Hazrat Muhammad (s:) è, da un lato, l’ultimo Profeta e, dall’altro, il Profeta dell’intera umanità di tutto il mondo. Noi musulmani, che affermiamo di essere membri dell’ummah del Profeta (s:), abbiamo il dovere di conoscere tutti gli ordini e i precetti del Messaggero; tutte le azioni e le opere dell’intera vita del venerabile Profeta costituiscono la sua Sunnah. Ed è attraverso gli hadith che possiamo acquisire la conoscenza della Sunnah. Pertanto, insieme alla conoscenza del Sacro Corano, anche l’acquisizione della conoscenza degli hadith è per noi indispensabile e necessaria.
È proprio la consapevolezza di tale necessità che mi ha ispirato a compilare questo libro. In quest’unica opera ho cercato di riunire in un solo luogo le indicazioni del Messaggero (s:) riguardo agli argomenti necessari. In questo primo volume del libro ho naturalmente discusso l’importanza e il merito di ciascun argomento. Nel secondo volume ho trattato le questioni giuridiche; nel terzo ho fatto luce sugli hadith relativi agli argomenti morali; nel quarto ho esaminato gli hadith relativi alle raccomandazioni del Messaggero.
Se questo libro riuscirà anche solo minimamente ad aiutare coloro che desiderano acquisire la conoscenza delle indicazioni del Grande Profeta, considererò ricompensata la mia fatica. Che Allah l’Onnipotente accetti questo mio modesto sforzo. Amin!
Abul Kalam Muhammad Yusuf
Dhanmondi, Dhaka.
Capitolo 1: Hadith
Definizione e presentazione degli hadith
Si chiamano hadith le parole, le azioni e le approvazioni del Messaggero (s:); vale a dire, sono hadith le parole pronunciate dal venerabile Profeta in qualità di Messaggero, tutte le azioni da lui compiute e quelle azioni dei Compagni che egli, avendole viste, ha approvato.
Nell’introduzione al Sahih Bukhari, presentando gli hadith, è detto:
وَهُوَ عِلْمٌ يُعْرَفُ بِهِ أَقْوَالُ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَأَفْعَالُهُ وَأَحْوَالُهُ
«Per hadith si intende quella scienza attraverso la quale si conoscono le parole, le azioni e le condizioni del Nobile Profeta (s:).»
Nell’introduzione al Mishkāt Sharīf, il muḥaddith Shaykh ʿAbd al-Ḥaqq Dehlavī ha fornito la seguente definizione dell’hadīth,
عِلْمُ الْحَدِيْثِ فِي اصْطِلاحِ جَمْهُورِ الْمُحَدِّثِيْنَ يُطْلَقُ عَلَى قَوْلِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَفِعْلِهِ وَتَقْرِيْرِهِ
«Nella terminologia dei muḥaddithīn, per ʿilm al-ḥadīth si intende quella scienza mediante la quale si conoscono le parole e le approvazioni del nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui).»
Si definiscono approvazioni quelle parole e quelle azioni che un compagno abbia pronunciato o compiuto davanti al nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui), senza che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) le abbia contestate. Infatti, se le parole o l’azione sopra menzionate fossero state riprovevoli secondo la Sharīʿa, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) le avrebbe contestate. Pertanto, anche questo genere di approvazione del Profeta costituisce una delle principali fonti per conoscere le prescrizioni della Sharīʿa.
A proposito della definizione dell’hadīth, l’Imām Sakhāvī ha detto:
الْحَدِيثُ فِي اللُّغَةِ ضِدُّ الْقَدِيمِ وَفِي اصْطِلاحِهِمْ قَوْلُ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَفِعْلُهُ وَتَقْرِيْرُهُ وَصِفَتُهُ حَتَّى فِي الْحَرَكَاتِ وَالسَّكَنَاتِ فِي الْيَقْظَةِ وَالنَّوْمِ
Nel dizionario, la parola «hadīth» (nuovo) è l’opposto di «qadīm» (antico). Nella terminologia dei muḥaddithīn, invece, per hadīth si intendono le parole, le azioni, le approvazioni e le qualità del nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui). Sono inclusi nell’hadīth persino i movimenti del Profeta durante la veglia e il sonno.
Classificazione degli hadīth in base al contenuto
Shah Waliullah Dehlavi, parlando degli hadith nella sua celebre opera Hujjatullah al-Baligha, ha detto: «Gli hadith narrati dal Profeta (s:) sono generalmente di due tipi.
1) Quelli in cui sono esposti gli argomenti relativi alla sua missione profetica e al compito della sua messaggeria. Ad esempio, gli hadith in cui vengono descritti vari aspetti e condizioni della vita ultraterrena, nonché le straordinarie realtà del mondo celeste. La fonte di questo tipo di hadith è esclusivamente la rivelazione. Ed è proprio riguardo a questo tipo di hadith che Allah ha impartito la seguente disposizione:
مَا آتَاكُمُ الرَّسُولُ فَخُذُوهُ وَمَا نَهَاكُمْ عَنْهُ فَانْتَهُوا
«Obbedite a tutto ciò che il Messaggero vi ordina e astenetevi da ciò che vi proibisce.»
Anche gli hadith relativi alle disposizioni della Legge sacra, alle modalità del culto e a tutte quelle norme di interesse pubblico di ampia portata, per le quali non è stato stabilito alcun limite temporale, appartengono alla prima categoria. Tuttavia, alcune di queste provengono dalla rivelazione, mentre altre sono frutto dell’ijtihad del Messaggero stesso. Naturalmente, anche l’ijtihad del Nobile Profeta possiede la stessa autorità della rivelazione, poiché l’ijtihad del Profeta non può mai rimanere in vigore dopo che sia stato commesso un errore. Gli hadith riguardanti il merito delle opere e le qualità e il prestigio di coloro che le compiono appartengono anch’essi alla prima categoria. A mio avviso, la maggior parte di essi proviene dalla rivelazione, mentre alcune parti sono il risultato dell’ijtihad del Profeta.
2) Quelli in cui non sono esposti gli argomenti relativi alla missione profetica e al compito della messaggeria del Profeta, bensì altri argomenti. Ad esempio, discorsi relativi all’agricoltura e alle qualità degli animali. Come quando il Profeta (s:) disse: «Tenete cavalli di colore nero intenso, con una macchia bianca sulla fronte». Appartengono parimenti alla seconda categoria gli hadith in cui sono descritte azioni che il Profeta compiva per abitudine, e non come atti di culto. Anche le conversazioni del Profeta riguardanti questioni materiali e tecniche rientrano in questa categoria. Alcune di esse hanno origine nell’esperienza, altre nelle consuetudini e nelle abitudini del paese, e altre ancora nelle testimonianze e nelle prove. Non tutte sono obbligatorie per noi, ma sono comunque degne di essere imitate.»
Il parere dei muhaddithin riguardo all’oggetto della scienza degli hadith è il seguente:
مَوْضُوعُ عِلْمِ الْحَدِيْثِ هُوَ ذَاتُ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مِنْ حَيْثُ هُوَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ
«La sublime persona del Nobile Messaggero è l’oggetto di studio della scienza degli hadith. In altre parole, tutto ciò che il Profeta (s.) fece, disse e autorizzò in qualità di Profeta, nonché tutte le sublimi qualità del Nobile Messaggero che si manifestarono attraverso ciò, costituisce l’oggetto di studio degli hadith.»
Lo scopo dello studio degli hadith è comprendere il significato della religione di Allah attraverso le disposizioni e le attività quotidiane del Messaggero, ottenendo così il bene di entrambi i mondi. Nel libro «Umdat al-Qari», l’Allama Badr al-Din al-Ayni ha scritto:
وَأَمَّا فَائِدَتُهُ فَهِيَ الْفَوْزُ بِسَعَادَةِ الدَّارَيْنِ
«Il conseguimento del sommo bene di entrambi i mondi è il vero scopo dello studio degli hadith.»
La Sunna
Il significato lessicale della parola Sunna è il cammino da seguire, il principio e il metodo dell’azione. Nel linguaggio tecnico degli hadith, Sunna indica il cammino e il modo di vivere che il Nobile Profeta (s.) seguiva. Non si tratta della Sunna secondo l’uso comune nella scienza del fiqh. L’Imam Ragheb, nella sua opera «Mufradat»,
ha scritto:سُنَّةُ النَّبِيِّ طَرِيقَتُهُ الَّتِي يَتَحَرَّهَا
«Si definisce Sunna il cammino, la regola e il metodo che il Nobile Profeta (s.) sceglieva di seguire.» L’Allama Ibrahim ibn Musa Sarnati ha scritto nella sua celebre opera «al-Muyassaqat»: «Si definiscono Sunna le questioni narrate e comprovate dal Nobile Profeta (s.), in particolare quelle riguardo alle quali il Corano non contiene alcuna disposizione esplicita. Piuttosto, soltanto il Nobile Profeta ha espresso in merito il proprio parere, impartito direttive e così via.»
Talvolta la Sunna viene usata in contrapposizione alla bidʿa. Per esempio, si dice che una certa persona aderisce alla Sunna quando le sue azioni e i suoi comportamenti sono conformi a quelli del Messaggero (che tali azioni e comportamenti siano descritti esplicitamente nel Corano oppure no non fa alcuna differenza). Si dice invece che una certa persona aderisce alla bidʿa quando le sue azioni e i suoi comportamenti sono contrari alla Sunna. In questo caso, per Sunna si intendono le pratiche del Profeta.
Il termine Sunna viene usato anche per le pratiche dei Compagni, poiché è unanimemente riconosciuto che i nobili Compagni seguirono la Sunna autentica.
L’Allama ʿAbd al-ʿAzīz ha definito la Sunna nel modo seguente, nella sua opera intitolata «Tawzīḥ al-naẓar»:
وَلَفْظُ السُّنَّةِ شَامِلٌ لِقَوْلِ الرَّسُوْلِ وَفِعْلِهِ عَلَيْهِ السَّلَامُ وَتُطْلَقُ عَلَى طَرِيقَةِ الرَّسُوْلِ وَالصَّحَابَةِ
«Il termine Sunna viene usato per le parole e le azioni del Messaggero, così come viene usato per i principi e i metodi di comportamento seguiti dal Messaggero e dai Compagni.»
Talvolta Sunna viene usato anche semplicemente nel senso di hadith.
Le fonti degli hadith
La fonte degli hadith è o la rivelazione oppure l’ijtihad del Profeta; la rivelazione che veniva fatta scendere sul Profeta era di due tipi.
1) La rivelazione che veniva recitata al Profeta e che egli era tenuto a trasmettere mantenendone esattamente le parole e le frasi è chiamata «waḥy matlū». Nella preghiera si recita esclusivamente questo tipo di rivelazione. Ed essa è il Corano.
2) Il Profeta non era tenuto a mantenere esattamente le parole e le frasi del secondo tipo di rivelazione. Al contrario, egli la riferiva con parole proprie e ne forniva la spiegazione. Questo tipo di rivelazione è chiamato «waḥy ghayr matlū». Ed essa è l’«ḥadīth».
Per esempio, al Profeta furono mostrate, nella notte del Miʿrāj, le realtà del mondo del Malakūt, ed egli le descrisse con parole proprie. Talvolta Gabriele (pace su di lui) si presentava al Profeta e gli comunicava la volontà e il desiderio di Allah riguardo alla religione e alla Sharīʿa. Il Profeta spiegava poi tutto ciò ai Compagni con parole proprie. Anche le spiegazioni e le descrizioni fornite dal Profeta degli āyāt coranici e delle pratiche religiose — come il numero di rakʿāt della preghiera e la quantità della zakāt, che non sono menzionati nel Corano — rientrano nella categoria degli ḥadīth. E l’origine di tutto ciò è la rivelazione.
Infatti, oltre al Corano, al Profeta veniva fatta scendere anche un’altra forma di rivelazione. Come disse il Profeta:
إِنِّي أُوتِيْتُ الْقُرْآنَ وَمِثْلَهُ مَعَهُ
«Così come mi è stato dato il Corano, mi è stata data anche un’altra cosa simile al Corano.»
Anche l’ijtihād del Profeta rientra nella categoria degli ḥadīth ed è anch’esso una fonte della Sharīʿa islamica. Infatti, se l’ijtihād del Profeta non fosse stato conforme alla volontà di Allah, Allah lo avrebbe corretto mediante la rivelazione.
Capitolo 2: La fede
La purezza dell’intenzione
وَمَا أُمِرُوا إِلَّا لِيَعْبُدُوا اللَّهَ مُخْلِصِينَ لَهُ الدِّينَ
(سورة البينة :٥)
«E fu loro ordinato soltanto di adorare Allah con devozione sincera. (Al-Bayyina: 5)
(۱)
وَعَنْ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّمَا الْأَعْمَالُ بِالنِّيَّاتِ، وَإِنَّمَا لِامْرِئٍ مَا نَوَى، فَمَنْ كَانَتْ هِجْرَتُهُ إِلَى اللَّهِ وَإِلَى رَسُولِهِ فَهِجْرَتُهُ إِلَى اللَّهِ وَإِلَى رَسُولِهِ، وَمَنْ كَانَتْ هِجْرَتُهُ لِدُنْيَا يُصِيبُهَا أَوِ امْرَأَةٍ يَتَزَوَّجُهَا فَهِجْرَتُهُ إِلَى مَا هَاجَرَ إِلَيْهِ (بخاري – مسلم)
1) Da Umar ibn al-Khattab (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito; egli disse che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) ha dichiarato: «Il risultato di ogni azione dipende dall’intenzione. Ogni persona nell’Aldilà riceverà ciò che ha avuto intenzione di fare. Pertanto, chi emigra con lo scopo di compiacere Allah e il Suo Messaggero, la sua emigrazione sarà per Allah e il Suo Messaggero; mentre chi emigra per ottenere qualche vantaggio terreno o per sposare una donna, la sua emigrazione sarà per ciò verso cui è emigrato». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: questo detto del nobile Profeta riguarda il criterio in base al quale Allah l’Altissimo ricompenserà in seguito le azioni che l’essere umano compie in questo mondo. Il nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) dice che Allah l’Altissimo darà all’uomo la ricompensa delle sue azioni in base all’intenzione, non in base all’azione stessa. In altre parole, la ricompensa gli sarà attribuita sulla base della determinazione o disposizione interiore che lo ha spinto a compiere quella determinata azione. Pertanto, chi emigrerà con la ferma intenzione di osservare i Suoi comandi al solo scopo di ottenere il compiacimento di Allah, nell’Aldilà riceverà la piena ricompensa per tale emigrazione. Al contrario, se qualcuno emigra spinto dall’attrazione di un interesse terreno — come sposare una donna bella o ottenere una ricchezza — otterrà soltanto quell’interesse terreno. Nell’Aldilà non avrà nulla da ricevere presso Allah.
Immaginate che un uomo parta da casa con la ferma intenzione di compiere il pellegrinaggio per ottenere il compiacimento di Allah l’Altissimo. Ma lungo il cammino subisca un incidente e la sua vita giunga al tramonto. In tal caso, anche se non avrà portato a termine il pellegrinaggio, grazie alla purezza della sua intenzione interiore avrà diritto alla ricompensa del pellegrinaggio. Al contrario, un altro uomo, pur compiendo il pellegrinaggio con l’intenzione di viaggiare e visitare il paese, sarà privato della ricompensa.
(۲)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ لَا يَنْظُرُ إِلَى صُوَرِكُمْ وَأَمْوَالِكُمْ وَلَكِنْ يَنْظُرُ إِلَى قُلُوْبِكُمْ وَأَعْمَالِكُمْ (مسلم)
(2) «Hazrat Abu Hurayra (r.a.) riferì: il Messaggero di Allah (s.a.w.) disse: Allah non guarda la vostra bellezza e i vostri beni, bensì guarda i vostri cuori e le vostre opere.» (Muslim)
Spiegazione: il significato essenziale del suddetto hadith è che, presso Allah, la bellezza fisica, la ricchezza e simili non hanno particolare importanza. Ciò che conta presso Allah sono il cuore e le opere dell’uomo. In altre parole, l’opera che una persona compie mantenendo nel cuore una buona intenzione è proprio quella che ha particolare valore presso Allah.
Perché l’adorazione sia accettata, devono essere soddisfatte due condizioni. La prima è la fede e la seconda è la sincerità dell’intenzione. Come Allah non accetta l’adorazione o le buone opere di un miscredente, allo stesso modo non accetta l’adorazione di chi possiede un’intenzione imperfetta.
Islam e fede
مَنْ آمَنَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ وَعَمِلَ صَالِحًا فَلَهُمْ أَجْرُهُمْ عِنْدَ رَبِّهِمْ وَلَا خَوْفٌ عَلَيْهِمْ وَلَا هُمْ يَحْزَنُوْنَ
(سورة البقرة :٦٢)
«Coloro che crederanno in Allah e nell’Ultimo Giorno e compiranno opere buone, avranno la loro ricompensa presso Allah. Non avranno motivo di temere né saranno afflitti.» (Sura al-Baqara – 62)
(۳)
وَعَنْ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ بَيْنَمَا نَحْنُ عِنْدَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ذَاتَ يَوْمٍ إِذْ طَلَعَ عَلَيْنَا رَجُلٌ شَدِيدُ بَيَاضِ الثَّيَابِ شَدِيدُ سَوَادِ الشَّعَرِ لَا يُرَى عَلَيْهِ أَثَرُ السَّفَرِ وَلَا يَعْرِفُهُ مِنَّا أَحَدٌ حَتَّى جَلَسَ إِلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَأَسْنَدَ رُكْبَتَيْهِ إِلَى رُكْبَتَيْهِ وَوَضَعَ كَفِّيْهِ عَلَى فَخِذَيْهِ، وَقَالَ: يَا مُحَمَّدًا أَخْبِرْنِي عَنْ الإِسْلَامِ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الإِسْلَامُ أَنْ تَشْهَدَ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، وَتُقِيمَ الصَّلاةَ، وَتُؤْتِي الزَّكَاةَ، وَتَصُومَ رَمَضَانَ، وَتَحُجَّ الْبَيْتَ إِنْ اسْتَطَعْتَ إِلَيْهِ سَبِيلاً، قَالَ: صَدَقْتَ، قَالَ: فَعَجِبْنَا لَهُ يَسْأَلُهُ وَيُصَدِّقُهُ، قَالَ: فَأَخْبِرْنِي عَنْ الإِيمَانِ، قَالَ: أَنْ تُؤْمِنَ بِاللَّهِ وَمَلَائِكَتِهِ وَكُتُبِهِ وَرُسُلِهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ وَتُؤْمِنَ بِالْقَدَرِ خَيْرِهِ وَشَرِّهِ، قَالَ:
صَدَقْتَ، قَالَ: فَأَخْبِرْنِي عَنْ الْإِحْسَانِ، قَالَ: أَنْ تَعْبُدَ اللَّهَ كَأَنَّكَ تَرَاهُ فَإِنْ لَمْ تَكُنْ تَرَاهُ فَإِنَّهُ يَرَاكَ، قَالَ: فَأَخْبِرْنِي عَنْ السَّاعَةِ، قَالَ: مَا الْمَسْئُولُ عَنْهَا بِأَعْلَمَ منْ السَّائِلِ، قَالَ: فَأَخْبِرْنِي عَنْ أَمَارَتِهَا ، قَالَ: أَنْ تَلِدَ الأَمَةُ رَبَّتَهَا وَأَنْ تَرَى الْحُفَاةَ الْعُرَاةَ الْعَالَةَ رِعَاءَ الشَّاءِ يَتَطَاوَلُوْنَ فِي الْبُنْيَانِ، قَالَ: ثُمَّ انْطَلَقَ فَلَبِثْتُ مَلِيًّا ، ثُمَّ قَالَ لِي: يَا عُمَرُ أَتَدْرِي مَنْ السَّائِلُ؟ قُلْتُ: اللَّهُ وَرَسُولُهُ أَعْلَمُ، قَالَ: فَإِنَّهُ جِبْرِيلُ أَتَاكُمْ يُعَلِّمُكُمْ دِينَكُمْ.
(مسلم)
(3) «Da ʿUmar ibn al-Khattab (che Allah si compiaccia di lui) è stato narrato; egli disse: un giorno eravamo presenti alla corte del Nobile Profeta. Improvvisamente apparve davanti a noi un uomo, i cui abiti erano bianchissimi e i cui capelli erano nerissimi. Sul suo corpo non vi era alcun segno di viaggio, eppure nessuno di noi lo riconobbe.
[Nota 1: ʿUmar (che Allah si compiaccia di lui) disse: nessuno di noi abitanti di Medina riuscì a riconoscere il visitatore. Era quindi naturale ritenere che fosse straniero. Tuttavia, sugli abiti e sul volto di un viaggiatore straniero dovrebbero essere visibili i segni del viaggio, mentre sul corpo del visitatore non ve n’era alcuno. Perciò quell’uomo ci sembrava davvero singolare.]
Poi venne dal Nobile Profeta e si sedette in modo tale che le sue ginocchia fossero rivolte verso quelle del Nobile Profeta e le sue mani poggiassero sulle sue cosce.
[Nota 2: come il fedele, durante il tashahhud della preghiera, siede con rispetto tenendo le mani sulle cosce, così il visitatore si sedette davanti al Nobile Profeta, con analogo rispetto.]
Poi disse: «O Muḥammad, spiegami che cos’è l’Islam». Il Nobile Profeta rispose: «L’Islam consiste nel testimoniare che non vi è alcuna divinità all’infuori di Allah e che Muḥammad è il Suo Messaggero; nell’istituire la preghiera, nel versare la zakat, nel digiunare durante il mese di Ramadan e nel compiere il pellegrinaggio alla Casa di Allah, se ne hai la possibilità». L’uomo disse: «Sì, hai detto la verità». Rimanemmo meravigliati da questo suo modo di porre domande e dare conferme.
[Nota 3: il motivo della meraviglia era che le domande dell’uomo erano quelle di un ignorante, mentre le sue conferme erano quelle di un sapiente. In altre parole, mentre poneva le domande sembrava uno studente che interrogasse il maestro; quando invece confermava, sembrava un maestro che dichiarasse corretta la risposta dello studente.]
Egli domandò nuovamente: «Parlami della fede». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: «La fede consiste nel credere fermamente in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi profeti e nell’Aldilà, e nel credere anche nel bene e nel male del destino». L’uomo disse: «Sì, hai detto la verità». Poi domandò: «Parlami anche dell’ihsān». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «L’ihsān consiste nell’adorare Allah come se Lo vedessi; e, se tu non Lo vedi, considera che Egli vede te». L’ospite disse: «Ora, dunque, parlami dell’Ora della Resurrezione».
Il Profeta rispose: «Colui al quale viene chiesto dell’Ora della Resurrezione non ne sa più di colui che domanda». L’uomo disse: «Allora parlami dei suoi segni». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «Le schiave partoriranno i loro padroni, e vedrai pastori un tempo scalzi, nudi e dal collo lungo vivere con orgoglio all’interno di palazzi e dimore». ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: «Poi l’uomo se ne andò. Dopo essere rimasto per qualche tempo, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) mi domandò: “O ʿUmar, hai riconosciuto colui che faceva le domande?”. Risposi: “Allah e il Suo Messaggero ne sanno di più” (io non lo so). Il Profeta disse: “Era Gabriele (pace su di lui), venuto per insegnarvi la religione attraverso domande e risposte». (Muslim)
(L’Imam Muslim ha tramandato questo hadith. Inoltre, anche l’Imam al-Bukhari lo ha riportato nella sua celebre opera, con alcune lievi variazioni.)
Spiegazione: poiché colui che poneva le domande era Gabriele (pace su di lui), questo hadith è chiamato «Hadith di Gabriele». In esso vengono spiegati i tre temi fondamentali della religione: Islam, fede e ihsān.
Il significato linguistico della parola Islam è sottomettersi, obbedire e affidare completamente se stessi. Nella terminologia della Sharīʿa, invece, Islam significa obbedire ad Allah e al Suo Messaggero e sottomettersi completamente alla religione di Allah.
I cinque elementi menzionati dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) nell’illustrare l’Islam sono i cinque elementi fondamentali, o fondamenti, dell’Islam.
Di conseguenza, chiunque possieda in sé i cinque elementi menzionati nell’hadith, compresa la dichiarazione della Kalima, sarà certamente riconosciuto dalla società e dallo Stato musulmani come musulmano, i quali saranno obbligati a garantirgli tutti i diritti spettanti ai musulmani.
Il significato linguistico della parola iman è convinzione profonda, certezza ferma e fiducia intensa. Il suo significato terminologico è accettare con il cuore e con l’anima la religione che Allah ha presentato all’umanità per mezzo del Suo Messaggero e nutrire una profonda fiducia nella sua veridicità. Nell’hadith vengono menzionati proprio i sei principi fondamentali senza la fede nei quali una persona non viene considerata neppure credente in senso elementare.
Il primo e più importante di questi argomenti è la fede in Allah. Avere fede in Allah significa riconoscere sinceramente che Allah è l’unico Creatore, Legislatore, Datore del sostentamento, Signore e vero Padrone dell’intero universo, e non associare a Lui nessun altro come socio o compartecipe in tali questioni. Per quanto riguarda la fede, gli attributi sopra menzionati di Allah l’Altissimo sono unici e indivisibili. Se una persona crede sinceramente nel cuore che Allah è il Creatore, ma nutre dubbi sul fatto che Egli sia il Legislatore, cioè non riconosce che le leggi di Allah debbano essere osservate in ogni ambito della vita, allora non è un credente.
Il secondo è la fede negli angeli. Avere fede negli angeli significa credere fermamente che gli angeli sono una delle nobili specie create da Allah. Allah l’Altissimo li ha creati dalla luce. Essi non sono né maschi né femmine. Quando necessario, gli angeli possono assumere forme diverse. Allah li ha incaricati di tutte le attività relative alla gestione della creazione. Essi non disobbediscono mai agli ordini di Allah.
Il terzo è la fede nei Libri. Ciò significa credere sinceramente che i Libri che Allah ha fatto discendere, epoca dopo epoca, sui profeti per guidare l’umanità sulla retta via, sono autentici, veri e privi di errori.
Tra i numerosi Libri fatti discendere da Allah l’Altissimo, quattro sono i principali: la Torah, gli Zabur, l’Injil e il Furqan. Il Furqan, ossia il Corano, è l’ultimo Libro di Allah l’Altissimo. Nel Corano sono stati raccolti tutte le verità contenute nei Libri precedenti e tutti gli insegnamenti necessari alla guida dell’umanità fino al Giorno della Resurrezione. Dopo di esso non sarà fatto discendere alcun altro Libro celeste. Pertanto, nell’epoca successiva al Corano, nessuno può ottenere la salvezza nell’Aldilà se non seguendo il Corano.
Tutte le prescrizioni contenute nel Corano riguardo ai diversi aspetti e ambiti della vita umana devono essere considerate obbligatorie. Altrimenti, nessuno potrà essere un credente.
Il quarto argomento sul quale è assolutamente indispensabile credere per essere credenti è la fede negli Inviati. La parola rasul significa letteralmente “inviato”. Nella terminologia della Sharia, con rasul si indicano coloro che Allah l’Altissimo ha inviato, epoca dopo epoca, in varie parti del mondo, muniti di rivelazione e di un Libro, per guidare l’umanità. Dall’inizio dell’esistenza umana fino ai giorni nostri, nel mondo sono apparsi innumerevoli profeti e inviati. Tra questi, il profeta Muhammad è l’ultimo e il più eccellente degli inviati.
Avere fede negli inviati significa credere che tutti i profeti e inviati mandati da Allah erano infallibili e, ciascuno nella propria epoca, le persone più sapienti e virtuose. La guida che essi avevano portato era priva di errori e proveniva da Allah. Tra tutti i profeti, Muhammad è il più eccellente ed è anche l’ultimo profeta. I profeti precedenti erano stati inviati a una particolare tribù, epoca o regione. Muhammad, invece, fu inviato all’intera umanità di tutto il mondo. Come dice Allah:
وَمَا أَرْسَلْنَاكَ إِلَّا كَافَّةً لِلنَّاسِ (سورة السبأ : ۷۸)
«O Messaggero, certamente ti abbiamo inviato come Profeta per tutta l’umanità.» (Sura Saba, 78)
Il quinto è credere nell’Aldilà. Occorre nutrire nel cuore la ferma convinzione che la vita non giunge al termine con la morte; piuttosto, si entra in un altro stadio della vita, chiamato Aldilà. In una fase di questo Aldilà, dopo aver reso conto di tutte le azioni della vita terrena, all’uomo verrà assegnato il risultato delle proprie opere. Di conseguenza, alcuni entreranno in Paradiso, mentre altri saranno destinati all’Inferno. Con la parola «sāʿat» menzionata nell’hadith si intende il Giorno del Giudizio. Questo giorno è chiamato anche Giorno della Risurrezione o Giorno del Giudizio universale. Nel Corano, negli hadith e negli insegnamenti dei profeti è stata attribuita un’importanza enorme alla fede nell’Aldilà. Infatti, è proprio la fede nell’Aldilà a spingere l’uomo a compiere opere giuste nella vita terrena. Al contrario, chi non crede nell’Aldilà diventa arbitrario e irresponsabile, poiché non crede che nel Giorno della Risurrezione dovrà presentarsi davanti ad Allah e rendere conto delle proprie azioni buone e cattive.
Allah non ha rivelato a nessuno la data precisa (giorno, mese e anno) in cui si verificherà il Giorno della Risurrezione. Tuttavia, ha comunicato al Suo amato Profeta alcuni segni dell’avvicinarsi della Risurrezione. Nell’hadith citato, Jibril (pace su di lui) interrogò il Profeta proprio riguardo a questi segni, dicendo: «Allora dimmi quali sono i segni della Risurrezione». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «Quando vedrai che le schiave partoriscono il proprio padrone e che persone appartenenti alla classe dei pastori, scalze e prive di vesti, si abbandonano all’arroganza all’interno di palazzi e grandi edifici, allora sappi che la Risurrezione è vicina».
In altre parole, quando i figli tratteranno la propria madre come una schiava e le persone incapaci e appartenenti agli strati più umili della società assumeranno atteggiamenti arroganti atteggiandosi a capi, allora si dovrà ritenere che la Risurrezione è vicina.
In questo hadith, il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha menzionato soltanto due degli innumerevoli segni della Risurrezione.
Il sesto è credere nel bene e nel male del destino. Nella terminologia islamica, il destino è chiamato «qaḍāʾ e qadar». In forma abbreviata, qaḍāʾ e qadar vengono chiamati destino.
Per destino si intende stabilire, sulla base di una previsione, ciò che è possibile che accada prima del verificarsi di un evento. Vi sono molti eventi riguardo ai quali l’uomo formula in anticipo una previsione e decide la propria linea d’azione; questo è ciò che si chiama destino. Tuttavia, poiché la conoscenza umana non è priva di errori, talvolta si verificano eccezioni rispetto alle sue congetture e previsioni. Al contrario, poiché la conoscenza di Allah è infallibile e perfetta, nel Suo destino non si verifica alcuna eccezione. Se però Egli provoca intenzionalmente un’eccezione, questo è un altro discorso.
Molti dotti eruditi hanno fornito la seguente spiegazione del destino:
«Molto prima della creazione, Allah l’Altissimo aveva già determinato ogni cosa creata: la sua forma e natura, le sue caratteristiche e qualità, la durata della sua esistenza, il suo stato durante tale periodo, i suoi cambiamenti, sviluppi, distruzione, dissoluzione e destino finale, e così via. Avere una ferma convinzione in questa determinazione preordinata del Creatore è ciò che si chiama avere fede nel takdir.»
La conoscenza di Allah l’Altissimo è senza principio. In altre parole, tutto ciò che è accaduto, che accade e che accadrà è presente presso Allah. Pertanto, sulla base di questa Sua conoscenza eterna, Egli ha già stabilito ciò che accadrà in futuro. Ciò certamente non significa che noi agiamo perché Egli lo ha stabilito, bensì che Egli lo ha stabilito perché noi lo faremo.
È degno di nota che in questo hadith siano stati presentati i tre principali e fondamentali aspetti della religione: Islam, iman e ihsan. Quando una persona accetta la religione di Allah e decide di seguire la via della religione, nella sua prima stazione è musulmana, nella seconda
stazione è credente e nella terza stazione è muhsin. Quando una persona, proclamando il riconoscimento di Allah e del Rasul, osserva esteriormente i principali riti dell’Islam, essa è musulmana. La società e lo Stato islamici la tratteranno come musulmana. Non è indispensabile per la società o lo Stato esaminare quale sia lo stato del suo cuore.
Quando l’effetto della suddetta dichiarazione e delle pratiche esteriori penetra nel cuore di una persona, vale a dire quando la dichiarazione e le pratiche islamiche esteriori ottengono l’approvazione del cuore, allora essa diventa credente.
In seguito, quando la crescente penetrazione della fede rende il suo cuore devoto ad Allah, al Rasul e alla religione, allora diventa muhsin. I sinceri servi di Allah rimangono incessantemente ansiosi di raggiungere questa porta dell’ihsan.
Il significato della fede nel Rasul
(٤) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يُؤْمِنُ أَحَدُكُمْ حَتَّى أَكُونَ أَحَبَّ إِلَيْهِ مِنْ وَالِدِهِ وَوَلَدِهِ وَالنَّاسِ أَجْمَعِينَ (بخاري – مسلم)
(4) «È narrato da Hazrat Anas (ra): egli dice che il Messaggero di Allah (s) ha detto: chiunque tra voi non riesca ad amarmi più di quanto ami suo padre, i suoi figli e tutte le altre persone, non potrà essere un credente completo.» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: per un credente non è sufficiente credere semplicemente nel Messaggero. Per essere un vero credente, deve amare il Messaggero più dei propri genitori, dei propri figli e di tutte le persone care.
L’amore, o affetto, è generalmente di due tipi. Un tipo è
1) محبت اختياري amore volontario.
2) محبت اضطراري amore naturale.
Il primo dipende dalla volontà dell’essere umano, mentre il secondo è al di fuori del suo controllo. Supponiamo che un credente ami sia suo padre sia il Messaggero. In tale situazione, suo padre gli ordina di compiere un’azione contraria all’ordine del Messaggero (s). Se allora, dando la precedenza all’amore per il Messaggero rispetto a quello per il padre, disobbedisce a quell’ordine, si deve ritenere che il suo amore per il Messaggero abbia prevalso sull’amore per il padre.
L’amore menzionato nell’hadith si riferisce al primo tipo, quello volontario. Tuttavia, se nel cuore di qualcuno prevale l’amore naturale per il Messaggero, ciò è ancora migliore.
(٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يُؤْمِنُ أَحَدُكُمْ حَتَّى يَكُونَ هَوَاهُ تَبَعًا لِمَا جِئْتُ بِهِ
(مشكوة)
(5) «È stato narrato da Hazrat ʿAbdullah ibn ʿAmr (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha dichiarato: “Chi non riesce a sottomettere i propri desideri e le proprie passioni alla religione da me presentata non può essere un credente.”» (Mishkat)
Spiegazione: il vero significato della fede nel Messaggero consiste nel sottomettere completamente la propria volontà, le proprie inclinazioni e i propri desideri alla legge religiosa che il Messaggero ha portato da parte di Allah per l’umanità.
(٦) وَعَنْ أَبِي أُمَامَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ أَحَبَّ لِلَّهِ وَأَبْغَضَ لِلَّهِ وَأَعْطَى لِلَّهِ وَمَنَعَ لِلَّهِ فَقَدِ اسْتَكْمَلَ الإِيمَانَ (بخاري)
(6) «È stato narrato da Hazrat Abu Umamah (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Colui il cui amore e la cui inimicizia, il cui dare e il cui non dare, avvengono esclusivamente per ottenere il compiacimento di Allah, è un credente completo.”» (Bukhari)
Spiegazione: quando un credente, procedendo sulla via della fede, raggiunge un livello tale che, una volta giunto a esso, tutte le sue azioni cominciano a compiersi unicamente secondo la volontà di Allah, allora si deve comprendere che ha raggiunto la perfezione nella fede.
وَعَنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ(V)صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : ذَاقَ طُعْمَ الْإِيمَانِ مَنْ رَضِيَ بِاللَّهِ
رَبَّا وَبِالإِسْلَامِ دِينًا وَبِمُحَمَّدٍ رَسُولاً (بخاري – مسلم)
(7) «È stato narrato da Hazrat ʿAbbas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha dichiarato: “Colui che, con piena sincerità, ha accettato Allah come Signore, l’Islam come religione e Muhammad, che Allah gli conceda pace e benedizioni, come Profeta, ha gustato il vero sapore della fede.”» (Bukhari, Muslim)
L’influenza della fede sulle attività e sulle azioni della vita
(۸)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَلَّمَا خَطَبَنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِلَّا قَالَ: لَا إِيْمَانَ لِمَنْ لَا أَمَانَةَ لَهُ ، وَلَا دِينَ لِمَنْ لَا عَهْدَ لَهُ (بيهقي)
(8) «È narrato da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: raramente il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ci rivolse un’esortazione senza dire che chi tradisce un deposito non ha fede e chi viola una promessa non ha religione.» (Bayhaqī)
Spiegazione: nel suddetto hadith, l’amato Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha menzionato due gravi atti criminali contrari alla religione e alla fede. Il primo è il tradimento dei depositi affidati, mentre il secondo è la violazione delle promesse.
In questo hadith, la parola “deposito” è usata in senso ampio. Comprende cioè ogni categoria di deposito affidato: quello della persona, della società, della nazione e così via. Allo stesso modo, vi rientrano i depositi relativi ai beni e alle ricchezze, alle responsabilità e ai doveri, all’onore e alla dignità, e simili. Anche la parola “promessa”, o “impegno”, è usata qui in senso ampio. Comprende cioè tutto: dalle promesse personali agli impegni nazionali e internazionali, ai contratti, ai patti e alle promesse di ogni genere.
(۹)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ : لَا يُؤْمِنُ أَحَدُكُمْ حَتَّى يُحِبُّ لِأَخِيهِ مَا يُحِبُّ لِنَفْسِهِ (بخاري – مسلم)
(9) «È narrato da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: nessuno di voi potrà essere credente finché non desidererà per il proprio fratello credente ciò che desidera per sé.» (Bukhārī-Muslim)
Spiegazione: dopo che una persona abbraccia la fede, naturalmente le vengono affidate alcune responsabilità conformemente alle esigenze della fede. Tra queste responsabilità rientrano anche quelle personali, familiari, sociali e statali. La responsabilità menzionata nell’hadith è la responsabilità sociale del credente. In altre parole, il credente considererà gli interessi e i diritti del proprio fratello credente che vive nella società esattamente come considera i propri interessi e diritti; altrimenti non potrà essere un credente completo.
