo bagno rituale della sunnah che si parla nell’hadith. Entrando nella moschea, si preghino due rakʿat di tahiyyat al-masjid e quattro rakʿat prima della preghiera del venerdì. Poi, quando l’imam pronuncia il sermone, si ascolti in silenzio. Ascoltare il sermone è wajib, mentre parlare durante il sermone è haram.

(۱۹۱) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ تَكَلَّمَ يَوْمَ الْجُمُعَةِ وَالْإِمَامُ يَخْطُبُ فَهُوَ كَمَثَلِ الْحِمَارِ يَحْمِلُ أَسْفَارًا وَالَّذِي قَالَ لَهُ أَنْصِتْ لَا جُمُعَةً لَهُ
أحمد – أبي شيبة – بزار – طبراني) .

(191) «Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Chi parla mentre l’imam sta pronunciando il sermone è come un asino che porta soltanto dei carichi. E anche colui che gli dice: ‘Taci!’ non avrà la preghiera del venerdì.” (Vale a dire: non sarà completa.) (Ahmad, Ibn Abi Shayba, Bazzar, Tabarani)

Spiegazione: dal suddetto hadith si apprende che parlare durante la khutba è severamente vietato. Non è consentito neppure dire a qualcuno: «Stia zitto». Bisogna fare un gesto con il dito. È tuttavia motivo di grande rammarico che oggi si mostri molta negligenza riguardo a questa questione. Dal momento in cui l’imam sale sul minbar per la khutba fino all’inizio della preghiera, parlare è haram. Non è consentito neppure pregare.

(۱۹۲) وَعَنِ السَّائِبِ بْنِ يَزِيدَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ النِّدَاءُ يَوْمَ الْجُمُعَةِ أَوَّلُهُ إِذَا جَلَسَ الْإِمَامُ عَلَى الْمِنْبَرِ عَلَى عَهْدِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَأَبِي بَكْرٍ

وَعُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا فَلَمَّا كَانَ عُثْمَانُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ وَكَثُرَ النَّاسُ زَادَ النِّدَاءَ الثَّالِثَ عَلَى الزَّوْرَاءِ
(بخاري)

(192) «Da Sa’ib ibn Yazid (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato: egli disse che, ai tempi del Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), di Abu Bakr e di Umar (che Allah sia soddisfatto di loro), il primo adhan del venerdì veniva pronunciato quando l’imam si sedeva sul minbar. In seguito, quando Uthman (che Allah sia soddisfatto di lui) divenne califfo e il numero delle persone aumentò, egli aggiunse un terzo adhan presso al-Zawra’.» (Bukhari)

Spiegazione: al-Zawra’ era il nome di un luogo elevato situato davanti alla Moschea del Profeta. All’inizio, ai tempi del Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e dei primi due califfi, per la preghiera del venerdì veniva pronunciato un solo adhan, e ciò avveniva quando l’imam si sedeva sul minbar. In seguito, al tempo del terzo califfo, Uthman (che Allah sia soddisfatto di lui), quando il numero dei fedeli aumentò e la gente cominciò ad arrivare da luoghi lontani, egli aggiunse un altro adhan, pronunciato stando in piedi su un luogo elevato presso il crocevia. Il narratore lo definì «terzo adhan» perché considerò anche l’iqama come un adhan.

(۱۹۳) وَعَنْ جَابِرِ بْنِ سَمُرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَتْ
لِلنَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ خُطْبَتَانِ يَجْلِسُ بَيْنَهُمَا يَقْرَأُ الْقُرْآنَ وَيُذَكِّرُ النَّاسَ فَكَانَتْ صَلَاتُهُ قَصْدًا وَخُطْبَتُهُ قَصْدًا (مسلم)

(193) «Jabir ibn Samura (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pronunciava due khutba e sedeva tra l’una e l’altra. Durante quelle khutba recitava alcuni versetti del Corano e ammoniva la gente. La sua preghiera e la sua khutba erano entrambe moderate.» (Muslim)

Spiegazione: nella preghiera del venerdì la khutba è una condizione, cioè è obbligatoria. Senza la khutba la preghiera del venerdì non è valida. La khutba ha due parti: la prima contiene l’ammonimento e la seconda la supplica. Secondo la maggior parte degli imam, la khutba deve essere pronunciata in arabo. Alcuni ritengono lecita la khutba anche nella lingua madre. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e i Califfi ben guidati pronunciavano la khutba stando in piedi. Pertanto, la khutba deve essere pronunciata in piedi: questa è l’opinione della maggior parte degli imam. Alcuni imam hanno stabilito che stare in piedi sia una condizione per la validità della khutba. L’imam Malik e al-Shafi‘i lo hanno considerato obbligatorio. (Ashi‘at al-Lama‘at)

(١٩٤) وَعَنْ أَبِي الْجَعْدِ الضَّمْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ
قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ تَرَكَ ثَلَاثَ
جُمَع تَهَاوُنَا بِهَا طَبَعَ اللَّهُ عَلَى قَلْبِهِ
(أبو داود – ترمذي – نسائي – ابن ماجة – دارمي – مالك – أحمد )

(194) «Hazrat Abu al-Ja’d al-Damiri (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Chi, per negligenza, tralascia la preghiera del venerdì per tre venerdì consecutivi, Allah porrà un sigillo sul suo cuore.”
(Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah, Darimi, Malik, Ahmad)

Preghiera sunnah dopo la preghiera fard del venerdì

(١٩٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ إِذَا صَلَّى أَحَدُكُمُ الْجُمُعَةَ فَلْيُصَلِّ بَعْدَهَا أَرْبَعَ رَكْعَاتٍ

أبو داود – ترمذي نسائي ابن ماجة)

(195) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Quando uno di voi avrà compiuto la preghiera fard del venerdì, preghi poi quattro rak’ah.”

(Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah)

(١٩٦) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يُصَلِّي بَعْدَ الْجُمُعَةِ رَكْعَتَيْنِ
فِي بَيْتِهِ (بخاري – أبو داود – ترمذي – نسائي)

(196) «È narrato da ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), dopo la preghiera obbligatoria del venerdì, tornava a casa e recitava due rakʿat della sunnah.» (Bukhari, Abu Dawud, Nasa’i, Tirmidhi, Ibn Majah)

Spiegazione: Dai due hadith sopra riportati si comprende che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), dopo la preghiera obbligatoria del venerdì, recitava la sunnah baʿdal jumʿa talvolta in quattro rakʿat e talvolta in due. Quando ʿAbdullah ibn ʿUmar la recitava nella moschea, recitava quattro rakʿat, mentre a casa ne recitava due. Secondo Ibn Taymiyyah, la sunnah consiste nel recitare quattro rakʿat se la si recita nella moschea e due rakʿat se la si recita tornando a casa.

La preghiera dellʿId

(۱۹۷) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَخْرُجُ يَوْمَ الْفِطْرِ وَالْأَضْحَى إِلَى الْمُصَلَّى فَأَوَّلُ شَيْءٍ يَبْدَأُ بِهِ الصَّلَاةُ ثُمَّ يَنْصَرِفُ فَيَقُوْمُ مُقَابِلَ النَّاسِ وَالنَّاسُ جُلُوسٌ عَلَى صُفُوفِهِمْ فَيَعِظُهُمْ وَيُوصِيْهِمْ وَيَأْمُرُهُمْ فَإِنْ كَانَ يُرِيدُ أَنْ يَقْطَعَ بَعْنَا قَطَعَهُ أَوْ يَأْمُرَ بِشَيْءٍ أَمَرَ بِهِ ثُمَّ يَنْصَرِفُ (بخاري – مسلم)

(197) «Abu Saʿid al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: nel giorno dellʿId al-Fitr e dellʿId al-Adha, il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) usciva diretto al luogo della preghiera dellʿId e per prima cosa eseguiva la preghiera. Poi tornava, si metteva in piedi di fronte alla gente, mentre essa sedeva nelle proprie file. Li esortava, li ammoniva e dava loro istruzioni; se desiderava inviare da qualche parte dei soldati, li selezionava, oppure impartiva qualsiasi ordine fosse necessario. Poi tornava a casa.» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: Secondo l’Imam Abu Hanifa, la preghiera dellʿId è wajib. Anche l’Imam Ahmad ibn Hanbal la considera wajib. Alcuni hanno detto che l’Imam Ahmad considerava la preghiera dellʿId fard kifayah. Secondo l’Imam Malik e l’Imam Shafiʿi, la preghiera dellʿId è sunnah muʾakkadah. Anche gli Ahl al-Hadith considerano la preghiera dellʿId sunnah muʾakkadah. La preghiera dellʿId consiste in due rakʿat da eseguire in congregazione, senza adhan né iqamah. Non vi è alcuna preghiera prima o dopo la preghiera dellʿId. Il suo orario inizia subito dopo lʿishraq e dura fino a poco prima che il sole raggiunga lo zenit. Io, l’autore, per grazia di Allah ho eseguito più volte la preghiera dellʿId nella Kaʿbah. Nel giorno dellʿId, dopo aver eseguito la preghiera del fajr nel Santuario, la gente attende la preghiera dellʿId senza lasciare il proprio posto. Poi, quando il sole si è alzato un po’, esegue la preghiera dellʿId e si dirige ciascuno verso la propria destinazione.

(۱۹۸) وَعَنْ جَابِرِ بْنِ سَمُرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ صَلَّيْتُ مَعَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْعِيدَيْنِ غَيْرَ مَرَّةٍ وَلَا مَرَّتَيْنِ بِغَيْرِ آذَانِ وَلَا إِقَامَةٍ (مسلم)

(198) «Jabir ibn Samurah (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: ho eseguito la preghiera dei due Id insieme al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) non una o due volte, ma molte volte, senza adhan né iqamah.» (Muslim)

(۱۹۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ
كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَأَبُو بَكْرٍ وَعُمَرُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا يُصَلُّوْنَ الْعِيدَيْنِ قَبْلَ الْخُطْبَةِ (بخاري – مسلم)

(199) «È narrato da Hazrat Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Nobile Profeta, Abu Bakr e Umar (che Allah sia soddisfatto di loro) erano soliti recitare la preghiera dell’Eid prima del sermone.» (Bukhari, Muslim)

(۲۰۰) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَّى يَوْمَ الْفِطْرِ رَكْعَتَيْنِ لَمْ يُصَلِّ قَبْلَهُمَا وَلَا بَعْدَهُمَا (بخاري – مسلم)

(200) «È narrato da Hazrat Abdullah ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta, nel giorno dell’Eid al-Fitr, recitò soltanto due rakʿat di preghiera. Non recitò alcuna preghiera né prima né dopo.» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: dai tre hadith sopra citati si apprendono tre questioni. (1) Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) recitava la preghiera dell’Eid senza adhan né iqama. Pertanto, nella preghiera dell’Eid non vi sono adhan e iqama. (2) Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e i Califfi ben guidati recitavano la preghiera prima del sermone in entrambe le Eid. (3) Non vi è alcuna preghiera prima o dopo la preghiera dell’Eid.