(۱۰)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْمُسْلِمُ مَنْ سَلِمَ الْمُسْلِمُونَ مِنْ لِسَانِهِ وَيَدِهِ، وَالْمُهَاجِرُ مَنْ هَاجَرَ مَا نَهَى اللَّهُ عَنْهُ (بخاري)
(10) «È stato narrato da Hadrat ʿAbdullah ibn ʿAmr (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: musulmano è colui dalla cui mano e dalla cui lingua gli altri musulmani sono al sicuro. E muhājir è colui che emigra da ciò che Allah ha proibito». (Bukhārī)
Spiegazione: nel suddetto hadith si indica quale dovrebbe essere il carattere di un vero musulmano e di un vero muhājir. In altre parole, chi accetterà l’Islam come codice di vita non arrecherà sofferenza ad alcun musulmano né con la mano né con la lingua. Analogamente, riceverà pienamente la virtù dell’emigrazione solo colui che emigrerà da ciò che Allah ha proibito. Abbandonare il proprio Paese per interessi mondani non è hijrah.
Le fondamenta dell’Islam
(۱۱)
وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: بُنِيَ الْإِسْلَامُ عَلَى خَمْسٍ شَهَادَةِ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ، وَأَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ، وَإِقَامِ الصَّلاةِ، وَإِيتَاءِ الزَّكَاةِ، وَالْحَجِّ، وَصَوْمِ رَمَضَانَ (بخاري – مسلم)
(11) «È stato narrato da Hadrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che egli disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: l’Islam è stato fondato su cinque cose: testimoniare che non vi è alcuna divinità all’infuori di Allah e che Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) è Suo servo e Messaggero, compiere la preghiera, versare la zakāt, compiere il hajj e osservare il digiuno del mese di Ramadan». (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: in questo hadith l’Islam è stato paragonato a una casa, mentre la kalimah, la preghiera, la zakāt, il hajj e il digiuno del mese di Ramadan sono stati paragonati ai suoi pilastri. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ci ha presentato una bella similitudine per farci comprendere l’Islam. È degno di nota che, così come non si può immaginare una casa senza pilastri, allo stesso modo i semplici pilastri non vengono chiamati casa. Le cinque cose menzionate nell’hadith sono soltanto le fondamenta dell’Islam, non l’Islam nella sua completezza. Pertanto, se qualcuno, dopo aver compiuto queste cinque azioni, ritenesse di aver soddisfatto tutte le esigenze dell’Islam, commetterebbe un errore dello stesso genere di quello di chi, dopo aver piantato i pilastri, ritenesse di aver costruito una casa.
Così come alcuni semplici pilastri, privi di tetto, non possono proteggere le persone dal sole e dalla pioggia, allo stesso modo l’uomo non potrà sottrarsi al rendiconto dell’Aldilà limitandosi a compiere queste cinque azioni. L’Islam è nella sua interezza il codice di vita che il Grande Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha presentato all’umanità. Accettandolo completamente, l’uomo può ottenere il bene pieno in questo mondo e nell’Aldilà.
I peccati maggiori
إِنْ تَجْتَنِبُوا كَبَائِرَ مَا تُنْهَوْنَ عَنْهُ نُكَفِّرْ عَنْكُمْ سَيِّئَاتِكُمْ وَنُدْخِلْكُمْ مُدْخَلاً كَرِيمًا (سورة النساء : ٣١)
Significato: Se vi tenete lontani dai peccati maggiori che vi sono stati proibiti, vi perdoneremo le vostre colpe (minori) e vi faremo entrare in una dimora onorevole.” (Sura an-Nisāʾ, 4:31)
Tuttavia, se qualcuno continua a commettere peccati minori senza esitazione e in modo persistente, alla fine questo suo peccato minore si trasformerà in un peccato maggiore.
Inoltre, se qualcuno trascorre tutta la vita immerso nei peccati e si pente poco prima della morte (dopo averne percepito i segni), il suo pentimento non sarà accettato presso Allah. A questo proposito, il Corano dichiara quanto segue:
إِنَّمَا التَّوْبَةُ عَلَى اللَّهِ لِلَّذِينَ يَعْمَلُونَ السُّوءَ بِجَهَالَةٍ ثُمَّ يَتُوبُونَ مِنْ قَرِيبٍ فَأُولَئِكَ يَتُوْبُ اللَّهُ عَلَيْهِمْ وَكَانَ اللَّهُ عَلِيمًا حَكِيمًا ، وَلَيْسَتِ التَّوْبَةُ لِلَّذِينَ يَعْمَلُوْنَ السَّيِّئَاتِ حَتَّى إِذَا حَضَرَ أَحَدَهُمُ الْمَوْتُ قَالَ إِنِّي تُبْتُ الآنَ وَلَا الَّذِيْنَ يَمُوْتُوْنَ وَهُمْ كُفَّارٌ أُولَئِكَ أَعْتَدْنَا لَهُمْ عَذَابًا أَلِيمًا
(سورة النساء : ۱۷ – ۱۸)
Significato: In verità, il pentimento è accettato da coloro che commettono il male per ignoranza e poi si pentono senza indugio. Allah accetta il pentimento di persone di questo genere. Allah è il Sapientissimo e il Saggio. Al contrario, coloro che persistono continuamente nei peccati e poi, quando si trovano di fronte alla morte, dicono: “Ora mi sono pentito”, presso Allah il loro pentimento è del tutto privo di valore, così come è privo di valore il pentimento di chi muore da miscredente.
(Sura an-Nisāʾ, 4:17-18)
(۱۲)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْكَبَائِرُ الإِشْرَاكُ بِاللَّهِ، وَعُقُوقُ الْوَالِدَيْنِ، وَقَتْلُ النَّفْسِ، وَالْيَمِينُ الْغَمُوسُ (بخاري)
(12) “È stato narrato da ʿAbdullah ibn ʿAmr (che Allah sia soddisfatto di lui), il quale riferì che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: I peccati maggiori sono associare qualcuno ad Allah, disobbedire ai genitori, uccidere qualcuno e prestare un giuramento falso.” (al-Bukhārī)
Spiegazione: Un atto sgradito ad Allah e al Suo Messaggero è chiamato peccato. “Gunāh” è una parola persiana; in arabo si dice “maʿṣiya”. I peccati sono generalmente di due tipi: minori e maggiori. Sono peccati maggiori tutti quei crimini per i quali il Corano e gli hadith stabiliscono una pena. Sono invece peccati minori quelli per i quali il Corano e gli hadith non stabiliscono alcuna pena. Ad eccezione dello shirk, gli altri peccati maggiori non rendono il credente miscredente, ma egli dovrà subire il castigo dell’Inferno. Se un credente si pente sinceramente degli altri peccati maggiori, esclusi i debiti verso le persone, Allah gli perdonerà i peccati. La parola “tawba” è araba. Letteralmente significa ritornare, tornare indietro. Nella terminologia della Sharīʿa, tawba significa allontanarsi con animo pentito dagli atti contrari alla Sharīʿa, rivolgersi ad Allah con la ferma intenzione di non commettere in futuro atti simili. Pertanto, se qualcuno pronuncia mille volte con la bocca il pentimento, ma continua a dedicarsi ai peccati, il suo pentimento verbale non è in realtà affatto tawba. Per i musulmani diversi dai nobili Profeti e Messaggeri, amati da Allah, è impossibile evitare tutti i peccati minori. Allah, il Signore dei mondi, perdona i peccati maggiori soltanto mediante un pentimento sincero. Tuttavia, affinché il pentimento sia accettato presso Allah, vi sono tre condizioni. La prima condizione è che chi ha commesso il peccato ne provi un estremo rimorso. La seconda è promettere ad Allah che non commetterà più quel peccato per tutta la vita. Questa condizione riguarda gli atti connessi esclusivamente ai diritti di Allah. Se invece il peccato riguarda i diritti di una creatura, si aggiunge una terza condizione alle due precedenti: dovrà restituire il diritto alla persona o al servo di Allah cui lo ha sottratto, oppure ottenere da lui il perdono.
(۱۳)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ
اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: اجْتَنِبُوا السَّبْعَ الْمُويقَاتِ،
قَالُوا : يَا رَسُولَ اللهِ وَمَا هُنَّ؟ قَالَ: الشَّرْكُ بِاللَّهِ، وَالسِّحْرُ، وَقَتْلُ النَّفْسِ الَّتِي حَرَّمَ اللَّهُ إِلَّا بِالْحَقِّ،
وَأَكُلُ الرِّبَا، وَأَكُلُ مَالِ الْيَتِيمِ، وَالتَّوَلِي يَوْمَ
الزَّحْفِ، وَقَدْفُ الْمُحْصَنَاتِ الْمُؤْمِنَاتِ الْغَافِلَاتِ
(بخاري – مسلم)
(13) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui); egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Astenetevi dai sette peccati distruttivi”. I Compagni chiesero: “O Messaggero di Allah, quali sono questi sette peccati?”. Egli disse: “Essi sono: associare qualcuno ad Allah, praticare la magia, uccidere qualcuno senza l’autorizzazione della Sharia, consumare gli interessi, appropriarsi dei beni dell’orfano, fuggire dal campo del jihad e accusare falsamente di adulterio le donne caste, credenti e ignare”. (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: nel suddetto hadith, il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha menzionato soltanto alcuni dei peccati maggiori; non ha elencato tutte le azioni relative ai peccati maggiori.
(١٤) وَعَنْ مُعَادٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: أَوْصَانِي رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِعَشْرِ كَلِمَاتٍ، قَالَ: لَا تُشْرِكْ بِاللَّهِ شَيْئًا وَإِنْ قُتِلْتَ وَحُرِّقْتَ، وَلَا تَعُقِّنَّ وَالِدَيْكَ، وَإِنْ أَمْرَاكَ أَنْ تَخْرُجَ مِنْ أَهْلِكَ وَمَالِكَ، وَلَا تَتْرُكُنَّ صَلَاةً مَكْتُوبَةً مُتَعَمِّدًا؛ فَإِنَّ مَنْ تَرَكَ صَلَاةً مَكْتُوبَةٌ مُتَعَمِّدًا فَقَدْ بَرِئَتْ مِنْهُ ذِمَّةُ اللَّهِ، وَلَا تَشْرَبَنَّ خَمْرًا ؛ فَإِنَّهُ رَأْسُ كُلِّ فَاحِشَةٍ، وَإِيَّاكَ وَالْمَعْصِيَةَ؛ فَإِنَّ بِالْمَعْصِيَةِ حَلَّ سَخَطُ اللَّهِ عَزَّ وَجَلَّ، وَإِيَّاكَ وَالْفِرَارَ مِنَ الزَّحْفِ وَإِنْ هَلَكَ النَّاسُ، وَإِذَا أَصَابَ النَّاسَ مَوْتٌ
وَأَنْتَ فِيْهِمْ فَاثْبُتْ، وَأَنْفِقْ عَلَى عِبَالِكَ مِنْ طَوْلِكَ، وَلَا تَرْفَعْ عَنْهُمْ عَصَاكَ أَدَبًا وَأَخِفُهُمْ فِي اللَّهِ (رواه أحمد )
(14) «È narrato da Hazrat Mu‘adh (che Allah sia soddisfatto di lui); egli disse che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), consigliandomi riguardo a dieci cose, disse: “O Mu‘adh, anche se fossi ucciso o bruciato, non associare nessuno ad Allah. E anche se i tuoi genitori ti cacciassero dalla tua famiglia e dai tuoi beni, non disobbedire loro. Non abbandonare mai deliberatamente una preghiera obbligatoria. Infatti, riguardo a chi abbandona volontariamente una preghiera obbligatoria, Allah e il Suo Messaggero non hanno alcuna responsabilità. Non bere mai bevande alcoliche, poiché esse sono la radice di ogni oscenità. Tieniti lontano da ogni genere di peccato, poiché a causa del peccato discende l’ira di Allah. Non abbandonare il campo del jihad nemmeno nei momenti di scontro più feroce. Se nel luogo in cui ti trovi scoppia un’epidemia, rimani lì. Provvedi alle necessità della tua famiglia secondo le tue possibilità. Non sottrarre loro il bastone della disciplina, per insegnare loro il buon comportamento, e instilla nei loro cuori il timore di Allah”». (Ahmad)
Spiegazione: il narratore dell’hadith, Hazrat Mu‘adh ibn Jabal (che Allah sia soddisfatto di lui), era uno dei Compagni eminenti del Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) lo nominò governatore di una provincia importante come lo Yemen. Questo hadith mostra il profondo rapporto che egli aveva con il Profeta.
Il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) consigliò a Hazrat Mu‘adh di mantenersi puro dallo shirk anche nei momenti critici in cui fosse in pericolo di vita. Infatti, se, rimanendo fermo e incrollabile nel tawhid, fosse stato ucciso da un non credente, avrebbe ricevuto il rango del martirio. Questa condizione è chiamata ‘azima nella terminologia della Sharia. Per un Compagno eminente come Hazrat Mu‘adh, era appropriato attenersi all’‘azima. D’altra parte, se un musulmano comune, allo scopo di salvarsi la vita da un nemico miscredente, mantenendo nel cuore la fede nel tawhid, pronuncia con la lingua la formula dello shirk, gli è stata concessa un’autorizzazione in questa materia. Tuttavia, se anche egli, attenendosi all’‘azima, morisse, riceverebbe il rango del martirio.
Dall’insegnamento del Profeta (s.) si apprende inoltre che, se in una località compare una malattia epidemica, gli abitanti del luogo non devono abbandonarlo. Infatti, se gli abitanti si trasferissero altrove, non sarebbe prestata assistenza ai malati e non verrebbe compiuto alcuno sforzo per contenere la malattia. È stato inoltre vietato anche agli estranei di recarsi in una località colpita da un’epidemia.
Bidʿa
(١٥) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ أَحْدَثَ فِي أَمْرِنَا هَذَا مَا (مسلم – بخاري) لَيْسَ فِيهِ، فَهُوَ رَدُّ
(15) È stato narrato da ʿĀʾisha (r.a.) che il Messaggero (s.) disse: «Chi introduce nella nostra religione qualcosa che non ne fa parte, ciò gli sarà respinto». (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: La religione che Allah ha inviato all’umanità per mezzo del Suo Profeta, Muhammad (s.), è completa. Essa comprende i principi fondamentali relativi a tutti gli aspetti della vita umana. Pertanto, se qualcuno vuole introdurre nella religione qualche elemento innovativo che non abbia alcun fondamento, diretto o indiretto, nel Corano e negli hadith, questo è precisamente una bidʿa e deve essere abbandonato.
Il modo corretto di seguire il Messaggero
(١٦) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: جَاءَ ثَلَاثَةُ رَهْطٍ إِلَى أَزْوَاجِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَسْأَلُونَ عَنْ عِبَادَةِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، فَلَمَّا أُخْبِرُوا بِهَا كَأَنَّهُمْ تَقَالُوْهَا ، فَقَالُوا : أَيْنَ نَحْنُ مِنَ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ۚ وَقَدْ غَفَرَ اللَّهُ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ وَمَا تَأَخَّرَ، فَقَالَ أَحَدُهُمْ : أَمَّا أَنَا فَأُصْلِي اللَّيْلَ أَبَدًا ، وَقَالَ الآخَرُ: إِنِّي أَصُوْمُ الدَّهْرَ فَلَا أُفْطِرُ، وَقَالَ الْآخَرُ: أَنَا أَعْتَزِلُ النِّسَاءَ وَلَا أَتَزَوَّجُ أَبَدًا، فَجَاءَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِلَيْهِمْ فَقَالَ : أَنْتُمُ الَّذِينَ قُلْتُمْ كَذَا وَكَذَا ،
أَمَا إِنِّي لَأَخْشَاكُمْ لِلَّهِ عَزَّ وَجَلَّ وَأَتْقَاكُمْ لَهُ، لَكِنِّي أَصُومُ وَأُفْطِرُ وَأُصَلِى وَأَرْقُدُ وَأَتَزَوَّجُ النِّسَاءَ، فَمَنْ رَغِبَ عَنْ سُنَّتِي فَلَيْسَ مِنِّي (بخاري – مسلم)
(16) «È narrato da Hazrat Anas (ra:) che un giorno tre uomini si recarono dalle mogli del Messaggero (s:) per informarsi sulla sua devozione. Quando furono informati sulla devozione del Messaggero (s:), sembrò loro insufficiente e dissero: “Come possiamo essere paragonati al Messaggero (s:)? Allah ha annunciato personalmente il perdono dei suoi peccati passati e futuri”. Poi uno di loro disse: “Quanto a me, trascorrerò tutta la notte in preghiera”. Il secondo disse: “Osserverò il digiuno per tutto l’anno e non lo interromperò mai”. Il terzo disse: “Mi terrò lontano dalle donne e non mi sposerò mai”. Improvvisamente il Messaggero (s:) giunse da loro e domandò: “O gente, siete voi ad aver detto queste cose,»
[Nota: riguardo a come il Nobile Profeta (s:) venne a sapere della loro conversazione, esistono due opinioni. Secondo la prima, il Messaggero si trovava allora nella Moschea del Profeta, mentre la conversazione si svolgeva nelle stanze delle Madri dei Credenti adiacenti alla moschea. Pertanto il Messaggero avrebbe potuto ascoltare quei discorsi stando seduto nella moschea. Secondo la seconda opinione, fu Gabriele (a:) in persona a informare il Messaggero della suddetta conversazione. Infatti, quei tre uomini stavano tornando dalla casa del Messaggero dopo aver adottato una decisione errata riguardo alla devozione islamica. Se il Nobile Profeta non avesse corretto il loro errore, essi avrebbero propagato e predicato proprio quella concezione errata.]
Badate! Giuro nel nome di Allah che tra voi sono colui che più Lo teme e che più osserva la devozione nei Suoi confronti. Eppure, alcuni giorni digiuno e altri giorni interrompo il digiuno facoltativo; talvolta prego e talvolta dormo. E mi sono anche sposato. Pertanto, chiunque non seguirà questa mia Sunna non appartiene alla mia comunità». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: il bene di questo mondo e dell’Aldilà risiede nell’osservare correttamente la religione, ossia il codice di vita, che Allah, il Misericordioso, ha rivelato all’umanità per mezzo dei profeti. I profeti, praticando per tutta la vita secondo tale religione, hanno lasciato alla comunità una forma concreta della religione. Nella terminologia della Shariah, essa è chiamata Sunna del Messaggero.
La forma perfetta della religione che il nostro amato Profeta Hazrat Muhammad (s:) ci ha lasciato attraverso le azioni della sua intera vita è la sua Sunna, o via. Nessuno ha il diritto di tralasciarne alcunché, così come nessuno ha il diritto di aggiungervi qualcosa di nuovo. Pertanto, una vita dissoluta, libera dai vincoli della preghiera, del digiuno e del lecito e dell’illecito, è sgradita ad Allah; altrettanto sgradito è abbandonare la vita familiare e tutti gli obblighi mondani per dedicarsi giorno e notte alle devozioni facoltative. La via del Profeta si trova tra questi due estremi. Ed è seguendo questa via che l’uomo può ottenere il bene eterno di questo mondo e dell’Aldilà. Nel hadith in questione, il Messaggero (s:) ha indicato questa via dicendo che questa è la mia Sunna. E chiunque non seguirà la mia Sunna, qualunque altra cosa sia, non appartiene alla mia comunità.
Tra i seguaci di Hazrat Gesù (a:) vi era un gruppo di persone timorate di Dio che, abbandonando tutte le attività e gli affari mondani, si rifugiavano in celle, foreste, montagne, grotte e luoghi simili, dedicandosi giorno e notte alla contemplazione di Allah. Menzionando il loro caso, Allah ammonisce la comunità di Muhammad dicendo:
وَرَهْبَانِيَّةٌ ابْتَدَعُوهَا مَا كَتَبْنَاهَا عَلَيْهِمْ إِلَّا ابْتِغَاءَ رِضْوَانِ اللَّهِ فَمَا رَعَوْهَا حَقَّ رِعَايَتِهَا
(سورة الحديد : ۲۷)
«Questa vita da dervisci è una loro invenzione. Io non l’ho resa obbligatoria per loro. Essi intrapresero questa via soltanto per compiacere Allah, ma non la osservarono come avrebbero dovuto.»
(Sura al-Hadid, 28)
(۱۷)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا صَنَعَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ شَيْئًا، فَرَخَّصَ فِيْهِ، فَتَنَزَّهَ عَنْهُ قَوْمٌ، فَبَلَغَ ذَالِكَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، فَخَطَبَ فَحَمِدَ اللَّهَ ثُمَّ قَالَ: مَا بَالُ أَقْوَامٍ يَتَنَزَّهُوْنَ عَنِ الشَّيْءِ أَصْنَعُهُ، فَوَاللَّهِ إِنِّي لَأَعْلَمُهُمْ بِاللَّهِ وَأَشَدُّهُمْ لَهُ خَشْيَةٌ (بخاري – مسلم)
(17) «È narrato da Hazrat Aisha (ra) che un giorno il Messaggero (s) compì un atto e diede anche agli altri il permesso di compierlo. Nonostante ciò, alcune persone si astennero dal farlo. Quando questa notizia giunse alle orecchie del Profeta (s), egli tenne un sermone rivolto a loro. Dapprima il Profeta (s) lodò Allah. Poi disse: “Come hanno potuto preferire astenersi da un atto che io stesso ho compiuto? Giuro per Allah, io conosco Allah più di loro e Lo temo più di loro.” (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: per alcune pratiche o atti della Sharia è previsto che vengano abbandonati in determinate circostanze. Per esempio, il digiuno del mese di Ramadan non è obbligatorio per il malato o il viaggiatore. Essi possono digiunare, se lo desiderano, oppure recuperare il digiuno in seguito. Tuttavia, se il digiuno del malato o del viaggiatore rischia di causarne la morte, egli deve assolutamente interromperlo. Infatti, l’adorazione consiste nell’agire secondo il volere di Allah e del Messaggero. Agire secondo i propri desideri, senza curarsi degli obblighi e dei divieti della Sharia, non è adorazione.
(۱۸)
وَعَنْ أَبِي ثَعْلَبَةَ الْخُشْنِيِّ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ فَرَضَ فَرَائِضَ فَلَا تُضَيّعُوهَا ، وَحَرَّمَ حُرُمَاتٍ فَلَا تَنْتَهِكُوهَا، وَحَدَّ حُدُودًا فَلَا تَعْتَدُوهَا ، وَسَكَتَ عَنْ أَشْيَاءَ مِنْ غَيْرِ نِسْيَانٍ فَلَا تَبْحَثُوا عَنْهَا (الدار قطني)
(18) «Hazrat Abu Tha‘labah Khushani (ra) riferì che il Nobile Profeta (s) disse: “Allah ha reso obbligatorie alcune cose: non trascuratele. Ha proibito alcune cose: non commettetele. E ha taciuto intenzionalmente su alcune questioni: non discutetene.”» (Dar Qutni)
(۱۹)
وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْأَمْرُ ثَلَثَةٌ أَمْرٌ بَيْنَ رُشْدُهُ فَاتَّبِعْهُ – وَأَمْرٌ بَيْنٌ غَيُّهُ فَاجْتَنِبُهُ وَأَمْرٌ اخْتُلِفَ فِيهِ فَكِلْهُ إِلَى اللَّهَ عَزَّ وَجَلَّ
(احمد)
(19) «È narrato da Hazrat Ibn Abbas (ra) che il Messaggero di Allah (s) disse: “Tutte le questioni della Sharia sono di tre tipi. Un tipo comprende le questioni la cui correttezza è del tutto evidente: attenetevi ad esse. Un altro tipo comprende le questioni la cui erroneità è assolutamente certa: evitatele. Vi sono poi alcune questioni dubbie: affidatele ad Allah. (Non occupatevene finché il dubbio non sarà stato chiarito.)” (Ahmad)
(۲۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ نَزَلَ الْقُرْآنَ عَلَى خَمْسَةِ أَوْجُهِ – حَلَالٌ وَحَرَامٌ وَمُحْكَمْ وَمُتَشَابِةٌ وَأَمْثَالُ فَاحِلُّوا
الْحَلَالَ وَحَرِّمُوا الْحَرَامَ وَاعْمَلُوْا بِالْمُحْكَمِ وَامِنُوْا بِالْمُتَشَابِهِ وَاعْتِيرُوا بِالْأَمْثَالِ (احمد)
(20) «È stato riferito da Abū Hurayra (r.a.) che egli disse: il nobile Profeta (s.a.w.s.) ha detto: nel Corano sono state rivelate cinque categorie di disposizioni (cioè tutti i versetti del Corano sono divisi in cinque categorie): ḥalāl, ḥarām, muḥkam, mutashābih e amthāl. Pertanto, accetterete il ḥalāl in quanto ḥalāl, rifiuterete il ḥarām in quanto ḥarām, agirete secondo il muḥkam, crederete nel mutashābih e trarrete ammonimento dagli amthāl. (Aḥmad)
Spiegazione: nel suddetto ḥadīth il Profeta (s.a.w.s.) ha menzionato che i versetti del Sacro Corano sono divisi in cinque categorie. La prima è costituita dai versetti del ḥalāl, cioè quelli in cui viene dichiarato che una determinata cosa è lecita. La seconda è costituita dai versetti del ḥarām, cioè quelli in cui viene affermato che qualcosa è proibito. La terza è costituita dai versetti muḥkam. Sono definiti muḥkam quei versetti le cui spiegazioni, sia nelle parole sia nei significati, sono generalmente comprensibili. La quarta è costituita dai versetti mutashābih. Sono definiti mutashābih quei versetti o quelle parole del Corano il cui significato e la cui spiegazione sono difficili e oscuri. La quinta è costituita dai versetti degli amthāl, attraverso i quali Allah ha presentato vari esempi per ammonire l’umanità.
Nel ḥadīth citato il Profeta (s.a.w.s.) ha indicato ciò che dobbiamo fare riguardo alle suddette cinque categorie di versetti. Il Profeta (s.a.w.s.) ha detto: accetterete come ḥalāl ciò che nel Corano è ḥalāl e rifiuterete come ḥarām ciò che è ḥarām; agirete secondo il muḥkam e crederete nel mutashābih, ritenendo che il Sapientissimo Allah abbia mantenuto i significati di queste cose al di fuori della nostra conoscenza per un determinato scopo. E trarrete ammonimento dagli amthāl del Corano, cioè dai suoi esempi.
Nei tre ḥadīth precedenti è stato indicato un aspetto particolare: tutte le questioni che la Sharīʿa prescrive di compiere sono chiare e prive di ambiguità. Pertanto, le seguirete senza esitazione. Al contrario, non vi abbandonerete a dubbi inutili introducendo questioni oscure, difficili da comprendere e superflue. Nella società si incontra un certo tipo di persone che non prestano particolare attenzione alle chiare direttive della Sharīʿa riguardo a ciò che deve essere fatto. Tuttavia, introducendo questioni relativamente complesse, oscure e superflue, cercano di creare un labirinto nella mente delle persone. La ricerca della verità non è affatto il loro obiettivo. Piuttosto, il loro vero scopo è ostentare la propria erudizione oppure instillare nella mente degli uomini dubbi riguardo alla religione e alla Sharīʿa. Nel ḥadīth viene menzionato proprio che un simile comportamento è biasimevole agli occhi della Sharīʿa.
Capitolo: 3 — Adorazione
L’importanza della preghiera
إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوْتًا
(سورة النساء – (۱۰۳)
«In verità, la preghiera è stata prescritta ai credenti in tempi stabiliti.»
(Sura an-Nisāʾ – 103)
(۲۱)
وَعَنْ عُبَادَةَ بْنِ الصَّامِتِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: خَمْسُ صَلَوَاتٍ افْتَرَضَهُنَّ اللَّهُ تَعَالَى، مَنْ أَحْسَنَ وُضُوءَهُنَّ وَصَلَاهُنَّ لِوَقْتِهِنَّ وَأَتَمَّ رُكُوْعَهُنَّ وَخُشُوْعَهُنَّ، كَانَ لَهُ عَلَى اللَّهِ عَهْدٌ أَنْ يَغْفِرَ لَهُ ، وَمَنْ لَمْ يَفْعَلْ فَلَيْسَ لَهُ عَلَى اللَّهِ عَهْدٌ إِنْ شَاءَ غَفَرَ لَهُ وَإِنْ شَاءَ عَذَّبَهُ (أبو داود)
(21) È narrato da Hazrat ʿUbāda ibn aṣ-Ṣāmit (che Allah sia compiaciuto di lui) che egli disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha detto: «Allah ha prescritto ai Suoi servi le cinque preghiere quotidiane. Chi compie correttamente l’abluzione, recita la preghiera nel suo tempo stabilito e compie con attenzione l’inchino e la prosternazione, certamente riceverà da Allah la promessa del perdono. Quanto a chi non lo fa, Allah non ha alcun obbligo di perdonare i suoi peccati: se vuole, lo perdona, e se vuole, lo punisce.» (Abū Dāwūd)
Spiegazione: nella terminologia islamica, ṣalāt è il nome di una forma specifica di culto. Namāz è la sua traduzione persiana. Il culto è generalmente di due tipi. Un tipo di culto viene compiuto dall’essere umano mediante le proprie membra ed è chiamato culto corporeo (ʿibādat badanī). Esiste poi un altro tipo di culto che l’essere umano compie spendendo i propri beni, chiamato culto patrimoniale (ʿibādat mālī). Tra i culti corporei, il più eccellente è la preghiera; tra i culti patrimoniali, il più eccellente è la zakāt. Nel Corano, Allah l’Altissimo ha menzionato molte volte insieme questi due nobili culti. Dall’inizio della creazione umana fino a oggi, ogni profeta venuto al mondo aveva ricevuto l’obbligo della preghiera, in una forma o nell’altra, insieme alla propria comunità. Sul Profeta finale, Hazrat Muḥammad (pace e benedizioni su di lui), e sulla sua comunità sono state prescritte complessivamente cinque preghiere quotidiane, distribuite tra il giorno e la notte. La forma pratica di quando e come compiere tali preghiere fu insegnata personalmente al Profeta da Jibrīl (pace su di lui), che, assumendo il ruolo di imām, eseguì con lui dieci preghiere.
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha impartito tutti gli insegnamenti riguardo a come purificare il corpo mediante abluzione e bagno rituale per la preghiera, in quali momenti compierla, come eseguire l’inchino e la prosternazione, quale debba essere la durata della qawma e della jalsa e come compiere la preghiera con umiltà e concentrazione. Pertanto, chi compie la preghiera correttamente, secondo gli insegnamenti del Profeta, sarà perdonato da Allah. Quanto a chi non la compie, Allah non ha alcun obbligo riguardo al suo perdono.
(۲۲)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرِو بْنِ الْعَاصِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنَّهُ ذَكَرَ الصَّلَاةَ يَوْمًا فَقَالَ: مَنْ حَافَظَ عَلَيْهَا كَانَتْ لَهُ نُورًا وَبُرْهَانًا وَنَجَاةً يَوْمَ الْقِيَامَةِ ، وَمَنْ لَمْ يُحَافِظُ عَلَيْهَا لَمْ يَكُنْ لَهُ نُوْرٌ وَلَا بُرْهَانٌ وَلَا نَجَاةٌ، فَكَانَ يَوْمَ الْقِيَامَةِ مَعَ قَارُوْنَ وَفِرْعَوْنَ وَهَامَانَ وَأُبَيِّ بْنِ خَلَفٍ
أحمد – دارمي – بيهقي)
(22) È narrato da Hazrat ʿAbd Allāh ibn ʿAmr ibn al-ʿĀṣ (che Allah sia compiaciuto di lui) che un giorno, parlando della preghiera, il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «Chi custodirà scrupolosamente la preghiera, questa preghiera sarà per lui, nel Giorno della Resurrezione, una luce, una prova e una causa di salvezza; mentre per chi non la custodirà correttamente, essa non sarà, nel Giorno della Resurrezione, né luce, né prova, né causa di salvezza. E costui, nel Giorno del Raduno, sarà resuscitato insieme ai miscredenti, come Qārūn, Faraone, Hāmān e Ubayy ibn Khalaf.» (Aḥmad, Dārimī, Bayhaqī)
Spiegazione: nel ḥadīth, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha ordinato di custodire correttamente la preghiera. Ciò significa che, se una persona per tutta la vita compie la preghiera con concentrazione, secondo le regole e le modalità prescritte, quella stessa preghiera le darà luce nell’oscurità della Resurrezione, testimonierà presso Allah che è una persona virtuosa e la libererà dal castigo dell’Inferno. Infatti, una persona che compie la preghiera in questo modo generalmente non può mai abbandonarsi ad alcun peccato.
(۲۳)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهَ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: سَبْعَةٌ يُظِلُّهُمُ اللَّهُ فِي ظِلِهِ يَوْمَ لَا ظِلَّ إِلَّا ظِلُّهُ؛ الإِمَامُ الْعَادِلُ، وَشَابٌ نَشَأَ فِي عِبَادَةِ رَبِّهِ، وَرَجُلٌ قَلْبُهُ مُعَلِّقٌ فِي الْمَسَاجِدِ، وَرَجُلَانِ تَحَابًّا فِي اللَّهِ اجْتَمَعًا عَلَيْهِ وَتَفَرَّقَا عَلَيْهِ، وَرَجُلٌ طَلَبَتْهُ امْرَأَةٌ ذَاتُ مَنْصِبٍ وَجَمَالٍ فَقَالَ إِنِّي أَخَافُ اللَّهَ، وَرَجُلٌ تَصَدَّقَ أَخْفَى حَتَّى لَا تَعْلَمَ شِمَالُهُ مَا تُنْفِقُ يَمِينُهُ
-(بخاري – مسلم)
(23) «È stato narrato da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: nel Giorno in cui non vi sarà altra ombra se non quella di Allah, l’Altissimo darà rifugio nella Sua ombra a sette categorie di persone. (1) Il sovrano giusto; (2) il giovane la cui giovinezza è trascorsa nell’adorazione di Allah; (3) la persona che prega e il cui cuore rimane costantemente legato alla moschea, tanto che, dopo essere tornata dalla moschea, desidera ardentemente ritornarvi; (4) due persone il cui amore e la cui separazione erano esclusivamente per Allah, cioè il cui incontro e la cui separazione avvenivano unicamente per Allah; (5) colui che, ricordando Allah in solitudine, ha versato lacrime; (6) colui che, invitato da una bella giovane di alto rango a una relazione amorosa, ha rifiutato dicendo: “Temo Allah”; (7) e colui che fa l’elemosina in modo così segreto che la mano sinistra non sa ciò che spende la mano destra.
(Bukhari, Muslim)
Spiegazione: in quel terribile Giorno, nel campo del raduno, non vi sarà alcuna ombra se non quella sotto il controllo diretto di Allah. Gli uomini si agiteranno, tormentati dal caldo insopportabile e dal calore ardente. Quel giorno Allah darà rifugio a sette categorie di persone nella fresca ombra della Sua misericordia. Il primo è il sovrano giusto che, avendo ricevuto l’autorità di governare una parte dell’umanità, ha sempre esercitato la giustizia. Il secondo è il giovane che ha trascorso la sua giovinezza nell’adorazione di Allah. Durante la giovinezza si sviluppano tutte le forze e i talenti dell’essere umano. Pertanto, il periodo più importante della vita umana è la giovinezza. È proprio nella giovinezza che la possibilità di deviare è maggiore. Perciò, nel Giorno della Resurrezione, Allah darà rifugio nella Sua ombra al giovane che, in questa importante fase della vita, ha posto la nave della propria giovinezza sotto il controllo della religione di Allah. Il terzo è la persona che prega e il cui cuore rimane costantemente legato alla moschea, cioè colui che compie la preghiera in congregazione nella moschea con piena sincerità. Il quarto gruppo di coloro che troveranno rifugio nell’ombra di Allah è costituito da due persone il cui amore e la cui inimicizia erano esclusivamente per Allah, vale a dire che la loro inimicizia e la loro amicizia non erano guidate da alcun interesse terreno. La quinta persona che troverà rifugio nell’ombra della grazia di Allah è colui che, lontano dagli sguardi della gente e in solitudine, ha ricordato Allah versando lacrime. Nel terribile Giorno della Resurrezione, la sesta persona che troverà rifugio nella fresca ombra di Allah sarà un uomo virtuoso e timorato di Dio che, per timore del castigo di Allah, ha rifiutato l’invito seducente di una bella giovane di alto rango, che lo esortava a soddisfare il proprio desiderio. La settima persona sarà l’uomo generoso che ha fatto l’elemosina in assoluta segretezza, desiderando unicamente il compiacimento di Allah.
Il dovere dello Stato islamico di istituire la preghiera
(٢٤) وَعَنْ عُمَرَ بْنَ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ كَتَبَ إِلَى عُمَّالِهِ: إِنَّ أَهَمَّ أَمْوْرِكُمْ عِنْدِي الصَّلَاةُ، فَمَنْ حَافِظُ وَحَافَظَ عَلَيْهَا حَفِظَ دِينَهُ ، وَمَنْ ضَيَّعَهَا فَهُوَ لِمَا سوَاهَا أَصْيَع (موطا إمام مالك)
(24) «È stato narrato da Hazrat Umar ibn al-Khattab (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli emanò ai suoi governatori una direttiva del seguente tenore: tra tutte le vostre responsabilità, la preghiera è quella che considero più importante. Dunque, chi compie la propria preghiera con attenzione e vigila su di essa, è come se avesse protetto pienamente la propria religione. Quanto a chi non presta attenzione alla preghiera, non è affatto impossibile che tradisca nell’adempimento delle altre responsabilità.»
(Muwatta dell’Imam Malik)
Spiegazione: istituire la preghiera rientra tra i doveri statali dello Stato islamico. Come il capo dello Stato e i governanti a lui sottoposti sono responsabili dell’amministrazione delle rispettive regioni, così sono responsabili dell’organizzazione della preghiera e della sua istituzione nei propri territori. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e i suoi degni califfi assolsero insieme entrambi questi doveri. Il secondo califfo, Hazrat Umar (che Allah sia soddisfatto di lui), richiamò con una direttiva l’attenzione dei governanti a lui sottoposti su questa importante questione, poiché essa costituisce uno dei principali doveri dello Stato islamico. A questo proposito Allah ha detto nel Sacro Corano:
«Quando i Miei servi sinceri ottengono l’autorità di governare una parte della terra, vi istituiscono la preghiera, istituiscono la zakat, ordinano ai cittadini di compiere il bene e li dissuadono dal compiere il male.» (Sura al-Hajj, versetto 41)
Hazrat Umar (ra:) aveva ammonito in modo particolare i governatori a lui sottoposti: se mostrate negligenza riguardo a questo primo obbligo prescritto da Allah l’Altissimo, sarete negligenti anche nell’adempimento degli altri doveri.
La preghiera è l’adorazione più amata da Allah
(٢٥) وَعَنِ ابْنِ مَسْعُوْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، سَأَلْتُ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَيُّ الْأَعْمَالِ أَفْضَلُ؟ قَالَ: الصَّلَاةُ لِوَقْتِهَا ، قُلْتُ : ثُمَّ أَيُّ؟ قَالَ: بِرُّ الْوَالِدَيْنِ، قُلْتُ
ثُمَّ أَيُّ؟ قَالَ: الْجِهَادُ فِي سَبِيلِ اللَّهِ، قَالَ حَدَّثَنِي بِهِنَّ وَلَوْ اسْتَزَدْتُهُ لَزَادَنِي (بخاري – مسلم)
(25) «È stato narrato da Hazrat Ibn Mas‘ud (ra:), il quale disse: chiesi al nobile Profeta (s:) quale fosse, tra tutte le buone azioni degli uomini, quella più amata da Allah. Il Profeta (s:) rispose: compiere la preghiera nel suo tempo stabilito. Chiesi: e poi quale? Il Profeta (s:) disse: comportarsi bene con i genitori. Gli chiesi nuovamente: e poi quale? Il Profeta (s:) rispose: intraprendere il jihad sulla via di Allah. Hazrat Ibn Mas‘ud disse: il nobile Profeta (s:) mi riferì queste parole. Se gli avessi posto altre domande, mi avrebbe detto ancora di più». (Bukhari, Muslim)
Quando sollecitare i figli a compiere la preghiera
(٢٦) وَعَنْ عَمْرِو بْنِ شُعَيْبٍ عَنْ أَبِيْهِ عَنْ جَدِّهِ قَالَ، قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مُرُوا أَوْلَادَكُمْ بالصَّلاةِ، وَهُمْ أَبْنَاءُ سَبْعِ سِنِينَ، وَاضْرِبُوهُمْ وَهُمْ أَبْنَاءُ عَشْرِ سِنِينَ، وَفَرِّقُوا بَيْنَهُمْ فِي الْمَضَاجِعِ
(أبو داود)
(26) «Hazrat ‘Amr ibn Shu‘ayb (ra:) lo narrò da suo padre, e suo padre lo narrò da suo nonno. Egli disse: il nobile Profeta (s:) disse: quando i vostri figli avranno compiuto sette anni, ordinate loro di pregare. Quando avranno compiuto dieci anni, punite loro per la preghiera e fate dormire ciascuno in un letto separato». (Abu Dawud)
Spiegazione: In realtà, non appena raggiungono la pubertà, la preghiera, il digiuno e gli altri atti di culto diventano obbligatori per tutti, uomini e donne senza distinzione. Tuttavia, se in precedenza non si insegna ai figli e alle figlie a pregare e non si fa loro prendere l’abitudine della preghiera, al raggiungimento della pubertà nessuno di loro sarà in grado di adempiere alla preghiera. Per questo il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ordinò ai genitori di esortare i figli e le figlie a pregare all’età di sette anni e di obbligarli a pregare all’età di dieci anni. Questo ordine è rivolto ai tutori. Pertanto, se i tutori non lo osservano, saranno ritenuti responsabili davanti ad Allah.
Nel Giorno della Resurrezione, la prima cosa riguardo alla quale verrà chiesto conto sarà la preghiera
(۲۷)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : إِنَّ أَوَّلَ مَا يُحَاسَبُ بِهِ العَبْدُ يَوْمَ القِيَامَةِ مِنْ عَمَلِهِ صَلَاتُهُ ، فَإِنْ صَلُحَتْ فَقَدْ أَفْلَحَ وَأَنْجَحَ، وَإِنْ فَسَدَتْ فَقَدْ خَابَ وَخَسِرَ، فَإِنْ انْتَقَصَ مِنْ فَرِيضَةٍ ، قَالَ الرَّبُّ: انْظُرُوا هَلْ لِعَبْدِي مِنْ تَطَوُّع
فَيُكَمَّلَ بِهَا مَا انْتَقَصَ مِنَ الفَرِيضَةِ، ثُمَّ يَكُونُ سَائِرُ
أَعْمَا لِهِ عَلَى هَذَا (ترمذي)
(27) È stato narrato da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli riferì che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «Nel campo della Resurrezione, al servo verrà chiesto conto innanzitutto della sua preghiera. Se supererà l’esame della preghiera, avrà avuto successo. Ma se fallirà nell’esame della preghiera, non avrà più alcuna possibilità. Tuttavia, se si riscontrerà una mancanza nelle sue preghiere obbligatorie, Allah dirà agli angeli: “Se il Mio servo ha preghiere supererogatorie, colmate con esse la mancanza delle preghiere obbligatorie”. In seguito, lo stesso metodo sarà applicato a tutte le sue opere». (Tirmidhi)
Spiegazione: Come è stato già menzionato, tra gli atti di culto corporali la preghiera è il più importante. La preghiera era obbligatoria, in una forma o nell’altra, per tutti i profeti (pace su di loro) e per le loro comunità. Pertanto, nel Giorno della Resurrezione, al servo verrà chiesto innanzitutto conto della preghiera. Dopodiché, per il servo che avrà superato questa prova iniziale, le prove successive non saranno difficili. Nel Giorno del Raduno, se viene riscontrata una mancanza nelle preghiere obbligatorie del servo obbediente ad Allah, Allah, per la Sua misericordia, colmerà tale mancanza con l’aiuto delle preghiere supererogatorie. In seguito, lo stesso metodo sarà applicato anche alle sue opere successive. In altre parole, la mancanza nelle preghiere obbligatorie verrà colmata con quelle supererogatorie.
L’importanza di adempiere alla preghiera in congregazione
(۲۸)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: صَلَاةُ الْجَمَاعَةِ تَفْضُلُ صَلَاةَ الْفَدَّ بِسَبْعٍ وَعِشْرِيْنَ دَرَجَةً
(بخاري – مسلم)
(28) «È stato riferito da Hadrat ‘Abdullah ibn ‘Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il venerabile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha dichiarato: “La preghiera compiuta in congregazione possiede ventisette volte più merito della preghiera individuale”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Allah l’Altissimo ha reso obbligatorie per la comunità di Muhammad le cinque preghiere quotidiane in congregazione. Anche le dieci preghiere dei due giorni che Hadrat Jibril (pace su di lui) insegnò al venerabile Profeta (pace e benedizioni su di lui) sotto la propria guida furono compiute in congregazione. Pertanto, la preghiera obbligatoria sarà adempiuta pienamente solo se compiuta in congregazione. Se si compie individualmente la preghiera obbligatoria, senza una valida scusa, essa non sarà adempiuta nella sua completezza, ma finirà per essere assimilata alla preghiera da recuperare. Anche il celebre studioso Mulla Ziyan Sahib ha menzionato ciò nel suo famoso libro “Nurul Anwar”. Il hadith riportato menziona l’immensa ricompensa derivante dal compiere la preghiera in congregazione. Infatti, la preghiera in congregazione è la preghiera completa. Se si compie individualmente la preghiera obbligatoria, la preghiera sarà valida, ma non sarà completa.
(۲۹)
وَعَنْ أَبِي دَرْدَاءِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُوْلَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَا مِنْ ثَلَاثَةٍ فِي قَرْيَةٍ وَلَا بَدْوِ لَا تُقَامُ فِيهِمُ الصَّلَاةُ إِلَّا قَدِ اسْتَحْوَذَ عَلَيْهِمُ الشَّيْطَانُ فَعَلَيْكَ بِالْجَمَاعَةِ فَإِنَّمَا يَأْكُلُ الذِّئْبُ القاصية
(أحمد – أبو داود – نسائي)
(29) «È stato riferito da Hadrat Abu Darda (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Se in un villaggio o in una zona desertica vi sono tre persone e non compiono la preghiera in congregazione, certamente Satana avrà potere su di loro. Perciò la congregazione è indispensabile per voi, poiché un animale separato dal gregge diventa preda della tigre”». (Ahmad, Abu Dawud, Nasa’i)
Spiegazione: riguardo all’indispensabilità della congregazione, il venerabile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha offerto in questo hadith una breve e bella similitudine. Quando un gregge si muove insieme ai piedi di una montagna o in un pascolo, la tigre non lo attacca, poiché lo sguardo del pastore di guardia e dei cani da caccia è costantemente rivolto al gregge. Ma quando, mentre bruca l’erba, un animale si allontana dalla vista del pastore, allora la tigre lo attacca cogliendo l’occasione. Allo stesso modo, anche il musulmano che non partecipa alla congregazione diventa preda di Satana.
(۳۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ أَمَرَنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا كُنْتُمْ فِي
الْمَسْجِدِ فَنُوْدِيَ بِالصَّلَاةِ، فَلَا يَخْرُجْ أَحَدُكُمْ حَتَّى يُصَلِّي (أحمد)
(30) «È stato riferito da Hadrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il venerabile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ci ha ordinato quanto segue: “Quando vi trovate nella moschea e viene pronunciata la chiamata alla preghiera, non uscite da lì prima di aver terminato la preghiera”. (Ahmad)
(۳۱)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: لَوْلَا مَا فِي الْبُيُوتِ مِنَ النِّسَاءِ وَالذُّرِّيَّةِ ، أَقَمْتُ صَلَاةَ الْعِشَاءِ، وَأَمَرْتُ فِتْيَانِي يُحْرِقُوْنَ مَا فِي الْبُيُوتِ بِالنَّارِ. (أحمد)
(31) «Hazrat Abu Hurayra (ra) ha narrato dal nobile Profeta (s): Un giorno il Profeta (s) disse: “Se nelle case non ci fossero bambini e donne, inizierei la preghiera della sera e manderei dei giovani ad appiccare il fuoco alle loro case, affinché vi dessero fuoco (a quelle di coloro che non vengono alla preghiera)”. (Ahmad)
Spiegazione: Dalla suddetta hadith del nobile Profeta (s) si comprende quanto sia importante compiere la preghiera in congregazione. Tuttavia, vi sono tre ragioni per cui è possibile abbandonare la congregazione. (1) Se, lungo la strada per la moschea, si teme di incontrare nemici, tigri, orsi, serpenti o scorpioni.
(2) Se colui che deve pregare è malato. (3) Se si scatena una tempesta così violenta da rendere impossibile recarsi alla congregazione.
(۳۲)
وَعَن عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّهُ أَذَّنَ بِالصَّلَاةِ فِي لَيْلَةٍ ذَاتِ بَرْدٍ وَرِيحٍ، ثُمَّ قَالَ: أَلَا صَلُّوْا فِي الرِّحَالِ، ثُمَّ قَالَ إِنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَانَ يَأْمُرُ الْمُؤَذِّنَ إِذَا كَانَتْ لَيْلَةٌ ذَاتُ بَرْدِ وَمَطَرٍ يَقُولُ أَلَا صَلُّوْا فِي الرِّحَالِ (بخاري – مسلم)
(32) «Hazrat Abdullah ibn Umar (ra) ha narrato: Una volta, in una notte fredda e tempestosa, recitò l’adhan per la preghiera. Poi disse: “O gente, pregate ciascuno nella propria casa”. Aggiunse: “Nelle notti in cui faceva particolarmente freddo e pioveva, il Profeta (s) ordinava al muezzin di dire: ‘Ognuno compia la propria preghiera nel luogo in cui si trova’”. (Bukhari, Muslim)
È preferibile che le donne preghino in casa
(۳۳)
وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا تَمْنَعُوْا نِسَاءَكُمُ الْمَسَاجِدَ، وَبُيُوتُهُنَّ خَيْرٌ لَهُنَّ (أبو داود)
(৩৩) «È narrato da Hazrat ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Non impedite alle vostre donne di recarsi alla moschea. Tuttavia, per loro, la casa è migliore per la preghiera.”» (Abu Dawud)
(٣٤) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : صَلَاةُ الْمَرْأَةِ فِي بَيْتِهَا أَفْضَلُ مِنْ صَلَاتِهَا فِي حُجْرَتِهَا، وَصَلَاتُهَا فِي مَخْدَعِهَا أَفْضَلُ مِنْ صَلَاتِهَا فِي بَيْتِهَا (أبو داود)
(৩৪) «È narrato da Hazrat ʿAbdullah ibn Masʿud (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Per le donne, pregare all’interno della propria casa è migliore che pregare all’esterno della propria casa. E pregare nella propria stanza privata è migliore che pregare nella propria casa.”» (Abu Dawud)
Spiegazione: Sebbene, secondo il significato del suddetto hadith, alle donne sia stato permesso di recarsi alla moschea velate, pregare in congregazione separate dalle file degli uomini, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha indicato che per loro è assai migliore pregare nella propria casa.
È meglio pregare le preghiere volontarie in casa
(٣٥) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا قَضَى أَحَدُكُمُ الصَّلَاةَ فِي
مسْجِدِهِ فَلْيَجْعَلْ لِبَيْتِهِ نَصِيبًا مِنْ صَلَاتِهِ، فَإِنَّ اللَّهَ جَاعِلٌ فِي بَيْتِهِ مِنْ صَلَاتِهِ خَيْرًا (مسلم)
(৩৫) «È narrato da Hazrat Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli disse che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Quando uno di voi prega nella moschea, riservi una parte della sua preghiera (cioè le preghiere volontarie o sunnah) per la sua casa. In verità, grazie a questa preghiera, Allah apporterà benedizione alla sua casa.”» (Muslim)
(٣٦) وَعَنْ زَيْدِ بْنِ ثَابِتٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: صَلَاةُ الْمَرْءِ فِي بَيْتِهِ أَفْضَلُ مِنْ صَلَاتِهِ فِي مَسْجِدِي هَذَا إِلَّا الْمَكْتُوبَةَ
(أبو داود – ترمذي)
(৩৬) «È narrato da Hazrat Zayd ibn Thabit (che Allah sia soddisfatto di lui); egli disse: il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: pregare nella propria casa è migliore che pregare nella mia moschea, eccetto per le preghiere obbligatorie». (Abu Dawud, Tirmidhi)
Spiegazione: la riya rovina l’adorazione dell’essere umano. Chi pratica la riya non riceverà certamente da Allah alcuna ricompensa per la propria adorazione. Anzi, questa adorazione compiuta con l’intento della riya (ostentazione) può persino renderlo peccatore. Poiché pregare pubblicamente, in luoghi visibili alla gente, le preghiere aggiuntive (nafl) può risvegliare nel cuore di chi prega il sentimento della riya, il Profeta di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha esortato a compiere in segreto, nella propria casa, le preghiere nafl.
La virtù della veglia notturna e della preghiera tahajjud
(۳۷)
وَعَنْ مُغِيرَةً بِنْ شُعْبَةٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَامَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ حَتَّى تَوَرَّمَتْ قَدَمَاهُ، فَقِيلَ لَهُ لِمَ تَصْنَعُ هَذَا؟ وَقَدْ غُفِرَ لَكَ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِكَ وَمَا تَأَخَّرَ، قَالَ : أَفَلَا أَكُونُ عَبْدًا شَكُورٌ
(بخاري – مسلم)
(৩৭) «È narrato da Hazrat Mughirah ibn Shu‘bah (che Allah sia soddisfatto di lui); egli disse: un giorno il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rimase in piedi così a lungo durante la preghiera tahajjud che gli si gonfiarono le piante dei piedi. Allora gli fu detto: “O Messaggero, perché fai questo, quando Allah ha perdonato tutti i tuoi peccati passati e futuri?”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rispose: “Non dovrei forse essere un servo riconoscente verso Allah?”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: tra tutte le preghiere nafl, la preghiera tahajjud possiede una virtù particolarmente grande. Per il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), la preghiera tahajjud era obbligatoria. Sebbene la tahajjud non sia stata resa giuridicamente obbligatoria per la comunità, è volontà di Allah che la comunità di Muhammad compia la preghiera tahajjud con particolare importanza e diligenza. La preghiera tahajjud è menzionata anche nel Sacro Corano. Per esempio, Allah l’Altissimo disse rivolgendosi al Profeta:
وَمِنَ اللَّيْلِ فَتَهَجَّدْ بِهِ نَافِلَةً لَّكَ عَسَى أَنْ يَبْعَثَكَ رَبُّكَ مَقَامًا مَحْمُوْدًا (بني إسرائيل: ۷۹)
Significato: «Compi la preghiera del tahajjud durante una parte della notte: ciò è un atto supplementare per te. Presto il tuo Signore ti invierà al Maqām Maḥmūd». (Banī Isrāʾīl, versetto 79)
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) talvolta rimaneva in piedi così a lungo nella preghiera del tahajjud che le piante dei piedi gli si gonfiavano. Allora qualcuno tra i Compagni disse: «O Profeta, tu sei infatti infallibile e non hai peccati. Nonostante ciò, Allah ha promesso di perdonare tutte le tue colpe passate e future. Qual è dunque la necessità di uno sforzo così grande da parte tua?». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: «Perché, non devo forse essere un servo amato da Allah?». Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) recitava la preghiera del tahajjud, compresa quella del witr, in 7, 9 o 11 rakʿāt, e talvolta in 13 rakʿāt.
(۳۸)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُوْلَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَنْزِلُ رَبُّنَا تَبَارَكَ وَتَعَالَى كُلَّ لَيْلَةٍ إِلَى السَّمَاءِ الدُّنْيَا حِيْنَ يَبْقَى ثُلُثُ اللَّيْلِ الآخِرُ، يَقُولُ : مَنْ يَدْعُونِي فَأَسْتَجِيْبَ لَهُ، مَنْ يَسْأَلُنِي فَأُعْطِيَهُ، وَمَنْ يَسْتَغْفِرُنِي فَأَغْفِرَ لَهُ (بخاري – مسلم)
(38) «Si tramanda da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Nobile Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) ha detto: quando rimane l’ultimo terzo della notte, il nostro Signore, il Benedetto e l’Altissimo, discende al cielo più vicino alla terra e continua a dire: “Chi c’è che Mi invochi, affinché Io risponda alla sua invocazione? Chi c’è che Mi chieda qualcosa, affinché Io gliela conceda? E chi c’è che Mi chieda perdono per i propri peccati, affinché Io lo perdoni?”». (al-Bukhārī, Muslim)
(۳۹)
وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، سَمِعْتُ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: إِنَّ فِي اللَّيْلِ لَسَاعَةً لَا يُوَافِقُهَا رَجُلٌ مُسْلِمٌ يَسْأَلُ اللَّهَ خَيْرًا مِنْ أَمْرِ الدُّنْيَا وَالْآخِرَةِ إِلَّا أَعْطَاهُ إِيَّاهُ وَذَالِكَ كُلَّ لَيْلَةٍ (مسلم)
(39) «Si tramanda da Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: ho udito il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) dire: certamente, durante la notte vi è un momento in cui, se un musulmano lo raggiunge e chiede qualcosa del bene di questo mondo e dell’Aldilà, Allah glielo concede sicuramente. E questo momento si presenta ogni notte». (Non è legato a una notte particolare) (Muslim)
(٤٠) وَعَنْ أَبِي أُمَامَةَ بَاهِلِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: قِيلَ: يَا رَسُولَ اللَّهِ أَيُّ الدُّعَاءِ أَسْمَعُ ؟ قَالَ: جَوْفَ اللَّيْلِ الآخِرِ، وَدُبُرَ الصَّلَوَاتِ الْمَكْتُوبَاتِ (ترمذي)
(40) «Si tramanda da Abū Umāma al-Bāhilī (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: una volta fu chiesto (al Profeta): “O Profeta di Allah, quale supplica è più degna di essere esaudita?”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “La supplica dell’ultima parte della notte e quella pronunciata dopo le preghiere obbligatorie”». (al-Tirmidhī)
(٤١) وَعَنْ ابْنِ مَالِكِ الأَشْعَرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ فِي الْجَنَّةِ غُرَفًا يُرَى ظَاهِرُهَا مِنْ بَاطِنِهَا ، وَبَاطِنُهَا مِنْ ظَاهِرِهَا ، أَعَدَّهَا اللَّهُ لِمَنْ أَلَآنَ الْكَلَامَ، وَأَطْعَمَ الطَّعَامَ، وَتَابَعَ الصِّيَامَ، وَصَلَّى بِاللَّيْلِ وَالنَّاسُ نِيَامٌ (بيهقي – ترمذي)
(41) «È stato narrato da Hazrat Ibn Mālik al-Ashʿarī (che Dio si compiaccia di lui), il quale disse: il Nobile Messaggero di Dio (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “In Paradiso vi sono palazzi trasparenti e splendenti, il cui interno è visibile dall’esterno e il cui esterno è visibile dall’interno. Dio li ha preparati per colui che ha parlato con dolcezza alle persone, ha dato da mangiare agli affamati, ha digiunato e ha pregato durante la parte della notte in cui, generalmente, la gente dorme.”» (Bayhaqī, Tirmidhī)
Spiegazione: quando, nell’ultima parte della notte, tutti generalmente si sono addormentati e ogni clamore e tumulto del mondo è cessato, il servo di Dio che rinuncia al riposo e si dedica, alla presenza del suo Signore, al pentimento, alla richiesta di perdono, al ricordo e alle invocazioni per ottenere il perdono dei propri peccati, prega e rivolge suppliche a Dio: come si potrebbe dubitare che egli sia un servo accetto a Dio? Quando l’intero mondo dorme nell’ultima parte della notte, l’adorazione compiuta restando svegli procura una grandissima pace interiore e, al tempo stesso, non vi è in essa alcuna tendenza alla riyāʾ, cioè all’ostentazione. Perciò Dio ama una persona simile e accoglie anche le sue suppliche. Nei suddetti hadith, il Profeta di Dio ha espresso proprio questo concetto in diverse forme.
Il digiuno menzionato nell’ultimo hadith è il digiuno volontario. Con la preghiera notturna si intende la preghiera volontaria, cioè la preghiera del tahajjud, poiché gli obblighi sono vincolanti per tutti. Quando una persona, dopo aver adempiuto a tutti gli obblighi e doveri, compie questa adorazione supplementare con l’intenzione di avvicinarsi a Dio e ottenere il Suo compiacimento, Dio le concederà il palazzo sopra menzionato.
(٤٢) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ أَبَاهُ عُمَرَ بْنَ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ كَانَ يُصَلِّي مِنَ اللَّيْلِ مَا شَاءَ اللَّهُ ، حَتَّى إِذَا كَانَ مِنْ آخِرِ اللَّيْلِ أَيْقَظَ أَهْلَهُ للصَّلاةِ، يَقُولُ لَهُمُ الصَّلاةَ الصَّلَاةَ، ثُمَّ يَتْلُو هَذِهِ الْآيَةَ : وَأْمُرْ أَهْلَكَ بِالصَّلَاةِ وَاصْطَبِرْ عَلَيْهَا لَا نَسْأَلُكَ رِزْقاً نَحْنُ نَرْزُقُكَ وَالْعَاقِبَةُ لِلتَّقْوَى (موطأ إمام مالك)
(42) «È stato narrato da Hazrat ʿAbdullāh ibn ʿUmar (che Dio si compiaccia di lui) che suo padre, Hazrat ʿUmar (che Dio si compiaccia di lui), pregava durante la notte secondo la concessione di Dio. Quando la notte volgeva al termine, svegliava i membri della propria famiglia per la preghiera. Poi recitava questo versetto:
وَأْمُرْ أَهْلَكَ بِالصَّلَاةِ وَاصْطَبِرْ عَلَيْهَا لَا تَسْأَلُكَ رِزْقاً نَحْنُ نَرْزُقُكَ وَالْعَاقِبَةُ لِلتَّقْوَى (سورة طه : ۱۳۲)
Significato: «O Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace), ordina alla tua famiglia di pregare e persevera nell’adempimento della preghiera. Io non ti chiedo sostentamento; al contrario, sono Io a provvedere al tuo sostentamento. E il buon esito spetta ai timorati di Dio.»
(Sura Tā-Hā, versetto 132)
L’importanza della preghiera del venerdì
يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِذَا نُودِيَ لِلصَّلَاةِ مِنْ يَوْمِ الْجُمُعَةِ فَاسْعَوْا إِلَى ذِكْرِ اللَّهِ وَذَرُوا الْبَيْعَ ذَالِكُمْ خَيْرٌ لَكُمْ إِنْ كُنْتُمْ تَعْلَمُوْنَ (سورة الجمعة : ٩)
Significato: «O credenti, quando nel giorno del venerdì sarà proclamata la chiamata alla preghiera, affrettatevi al ricordo di Allah e abbandonate il commercio. Questo è meglio per voi, se lo sapeste.» (Sura al-Jumuʿa, versetto 9)
(٤٣) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ كَانَ يُؤْمِنُ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ
فَعَلَيْهِ الْجُمُعَةُ يَوْمَ الْجُمُعَةِ إِلَّا مَرِيضٌ أَوْ مُسَافِرٌ أَوِ امْرَأَةٌ أَوْ صَبِيٌّ أَوْ مَمْلُوكٌ فَمَنِ اسْتَغْنَى بِلَهْوِ أَوْ تِجَارَةٍ اسْتَغْنَى اللَّهُ عَنْهُ وَاللَّهُ غَنِيٌّ حَمِيدٌ (دار قطني)
(43) «Narrato da Jābir (che Allah sia compiaciuto di lui), egli riferì che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: chi crede in Allah e nell’Aldilà deve necessariamente compiere la preghiera del venerdì nel giorno del venerdì. Tuttavia, il malato, il viaggiatore, la donna, il bambino e lo schiavo sono esenti da questo obbligo. Se qualcuno, occupandosi di divertimenti o di affari, trascura questa preghiera, anche Allah si distoglierà da lui. Allah è Colui che non ha bisogno di nessuno ed è degno di lode.»
(Dāru Qutnī)
Spiegazione: la preghiera del venerdì divenne obbligatoria poco prima dell’Egira. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), emigrando dalla nobile Mecca, giunse dapprima, di lunedì, nel luogo chiamato Qubā, alla periferia di Medina, e vi rimase quattro giorni. Poi, il quinto giorno, si mise in viaggio verso Medina. Quel giorno era venerdì. Quando, lungo il cammino, giunse al villaggio della tribù dei Banū Sālim ibn ʿAwf, sopraggiunse l’ora della preghiera e il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) celebrò lì la preghiera del venerdì per la prima volta. Il fatto che la preghiera del venerdì sia un obbligo religioso imprescindibile è menzionato nel suddetto hadith.
Nell’epoca dell’Ignoranza non esisteva un giorno chiamato venerdì. Gli Arabi chiamavano quel giorno Yawm al-ʿArūba. Solo dopo che fu impartito l’ordine di celebrare la preghiera del venerdì, questo giorno fu chiamato “Yawm al-Jumuʿa”, cioè giorno del venerdì. Ciò perché in quel giorno i musulmani si riuniscono nella moschea più grande della zona (in un luogo centrale) per compiere la preghiera del venerdì e ascoltare la khutba. Dal punto di vista del culto formale, questa riunione del venerdì è importante; altrettanto significativa è dal punto di vista sociale e politico. La preghiera del venerdì è un obbligo imprescindibile. Non può essere abbandonata in alcun modo, salvo in presenza di una valida giustificazione riconosciuta dalla Sharia. Le donne, i bambini, i malati, i viaggiatori e gli schiavi ne sono esentati. Tuttavia, se la compiono, la loro preghiera del venerdì è valida e non devono compiere la preghiera di zuhr.
(٤٤) وَعَنْ سَمُرَةَ بْنِ جُنْدُبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: احْضُرُوا الْجُمُعَةَ وَادْنُوْا مِنَ الْإِمَامِ، فَإِنَّ الرَّجُلَ لَيَتَخَلَّفُ عَنِ الْجُمُعَةِ حَتَّى إِنَّهُ لَيَتَخَلَّفُ عَنِ الْجَنَّةِ وَإِنَّهُ لَمِنْ أَهْلِهَا
(مسند أحمد)
(44) «È narrato da Hazrat Samura ibn Jundub (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Partecipate alla preghiera del venerdì e avvicinatevi all’Imam. In verità, colui che sarà presente alla preghiera del venerdì per ultimo tra tutti, alla fine sarà anche l’ultimo a entrare in Paradiso, sebbene ne sia certamente degno.”
(Musnad Ahmad)
(٤٥) وَعَنْ أَبِي الْجَعْدِ الضَّمْرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ تَرَكَ ثَلَاثَ جُمَع تَهَاوُنًا بِهَا طَبَعَ اللَّهُ عَلَى قَلْبِهِ
(أبو داود – ابن ماجة – دارمي – موطأ إمام مالك)
(45) «È narrato da Hazrat Abu Zayad Zamri (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Chi, per negligenza, sarà assente a tre preghiere del venerdì consecutive (cioè non adempirà alla preghiera del venerdì), Allah apporrà un sigillo sul suo cuore.”
(Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah, Darimi, Malik)
Spiegazione: questo hadith indica quanto sia importante la preghiera del venerdì. Se qualcuno, senza una valida giustificazione, è assente a tre preghiere del venerdì consecutive, Allah rende il suo cuore negligente e lo sigilla; di conseguenza, il suo cuore si indurisce.
Il merito del giorno del venerdì
(٤٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: خَيْرُ يَوْمٍ طَلَعَتْ عَلَيْهِ الشَّمْسُ يَوْمُ الْجُمُعَةِ فِيْهِ خُلِقَ آدَمُ، وَفِيهِ أُدْخِلَ الْجَنَّةَ، وَفِيْهِ أُخْرِجَ مِنْهَا ، وَلَا تَقُوْمُ السَّاعَةُ إِلَّا فِي يَوْمِ الْجُمُعَةِ (مسلم)
(46) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Tra tutti i giorni sui quali sorge il sole, il migliore è il venerdì. Di venerdì Hazrat Adamo (pace su di lui) fu creato; di venerdì fu fatto entrare nel Paradiso e di venerdì ne fu fatto uscire e inviato sulla Terra. E il Giorno della Resurrezione avrà luogo proprio di venerdì.”» (Muslim)
(٤٧) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ فِي الْجُمُعَةِ لَسَاعَةً لَا يُوَافِقُهَا عَبْدٌ مُسْلِمٌ يَسْأَلُ اللَّهَ مِنْهَا خَيْرًا إِلَّا أَعْطَاهُ إِيَّاهُ
(بخاري – مسلم)
(47) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: “Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: certamente, il venerdì vi è un momento nel quale, se un servo musulmano chiede ad Allah qualcosa di benefico, certamente gli viene concesso.”» (Bukhari, Muslim)
L’Eid e la preghiera dell’Eid
(٤٨) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قَدِمَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْمَدِينَةَ وَلَهُمْ يَوْمَانِ يَلْعَبُونَ فِيهِمَا فَقَالَ: مَا هَذَانِ الْيَوْمَانِ؟ قَالُوا : كُنَّا نَلْعَبُ فِيهِمَا فِي الْجَاهِلِيَّةِ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: قَدْ
أَبْدَلَكُمْ اللَّهُ فِيهِمَا خَيْرًا مِنْهُمَا يَوْمَ الْأَضْحَى وَيَوْمَ الْفِطْرِ (أبو داود)
(48) «È narrato da Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: “Quando il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) giunse a Medina, vide che gli abitanti di Medina giocavano e festeggiavano in due giorni particolari. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) chiese: ‘Qual è il significato di questi vostri due giorni particolari?’. Risposero: ‘Nell’epoca della jāhiliyya (il periodo preislamico) giocavamo e festeggiavamo in questi due giorni’. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: ‘Guardate, Allah vi ha dato in sostituzione di questi due giorni due giorni migliori: il giorno dell’Eid al-Adha e il giorno dell’Eid al-Fitr’.” (Abu Dawud)
Spiegazione: la parola Eid significa felicità o gioia. Poiché in questi due giorni speciali Allah ha permesso ai musulmani di celebrare con gioia, essi sono chiamati giorni dell’Eid. Tuttavia, affinché la celebrazione e la gioia dei musulmani non diventassero una semplice festa priva di vincoli morali ed etici, Allah e il Suo Messaggero (pace e benedizioni su di lui) hanno stabilito regole e norme al riguardo. Non solo: il programma di queste celebrazioni è stato concepito in modo tale da risvegliare nei cuori dei musulmani il puro sentimento religioso e la consapevolezza dei loro doveri verso l’umanità. Per questo è stato stabilito che, nell’Eid al-Fitr, ogni persona ricca doni la fitra ai poveri prima di compiere la preghiera dell’Eid, e che, nell’Eid al-Adha, un terzo della carne del sacrificio venga distribuito tra i poveri e i bisognosi. In tal modo la gioia dell’Eid non rimane limitata soltanto alle persone agiate e facoltose; piuttosto, ricchi e poveri, senza distinzione, possono tutti partecipare alla gioia dell’Eid. È difficile trovare, nelle festività o nelle cerimonie delle altre religioni, un esempio così bello di uguaglianza e fratellanza.
(٤٩) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، كَانَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَا يَغْدُو يَوْمَ الْفِطْرِ حَتَّى يَأْكُلَ تَمَرَاتٍ وَيَأْكُلُهُنَّ وِتْرًا (بخاري)
(49) «Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) non usciva il giorno dell’Eid al-Fitr senza aver mangiato almeno alcuni datteri. E li mangiava in numero dispari.» (Bukhari)
Spiegazione: il giorno dell’Eid al-Fitr, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) mangiava qualcosa prima di uscire per la preghiera. Invece, il giorno dell’Eid al-Adha non mangiava nulla prima di recarsi al luogo della preghiera. Il motivo per cui mangiava i datteri in numero dispari era che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) diceva: «Allah è dispari e ama ciò che è dispari.»
(٥٠) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذَا كَانَ يَوْمُ عِيْدِ خَالَفَ الطَّرِيقَ
(بخاري)
(50) «Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: il Profeta (pace e benedizioni su di lui), nel giorno dell’Eid, percorreva una strada diversa.» (Bukhari)
Spiegazione: nel giorno dell’Eid è raccomandabile percorrere una strada diversa, soprattutto per recarsi al luogo della preghiera. Ciò perché nel giorno dell’Eid è stato ordinato di indossare gli abiti migliori e di pronunciare il takbir mentre si percorre la strada. Di conseguenza, nelle diverse strade e nelle varie zone dei quartieri si manifesta lo splendore e la dignità dei musulmani, mentre le diverse aree risuonano della glorificazione di Allah e dei takbir.
(٥١) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، كَانَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَخْرُجُ يَوْمَ الْفِطْرِ وَالْأَضْحَى إِلَى الْمُصَلَّى فَأَوَّلُ شَيْءٍ يَبْدَأُ بِهِ الصَّلَاةُ ثُمَّ يَنْصَرِفُ فَيَقُوْمُ مُقَابِلَ النَّاسِ وَالنَّاسُ جُلُوسٌ عَلَى صُفُوفِهِمْ فَيَعِظُهُمْ وَيُوْصِيْهِمْ وَيَأْمُرُهُمْ وَإِنْ كَانَ يُرِيدُ أَنْ يَقْطَعَ بَعْثًا قَطَعَهُ أَوْ يَأْمُرَ بِشَيْءٍ أَمَرَ بِهِ ثُمَّ يَنْصَرِفُ
(بخاري – مسلم)
(51) «È stato narrato da Abū Saʿīd al-Khudrī (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli disse: il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), nei giorni dell’Eid al-Fitr e dell’Eid al-Adha, si recava al luogo della preghiera dell’Eid e, una volta giunto, la prima cosa che faceva era la preghiera. Poi si voltava e si poneva in piedi di fronte alla gente, mentre la gente rimaneva seduta nelle proprie file. Li esortava, li ammoniva e impartiva loro istruzioni. Se intendeva inviare da qualche parte delle truppe, le selezionava allora; e se doveva impartire un ordine a qualcuno, glielo impartiva. (Bukhārī, Muslim)
(٥٢) وَعَنْ جَابِرٍ بْنِ سَمُرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، صَلَّيْتُ مَعَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ الْعِيْدَيْنِ غَيْرَ مَرَّةٍ وَلَا مَرَّتَيْنِ بِغَيْرِ أَذَانٍ وَلَا إِقَامَةٍ
(مسلم)
(52) «Jābir ibn Samura (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: ho pregato insieme al Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) le preghiere delle due Eid, non una o due volte, ma molte volte, senza adhān né iqāma.» (Muslim)
(٥٣) وَعَنِ الْبَرَاءِ بْنِ عَازِبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ خَطَبَنَا النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَوْمَ النَّحْرِ قَالَ: إِنَّ أَوَّلَ مَا نَبْدَأُ بِهِ فِي يَوْمِنَا هَذَا أَنْ تُصَلِّي ثُمَّ نَرْجِعَ فَتَنْحَرَ، فَمَنْ فَعَلَ ذَلِكَ فَقَدْ أَصَابَ سُنَّتَنَا ، وَمَنْ ذَبَحَ قَبْلَ أَنْ يُصَلِّي فَإِنَّمَا هُوَ لَحْمٌ عَجَّلَهُ لِأَهْلِهِ لَيْسَ مِنَ النُّسُكِ فِي شَيْءٍ
(بخاري – مسلم)
(53) «Al-Barāʾ ibn ʿĀzib (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: un giorno dell’Eid al-Adha, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) tenne una predica per noi e disse: “La prima cosa che dobbiamo fare in questo giorno è compiere la preghiera. Poi torneremo e compiremo il sacrificio. Chi farà ciò seguirà la nostra Sunna. Quanto a chi macellerà prima della preghiera, sarà soltanto una capra macellata per la carne, che egli ha affrettato a macellare per la sua famiglia; in essa non vi è affatto alcun carattere di sacrificio rituale.”» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: In realtà, il sacrificio compiuto secondo le istruzioni del Messaggero sarà il vero sacrificio valido. Se invece si compie il sacrificio seguendo i propri desideri e senza curarsi delle istruzioni del Messaggero, si potrà mangiare la carne, ma esso non sarà un sacrificio rituale.
(٥٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ أَصَابَهُمْ مَطَرٌ فِي يَوْمِ عِيْدٍ فَصَلَّى بِهِمُ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ صَلَاةَ الْعِيدِ فِي الْمَسْجِدِ
(أبو داود – ابن ماجة)
(54) «È stato narrato da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno dell’Eid cadde la pioggia nel loro territorio. Perciò il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) guidò per loro la preghiera dell’Eid nella moschea.» (Abū Dāwūd, Ibn Māja)
Spiegazione: la preghiera dell’Eid è wajib, e recitarla in un’ampia spianata è sunnah. Tuttavia, se a causa della pioggia e dell’acqua non è possibile recitarla nel campo di preghiera, si può recitarla nella moschea. Come si può comprendere dall’indicazione contenuta nell’hadith sopra riportato.