(۲۰۱) سُئِلَ ابْنَ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَشْهِدْتَ مَعَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْعِيدَ قَالَ نَعَمْ خَرَجَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَصَلَّى ثُمَّ خَطَبَ وَلَمْ يَذْكُرْ آذَانًا وَلَا إِقَامَةً ثُمَّ أَتَى النِّسَاءَ فَوَعَظَهُنَّ وَذَكْرَهُنَّ وَأَمَرَهُنَّ بِالصَّدَقَةِ فَرَأَيْتُهُنَّ يَهْوِيْنَ إِلَى آذَانِهِنَّ وَحُلُوْقِهِنَّ يَدْفَعْنَ إِلَى بِلَالٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ ثُمَّ ارْتَفَعَ هُوَ وَبِلَالٌ إِلَى بَيْتِهِ (بخاري – مسلم)

(201) «Una volta fu chiesto a Hazrat Ibn Abbas: “Hai mai partecipato alla preghiera dell’Eid insieme al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace)?” Egli rispose: “Sì”. (Vidi che) il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) uscì (dalla casa), recitò la preghiera e poi pronunciò il sermone. (Il narratore dice:) Ibn Abbas, nel suo racconto, non menzionò l’adhan né l’iqama. Al termine del sermone, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) si recò dalle donne, le esortò e ammonì, e raccomandò loro di fare l’elemosina. Poi vidi le donne portare le mani alle orecchie e al collo e togliersi i gioielli, consegnandoli a Bilal. Dopodiché il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e Bilal si alzarono e si diressero verso casa.» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: anche questo hadith dimostra che nella preghiera dell’Eid non vi sono adhan e iqama e che il sermone viene pronunciato dopo la preghiera. Inoltre, dall’hadith risulta che al tempo del Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) anche le donne partecipavano alla preghiera dell’Eid. Pertanto, se ancora oggi si permettesse alle donne di partecipare alla preghiera dell’Eid mantenendo il rispetto del purdah, ciò costituirebbe un’osservanza della sunnah del Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace).

(۲۰۲) وَعَنِ الْبَرَاءِ بْنِ عَازِبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ ذَبَحَ قَبْلَ الصَّلَاةِ فَإِنَّمَا يَذْبَحُ لِنَفْسِهِ وَمَنْ ذَبَحَ بَعْدَ الصَّلَاةِ فَقَدْ تَمَّ نُسُكُهُ وَأَصَابَ سُنَّةَ الْمُسْلِمِينَ (بخاري – مسلم)

(202) «È stato riferito da al-Barāʾ ibn ʿĀzib (che Allah sia soddisfatto di lui): il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Chi compie la macellazione prima della preghiera, lo fa soltanto per procurarsi carne per sé; mentre chi la compie dopo la preghiera, ha completato il suo sacrificio e ha seguito la pratica dei musulmani”». (al-Bukhārī, Muslim)

Spiegazione: durante l’Eid al-Aḍḥā, il sacrificio deve essere compiuto dopo la preghiera dell’Eid; cioè, il tempo effettivo del sacrificio inizia dopo la preghiera. Se si compie la macellazione prima della preghiera, il sacrificio non è valido.

Quanti takbīr si devono pronunciare nella preghiera dell’Eid

(۲۰۳) وَعَنْ عَمْرِو بْنِ شُعَيْبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ أَبِيهِ عَنْ جَدِهِ أَنَّ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَبَّرَ فِي عِيدٍ ثِنْتَيْ عَشْرَةً تَكْبِيرَةً سَبْعًا فِي الْأُولَى وَخَمْسًا فِي الْآخِرَةِ وَلَمْ يُصَلِّ قَبْلَهَا وَلَا بَعْدَهَا (أحمد – ابن ماجة)

(203) «ʿAmr ibn Shuʿayb ha riferito da suo padre, e questi da suo nonno, che il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) nei due Eid pronunciava sette takbīr nella prima rakʿa, prima della recitazione, e cinque takbīr nella seconda rakʿa. Inoltre, non eseguiva alcuna preghiera né prima né dopo la preghiera dell’Eid». (Aḥmad, Ibn Mājah)

(٢٠٤) وَعَنْ سَعِيدَ بْنَ الْعَاصِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ سَأَلْتُ أَبَا مُوسَى الْأَشْعَرِيَّ وَحُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا كَيْفَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُكَبِّرُ فِي الأَضْحَى وَالْفِطْرِ فَقَالَ أَبُوْ مُوسَى كَانَ يُكَبِّرُ أَرْبَعًا تَكْبِيرَهُ عَلَى الْجَنَائِزِ، فَقَالَ حُذَيْفَةُ صَدَقَ (أبو داود)

(204) «Saʿīd ibn al-ʿĀṣ (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: chiesi ad Abū Mūsā al-Ashʿarī e a Ḥudhayfa ibn al-Yamān (che Allah sia soddisfatto di entrambi): “Come, cioè quanti takbīr, pronunciava il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) nell’Eid al-Aḍḥā e nell’Eid al-Fiṭr?”. Abū Mūsā rispose: “Pronunciava quattro takbīr, come quelli pronunciati nella preghiera funebre”. Ḥudhayfa disse: “Abū Mūsā ha detto il vero”». (Abū Dāwūd)

Spiegazione: a causa della diversità degli hadith riguardo al numero di takbīr da pronunciare nella preghiera dell’ʿĪd, gli imam hanno espresso opinioni differenti. L’imam Mālik, al-Shāfiʿī e Aḥmad ibn Ḥanbal, sulla base del primo hadith, hanno affermato che nella prima rakʿah della preghiera dell’ʿĪd si devono pronunciare sette takbīr, escluso il takbīr taḥrīmah, e nella seconda rakʿah cinque takbīr, escluso il takbīr del rukūʿ. Anche gli Ahl al-Ḥadīth del subcontinente indiano praticano la preghiera dell’ʿĪd con dodici takbīr. Anche ʿAllāmah Ibn Taymiyyah e Shāh Walī Allāh al-Dihlawī hanno giudicato più accettabile l’opinione dei dodici takbīr. Io (l’autore) ho pregato molte volte la preghiera dell’ʿĪd in diversi luoghi dei Paesi arabi, inclusi Mecca e Medina. Ovunque ho celebrato la preghiera dell’ʿĪd con dodici takbīr. D’altra parte, sulla base del secondo hadith, l’imam Abū Ḥanīfah e l’imam al-Thawrī hanno affermato che nella preghiera dell’ʿĪd si devono pronunciare otto takbīr, inclusi il takbīr taḥrīmah e il takbīr del rukūʿ della seconda rakʿah. In realtà, ciò comporta sei takbīr aggiuntivi. In tutto il subcontinente indiano, in Egitto e in Turchia la preghiera dell’ʿĪd viene celebrata secondo la scuola giuridica hanafita. Tuttavia, secondo la maggioranza degli imam e dei muḥaddithīn, i takbīr aggiuntivi della preghiera dell’ʿĪd sono sunnah. Se qualcuno omette un takbīr, per dimenticanza o intenzionalmente, la preghiera non viene invalidata. Secondo l’imam Abū Ḥanīfah, se si perde un takbīr, si devono compiere le prostrazioni per la dimenticanza.

Capitolo 3: Zakāt

Descrizione della zakāt

La zakāt è uno dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam. Per importanza, la zakāt viene subito dopo la preghiera. Allah Rabb al-ʿĀlamīn ha menzionato molte volte nel Corano la zakāt insieme alla preghiera. Come per la comunità di Muḥammad, anche per le comunità precedenti la zakāt era obbligatoria. La zakāt divenne obbligatoria a Medina nel secondo anno dell’Egira.

Quando Allah l’Altissimo impartisce il comando della zakāt, dice nel Corano:

وَأَقِيمُوا الصَّلَاةَ وَآتُوا الزَّكَاةَ وَمَا تُقَدِّمُوْ لَأَنْفُسِكُمْ مِنْ خَيْرٍ تَجِدُوهُ عِنْدَ اللَّهِ (البقرة – ١١٠)

«Istituite la preghiera e versate la zakāt; e qualunque bene compiate per il vostro bene in questa vita terrena, lo troverete interamente presso Allah.»
(Sūra al-Baqarah, versetto 110)

Allah Rabb al-ʿĀlamīn dice inoltre:

وَالْمُؤْمِنُوْنَ وَالْمُؤْمِنَاتُ بَعْضُهُمْ أَوْلِيَاءُ بَعْضٍ يَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَيَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ وَيُقِيمُونَ الصَّلاةَ
وَيُؤْتُونَ الزَّكَاةَ (التوبة : (۷۱)

«I credenti e le credenti sono amici gli uni degli altri. Ordinano il bene e dissuadono dal male. Compiono la preghiera e versano la zakat.» (Sura at-Tawba, 71)

Allah ha detto, rivolgendosi al Suo Messaggero (pace e benedizioni su di lui):

خُدْ مِنْ أَمْوَالِهِمْ صَدَقَةً تُطَهِّرُهُمْ وَتُزَكِّيهِمْ بِهَا (التوبة – ١٠٣)

«Prendi la zakat dai loro beni e purificali per mezzo di essa»
(Sura at-Tawba, versetto 103)

In questo modo Allah ha rivelato versetti menzionando la zakat in numerosi passi del Suo Corano.

L’importanza della zakat

(٢٠٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ بُنِيَ الْإِسْلَامُ عَلَى خَمْسٍ شَهَادَةِ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ وَإِقَامِ الصَّلَاةِ وَإِيتَاءِ الزَّكَاةِ وَحَجَّ الْبَيْتِ وَصَوْمِ رَمَضَانَ (بخاري – مسلم)

(205) «Hazrat Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: l’Islam si fonda su cinque cose. La prima è testimoniare che “non vi è altra divinità all’infuori di Allah e che Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) è Suo servo e Messaggero”; la seconda è compiere la preghiera; la terza è pagare la zakat; la quarta è compiere il pellegrinaggio alla Baytullah; la quinta è osservare il digiuno nel mese di Ramadan». (Bukhari, Muslim)

(٢٠٦) وَعَنْ جَرِيرِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ بَايَعْتُ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى إِقَامِ الصَّلَاةِ وَإِيْتَاءِ الزَّكَاةِ وَالنُّصْحِ لِكُلِّ مُسْلِمٍ (بخاري – مسلم)

(206) «Hazrat Jarir ibn Abdullah (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: ho prestato giuramento di fedeltà al Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) con l’impegno di compiere la preghiera, pagare la zakat e desiderare il bene di ogni musulmano». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: questi due hadith sopra riportati dimostrano l’estrema importanza della zakat nella Sharia.

(۲۰۷) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ اسْتَفَادَ مَالاً فَلَا زَكَاةً فِيْهِ حَتَّى يَحُولَ عَلَيْهِ الحَوْلُ (ترمذي)

(207) «Hazrat Abdullah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) riferisce: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: chiunque acquisisca una ricchezza non è tenuto a pagare la zakat su di essa finché non sia trascorso un anno». (Tirmidhi)

Spiegazione: affinché la zakat diventi obbligatoria su una ricchezza soggetta a zakat, essa deve rimanere presso il proprietario per almeno un anno. Se la ricchezza viene spesa prima del compimento dell’anno, non è necessario pagare la zakat su di essa.

(۲۰۸) وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ الْعَبَّاسَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ سَأَلَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي تَعْجِيلِ صَدَقَتِهِ فَرَخَّصَ لَهُ فِي ذَالِكَ
(أبو داود – ترمذي – ابن ماجة – والدارمي)

(208) «È narrato da Hadrat ʿAlī (che Allah sia soddisfatto di lui) che una volta Hadrat ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di lui) chiese al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) se fosse possibile versare la zakat prima del compimento dell’anno; il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) glielo permise.»
(Abū Dāwūd, Tirmidhī, Ibn Mājah, Dārimī)

Spiegazione: se qualcuno versa la zakat, per necessità, prima del compimento dell’anno, la sua zakat sarà considerata adempiuta.