(٥٥) وَعَنْ ابْنِ الْحُوَيْرِثِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ كَتَبَ إِلَى عَمْرِو بْنِ حَزْمٍ وَهُوَ بِنَجْرَانَ أَنْ عَجِّلِ الْأَضْحَى وَأَخِرِ الْفِطْرَ وَذَكَرِ النَّاسَ
(شافعي)
(55) «È stato narrato da Hazrat Abul Huwayrith (ra:) che un giorno il Messaggero di Allah (s:) diede per iscritto ad Amr ibn Hazm, suo incaricato a Najran, questa disposizione: “Recita rapidamente la preghiera dell’Eid al-Adha, all’inizio del suo orario, e ritarda la preghiera dell’Eid al-Fitr. Inoltre, dopo la preghiera, ammonisci la gente.”» (Shafi‘i)
Spiegazione: in realtà, l’orario della preghiera dell’Eid inizia subito dopo l’orario dell’Ishraq e dura fino a prima che il sole raggiunga lo zenit. La preghiera dell’Eid deve essere recitata necessariamente entro il periodo sopra indicato. Tuttavia, il Profeta (s:) ha ordinato di recitare la preghiera dell’Eid al-Adha all’inizio del suo orario, affinché subito dopo la preghiera si possa macellare l’animale destinato al sacrificio e consumarne rapidamente la carne. È invece preferibile ritardare un po’ la preghiera dell’Eid al-Fitr, poiché è raccomandabile mangiare qualcosa prima dell’Eid al-Fitr. Di conseguenza, il ritardo è naturale.
Zakat
فَأَقِيمُوا الصَّلَاةَ وَآتُوا الزَّكَاةَ وَاعْتَصِمُوا بِاللَّهِ
(سورة الحج – ۷۸)
Significato: «Pertanto, stabilite la preghiera, versate la zakat e tenetevi saldamente legati ad Allah.» (Sura al-Hajj, versetto 78)
(٥٦) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بَعَثَ مُعَاذَا إِلَى الْيَمَنِ فَقَالَ: إِنَّكَ
تَأْتِي قَوْمًا أَهْلَ كِتَابٍ فَادْعُهُمْ إِلَى شَهَادَةِ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ اللَّهِ فَإِنْ هُمْ أَطَاعُوكَ لِذَالِكَ فَأَعْلِمْهُمْ أَنَّ اللَّهَ افْتَرَضَ عَلَيْهِمْ خَمْسَ صَلَوَاتٍ فِي كُلِّ يَوْمٍ وَلَيْلَةٍ فَإِنْ هُمْ أَطَاعُوكَ لِذَالِكَ فَأَعْلِمْهُمْ أَنَّ اللَّهَ افْتَرَضَ عَلَيْهِمْ صَدَقَةً فِي أَمْوَالِهِمْ تُؤْخَذُ مِنْ أَغْنِيَائِهِمْ وَتُرَدُّ عَلَى فُقَرَائِهِمْ فَإِنْ هُمْ أَطَاعُوكَ لِذَالِكَ فَإِيَّاكَ وَكَرَائِمَ أَمْوَالِهِمْ وَاتَّقِ دَعْوَةَ الْمَظْلُومِ فَإِنَّهَا لَيْسَ
بَيْنَهَا وَبَيْنَ اللَّهِ حِجَابٌ
(بخاري – مسلم)
(56) «Riferito da Hazrat ʿAbdullah ibn ʿAbbas (che Allah si compiaccia di lui), il Profeta Karim (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), quando inviò Hazrat Muʿadh come governatore dello Yemen, gli diede questo consiglio: “O Muʿadh, stai andando in un luogo i cui abitanti sono la Gente del Libro (ebrei e cristiani). Pertanto, innanzitutto li inviterai (alla religione di Allah) a testimoniare che non vi è alcuna divinità all’infuori di Allah e che Muhammad (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) è certamente il Suo Messaggero”. Se accetteranno ciò, dirai loro che Allah ha reso obbligatorie per loro cinque preghiere nell’arco del giorno e della notte. Se accetteranno ciò, informerai loro che “Allah ha reso obbligatoria per loro la zakat, che sarà riscossa dai ricchi e distribuita tra i poveri”. Se accetteranno anche questo, fai attenzione a non prendere i loro beni migliori (come zakat)».
Non prendere dunque i loro beni migliori. E temi certamente la maledizione degli oppressi, poiché tra l’invocazione dell’oppresso e Allah non vi è alcun velo». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: la zakat è un atto di culto che rappresenta il più eccellente tra gli atti di culto patrimoniali. Come la preghiera, anche la zakat è menzionata molte volte nel Sacro Corano. La zakat era obbligatoria, in una forma o nell’altra, anche per i profeti precedenti e le loro comunità.
In uno Stato islamico, la zakat deve essere riscossa dallo Stato e distribuita nei suoi ambiti specifici secondo le disposizioni della Sharia. Oltre all’operato del Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e dei Califfi ben guidati che gli succedettero, anche il consiglio dato dal Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) riguardo alla zakat nel momento in cui inviò Hazrat Muʿadh come governatore dello Yemen indica una responsabilità statale. Se il sistema statale non è islamico, le persone facoltose raccoglieranno la zakat tramite un’organizzazione islamica affidabile e la distribuiranno nei settori appropriati. Se non esiste neppure un’organizzazione di questo tipo, i ricchi dovranno prelevare personalmente la zakat e distribuirla secondo la Sharia.
La zakat deve essere versata una volta all’anno. Su oro, argento, denaro contante e merci commerciali si deve versare una zakat pari al due e mezzo per cento. Per il bestiame domestico, la zakat consiste in un capo ogni venti. Inoltre, la zakat si applica anche ai raccolti e ai prodotti agricoli dei campi.
Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha ordinato di non prendere, come zakat, i beni migliori, bensì quelli di qualità media. In altre parole, ha ordinato di non scegliere il migliore animale dal gregge di colui che paga la zakat né il migliore raccolto tra i cereali prodotti.
Da questo celebre hadith del Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) apprendiamo anche che i musulmani non hanno mai costretto alla conversione i non musulmani sottoposti alla loro autorità. Al contrario, dopo aver presentato loro l’invito all’Islam, solo qualora lo accettassero volontariamente veniva loro insegnata, nella fase successiva, la pratica islamica. In caso contrario, sotto lo Stato, godevano di tutti i diritti politici, civili e religiosi.
Le conseguenze del mancato pagamento della zakat
(٥٧) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ آتَاهُ اللَّهُ مَالاً فَلَمْ يُؤَدِّ زَكَاتَهُ مُثْلَ لَهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ شُجَاعًا أَقْرَعَ لَهُ زَبِيْبَتَانِ يُطَوَّقُهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ ثُمَّ يَأْخُذُ بِلِهْزِمَتَيْهِ يَعْنِي شَدْقَيْهِ ثُمَّ يَقُولُ أَنَا مَالُكَ أَنَا كَنْزُكَ ثُمَّ ثَلَا : وَلَا يَحْسِبَنَّ الَّذِينَ يَبْخَلُونَ الآية (بخاري)
(57) «Da Abū Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) è narrato. Egli disse: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: a colui al quale Allah ha concesso dei beni, ma che non ne paga la zakat, nel Giorno della Resurrezione quei beni assumeranno la forma di un terribile serpente velenoso, con due macchie nere sulla testa. (Le macchie nere sono il segno di un serpente velenoso e terribile.) Quel serpente gli sarà avvolto intorno al collo come una collana. Quindi gli morderà le mascelle e dirà: “Io sono i tuoi beni, io sono la tua ricchezza accumulata”. Poi il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) recitò il seguente versetto del Corano:
وَلَا يَحْسِبَنَّ الَّذِينَ يَبْخَلُونَ …. الآية
Significato: «Coloro ai quali Allah ha concesso dei beni e che sono avari non credano che la loro avarizia sia un bene per loro. Al contrario, essa sarà per loro estremamente negativa». (Bukhārī)
(٥٨) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: مَا خَالَطَتِ الزَّكَاةُ مَالاً قَطُّ إِلَّا أَهْلَكَتْهُ (شافعي – بخاري)
(58) «ʿĀʾisha (che Allah si compiaccia di lei) disse: ho sentito il Profeta di Allah dire: “Qualsiasi ricchezza con la quale si mescoli la zakat, alla fine va distrutta”». (Shāfiʿī, Bukhārī)
Il merito dell’incaricato della riscossione della zakat
(٥٩) وَعَنْ رَافِعِ بْنِ خَدِيجٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْعَامِلُ عَلَى الصَّدَقَةِ بِالْحَقِّ كَالْغَازِي فِي سَبِيلِ اللَّهِ حَتَّى يَرْجِعَ إِلَى بَيْتِهِ
(أبو داود – ترمذي)
(59) «È stato narrato da Rāfiʿ ibn Khadīj (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli disse: il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: il merito dell’incaricato che riscuote correttamente la zakat è pari a quello di colui che combatte sulla via di Allah. Egli conserva tale merito fino a quando ritorna a casa». (Abū Dāwūd, Tirmidhī)
Spiegazione: la zakat non è una tassa imposta dallo Stato. È piuttosto uno specifico culto patrimoniale stabilito direttamente da Allah l’Altissimo. Sebbene lo Stato islamico nomini degli incaricati alla riscossione della zakat, il loro merito non è semplicemente quello di un funzionario statale. Al contrario, mentre riscuote i beni della zakat prescritta da Allah, l’incaricato è equivalente a un mujāhid che combatte sulla via di Allah.
Quando la zakat diventa obbligatoria sui beni
(٦٠) عَنِ عَبْدِ اللَّهِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنِ اسْتَفَادَ مَالاً فَلَا زَكَاةَ فِيْهِ حَتَّى يَحُولَ عَلَيْهِ الْحَوْلُ (ترمذي)
(60) «ʿAbdullāh ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) disse: il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: chi diventa proprietario di una ricchezza non deve versarne la zakat finché non sia trascorso un anno intero dalla sua acquisizione». (Tirmidhī)
Spiegazione: la zakat non diventa obbligatoria semplicemente nel momento in cui si diventa proprietari di beni pari al niṣāb. Perché la zakat diventi obbligatoria, è condizione che i beni rimangano nella proprietà del proprietario per un anno intero. Tuttavia, se qualcuno versa la zakat prima del compimento dell’anno, essa sarà considerata validamente assolta.
(٦١) وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ الْعَبَّاسِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ سَأَلَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي تَعْجِيلِ صَدَقَتِهِ قَبْلَ أَنْ تَحِلَّ فَرَخَّصَ لَهُ فِي ذَالِكَ
(أبو داود ، ترمذي)
(61) «È stato narrato da ʿAlī (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di lui) chiese al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) riguardo al versamento della zakat prima del compimento dell’anno. Il Profeta gli diede quindi il permesso». (Abū Dāwūd, Tirmidhī)
Fitra
(٦٢) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ:
فَرَضَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ زَكَاةَ الْفِطْرِ صَاعًا مِنْ تَمْرٍ أَوْ صَاعًا مِنْ شَعِيْرٍ عَلَى الْعَبْدِ وَالْحُرِّ وَالذَّكَرِ وَالْأُنْثَى وَالصَّغِيرِ وَالْكَبِيرِ مِنَ الْمُسْلِمِينَ وَأَمَرَ بِهَا أَنْ تُؤَدَّى قَبْلَ خُرُوجِ النَّاسِ إِلَى الصَّلَاةِ
(بخاري – مسلم)
(62) «Hazrat Abd Allah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) riferisce: il Profeta nobile (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha stabilito per ogni musulmano, schiavo o libero, uomo o donna, giovane o anziano, la zakat al-fitr nella misura di un ṣāʿ di datteri oppure di orzo. E ha ordinato di versarla prima che la gente si rechi alla preghiera dell’Eid». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: la fitra è in realtà la zakat del digiuno. Così come la zakat purifica i beni, allo stesso modo la fitra purifica il digiuno. In altre parole, le mancanze e le imperfezioni che si verificano durante il digiuno vengono compensate per mezzo della fitra.
La fitra è wajib. Ogni persona benestante deve versarla per sé e per le persone a suo carico prima di recarsi alla preghiera nel giorno dell’Eid. Per la zakat è necessario essere proprietari per un anno intero dei beni nella quantità soggetta alla zakat; per la fitra non è così. Al contrario, se al mattino del giorno dell’Eid si possiede una quantità di beni soggetta alla zakat, si deve necessariamente versare la fitra.
Tutte le festività e le celebrazioni previste nell’Islam sono universali. In altre parole, l’Islam ha prestato particolare attenzione affinché tutti, ricchi e poveri senza distinzione, possano godere dell’osservanza delle celebrazioni e dei loro festeggiamenti. Pertanto, affinché la gioia dell’Eid non resti limitata alle sole case agiate, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha ordinato che, prima di recarsi alla preghiera dell’Eid, ogni persona benestante versi necessariamente la fitra per sé e per i propri familiari a carico ai poveri e ai bisognosi, affinché la gioia dell’Eid non resti limitata soltanto alle case dei ricchi.
La quantità della fitra consiste nell’alimento principale di ogni regione, cioè farina o riso, nella misura di un seer e dodici chhatak e mezzo per persona.
(٦٣) عَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، فَرَضَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ زَكَاةَ الْفِطْرِ طُهْرَةُ لِلصَّائِمِ مِنَ اللَّغْوِ وَالرَّفَتْ وَطُعْمَةً لِلْمَسَاكِينِ (أبو داود)
(63) «Hazrat Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) stabilì la sadaqat al-fitr allo scopo di purificare il digiuno dalle parole vane e dalle oscenità e di elargire un aiuto ai poveri.» (Abu Dawud)
I meriti del Ramadan
يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا كُتِبَ عَلَيْكُمُ الصِّيَامُ كَمَا كُتِبَ عَلَى الَّذِينَ مِنْ قَبْلِكُمْ لَعَلَّكُمْ تَتَّقُونَ
(سورة البقرة : ۱۸۳)
«O credenti, vi è stato prescritto il digiuno, così come fu prescritto a coloro che vi hanno preceduto, affinché possiate guardarvi dal peccato.» (Sura al-Baqara, 183)
(٦٤) وَعَنْ سَلْمَانَ الْفَارْسِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ
خَطَبَنَا رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي آخِرِ يَوْمٍ مِنْ شَعْبَانَ، فَقَالَ: أَيُّهَا النَّاسُ قَدْ أَظَلُكُمْ شَهْرٌ عَظِيمٌ، شَهْرٌ مُبَارَكٌ فِيْهِ لَيْلَةٌ خَيْرٌ مِنْ أَلْفِ شَهْرٍ، جَعَلَ
اللَّهُ صِيَامَهُ فَرِيْضَةٌ وَقِيَامَ لَيْلِهِ تَطَوُّعًا ، مَنْ تَقَرَّبَ فِيهِ بِخَصْلَةٍ مِنَ الْخَيْرِ كَانَ كَمَنْ أَدَّى فَرِيضَةً فِيْمَا سوَاهُ، وَمَنْ أَدَّى فِيْهِ فَرِيضَةً كَانَ كَمَنْ أَدَّى سَبْعِينَ فَرِيضَةً فِيْمَا سِوَاهُ، وَهُوَ شَهْرُ الصَّبْرِ وَالصَّبْرُ ثَوَابُهُ الْجَنَّةُ، وَشَهْرُ الْمُوَاسَاةِ، وَشَهْرٌ يُزَادُ فِي رِزْقِ الْمُؤْمِنِ فِيهِ، مَنْ فَطْرَ فِيْهِ صَائِمًا كَانَ لَهُ مَغْفِرَةٌ لِذُنُوبِهِ وَعِتْقَ رَقَبَتِهِ مِنَ النَّارِ، وَكَانَ لَهُ مِثْلَ أَجْرِهِ مِنْ غَيْرِ أَنْ يَنْقُصُ مِنْ أَجْرِهِ شَيْءٌ (الدعوات الكبير للبيبهقي)
(64) «È stato riferito da Salman al-Farisi che un giorno, nell’ultimo giorno del mese di Sha‘ban, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) tenne un sermone per noi. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “O gente, su di voi si sta stendendo l’ombra di un mese grandioso e benedetto. In questo mese vi è una notte migliore di mille mesi. Allah ha reso obbligatorio il digiuno di questo mese e ha reso volontaria la preghiera notturna. Chi in questo mese compirà un’opera volontaria per avvicinarsi ad Allah sarà come colui che ha compiuto un atto obbligatorio in un altro mese. E chi in questo mese compirà un atto obbligatorio sarà come colui che ha compiuto settanta atti obbligatori in un altro mese. Questo è il mese della pazienza, e la ricompensa della pazienza è il Paradiso. Questo è il mese della solidarietà reciproca. È il mese nel quale viene accresciuto il sostentamento del credente. A chi in questo mese offrirà l’iftar a una persona che digiuna saranno perdonati i peccati e sarà salvato dall’Inferno. Gli sarà inoltre accordata una ricompensa pari a quella della persona che digiuna, senza che nulla venga diminuito dalla ricompensa di quest’ultima.”» (Dawat al-Kabir, al-Bayhaqi)
(٦٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : كُلُّ عَمَلِ ابْنِ آدَمَ يُضَاعَفُ الْحَسَنَةُ بِعَشْرِ أَمْثَالِهَا إِلَى سَبْعِ مِئَةِ ضِعْفٍ، قَالَ اللَّهُ تَعَالَى إِلَّا الصَّوْمَ فَإِنَّهُ لِي وَأَنَا أَجْزِي بِهِ، يَدَعُ شَهْوَتَهُ وَطَعَامَهُ مِنْ أَجْلِي لِلصَّائِمِ فَرْحَتَانِ فَرْحَةٌ عِنْدَ فِطْرِهِ وَفَرْحَةٌ عِنْدَ لِقَاءِ رَبِّهِ، وَلَخُلُوفُ فَمِ الصَّائِمِ أَطْيَبُ عِنْدَ اللَّهِ مِنْ رِيحِ الْمِسْكِ، وَالصِّيَامُ جُنَّةٌ، وَإِذَا كَانَ يَوْمُ صَوْمٍ أَحَدِكُمْ فَلَا يَرْفُتْ، وَلَا يَصْخَبْ فَإِنْ سَابَّهُ أَحَدٌ أَوْ قَاتَلَهُ فَلْيَقُلْ إِنِّي امْرُؤٌ صَائِمٌ (بخاري مسلم)
(65) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (r.a.), il quale disse: il Messaggero (s.a.w.) ha detto: la ricompensa di ogni buona azione dei figli di Adamo sarà moltiplicata da dieci fino a settecento volte. Ma per quanto riguarda il digiuno vi sarà un’eccezione. Infatti Allah stesso dice: “Il Mio servo ha digiunato per compiacere Me; sarò Io stesso a ricompensarlo. Egli ha abbandonato il cibo, le bevande e i desideri secondo il Mio comando”. Per il digiuno vi sono due momenti di gioia: uno è il momento dell’iftar e l’altro è il momento dell’incontro con Allah in Paradiso. Il digiuno è uno scudo. Pertanto, quando digiunate, non dite parole oscene e non litigate né provocate disordini. Se qualcuno insulta una persona a digiuno o litiga con essa, questa dovrebbe rispondere: “Sono a digiuno”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: tra gli atti di culto fisici, il digiuno del mese di Ramadan è uno degli atti di culto più importanti. Il digiuno di Ramadan fu reso obbligatorio per la comunità di Muhammad nel secondo anno dell’Egira. Come la preghiera e la zakat, anche il digiuno era stato reso obbligatorio, in una forma o nell’altra, ai profeti precedenti e alle loro comunità fin dai tempi più remoti.
Nel suddetto hadith, parlando del particolare merito del digiuno, il Messaggero (s.a.w.) ha detto che la ricompensa degli altri atti di culto sarà moltiplicata da dieci fino a settecento volte. Ma per quanto riguarda il digiuno, Allah farà un’eccezione. In altre parole, la ricompensa del digiuno sarà aumentata oltre settecento volte.
(٦٦) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: الصَّيَامُ وَالْقُرْآنُ يَشْفَعَانِ لِلْعَبْدِ، يَقُولُ الصِّيَامُ: أَيْ رَبِّ إِنِّي مَنَعْتُهُ الطَّعَامَ وَالشَّهَوَاتِ بِالنَّهَارِ فَشَفَعْنِي فِيهِ، وَيَقُولُ الْقُرْآنُ: مَنَعْتُهُ النَّوْمَ بِاللَّيْلِ فَيُشَفَعَانِ (بيهقي – مشكوة)
(66) «È stato riferito da Hazrat Abdullah ibn Amr (r.a.), il quale disse: il nobile Profeta (s.a.w.) ha detto: il digiuno e il Qur’an intercederanno entrambi per il servo nel Giorno del Giudizio. Il digiuno dirà: “O mio Signore, durante il giorno ho impedito a quest’uomo di mangiare, bere e abbandonarsi ai desideri sessuali — ed egli ha obbedito —; concedimi di intercedere per lui”. E il Qur’an dirà: “O Signore, gli ho impedito di dormire durante la notte, ed egli mi ha ascoltato” — cioè ha interrotto il sonno notturno per recitare il Qur’an nella preghiera del tarawih — “designami come intercessore per lui”. Quando Allah concederà a entrambi il permesso di intercedere, entrambi intercederanno». (Bayhaqi, Mishkat)
(٦٧) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ صَامَ رَمَضَانَ إِيمَانًا وَاحْتِسَابًا غُفِرَ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ، وَ مَنْ قَامَ رَمَضَانَ إِيمَانًا وَاحْتِسَابًا غُفِرَ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ، وَمَنْ قَامَ لَيْلَةَ الْقَدْرِ إِيمَانًا وَاحْتِسَابًا غُفِرَ لَهُ مَا تَقَدَّمَ مِنْ ذَنْبِهِ
(بخاري – مسلم)
(67) «Hazrat Abu Hurayra (r.a.) disse: il nobile Profeta (s.a.w.) ha detto: a chi digiunerà durante Ramadan con fede e con la speranza della ricompensa, saranno perdonati tutti i peccati minori commessi in precedenza; a chi pregherà durante le notti di Ramadan con fede e con la speranza della ricompensa saranno perdonati i peccati passati; e a chi compirà atti di culto nella Notte del Destino con fede e con la speranza della ricompensa saranno perdonati tutti i peccati minori commessi in precedenza». (Bukhari, Muslim)
(٦٨) وَعَنْ سَهْلِ بْنِ سَعْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: فِي الْجَنَّةِ ثَمَانِيَةُ أَبْوَابٍ فِيهَا بَابٌ يُسَمَّى الرَّيَّانَ، لَا يَدْخُلُهُ إِلَّا الصَّائِمُونَ (بخاري – مسلم)
(68) «Sahl ibn Sa’d (che Allah si compiaccia di lui) ha riferito che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Il Paradiso ha otto porte. Una di esse si chiama Rayyan. Attraverso questa porta speciale entreranno in Paradiso soltanto coloro che hanno digiunato”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: A causa dello speciale prestigio e onore riservati a coloro che digiunano, il Signore dei mondi ha predisposto una porta particolare per il loro ingresso in Paradiso.
(٦٩) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ لَمْ يَدَعْ قَوْلَ النُّورِ وَالْعَمَلَ بِهِ، فَلَيْسَ لِلَّهِ حَاجَةٌ فِي أَنْ يَدَعَ طَعَامَهُ وَشَرَابَهُ (بخاري)
(69) «Abu Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) ha riferito che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Chi non riesce ad abbandonare le parole e le azioni false, non ha alcun valore presso Allah il fatto che abbandoni il cibo e le bevande”». (Bukhari)
(۷۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: كَمْ مِنْ صَائِمٍ لَيْسَ لَهُ مِنْ صِيَامِهِ إِلَّا الْجُوعُ، وَكَمْ مِنْ قَائِمٍ لَيْسَ لَهُ مِنْ قِيَامِهِ إلا السَّهَرُ (دارمي – مشكوة)
(70) «Abu Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) ha riferito che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Quanti sono coloro che digiunano e dal loro digiuno non ottengono altro che la fame! E quanti sono coloro che pregano di notte e dalla loro preghiera non ottengono altro che la veglia notturna!”». (Darimi, Mishkat)
Spiegazione: In questi due hadith il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha indicato lo scopo del digiuno. Nel Corano, riguardo allo scopo del digiuno, è detto: «Affinché possiate acquisire la taqwa, per questo il digiuno è stato reso obbligatorio per voi». (Il Sacro Corano)
Durante l’intero mese di Ramadan, astenendosi durante il giorno dal cibo, dalle bevande, dai desideri e da altre cose simili, il credente acquisisce nel cuore una qualità speciale che lo incoraggia ad abbandonare anche negli undici mesi restanti dopo Ramadan ciò che Allah ha proibito. Nella terminologia islamica, questa qualità speciale si chiama taqwa. Pertanto, se in una persona che digiuna non nasce la taqwa, ma, mentre digiuna, insulta la gente e mente, il suo digiuno è un semplice digiuno di fame e il suo tarawih è privo di valore. In altre parole, la fame e la veglia notturna di questo sventurato non gli saranno di alcuna utilità.
L’eccellenza della Notte del Destino
(۷۱)
وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: دَخَلَ
رَمَضَانُ، فَقَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ هَذَا الشَّهْرَ قَدْ حَضَرَكُمْ، وَفِيهِ لَيْلَةٌ خَيْرٌ مِنْ أَلْفِ شَهْرٍ، مَنْ حُرِمَهَا فَقَدْ حُرِمَ الْخَيْرَ كُلُّهُ، وَلَا يُحْرَمُ خَيْرَهَا إِلَّا مَحْرُومٌ (ابن ماجة)
(71) «Hazrat Anas ibn Malik (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: con l’arrivo del mese di Ramadan, il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Ecco, questo mese è giunto a voi. In esso vi è una notte migliore di mille mesi. Chi ne viene privato, è privato di ogni bene; e soltanto chi è veramente sventurato viene privato dei suoi benefici.”» (Ibn Majah)
Spiegazione: per illustrare l’eccellenza della Notte del Destino, Allah stesso, il Signore dei mondi, ha fatto scendere nel Corano una sura chiamata “al-Qadr”. Questa è una notte di grandissimo onore. L’adorazione compiuta in questa sola notte è migliore dell’adorazione di mille mesi. Pertanto, chi rimarrà sveglio in questa notte speciale adorando Allah sarà titolare di un bene inesauribile (ricompensa). E chi sarà privato dei suoi benefici non potrà essere più sventurato di lui.
(۷۲)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : تَحَرَّوْا لَيْلَةَ الْقَدْرِ فِي الْوِتْرِ مِنَ الْعَشْرِ الْأَوَاخِرِ مِنْ رَمَضَانَ (بخاري)
(72) «Da Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) è stato narrato che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Cercate la Notte del Destino nelle notti dispari degli ultimi dieci giorni di Ramadan.”» (Bukhari)
Hajj
وَلِلَّهِ عَلَى النَّاسِ حِجُّ الْبَيْتِ مَنِ اسْتَطَاعَ إِلَيْهِ سَبِيلاً
Significato: «Compiere il pellegrinaggio a questa Casa è un diritto di Allah sugli uomini, per chiunque abbia la possibilità di raggiungerla.» (Āl ʿImrān: 97)
(۷۳)
وَعَنِ عَبْدُ اللَّهِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَا أَيُّهَا النَّاسُ إِنَّ اللَّهَ كَتَبَ عَلَيْكُمُ الْحَجَّ، فَقَامَ الْأَقْرَعُ بْنُ حَابِسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ، فَقَالَ: أَفِي كُلَّ عَامٍ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ: لَوْ قُلْتُهَا لَوَجَبَتْ، وَلَوْ وَجَبَتْ لَمْ تَعْمَلُوا بِهَا أَوْ لَمْ تسْتَطِيعُوا أَنْ تَعْمَلُوا بِهَا ، الْحَجُّ مَرَّةً فَمَنْ زَادَ فَتَطَوُّع
(أحمد – نسائي – دارمي)
(73) «È stato riferito da Ḥazrat Ibn ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di entrambi); egli disse: Un giorno il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dichiarò: “O gente, in verità Allah ha reso obbligatorio per voi il pellegrinaggio.” Immediatamente al-Aqraʿ ibn Ḥābis, un Compagno, si alzò e domandò: “O Messaggero di Allah, ogni anno?” Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rispose: “Se dicessi di sì, diventerebbe obbligatorio per voi. E se diventasse obbligatorio, non potreste compierlo né ne avreste la capacità. Il pellegrinaggio deve essere compiuto una sola volta nella vita; chiunque ne compia altri, lo fa volontariamente.”» (Aḥmad, Nasāʾī, Dārimī)
Spiegazione: Tra gli atti di culto islamici, il pellegrinaggio è un atto di culto importante. Esso combina il culto fisico e quello finanziario. Per compiere il pellegrinaggio sono necessarie sia fatiche e difficoltà fisiche, sia una spesa di denaro. Come il digiuno e la zakāt, anche il pellegrinaggio è diventato obbligatorio per la comunità di Muḥammad dopo l’Egira.
Ogni musulmano benestante che, dopo aver detratto tutte le spese necessarie per le persone a suo carico, possa sostenere il costo del viaggio di andata e ritorno a Mecca e sia fisicamente in grado di affrontarlo, è tenuto a compiere il pellegrinaggio una volta nella vita. È proprio questo ciò che il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto nel hadith riportato. Da questo hadith apprendiamo inoltre che non bisogna porre domande eccessive e inutili riguardo alla religione e alla Sharīʿa. A questo proposito, nel Corano Allah l’Altissimo aveva ammonito i Compagni nel modo seguente,
«O voi che credete, non interrogate il Profeta su ogni questione, poiché ciò potrebbe crearvi delle complicazioni.» (Il Corano)
(٧٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ حَجَّ لِلَّهِ فَلَمْ يَرْفُتْ وَلَمْ (بخاري – مسلم) يَفْسُقُ، رَجَعَ كَيَوْمٍ وَلَدَتْهُ أُمُّهُ
(74) «È stato riferito da Ḥazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui); egli disse: Il Profeta di Allah ha detto: “Chi compie il pellegrinaggio per compiacere Allah, astenendosi dai desideri sessuali (rapporti coniugali) e dalla disobbedienza ad Allah, ritorna a casa come il giorno in cui sua madre lo diede alla luce.”» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: come il bambino, al momento della nascita dal grembo materno, è innocente e puro da ogni colpa, così anche colui che compie il hajj con l’intenzione di ottenere il compiacimento di Allah ritorna a casa innocente e puro.
Quando il hajj diventa obbligatorio
(٧٥) وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ: جَاءَ رَجُلٌ إِلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، فَقَالَ: يَا رَسُولَ اللَّهِ مَا يُوْجِبُ الْحَجَّ ؟ قَالَ: الزَّادُ وَالرَّاحِلَةُ (ترمذي – ابن ماجة)
(75) «È narrato da Abd Allah ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che disse: Un giorno un uomo si presentò al cospetto del Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) e chiese: O Messaggero di Allah, che cosa rende obbligatorio il hajj? Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: Le provviste e il mezzo di trasporto.» (Vale a dire: il hajj diventa obbligatorio per colui che è in grado di sostenere tutte le spese necessarie per sé e per le persone a suo carico, nonché le spese di viaggio per l’andata e il ritorno fino alla Nobile Mecca.)
(At-Tirmidhi, Ibn Majah)
Le donne otterranno la ricompensa del jihad attraverso l’hajj
(٧٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ: اِسْتَأْذَنْتُ النَّبِيُّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي الْجِهَادِ، فَقَالَ: جِهَادُكُنَّ الْحَجَّ (بخاري – مسلم)
(76) «Da Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) è narrato che disse: “Chiesi al Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) il permesso di partecipare al jihad. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: ‘Il vostro jihad è l’hajj’”. (In altre parole, otterrete la ricompensa del jihad proprio attraverso l’hajj. (Al-Bukhari, Muslim)
Un’altra persona compirà il Hajj per conto dell’incapace
(۷۷)
وَعَنْ أَبِي رَزَيْنِ الْعُقَيْلِي أَنَّهُ أَتَى النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، فَقَالَ: يَا رَسُولَ اللَّهِ إِنَّ أَبِي شَيْخٌ كَبِيرٌ، لا يَسْتَطِيعُ الْحَجَّ وَلَا الْعُمْرَةَ وَلَا الضَّعْنَ، قَالَ: حُجَّ عَنْ أَبِيكَ وَاعْتَمِرْ (ترمذي – أبو داود – نسائي)
(77) «Riferito da Hazrat Abu Razin al-Uqayli (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno egli si recò dal nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) e gli chiese: “O Profeta di Allah, mio padre è ormai molto anziano. Così come non è in grado di compiere il Hajj e la Umrah, non ha più neppure la forza di viaggiare”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Compi il Hajj e la Umrah per conto di tuo padre”.» (Tirmidhi, Abu Dawud, Nasa’i)
Qurbani
وَالْبُدْنَ جَعَلْنَاهَا لَكُمْ مِنْ شَعَائِرِ اللَّهِ لَكُمْ فِيْهَا خَيْرٌ فَاذْكُرُوا اسْمَ اللَّهِ عَلَيْهَا صَوَافَّ فَإِذَا وَجَبَتْ جُنُوبُهَا فَكُلُوا مِنْهَا وَأَطْعِمُوا الْقَانِعَ وَالْمُعْتَرَّ كَذَالِكَ سَخَّرْنَاهَا لَكُمْ لَعَلَّكُمْ تَشْكُرُونَ (سورة الحج : ٣٦)
Significato: «Abbiamo annoverato per voi gli animali del sacrificio tra i simboli di Allah. In essi vi è un bene per voi. Ricordate dunque il nome di Allah su di essi, mentre stanno in piedi per il sacrificio. Quando poi giaceranno su un fianco, mangiatene e datene da mangiare ai bisognosi, sia a quelli che vi chiedono sia a quelli che non chiedono. E siateMi riconoscenti: per questo ve li abbiamo assoggettati in tal modo». (Sura al-Hajj, 36)
(۷۸)
عَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، ضَحَى رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِكَبْشَيْنِ أَمْلَحَيْنِ أَقْرَنَيْنِ ذَبَحَهُمَا بِيَدِهِ وَسَمَّى وَكَبَّرَ، قال: رَأَيْتُهُ وَاضِعًا قَدَمَهُ عَلَى صِفَاحِهِمَا ، وَيَقُولُ : وَقَالَ: بِسْمِ اللَّهِ، وَاللَّهُ أَكْبَرُ
(بخاري – مسلم)
(78) «Riferito da Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse che un giorno il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) sacrificò due arieti grigi e cornuti. Li macellò con le proprie mani, dicendo: “Bismillah, Allahu Akbar”. Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Vidi il Profeta appoggiare il piede sui loro fianchi e, al momento della macellazione, lo sentii dire: ‘Bismillah, Allahu Akbar’”.» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: l’animale che viene macellato in un giorno stabilito nel nome di Allah, con l’intenzione di avvicinarsi ad Allah, è chiamato qurbani. I giorni stabiliti per il qurbani sono il 10, l’11 e il 12 del mese di Dhul-Hijjah.
Come la preghiera e il digiuno, anche il qurbani era un obbligo per le comunità dei profeti precedenti. Ancora oggi, tra i diversi popoli del mondo, si possono osservare forme distorte del qurbani.
Il qurbani è wajib per la comunità di Muhammad. Ogni musulmano benestante deve assolutamente offrire il qurbani.
(۷۹)
وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: الْبَقَرَةُ عَنْ سَبْعَةِ وَالْجَزُورُ عَنْ
سبعة (مسلم – أبو داود)
(79) «È stato narrato da Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: una vacca può essere sacrificata per conto di sette persone e un cammello per conto di sette persone.» (Muslim, Abu Dawud)
Spiegazione: per il qurbani, da una a sette persone possono partecipare insieme all’offerta di una vacca o di un cammello. Invece, un montone e una capra devono essere offerti esclusivamente per conto di una sola persona. Per il qurbani, il cammello deve avere cinque anni, la vacca due anni, la capra un anno e il montone sei mesi. Se hanno un’età inferiore, il qurbani non sarà valido.
عَنْهُ : أَنَّ رَسُولَ
(۸۰) وَعَنِ الْبَرَاءِ بْنِ عَازِبٍ رَضِيَ اللَّهُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ سُئِلَ مَاذَا يُتَّقَى مِنَ الضَّحَايَا؟ فَأَشَارَ بِيَدِهِ وَقَالَ: أَرْبَعاً، الْعَرْجَاءُ الْبَيِّنُ طَلْعُهَا، وَالْعَوْرَاءُ الْبَيِّنُ عَوَرُهَا، وَالْمَرِيضَةُ الْبَيِّنُ مَرَضُهَا، وَالْعَجْفَاءُ الَّتِي لَا تُنْقِي
(موطأ إمام مالك – أحمد – ترمذي – نسائي – ابن ماجة)
(80) «È stato narrato da al-Barāʾ ibn ʿĀzib (r.a.): un giorno fu chiesto al Profeta (s.a.w.s.) quali animali dovessero essere evitati nel sacrificio rituale. Il Profeta (s.a.w.s.) fece un gesto con la mano e disse: “Dovete evitare quattro tipi di animali: quello zoppo, la cui zoppia è evidente; quello cieco, la cui cecità è evidente; quello malato, la cui malattia è evidente; e quello debole, il cui midollo osseo si è seccato.”»
(Mālik, Aḥmad, Tirmidhī, Nasāʾī, Ibn Mājah, Dārimī)
Spiegazione: l’animale destinato al sacrificio rituale deve essere robusto, ben nutrito e sano. Non è valido il sacrificio di un animale privo di qualche arto o debole, per il quale sia difficile muoversi.
(۸۱)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا عَمِلَ ابْنُ آدَمَ مِنْ عَمَلٍ يَوْمَ النَّحْرِ أَحَبَّ إِلَى اللَّهِ مِنْ إِهْرَاقِ الدَّمِ، وَإِنَّهَا لَتَأْتِي يَوْمَ الْقِيَامَةِ بِقُرُونِهَا وَأَشْعَارِهَا وَأَظْفَارِهَا وَإِنَّ الدَّمَ لَيَقَعُ مِنَ اللَّهِ بِمَكَانٍ قَبْلَ أَنْ يَقَعَ مِنَ الْأَرْضِ فَطِيبُوا
بِهَا نَفْسًا
(ترمذي – ابن ماجة)
(81) «ʿĀʾisha (r.a.) disse: il Nobile Messaggero (s.a.w.s.) ha detto: nel giorno del sacrificio rituale, nessuna buona azione dell’essere umano è più amata da Allah quanto far scorrere il sangue (cioè compiere il sacrificio rituale). Nel Giorno della Resurrezione, gli animali sacrificati saranno condotti con le loro corna, il loro pelo e i loro zoccoli (sulla bilancia di chi ha compiuto il sacrificio). Il sangue dell’animale sacrificato raggiunge un luogo onorato presso Allah prima ancora di cadere a terra. Perciò compite il sacrificio con animo lieto.» (Tirmidhī, Ibn Mājah)
(۸۲)
قَالَ رَسُوْلَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ وَجَدَ (ابن ماجة) سَعَةٌ وَلَمْ يُضَحٌ فَلَا يَقْرَبَنَّ مُصَلانَا
(82) «Il Nobile Messaggero (s.a.w.s.) ha detto: chi, pur avendone i mezzi, non compie il sacrificio rituale, non si avvicini neppure al mio luogo di preghiera per la festa.» (Ibn Mājah)
Spiegazione: compiere il sacrificio rituale è obbligatorio per i musulmani abbienti; ne è prova la suddetta dichiarazione del Profeta (s.a.w.s.).
Donare per la causa di Allah
مَثَلُ الَّذِينَ يُنْفِقُونَ أَمْوَالَهُمْ فِي سَبِيْلِ اللَّهِ كَمَثَلِ حَبَّةٍ أَنْبَتَتْ سَبْعَ سَنَابِلَ فِي كُلِّ سُنْبُلَةٍ مِائَةُ حَبَّةٍ وَاللَّهُ يُضَاعِفُ لِمَنْ يَشَاءُ وَاللَّهُ وَاسِعٌ عَلِيمٌ
(سورة البقرة : ٢٦١)
Significato: «Coloro che spendono i loro beni sulla via di Allah sono come un seme piantato dal quale spuntano sette spighe, e in ogni spiga vi sono cento chicchi. Allah elargisce abbondantemente a chi vuole, ed è generoso e onnisciente». (Sura al-Baqara: 261)
(۸۳)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : لَوْ كَانَ لِي مِثْلُ أُحُرٍ ذَهَبًا
مَا يَسرَّنِي أَنْ يَمُرَّ عَلَيَّ ثَلَاثُ لَيَالٍ وَعِنْدِي مِنْهُ شَيْءٌ إِلَّا (بخاري) شَيْا أَرْصِدُهُ لِدَيْنِ
(83) «Abū Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) narrò che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Se possedessi una quantità d’oro pari al monte Uhud, non gradirei che, dopo il trascorrere di tre notti, ne rimanesse presso di me anche solo una piccola parte. Tuttavia, terrei soltanto quel poco che mi occorre per saldare i miei debiti. (Conserverei solo quella quantità e donerei il resto per la causa di Allah)”». (Bukhārī)
(٨٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَجُلٌ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَيُّ الصَّدَقَةِ أَعْظَمُ أَجْرًا؟ قَالَ: أَنْ تَصَدَّقَ وَأَنْتَ صَحِيحٌ شَحِيْحٌ تَخْشَى الْفَقْرَ وَتَأْمُلُ الْغِنَى، وَلَا تُمْهِلْ حَتَّى إِذَا بَلَغَتِ الْحُلْقُوْمَ قُلْتَ لِفُلَانٍ كَذَا وَلِفُلَانٍ كَذَا وَقَدْ كَانَ لِفُلَانٍ
(بخاري – مسلم)
(84) «Abū Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) narrò che un giorno un uomo si recò dal Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) e gli chiese: “O Profeta di Allah, quale elemosina è la migliore quanto a ricompensa?”. Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “L’elemosina elargita quando sei in buona salute e in condizione di guadagnare
Quando temi di diventare povero e speri di diventare ricco, continuerai a fare beneficenza. Anche quando la tua anima giungerà alla gola, continuerai a dire: «Questo è per il tale, questo è per il talaltro», mentre sei convinto che ciò sarà consegnato. (Al-Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Allah e il Suo Profeta hanno ordinato al musulmano benestante e facoltoso di dedicare tutta la vita alla beneficenza, per alleviare le necessità dei poveri e degli indigenti e per le esigenze della religione di Allah. Anche fino all’istante che precede la morte. Tuttavia, la beneficenza praticata durante la giovinezza è quella più amata da Allah.
(٨٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ سُوْلَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَا مِنْ يَوْمٍ يُصِيحُ الْعِبَادُ فِيْهِ إِلَّا مَلَكَانِ يَنْزِلَانِ، فَيَقُولُ أَحَدُهُمَا : اللَّهُمَّ أَعْطِ مُنْفِقًا خَلَفًا وَيَقُولُ الآخَرُ: اللَّهُمَّ أَعْطِ مُمْسِكًا تَلَفًا
(بخاري – مسلم)
(85) «Abu Hurayra riferì: il Messaggero disse: “Ogni volta che i servi di Allah si alzano dal letto all’alba, sono presenti due angeli. Uno di loro dice: ‘O Allah, ricompensa colui che dona’. L’altro dice: ‘O Allah, fai subire una perdita all’avaro’». (Al-Bukhari, Muslim)
(٨٦) وَعَنْ أَسْمَاءَ بِنْتِ أَبِي بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ لِي رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَنْفِقِي وَلَا تُحْصِي فَيُحْصِيَ اللَّهُ عَلَيْكِ، وَلَا تُوْعِي فَيُوْعِيَ اللَّهُ عَلَيْكِ، ارْضَخَيْ مَا اسْتَطَعْت (بخاري – مسلم)
(86) «Da Asma, figlia di Abu Bakr, è riferito che il Messaggero di Allah disse: “O Asma, continua a donare e non fare i conti; altrimenti Allah farà i conti con te riguardo a ciò che ti concede. E non trattenere i beni; altrimenti Allah tratterrà da te. Dona anche poco, secondo le tue possibilità”». (Al-Bukhari, Muslim)
(۸۷)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : قَالَ اللَّهُ تَعَالَى أَنْفِقْ يَا ابْنَ آدَمَ، يُنْفَقُ عَلَيْكَ (بخاري – مسلم)
(87) «Da Abu Hurayra è riferito che il Messaggero di Allah disse: “Allah dice: O figlio di Adamo, continua a donare e Io donerò a te”». (Al-Bukhari, Muslim)
(۸۸)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا مِنْ مُسْلِمٍ يَفْرِسُ غَرْسًا،
وَيَزْرَعُ زَرْعًا فَيَأْكُلُ مِنْهُ إِنْسَانٌ أَوْ طَيْرٌ أَوْ بَهِيمَةً إِلَّا كَانَ لَهُ بِهِ صَدَقَةٌ (بخاري – مسلم)
(۸۸) «È stato riferito da Hadrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: se un musulmano pianta un albero o semina una coltura, e poi una persona, un uccello o un animale ne mangia qualcosa, ciò sarà certamente considerato per lui un atto di carità.»
(Bukhari, Muslim)
(۸۹)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا نَقَصَتْ صَدَقَةٌ مِنْ مَالٍ وَمَا زَادَ اللَّهُ عَبْدًا بِعَفْوِ إِلَّا عِرًّا وَمَا تَوَاضَعَ أَحَدٌ لِلَّهِ إِلَّا رَفَعَهُ اللهُ
(مسلم)
(۸۹) «È stato riferito da Hadrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: la carità non diminuisce la ricchezza, e mediante il perdono Allah accresce l’onore e la dignità del Suo servo. E chi si umilia per Allah, Allah lo eleva.» (Muslim)
Spiegazione: nel hadith riferito, il Profeta di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha menzionato tre qualità particolari: la carità, il perdono e l’umiltà. Una persona materialista e di scarsa intelligenza potrebbe pensare che la carità faccia diminuire la ricchezza, che il perdono comporti una perdita di rispetto e che l’umiltà provochi una diminuzione della dignità.
Il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dice: non è così, bensì è il contrario. La carità accresce la ricchezza, il perdono conferisce onore e l’umiltà aumenta la dignità dell’essere umano.
Dare cibo al povero
(۹۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ أَصْبَحَ مِنْكُمُ الْيَوْمَ صَائِمًا؟ قَالَ أَبُو بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ: أَنَا، قَالَ: فَمَنْ تَبِعَ مِنْكُمُ الْيَوْمَ جَنَازَةً؟ قَالَ أَبُو بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ: أنَا، قَالَ: فَمَنْ أَطْعَمَ مِنْكُمُ الْيَوْمَ مِسْكِينًا ۚ قَالَ أَبُوْ بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ : أَنَا ، قَالَ: فَمَنْ عَادَ مِنْكُمُ الْيَوْمَ مَرِيضًا؟ قَالَ أَبُو بَكْرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ : أَنَا ، فَقَالَ رَسُوْلُ اللهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا اجْتَمَعْنَ فِي امْرِئٍ إِلَّا دَخَلَ الْجَنَّةَ (مسلم)
(90) «È narrato da Abū Hurayra, che Allah sia soddisfatto di lui, che disse: Un giorno il Messaggero di Allah, pace e benedizioni su di lui, domandò: “Chi di voi ha digiunato oggi?”. Abū Bakr, che Allah sia soddisfatto di lui, rispose: “Io”. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, chiese nuovamente: “Chi di voi ha seguito oggi un corteo funebre?”. Abū Bakr, che Allah sia soddisfatto di lui, rispose: “Io”. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, domandò ancora: “Chi di voi ha dato oggi da mangiare a un povero?”. Anche questa volta Abū Bakr, che Allah sia soddisfatto di lui, rispose: “Io”.»
Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, domandò nuovamente: “Chi di voi oggi ha assistito e curato un malato?”. Abū Bakr, che Allah sia soddisfatto di lui, rispose: “Io”. Allora il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: “Colui nel quale si riuniscono tutte queste opere buone entrerà certamente in Paradiso”.» (Muslim)
(۹۱)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: اعْبُدُو الرَّحْمَنَ وَأَطْعِمُوا الطَّعَامَ، وَأَفْشُوا السَّلَامَ، تَدْخُلُوا الْجَنَّةَ بسلام (ترمذي – ابن ماجة)
(91) «È narrato da ʿAbdullāh ibn ʿUmar, che Allah sia soddisfatto di lui e di suo padre, che disse: Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto: “Adorate Allah, date da mangiare ai poveri e rivolgete il saluto ad alta voce. Entrerete in Paradiso in sicurezza”». (al-Tirmidhī, Ibn Mājah)
(۹۲)
وَعَنْ ثَوْبَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَفْضَلُ دِينَارٍ يُنْفِقُهُ الرَّجُلُ دِينَارٌ يُنْفِقُهُ عَلَى عِبَالِهِ ، وَدِيْنَارٌ يُنْفِقُهُ الرَّجُلُ عَلَى دَابَّتِهِ فِي سَبِيلِ اللَّهِ ، وَدِيْنَارٌ يُنْفِقُهُ عَلَى أَصْحَابِهِ فِي سَبِيلِ اللَّهِ
(مسلم)
(92) «È narrato da Thawbān, che Allah sia soddisfatto di lui, che disse: Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto: “Tra i dinari che un uomo spende, il migliore è quello che spende per le necessità della sua famiglia — quanto a quali beni le donne possono spendere dal patrimonio del marito —, quello che spende per l’animale tenuto per lo jihād e quello che spende per i suoi compagni impegnati nello jihād”». (Muslim)
(۹۳) وَعَنْ ابْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا أَنْفَقَ الْمُسْلِمُ نَفَقَةً عَلَى أَهْلِهِ وَهُوَ يَحْتَسِبُهَا كَانَتْ لَهُ صَدَقَةٌ (بخاري – مسلم) (93) «È narrato da Ibn Masʿūd, che Allah sia soddisfatto di lui, che disse: Il Messaggero di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto: “Quando un musulmano spende per le necessità della propria famiglia con l’intenzione di ottenere una ricompensa, ciò viene considerato per lui come un’elemosina presso Allah”». (al-Bukhārī, Muslim)
Quali beni del marito possono essere spesi dalle donne
(٩٤) وَعَنْ سَعْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، لَمَّا بَايَعَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ النِّسَاءَ، قَامَتِ امْرَأَةٌ جَلِيلَةٌ كَأَنَّهَا مِنْ نِسَاءِ مُضَرَ، فَقَالَتْ يَا نَبِيَّ اللَّهِ ۚ إِنَّا كَلَّ عَلَى آبَائِنَا وَأَبْنَائِنَا وَأَزْوَاجِنِنَا، فَمَا يَحِلُّ لَنَا مِنْ أَمْوَالِهِمْ، قَالَ: الرَّطْبُ تَأْكُلْنَهُ وَتُهْدِينَهُ (أبو داود)
(94) «Saʿd (che Allah si compiaccia di lui) riferì: Quando il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) raccolse il giuramento di fedeltà delle donne all’Islam, si alzò una donna rispettabile, forse appartenente alla tribù di Muzar, e chiese al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): “O Profeta di Allah, i nostri padri, i nostri figli e i nostri mariti sono responsabili del nostro mantenimento. Quale quantità dei loro beni ci è lecito spendere senza il loro permesso?”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rispose: “I beni freschi e deperibili”. (Vale a dire: cibo cotto, frutta e verdura sono deperibili; per queste cose non è necessario chiedere il permesso.) Potete mangiarne e potete anche darne ad altri». (Abu Dawud)
La conseguenza del chiedere senza necessità
(٩٥) وَعَنْ حَكِيمِ بْنِ حِزَامٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، سَأَلْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَأَعْطَانِي، ثُمَّ سَأَلْتُهُ فَأَعْطَانِي، ثُمَّ سَأَلْتُهُ فَأَعْطَانِي ، ثُمَّ قَالَ: يَا حَكِيمُ إِنَّ هَذَا الْمَالَ خَضِرَةٌ حُلْوَةٌ فَمَنْ أَخَذَهُ بِسَخَاوَةِ نَفْسٍ بُوْرِكَ لَهُ فِيْهِ، وَمَنْ أَخَذَهُ بِإِشْرَافِ نَفْسٍ لَمْ يُبَارَكْ لَهُ فِيْهِ كَالَّذِي يَأْكُلُ، وَلَا يَشْبَعُ الْيَدُ الْعُلْيَا خَيْرٌ مِنَ الْيَدِ السُّفْلَى، قَالَ حَكِيمٌ: فَقُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ وَالَّذِي بَعَثَكَ بِالْحَقِّ لَا أَرْزَأُ أَحَدًا بَعْدَكَ شَيْئًا حَتَّى أُفَارِقَ الدُّنْيَا (بخاري – مسلم)
(95) «Hakim ibn Hizam (che Allah si compiaccia di lui) disse: Un giorno chiesi qualcosa al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), ed egli me la diede. Gliela chiesi di nuovo, ed egli me la diede ancora. Poi il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) mi disse: “O Hakim, ricorda: questa ricchezza è come un’erba verde e dolce. Chi la prende senza avidità, per necessità, riceverà benedizione in essa; chi invece la prende con bramosia non riceverà benedizione in essa, e sarà come colui che mangia senza mai saziarsi. Ricorda: la mano superiore è migliore di quella inferiore”. Hakim (che Allah si compiaccia di lui) disse: “Allora dissi al Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): Per Colui che ti ha inviato con la vera religione, giuro che dopo di te non chiederò nulla a nessuno fino alla mia morte”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Il suddetto hadith indica che, secondo la Sharia, è biasimevole desiderare eccessivamente la ricchezza e ottenerla dalle persone chiedendo senza compiere alcuno sforzo.
(٩٦) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ وَهُوَ عَلَى الْمِنْبَرِ، وَهُوَ يَذْكُرُ الصَّدَقَةَ وَالتَّعَفُفَ عَنِ الْمَسْأَلَةِ الْيَدُ الْعُلْيَا خَيْرٌ مِنَ الْيَدِ السُّفْلَى، وَالْيَدُ الْعُلْيَا هِيَ الْمُنْفِقَةُ وَالسُّفْلَى هِيَ السَّائِلَةُ (بخاري – مسلم)
(96) «È stato narrato da Hazrat Abdullah ibn Umar (ra): Un giorno il Profeta (s), stando sul pulpito, parlava della sadaqa e dell’astenersi dal chiedere l’elemosina. Disse: “La mano superiore è migliore di quella inferiore. La mano superiore è quella di chi dà, mentre la mano inferiore è quella di chi riceve.” (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Poiché la mano del donatore si trova sopra quando dà qualcosa, il Profeta (s), dicendo “mano superiore”, intendeva indicare proprio il donatore. E poiché la mano del destinatario o del mendicante si trova sotto quando riceve, con l’espressione “mano inferiore” indicò il supplicante o il destinatario.
(۹۷)
وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، إِنَّ أُنَاسًا مِنَ الْأَنْصَارِ سَأَلُوا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَأَعْطَاهُمْ حَتَّى نَفِدَ مَا عِنْدَهُ، فَقَالَ: مَا يَكُوْنُ عِنْدِي مِنْ خَيْرٍ لَا أَدَّخِرْهُ عَنْكُمْ، وَمَنْ يَسْتَعِفَّ يُعِفُهُ اللَّهُ، وَمَنْ يَسْتَغْنِ يُغْنِهِ اللَّهُ، وَمَنْ يَتَصَبَّرْ يُصَبِّرْهُ اللَّهُ، وَمَا أُعْطِيَ أَحَدٌ عَطَاءٌ خَيْرًا وَأَوْسَعَ مِنَ الصَّبْرِ
(بخاري – مسلم)
(97) «Hazrat Abu Sa’id al-Khudri (ra) racconta: Un giorno alcune persone degli Ansar chiesero qualcosa al Profeta (s). Egli diede loro tutto, tanto che esaurì ogni cosa in suo possesso. Poi il Nobile Profeta (s) disse: “Se possedessi delle ricchezze, non le terrei da parte senza darvene. Ma ricordate: chi desidera astenersi dal chiedere, Allah lo preserva dal chiedere. Chi desidera non dipendere da nessuno, Allah lo rende indipendente da chiunque. Chiunque desideri esercitare la pazienza, Allah gli concede la capacità di essere paziente. Ricordate: nessuno può ricevere un dono migliore e più ampio della pazienza.” (Vale a dire: è preferibile avere pazienza piuttosto che dipendere dagli altri o chiedere qualcosa a qualcuno, poiché Allah aiuta chi persevera nella pazienza.) (Bukhari, Muslim)
(۹۸)
وَعَنْ سَمُرَةَ بْنِ جُنْدُبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْمَسَائِلُ كُدُوحٌ يَكْدَحُ بِهَا الرَّجُلُ وَجْهَهُ، فَمَنْ شَاءَ أَبْقَى عَلَى وَجْهِهِ، وَمَنْ شَاءَ تَرَكَ إِلَّا أَنْ يَسْأَلَ الرَّجُلُ ذَا سُلْطَانٍ أَوْ فِي أَمْرٍ لَا يَجِدُ مِنْهُ بُدا (أبو داود – ترمذي – نسائي)
(98) «Hazrat Samura ibn Jundub (ra) racconta: Il Messaggero (s) disse: “Chiedere l’elemosina è come una ferita, con la quale colui che chiede si lacera il volto. Chi vuole può mantenerlo intatto, e chi vuole può anche lacerarlo. Tuttavia, non è biasimevole chiedere qualcosa a un’autorità, né chiedere qualcosa a qualcuno quando si è privi di ogni mezzo.” (Abu Dawud, Tirmidhi, Nasa’i)
L’importanza del guadagno lecito
يَسْأَلُونَكَ مَاذَا أُحِلَّ لَهُمْ قُلْ أُحِلَّ لَكُمُ الطَّيِّبَاتُ
(سورة المائدة : ٤)
«La gente ti chiede quali cose siano state rese lecite per loro. Di’: “Per voi sono state rese lecite le cose migliori e pure”» (Sura al-Mā’ida: 4).
(۹۹)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : إِنَّ اللَّهَ طَيِّبٌ لَا يَقْبَلُ إِلَّا طَيِّبًا ، وَإِنَّ اللَّهَ أَمَرَ الْمُؤْمِنِينَ بِمَا أَمَرَ بِهِ الْمُرْسَلِينَ، فَقَالَ: يَا أَيُّهَا الرُّسُلُ كُلُوا مِنَ الطَّيِّبَاتِ وَاعْمَلُوا صَالِحًا، وَقَالَ تَعَالَى: يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا كُلُوا مِنْ طَيِّبَاتِ مَا رَزَقْنَاكُمْ، ثُمَّ ذَكَرَ الرَّجُلَ يُطِيلُ السَّفَرَ أَشْعَثَ أَغْبَرَ يَمُدُّ يَدَيْهِ إِلَى السَّمَاءِ، يَا رَبِّ وَمَطْعَمُهُ حَرَامٌ وَمَشْرَبُهُ حَرَامٌ وَمَلْبَسُهُ حَرَامٌ، وَغُذِيَ بِالْحَرَامِ فَأَنَّى يُسْتَجَابُ لِذَالِك (مسلم)
(99) «Da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato che egli disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: Allah è puro e accetta soltanto ciò che è puro. Allah ha ordinato ai credenti ciò stesso che ha ordinato ai profeti. Allah ha detto: “O messaggeri, mangiate le cose pure e compite opere buone”. Allo stesso modo, ha detto ai credenti: “O voi che credete, mangiate le cose pure che vi abbiamo concesso”. Poi il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) parlò di un uomo che percorre un lungo viaggio, con i capelli spettinati e coperto di polvere, che tende entrambe le mani verso il cielo e dice: “O mio Signore, o mio Signore!”, mentre il suo cibo, la sua bevanda e i suoi abiti sono tutti illeciti; anzi, si è nutrito di ciò che è illecito. Come potrà dunque essere esaudita la sua supplica?» (Muslim)
Spiegazione: nel suddetto hadith si ordina ai credenti di consumare cibo puro, ottenuto con mezzi leciti e approvato dalla Sharia. Pertanto, il credente non può consumare né cibo lecito ottenuto con mezzi illeciti, né cibo illecito ottenuto con mezzi leciti.
Dopo aver consumato cibo e bevande ottenuti con i suddetti mezzi illeciti e aver indossato abiti comprati con denaro illecito, per quanto si preghi con suppliche e implorazioni in un luogo sacro, Allah non accetterà tale preghiera.
(۱۰۰)
وَعَنْ أَبِي بُرْدَةَ الْأَسْلَمِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ،
قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا تَزُولُ قَدَمَا عَبْدِ يَوْمَ القِيَامَةِ حَتَّى يُسْأَلَ عَنْ خَمْسٍ: عَنْ عُمُرِهِ فِيْمَا أَفْنَاهُ، وَعَنْ عِلْمِهِ فِيْمَا فَعَلَ، وَعَنْ مَالِهِ مِنْ أَيْنَ اكتَسَبَهُ، وَفِيْمَا أَنْفَقَهُ، وَعَنْ حِسْمِهِ فِيْمَا أَبْلَاهُ
(ترمذي)
(100) «Da Hazrat Abu Burdata al-Aslami (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato narrato che egli disse: il Profeta di Allah ha dichiarato che, nel Giorno della Resurrezione, a nessuno sarà permesso muovere i piedi prima di aver risposto del conto relativo a cinque cose. Gli sarà chiesto della sua vita: come l’ha trascorsa; di come ha impiegato la conoscenza; di come ha guadagnato i suoi beni e per quale via li ha spesi; e di come ha utilizzato il proprio corpo e la propria salute» (Tirmidhi).
Spiegazione: l’Islam ha ordinato ai suoi seguaci di abbandonare tutti i metodi ingiusti e riprovevoli per guadagnare denaro, come il furto e la rapina, l’inganno e la frode, l’usura e la corruzione, nonché il guadagno ottenuto con la forza e la coercizione. Allo stesso modo, per quanto riguarda il sostentamento e le spese, l’uomo non è stato lasciato completamente libero. Anche in questo ambito sono stati imposti i limiti del lecito e dell’illecito.
Nel suddetto hadith, il Profeta di Allah, mettendo in guardia i musulmani riguardo al loro sostentamento, ai loro guadagni e alle loro spese, ha detto che, tra le cinque questioni sulle quali il servo dovrà rendere conto per prime nel Giorno della Resurrezione, una riguarda i suoi beni: vale a dire, come li ha guadagnati e in quale modo li ha spesi.
(۱۰۱)
وَعَنِ مِقْدَامِ بْنِ مَعْدِيُكَرِب رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا أَكَلَ أَحَدٌ طَعَامًا قَطُّ خَيْرًا مِنْ أَنْ يَأْكُلَ مِنْ عَمَلِ يَدِهِ، وَإِنَّ نبيَّ اللَّهِ دَاوُدَ عَلَيْهِ السَّلَامُ كَانَ يَأْكُلُ مِنْ عَمَلِ يَدِيهِ
(بخاري)
(101) «È narrato da Hazrat Miqdām ibn Maʿdīkarib, che Allah sia compiaciuto di lui: il Messaggero, pace e benedizioni su di lui, ha detto: tra i cibi che l’uomo può mangiare, il migliore è quello che si procura con i guadagni delle proprie mani. Anche il caro profeta di Allah, Hazrat Dāwūd, pace su di lui, si nutriva del lavoro delle proprie mani. (Bukhari)
Spiegazione: il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha definito il cibo raccolto da coloro che si procurano il nutrimento attraverso il lavoro delle proprie mani e la fatica fisica come il migliore dei cibi. A questo proposito, ha presentato l’esempio di Hazrat Dāwūd, pace su di lui. Infatti, sebbene Hazrat Dāwūd, pace su di lui, fosse il sovrano di un vasto impero, non prendeva per sé nemmeno una moneta dal tesoro dello Stato; al contrario, fabbricava con le proprie mani armi di ferro e altri oggetti, e provvedeva al proprio sostentamento con il denaro ricavato dalla loro vendita.
Nel suddetto hadith, il nobile Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha esortato i musulmani a essere laboriosi e a guadagnarsi da vivere. Non è giusto che un musulmano viva grazie alla benevolenza altrui o ricorra all’accattonaggio. Il Profeta stesso ha dettoالْكَاسِبُ حَبِيْبُ الله«Chi guadagna è amico di Allah.»
(۱۰۲)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَأْتِي عَلَى النَّاسِ زَمَانٌ لَا يُبَالِي الْمَرْءُ مَا أَخَذَ مِنْهُ أَمِنَ الْحَلَالِ أَمْ مِنَ الْحَرَامِ (بخاري)
(102) «È narrato da Hazrat Abū Hurayra, che Allah sia compiaciuto di lui: il Messaggero, pace e benedizioni su di lui, ha detto: verrà per l’umanità un’epoca in cui le persone non si preoccuperanno, riguardo ai propri guadagni, se ciò che prendono sia lecito o illecito.» (Bukhari)
Un corpo nutrito con cibo illecito sarà destinato all’Inferno
(۱۰۳)
عَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يَدْخُلُ الْجَنَّةَ لَحْمٌ نَبَتَ مِنْ السُّحْتِ وَكُلُّ لَحْمٍ نَبَتَ مِنَ السُّحْتِ كَانَتِ النَّارُ أَوْلَى بِهِ
أحمد – دارمي – بيهقي)
(১০৩) «È stato narrato da Hazrat Jābir (che Allah si compiaccia di lui): egli disse: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “La carne nutrita con cibo illecito non entrerà in Paradiso; e ogni pezzo di carne cresciuto con cibo illecito è destinato all’Inferno.”» (Ahmad, Dārimī, Bayhaqī)
Capitolo 4: Muamalat
Commercio (Tijara)
(١٠٤) وَعَنْ رَافِعِ بْنِ خَدِيجٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ قِيلَ يَا رَسُولَ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَيُّ الْكَسْبِ أَطْيَبُ قَالَ عَمَلُ الرَّجُلِ بَيَدِهِ وَكُلُّ بَيْعٍ مَبْرُورٍ (مسند أحمد)
(১০৪) «È stato narrato da Hazrat Rāfiʿ ibn Khadīj (che Allah si compiaccia di lui): egli disse: un giorno fu chiesto al Profeta (pace e benedizioni su di lui): “O Profeta di Allah, quale tra tutti i guadagni degli uomini è il più puro?”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “Quello che l’uomo guadagna con le proprie mani e ciò che guadagna attraverso un commercio lecito.”» (Ahmad)
Spiegazione: l’Islam non ha concesso ai suoi seguaci un diritto illimitato di accumulare ricchezza. Al contrario, nell’interesse nazionale, ha sottoposto i metodi e i mezzi di guadagno alle norme del lecito e dell’illecito. È possibile acquisire ricchezza attraverso numerose vie illecite, come il gioco d’azzardo e le scommesse, l’inganno e la frode, l’usura e le tangenti, il furto e la rapina; allo stesso modo, è possibile acquisirla attraverso numerose vie lecite, come il commercio, il lavoro dipendente, l’impegno lavorativo, i prestiti e i debiti, le donazioni e i compensi.
Tra tutti i metodi di guadagno lecito, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha definito migliori i guadagni derivanti dal lavoro e dal commercio.
(١٠٥) وَعَنْ أَبِي سَعِيدِ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : التَّاجِرُ الصَّدُوقُ الأَمِينُ مَعَ النَّبِيِّينَ وَالصِّدِّيقِينَ وَالشُّهَدَاءِ يَوْمَ الْقِيَامَةِ
(ترمذي)
(105) «È narrato da Hazrat Abū Saʿīd al-Khudrī (ra): egli riferisce che il Nobile Profeta (s) disse: “Nel Giorno della Resurrezione, il commerciante sincero e fidato sarà insieme ai profeti, ai siddīqīn e ai martiri.”» (Tirmidhī)
Spiegazione: sebbene, dal punto di vista esteriore, il commercio sia un’attività mondana, quando un musulmano commercia con piena onestà e con una buona intenzione, senza ricorrere alla menzogna e al tradimento, la sua attività commerciale si trasforma in una forma di culto sacro. Di conseguenza, nel Giorno della Resurrezione, egli si troverà insieme a persone onorate come i profeti, i siddīqīn e i martiri.
Il falso giuramento negli affari
(١٠٦) وَعَنْ أَبِي ذَرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : ثَلَاثَةٌ لَا يُكَلِّمُهُمُ اللَّهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ وَلَا يَنْظُرُ إِلَيْهِمْ وَلَا يُزَكِّيهِمْ وَلَهُمْ عَذَابٌ أَلِيمٌ، قَالَ أَبُو ذَرِّ : خَابُوا وَخَسِرُوا مَنْ هُمْ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ: المسيلُ وَالْمَنَّانُ وَالْمُنْفِقُ سِلْعَتَهُ بِالْحِلْفِ الْكَذِبِ
(مسلم)
(106) «È narrato da Hazrat Abū Dharr al-Ghifārī (ra): egli riferisce che il Messaggero (s) disse: “Nel Giorno della Resurrezione, Allah non parlerà con tre categorie di persone, non volgerà loro lo sguardo e non le purificherà dai peccati; per loro ci sarà un castigo dolorosissimo.” Abū Dharr (ra) domandò: “O Messaggero di Allah, chi sono questi sventurati, frustrati e perduti?” Il Profeta (s) rispose: “Coloro che, per superbia, lasciano pendere le vesti sotto le caviglie; coloro che fanno l’elemosina e poi rinfacciano il beneficio al destinatario; e coloro che aumentano le vendite delle proprie merci mediante falsi giuramenti.”» (Muslim)
Spiegazione: si chiama “musbil” colui che, per superbia, lascia pendere la veste che indossa fino al di sotto delle caviglie. In genere, a quell’epoca, re, sovrani, capi tribali, signori feudali e altri uomini ricchi e influenti indossavano abiti che arrivavano fino a terra. Ciò era un segno di arroganza, e l’arroganza è considerata, secondo la Sharīʿa, una colpa gravissima. Il Profeta (s) disse: “Colui nel cui cuore vi sia anche solo un minimo di arroganza non potrà in alcun modo entrare nel Paradiso di Allah.” Si chiama “mannān” colui che, dopo aver fatto una donazione, cogliendo l’occasione, rinfaccia il proprio dono al beneficiario. Agli occhi sia dell’Islam sia dell’umanità, questo è uno dei crimini più abominevoli. In realtà, con la zakāt, la sadaqa o le altre forme di elemosina, il ricco non ha fatto alcun favore al beneficiario. Sta semplicemente versando la quota del povero contenuta nei propri beni. Pertanto, in questo caso, non vi è la minima possibilità di rinfacciare il dono al beneficiario; al contrario, si dovrebbe rendere grazie ad Allah per essere riusciti a restituire debitamente il diritto a chi ne è titolare.
La terza persona sventurata menzionata nell’hadīth è quel commerciante che, per ingannare l’acquirente, aumenta le vendite della propria merce mediante falsi giuramenti.
Il fatto che Allah non parli con queste tre categorie di persone né le guardi significa che, nel Giorno della Resurrezione, Allah sarà terribilmente scontento di loro.
(۱۰۷)
وَعَنْ أَبِي قَتَادَةَ الْأَنْصَارِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِيَّاكُمْ وَكَثْرَةً الْحَلِفِ فِي الْبَيْعِ فَإِنَّهُ يُنَفِّقُ ثُمَّ يَمْحَقُ (مسلم)
(107) «È stato riferito da Hadrat Abū Qatāda al-Anṣārī (che Allah sia compiaciuto di lui). Egli disse: il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Guardatevi dal giurare continuamente durante le compravendite. Ciò può favorire temporaneamente gli affari, ma alla fine provoca una perdita.”» (Muslim)
Ridurre o aumentare alla fine
(۱۰۸)
وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَأَصْحَابِ الْمِكْيَالِ وَالْمِيزَانِ: إِنَّكُمْ قَدْ وَلَّيْتُمْ أَمْرَيْنِ هَلَكَتْ فِيهِمَا الْأُمَمُ السَّابِقَةُ قَبْلَكُمْ (ترمذي)
(108) «È stato riferito da Hadrat ʿAbbās (che Allah sia compiaciuto di lui). Egli disse: rivolgendosi ai mercanti che commerciano in beni misurati, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Vi siete assunti la responsabilità di due pratiche a causa delle quali furono distrutte alcune nazioni precedenti a voi.”»
(at-Tirmidhī)
Spiegazione: tra le merci commerciali ve ne sono molte la cui compravendita avviene sulla base della quantità. Nella società si incontrano alcuni commercianti disonesti che, al momento dell’acquisto, prendono una quantità maggiore, mentre al momento della vendita ingannano e danno un peso inferiore. Dal punto di vista della Sharīʿa, questo è un peccato grave. In molti passi del Nobile Corano Allah ha messo in guardia l’umanità da questo peccato. Per esempio, Allah dice:
وَيْلٌ لِلْمُطَفِّفِينَ الَّذِينَ إِذَا اكْتَالُوا عَلَى النَّاسِ يَسْتَوْفُوْنَ، وَإِذَا كَالُوهُمْ أَوْ وَزَنُوهُمْ يُخْسِرُونَ
(سورة التطفيف : (١-٣)
Significato: guai a coloro che usano misure false, i quali ricevono dagli altri la misura completa, ma quando danno loro qualcosa, danno una misura inferiore. (Sura At-Tatfif: 1-3)
In un altro passo del Nobile Corano è menzionato:
وَالسَّمَاءَ رَفَعَهَا وَوَضَعَ الْمِيزَانَ، أَلَا تَطْغَوْا فِي الْمِيزَانِ، وَأَقِيمُوا الْوَزْنَ بِالْقِسْطِ وَلَا تُخْسِرُوا الْمِيزَانَ (سورة الرحمن (۹۷)
Significato: è Lui, Allah l’Altissimo, che ha elevato il cielo e ha stabilito la bilancia, affinché non alteriate le misure. Misurate con equità e non diminuite la misura. (Sura Ar-Rahman: 7-9)
Allah l’Altissimo inviò il profeta Shuʿayb a un popolo di commercianti, presso il quale il peccato di alterare le misure si era diffuso come una malattia contagiosa. Allah li mise in guardia, per bocca del profeta Shuʿayb, con le seguenti parole:
قَالَ يَا قَوْمِ اعْبُدُوا اللَّهَ مَا لَكُمْ مِنْ إِلَهِ غَيْرُهُ وَلَا تَنْقُصُوا الْمِكْيَالَ وَالْمِيزَانَ إِنِّي أَرَاكُمْ بِخَيْرٍ وَإِنِّي أَخَافُ عَلَيْكُمْ عَذَابَ يَوْمٍ مُحِيطِ، وَيَا قَوْمِ أَوْفُوْا الْمِكْيَالَ وَالْمِيزَانَ بِالْقِسْطِ وَلَا تَبْخَسُوا النَّاسَ أَشْيَاءَهُمْ وَلَا تَعْثَوْا فِي الْأَرْضِ مُفْسِدِينَ
(سورة الهود : ٨٤ – ٨٥)
Significato: «E Shuʿayb disse: “O mio popolo, accettate la servitù di Allah e adorateLo. Non avete altra divinità all’infuori di Lui. Non diminuite la misura. In verità, vi vedo in una condizione prospera e temo per voi il castigo di un giorno terribile. O mio popolo, misurate e pesate con equità, non sottraete alle persone i loro beni e non commettete eccessi sulla terra, diffondendovi corruzione e disordine.”»
(Sura Hud: 84-85)
Nonostante l’avvertimento sopra riportato di Shuʿayb, le comunità di commercianti di Madian non si astennero da questa azione peccaminosa. Di conseguenza, un castigo celeste li distrusse completamente. Nel hadith citato, l’ultimo Profeta, Muhammad, ha ordinato alla propria comunità di guardarsi da questo terribile peccato.
Tradimento negli affari
(۱۰۹)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِنَّ اللَّهَ عَزَّ وَجَلَّ يَقُولُ أَنَا ثَالِثُ الشَّرِيكَيْنِ مَالَمْ يَخُنْ أَحَدُهُمَا صَاحِبَهُ فَإِذَا خَانَهُ خَرَجْتُ مِنْ بَيْنِهِمَا ، وَفِي رِوَايَةٍ وَجَاءَ الشَّيْطَانُ
(أبو داود)
(109) «È narrato da Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui); egli riferisce che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: Allah stesso dice: rimango con i due soci in affari finché nessuno dei due tradisce l’altro. Ma quando uno di loro comincia a tradire, li abbandono. (Secondo un’altra narrazione) allora Satana si insinua tra loro.»
(Abū Dāwūd)
Spiegazione: il significato del suddetto hadith è che, finché i soci in affari conducono i loro affari reciprocamente con onestà e non ingannano l’uno l’altro, Allah concede benedizione ai loro affari. Ma quando un socio comincia a tradire l’altro, Satana fa la sua comparsa e la benedizione scompare. Alla fine, i loro affari vanno in rovina.
Accaparrare beni di prima necessità allo scopo di aumentarne il prezzo
(۱۱۰)
وَعَنْ مُعَادٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ بِئْسَ الْعَبْدُ الْمُحْتَكِرُ إِنْ إِرْخَصَ اللَّهُ الْأَسْعَارَ حَزِنَ وَإِنْ أَعْلَاهَا فَرِحَ
(مشكوة)
(110) «È narrato da Hazrat Muʿādh (che Allah sia soddisfatto di lui); egli riferisce: ho sentito il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) dire che è davvero maledetto colui che accaparra le merci allo scopo di aumentarne il prezzo. In seguito, se Allah rende le merci più economiche, egli si rattrista; ma se il prezzo aumenta, si rallegra.»