(۲۰۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ فِيْمَا سَقَتِ السَّمَاءُ وَالْعُيُونُ أَوْ كَانَ عَشَرِيًّا الْعُشْرُ وَمَا سُقِيَ بِالنَّصْحِ نِصْفُ الْعُشْرِ (بخاري)

(209) «Hadrat ʿAbdullāh ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) ha narrato dal Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: per i raccolti irrigati dall’acqua piovana, dall’acqua corrente dei pozzi o dall’acqua dei canali si deve versare l’ushr (un decimo), mentre per quelli irrigati mediante irrigazione si deve versare metà dell’ushr (un ventesimo).» (Bukhārī)

Spiegazione: i terreni coltivati senza irrigazione, usando acque naturali come la pioggia, l’acqua corrente, l’acqua dei pozzi, delle sorgenti o dei canali, sono chiamati terreni soggetti all’ushr. Ciò significa che, sui raccolti prodotti da tali terreni, si deve versare come zakat, o ushr, un decimo del raccolto. Tuttavia, la quantità del raccolto deve essere di ventisei man e mezzo. In altre parole, affinché l’ushr o la zakat diventi obbligatoria sul raccolto, la quantità prodotta dal proprietario del terreno deve ammontare a cinque wasaq, cioè a 26,5 (ventisei e mezzo) man. Al di sotto di tale quantità, l’ushr non sarà obbligatorio. Se invece il terreno deve essere coltivato fornendogli acqua mediante irrigazione (con mezzi artificiali), si deve versare come zakat un ventesimo del raccolto prodotto. Riguardo alla zakat sui raccolti, Allah, il Signore dei mondi, ha prescritto nel Corano quanto segue:

كُلُوا مِنْ ثَمَرِهِ إِذَا أَتْمَرَ وَآتُوا حَقَّهُ يَوْمَ حَصَادِهِ
(الأنعام: ١٤١)

«Quando l’albero porta frutto, mangiatene; e versate ciò che spetta ad Allah nel giorno del raccolto.» (Sūra al-Anʿām, 141)

Altrove, Allah ha detto nel Corano:

وَأَنْفِقُوا مِنْ طَيِّبَاتِ مَا كَسَبْتُمْ وَمِمَّا أَخْرَجْنَالَكُمْ مِنَ
الْأَرْضِ (البقرة : ٢٦٧)

«Date una parte dei beni leciti che avete guadagnato e di ciò che abbiamo fatto uscire per voi dalla terra.»
(Sura Āl ʿImrān, 267)

Con il suddetto versetto, l’Onnipotente Allāh ci ha ordinato di pagare la zakāt sui raccolti prodotti.

Secondo l’Imām Abū Ḥanīfa, si deve pagare la zakāt su tutto, compresi riso, grano, orzo, legumi, datteri e altri frutti e ortaggi. Infatti, Allāh ha detto: «Tutto ciò che abbiamo fatto crescere per voi dalla terra». Invece, l’Imām Mālik e l’Imām al-Shāfiʿī affermano che la zakāt è obbligatoria sui raccolti alimentari che le persone possono pesare e conservare. Non si deve pagare la zakāt su ortaggi e frutta.

(۲۱۰) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ الْوَسْقُ سِتُّوْنَ صَاعًا
أحمد – أبو داود)

(210) «Abū Saʿīd al-Khudrī (che Allāh sia soddisfatto di lui) riferì che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allāh su di lui) disse: “Un wasaq equivale a sessanta sāʿ.”» (Aḥmad, Abū Dāwūd)

Spiegazione: in arabo, un sāʿ equivale a tre ser e nove chhatak secondo le misure del nostro Paese. Sessanta sāʿ costituiscono un wasaq, e quando se ne raggiungono cinque la zakāt diventa obbligatoria. Secondo il peso del nostro Paese, ciò equivale approssimativamente a ventisei maund e mezzo, o poco più.

(۲۱۱) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَيْسَ فِيْمَا دُونَ خَمْسَةِ أَوْسُقٍ مِنَ التَّمْرِ صَدَقَةٌ وَلَيْسَ فِيْمَا دُونَ خَمْسٍ أَوَاقٍ مِنَ الْوَرِقِ صَدَقَةٌ وَلَيْسَ فِيْمَا دُونَ خَمْسٍ ذَوْدٍ مِنَ الإِبل صَدَقَةٌ (بخاري – مسلم)

(211) «Hazrat Abu Sa’id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: non è dovuta la zakat su meno di cinque wasq di datteri, né su meno di cinque uqiyya d’argento, né su meno di cinque jawd di cammelli». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: la descrizione del wasq è stata fornita in precedenza. Un uqiyya equivale a quaranta dirham; un dirham è poco più di quattro anna. Secondo questo calcolo, cinque uqiyya equivalgono a duecento dirham, ovvero, secondo il nostro sistema di calcolo, a cinquantadue tola e mezzo; in altre parole, non è dovuta la zakat sull’argento inferiore a cinquantadue tola e mezzo. Con il termine «jawd» si indica un piccolo branco di cammelli; cinque jawd corrisponderebbero a circa venticinque cammelli. Alcuni, invece, hanno detto quindici.

(۲۱۲) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَمَّا وَجْهَهُ إِلَى الْيَمَنِ أَمَرَهُ أَنْ

يَأْخُذَ مِنَ الْبَقَرِ مِنْ كُلِّ ثَلَاثِيْنِ تَبِيْعًا أَوْ تَبِيْعَةً وَّمِنْ كُلِّ أَرْبَعِينَ مُسِنَّةٌ
أبو داود – ترمذي – نسائي – دارمي)

(212) «Da Mu’adh ibn Jabal (che Allah sia soddisfatto di lui) è riferito che, quando il Profeta nobile (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) lo inviò nello Yemen, gli ordinò di riscuotere, per la zakat dei bovini, un vitello maschio o femmina di un anno ogni trenta capi, e un bovino di due anni ogni quaranta capi». (Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Darimi)

Spiegazione: sui bovini utilizzati per l’aratura, per trainare carri o per lavori simili non è dovuta alcuna zakat. Tuttavia, se i bovini pascolano nei campi e vengono allevati nutrendosi dell’erba e dell’acqua dei pascoli aperti, allora si deve versare un vitello di un anno ogni trenta bovini, un vitello di due anni ogni quaranta, e un capo ogni quaranta tra capre e pecore.

(۲۱۳) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كُنْتُ أَلْبَسُ أَوْضَاحًا مِنْ ذَهَبٍ فَقُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَكَنْزٌ هُوَ فَقَالَ مَا بَلَغَ أَنْ تُؤَدَّى زَكَاتُهُ فَزُكِّي فَلَيْسَ بكنز (مالك – أبو داود)

(213) «Hazrat Umm Salama (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: indossavo degli awjāh d’oro (un particolare tipo di gioiello) e chiesi al Messaggero di Allah: “O Messaggero di Allah, questo è un kanz?” (quello riguardo al quale Allah ha messo in guardia nel Corano). Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Ciò che raggiunge la quantità per la quale è dovuta la zakat e per cui la zakat viene versata non è un kanz”». (Malik, Abu Dawud)

Spiegazione: che si tratti di gioielli d’oro o di oro custodito, se qualcuno possiede sette tola e mezzo d’oro e lo detiene per un anno, deve versare la zakat su di esso. La zakat deve essere calcolata sul valore dell’oro, nella misura del due e mezzo per cento. Dopo aver versato la zakat sull’oro, qualunque sia la quantità rimanente, essa non sarà considerata kanz. Tuttavia, secondo alcuni imam, non è obbligatorio versare la zakat sull’oro utilizzato. Secondo l’Imam Abū Ḥanīfa, sia che l’oro venga utilizzato sia che non venga utilizzato, se la sua quantità è di sette tola e mezzo, è obbligatorio versare la zakat.

La zakat può essere impiegata complessivamente in otto categorie; tali categorie sono state stabilite dal Corano. Allah dice, ad esempio:

إِنَّمَا الصَّدَقَاتُ لِلْفُقَرَاءِ وَالْمَسَاكِينَ وَالْعَامِلِينَ عَلَيْهَا وَالْمُؤَلَّفَةِ قُلُوبُهُمْ وَفِي الرِّقَابِ وَالْغَارِمِينَ وَفِي سَبِيلِ اللَّهِ وَابْنِ السَّبِيلِ فَرِيضَةً مِنَ اللَّهِ وَاللَّهُ عَلِيمٌ حَكِيمٌ (التوبة : ٦٠)

«In verità, la zakat spetta a coloro che sono (1) poveri, (2) indigenti, (3) incaricati della riscossione della zakat, (4) coloro i cui cuori devono essere conquistati a favore dell’Islam, (5) e deve essere impiegata per liberare gli schiavi dalla schiavitù, (6) per saldare i debiti dei debitori, (7) per la causa di Allah e (8) per i viaggiatori» (Sura at-Tawba: 60)

È lecito impiegare la zakat nelle otto categorie sopra indicate, e non al di fuori di esse. Nella settima categoria, cioè per la causa di Allah, è possibile impiegare il denaro della zakat per soddisfare le diverse necessità di coloro che combattono per la religione di Allah.

Alcuni ulteriori dettagli sulla zakat

(1) Vi è divergenza di opinioni tra gli imam riguardo al fatto che la zakat sia obbligatoria sui beni soggetti alla zakat oppure sul loro proprietario. Secondo gli Imam Abū Ḥanīfa e Mālik, la zakat è obbligatoria sui beni soggetti alla zakat. Secondo invece gli Imam ash-Shāfiʿī e Aḥmad ibn Ḥanbal, la zakat è obbligatoria sul proprietario dei beni. Pertanto, se egli non versa la zakat prelevandola dai beni soggetti alla zakat, ma la versa con altri beni, anche in tal caso la sua zakat sarà considerata validamente adempiuta.

Ibn Ḥazm dice: la zakat è un obbligo a carico del proprietario; pertanto, se il proprietario, invece di versare la zakat sull’oro, sull’argento, sul riso, sul frumento e simili mediante quello specifico oro, argento, riso o frumento, la versa con altri suoi beni, essa sarà comunque validamente adempiuta. Ibn Ḥazm dice inoltre: dal tempo del Messaggero fino a oggi, la gente ha sempre versato la zakat in questo modo. Pertanto, la zakat non è obbligatoria sui beni specifici soggetti alla zakat, bensì sul loro proprietario.

(2) Per quanto riguarda la terra kharājiyya, cioè la terra per la quale si paga un tributo, si deve pagare lʿushr sui suoi raccolti? Anche su questo punto vi è divergenza di opinioni tra gli imam.

Ṣadaqat al-fiṭr o fiṭra

Si chiama fiṭra ciò che una persona benestante che digiuna, al termine del Ramadan e prima dellʿĪd, dona obbligatoriamente ai bisognosi, a nome proprio e dei propri familiari a carico, sotto forma di una quantità stabilita di alimenti o del loro valore, allo scopo di purificare il digiuno. In realtà, la fiṭra è la zakāt del digiuno. Come la zakāt dei beni purifica i beni, così la fiṭra purifica il digiuno di chi la dona. La fiṭra fu resa obbligatoria nel secondo anno dell’Egira.