(Mishkāt)
(۱۱۱)
وَعَنْ عُمَرَ بْنِ الْخَطَّابِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُوْلُ مَنِ احْتَكَرَ عَلَى الْمُسْلِمِينَ طَعَامَهُمْ ضَرَبَهُ اللَّهُ بِالْجُذَامِ وَالإِفلاس (ابن ماجه، بيهقي)
(111) «È stato narrato da ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse: Ho sentito il Profeta di Allah dire: “Chi accaparra derrate alimentari e poi le vende ai musulmani a un prezzo maggiorato, Allah lo punirà con la povertà e con la malattia chiamata lebbra”.» (Ibn Mājah, al-Bayhaqī)
Concedere prestiti e dare una dilazione al debitore indigente
(۱۱۲)
وَعَنْ أَبِي قَتَادَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ سَرَّهُ أَنْ يُنْجِيَهُ اللَّهُ مِنْ كُرَبِ يَوْمِ الْقِيَامَةِ فَلْيُنَفِّسَ عَنْ مُعْسِرٍ أَوْ يَضَعْ عَنْهُ
(مسلم)
(112) «È stato narrato da Abū Qatādah (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse: Il Messaggero di Allah ha detto: “Chi desidera che Allah lo salvi dalle sofferenze del Giorno della Risurrezione, conceda una dilazione al debitore indigente oppure lo esoneri dal suo debito”.» (Muslim)
Spiegazione: l’Islam ha ordinato ai suoi seguaci di concedere, quando necessario, prestiti alle persone bisognose senza alcun interesse. Se il debitore si trova in difficoltà, devono concedergli una dilazione per il rimborso del debito. E se è completamente incapace di pagare, devono esonerarlo dal debito. A questo proposito, nel Corano è stato impartito il seguente ordine:
وَإِنْ كَانَ ذُو عُسْرَةٍ فَنَظِرَةٌ إِلَى مَيْسَرَةٍ وَأَنْ تَصَدَّقُوْا خَيْرٌ لَكُمْ إِنْ كُنْتُمْ تَعْلَمُوْنَ (سورة البقرة : ۲۸۰)
Significato: se il debitore è indigente, concedetegli una dilazione fino a quando non sarà in condizioni agiate. Ma se gli condonate il debito, ciò è infinitamente migliore per voi, se solo lo sapeste. (Se avete senno, potrete comprenderlo.)
(Sūra al-Baqara: 280)
(۱۱۳)
أَنَّ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ كَانَ الرَّجُلُ يُدَايِنُ النَّاسَ فَكَانَ يَقُولُ لِفَتَاهُ إِذَا أَتَيْتَ مُعْسِيرًا تَجَاوَزْ عَنْهُ لَعَلَّ اللَّهُ أَنْ يَتَجَاوَزَ قَالَ فَلَقِيَ اللَّهَ
فَتَجَاوَزَ عَنْهُ (بخاري – مسلم)
(113) «Il nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Un uomo era solito concedere prestiti alla gente. Poi diceva al suo servitore: Quando ti recherai da un debitore in difficoltà per riscuotere il prestito, concedigli una dilazione o liberalo dal debito. Forse, per questo, Allah concederà anche a me la liberazione dai miei peccati”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando quell’uomo incontrò Allah, Allah lo perdonò”». (Bukhari, Muslim)
L’importanza del rimborso dei debiti
(١١٤) وَعَنْ أَبِي سَعِيدٍ الْخُدْرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: أُتِيَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بِجَنَازَةٍ لَيُصَلِّي عَلَيْهَا فَقَالَ هَلْ عَلَى صَاحِيكُمْ دَيْنٌ؟ قَالُوا : نَعَمْ، هَلْ تَرَكَ
لَهُ مِنْ وَفَاءِ؟ قَالُوا : لَا ، قَالَ: صَلُّوا عَلَى صَاحِيكُمْ، قَالَ عَلِيُّ بْنُ أَبِي طَالِبٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ: عَلَى دَيْنُهُ يَا رَسُولَ اللَّهِ ، فَتَقَدَّمَ فَصَلَّى عَلَيْهِ (شرح السنة)
(114) «È narrato da Abu Sa‘id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) che disse: Un giorno fu portato al cospetto del nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) un defunto, affinché egli celebrasse la preghiera funebre per lui. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) domandò: “Il vostro compagno ha qualche debito verso qualcuno?”. Risposero: “Sì”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) chiese: “Ha lasciato qualche bene con cui poter estinguere il debito?”. Risposero: “No”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allora celebrate voi la preghiera funebre per il vostro compagno. Io non la celebrerò”. ‘Ali ibn Abi Talib disse: “O Profeta di Allah, mi assumo la responsabilità di estinguere il suo debito”. Allora il Profeta (pace e benedizioni su di lui) avanzò e celebrò la preghiera funebre per lui». (Sharh al-Sunna)
(١١٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرِو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: يُغْفَرُ لِلشَّهِيدِ كُلُّ ذَنْبٍ إِلَّا الدَّيْنَ (مسلم)
(115) «È narrato da ‘Abdullah ibn ‘Amr (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: Allah perdonerà al martire tutti i peccati, eccetto il debito». (Muslim)
Spiegazione: in entrambi gli hadith sopra citati è stata attribuita grandissima importanza al rimborso dei debiti. Pertanto, coloro che hanno la possibilità di estinguere i propri debiti dovrebbero farlo secondo quanto promesso. Infatti, il debito è un diritto del servo, e può perdonarlo soltanto colui al quale è dovuto. Anche se una persona muore martire sulla via di Allah, nonostante Allah le perdoni tutti i peccati, non le perdonerà il peccato del debito finché il creditore non lo avrà perdonato.
Tuttavia, se qualcuno, pur facendo ogni sforzo possibile, non riesce a rimborsare il debito a causa della povertà, si può sperare che Allah faccia sì che il creditore lo perdoni nel Giorno della Resurrezione.
Allah aiuta chi ha l’intenzione di rimborsare il debito
(١١٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ أَخَذَ أَمْوَالَ النَّاسِ يُرِيدُ أَدَاءَهَا أَدَّى اللَّهُ عَنْهُ، وَمَنْ أَخَذَ يُرِيدُ إِخْلَافَهَا أَتْلَفَهُ اللَّهُ عَلَيْهِ (بخاري)
(116) «È narrato da Abu Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: chi prende in prestito denaro da qualcuno con l’intenzione di restituirlo, Allah provvede a fargli estinguere il debito. (Cioè, grazie alla sincera buona intenzione del debitore, Allah gli concede una tale agiatezza da rendergli possibile il rimborso del debito.) Ma chi prende in prestito denaro da qualcuno con l’intenzione di appropriarsene, Allah lo conduce alla rovina. (Cioè, a causa della malvagità del suo cuore, Allah lo fa cadere nella difficoltà economica; di conseguenza, non solo non riesce a rimborsare il debito, ma rovina completamente sia la sua vita terrena sia quella ultraterrena.)» (Bukhari)
Violazione forzata dei confini di un terreno
(۱۱۷)
وَعَنْ سَعِيدِ بْنِ زَيْدِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ أَخَذَ شَيْرًا مِنَ الْأَرْضِ ظُلْمًا فَإِنَّهُ يُطَوَّقُهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ مِنْ سَبْعِ أَرَضِينَ
(بخاري – مسلم)
(117) «È narrato da Abu Sa’id ibn Zayd (che Allah sia compiaciuto di lui) che disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: se qualcuno usurpa con la forza anche solo una spanna di terreno appartenente a un’altra persona, nel Giorno della Resurrezione Allah gli appenderà al collo un collare formato dalle sette terre.» (Bukhari e Muslim)
(۱۱۸)
وَعَنْ يَعْلَى بْنِ مُرَّةٍ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ أَخَذَ أَرْضًا بِغَيْرِ حَقَّهَا كُلِّفَ أَنْ يَحْمِلَ تُرَابَهَا إِلَى الْمَحْشَرَ (أحمد)
(118) «Hazrat Yala ibn Murrah (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ho sentito il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dire: “Chiunque usurpi ingiustamente il terreno di qualcuno, nel Giorno della Risurrezione dovrà portare sulla testa tutta la terra di quel terreno”». (Ahmad)
I suoi eredi diventeranno proprietari dei beni del defunto
(۱۱۹)
عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: أَنَا أَوْلَى بِالْمُؤْمِنِينَ مِنْ أَنْفُسِهِمْ، فَمَنْ تُوُفِّيَ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ عَلَيْهِ دَيْنٌ وَلَمْ يُتْرَكْ وَجَاءٌ فَعَلَيَّ قَضَاؤُهُ ، وَمَنْ تَرَكَ مَالاً فَلِوَرِثِهِ (بخاري – مسلم)
(119) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Io sono più caro ai credenti della loro stessa vita. Pertanto, se un credente muore lasciando un debito e senza lasciare alcun bene con cui poterlo estinguere, spetterà a me estinguerlo. Ma se lascia dei beni, questi apparterranno ai suoi eredi”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: secondo la legge islamica, dopo aver provveduto, con i beni lasciati dal defunto, alla sepoltura, al sudario e all’adempimento del testamento, tutti i beni immobili e mobili rimanenti devono essere distribuiti tra i suoi eredi. Le modalità di tale distribuzione sono descritte dettagliatamente nel Corano e negli hadith.
E se il defunto non lascia affatto alcun bene, ma ha invece dei debiti, il Messaggero, in qualità di capo dello Stato islamico, ha dichiarato: se non vi sono beni con cui estinguere i debiti del credente defunto, sarò io a pagarli dal Bayt al-Mal.
La maledizione di privare qualcuno dell’eredità
(۱۲۰)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ قَطَعَ مِيْرَاثَ وَارِثِهِ، قَطَعَ اللَّهُ مِيرَاثَهُ مِنَ الْجَنَّةِ يَوْمَ الْقِيَامَةِ (ابن ماجة)
(120) «È stato riferito da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Chi priverà il suo erede della sua eredità, Allah lo priverà dell’eredità del Paradiso nel Giorno della Risurrezione.” (Ibn Mājah)
(۱۲۱)
وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا اسْتَهَلَّ الصَّبِيُّ، صَلِّيَ عَلَيْهِ وَوُرِّتَ (ابن ماجة – دارمي)
(121) «Jābir disse: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Se il bambino piange dopo la nascita e poi muore, si dovrà eseguire per lui la preghiera funebre, ed egli sarà anche un erede.” (Ibn Mājah, Dārimī)
(۱۲۲)
وَعَنْ أَسَامَةَ بْنِ زَيْدِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يَرِثُ الْمُسْلِمُ الْكَافِرَ، وَلَا الْكَافِرُ الْمُسْلِمَ (بخاري – مسلم)
(122) «È stato riferito da Usāmah ibn Zayd (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Il musulmano non erediterà dal miscredente, né il miscredente erediterà dal musulmano.” (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: se il figlio di un padre musulmano abbraccia un’altra religione e abbandona la religione dell’Islam, non erediterà i beni del padre musulmano defunto. Analogamente, se il figlio di un padre non musulmano abbraccia l’Islam, anch’egli non avrà diritto a una quota dei beni del padre non musulmano.
(۱۲۳)
عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُوْلُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْقَاتِلُ لَا يَرِثُ
(ترمذي – ابن ماجة)
(১২৩) «Da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: l’assassino non erediterà dalla persona uccisa.» (Tirmidhi, Ibn Mājah)
L’importanza del testamento
(١٢٤) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُوْلُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ مَاتَ عَلَى وَصِيَّةٍ مَاتَ عَلَى سَبِيلٍ وَسُنَّةٍ، وَمَاتَ عَلَى تُقِّى وَشَهَادَةٍ، وَمَاتَ مَغْفُورًا لَهُ (ابن ماجه)
(১২৪) «Da Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: chi muore dopo aver fatto testamento (di una parte dei propri beni per la causa di Allah), muore sulla retta via e secondo la Sunna; muore nella devozione e nel martirio. Muore in una condizione tale che tutti i suoi peccati gli sono stati perdonati.» (Ibn Mājah)
Spiegazione: ogni musulmano benestante dovrebbe destinare per testamento una parte dei propri beni alla causa di Allah. Tuttavia, l’entità di questo lascito deve essere limitata a un terzo dell’intero patrimonio. Altrimenti sarà colpevole di aver privato gli eredi dei loro diritti. Inoltre, non è lecito fare testamento a favore di coloro che sono eredi secondo la Sharīʿa.
(١٢٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا حَقُّ امْرِئٍ مُسْلِمٍ لَهُ شَيْءٌ يُوصِي فِيهِ يَبِيتُ لَيْلَتَيْنِ إِلَّا وَوَصِيَّتُهُ مَكْتُوبَةٌ عِنْدَهُ (بخاري – مسلم)
(১২৫) «Da Ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) è stato riferito che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: se un musulmano possiede qualcosa da disporre per testamento riguardo ai propri affari, ai rapporti e ad altro, dovrebbe metterlo per iscritto prima che trascorrano due notti.»
(Bukhārī, Muslim)
Le conseguenze dell’ingiustizia
(١٢٦) قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَلَا لَا تَظْلِمُوا ، أَلَا لَا تَظْلِمُوا ، أَلَا لَا تَظْلِمُوا ، أَلَا لَا يَحِلُّ مَالُ امرئ إلا بطيب نَفْسٍ مِنْهُ
(بيهقي)
(১২৬) Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: Attenzione, non commettete ingiustizia. Attenzione, non commettete ingiustizia. Attenzione: la proprietà di nessuno è lecita per altri se non con il suo pieno consenso.» (Al-Bayhaqi)
(۱۲۷)
وَعَنْ أَوْسِ بْنِ شُرَحْبِيْلَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ سَمِعَ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: مَنْ مَشَى مَعَ ظَالِمٍ لِيُقَوِيَهُ وَهُوَ يَعْلَمُ أَنَّهُ ظَالِمٌ فَقَدْ خَرَجَ مِنَ الْإِسْلَامِ
(بيهقي)
(۱۲۷) «È stato narrato da Hazrat Aws ibn Surahbil (che Allah sia compiaciuto di lui) che egli udì il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) dire: chiunque si schieri con un oppressore allo scopo di rafforzarlo, pur sapendo che è un oppressore, è uscito dall’Islam.» (Al-Bayhaqi)
Spiegazione: impedire all’oppressore di opprimere e aiutare l’oppresso è una sacra responsabilità dei musulmani. Chi, invece di adempiere tale responsabilità, agisce al contrario, cioè aiuta l’oppressore senza prestare alcun aiuto all’oppresso, sarà privato della benedizione dell’Islam.
Le conseguenze della corruzione
(۱۲۸)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قال ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَعْنَةُ اللَّهِ عَلَى الرَّاشِي وَالْمُرْتَشِي (بخاري – مسلم)
(۱۲۸) «È stato narrato da Hazrat Abdullah ibn Amr (che Allah sia compiaciuto di entrambi) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: la maledizione di Allah ricade sia su chi riceve la tangente sia su chi la offre.» (Al-Bukhari, Muslim)
Non ritardare il pagamento del salario
(۱۲۹)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَعْطُوا الأَجِيرَ أَجْرَهُ قَبْلَ أَنْ يَجِفَّ عَرَقُهُ (ابن ماجه)
(129) «È narrato da Hazrat Abdullah ibn Umar, che Allah sia soddisfatto di entrambi, che il Messaggero, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: “Pagate al lavoratore il suo salario prima che si asciughi il sudore del suo corpo.”» (Ibn Mājah)
Spiegazione: A coloro che lavorano a giornata per provvedere al sostentamento delle loro famiglie si dovrebbe versare il salario subito dopo il completamento del lavoro, affinché i loro figli e i familiari non siano costretti a soffrire la fame. Nell’hadith è severamente vietato tergiversare o ritardare il pagamento del salario dei lavoratori giornalieri.
(۱۳۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: قَالَ اللَّهُ تَعَالَى ثَلَاثَةٌ أَنَا خَصْمُهُمْ يَوْمَ الْقِيَامَةِ رَجُلٌ أَعْطَى بِي ثُمَّ غَدَرَ وَرَجُلٌ بَاعَ حُرًّا فَأَكَلَ تُمَنَهُ، وَرَجُلٌ اسْتَأْجَرَ أَجِيرًا فَاسْتَوْفَى مِنْهُ وَلَمْ يُعْطِ أَجْرَهُ (بخاري)
(130) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra, che Allah sia soddisfatto di lui, che il Messaggero, pace e benedizioni di Allah su di lui, disse: “Allah l’Altissimo ha detto: Nel Giorno della Risurrezione sarò avversario di tre persone. La prima è colui che stipula un patto nel Mio nome e poi lo viola. La seconda è colui che vende un uomo libero e ne consuma il prezzo. La terza è colui che assume un lavoratore, si fa prestare da lui il lavoro per intero, ma non gli versa il salario.”» (Bukhari)
Capitolo: 5 Relazioni sociali
Matrimonio
وَأَنْكِحُوا الْأَيَامَى مِنْكُمْ وَالصَّالِحِينَ مِنْ عِبَادِكُمْ وَإِمَائِكُمْ إِنْ يَكُونُوا فُقَرَاءَ يُغْنِهِمُ اللَّهُ مِنْ فَضْلِهِ وَاللَّهُ وَاسِعٌ عَلِيمٌ (سورة النور : ۲۲)
Significato: «Fate sposare coloro tra voi che sono celibi e nubili, e anche quelli tra i vostri servi e le vostre serve che sono virtuosi. Se sono poveri, Allah li renderà indipendenti grazie alla Sua benevolenza. Allah è munifico e Onnisciente». (Sura an-Nur: 32)
(۱۳۱)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَا مَعْشَرَ الشَّبَابِ مَنِ اسْتَطَاعَ مِنْكُمُ الْبَاءَةَ فَلْيَتَزَوَّجُ فَإِنَّهُ أَغَضُّ لِلْبَصَرِ وَأَحْصَنُ لِلْفَرْجِ، وَمَنْ لَمْ يَسْتَطِعْ فَعَلَيْهِ بِالصَّوْمِ فَإِنَّهُ لَهُ وِجَاءٌ (بخاري – مسلم)
(131) «Hadrat Abdullah ibn Mas‘ud (ra:) riferì che un giorno il nobile Profeta (s:) disse, rivolgendosi ai giovani: “O giovani, chi tra voi è in grado di assumersi la responsabilità del matrimonio, si sposi, perché il matrimonio aiuta ad abbassare lo sguardo e a custodire le parti intime. Chi invece non è in grado di assumersi la responsabilità del matrimonio, digiuni, poiché il digiuno reprime il desiderio sessuale”». (Bukhari, Muslim)
La preferenza per una sposa devota
(۱۳۲)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: تُنْكَحُ الْمَرْأَةُ لأَرْبَعِ لِمَالِهَا وَلِحَسَبِهَا وَلِجَمَالِهَا وَلِدِينِهَا، فَاغْفِرْ بِذَاتِ الدِّينِ تَرِبَتْ يَدَاكَ (بخاري، مسلم)
(132) «Da Abu Hurayra (ra:) è riferito che il nobile Profeta (s:) disse: “Generalmente, una donna viene sposata per quattro motivi: per la sua ricchezza, per il suo lignaggio, per la sua bellezza e per la sua religiosità. Cercate dunque quella religiosa: ne trarrete beneficio”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Il senso del hadith citato è che, generalmente, per il matrimonio le persone considerano la ricchezza, il prestigio familiare e la bellezza della sposa. Alcuni, invece, attribuiscono importanza alla pietà e alla devozione della sposa. Il Profeta (s:) ha detto che, nel contrarre matrimonio, dovete dare la preferenza a una sposa devota; così potrete ottenere il bene sia in questo mondo sia nell’Aldilà. Tuttavia, se una sposa possiede, oltre alla religiosità, anche le altre qualità, ciò è ancora migliore. Ma nessun musulmano dovrebbe sposarsi basandosi su una qualità diversa senza considerare la pietà e la devozione della sposa.
(۱۳۳)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الدُّنْيَا كُلُّهَا مَتَاعٌ، وَخَيْرُ مَتَاعِ الدُّنْيَا الْمَرْأَةِ الصَّالِحَةِ (مسلم)
(133) «Da Hazrat Abdullah ibn Amr (ra.) è stato riferito che il Messaggero (s.) disse: il mondo intero è un bene; e tra tutti i beni del mondo, la moglie virtuosa è il migliore.» (Muslim)
(١٣٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا خَطَبَ إِلَيْكُمْ مَنْ تَرْضَوْنَ دِينَهُ وَخُلُقَهُ فَزَوِّجُوهُ إِنْ لَا تَفْعَلُوا تَكُنْ فِتْنَةٌ فِي الْأَرْضِ وَفَسَادٌ كَبِيرٌ. (ترمذي)
(134) «Da Hazrat Abu Hurayra (ra.) è stato riferito che il nobile Profeta (s.) disse: se vi giunge una proposta di matrimonio da parte di un uomo della cui religiosità e moralità siete fiduciosi, dategli in matrimonio la donna. Altrimenti, sulla terra sorgeranno discordia, corruzione e rovina.» (Tirmidhi)
Allah aiuta il giovane che si sposa per preservare la propria moralità
(١٣٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صلى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ : ثَلاثَةٌ حَقٌّ عَلَى اللَّهِ عَوْنُهُمُ
الْمُكَاتَبُ الَّذِي يُرِيدُ الأَدَاءَ، وَالنَّاكِحُ الَّذِي يُرِيدُ الْعَفَافَ وَالْمُجَاهِدُ فِي سَبِيلِ اللَّهِ
(ترمذي – نسائي – ابن ماجة)
(135) «Da Hazrat Abu Hurayra (ra.) è stato riferito che il nobile Profeta (s.) disse: Allah l’Onnipotente considera suo dovere aiutare tre persone. La prima è lo schiavo sotto contratto che cerca di pagare il prezzo del suo riscatto. La seconda è il giovane sposato che si sposa allo scopo di preservare la propria moralità. La terza è il mujahid impegnato nel jihad sulla via di Allah.» (Tirmidhi, Nasa’i, Ibn Majah)
Permesso di vedere la futura sposa prima del matrimonio
(١٣٦) وَعَنْ جَابِرِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا خَطَبَ أَحَدُكُمُ الْمَرْأَةَ فَإِنِ اسْتَطَاعَ أَنْ يَنْظُرَ إِلَى مَا يَدْعُوهُ إِلَى نِكَاحِهَا فَلْيَفْعَلْ (أبو داود)
(136) «È stato narrato da Jābir ibn ʿAbd Allāh (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando uno di voi intende chiedere in matrimonio una donna, se possibile, la guardi una volta”.» (Abū Dāwūd)
Il mahr matrimoniale e la sua importanza
وَآتُوا النِّسَاءَ صَدُقَاتِهِنَّ نِحْلَةٌ (سورة النساء : ٤)
Significato: «Date alle donne il loro mahr di buon grado»
(Sūra al-Nisāʾ: 4)
(۱۳۷)
وَعَنْ عُقْبَةَ بْنِ عَامِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ : قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَحَقُّ الشَّرُوطِ أَنْ تُوْفُوْا بِهِ مَا اسْتَحْلَلْتُمْ بِهِ الْفُرُوْجَ (بخاري – مسلم)
(137) «È stato narrato da ʿUqba ibn ʿĀmir (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Tra tutti i patti, quello che è più doveroso rispettare è quello mediante il quale avete reso lecite le parti intime delle donne”.» (al-Bukhārī, Muslim)
(۱۳۸)
وَعَنْ عُقْبَةَ بْنِ عَامِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ : قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: خَيْرُ الصَّدَاقِ أَيْسَرَهُ نيل الأوطار)
(138) «È stato riferito da Hazrat ʿUbbā ibn ʿĀmir (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: tra i mahr, il migliore è quello che è più facile da pagare.» (Nayl al-Awtar)
È una colpa non invitare i poveri alla walīma
(۱۳۹)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: شَرُّ الطَّعَامِ طَعَامُ الْوَلِيمَةِ يُدْعَى لَهَا الأَغْنِيَاءُ وَيُتْرَكُ الْفُقَرَاءُ، وَمَنْ تَرَكَ الدَّعْوَةَ فَقَدْ عَصَى اللَّهَ وَرَسُولَهُ (بخاري – مسلم)
(139) «È stato riferito da Hazrat Abū Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: il cibo peggiore è quello della walīma alla quale vengono invitati soltanto i ricchi e vengono ignorati i poveri. Chi rifiuta l’invito disobbedisce ad Allah e al Suo Messaggero.» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: il banchetto organizzato nella casa dello sposo dopo il matrimonio, in occasione delle nozze, è chiamato walīma. La walīma è una sunna; tuttavia, alla walīma bisogna assolutamente invitare i poveri, altrimenti, agli occhi di Allah e del Suo Messaggero, essa è una walīma maledetta.
L’importanza del velo
وَقُلْ لِلْمُؤْمِنَاتِ يَغْضُضْنَ مِنْ أَبْصَارِهِنَّ وَيَحْفَظْنَ فُرُوجَهُنَّ وَلَا يُبْدِينَ زِينَتَهُنَّ إِلَّا مَا ظَهَرَ مِنْهَا
(سورة النور: ۳۱)
Significa: Di’ alle donne credenti di abbassare lo sguardo, custodire le loro parti intime e non mostrare la loro bellezza, salvo ciò che normalmente appare. (Sura an-Nur: 31)
(١٤٠) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: الْمَرْأَةَ عَوْرَةٌ، فَإِذَا خَرَجَتِ اسْتَشْرَفَهَا الشَّيْطَانُ (ترمذي)
(140) «Abdullah ibn Mas‘ud (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò: il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La donna è qualcosa da custodire dietro il velo. Pertanto, quando esce (trascurando il velo), Satana la fa apparire adornata agli occhi degli altri uomini”. (Tirmidhi)
Spiegazione: Allah ha reso obbligatorio per le donne il velo, allo scopo di proteggere la società musulmana dalla grave malattia del declino morale che emerge come conseguenza della libera e incontrollata mescolanza tra uomini e donne. Nella città benedetta di Medina, nella fase successiva all’Egira del Grande Profeta, furono rivelate le disposizioni relative al velo. Le donne devono osservare il velo davanti a tutti, eccetto le persone mahram (con le quali, secondo la Sharia, è vietato contrarre matrimonio). Nel hadith citato, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha proibito alle donne di uscire senza velo; altrimenti potrebbero cadere nella trappola di Satana.
(١٤١) وَعَنْ جَرِيرِ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَأَلْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنْ نَظَرِ الْفُجَاءَةِ فَأَمَرَنِي أَنْ أَصْرِفَ بَصَرِي (مسلم)
(141) «Jarir ibn Abdullah (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò: disse: chiesi al Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) che cosa si dovesse fare se lo sguardo fosse caduto improvvisamente su una donna. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) mi ordinò di distogliere immediatamente lo sguardo». (Muslim)
(١٤٢) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّهَا كَانَتْ عِنْدَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ وَمَيْمُونَةُ إِذَا أَقْبَلَ ابْنُ أُمِّ مَكْتُومٍ فَدَخَلَ عَلَيْهِ، فَقَالَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ
عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: احْتَجِبَا مِنْهُ، فَقُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ أَلَيْسَ هُوَ أَعْمَى، لَا يُبْصِرُنَا وَلَا يَعْرِفُنَا، فَقَالَ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَفَعَمْيَاوَانِ أَنْتُمَا أَلَسْتُمَا تُبْصِرَانِهِ
(أحمد – ترمذي – أبو داود)
(142) «È stato narrato da Hazrat Umm Salama (ra): un giorno ella e Hazrat Maymuna (ra) erano sedute presso il Messaggero (s). Improvvisamente Ibn Umm Maktum entrò. Il Profeta (s) disse a Hazrat Umm Salama e Maymuna (ra): “Velatevi da quest’uomo appena arrivato”. Io dissi: “O Profeta di Allah (s), quell’uomo è cieco e non può vederci”. Allora il Messaggero (s) disse: “Siete forse cieche anche voi due, per non poterlo vedere?” (Ahmad, Tirmidhi, Abu Dawud)»
Diritti reciproci
وَاعْبُدُوا اللَّهَ وَلَا تُشْرِكُوا بِهِ شَيْئًا وَبِالْوَالِدَيْنِ إِحْسَانًا وَبِذِي الْقُرْبَى وَالْيَتَامَى وَالْمَسَاكِينِ وَالْجَارِ ذِي الْقُرْبَى وَالْجَارِ الْجُنُبِ وَالصَّاحِبِ بِالْجَنْبِ وَابْنِ السَّبِيلِ وَمَا مَلَكَتْ أَيْمَانُكُمْ إِنَّ اللَّهَ لَا يُحِبُّ مَنْ كَانَ مُخْتَالاً فَخُورًا (سورة النساء : ٣٦)
Significato: «Adorate Allah e non associateGli alcun compagno. Trattate bene i genitori, i parenti prossimi, gli orfani, i poveri e i vicini; trattate bene anche il viandante bisognoso e i vostri servi e serve. In verità, Allah non ama chi è arrogante e vanaglorioso. (Sura an-Nisa’: 36)»
I diritti dei genitori
(١٤٣) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: رَعْمَ أَنْفُهُ رَغِمَ أَنْفُهُ رَغِمَ أَنْفُهُ ، قِيلَ مَنْ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ: مَنْ أَدْرَكَ وَالِدَيْهِ عِنْدَ الْكِبَرِ أَحَدَهُمَا أَوْ كِلَاهُمَا ثُمَّ لَمْ يَدْخُلِ الْجَنَّةَ (مسلم)
(143) «È stato narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra): il Nobile Profeta (s) disse: “Che il suo naso sia impolverato, che il suo naso sia impolverato”.
[Nota: 1. È un’espressione della lingua araba. La sua traduzione letterale è: “Che il suo naso sia impolverato”. In bengalese il significato figurato è: “Quanto è sventurato quell’individuo”.]
Che il suo naso sia impolverato!». I Compagni chiesero: «O Messaggero di Allah, chi è quell’uomo sfortunato?». Il Profeta (s.a.s.) rispose: «È colui che, pur avendo trovato entrambi i genitori, oppure uno di loro, ancora in vecchiaia, non è riuscito a entrare in Paradiso». (Muslim)
Spiegazione: dal punto di vista dell’Islam, dopo Allah e il Suo Messaggero, i genitori occupano il posto più importante per un musulmano. Nel Corano e negli hadith è stata attribuita grandissima importanza al servizio, alla cura e alla soddisfazione dei genitori, mentre la disobbedienza nei loro confronti (a meno che i loro ordini non siano contrari agli ordini di Allah e del Suo Messaggero) è stata annoverata tra i peccati maggiori. Nel hadith citato, il Messaggero di Allah (s.a.s.) ha dichiarato che non può esserci persona più sfortunata di colui che, pur avendo avuto entrambi i genitori, oppure uno di loro, ancora in vecchiaia, non sia riuscito a compiacerli servendoli e prendendosi cura di loro, e quindi a ottenere il Paradiso.
(١٤٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَجُلٌ: يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَنْ أَحَقُّ بِحُسْنِ صَحَابَتِي؟ قَالَ: أُمُّكَ، قَالَ : ثُمَّ مَنْ؟ قَالَ : أُمُّكَ، قَالَ ثُمَّ مَنْ؟ قَالَ : أُمُّكَ، قَالَ ثُمَّ مَنْ؟ قَالَ: أَبُوكَ
(بخاري – مسلم)
(144) «Secondo quanto riferito da Abu Hurayra (r.a.), un uomo chiese: “O Messaggero di Allah (s.a.s.), chi ha maggior diritto a ricevere da parte mia il miglior trattamento?”. Il Profeta (s.a.s.) rispose: “Tua madre”. L’uomo chiese nuovamente: “E poi chi?”. Il Profeta (s.a.s.) rispose: “Tua madre”. L’uomo domandò ancora: “E poi chi?”. Il Profeta (s.a.s.) rispose nuovamente: “Tua madre”. L’uomo chiese ancora: “E poi chi?”. Questa volta il Nobile Profeta (s.a.s.) rispose: “Tuo padre”». (Bukhari, Muslim)
I diritti dei genitori sui figli dopo la morte
(١٤٥) وَعَنْ أَبِي أُسَيْدِنِ السَّاعِدِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، بَيْنَا نَحْنُ عِنْدَ رَسُولِ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ إِذْ جَاءَهُ رَجُلٌ مِنْ بَنِي سَلَمَةَ ، فَقَالَ: يَا رَسُولَ اللَّهِ، هَلْ بَقِيَ مِنْ بِرِّ أَبَوَيَّ شَيْءٌ أَبَرُّهُمَا بِهِ بَعْدَ مَوْتِهِمَا؟ قَالَ: نعَمْ الصَّلَاةُ عَلَيْهِمَا، وَالاسْتِغْفَارُ لَهُمَا، وَإِنْفَاذُ عَهْدِهِمَا مِنْ بَعْدِهِمَا ، وَصِلَةُ الرَّحِمِ الَّتِي لَا تُوصَلُ إِلَّا بِهِمَا ، وَإِكْرَامُ صَدِيقِهِمَا (أبو داود)
(145) «Hazrat Abu Usayd as-Sa‘idi (r.a.) racconta: un giorno eravamo seduti al cospetto del Messaggero (s.a.s.), quando giunse un uomo della tribù dei Banu Salama e chiese al Profeta (s.a.s.): “O Messaggero di Allah (s.a.s.), dopo la morte dei miei genitori rimane ancora qualche loro diritto nei miei confronti che io debba adempiere?”. Il Profeta (s.a.s.) rispose: “Sì: pregherai per loro e chiederai perdono per loro, adempirai ai loro eventuali testamenti, manterrai buoni rapporti con i parenti sia dal lato paterno sia da quello materno e onorerai gli amici dei tuoi genitori”». (Abu Dawud)
I diritti del marito
(١٤٦) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا صَلْتِ الْمَرْأَةُ خَمْسَهَا ، وَصَامَتْ شَهْرَهَا ، وَأَحْصَنَتْ فَرْجَهَا، وَأَطَاعَتْ بَعْلَهَا ، فَلْتَدْخُل مِنْ أَيِّ أَبْوَابِ الْجَنَّةِ شَاءَتْ (مشكوة)
(১৪৬) «È narrato da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “La donna che compie regolarmente le cinque preghiere quotidiane, osserva il digiuno di Ramadan, protegge il proprio onore e la propria castità ed è obbediente al marito avrà il diritto di entrare da qualunque porta del Paradiso desideri.” (Mishkāt)
Spiegazione: In genere, il ḥajj e la zakāt non sono obbligatori per le donne. Pertanto, se una donna compie adeguatamente queste cinque azioni, il ḥadīth indica che il suo ingresso in Paradiso è assicurato. Tuttavia, se la zakāt e il ḥajj diventano obbligatori per una donna, anch’ella dovrà adempiere a questi due obblighi sopra menzionati per entrare in Paradiso.
(١٤٧) عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قِيلَ لِرَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَيُّ النِّسَاءِ خَيْرٌ؟ قَالَ: الَّتِي تَسُرُّهُ
إِذَا نَظَرَ، وَتُطِيعُهُ إِذَا أَمَرَ، وَلَا تُخَالِفُهُ فِي نَفْسِهَا وَمَالِهَا بِمَا يَكْرَهُ (نسائي)
(১৪৭) «È narrato da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che un giorno al Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) fu chiesto: “Qual è la migliore tra le donne?”. Egli (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rispose: “Quella che, quando il marito la guarda, gli procura gioia; quando le impartisce un ordine, gli obbedisce; e non compie, riguardo a se stessa o ai propri beni, alcuna azione che egli disapprovi.” (Nasāʾī)
La moglie credente è il bene più eccellente
(١٤٨) عَنْ تَوْبَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ لَمَّا نَزَلَتِ وَالَّذِيْنَ يَكْنِزُوْنَ الذَّهَبَ وَالْفِضَّةَ كُنَّا مَعَ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي بَعْضِ أَسْفَارِهِ، فَقَالَ بَعْضُ أَصْحَابِهِ نَزَلَتْ فِي الذَّهَبِ وَالْفِضَّةِ. لَوْ عَلِمْنَا أَيُّ الْمَالِ خَيْرٌ فَنَتَّخِذَهُ، فَقَالَ: أَفْضَلُهُ لِسَانٌ ذَاكِرٌ وَقَلْبٌ شَاكِرٌ وَزَوْجَةٌ مُؤْمِنَةٌ تُعِينُهُ عَلَى دِينِهِ (ترمذي)
(148) «Hazrat Thawban (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: eravamo in viaggio con il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), quando fu rivelato il seguente versetto.
وَالَّذِينَ يَكْنِزُونَ الذَّهَبَ وَالْفِضَّةَ وَلَا يُنفِقُونَهَا فِي سَبِيلِ اللَّهِ فَبَشِّرْهُم بِعَذَابٍ أَلِيمٍ (سورة التوبة : ٣٤)
«E a coloro che accumulano oro e argento e non li spendono sulla via di Allah, annuncia un castigo doloroso.»
(Sura al-Tawba: 34)
Alcuni di noi dissero: «Questo versetto è stato rivelato riguardo all’oro e all’argento. (Pertanto, non è possibile accumularli.) Se avessimo saputo quale fosse il bene più eccellente, lo avremmo raccolto e conservato.» Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: «La ricchezza migliore è una lingua che ricorda Allah, un cuore colmo di gratitudine per le Sue grazie e una moglie credente che aiuti il marito nelle opere della religione.» (Tirmidhi)
(١٤٩) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ قَالَتْ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَيُّمَا امْرَأَةٍ مَاتَتْ وَزَوْجُهَا عَنْهَا رَاضٍ دَخَلَتِ الْجَنَّةَ (ترمذي)
(149) «Hazrat Umm Salama (che Allah sia soddisfatto di lei) racconta: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Qualunque donna muoia avendo lasciato il marito soddisfatto di lei, entrerà senza difficoltà in Paradiso.”» (Tirmidhi)
(١٥٠) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا دَعَا الرَّجُلُ امْرَأَتَهُ إِلَى فِرَاشِهِ فَأَبَتْ فَبَاتَ غَضْبَانَ عَلَيْهَا لَعَنَتْهَا الْمَلَائِكَةُ حَتَّى تُصبح (بخاري – مسلم)
(150) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) racconta: il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Quando un marito invita la moglie al letto e lei rifiuta, e di conseguenza egli trascorre la notte adirato con lei, gli angeli continuano a maledirla fino all’alba.”» (Bukhari, Muslim)
I diritti della moglie
(١٥١) وَعَنْ أَبِي مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا أَنْفَقَ الرَّجُلُ عَلَى أَهْلِهِ يَحْتَسِبُهَا فَهُوَ لَهُ صَدَقَةٌ (بخاري – مسلم)
(151) «È stato narrato da Hadrat Abu Mas’ud (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: quando una persona spende per le necessità della propria famiglia e dei propri congiunti con l’intenzione di ottenere la ricompensa nell’Aldilà, ciò diventa per lui una sadaqa». (In altre parole, così come chi fa sadaqa o fa una donazione sulla via di Allah ottiene una ricompensa, anche la persona sopra menzionata, spendendo per i propri cari con una sincera intenzione, riceverà una ricompensa analoga.) (Bukhari, Muslim)
(١٥٢) وَعَنْ عَمْرِو بْنِ الْأَحْوَصِ الْجُسْمِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، أَنَّهُ سَمِعَ النَّبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فِي حَجَّةَ الوَدَاعِ يَقُولُ بَعْدَ أَنْ حَمِدَ اللَّهَ، وَأَثْنَى عَلَيْهِ، وَذَكِّرَ، وَوَعَظَ، ثُمَّ قَالَ: أَلَا وَاسْتَوْصُوا بِالنِّسَاءِ
خَيْرًا ، فَإِنَّمَا هُنَّ عَوَانٌ عِنْدَكُمْ، لَيْسَ تَمْلِكُونَ مِنْهُنَّ شَيْئًا غَيْرَ ذَلِكَ، إِلَّا أَنْ يَأْتِينَ بِفَاحِشَةٍ مُبَيِّنَةٍ (ترمذي)
(152) «È stato narrato da Hadrat Amr ibn Ahwas al-Jushami (che Allah sia compiaciuto di lui) che, nel giorno del Pellegrinaggio d’Addio, udì dapprima il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) lodare e glorificare Allah, poi rivolgersi alla gente con esortazioni e consigli, e infine dire: “O gente, trattate bene le donne. Infatti, le vostre donne sono come prigioniere nella vita domestica. Non potete essere duri con loro finché non vi disobbediscano apertamente”». (Tirmidhi)
Spiegazione: nel giorno del Pellegrinaggio d’Addio, il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pronunciò alla sua comunità un importante discorso normativo. In una parte di quel discorso ordinò alla sua comunità di trattare bene le donne e di adempiere correttamente ai loro diritti. Il narratore del suddetto hadith fa riferimento proprio alle parole di quel discorso.