(٢١٤) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ فَرَضَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ زَكَاةَ الْفِطْرِ صَاعًا مِنْ تَمَرٍ أَوْ صَاعًا مِنْ شَعِيْرٍ عَلَى الْعَبْدِ وَالْحُرِّ وَالذَّكَرِ وَالْأُنْثَى وَالصَّغِيرِ وَالْكَبِيْرِ مِنَ الْمُسْلِمِينَ وَأَمَرَ بِهَا أَنْ تُؤَدَّى قَبْلَ خُرُوجِ النَّاسِ إِلَى الصَّلَاةِ
(بخاري – مسلم)

(214) «Hadrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (ra) riferì: il Messaggero (s) stabilì come fiṭra, per tutti i musulmani senza distinzione tra schiavi e uomini e donne liberi, piccoli e grandi, un ṣāʿ di datteri oppure di orzo. Il Profeta (s) ordinò inoltre di versarla prima che la gente si recasse al luogo di preghiera dellʿĪd». (Bukhārī, Muslim)

(٢١٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ فَرَضَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ زَكَاةَ الْفِطْرِ طُهْرَةً لِلصَّائِمِ مِنَ اللَّغْوِ وَالرَّفَتْ وَطُعْمَةً لِلْمَسَاكِيْنِ فَمَنْ أَيَّاهَا قَبْلَ الصَّلَاةِ فَهِيَ زَكَاةٌ مَقْبُولَةٌ وَمَنْ أَدَّاهَا بَعْدَ الصَّلاةِ فَهِيَ صَدَقَةٌ مِنَ الصَّدَقَاتِ

أبو داود – ابن ماجة)

(215) «Hadrat ʿAbdullah ibn ʿAbbās (ra) riferì: il Messaggero (s) rese obbligatoria la Ṣadaqat al-fiṭr per purificare il digiuno del digiunatore dalle parole vane e dagli atti osceni, e per fornire cibo ai bisognosi. Pertanto, chi la versa prima della preghiera dellʿĪd, essa sarà considerata Ṣadaqat al-fiṭr; mentre chi la versa dopo la preghiera dellʿĪd, essa sarà soltanto una delle elemosine ordinarie». (Abū Dāwūd, Ibn Mājah)

Spiegazione: dopo aver esaminato gli hadith sulla fitra, l’Imam al-Shafi‘i e l’Imam Ahmad hanno espresso l’opinione che la fitra sia fard. L’Imam Abu Hanifa ha detto che è wajib, mentre l’Imam Malik ha detto che è una sunna mu’akkada.

La fitra deve essere versata prima di recarsi al luogo della preghiera dell’Eid; tuttavia, è più meritorio versarla uno o due giorni prima dell’Eid. Infatti, è volontà di Allah che anche i musulmani indigenti possano partecipare alla gioia dell’Eid con i beni ottenuti tramite la fitra. Perché la fitra diventi wajib, è necessario disporre di mezzi sufficienti nel giorno dell’Eid. In altre parole, deve versare la fitra chi nel giorno dell’Eid si trova in condizioni economiche relativamente agiate. Alcuni hanno detto che deve versare la fitra chi, nel giorno dell’Eid, possiede beni pari alla quantità per la quale la zakat diventa obbligatoria.

Un sa‘ equivale a tre seer e nove chhatak. Secondo l’opinione dell’Imam Abu Hanifa, se qualcuno versa la fitra in grano, deve dare mezzo sa‘, cioè un seer e dodici chhatak e mezzo; se la versa in altri generi alimentari, deve dare un sa‘ intero, cioè tre seer e nove chhatak.

Tutti i giuristi sono concordi sul fatto che la fitra diventi fard nell’ultimo giorno di digiuno.

(٢١٦) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ فِي آخِرِ رَمَضَانَ أَخْرِجُوا صَدَقَةَ صَوْمِكُمْ فَرَضَ

رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ هَذِهِ الصَّدَقَةَ صَاعًا مِنْ تَمْرٍ أَوْ شَعِيرٍ أَوْ نِصْفَ صَاعٍ مِنْ قَمْحٍ عَلَى كُلِّ حُرٍ أَوْ مَمْلُوكٍ ذَكَرٍ أَوْ أُنثَى صَغِيْرٍ أَوْ كَبِيرٍ
(أبو داود – نسائي)

(216) “È narrato da ‘Abdullah ibn ‘Abbas (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che, una volta, verso la fine del Ramadan, rivolgendosi alla gente disse: «Versate la sadaqa del vostro digiuno». Il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha stabilito, per ogni musulmano, sia libero sia schiavo, maschio sia femmina, piccolo sia grande, una quantità pari a un sa‘ di datteri o d’orzo, oppure a mezzo sa‘ di grano.” (Abu Dawud, al-Nasa’i) Spiegazione: il fatto che la fitra in grano sia di mezzo sa‘ è dimostrato dal suddetto hadith, che costituisce la prova dell’Imam Abu Hanifa su questo punto.

Capitolo 4: Il digiuno

L’importanza del digiuno nella Sharia

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا كُتِبَ عَلَيْكُمُ الصِّيَامُ كَمَا كُتِبَ عَلَى الَّذِيْنَ مِنْ قَبْلِكُمْ لَعَلَّكُمْ تَتَّقُوْنَ
(البقرة: ۱۸۳)

«O credenti, vi è stato prescritto il digiuno, così come fu prescritto a coloro che vi hanno preceduto, affinché possiate diventare pii.» (Sura al-Baqara – 183)

Attraverso il Corano, la Sunna e l’ijmaʿ è dimostrato che il digiuno è obbligatorio. Il ṣawm, o digiuno, è un atto rituale di culto molto antico, che era obbligatorio anche per le comunità precedenti alla comunità di Muhammad.

La prova della Sunna riguardo all’obbligatorietà del digiuno è la seguente:

(۲۱۷) وَعَنْ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ بُنِيَ الإِسْلَامُ عَلَى خَمْسٍ شَهَادَةِ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ وَإِقَامِ الصَّلَاةِ وَإِيتَاءِ الزَّكَاةِ وَصِيَامٍ رَمَضَانَ وَحِجّ الْبَيْتِ (بخاري – مسلم)

(217) «È narrato da Ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di entrambi) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “L’Islam è fondato su cinque cose: (1) testimoniare che non vi è alcuna divinità all’infuori di Allah e che Muhammad è Suo servo e Messaggero; (2) stabilire la preghiera; (4) osservare il digiuno del mese di Ramadan; e (5) compiere il pellegrinaggio alla Casa di Allah.”»

Riguardo all’obbligatorietà del digiuno esiste il consenso unanime dell’intera comunità, dall’epoca dei nobili Compagni fino a oggi. Pertanto, anche il consenso della comunità dimostra l’obbligatorietà del digiuno. Negare l’obbligatorietà del digiuno è miscredenza, mentre non osservare il digiuno pur riconoscendolo obbligatorio è trasgressione.

Come il digiuno reca beneficio all’anima dell’essere umano, così giova anche al corpo. Il digiuno accresce la purezza dell’anima e l’acutezza della capacità di riflettere. Per questo, da tempi immemorabili, i sufi, gli asceti e le persone timorate di Dio hanno osservato il digiuno.

Digiunare vedendo la luna nuova e interrompere il digiuno vedendo la luna nuova

(۲۱۸) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ جَاءَ أَعْرَابِي إِلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ إِنِّي رَأَيْتُ الْهِلَالَ يَعْنِي هِلَالَ رَمَضَانَ فَقَالَ أَتَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللهُ قَالَ نَعَمْ قَالَ أَتَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ اللَّهِ قَالَ نَعَمْ قَالَ يَا بِلالُ أَذَّنْ فِي النَّاسِ أَنْ يَصُوْمُوا غَدًا
(بخاري – مسلم – ترمذي – نسائي)

(218) «È narrato da Hazrat Ibn Abbas (ra) che un beduino arabo si presentò dal nobile Profeta (s) e disse: “Ho visto la luna nuova di Ramadan”. Il Profeta gli chiese: “Rendi testimonianza che non vi è alcuna divinità all’infuori di Allah?”. Egli rispose: “Sì”. Il Profeta gli chiese nuovamente: “Rendi testimonianza che Muhammad (s) è il Messaggero di Allah?”. Egli rispose: “Sì”. Allora il Profeta (s) disse a Bilal: “Annuncia alla gente che domani inizi il digiuno”». (Bukhari, Muslim, Tirmidhi, Nasa’i)

(۲۱۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ تَرَايَ النَّاسُ الْهِلَالَ فَأَخْبَرْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنِّي رَأَيْتُهُ فَصَامَ وَأَمَرَ النَّاسَ بِصِيَامِهِ
أبو داود – دارمي)

(219) Hazrat Abdullah ibn Umar (ra) racconta: un giorno la gente cercava di avvistare la luna nuova di Ramadan. Mi recai dal Messaggero (s) e gli comunicai di aver visto la luna nuova che annunciava il digiuno; dopo aver ricevuto questa notizia, il Profeta stesso iniziò il digiuno e ordinò alla gente di digiunare». (Abu Dawud, Darimi)

Spiegazione: riguardo all’avvistamento della luna nuova del digiuno, è sufficiente la testimonianza di un solo musulmano; cioè, se un musulmano testimonia di aver visto personalmente la luna nuova, ciò dimostra, secondo il testo del suddetto hadith, che si deve iniziare il digiuno basandosi sulla sua testimonianza. Questa è anche l’opinione degli imam. Tuttavia, se il cielo è completamente sereno, la testimonianza di una sola persona non è sufficiente. Per quanto riguarda invece la luna nuova dell’Eid, gli imam ritengono necessaria la testimonianza di almeno due musulmani affidabili qualora il cielo sia nuvoloso il 29 di Ramadan. Se il cielo è sereno, l’avvistamento della luna nuova non sarà accertato senza la testimonianza di un numero maggiore di persone.

(۲۲۰) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا تَصُوْمُوا حَتَّى تَرَوُا الْهِلَالَ وَلَا تُفْطِرُوا حَتَّى تَرَوْهُ فَإِنْ غُمَّ عَلَيْكُمْ فَاقْدِرُوا لَهُ وَفِي رِوَايَةٍ قَالَ الشَّهْرُ تِسْعٌ وَعِشْرُونَ لَيْلَةً فَلَا تَصُوْمُوا حَتَّى تَرَوْهُ فَإِنْ غُمَّ عَلَيْكُمْ فَاكْمِلُوا
الْعِدَّةَ ثَلاثِينَ (بخاري – مسلم)

(220) «Hazrat Abdullah ibn Umar (che Allah si compiaccia di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Non iniziate il digiuno senza aver visto la luna nuova e non interrompete il digiuno senza aver visto la luna nuova. Se la luna è nascosta (a causa delle nuvole), completate (il mese di Sha‘ban). In un’altra narrazione si dice che il Profeta abbia affermato: “Il mese può essere anche di ventinove notti; dunque non iniziate il digiuno senza aver visto la luna nuova. Se non è possibile vederla a causa delle nuvole, completate i trenta giorni di Sha‘ban”». (Bukhari, Muslim)

(۲۲۱) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صُومُوا لِرُؤْيَتِهِ وَأَفْطِرُوا لِرُؤْيَتِهِ فَإِنْ غُمَّ عَلَيْكُمْ فَأَكْمِلُوا عِدَّةَ شَعْبَانَ ثَلاثِينَ (بخاري – مسلم)

(221) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Iniziate il digiuno vedendo la luna nuova e interrompete il digiuno vedendo la luna nuova. Sì, se, a causa del cielo nuvoloso, non è possibile vedere la luna, completate i trenta giorni del mese di Sha‘ban”». (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: il mese arabo (mese lunare) può avere ventinove oppure trenta giorni. Perciò il Profeta ha detto: se, a causa del cielo nuvoloso, nessuno vede la luna il ventinove di Sha‘ban o il ventinove di Ramadan, completate i trenta giorni di Sha‘ban e iniziate il digiuno. Se il ventinove di Ramadan non si vede la luna di Shawwal, completate i trenta giorni di Ramadan e celebrate l’Eid.

Digiunare nel giorno del dubbio

(۲۲۲) وَعَنْ عَمَّارِ بْنِ يَاسِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ مَنْ صَامَ الْيَوْمَ الَّذِي يُشَكُ فِيْهِ فَقَدْ عَصَى أَبَا الْقَاسِمِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ (ابوداؤد – ترمذي)

(222) «Hazrat Ammar ibn Yasir (che Allah si compiaccia di lui) riferisce: “Chi digiuna nel giorno del dubbio disobbedisce certamente ad Abul-Qasim (il Messaggero)”». (Abu Dawud, Tirmidhi)

(۲۲۳) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صُوْمُوا لِرُؤْيَتِهِ وَافْطِرُوا لِرُؤْيَتِهِ فَإِنْ حَالَ بَيْنَكُمْ وَبَيْنَهُ سَحَابٌ فَكَمِلُوا الْعِدَّةَ ثَلَاثِينَ وَلَا تَسْتَقْبَلُوا الشَّهْرَ اسْتَقْبَالاً (أحمد – نسائي – ترمذي)

(223) «Ibn ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Osserverete il digiuno vedendo la luna nuova e lo interromperete vedendo la luna nuova. Tuttavia, se una nuvola si frappone tra voi e la luna (e la luna non viene vista a causa delle nuvole), completerete trenta giorni. E non anticipate arbitrariamente il mese.» (Aḥmad, Nasāʾī, Tirmidhī)

Spiegazione: se, a causa del cielo coperto di nuvole, la luna non viene vista, quel giorno viene chiamato يَوْمُ الشَّكِossia il Giorno del Dubbio. Poiché quel giorno sorge il dubbio sul fatto che la luna sia sorta o meno. In un giorno di questo genere, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) proibì severamente di osservare il digiuno di Ramadan. Allo stesso modo, proibì di celebrare lʿĪd in un giorno simile dando per scontato che la luna fosse sorta. Un giorno di questo tipo ricorre sempre il 29º giorno del mese lunare, perché, una volta completati i trenta giorni, non rimane alcun dubbio sul completamento del mese.

Descrizione del suḥūr e dellʾifṭār

(٢٢٤) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ تَسَخَّرُوا فَإِنَّ فِي السُّحُوْرِ بَرَكَةٌ
(بخاري – مسلم)

(224) «Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Consumate il suḥūr, perché nel suḥūr vi è benedizione.» (Bukhārī e Muslim)

(٢٢٥) وَعَنْ عَمْرِ وَبْنِ الْعَاصِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَصْلُ مَا بَيْنَ صِيَامِنَا وَصِيَامٍ أَهْلِ الْكِتَابِ أُكْلَةُ السَّحَرِ (أبو داود)

(225) «ʿAmr ibn al-ʿĀṣ (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: La differenza tra il nostro digiuno e quello della Gente del Libro (gli ebrei e i cristiani) è il suḥūr» (cioè noi appartenenti alla comunità di Muḥammad osserviamo il digiuno dopo aver consumato il suḥūr, mentre la Gente del Libro non consuma il suḥūr durante il proprio digiuno).» (Abū Dāwūd)

Spiegazione: ciò che si consuma con l’intenzione di osservare il digiuno nei momenti precedenti l’alba vera è chiamato suḥūr. In realtà, dopo aver consumato il suḥūr, il digiuno inizia dal momento immediatamente precedente l’alba vera. Tutti gli imam concordano sul fatto che, se non si consuma il suḥūr, il digiuno è valido; tuttavia, si omette una sunnah e si assomiglia al digiuno della Gente del Libro. Pertanto, anche se non si ha fame, si dovrebbe consumare almeno una piccola quantità di suḥūr.

(٢٢٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا سَمِعَ النِّدَاءَ أَحَدُكُمْ وَالْإِنَاءُ فِي يَدِهِ فَلَا يَضَعُهُ حَتَّى يَقْضِي حَاجَتَهُ مِنْهُ (أبو داود)

(226) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Se uno di voi sente l’adhān mentre il recipiente del cibo è nella sua mano, non lo deponga finché non abbia soddisfatto il proprio bisogno mangiandone.”» (Abū Dāwūd)

Spiegazione: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto di consumare il suhūr tardi, affinché il digiuno del digiunatore non si prolunghi inutilmente. Ha persino detto che, se nel vostro recipiente è rimasto del cibo anche dopo aver udito l’adhān, dovete mangiarlo. Tuttavia, dopo essersi accertati dell’inizio dell’alba vera, non è più consentito assumere cibo. In un altro ḥadīth si narra che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) abbia detto: “Non smettete di mangiare e bere appena sentite l’adhān di Bilāl, poiché Bilāl recita l’adhān della preghiera del fajr durante la notte, prima dell’alba vera. Potete mangiare fino all’adhān di Ibn Umm Maktūm.”

(۲۲۷)
وَعَنْ سَهْلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يَزَالُ النَّاسُ بِخَيْرٍ مَّا عَجَّلُوا الْفِطْرَ (بخاري – مسلم)

(227) «Hazrat Sahl (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Finché le persone affretteranno l’iftār, resteranno nella prosperità.”» (Bukhārī, Muslim)

(۲۲۸) وَعَنْ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا أَقْبَلَ اللَّيْلُ مِنْ هَاهُنَا وَأَدْبَرَ النَّهَارُ مِنْ هَاهُنَا وَغَرَبَتِ الشَّمْسُ فَقَدْ أَفْطَرَ الصَّائِمُ (بخاري – مسلم)

(228) «Hazrat ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Quando la notte giunge da questa parte (da oriente), il giorno se ne va da quella parte (da occidente) e il sole tramonta, allora il digiunatore deve rompere il digiuno.”» (Bukhārī, Muslim)

(۲۲۹) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ اللَّهُ تَعَالَى أَحَبُّ عِبَادِي إِلَيَّ أَعْجَلُهُمْ فِطْرًا (ترمذي)

(229) «Hazrat Abu Huraira (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Allah l’Altissimo dice: tra i Miei servi, quelli che amo di più sono coloro che si affrettano a rompere il digiuno». (Tirmidhi)

Spiegazione: è Sunna consumare il sehri tardivamente, nell’ultimo momento, e rompere il digiuno immediatamente al tramonto, senza alcun ritardo. Il Profeta ha insistito affinché si rompesse il digiuno senza indugio anche dopo il tramonto: ci si deve sedere con l’iftar già davanti a sé prima del tramonto e rompere il digiuno non appena si ode il richiamo alla preghiera. Poiché gli ebrei e i cristiani non consumano il sehri durante il loro digiuno e ritardano l’iftar, il Profeta ci ha ordinato di distinguere il nostro digiuno da quello degli ebrei e dei cristiani consumando regolarmente il sehri e rompendo rapidamente il digiuno.

Questo ultimo hadith è un hadith qudsi, poiché in esso il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha citato le parole di Allah.

(۲۳۰) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يَزَالُ الدِّيْنُ ظَاهِرًا مَا عَجَلَ النَّاسُ الْفِطْرَ لأَنَّ الْيَهُودَ وَالنَّصَارَى يُؤَخِّرُونَ
أبو داود ابن ماجة

(230) «Hazrat Abu Huraira (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: finché le persone si affretteranno a rompere il digiuno, la religione resterà vittoriosa. Infatti, gli ebrei e i cristiani ritardano la rottura del digiuno». (Abu Dawud, Ibn Majah)

Spiegazione: il significato dell’hadith è che la religione resterà vittoriosa finché i membri della mia umma si asterranno dal seguire i non musulmani e osserveranno adeguatamente la propria religione.

(۲۳۱) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ زُهْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ إِنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ إِذَا أَفْطَرَ قَالَ اللَّهُمَّ لَكَ صُمْتُ وَعَلَى رِزْقِكَ أَفْطَرْتُ (أبو داود)

(231) «Hazrat Mu’adh ibn Zuhra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: quando il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rompeva il digiuno, diceva: “O Allah, ho digiunato per Te soltanto e rompo il digiuno con il sostentamento che Tu mi hai concesso”». (Abu Dawud)

(۲۳۲) وَعَنْ حَفْصَةً رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ لَمْ يُجْمِعِ الصِّيَامَ قَبْلَ الْفَجْرِ فَلَا صِيَامَ لَهُ
ترمذي – أبو داود – نسائي – دارمي)

(232) «Hazrat Hafsa (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Chi non ha formulato l’intenzione di digiunare prima dell’alba, il suo digiuno non sarà valido.”»
(Tirmidhi, Abu Dawud, Nasa’i, Darimi)

Spiegazione: gli obblighi (pilastri) del digiuno sono due: (1) formulare l’intenzione; (2) astenersi dal cibo, dalle bevande e dai rapporti coniugali. In base a questo hadith, l’Imam Malik, al-Shafi‘i e l’Imam Ahmad ibn Hanbal affermano che chi digiuna deve formulare l’intenzione prima dell’alba vera. L’Imam Abu Hanifa, invece, basandosi su un hadith riguardante l’Ashura, afferma che è sufficiente formulare l’intenzione prima che il sole raggiunga lo zenit. (Nel caso in cui si dimentichi di formulare l’intenzione, in tale situazione)

Azioni che non invalidano il digiuno

(۲۳۳) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُدْرِكُهُ الْفَجْرُ فِي رَمَضَانَ وَهُوَ جُنُبٌ مِنْ غَيْرِ حُلْمٍ فَيَغْتَسِلُ وَيَصُوْمُ (بخاري – مسلم)

(233) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Talvolta, durante il Ramadan, l’alba sopraggiungeva mentre il Profeta si trovava in stato di impurità rituale, non dovuta a un sogno erotico; quindi faceva il bagno e digiunava.”» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: nella notte del digiuno, dopo il rapporto coniugale, è opportuno fare il bagno rituale e purificarsi prima di consumare il pasto predawn. Tuttavia, se qualcuno non riesce a fare il bagno prima del pasto predawn e in tale stato sopraggiunge l’alba vera, il suo digiuno non sarà invalidato. Dovrà però fare il bagno al più presto.

(٢٣٤) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ كَانَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يُقَبِّلُ وَيُبَاشِرُ وَهُوَ صَائِمٌ وَكَانَ أَمْلَكُكُمْ لأَرَيهِ (بخاري – مسلم)

(234) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) baciava e abbracciava le sue mogli mentre era a digiuno. Ed era più padrone di sé di voi”» (Bukhari, Muslim).

(٢٣٥) عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَجُلًا سَأَلَ
النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنِ الْمُبَاشَرَةِ لِلصَّائِمِ فَرَخَّصَ لَهُ وَأَتَاهُ آخَرُ فَسَأَلَهُ فَنَهَاهُ فَإِذَا الَّذِي رُخْصَ لَهُ شَيْخٌ وَالَّذِي نَهَاهُ شَابٌ (أبو داود)

(235) «È stato riferito da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): una volta un uomo chiese al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) riguardo al contatto fisico con la propria moglie durante il digiuno, ed egli glielo permise. Poi venne un altro uomo e pose la stessa domanda, ma il Profeta glielo proibì. In seguito si vide che colui al quale era stato concesso il permesso era anziano, mentre colui al quale era stato proibito era giovane» (Abu Dawud).

Spiegazione: per chi digiuna, il rapporto sessuale con la propria moglie durante il digiuno è assolutamente proibito. Pertanto, durante il digiuno, marito e moglie non devono compiere alcun comportamento che provochi l’eiaculazione o che possa far loro perdere il controllo e indurli ad avere un rapporto sessuale. In questo caso, il motivo per cui il Profeta concesse all’anziano il contatto fisico con la propria moglie durante il digiuno, cioè sdraiarsi con i genitali a contatto senza vestiti, e lo proibì al giovane, è che il desiderio sessuale dell’anziano è debole: egli non perderà il controllo durante tale contatto. Invece, il desiderio sessuale del giovane non è debole, perciò vi è la possibilità che perda il controllo. Poiché il Profeta era il più padrone di sé, durante il digiuno non si poneva per lui alcun rischio di perdere il controllo baciando o abbracciando, come ha menzionato Hazrat Aisha.