(١٥٣) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يَفْرَكُ مُؤْمِنٌ مُؤْمِنَةٌ إِنْ كَرِهَ مِنْهَا خُلُقًا رَضِيَ مِنْهَا آخَرَ (مسلم)
(153) «È stato narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra): il Nobile Profeta (s.) ha detto: “Non è giusto che un uomo credente odi una donna credente. Anche se nella moglie credente vi è un qualche difetto, possiede comunque molte virtù” (che sono molto gradite al marito). (Muslim)
(١٥٤) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: خَيْرُكُمْ مِنْكُمْ خَيْرُكُمْ لأَهْلِهِ، وَأَنَا خَيْرُكُمْ لِأَهْلِي، وَإِذَا مَاتَ صَاحِبُكُمْ فَدَعُوهُ (ترمذي – دارمي)
(154) «È stato narrato da Hazrat Aisha (ra): il Nobile Profeta (s.) ha detto: “Il migliore tra voi è colui che è migliore con la propria famiglia. E io sono il migliore tra voi con la mia famiglia. Quando uno dei vostri compagni muore, allora perdonatelo”» (cioè non pronunciate parole cattive sul suo conto). (Tirmidhi, Darimi)
(١٥٥) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ مِنْ أَكْمَلِ الْمُؤْمِنِينَ إِيمَانًا أَحْسَنُهُمْ خُلُقًا ، وَأَلْطَفُهُمْ بِأَهْلِهِ (ترمذي)
(155) «È stato narrato da Hazrat Aisha (ra): il Messaggero (s.) ha detto: “È un credente completo colui che possiede un carattere eccellente ed è benevolo verso la propria famiglia (moglie e figli)”». (Tirmidhi)
Spiegazione: La dolcezza del carattere di una persona virtuosa si manifesterà anzitutto ai suoi familiari, soprattutto alla moglie e ai figli. Infatti, non può nascondere a lungo la vera natura del proprio carattere alle persone della famiglia con cui deve vivere giorno e notte. Pertanto, colui che i familiari percepiscono come virtuoso e benevolo è realmente così. Di conseguenza, anche dal punto di vista dell’Islam, egli è una persona eccellente. Nella tradizione profetica sopra riportata, il Profeta (s.) ha indicato proprio questo.
I diritti dei figli e della prole
(١٥٦) وَعَنِ النُّعْمَانِ بْنِ بَشِيرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ أَبَاهُ أَتَى بِهِ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ إِنِّي نَحَلْتُ ابْنِي هَذَا غُلَامًا كَانَ لِي، فَقَالَ رَسُولِ اللَّهِ : أَكُلَّ وَلَدِكَ نَحَلْتَهُ مِثْلَ هَذَا ، فَقَالَ : لَا ، فَقَالَ رَسُولِ اللَّهِ : فَارْجِعْهُ، وَفِي رِوَايَةٍ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَفَعَلْتَ هَذَا بِوَلَدِكَ كُلِهِمْ؟ قَالَ : لَا ، قَالَ: اتَّقُوا اللَّهَ وَاعْدِلُوا فِي أَوْلَادِكُمْ، فَرَجَعَ أَبِي فَرَدَّ تِلْكَ
الصدقة
(بخاري – مسلم)
(১৫৬) «È narrato da Hazrat Nu’man ibn Bashir (che Allah sia soddisfatto di lui) che un giorno il padre di Hazrat Nu’man lo condusse con sé alla presenza del Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) e disse: “O Messaggero di Allah, ho donato a questo mio figlio uno schiavo di mia proprietà”. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Hai donato qualcosa di simile anche agli altri tuoi figli?”. Egli non rispose. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allora riprenditi questo schiavo”. Secondo un’altra narrazione, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) gli disse: “Hai dato a ciascuno dei tuoi figli uno schiavo simile?”. Egli rispose di no. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Temi Allah e sii giusto tra i tuoi figli”. In seguito mio padre tornò a casa e riprese lo schiavo che aveva donato». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: il primo figlio nato in una famiglia musulmana dopo che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) emigrò a Medina Sharif fu proprio il narratore del suddetto hadith, Hazrat Nu’man ibn Bashir. Essendo il primo figlio del neocostituito governo islamico di Medina, tutti, Ansar e Muhajirun senza distinzione, nutrivano per Hazrat Nu’man un grandissimo affetto. Forse questo fu anche uno dei motivi dell’eccessivo attaccamento di suo padre. Nonostante ciò, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) non approvò che gli fosse dato qualcosa in più rispetto agli altri fratelli. Infatti, se si dà a uno dei figli qualcosa in più senza essere giusti tra loro, ciò è biasimevole secondo la sharia. Inoltre, questo provocherebbe dispute e conflitti tra i fratelli e, di conseguenza, farebbe nascere mancanza di rispetto verso i genitori.
(١٥٧) وَعَنْ سَعِيدِ بْنِ الْعَاصِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: مَا نَحَلَ وَالِدٌ وَلَدَهُ مِنْ نَحْلٍ أَفْضَلَ مِنْ أَدَبٍ حَسَنٍ (جامع الأصول – مشكوة)
(۱۵৭) «È narrato da Hazrat Sa’id ibn al-‘As (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Il dono migliore che un padre possa fare ai propri figli è una buona istruzione e un’educazione morale”». (Jami’ al-Usul, Mishkat)
Spiegazione: per quanto un padre possa lasciare ai propri figli beni di ogni genere, come case, terreni e proprietà, se non lascia loro un’adeguata istruzione e un’educazione morale, tutti questi beni sono privi di valore dal punto di vista dell’Islam. Infatti, per la mancanza di un’istruzione adeguata, il figlio rimarrà ignorante riguardo alla corretta conoscenza della religione e del mondo. Di conseguenza, nessuna ricchezza potrà colmare questa sua carenza. Pertanto, impartire ai figli istruzione ed educazione morale è una delle principali responsabilità dei genitori.
(١٥٨) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا مَاتَ الإِنْسَانُ انْقَطَعَ عَنْهُ عَمَلُهُ إِلَّا مِنْ ثَلَاثَةٍ إِلَّا مِنْ صَدَقَةٍ جَارِيَةٍ، أَوْ عِلْمٍ يُنْتَفَعُ بِهِ، أَوْ وَلَدٍ صَالِحٍ يَدْعُو لَهُ (مسلم)
(۱۵৮) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Con la morte dell’essere umano cessano tutte le sue opere e attività. Tuttavia, vi sono tre cose la cui efficacia non cessa a causa della morte: la prima è la sadaqa jariya, la seconda è la conoscenza benefica e la terza è un figlio virtuoso che prega costantemente per i propri genitori”». (Muslim)
Spiegazione: per sadaqa jariya si intende un’opera nobile di ampia portata, i cui benefici continuano a essere goduti dalla gente comune per molto tempo anche dopo la morte di colui che l’ha compiuta. Per esempio, costruire strade per il bene della popolazione, fondare madrase e moschee e così via. Se una persona compie un’opera simile e poi muore, anche dopo la sua morte la ricompensa di tale opera continuerà ad accumularsi nel suo registro delle opere. Allo stesso modo, se qualcuno insegna a un’altra persona una conoscenza benefica, grazie alla quale essa può acquisire una corretta conoscenza del mondo e dell’Aldilà, anche quell’insegnante continuerà a riceverne la ricompensa dopo la morte. Infatti, le persone trarranno beneficio per lungo tempo dal suo insegnamento benefico. Analogamente, se un genitore muore lasciando un figlio virtuoso che, dopo la sua morte, prega per il perdono dei propri genitori, quei genitori continueranno a ricevere la ricompensa anche dopo la morte grazie alle preghiere del figlio.
(١٥٩) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ كَانَتْ لَهُ أُنثَى فَلَمْ يَئِدْهَا وَلَمْ يَهِنْهَا وَلَمْ يُؤْثِرُ وَلَدَهُ عَلَيْهَا يَعْنِي الذَّكُورَ أَدْخَلَهُ الْجَنَّةَ (أبو داود)
(159) «È narrato da Hazrat Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: se, dopo che nella casa di un uomo nasce una figlia, egli non la seppellisce viva, come nell’epoca dell’ignoranza, non la considera spregevole e non preferisce il figlio maschio a quella figlia, allora Allah gli concederà il Paradiso. (Abu Dawud)
(١٦٠) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، جَاءَتْنِي امْرَأَةٌ وَمَعَهَا ابْنَتَانِ لَهَا تَسْأَلُنِي، فَلَمْ تَجِدُ عِنْدِي غَيْرَ ثَمَرَةٍ وَاحِدَةٍ، فَأَعْطَيْتُهَا إِيَّاهَا ، فَقَسَّمَتْهَا بَيْنَا ابْنَتَيْهَا ولَمْ تَأْكُلْ مِنْهَا ، ثُمَّ قَامَتْ فَخَرَجَتْ، فَدَخَلَ النَّبِيُّ
صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَحَدَّثْتُهُ، فَقَالَ: مَنِ ابْتُلِيَ مِنْ هَذِهِ الْبَنَاتِ بِشَيْءٍ فَأَحْسَنَ إِلَيْهِنَّ، كُنَّ لَهُ سِتْرًا مِنَ
النَّارِ (بخاري – مسلم)
(160) «È narrato da Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che disse: un giorno una donna indigente venne da me con le sue due figlie, sperando di ricevere qualcosa. Ma in quel momento non avevo altro cibo se non un dattero. Glielo diedi dunque. La donna divise il dattero in due parti e lo diede alle due figlie, senza mangiarne lei stessa. Poi se ne andò e subito dopo il Profeta (pace e benedizioni su di lui) entrò in casa; gli raccontai l’accaduto dall’inizio alla fine. Dopo aver ascoltato, il Profeta disse: “Colui che viene messo alla prova da Allah attraverso figlie di questo genere e poi le tratta bene, nel Giorno della Risurrezione esse saranno per lui uno scudo contro l’Inferno”. (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: in genere le persone preferiscono i figli maschi alle figlie, poiché, dopo il matrimonio, le figlie andranno a vivere nella casa del marito. Di conseguenza, non apporteranno alcun particolare beneficio ai genitori e alla loro famiglia. Perciò si considera il mantenimento delle figlie un peso inutile. Nel hadith sopra citato, questo atteggiamento dei genitori è stato implicitamente condannato, mentre il sostentamento delle figlie è stato definito un atto nobile. È stato persino dichiarato che sostenere di buon animo le figlie è una causa di salvezza dall’Inferno.
Attraverso il hadith citato apprendiamo una cosa: talvolta nella casa di Hazrat Muhammad (pace e benedizioni su di lui), il signore dei due mondi, non c’era più di un dattero. E anche in quel caso non esitava affatto a donare persino quell’unico dattero a una persona affamata che ne aveva bisogno.
I diritti dell’orfano
(١٦١) وَعَنْ سَهْلِ بْنِ سَعَدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَنَا وَكَافِلُ الْيَتِيمِ لَهُ وَلِغَيْرِهِ فِي الْجَنَّةِ هَكَذَا ، وَأَشَارَ بِالسَّبَّابَةِ وَالْوُسْطَى وَفَرَّجَ بَيْنَهُمَا
(بخاري – مسلم)
(161) «Narrato da Hazrat Sahl ibn Sa’d (ra): il Nobile Profeta (s.) ha detto: “Io e colui che si prende cura dell’orfano e del bisognoso saremo in Paradiso in questo modo”. Dicendo ciò, il Profeta (s.) indicò quella posizione lasciando un piccolo spazio tra il dito indice e il dito medio». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: viene menzionato che colui che si prende cura dell’orfano godrà in Paradiso di una posizione speciale.
(١٦٢) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: خَيْرُ بَيْتٍ فِي
الْمُسْلِمِينَ بَيْتٌ فِيهِ يَتِيمٌ يُحْسَنُ إِلَيْهِ، وَشَرُّ بَيْتٍ فِي الْمُسْلِمِينَ بَيْتٌ فِيهِ يَتِيمٌ يُسَاءُ إِلَيْهِ (ابن ماجة)
(162) «Narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra), egli racconta: il Nobile Profeta (s.) ha detto: “Tra le case dei musulmani, la migliore è quella in cui vive un orfano e viene trattato bene. E tra le case dei musulmani, la peggiore è quella in cui vive un orfano e viene trattato con crudeltà”. (Ibn Majah)
(١٦٣) وَعَنْ خُوَيْلِدِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: اللَّهُمَّ إِنِّي أُحَرِّجُ حَقَّ الضَّعِيفَيْنِ الْيَتِيمِ وَالْمَرْأَةِ (نسائي)
(163) «Narrato da Hazrat Khawilid ibn Amr (ra): il Messaggero (s.) ha detto: “O mio Signore, attribuisco la massima importanza ai diritti di due categorie di persone deboli: gli orfani e le donne”». (Nasai)
Spiegazione: prima dell’Islam, agli orfani e alle donne veniva fatta una gravissima ingiustizia. In genere gli orfani venivano trattati male e i loro beni venivano usurpati. Anche alle donne, nella società di allora, non veniva riconosciuto alcun particolare status e venivano sottoposte a varie forme di persecuzione. Il Profeta (s.), per ordine di Allah l’Altissimo, in qualità di profeta e guida del governo islamico, attribuì grande importanza all’affermazione dei diritti di entrambe queste categorie di persone deboli. Le parole sopra riportate del Profeta (s.) ne costituiscono la prova.
I diritti del vicino
(١٦٤) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَا زَالَ جِبْرِيلُ يُوْصِينِي بِالْجَارِ حَتَّى ظَنَنْتُ أَنَّهُ سَيُوْرِتُهُ (بخاري – مسلم)
(164) «Da ʿĀʾisha (che Allah sia soddisfatto di lei) è stato riferito che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Gabriele (che la pace sia su di lui) continuava a raccomandarmi di rispettare i diritti del vicino, al punto che pensai che forse il vicino sarebbe stato reso erede della proprietà.» (Bukhārī, Muslim)
(١٦٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: وَاللَّهِ لَا يُؤْمِنُ وَاللَّهِ لَا يُؤْمِنُ وَاللَّهِ لَا يُؤْمِنُ، قِيلَ: مَنْ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ: الَّذِي لَا يَأْمَنُ جَارُهُ بَوَائِقَهُ (بخاري – مسلم)
(165) «Da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) è stato riferito che un giorno il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), durante un’assemblea dei Compagni, disse: Giuro su Allah che quell’uomo non è affatto un credente; giuro su Allah che quell’uomo non è affatto un credente; giuro su Allah che quell’uomo non è affatto un credente. Uno dei Compagni chiese: O Messaggero di Allah, chi è quell’uomo (così sventurato)? Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) rispose: Colui dal cui male il suo vicino non è al sicuro.» (Bukhārī, Muslim)
(١٦٦) وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: لَيْسَ الْمُؤْمِنُ الَّذِي يَشْبَعُ وَجَارُهُ جَائِعٌ إِلَى جَنْبِهِ (مشكوة)
(166) «Da Ibn ʿAbbās (che Allah sia soddisfatto di entrambi) è stato riferito che disse: Ho sentito il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dire: Non è un credente colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino accanto a lui è affamato.» (Mishkāt)
Spiegazione: Nel Corano e negli ḥadīth è stata attribuita particolare importanza ai diritti e ai doveri verso il vicino. Si può indubbiamente affermare che una società i cui membri sono benevoli gli uni verso gli altri, nutrono il vicino affamato, si astengono dal recare danno al vicino e desiderano costantemente il suo bene è una società ideale. Ed è proprio una società ideale di questo tipo quella auspicata dall’Islam. Negli ḥadīth citati, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha incoraggiato la sua comunità a costruire una società ideale del tipo sopra descritto, solidale verso i vicini.
(١٦٧) وَعَنْ أَبِي ذَرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا طَبَخْتَ مَرَقَةً فَأَكْثِرْ مَاءَهَا وَتَعَاهَدْ جَيرَانَكَ (مسلم)
(167) «È narrato da Hazrat Abu Dharr (ra) che il Nobile Profeta (s) disse: “Quando cucini una zuppa, aggiungi dell’acqua in più, così potrai avere cura del tuo vicino”. (Vale a dire: qualunque cosa cuciniate — carne, pesce o verdure — aggiungete un po’ di brodo in più, così da poterne offrire una parte al vostro vicino». (Muslim)
(١٦٨) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَا نِسَاءَ الْمُسْلِمَاتِ لَا تَحْقِرَنَّ جَارَةٌ لِجَارَتِهَا وَلَوْ فِرْسَنَ شَاةٍ (بخاري – مسلم)
(168) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra) che il Messaggero (s) disse: “O donne musulmane, non considerate insignificante mandare qualcosa a casa della vostra vicina, anche se si tratta soltanto di una piccola parte dello zoccolo di una pecora”». (Bukhari, Muslim)
(١٦٩) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ يَا رَسُولَ اللَّهِ إِنَّ لِي جَارَيْنِ فَإِلَى أَيِّهِمَا أُهْدِي؟ قَالَ إِلَى أَقْرَبِهِمَا مِنْكِ بابا (بخاري)
(169) «È narrato da Hazrat Aisha (ra) che un giorno ella chiese al Nobile Profeta (s): “O Profeta di Allah (s), ho due vicini: a quale dei due devo dare la precedenza nell’inviare un dono?”. Il Profeta (s) rispose: “A colui la cui porta è più vicina alla tua”». (Bukhari)
Spiegazione: Sebbene si debba trattare bene i vicini di ogni categoria e rispettare i diritti di tutti, tra i vicini vi sono differenze riguardo ai diritti. Per esempio, il diritto del vicino che è un parente è maggiore di quello del vicino che non è un parente. Allo stesso modo, tra i vicini, colui la cui casa o abitazione è più vicina ha un diritto maggiore. In altre parole, si deve attribuire maggiore importanza al vicino più prossimo rispetto a quello più lontano.
I diritti dei servi e delle serve
(۱۷۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِخْوَانُكُمْ جَعَلَهُمُ اللَّهُ تَحْتَ أَيْدِيكُمْ فَمَنْ جَعَلَ اللَّهُ أَخَاهُ تَحْتَ يَدِهِ فَلْيُطْعِمْهُ مِمَّا يَأْكُلُ، وَلْيُلْبِسَهُ مِمَّا يَلْبَسُ، وَلَا يُكَلِّفُهُ مِنَ الْعَمَلِ مَا يَغْلِبُهُ فَإِنْ كَلْفَهُ مَا يَغْلِبُهُ فَلْيُعِنْهُ عَلَيْهِ (بخاري – مسلم)
(170) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “I vostri servi e schiavi sono in realtà vostri fratelli. Allah li ha posti sotto la vostra autorità. Pertanto, colui il cui fratello Allah ha posto sotto la sua autorità deve dargli da mangiare ciò che egli stesso mangia e vestirlo con ciò che egli stesso indossa; non deve imporgli alcun lavoro al di là delle sue capacità. E se gliene impone uno, deve aiutarlo a portarlo a termine”». (Bukhari, Muslim)
(۱۷۱)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا صَنَعَ لأَحَدِكُمْ خَادِمُهُ طَعَامَهُ ثُمَّ جَاءَهُ بِهِ وَقَدْ وَلِيَ حَرَّهُ وَدُخَانَهُ فَلْيُقْعِدَهُ عِنْدَهُ، فَلْيَأْكُلْ فَإِنْ كَانَ الطَّعَامُ مَشْفُوْهَا قَلِيلاً فَلْيَضَعْ فِي يَدِهِ مِنْهُ أُكَلَةً أَوْ أُكَلَتَيْنِ (مسلم)
(171) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: quando il vostro servo prepara il cibo e ve lo serve, dopo aver sopportato il fumo e il calore della cucina, fatelo sedere con voi e dategli da mangiare. E se il cibo è poco, mettetegliene almeno uno o due bocconi in mano». (Muslim)
Il diritto dei poveri e dei bisognosi
(۱۷۲)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ عَزَّ وَجَلَّ يَقُولُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ : يَا ابْنَ آدَمَ اسْتَطْعَمْتُكَ فَلَمْ
تُطْعِمْنِي، قَالَ: يَا رَبِّ وَكَيْفَ أُطْعِمُكَ وَأَنْتَ رَبُّ الْعَالَمِينَ، قَالَ: أَمَا عَلِمْتَ أَنَّهُ اسْتَطْعَمَكَ عَبْدِي فُلَانٌ فَلَمْ تُطْعِمْهُ، أَمَا عَلِمْتَ أَنَّكَ لَوْ أَطْعَمْتَهُ لَوَجَدْتَ ذَلِكَ عنْدِي، يَا ابْنَ آدَمَ اسْتَسْقَيْتُكَ فَلَمْ تَسْقِنِي، قَالَ: يَا رَبِّ كَيْفَ أَسْقِيكَ وَأَنْتَ رَبُّ الْعَالَمِينَ، قَالَ: اسْتَسْقَاكَ عَبْدِي فُلَانٌ فَلَمْ تَسْقِهِ أَمَا إِنَّكَ لَوْ سَقَيْتَهُ وَجَدْتَ ذَالِكَ عِنْدِي (مسلم)
(172) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: certamente, nel Giorno della Risurrezione, Allah l’Altissimo dirà: “O figlio di Adamo, ti ho chiesto del cibo, ma tu non Me ne hai dato”. Il figlio di Adamo dirà: “O Signore, come avrei potuto nutrirTi, mentre Tu sei il Signore di tutti i mondi?”. Allah dirà: “Non ricordi che il Mio tale servo ti aveva chiesto del cibo, ma tu non gliene hai dato? Non sapevi che, se quel giorno gliene avessi dato, lo avresti certamente trovato presso di Me?”. Allah poi dirà, rivolgendosi a un altro: “O figlio di Adamo, ti ho chiesto da bere, ma tu non Mi hai dato da bere”. Il figlio di Adamo dirà: “O Signore, come avrei potuto darTi da bere, mentre Tu sei il Protettore di tutti i mondi?”. Allah dirà: “Un Mio servo ti aveva chiesto da bere, ma tu non gli hai dato da bere. Se quel giorno gli avessi dato da bere, oggi avresti certamente trovato ciò presso di Me”». (Cioè, oggi ti sarebbe stata data la ricompensa per questo.) (Muslim)
(۱۷۳)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَفْضَلُ الصَّدَقَةِ أَنْ تُشِيعَ كَيدًا جَائِعًا (مشكوة)
(173) «Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “La migliore elemosina consiste nel saziare una persona affamata”. (Mishkāt)
(١٧٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : السَّاعِي عَلَى الْأَرْمَلَةِ وَالْمِسْكِينِ كَالْمُجَاهِدِ فِي سَبِيلِ اللَّهِ، وَأَحْسِبُهُ قَالَ: كَالْقَائِمِ لَا يَفْتُرُ وَكَالصَّائِمِ لَا يُفْطِرُ (بخاري – مسلم)
(174) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi si impegna per risolvere i problemi della vedova e del povero è come colui che combatte sulla via di Allah”. (Il narratore disse:) “Ritengo che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) abbia aggiunto: ‘È come colui che trascorre tutta la notte in preghiera e digiuna per tutto l’anno’”.» (Bukhārī, Muslim)
(١٧٥) قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَيْسَ الْمِسْكِينُ الَّذِي يَطُوفُ عَلَى النَّاسِ تَرُدُّهُ اللُّقْمَةُ وَاللُّقْمَتَانِ وَالتَّمْرَةُ وَالتَّمْرَتَانِ، وَلَكِنِ الْمِسْكِينُ الَّذِي لا يَجِدُ غِنِّى يُغْنِيهِ وَلَا يُفْطَنُ لَهُ فَيُتَصَدَّقُ عَلَيْهِ وَلَا يَقُومُ
فَيَسْأَلُ النَّاسَ (بخاري – مسلم)
(175) «Il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Non è povero colui che va di porta in porta chiedendo in elemosina una o due manciate di cibo, oppure una o due datteri. Il vero povero è colui che non possiede ricchezze sufficienti a soddisfare le proprie necessità; tuttavia, per vergogna e dignità, non chiede nulla a nessuno, e nessuno si accorge della sua povertà per fargli un’elemosina”.» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: Nei suddetti hadith, il Profeta di Allah ha ordinato ai musulmani di informarsi sulle condizioni delle persone bisognose della società—indifesi, poveri, miskīn, orfani, vedove e altri indigenti—di alleviare le loro necessità e, qualora siano affamate, di donare loro del cibo. Ha inoltre menzionato che impegnarsi per aiutare i bisognosi è migliore persino dell’adorazione volontaria e, in alcuni casi, equivale al jihād sulla via di Allah. Nell’ultimo hadith, parlando dei miskīn, il Profeta di Allah ha indirettamente guidato i musulmani, insegnando loro che dovrebbero cercare e aiutare proprio quei bisognosi che, per vergogna, non rivelano la propria povertà, pur non possedendo i mezzi necessari per soddisfare le loro necessità.
Il diritto del fratello musulmano malato
(١٧٦) وَعَنْ أَبِي مُوسَى الْأَشْعَرِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَطْعِمُوا الْجَائِعَ وَعُودُوا الْمَرِيضِ، وَقُكُوا الْعَانِي (بخاري)
(176) «È stato riferito da Abu Musa al-Ashʿari (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Darete da mangiare all’affamato, vi prenderete cura del malato e libererete il prigioniero.”» (Bukhari)
(۱۷۷)
وَعَنْ ثَوْبَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ الْمُسْلِمَ إِذَا عَادَ أَخَاهُ الْمُسْلِمَ لَمْ يَزَلْ فِي خُرْفَةِ الْجَنَّةِ حَتَّى يَرْجِعَ (مسلم)
(177) «È stato riferito da Thawban (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Quando un musulmano va a visitare un fratello musulmano malato, è come se continuasse a raccogliere frutti nel giardino del Paradiso, fino al suo ritorno a casa.”» (Muslim)
Spiegazione: Nel Sacro Corano e negli hadith, il rapporto reciproco tra i musulmani è stato paragonato a quello tra fratelli. È volontà di Allah e del Suo Messaggero che la società musulmana sia benevola e compassionevole gli uni verso gli altri. Pertanto, quando un musulmano si ammala, gli altri fratelli musulmani dovrebbero informarsi sulle sue condizioni e prendersi cura di lui.
(۱۷۸)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: حَقُّ الْمُسْلِمِ عَلَى الْمُسْلِمِ ست، قِيلَ : مَا هُنَّ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ ؟ قَالَ: إِذَا لَقِيتَهُ فَسَلِّمْ عَلَيْهِ، وَإِذَا دَعَاكَ فَأَجِبْهُ، وَإِذَا استنْصَحَكَ فَانْصَحْ لَهُ ، وَإِذَا عَطَسَ فَحَمِدَ اللَّهَ فَشَمِّتْهُ، وَإِذَا مَرِضَ تَعُدْهُ وَإِذَا مَاتَ فَاتَّبَعْهُ (مسلم)
(178) «È stato riferito da Abu Hurayra che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Il musulmano ha sei diritti nei confronti dell’altro musulmano.” Gli fu chiesto: “O Profeta di Allah, quali sono?” Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Quando incontri un musulmano, salutalo. Quando qualcuno ti invita, accetta il suo invito. Quando qualcuno ti chiede consiglio, dagli consiglio. Quando starnutisce e dice ‘al-hamdu lillah’, rispondigli: ‘yarhamuk Allah’. Quando si ammala, vai a visitarlo. E quando muore, partecipa alla sua preghiera funebre e alla sua sepoltura.”» (Muslim)
(۱۷۹)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ عَزَّ وَجَلَّ يَقُولُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ يَا ابْنَ آدَمَ مَرِضْتُ فَلَمْ تَعُدْنِي، قَالَ: رَبِّ كَيْفَ أَعُودُكَ وَأَنْتَ رَبُّ الْعَالَمِينَ، قَالَ: أَمَا عَلِمْتَ أَنَّ عَبْدِي فُلَانًا مَرِضَ فَلَمْ تَعُدْهُ أَمَا عَلِمْتَ أَنَّكَ لَوْ عُدْتَهُ لَوَجَدْتَنِي عِنْدَهُ (مسلم)
(179) «È narrato da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: nel Giorno della Resurrezione Allah dirà a una certa persona: “O figlio di Adamo, Io ero malato, ma tu non sei venuto a visitarmi”. Egli dirà: “O mio Signore, come potevi essere malato, tanto che io venissi a visitarti, mentre Tu sei il Signore di tutti i mondi?”. Allah dirà: “Eri a conoscenza che un Mio servo era malato, ma non sei andato a visitarlo. Non sapevi che, se fossi andato a visitarlo, Mi avresti trovato presso di lui?”.» (Muslim)
Spiegazione: dalla discussione dell’hadith si comprende che assistere gli afflitti, nutrire gli affamati e dissetare gli assetati sono azioni sommamente gradite ad Allah. E tutto ciò che una persona spende per queste opere rimane presso Allah.
I diritti reciproci dei musulmani gli uni sugli altri
(۱۸۰)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنَ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ:
إِنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ : الْمُسْلِمُ أَخُو الْمُسْلِمِ لَا يَظْلِمُهُ وَلَا يُسْلِمُهُ، وَمَنْ كَانَ فِي حَاجَةِ أَخِيهِ كَانَ اللَّهُ فِي حَاجَتِهِ، وَمَنْ فَرَّجَ عَنْ مُسْلِمٍ كُرْيَةً فَرَّجَ اللَّهُ عَنْهُ كُرْبَةً مِنْ كُرُبَاتِ يَوْمِ الْقِيَامَةِ، وَمَنْ سَتَرَ مُسْلِمًا سَتَرَهُ اللَّهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ
(بخاري – مسلم)
(180) «È narrato da ʿAbdullah ibn ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: i musulmani sono fratelli gli uni degli altri. Pertanto, un musulmano non può commettere alcuna ingiustizia contro il proprio fratello, né può abbandonarlo nella difficoltà. Chi provvede al bisogno del proprio fratello musulmano, Allah provvederà al suo bisogno. Allo stesso modo, chi allevia l’afflizione di un musulmano, Allah allevierà la sua afflizione nel Giorno della Resurrezione. E chi nasconde il difetto di un musulmano, Allah nasconderà il suo difetto nel Giorno del Raduno.» (Bukhari, Muslim)
(۱۸۱)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: انْصُرْ أَخَاكَ ظَالِمًا أَوْ مَظْلُومًا ،
فَقَالَ رَجُلٌ: يَا رَسُولَ اللَّهِ أَنصُرُهُ مَظْلُومًا فَكَيْفَ نَنْصُرُهُ ظَالِمًا؟ قَالَ: تَمْنَعْهُ مِنَ الظُّلْمِ، فَذَالِكَ نَصْرُكَ إِيَّاهُ (بخاري – مسلم)
(181) «È narrato da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: aiuta il tuo fratello musulmano, sia egli ingiusto o vittima d’ingiustizia. Un Compagno chiese: “O Profeta di Allah, posso certamente aiutare la vittima d’ingiustizia, ma come posso aiutare l’ingiusto?”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Gli impedirai di commettere ingiustizia; questo sarà il tuo aiuto per lui”.» (Vale a dire: quando si impedisce a un musulmano di commettere ingiustizia, lo si distoglie da un terribile atto peccaminoso, un atto che lo avrebbe gettato nel fuoco dell’Inferno. E questo sarà il suo aiuto.) (Bukhari, Muslim)
(۱۸۲)
وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: وَالَّذِي نَفْسِي بِيَدِهِ لَا يُؤْمِنُ عَبْدٌ حَتَّى يُحِبُّ لأَخِيهِ مَا يُحِبُّ لِنَفْسِهِ (بخاري – مسلم)
(182) «È narrato da Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Giuro per Colui nella cui mano è la mia vita: nessuno potrà essere veramente credente finché non desidererà per il suo fratello ciò che desidera per sé stesso». (Bukhari, Muslim)
(۱۸۳)
وَعَنْ أَبِي أَيُّوبَ الأَنْصَارِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ،
قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يَحِلُّ لِرَجُلٍ أَنْ يَهْجُرَ أَخَاهُ فَوْقَ ثَلَاثِ لَيَالٍ يَلْتَقِيَانِ فَيُعْرِضُ هَذَا وَيُعْرِضُ هَذَا وَخَيْرُهُمَا الَّذِي يَبْدَأُ بِالسَّلَامِ
(بخاري – مسلم)
(183) «È narrato da Hazrat Abu Ayyub Ansari (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Non è lecito a nessuno interrompere i rapporti con il proprio fratello musulmano per più di tre giorni e tre notti, al punto che l’uno volga le spalle all’altro. Sì, il migliore dei due è colui che per primo rompe questo silenzio porgendo il saluto della pace». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Se per qualche motivo nasce dell’astio tra due musulmani e, di conseguenza, i loro rapporti si inaspriscono fino a interrompere le conversazioni, mantenere questa situazione per più di tre giorni è biasimevole secondo l’Islam. Essi dovrebbero risolvere il loro dissidio entro tre giorni. E, tra i due, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha definito migliore colui che per primo placa la propria ira e tende la mano della riconciliazione verso l’altro fratello.
I diritti degli animali e degli uccelli
(١٨٤) وَعَنْ سُهَيْلِ بْنِ الْحَنْظَلِيَّةِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: مَرَّ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَبَعِيْرٍ قَدْ لَحِقَ ظَهْرُهُ بِبَطْنِهِ، فَقَالَ: اتَّقُوا اللَّهَ فِي هَذِهِ الْبَهَائِمِ الْمُعْجَمَةِ فَارْكَبُوهَا وَكُلُوهَا صَالِحةً (أبو داود)
(184) «È narrato da Hazrat Sohail ibn Hanzaliya (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: Un giorno il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) passò accanto a un cammello il cui ventre e il cui dorso si erano uniti per la fame. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Temete Allah riguardo a questi animali privi di parola. Cavalcateli quando sono in buone condizioni e lasciateli quando sono ancora in buone condizioni. (Cioè, cavalcateli quando sono sani e vigorosi e scendete dal loro dorso prima che siano prostrati dalla fame)». (Abu Dawud)
(١٨٥) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِذَا سَافَرْتُمْ فِي الْخِصْبِ فَأَعْطُوا الإِيلَ حَقَّهَا مِنَ الْأَرْضِ وَإِذَا سَافَرْتُمْ فِي السَّنَةِ فَأَسْرِعُوا عَلَيْهَا السَّيْرَ (مسلم)
(185) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra:) che il nobile Profeta (s:) disse: quando viaggiate attraverso territori ricchi di pascoli, lasciate che i vostri cammelli si prendano il tempo necessario per ricevere dalla terra ciò che spetta loro (erba e acqua). Quando invece viaggiate durante una carestia (attraversando zone prive di erba e acqua), fate avanzare rapidamente i cammelli, affinché lungo il cammino non soffrano per la mancanza di erba e acqua e possano raggiungere la destinazione per nutrirsi e riposare.» (Muslim)
Spiegazione: l’Islam è un sistema di vita benefico e pienamente giusto. Esso non prescrive di agire con giustizia soltanto nei confronti dell’umanità, ma ordina di agire con giustizia anche verso gli animali, gli uccelli e ogni altra creatura priva della parola.
Nei due hadith sopra riportati, il Profeta di Allah ci ha esortato a prenderci cura degli animali da soma, a fornire loro cibo e bevande adeguati e a non imporre loro alcun lavoro superiore alle loro forze. Pertanto, coloro che utilizzano animali come buoi, bufali, cammelli, cavalli e simili per arare i campi, trainare carri, trasportare cavalieri e per altri lavori dovrebbero prestare a questi animali privi della parola le cure appropriate e non infliggere loro sofferenze superiori alle loro capacità.
(١٨٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ بَيْنَمَا رَجُلٌ يَمْشِي
بِطَرِيقِ اشْتَدَّ عَلَيْهِ الْعَطَشُ فَوَجَدَ بَتْرًا فَنَزَلَ فِيهَا
فَشَرِبَ ثُمَّ خَرَجَ فَإِذَا كَلْبٌ يَلْهَثْ يَأْكُلُ الثَّرَى مِنَ
الْعَطَشِ، فَقَالَ الرَّجُلُ لَقَدْ بَلَغَ هَذَا الْكَلْبَ مِنَ الْعَطَشِ مِثْلُ الَّذِي كَانَ بَلَغَنِي فَنَزَلَ الْبَشْرَ فَمَلأَ خُفْهُ
ثُمَّ أَمْسَكَهُ بِفِيهِ فَسَقَى الْكَلْبَ فَشَكَرَ اللَّهُ لَهُ فَغَفَرَ لَهُ، فَقَالُوا : يَا رَسُولَ اللَّهِ وَإِنَّ لَنَا فِي الْبَهَائِمِ أَجْرًا؟ فَقَالَ : نَعَمْ، فِي كُلِّ ذَاتِ كَيدٍ رَطْبَةٍ أَجْرًا.
(بخاري – مسلم)
(186) «È narrato da Hazrat Abu Hurayra (ra:) che il Messaggero (s:) disse: un giorno un uomo camminava per la strada. Improvvisamente fu colpito da una sete terribile. Trovò davanti a sé un pozzo, vi discese e bevve dell’acqua. Quando risalì, vide un cane assetato che ansimava e leccava la terra bagnata (per il tormento della sete). L’uomo pensò tra sé: poco fa anch’io avevo una sete d’acqua come questa; anche questo cane ha la stessa sete d’acqua. Subito l’uomo scese nel pozzo, riempì d’acqua il suo calzare di cuoio, lo tenne tra i denti e risalì, poi diede da bere al cane assetato e rese grazie ad Allah. In ricompensa, Allah gli perdonò i peccati. I nobili Compagni chiesero: o Messaggero di Allah (s:), riceveremo una ricompensa anche mostrando compassione verso gli animali quadrupedi? Il Profeta (s:) rispose: sì, riceverete una ricompensa mostrando compassione verso qualsiasi creatura vivente.»