(٢٣٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ
صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ نَسِيَ وَهُوَ صَائِمٌ فَأَكَلَ أَوْ شَرِبَ فَلْيُتِمَّ صَوْمَهُ فَإِنَّمَا أَطْعَمَهُ اللَّهُ وَسَقَاهُ (بخاري – مسلم)

(236) «Abu Hurayra, che Allah sia compiaciuto di lui, riferì: il Profeta, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, disse: “Se qualcuno, mentre digiuna, mangia o beve per dimenticanza, deve completare il digiuno, poiché Allah gli ha dato da mangiare e da bere”» (Bukhari, Muslim).

Spiegazione: anche se qualcuno mangia qualcosa per dimenticanza, persino fino a saziarsi, il digiuno non sarà invalidato; pertanto, anche se mangia per dimenticanza, completerà il suo digiuno.

(۲۳۷) وَعَنْ عَامِرِ بْنِ رَبِيعَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ رَأَيْتُ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَا لَا أُحْصِي يَتَسَوَّكُ وَهُوَ صائم (ترمذي – أبو داود )

(237) «Hazrat Amer ibn Rabia (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ho visto il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) usare il miswak innumerevoli volte mentre digiunava». (Tirmidhi, Abu Dawud)

Spiegazione: usare il miswak durante il digiuno, sia con un ramoscello secco sia con un ramoscello fresco, non danneggia in alcun modo il digiuno. Tuttavia, lavarsi i denti durante il digiuno con qualsiasi dentifricio in polvere o pasta dentifricia è makruh.

(۲۳۸) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ ذَرَعَهُ الْقَيْءُ وَهُوَ صَائِمٌ فَلَيْسَ عَلَيْهِ قَضَاءٌ وَمَنِ اسْتَقَاءَ عَمَدًا فَلْيَقْضِ
(ترمذي – أبو داود – ابن ماجة)

(238) «Hazrat Abu Huraira (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Chi vomita involontariamente mentre digiuna non deve recuperare il digiuno; invece, se qualcuno vomita deliberatamente, deve recuperarlo». (Tirmidhi, Abu Dawud, Ibn Majah)

Il digiuno durante il viaggio

(۲۳۹) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ حَمْزَةَ بْنَ عَمْرٍو الْأَسْلَمِي قَالَ لِلنَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَأَصُومُ فِي السَّفَرِ قَالَ إِنْ شِئْتَ فَصُمْ وَإِنْ شِئْتَ فَأَفْطِرْ
بخاري – مسلم – ترمذي)

(239) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: Un giorno Hamza ibn Amr chiese al Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): “O Messaggero di Allah, devo digiunare durante il viaggio?”. Hamza era un Compagno che digiunava molto frequentemente. In risposta, il Profeta disse: “Durante il viaggio, se vuoi puoi digiunare, e se non vuoi puoi non digiunare.”» (Bukhari, Muslim, Tirmidhi)

(٢٤٠) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ غَزَوْنَا مَعَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لِسِتَّ عَشْرَةَ مَضَتْ مِنْ شَهْرِ رَمَضَانَ فَمِنَّا مَنْ صَامَ وَمِنَّا مَنْ أَفْطَرَ فَلَمْ يَعِبِ الصَّائِمُ عَلَى الْمُفْطِرِ وَلَا الْمُفْطِرُ عَلَى الصَّائِمِ (مسلم)

(240) «Hazrat Abu Sa’id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: una volta, il sedicesimo giorno del digiuno, eravamo impegnati in una spedizione militare insieme al Messaggero (pace e benedizioni su di lui). In quell’occasione, alcuni di noi stavano digiunando, mentre altri avevano interrotto il digiuno. Tuttavia, così come coloro che digiunavano tra noi non biasimavano quelli che non digiunavano, questi ultimi non rimproveravano quelli che digiunavano. (Muslim)»

Spiegazione: dal hadith sopra menzionato si apprende che, durante il viaggio, spetta al viaggiatore scegliere se digiunare o meno: se vuole, può digiunare, e se vuole può non digiunare. Tuttavia, se non digiuna durante il viaggio, dovrà recuperare il digiuno in un altro momento.

(٢٤١) وَعَنْ جَابِرِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي سَفَرٍ فَرَأَى زِحَامًا وَرَجُلاً قَدْ ظُلِلَ عَلَيْهِ فَقَالَ مَا هَذَا فَقَالُوْا صَائِمٌ فَقَالَ لَيْسَ مِنَ الْبَرِّ الصَّوْمُ فِي السَّفَرِ (بخاري – مسلم)

(241) «Hazrat Jabir ibn Abd Allah (che Allah sia soddisfatto di entrambi) racconta: una volta il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) si trovava in viaggio. Durante una sosta vide in un luogo una folla e vide che un uomo era stato posto all’ombra. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) chiese: “Che cosa succede?”. La gente rispose: “È una persona che digiuna”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Non è un atto di bontà digiunare in queste condizioni durante il viaggio”.» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: secondo il significato di questo hadith, se il digiuno causa al viaggiatore una sofferenza eccessiva, è preferibile non digiunare. Infatti, durante un viaggio, verso la fine della giornata, alcuni Compagni persero conoscenza perché stavano digiunando; allora il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Costoro hanno commesso un atto peccaminoso”. In realtà, tutti gli imam concordano sul fatto che, per chi trova difficile digiunare durante il viaggio, sia preferibile non digiunare. Tuttavia, riguardo a chi non trova difficile digiunare durante il viaggio, l’opinione dell’Imam Abu Hanifa, dell’Imam Malik e dell’Imam al-Shafi’i è che sia preferibile digiunare. Al contrario, secondo l’opinione dell’Imam Ahmad ibn Hanbal, dell’Imam al-Awza’i e dell’Imam Ishaq, è preferibile non digiunare. (Nayl al-Awtar)

Capitolo 5: Il pellegrinaggio

Descrizione del pellegrinaggio

وَلِلَّهِ عَلَى النَّاسِ حِجُّ الْبَيْتِ مَنِ اسْتَطَاعَ إِلَيْهِ سَبِيلاً
آل عمران (۹۷)

«Compiere il pellegrinaggio alla Casa, per Allah, è un obbligo per chi ne abbia la possibilità di raggiungerla.» (Āl ʿImrān, 97)

وَأَتِمُوا الْحَجَّ وَالْعُمْرَةَ لِلَّهِ (البقرة : ١٩٦)

«E completate il pellegrinaggio e la ʿumra per Allah.» (al-Baqara, 196)

Il pellegrinaggio è uno dei cinque pilastri dell’Islam. Dopo che il Messaggero (sallallahu alayhi wa sallam) emigrò a Medina, il pellegrinaggio divenne obbligatorio nel sesto anno dell’Egira. Secondo alcuni, invece, divenne obbligatorio nel nono anno dell’Egira. È obbligatorio compiere il pellegrinaggio una sola volta nella vita. Per il pellegrinaggio devono essere presenti le seguenti cinque condizioni: (1) essere musulmano; (2) aver raggiunto la pubertà; (3) essere sano di mente; (4) essere libero, cioè non essere schiavo; (5) avere la capacità, sotto il profilo economico, fisico e mentale. Secondo gli imam Abu Hanifa, Malik e Ahmad ibn Hanbal, quando il pellegrinaggio diventa obbligatorio è indispensabile compierlo immediatamente. Tuttavia, anche se lo si compie in seguito, l’obbligo risulta adempiuto. Secondo gli imam al-Shafiʿi, al-Awzaʿi e al-Thawri, il pellegrinaggio è un obbligo differibile. Pertanto non vi è colpa nel compierlo più tardi. Quando sono presenti queste cinque condizioni, il pellegrinaggio diventa obbligatorio sia per gli uomini sia per le donne. Per le donne, tuttavia, vi è una condizione aggiuntiva: devono avere come compagno di viaggio un mahram.

(٢٤٢) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ خَطَبَنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ يَا أَيُّهَا النَّاسُ قَدْ فَرِضَ عَلَيْكُمُ الْحَجُّ فَحَجُّوا فَقَالَ رَجُلٌ أَكُلَّ عَامٍ يَا رَسُولَ اللهِ فَسَكَتَ حَتَّى قَالَهَا ثَلَاثًا فَقَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَوْ قُلْتُ نَعَمْ لَوَجَبَتْ وَلَمَا اسْتَطَعْتُمْ ثُمَّ قَالَ ذَرُونِي مَا تَرَكْتُكُمْ فَإِنَّمَا هَلَكَ مَنْ كَانَ قَبْلَكُمْ بِكَثْرَةِ سُؤَالِهِمْ وَاخْتِلَافِهِمْ عَلَى أَنْبِيَائِهِمْ فَإِذَا أَمَرْتُكُمْ بِشَيْءٍ فَأْتُوا مِنْهُ مَا اسْتَطَعْتُمْ وَإِذَا نَهَيْتُكُمْ عَنْ شَيْءٍ فَدَعُوهُ (مسلم)

(242) «Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: un giorno il Messaggero (sallallahu alayhi wa sallam), mentre teneva un sermone rivolto a noi, disse: “O gente, il pellegrinaggio è stato reso obbligatorio per voi; dunque compite il pellegrinaggio”. Un uomo domandò: “O Messaggero di Allah (sallallahu alayhi wa sallam), ciò vale per ogni anno?”. Il Profeta rimase in silenzio, finché quell’uomo ripeté la stessa domanda tre volte. Allora il Profeta (sallallahu alayhi wa sallam) disse: “Se avessi risposto di sì, sarebbe diventato obbligatorio per voi ogni anno, ma allora non avreste avuto la capacità di compierlo”. Poi disse: “Lasciatemi ciò che vi ho lasciato; in verità, coloro che vi hanno preceduto furono distrutti per le loro numerose domande e per le loro divergenze con i loro profeti. Quando vi ordino qualcosa, compitene quanto potete; e quando vi proibisco qualcosa, abbandonatela”.» (Muslim)

Spiegazione: in un altro hadith si riferisce che il Compagno che pose la domanda era ʿAqra ibn Habis. Oltre alla questione dell’obbligatorietà del pellegrinaggio, da questo hadith si possono comprendere diversi punti. Primo: Allah aveva conferito al Nobile Profeta (sallallahu alayhi wa sallam), in alcune questioni riguardanti la Sharia, anche l’autorità di impartire disposizioni fondamentali. Pertanto, anche le istruzioni del Profeta sono una fonte della Sharia. Secondo: non bisogna porre domande eccessive e minuziose senza necessità sulle questioni della religione e della Sharia, perché ciò accresce le difficoltà. Come dice Allah:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوْا لَا تَسلُّلُوا عَنْ أَشْيَاءَ إِنْ تُبْدَ لَكُمْ تَسْؤُكُمْ (المائدة – ١٠١)

«O credenti, non ponete domande inutili su varie questioni, perché, se vi fosse data una risposta, ciò vi causerebbe difficoltà.» (al-Ma’ida, 101)

(٢٤٣) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ خَرَجْنَا مَعَ
رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَامَ حَجَّةِ الْوَدَاعِ فَمِنَّا مَنْ أَهَلَّ بِعُمْرَةٍ وَمِنَّا مَنْ أَهَلَّ بِحَجٍ وَعُمْرَةٍ وَمِنَّا مَنْ أَهَلَّ بِالْحَجِّ وَأَهَلَّ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِالْحَجِّ فَأَمَّا مَنْ أَهَلَّ بِعُمْرَةٍ فَحَلَّ وَأَمَّا مَنْ أَهَلَّ بِالْحَجِّ أَوْ جَمَعَ الْحَجَّ وَالْعُمْرَةَ لَمْ يَحِلُّوا حَتَّى كَانَ يَوْمُ النَّحْرِ
(بخاري – مسلم)

(243) “La venerabile Aisha (che Allah si compiaccia di lei) disse: nell’anno del Pellegrinaggio d’addio partimmo in viaggio con il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Alcuni di noi assunsero l’ihram soltanto per l’umra; altri assunsero l’ihram sia per l’hajj sia per l’umra. Il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), invece, assunse l’ihram soltanto per l’hajj. Pertanto, coloro che avevano assunto l’ihram soltanto per l’umra lo tolsero dopo aver compiuto il tawaf e il sa‘y. Quanto a coloro che avevano assunto l’ihram con l’intenzione del solo hajj e a coloro che lo avevano assunto congiuntamente per l’hajj e l’umra, non lo tolsero fino al Giorno del Sacrificio (il 10 di Dhu al-Hijja).” (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: questo avvenne nel decimo anno dell’Egira, poiché il Pellegrinaggio d’addio del Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ebbe luogo nel decimo anno dell’Egira. Dal hadith in questione apprendiamo che esistono tre tipi di hajj. (1) Qiran: si definisce hajj qiran quello in cui il pellegrino assume l’ihram al miqat con l’intenzione sia dell’hajj sia dell’umra e dice:اللَّهُمَّ لَبَّيْكَ بِحَجِّ وَعُمْرَةٍ

«O Allah, eccomi qui per l’hajj e l’umra». (2) Ifrad: si definisce ifrad quell’hajj in cui il pellegrino assume l’ihram al miqat con la sola intenzione dell’hajj. Entrambi i pellegrini sopra menzionati devono rimanere in stato di ihram fino al 10 di Dhu al-Hijja, cioè fino al Giorno del Sacrificio. Tuttavia, il pellegrino che pratica il qiran completerà l’umra dopo essere giunto alla Mecca, prima dell’hajj. Quanto a colui che ha formulato l’intenzione dell’ifrad, compirà prima l’hajj e poi l’umra, e per quest’ultima assumerà nuovamente l’ihram. (3) Hajj tamattu‘: il pellegrino che intende compiere l’hajj tamattu‘ assumerà al miqat l’ihram con la sola intenzione dell’umra; giunto alla Mecca, completerà l’umra mediante il tawaf e il sa‘y, poi si raderà il capo o si taglierà i capelli, toglierà l’ihram e tornerà allo stato di halal. In seguito, l’8 di Dhu al-Hijja assumerà nuovamente l’ihram con l’intenzione dell’hajj (nella Mecca benedetta) e partirà verso Mina.

(٢٤٤) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ وَقْتَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لِأَهْلِ الْمَدِينَةِ ذَا الْحُلَيْفَةِ وَلِأَهْلِ الشَّامِ الْجُحْفَةَ وَلِأَهْلِ نَجْرٍ قَرْنَ الْمَنَازِلِ وَلِأَهْلِ الْيَمَنِ يَلَمْلَمَ فَهُنَّ لَهُنَّ وَلِمَنْ أَتَى عَلَيْهِنَّ مِنْ غَيْرِ أَهْلِهِنَّ لِمَنْ كَانَ يُرِيدُ الْحَجَّ وَالْعُمْرَةَ فَمَنْ كَانَ دُونَهُنَّ فَمُهَلُهُ مِنْ أَهْلِهِ وَكَذَاكَ وَكَذَاكَ حَتَّى أَهْلُ مَكَّةَ يُهِلُّونَ مِنْهَا (بخاري – مسلم)

(244) “La venerabile Ibn Abbas (che Allah si compiaccia di entrambi) disse: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) stabilì Dhu al-Hulayfa come miqat per gli abitanti di Medina, al-Juhfa per gli abitanti della Siria, Qarn al-Manazil per gli abitanti del Najd e Yalamlam per gli abitanti dello Yemen. Questi luoghi sono il miqat per le popolazioni sopra menzionate e anche per chiunque, non appartenendo a tali popolazioni, li oltrepassi con l’intenzione di compiere l’hajj e l’umra. Quanto a coloro che risiedono all’interno del miqat, cioè più vicino alla Mecca, il luogo in cui assumere l’ihram è la propria casa. Allo stesso modo, gli abitanti della Mecca assumeranno l’ihram dalla Mecca benedetta.” (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: per miqat si intende quel luogo determinato dal quale è vietato recarsi verso la Mecca senza aver indossato l’ihram. Secondo l’Imam Abu Hanifa, tutti, eccetto gli abitanti che risiedono all’interno del miqat, devono assumere l’ihram e oltrepassare il miqat in tale stato. Secondo l’opinione dell’Imam al-Shafi‘i, invece, solo chi intende compiere l’umra o l’hajj deve assumere l’ihram al miqat, e non gli altri.

Il tawaf della Casa di Allah

(٢٤٥) وَعَنْ عُرْوَةَ بْنَ الزُّبَيْرِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَدْ حَجَّ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَأَخْبَرَتْنِي عَائِشَةُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ أَوَّلَ شَيْءٍ بَدَأَ بِهِ حِيْنَ قَدِمَ مَكَّةَ أَنَّهُ تَوَضَّأَ ثُمَّ طَافَ بِالْبَيْتِ ثُمَّ لَمْ تَكُنْ عُمْرَةٌ ثُمَّ حَجَّ أَبُو بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ فَكَانَ أَوَّلُ شَيْءٍ بَدَأَ بِهِ الطَّوَافُ بِالْبَيْتِ ثُمَّ لَمْ تَكُنْ عُمْرَةٌ ثُمَّ عُمَرُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ ثُمَّ عُثْمَانُ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ مِثْلَ ذَالِكَ
(بخاري – مسلم)

(245) «Urwa ibn al-Zubayr (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) compì il pellegrinaggio. A proposito di ciò, Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Quando il Profeta entrò alla Mecca, la prima cosa che fece fu compiere l’abluzione. Poi fece il tawaf della Casa, senza trasformarlo in ʿumra (cioè senza togliere l’ihram). In seguito Abu Bakr (che Allah sia soddisfatto di lui) compì il pellegrinaggio; anch’egli iniziò con il tawaf della Casa, senza trasformarlo in ʿumra. Poi ʿUmar e ʿUthman (che Allah sia soddisfatto di loro) fecero lo stesso.”» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: dopo essere entrati alla Mecca in stato di ihram, la prima cosa da fare è il tawaf della Casa di Allah. Questo tawaf è una sunna; tuttavia, per chi entra con l’intenzione di compiere la ʿumra, esso è wajib. Per “tawaf” si intende compiere sette giri intorno alla Casa di Allah. Questo tawaf deve iniziare dalla Pietra Nera e si deve procedere verso destra. Nei primi tre giri si deve camminare rapidamente, mentre nei quattro successivi lentamente. Il primo tawaf che i pellegrini compiono appena giunti alla Mecca si chiama “tawaf al-qudum” ed è una sunna. Il tawaf compiuto il decimo giorno di Dhu al-Hijja, durante il pellegrinaggio, è chiamato “tawaf al-ziyarah” o “tawaf al-ifada” ed è fard. Il tawaf compiuto al momento della partenza si chiama “tawaf al-widaʿ” ed è wajib. Durante la permanenza alla Mecca, la ricompensa del tawaf è maggiore di quella delle altre devozioni volontarie.

Il tawaf, la preghiera del tawaf e il saʿy tra Safa e Marwa

(٢٤٦) عَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا طَافَ فِي الْحَجِّ أَوِ الْعُمْرَةِ أَوَّلَ مَا يَقْدِمُ سَعَى ثَلَاثَةَ أَطْوَافٍ وَمَشَى أَرْبَعَةٌ ثُمَّ سَجَدَ سَجْدَتَيْنِ ثُمَّ يَطُوفُ بَيْنَ الصَّفَا وَالْمَرْوَةِ (بخاري – مسلم)

(246) «Abdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui e di suo padre) riferisce: “Quando il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) giungeva per la prima volta alla Mecca in occasione del pellegrinaggio o della ʿumra, percorreva rapidamente i primi tre giri e camminava normalmente nei quattro successivi. Poi pregava due rakaʿat (presso il maqam di Ibrahim). In seguito compiva il saʿy tra Safa e Marwa.”» (Bukhari, Muslim)

Spiegazione: per chi compie il tawaf, dopo averlo terminato è wajib pregare due rakaʿat stando presso il maqam di Ibrahim. Secondo gli imam, questa preghiera può essere compiuta in qualsiasi momento. Tuttavia, secondo l’opinione dell’imam Abu Hanifa, non è consentito compierla nei momenti in cui la preghiera è proibita; bisogna attendere. Per i pellegrini, compiere sette volte il saʿy tra i monti Safa e Marwa è fard. Secondo l’imam Abu Hanifa, invece, è wajib.

(٢٤٧) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ أَقْبَلَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَدَخَلَ مَكْةً فَأَقْبَلَ إِلَى الْحَجَرِ فَاسْتَلَمَهُ ثُمَّ طَافَ بِالْبَيْتِ ثُمَّ أَتَى الصَّفَا فَعَلَاهُ حَتَّى يَنْظُرَ إِلَى الْبَيْتِ فَرَفَعَ يَدَيْهِ فَجَعَلَ يَذْكُرُ اللَّهَ مَا شَاءَ وَيَدْعُوهُ (أبو داود)

(247) «Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) partì da Medina e giunse alla Mecca; quindi si diresse verso la Pietra Nera e la baciò. Poi compì il tawaf della Kaʿba. Dopodiché salì sul monte Safa, da dove poteva vedere la Casa di Allah, e, sollevando le mani, si dedicò al dhikr di Allah e alla supplica secondo la propria volontà.» (Abu Dawud)

Spiegazione: Anche questo hadith mostra che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), giunto alla Mecca, compiva innanzitutto il tawaf. Dopodiché compiva il sa‘y tra Safa e Marwa; durante il tawaf e il sa‘y faceva dhikr e suppliche. Tuttavia, non recitava uno specifico dhikr né una specifica supplica. Pertanto, durante il tawaf e il sa‘y si può recitare qualsiasi supplica.

La permanenza ad Arafat e Muzdalifa e il sacrificio a Mina

(٢٤٨) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ نَحَرْتُ هَاهُنَا وَمِنَى كُلُّهَا مَنْحَرٌ فَانْحَرُوا فِي رِجَالِكُمْ وَوَقَفْتُ هَاهُنَا وَعَرَفَةُ كُلُّهَا مَوْقِفٌ وَوَقَفْتُ هَاهُنَا وَالْمُزْدَلِفَةُ كُلُّهَا مَوْقِفٌ (مسلم)

(248) «È stato riferito da Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Ho compiuto il sacrificio qui, ma tutta Mina è un luogo di sacrificio; sacrificate dunque nei luoghi in cui soggiornate. Ho sostato qui, ma tutta Arafat è luogo di sosta; e ho sostato qui, ma tutta Muzdalifa è luogo di sosta”.» (Muslim)

Spiegazione: All’alba del 10 Dhu al-Hijja, i pellegrini partono da Muzdalifa, giungono alla Jamara e, dopo aver lapidato Satana, compiono il sacrificio. Secondo l’Imam Abu Hanifa, questo sacrificio è wajib ed è una parte dell’Hajj. È sufficiente compierlo in qualsiasi luogo di Mina. Questo è ciò che ha detto il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Tra gli atti obbligatori, o pilastri, dell’Hajj, il principale è sostare ad Arafat per un certo periodo, dal momento in cui il sole declina il 9 Dhu al-Hijja fino alla notte. Qui, con un solo adhan e con iqama separate, si devono recitare dapprima in congregazione le due rakʿa della preghiera obbligatoria di zuhr e subito dopo, con un’altra iqama, le due rakʿa della preghiera di asr, riunite. Il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pregò proprio in questo modo. Nell’hadith, il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto che l’intero campo di Arafat è luogo di wuquf, o di sosta; pertanto, se si sosta in una qualsiasi sua parte entro il tempo stabilito, l’obbligo sarà assolto. Allo stesso modo, dopo il tramonto del sole del 9 Dhu al-Hijja, i pellegrini partono da Arafat, giungono a Muzdalifa passando per la strada della Mecca e di Mina, pregano insieme le preghiere di maghrib e di isha e rimangono a Muzdalifa fino all’alba vera. Secondo l’Imam Abu Hanifa, questa permanenza è wajib ed è una parte dell’Hajj. Nell’hadith, il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto che tutta Muzdalifa è un luogo di sosta; pertanto, se i pellegrini sostano in un qualsiasi punto di essa, l’obbligo sarà assolto.

(٢٤٩) وَعَنْ نَافِعٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ عَبْدَ اللَّهِ بْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا كَانَ يَقُولُ مَنْ لَمْ يَقِفْ بِعَرَفَةَ مِنْ لَيْلَةِ الْمُزْدَلِفَةِ قَبْلَ أَنْ يَطْلَعَ الْفَجْرُ فَقَدْ فَاتَهُ الْحَجُّ وَمَنْ وَقَفَ بِعَرَفَةً مِنْ لَيْلَةِ الْمُزْدَلِفَةِ مِنْ قَبْلِ أَنْ يَطْلَعَ الْفَجْرُ فَقَدْ أَدْرَكَ الْحَجَّ (مؤطا إمام مالك)

(249) «Nafiʿ (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che ʿAbd Allah ibn ʿUmar diceva: “Chiunque non riesca a sostare nella pianura di Arafat, durante la notte di Muzdalifa, prima dell’alba, non ha compiuto l’Hajj. Chi invece sostenga ad Arafat, durante la notte di Muzdalifa, prima dell’alba, ha raggiunto l’Hajj”.» (Muwattaʾ dell’Imam Malik)

Spiegazione: se qualcuno, per una qualsiasi ragione, non riesce a raggiungere Arafat durante il giorno del 9 di Dhu al-Hijjah, cioè nel periodo compreso tra il passaggio del sole allo zenit e il tramonto, il suo hajj sarà valido qualora riesca a raggiungere la pianura di Arafat e a sostarvi anche in una qualsiasi parte della notte di Muzdalifa, cioè la notte successiva al 9 di Dhu al-Hijjah. Chi sosta ad Arafat dopo il passaggio del sole allo zenit deve prolungare la sosta fino al tramonto e, dopo il tramonto, deve partire verso Muzdalifa. Tuttavia, per chi non sia riuscito a sostare durante il giorno, anche una breve sosta nella notte del 10 di Dhu al-Hijjah sarà sufficiente per compiere il wuquf.

Lapidazione delle jamarāt

(٢٥٠) وَعَنْ جَابِرِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ رَأَيْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَمَى الْجَمْرَةَ بمِثْلِ حَصَى الْخَذَفِ (مسلم)

(250) «Hadrat Jabir ibn Abd Allah (ra) disse: Ho visto il Messaggero (s) lanciare contro la jamrah sassolini grandi quanto un nocciolo di dattero.» (Muslim)

(٢٥١) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ رَمَى رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْجَمْرَةَ يَوْمَ النَّحْرِ ضُحًى وَأَمَّا بَعْدَ ذَالِكَ فَإِذَا زَالَتِ الشَّمْسُ (بخاري – مسلم)

(251) «Hadrat Jabir (ra) disse: nel giorno dell’Eid al-Adha, il Messaggero (s) lanciò i sassolini contro la jamrah prima di mezzogiorno, mentre nei due giorni successivi li lanciò quando il sole aveva oltrepassato lo zenit.» (Bukhari, Muslim)

(٢٥٢) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ انْتَهَى إِلَى الْجَمْرَةِ الْكُبْرَى فَجَعَلَ الْبَيْتَ عَنْ يَسَارِهِ وَمِنِّي عَنْ يَمِينِهِ وَرَمَى بِسَبْعِ حَصَيَاتٍ يُكَبِّرُ مَعَ كُلِّ حَصَاةٍ ثُمَّ قَالَ هَكَذَا رَمَى الَّذِي أُنْزِلَتْ عَلَيْهِ سُورَةُ الْبَقَرَةِ (بخاري – مسلم)

(252) «È stato narrato da Hadrat Abd Allah ibn Mas‘ud (ra) che egli raggiunse Jamrat al-Kubra, tenendo la Casa di Allah alla sua sinistra e Mina alla sua destra, e lanciò sette sassolini, dicendo “Allahu akbar” con ciascun sassolino. Poi disse: “Così lanciava colui al quale fu rivelata la sura al-Baqara.”
(Bukhari, Muslim)

Spiegazione: I pellegrini trascorrono la notte del 10 Zul-Hijjah a Muzdalifa, poi all’alba giungono a Mina e, la mattina del 10 Zul-Hijjah, lanciano sette sassolini contro la «Jamrat al-Kubra», ossia la grande jamrah; quindi compiono il sacrificio e, dopo essersi rasati il capo o aver tagliato i capelli, si liberano dell’ihram e tornano allo stato normale. In altre parole, diventano halal. Trascorrono poi a Mina i due o tre giorni successivi e, dopo il passaggio del sole allo zenit, devono lanciare ogni giorno sette sassolini contro ciascuna delle tre jamrah; il 10 Zul-Hijjah, invece, devono lanciarli soltanto contro una jamrah. Nel hadith, Ibn Mas‘ud (che Allah sia soddisfatto di lui) ha parlato del lancio dei sassolini del primo giorno. Lanciare i sassolini contro le jamrah per tre o quattro giorni consecutivi è wajib.

Descrizione del sacrificio

(٢٥٣) وَعَنْ عَلِيِّ بْنِ أَبِي طَالِبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ نَحَرَ بَعْضَ هَدْيهِ وَنَحَرَ غَيْرُهُ بَعْضَهُ
(مؤطا إمام مالك)

(253) «È narrato da Hazrat Ali ibn Abi Talib (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero ha sgozzato personalmente una parte dei suoi animali hady, mentre la parte restante è stata sgozzata da altri.» (Muwatta dell’Imam Malik)

(٢٥٤) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ ذَبَحَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا بَقَرَةً يَوْمَ النَّحْرِ (مسلم)

(254) «Hazrat Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: nel giorno del sacrificio, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) sgozzò a Mina una vacca per conto di Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei).» (Muslim)

(٢٥٥) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ نَحَرْنَا مَعَ رَسُوْلِ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَامَ الْحُدَيْبِيَّةِ الْبُدْنَةَ عَنْ سَبْعَةِ وَالْبَقَرَةَ عَنْ سَبْعَةٍ (مسلم)

(255) «Hazrat Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: nell’anno di Hudaybiyyah, insieme al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), sacrificammo un cammello per conto di sette persone e, analogamente, una vacca per conto di sette persone.» (Muslim)

Spiegazione: «Hady» è l’animale sacrificale che i pellegrini portano con sé durante il pellegrinaggio per sacrificarlo a Mina. In generale, il sacrificio è obbligatorio per la persona benestante che possiede il niṣāb. Dopo il sacrificio, colui che compie il pellegrinaggio si rade la testa.

Radersi la testa

(٢٥٦) وَعَنْ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ حَلَقَ رَأْسَهُ فِي حُجَّةِ الْوِدَاعِ وأُنَاسٌ مِنْ أَصْحَابِهِ وَقَصَّرَ بَعْضُهُمْ (بخاري – مسلم)

(258) «Hazrat Ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) disse: durante il Pellegrinaggio d’Addio, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e alcuni dei suoi Compagni si rasero la testa, mentre altri si accorciarono i capelli». (Bukhari, Muslim)

(٢٥٧) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَيْسَ عَلَى النِّسَاءِ الْحَلْقُ إِنَّمَا عَلَى النِّسَاءِ التَّقْصِيرُ
أبو داود – ترمذي – الدارمي)

(257) «Hazrat Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di entrambi) disse: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: durante l’Hajj o l’Umra, le donne non devono radersi la testa, ma devono tagliare solo una piccola parte dei capelli». (Abu Dawud, Tirmidhi, Darimi)

Spiegazione: tra i riti da compiere durante l’Hajj, dopo il sacrificio è obbligatorio radersi o tagliarsi i capelli. Per le donne non è necessario radersi la testa; è sufficiente tagliare una piccola parte delle punte dei capelli per adempiere all’obbligo.

(٢٥٨) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمَرِو بْنِ الْعَاصِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَقَفَ فِي حَجَّةِ الْوَدَاعِ بِمِنِّى لِلنَّاسِ يَسْأَلُونَهُ فَجَاءَهُ رَجُلٌ فَقَالَ لَمْ أَشْعُرْ فَحَلَقْتُ قَبْلَ أَنْ أَدْبَحَ فَقَالَ إِذْبَحْ وَلَا حَرَجَ فَجَاءَ آخَرُ فَقَالَ لَمْ أَشْعُرْ فَنَحَرْتُ قَبْلَ أَنْ أَرْمِيَ فَقَالَ ارْمٍ وَلَا

حَرَجَ فَمَا سُئِلَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنْ شَيْءٍ قُدَمَ وَلَا أُخْرَ إِلَّا قَالَ افْعَلْ وَلَا حَرَجَ (بخاري – مسلم)

(258) «È narrato da ʿAbd Allāh ibn ʿAmr ibn al-ʿĀṣ (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), durante il Pellegrinaggio d’Addio, giunse a Minā e si fermò in un luogo affinché la gente potesse rivolgergli domande sulle questioni rituali. Allora venne un uomo e disse: “O Messaggero di Allah, per ignoranza mi sono rasato la testa prima di compiere il sacrificio.” Egli disse: “Non c’è alcun inconveniente (peccato); ora compi il sacrificio.” Poi venne un altro uomo e disse: “O Messaggero di Allah, per ignoranza ho compiuto il sacrificio prima di lanciare le pietruzze.” Egli disse: “Non c’è alcun inconveniente (peccato). Ora vai e lancia le pietruzze.” In breve, quel giorno, per ogni domanda che gli fu posta riguardo a ciò che era stato compiuto prima o dopo, il Messaggero diede la stessa risposta: “Non c’è alcun problema; ora vai e compi ciò che resta.” (al-Bukhārī, Muslim)»

Spiegazione: riguardo al significato del suddetto ḥadīth, l’Imām al-Shāfiʿī afferma che, tra gli atti obbligatori (wājib) del ḥajj sopra menzionati, rispettare l’ordine (tartīb) è una sunna. Pertanto, omettendo il rispetto dell’ordine si è omessa una sunna; il ḥajj resta valido e non è necessario offrire un dam. Al contrario, l’Imām Abū Ḥanīfa e Mālik affermano che rispettare l’ordine è wājib. Pertanto, anche se non si commette peccato, per l’omissione di un atto wājib è necessario offrire un dam.

— Fine —