(Bukhari, Muslim)
Capitolo: 6. Difetti del carattere
La menzogna
(۱۸۷) وَعَنْ أَبِي بَكْرَةً رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: كُنَّا عِنْدَ رَسُولِ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَقَالَ: أَلَا أُنَبِّئُكُمْ بِأَكْبَرِ الْكَبَائِرِ ثَلاثًا الإِشْرَاكَ بِاللَّهِ وَعُقُوقُ الْوَالِدَيْنِ وَشَهَادَةُ الزُّورِ أَوْ وَقَوْلُ النُّورِ، وَكَانَ رَسُوْلُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مُتَّكِنًا ، فَجَلَسَ مَا زَالَ يُكَرِّرُهَا حَتَّى قُلْنَا : لَيْتَهُ سَكَتَ
(بخاري – مسلم)
(187) «È narrato da Hazrat Abū Bakra (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli disse: Un giorno eravamo alla presenza del nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace). Improvvisamente egli disse: “Non devo forse informarvi dei peccati più gravi?” Ripeté questa frase tre volte. Poi disse: “Essi sono associare qualcuno ad Allah, disobbedire ai genitori e rendere falsa testimonianza o dire il falso”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) stava parlando appoggiato; all’improvviso si raddrizzò per far comprendere l’importanza delle sue parole e continuò a ripetere quella frase. Tanto che dentro di noi dicevamo: “Ahimè, se il Profeta si fermasse ora!”.» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: In questo hadith il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha menzionato tre peccati gravissimi tra i peccati maggiori. Il primo è associare qualcuno ad Allah. Il secondo è disobbedire ai genitori e il terzo è rendere falsa testimonianza o dire il falso. Sia rendere falsa testimonianza sia dire il falso sono peccati maggiori. Tuttavia, rendere falsa testimonianza è più riprovevole che dire il falso.
(۱۸۸) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ النَّبِيُّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: أَرْبَعٌ مَنْ كُنَّ فِيهِ كَانَ مُنَافِقًا خَالِصًا ، وَمَنْ كَانَتْ فِيهِ خَصْلَةٌ مِنْهُنَّ كَانَتْ فِيهِ خَصْلَةٌ مِنَ النِّفَاقِ حَتَّى يَدَعَهَا، إِذَا اؤْتُمِنَ خَانَ، وَإِذَا حَدَّثَ كَذَبَ، وَإِذَا وَعَدَ أَخْلَفَ، وَإِذَا خَاصَمَ فَجَرَ (بخاري – مسلم)
(188) «È narrato da Hazrat ʿAbd Allāh ibn ʿAmr (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Chiunque possieda queste quattro caratteristiche è senza dubbio un ipocrita puro. Se una di queste quattro caratteristiche si trova in qualcuno, si deve considerare che egli possiede una caratteristica dell’ipocrita finché non la abbandona. Queste quattro cattive caratteristiche sono: quando gli viene affidato un deposito, lo tradisce; quando parla, mente; quando fa una promessa, la infrange; e durante una lite pronuncia parole oscene.» (Bukhārī, Muslim)
(۱۸۹) وَعَنْ سُفْيَانَ بْنِ أَسِيدٍ الْحَضْرَمِ قَالَ سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: كَبُرَتْ خِيَانَةً أَنْ تُحَدِّثَ أَخَاكَ حَدِيثًا هُوَ لَكَ بِهِ مُصَدِّقٌ وَأَنْتَ لَهُ بِهِ
(أبو داود)
د كاذب
(189) «Hazrat Sufyān ibn Usayd al-Haḍramī (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ho sentito il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dire: “Il più grande tradimento consiste nel dire a tuo fratello qualcosa che egli accetterà come vero, mentre tu gli hai mentito”.»
(Abū Dāwūd)
Spiegazione: Dire il falso è un peccato maggiore. Nel Corano e negli hadith è stato definito un peccato equivalente all’associare qualcuno ad Allah. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha definito la menzogna un segno dell’ipocrisia. Il Messaggero di Allah ha definito il più grande tradimento ingannare con una menzogna una persona ingenua. Dovremmo quindi evitare la menzogna e salvarci dall’ira di Allah.
(۱۹۰) وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: لا يَصْلُحُ الْكَذِبُ فِي جَدٌ وَلَا هَزْلٍ، وَلَا أَنْ يُوْعَدَ أَحَدُكُمْ وَلَدَهُ شَيْئًا ، ثُمَّ لَا يُنْجِزُهُ لَهُ (الأدب المفرد)
(190) «Hazrat ʿAbd Allāh ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: In nessuna circostanza è appropriato mentire, né per scherzo né per ostentare la propria grandezza. E non fate ai vostri figli una promessa che non siete in grado di mantenere.» (Al-Adab al-Mufrad)
Spiegazione: In genere le persone non considerano riprovevole ingannare i bambini e mentire loro. Eppure, negli hadith, il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha considerato un reato mentire ai bambini, ingannarli e promettere loro qualcosa senza poi darla. Ciò infatti provoca nei bambini una reazione negativa nei confronti dei genitori.
Maldicenza
(۱۹۱) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: أَتَدْرُونَ مَا الْغِيبَةُ؟ قَالُوا : اللَّهُ وَرَسُولُهُ أَعْلَمُ، قَالَ: ذِكْرُكَ أَخَاكَ بِمَا يَكْرَهُ، قِيلَ أَفَرَأَيْتَ إِنْ كَانَ فِي أَخِي مَا أَقُولُ؟ قَالَ: إِنْ كَانَ فِيهِ مَا تَقُولُ فَقَدِ اغْتَبْتَهُ، وَإِنْ لَمْ يَكُنْ فِيهِ فَقَدْ بَهَتَّهُ
(مسلم)
(191) «È narrato da Abu Hurayra (che Allah si compiaccia di lui) che un giorno il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Sapete che cos’è la maldicenza?”. I Compagni risposero: “Allah e il Suo Messaggero lo sanno meglio”. (Questa era una formula di umiltà dei Compagni, con la quale esprimevano al Messaggero la propria ignoranza.) Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “La maldicenza consiste nel descrivere il proprio fratello musulmano, in sua assenza, in modo tale che, se lo sentisse, ne sarebbe dispiaciuto”. Poi fu chiesto al Profeta (pace e benedizioni su di lui): “O Profeta di Allah, se ciò che dirò si trova realmente nel mio fratello, sarà comunque maldicenza?”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “Se ciò che dici si trova in lui, sarà maldicenza; se invece non si trova in lui, sarà calunnia”». (Muslim)
Spiegazione: Se qualcuno diffonde nella società i difetti di un musulmano con l’intenzione di screditarlo agli occhi della gente, ciò è maldicenza, e la maldicenza è un peccato grave secondo la legge islamica. Nel Sacro Corano il maldicente è stato paragonato a chi mangia la carne di un morto. Tuttavia, riferire la questione a un superiore o a una persona responsabile con l’intenzione di correggerla non è maldicenza. Allo stesso modo, mettere in guardia la gente diffondendo i difetti di una persona che si dedica apertamente alla disobbedienza ad Allah e opprime e tiranneggia gli altri non è maldicenza. Al contrario, è un’azione necessaria.
(۱۹۲) وَعَنْ أَبِي سَعْيْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْغِيبَةُ أَشَدُّ مِنَ الزِّنَا، قَالُوا : يَا رَسُولَ اللهِ وَكَيْفَ الْغِيبَةُ أَشَدُّ مِنَ الزِّنَا؟ قَالَ: إِنَّ الرَّجُلَ لَيَزْنِي فَيَتُوبُ اللَّهُ عَلَيْهِ، وَإِنَّ صَاحِبَ الْغِيبَةِ لَا يُغْفَرُ حَتَّى يَغْفِرَهَا لَهُ صَاحِبُهُ
(بيهقي – مشكوة)
(192) «È narrato da Abu Saʿīd al-Khudrī (che Allah si compiaccia di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “La maldicenza è più grave dell’adulterio”. I Compagni dissero: “O Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui), come può la maldicenza essere più grave dell’adulterio?”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando una persona commette adulterio e poi si pente, Allah accetta il suo pentimento. Ma Allah non perdonerà il maldicente finché colui del quale si è parlato male non lo perdonerà”». (Bayhaqī, Mishkāt)
Delazione
(۱۹۳) وَعَنْ أَنَسِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ مِنْ كَفَّارَةِ الْغِيبَةِ أَنْ تَسْتَغْفِرَ لِمَنِ اغْتَبْتَهُ، تَقُولُ: اللَّهُمَّ اغْفِرْ لَنَا وَلَهُ
(بيهقي – مشكوة)
(193) «È stato narrato da Anas (ra:) che il Messaggero (s:) disse: “L’espiazione della maldicenza consiste nel pregare per il perdono di colui del quale hai parlato male. Nella preghiera dirai: O Allah, perdona i nostri peccati e i suoi.”
(Bayhaqi, Mishkat)
Spiegazione: se la persona di cui si è parlato male è ancora in vita, bisogna chiederle perdono. Se invece non è più in vita, si deve pregare Allah affinché perdoni il peccato.
(١٩٤) وَعَنْ حُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : لَا يَدْخُلُ الْجَنَّةَ نَمَّامٌ
(بخاري – مسلم)
(194) «È stato narrato da Hudhayfa (ra:) che il Nobile Profeta disse: “Il calunniatore non potrà entrare in Paradiso.”» (s:)
(Bukhari, Muslim)
(١٩٥) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ: نَهَى رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنِ النَّمِيمَةِ، وَنَهَى عَنِ الْغِيْبَةِ، وَعَنِ الاسْتِمَاعِ إِلَى الْغَيْبَةِ
(195) «Hazrat Abdullah ibn Umar (ra:) disse: il Nobile Profeta (s:) proibì di fomentare discordia riferendo le parole degli uni agli altri; allo stesso modo proibì alla gente di parlare male degli altri e di ascoltare la maldicenza.»
Spiegazione: si definisce calunnia il riferire a una persona le parole di un’altra, creando inimicizia tra loro e provocando litigi. La maggior parte delle dispute e dei conflitti nella società nasce proprio dalla calunnia o dalle parole malevole. Dal punto di vista dell’Islam, si tratta di un peccato gravissimo. Infatti, in una società ideale e pacifica, quale quella desiderata dall’Islam, è inconcepibile l’esistenza di un calunniatore. Per questo il Messaggero di Allah (s:) ordinò ai musulmani di evitare questo esecrabile peccato e pronunciò anche l’ammonimento che il calunniatore non potrà entrare nel Paradiso di Allah.
(١٩٦) وَعَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ: مَرَّ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى قَبْرَيْنِ، فَقَالَ: إِنَّهُمَا يُعَذِّبَانِ، وَمَا يُعَذِّبَانِ فِي كَبِيرٍ، أَمَّا أَحَدُهُمَا يَمْشِي بِالنَّمِيمَةِ، وَأَمَّا الْآخَرُ فَكَانَ لَا يَسْتَنْزِهُ مِنَ الْبَوْلِ (بخاري)
(196) «Abdullah ibn Abbas (che Allah sia compiaciuto di entrambi) narrò: Un giorno, mentre il Profeta di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) passava accanto a due tombe, disse: “Gli occupanti di queste due tombe stanno subendo un castigo. Non vengono castigati per qualcosa di impossibile da evitare, tuttavia, considerando la gravità del peccato, esso è molto grave. Uno dei due andava in giro facendo pettegolezzi e riferendo parole malevole, mentre l’altro non si purificava adeguatamente dopo aver urinato.” (Bukhari)
L’arroganza
(۱۹۷) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا يَدْخُلُ الْجَنَّةَ مَنْ كَانَ فِي قَلْبِهِ مِثْقَالَ ذَرَّةٍ مِنْ كِبْرٍ، فَقَالَ
رَجُلٌ: إِنَّ الرَّجُلَ يُحِبُّ تَوْبَهُ حَسَنًا وَنَعْلَهُ حَسَنَةً، قَالَ: إِنَّ اللَّهَ جَمِيلٌ يُحِبُّ الْجَمَالَ، الْكِبْرُ بَطَرُ الْحَقِّ وَغَمْطُ النَّاسِ (مسلم)
(197) «Abdullah ibn Mas‘ud (che Allah sia compiaciuto di lui) narrò: Il nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Chiunque abbia nel cuore anche solo il peso di un granello di arroganza non entrerà in Paradiso.” Un uomo disse: “O Messaggero di Allah, se a qualcuno piace che i suoi abiti e le sue scarpe siano belli, anche questo è arroganza?” Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Certamente Allah è Bello e ama la bellezza. In realtà, l’arroganza consiste nel respingere la verità e nel disprezzare le persone.”» (Bukhari)
Spiegazione: Tra i difetti caratteriali che privano l’essere umano della sua umanità, l’orgoglio e l’arroganza sono tra i più importanti. Oltre a dipendere dal Creatore, l’essere umano sulla terra dipende ad ogni passo dagli altri. Pertanto, poiché è sempre bisognoso e dipendente dagli altri, non gli si addice affatto essere orgoglioso o arrogante. Il fatto che l’arrogante sia privato della misericordia di Allah è stato espresso in modo eccellente dal venerabile Luqman (pace su di lui) quando consigliava suo figlio; nel Sacro Corano, nella sura Luqman, Allah lo ha descritto nel modo seguente:
وَلَا تُصَعِّرْ خَدَّكَ لِلنَّاسِ وَلَا تَمْشِ فِي الْأَرْضِ مَرَحًا إِنَّ اللَّهَ لَا يُحِبُّ كُلَّ مُخْتَالٍ فَخُورٍ (سورة لقمان: ۱۸)
“O caro figlio, non rendere il tuo volto severo verso nessuno (come fanno gli arroganti quando parlano con qualcuno). E non camminare sulla terra con superbia. In verità, Allah non ama chi è arrogante e superbo.” (Sura Luqman: 18)
Nel suddetto hadith, il Profeta di Allah ha spiegato splendidamente anche la differenza tra arroganza e senso della pulizia. Il Nobile Profeta (sallallahu alayhi wa sallam) ha detto che il fatto che una persona sia pulita e ordinata o indossi belle e buone calzature e simili non è arroganza. Al contrario, l’arroganza è uno stato d’animo per cui l’arrogante considera se stesso superiore e gli altri inferiori. La purezza o il senso della pulizia non è arroganza, poiché Allah stesso è puro e ama la purezza.
(۱۹۸)
وَعَنْ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا كُلِّ مَا شئْتَ، وَالْبَسُ مَا شِئْتَ، مَا أَخْطَأَتْكَ اثْنَتَانِ سَرَفٌ وَ مَخِيلَةٌ (بخاري)
(198) “Ibn Abbas (che Allah sia soddisfatto di entrambi) ha riferito che disse: ‘Puoi mangiare qualunque cibo e indossare qualunque abito, purché tu eviti lo spreco e l’arroganza’.” (Bukhari)
Invidia (hasad)
(۱۹۹) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِيَّاكُمْ وَالْحَسَدَ ، فَإِنَّ الْحَسَدَ يَأْكُلُ الْحَسَنَاتِ كَمَا تَأْكُلُ النَّارُ الْحَطَبَ (أبو داود)
(199) “Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) ha riferito che il Nobile Profeta (sallallahu alayhi wa sallam) ha detto: ‘Guardatevi assolutamente dall’invidia, poiché l’invidia divora le buone azioni dell’uomo proprio come il fuoco divora la legna’.” (Abu Dawud)
Spiegazione: L’invidia è il desiderio che le benedizioni altrui vadano distrutte. Nella società si vedono alcune persone che, osservando il benessere, la capacità, la posizione e le ricchezze degli altri, provano una dolorosa angoscia interiore e desiderano in cuor loro la loro rovina. Non è biasimevole sforzarsi di ottenere per sé benedizioni simili. Ciò non viene definito hasad, o invidia per le fortune altrui.
Doppiezza
(۲۰۰)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: تَجِدُونَ شَرَّ النَّاسِ يَوْمَ الْقِيَامَةِ عِنْدَ اللَّهِ ذَا الْوَجْهَيْنِ الَّذِي يَأْتِي هَؤُلَاءِ يوَجْهِ وَهَؤُلاءِ يوجه (بخاري – مسلم)
(২০০) «È stato riferito da Hazrat Abū Hurayra (ra.) che il Nobile Profeta (s.) disse: nel Giorno della Resurrezione troverete nella condizione più spregevole proprio l’uomo dalla doppia faccia. (In questo mondo) davanti a una persona si è presentato in un modo e davanti a un’altra in un altro modo.» (Bukhārī, Muslim)
(۲۰۱)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : إِيَّاكُمْ وَسُوءَ ذَاتِ الْبَيْنِ فَإِنَّهَا الْحَالِقَةُ
(ترمذی)
(۲۰۱) «È stato riferito da Hazrat Abū Hurayra (ra.) che il Nobile Profeta (s.) disse: proteggetevi dal provocare litigi e discordia tra due persone. Infatti, la conseguenza di ciò sarà la distruzione della vostra religione.» (Tirmidhī)
(۲۰۲)
وَعَنْ أَبِي بَكْرِ الصِّدِّيقِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَلْعُونٌ مِنْ ضَارَّ مُؤْمِنًا أَوْ مَكَرَ بِهِ (ترمذي)
(২০২) «È stato riferito da Hazrat Abū Bakr (ra.) che il Messaggero di Allah (s.) disse: è maledetto chi danneggia un musulmano o lo inganna.» (Tirmidhī)
Capitolo: 7. Le qualità morali
La necessità del carattere morale
وَإِنَّكَ لَعَلَى خُلُقٍ عَظِيمٍ
«O Profeta, certamente occupi una posizione elevatissima quanto a moralità.» (Al-Qalam, 4)
(۲۰۳) وَعَنْ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّهُ قَدْ بَلَغَهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ : بُعِثْتُ لِأُتِمَّ مَكَارِمَ الأخلاق (موطأ إمام مالك)
(203) “Si narra dall’Imam Malik (che Allah sia soddisfatto di lui) che gli giunse la notizia che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: «Sono stato inviato proprio per portare le virtù morali degli uomini al livello della perfezione».” (Al-Muwaṭṭaʾ dell’Imam Malik)
Spiegazione: Tra i compiti del Messaggero menzionati nel Corano, uno dei principali e più importanti è la tazkiyah. In altre parole, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) libererà i suoi seguaci dal fango dell’ingiustizia, dell’impurità e della mancanza di carattere, conducendoli a un livello elevato di nobiltà morale. Nel hadith citato, il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), alludendo a ciò, ha detto di essere stato inviato proprio per perfezionare il carattere morale.
(٢٠٤) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: إِنَّ الْمُؤْمِنَ لَيُدْرِكُ بِحُسْنِ خُلُقِهِ دَرَجَةً قَائِمِ اللَّيْلِ وَصَّائِمِ النَّهَارِ
(أبو داود)
(204) “Da ʿAʾisha (che Allah sia soddisfatto di lei) si narra che disse: Ho sentito il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dire: «Certamente, con il suo buon carattere, il credente può raggiungere il grado di quegli adoratori che trascorrono tutta la notte in preghiera e digiunano per tutto l’anno».”
(Abu Dawud)
Spiegazione: Dopo aver adempiuto agli obblighi essenziali della Sharia a lui imposti, il credente dotato di buon carattere, grazie alle sue qualità morali, riceverà la ricompensa delle più numerose opere supererogatorie.
(٢٠٥) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: آخِرُ مَا أَوْصَانِي بِهِ رَسُولُ اللَّهِ حِينَ وَضَعْتُ رِجْلِي فِي الْغَرْزِ أَنْ قَالَ: أَحْسِنْ خُلُقَكَ لِلنَّاسِ (موطأ إمام مالك)
(205) «Hazrat Mu‘ādh ibn Jabal (che Allah si compiaccia di lui) ha detto: mentre stavo mettendo il piede nella staffa del cavallo, al momento di essere inviato nello Yemen come governatore, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) mi diede quest’ultima raccomandazione: “O Mu‘ādh, mostra alle persone il migliore esempio di carattere.”
(Muwaṭṭa’ dell’Imām Mālik)
(٢٠٦) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ مِنْ خِيَارِكُمْ أَحْسَنُكُمْ أَخْلَاقًا (بخاري – مسلم)
(206) «Riferito da Hazrat ʿAbd Allāh ibn ʿAmr (che Allah si compiaccia di entrambi), il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Il migliore tra voi è colui che possiede il carattere migliore.”» (Bukhārī, Muslim)
(۲۰۷)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ مِنْ أَحَبِّكُمْ إِلَيَّ أَحْسَنُكُمْ أَخْلَاقًا (بخاري)
(207) «Riferito da Hazrat ʿAbd Allāh ibn ʿUmar (che Allah si compiaccia di lui), il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Tra voi, colui che mi è più caro è quello che possiede il carattere migliore.”» (Bukhārī)
(۲۰۸)
وَعَنِ النَّوَّاسِ بْنِ سَمْعَانَ قَالَ: سَأَلْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَنِ الْبَرِّ وَالإِثْمِ، فَقَالَ: الْبِرُّ حُسْنُ الْخُلُقِ وَالإِثْمُ مَا حَاكَ فِي صَدْرِكَ وَكَرِهْتَ أَنْ يَطْلِعَ عَلَيْهِ النَّاسُ (مسلم)
(208) «Hazrat Nawwās ibn Samʿān (che Allah si compiaccia di lui) ha riferito: un giorno chiesi al Profeta di Allah che cosa fossero il peccato e la virtù. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Il buon carattere è la virtù. Invece, ciò che suscita inquietudine nel tuo cuore e che non desideri venga reso noto alla gente è peccato.”» (Muslim)
Ḥayāʾ (pudore)
(۲۰۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَرَّ عَلَى رَجُلٍ مِنَ الْأَنْصَارِ وَهُوَ يَعِظُ أَخَاهُ فِي الْحَيَاءِ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : دَعْهُ فَإِنَّ الْحَيَاءَ مِنَ الْإِيمَانِ
(بخاري – مسلم)
(209) «È stato riferito da ʿAbd Allāh ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di lui) che un giorno il Profeta nobile (pace e benedizioni di Allah su di lui) passò accanto a un Compagno ansarita, il quale rimproverava suo fratello a causa della sua eccessiva modestia. Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Lascialo stare, poiché il pudore è una parte della fede”». (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: Ḥayāʾ è il nome dato al senso di pudore che si prova nel cuore davanti ad atti indecenti, sconvenienti e ingiusti. Secondo il contenuto degli ḥadīth, Ḥayāʾ è uno dei rami fondamentali della fede. Pertanto, ogni credente deve necessariamente essere rispettoso e dotato della qualità del Ḥayāʾ. Di conseguenza, non è corretto rimproverare qualcuno per la sua modestia.
(۲۱۰) وَعَنْ عِمْرَانَ بْنَ حُصَيْنٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْحَيَاءُ لَا يَأْتِي إِلَّا بِخَيْرٍ، وَفِي رِوَايَةِ الْحَيَاءُ خَيْرٌ كُلُّهُ
(بخاري – مسلم)
(210) «È stato riferito da ʿImrān ibn Ḥusayn (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Il pudore porta soltanto il bene”. Secondo un’altra narrazione: “Il pudore è interamente bene”». (Bukhārī, Muslim)
(۲۱۱)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْحَيَاءُ مِنَ الإِيمَانِ، وَالْإِيمَانُ فِي الْجَنَّةِ، وَالْبَذَاءُ مِنَ الْجَفَاءِ، وَالْجَفَاءُ فِي النَّارِ (أحمد – ترمذي)
(211) «È stato riferito da Abū Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Il pudore è una parte della fede, e il credente sarà in Paradiso. La spudoratezza è peccato, e il peccatore sarà tra gli abitanti dell’Inferno”». (Aḥmad, Tirmidhī)
Pazienza nel momento dell’ira
(۲۱۲)
وَعَنِ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَا تَجَرَّعَ عَبْدٌ جَرْعَةً
أَفْضَلَ عِنْدَ اللهِ عَزَّ وَجَلَّ مِنْ جَرْعَةِ غَيْلٍ، يَكْظِمُهَا ابْتِغَاءَ وَجْهِ اللَّهِ تَعَالَى (أحمد)
(212) «È narrato da Ibn Umar (che Allah sia soddisfatto di lui): il Profeta nobile (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: tra tutte le cose che una persona può inghiottire, il boccone d’ira più gradito ad Allah è quello che essa inghiotte per compiacerLo». (Ahmad)
Spiegazione: placare l’ira, perdonare gli altri e avere pazienza al fine di ottenere il compiacimento di Allah è una virtù nobile. Allah stesso ha detto nel Corano:
وَالْكَاظِمِينَ الْغَيْظَ وَالْعَافِينَ عَنِ النَّاسِ وَاللَّهُ يُحِبُّ الْمُحْسِنِينَ (آل عمران: (١٣٤)
«Coloro che reprimono l’ira e perdonano gli altri: Allah ama i benefattori». (Sura Āl ʿImrān, 134)
(۲۱۳)
وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَجُلًا قَالَ لِلنَّبِيِّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَوْصِنِي قَالَ: لَا تَغْضَبْ فَرَدَّدَ ذَالِكَ مِرَارًا ، قَالَ : لَا تَغْضَبْ (بخاري)
(213) «È stato narrato da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno un uomo disse al Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace): “O Messaggero, dammi un consiglio”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Non adirarti”. L’uomo ripeteva più volte la stessa domanda e il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) continuava a rispondergli: “Non adirarti”». (Al-Bukhari)
(٢١٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَة رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَيْسَ الشَّدِيدُ بالصَّرْعَةِ إِنَّمَا الشَّدِيدُ الَّذِي يَمْلِكُ نَفْسَهُ عِنْدَ الْغَضَبِ
(بخاري – مسلم)
(214) «È stato narrato da Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui): il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Non è valoroso colui che sconfigge gli altri nella lotta; il vero valoroso è invece colui che riesce a controllarsi nel momento dell’ira”». (Al-Bukhari, Muslim)
Spiegazione: non significa che un musulmano non debba mai adirarsi. Tuttavia, nelle situazioni in cui si adira, non perderà il controllo di sé, privo di buon senso. Al contrario, l’insegnamento del Messaggero è che egli sappia controllarsi persino nei momenti di collera estrema.
La custodia della lingua e delle parti intime
(٢١٥) وَعَنْ سَهْلِ بْنِ سَعْدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى الله عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ يَضْمَنْ لِي مَا بَيْنَ شَفَتَيْهِ وَمَا بَيْنَ فَحْذَيْهِ أَصْمَنْ لَهُ الْجَنَّةَ (بخاري)
(215) «È stato narrato da Sahl ibn Saad (che Allah sia soddisfatto di lui): egli disse che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha detto: “Chi mi garantisce la custodia della propria lingua e delle proprie parti intime, io gli garantirò il Paradiso”». (Al-Bukhari)
Spiegazione: tra gli organi interni del corpo umano, i due organi sopra menzionati sono particolarmente vulnerabili, poiché da essi è maggiore la possibilità di attacchi da parte di Satana. Pertanto, al credente che sconfiggerà Satana e preserverà la purezza di questi due organi, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha garantito il Paradiso.
L’importanza dell’apprendimento (ʿilm)
(٢١٦) وَعَنْ مُعَاوِيَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ يُرِدِ اللَّهُ بِهِ خَيْرًا يُفَقِّهُهُ في الدِّينِ (بخاري – مسلم)
(216) «Abū Muʿāwiya (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò: il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quando Allah desidera il bene per qualcuno, gli concede la comprensione della religione”.» (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: il bene dell’essere umano nell’Aldilà dipende dalla corretta comprensione della religione di Allah, dalla sua assimilazione e dalla pratica appropriata dei suoi insegnamenti. Chi riuscirà a conoscere e comprendere la religione di Allah insieme ai suoi scopi profondi, potrà praticarla correttamente. Pertanto, Allah concede la conoscenza della religione proprio a colui per il quale desidera il bene.
(۲۱۷)
عَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ
رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: طَلَبُ الْعِلْمِ فَرِيضَةٌ عَلَى كُلِّ مُسْلِمٍ (ابن ماجه)
(217) «Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò: il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “L’apprendimento è un obbligo per ogni musulmano e musulmana”.»
(Ibn Mājah)
(۲۱۸) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهِ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ سَلَكَ طَرِيقًا يَلْتَمِسُ فِيهِ عِلْمًا سَهَّلَ اللَّهُ لَهُ بِهِ طَرِيقًا إِلَى الْجَنَّةِ، وَمَا اجْتَمَعَ قَوْمٌ فِي بَيْتِ مِنْ بُيُوتِ اللَّهِ يَتْلُونَ كِتَابَ اللَّهِ وَيَتَدَارَسُونَهُ بَيْنَهُمْ إِلَّا نَزَلَتْ عَلَيْهِمُ السَّكِينَةُ وَغَشِيَتْهُمُ الرَّحْمَةُ وَحَفْتْهُمُ الْمَلَائِكَةُ وَذَكَرَهُمُ اللَّهُ فِيْمَنْ عِنْدَهُ وَمَنْ بَطْأَ بِهِ عَمَلُهُ لَمْ يُسْرِعْ بِهِ نَسَبُهُ
(مسلم – أبو داود – ترمذي)
(218) «Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò: il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi percorre una via allo scopo di acquisire la conoscenza, Allah gli renderà agevole una via verso il Paradiso. E quando un gruppo di persone si riunisce in una delle case di Allah, recita il Libro di Allah e lo studia insieme, su di loro discende una grande tranquillità, la misericordia di Allah li avvolge, gli angeli li circondano e Allah parla di loro presso coloro che sono con Lui. E colui che è trattenuto indietro dalle proprie opere, il prestigio della sua stirpe non potrà farlo avanzare”.» (Vale a dire: lo scopo dell’acquisizione della conoscenza è agire in conformità con essa. Pertanto, chi non agirà, né la sua conoscenza né il prestigio della sua stirpe potranno avvicinarlo ad Allah.)
(Muslim, Abu Dawud, Tirmidhi)
(۲۱۹) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَرَّ بِمَجْلِسَيْنِ فِي مَسْجِدِهِ فَقَالَ: كِلَاهُمَا عَلَى خَيْرٍ، وَأَحَدُهُمَا أَفْضَلُ مِنْ صَاحِيهِ، أَمَّا هَؤُلَاءِ فَيَدْعُونَ اللَّهَ وَيُرَغْبُونَ إِلَيْهِ فَإِنْ شَاءَ أَعْطَاهُمْ وَإِنْ شَاءَ مَنَعَهُمْ، وَأَمَّا هَؤُلَاءِ فَيَتَعَلَّمُونَ الْعِلْمَ وَيُعَلِّمُونَ الْجَاهِلَ فَهُمْ أَفْضَلُ، وَإِنَّمَا بُعِثْتُ مُعَلِّمًا
ثُمَّ جَلَسَ مَعَهُمْ (مشكوة)
(219) «È narrato da Hazrat Abdullah ibn Amr (ra:) che un giorno il Profeta di Allah giunse nella moschea del Profeta e vide due gruppi. (Uno di essi si dedicava allo studio dell’‘ilm, mentre l’altro era impegnato nel dhikr e nella supplica ad Allah). Il Profeta (s:) disse: entrambi i gruppi sono impegnati in una buona azione. Un gruppo è impegnato nel dhikr e nella supplica ad Allah. Se Allah vuole, può concedere loro ciò che desiderano, oppure può non concederglielo. Quanto all’altro gruppo, esso studia l’‘ilm e insegna agli ignoranti. Pertanto, questo gruppo è migliore. Infatti, anch’io sono stato inviato come insegnante». Detto ciò, il Profeta (s:) si sedette con il secondo gruppo. (Mishkat)
(۲۲۰) وَعَنْ أَبِي أُمَامَةَ الْبَاهِلِيِّ قَالَ ذُكِرَ لِرَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ رَجُلَانِ أَحَدُهُمَا عَابِدٌ وَالْآخَرُ عَالِمٌ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: فَضْلُ الْعَالِمِ عَلَى الْعَابِدِ كَفَضْلِي عَلَى أَدْنَاكُمْ، ثُمَّ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ وَمَلَائِكَتَهُ وَأَهْلَ السَّمَوَاتِ وَالْأَرْضِ حَتَّى النَّمْلَةَ فِي جُحْرِهَا وَحَتَّى الْحُوتَ لَيُصَلُّونَ عَلَى مُعَلِّمِ النَّاسِ الْخَيْرَ
(ترمذي – دارمي)
(220) «È narrato da Hazrat Abu Umama (ra:) che un giorno, davanti al Nobile Profeta (s:), furono menzionati due uomini: uno era un devoto e l’altro un sapiente. (In altre parole, era stata posta la domanda su chi dei due fosse superiore per rango.) Il Profeta (s:) disse: così come io possiedo, rispetto a un musulmano comune tra voi, un rango superiore, allo stesso modo quel sapiente possiede, rispetto a quel devoto, un rango analogo. Poi il Profeta (s:) disse: Allah stesso, gli angeli e gli abitanti dei cieli e della terra, persino la formica nella sua tana e il pesce nell’acqua, pregano per colui che insegna alle persone l’‘ilm benefico». (Tirmidhi, Darimi)
Amr bil-ma’ruf e nahy anil-munkar
(Ordinare il bene e trattenere dal male)
وَلْتَكُنْ مِنْكُمْ أُمَّةٌ يَدْعُونَ إِلَى الْخَيْرِ وَيَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَيَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ وَأُولَئِكَ هُمُ الْمُفْلِحُونَ
آل عمران: (١٠٤)
«Tra voi deve esserci un gruppo di persone che inviti gli uomini alla virtù e al bene, ordini di compiere azioni buone e rette e proibisca di compiere azioni malvagie. Sono loro ad avere successo.» (Āl ʿImrān: 104)
(۲۲۱)
وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَمَّا وَقَعَتْ بَنُو إِسْرَائِيلَ فِي الْمَعَاصِي نَهَتْهُمْ عُلَمَاؤُهُمْ فَلَمْ يَنْتَهُوا ، فَجَالَسُوهُمْ فِي مَجَالِسِهِمْ وَأَكَلُوهُمْ وَشَارَبُوهُمْ، فَضَرَبَ اللَّهُ قُلُوبَ بَعْضِهِمْ عَلَى بَعْضٍ وَلَعَنَهُمْ عَلَى لِسَانِ دَاوُدَ وَعِيسَى ابْنِ مَرْيَمَ ذَالِكَ بِمَا عَصَوْا وَكَانُوا
يَعْتَدُونَ، قَالَ: فَجَلَسَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، وَكَانَ مُتَّكِنًا، فَقَالَ: لَا وَالَّذِي نَفْسِي بِيَدِهِ لَتَأْمُرُنَّ بِالْمَعْرُوفِ وَلَتَنْهَوُنَّ عَنِ الْمُنْكَرِ وَلَتَأْخُذُنَّ عَلَى يَدَيِ الظَّالِمِ وَلَتَأْطِرُنَّهُ عَلَى الْحَقِّ أَطْرًا، أَوْ لَيَضْرِبَنَّ اللَّهُ بِقُلُوبِ بَعْضِكُمْ عَلَى بَعْضٍ ثُمَّ لَيَلْعَنَنَّكُمْ كَمَا لَعَنَهُمْ (بيهقي – مشكوة)
(221) «Riferito da Ibn Masʿūd (che Allah sia soddisfatto di lui), il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: quando i membri del popolo d’Israele si dedicarono ai peccati, i loro sapienti li ammonirono, ma essi non prestarono ascolto. In seguito, i loro sapienti continuarono a mangiare, bere e frequentare la loro compagnia, senza interrompere i rapporti con loro. Così Allah rese simili le condizioni di entrambi i gruppi. (In altre parole, anche i cuori dei sapienti divennero corrotti e macchiati come quelli dei peccatori.) A causa dei loro peccati e delle loro trasgressioni, Allah li maledisse per mezzo del profeta Davide e di Gesù figlio di Maria (che Allah sia soddisfatto di loro). Il Compagno narratore dice che fino a quel momento il Profeta (pace e benedizioni su di lui) aveva pronunciato queste parole stando appoggiato; poi improvvisamente si raddrizzò, considerando l’importanza del discorso, e disse: “No! (Non potete comportarvi come i Figli d’Israele.) Giuro su Allah, nella cui mano è la mia vita: dovete certamente ordinare il bene e vietare il male alla gente. Se non lo farete, anche i vostri cuori diventeranno simili a quelli dei peccatori; poi anche voi diventerete un popolo maledetto, come il popolo d’Israele.”» (Bayhaqī, Mishkāt)
Spiegazione: nel suddetto hadith, il Profeta di Allah ha ordinato agli influenti sapienti musulmani e ai responsabili dello Stato islamico di impedire agli oppressori di agire, attraverso la loro influenza sociale e statale; di sradicare dalla società l’oppressione e l’ingiustizia e di instaurare la giustizia e l’equità. Dal racconto dell’hadith si può comprendere indirettamente che, per le persone prive di potere, l’«amr bi-l-maʿrūf wa nahy ʿan al-munkar» non è possibile nel suo vero significato. Infatti esse non hanno la capacità di opporsi all’oppressore e possono soltanto predicare verbalmente, e anche questo nella misura approvata dal governo oppressivo e dai leader influenti. Che per l’amr bi-l-maʿrūf nel suo vero significato sia necessario il potere di governo dello Stato si può comprendere dal seguente versetto menzionato nel Corano.
الَّذِينَ إِنْ مَكَنَّاهُمْ فِي الْأَرْضِ أَقَامُوا الصَّلاةَ وَآتَوُا الزَّكَاةَ وَأَمَرُوْا بِالْمَعْرُوْفِ وَنَهَوْا عَنِ الْمُنْكَرِ وَلِلَّهِ عَاقِبَةُ الأُمُورِ (سورة الحج: (٤١)
«Se li stabilissi (i musulmani) al potere in una parte della terra, vi istituirebbero la preghiera, istituirebbero il sistema della zakāt, ordinerebbero il bene e impedirebbero alla gente di compiere il male. E ad Allah appartiene l’esito di ogni cosa.» (Sūra al-Ḥajj: 41)
(۲۲۲)
وَعَنِ نُعْمَانَ بْنِ بَشِيرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ النَّبِيُّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَثَلُ الْمُدْهِنِ فِي حُدُودِ اللَّهِ وَالْوَاقِعِ فِيهَا مَثَلُ قَوْمٍ اسْتَهَمُوا سَفِينَةً فَصَارَ بَعْضُهُمْ فِي أَسْفَلِهَا بَعْضُهُمْ فِي أَعْلَاهَا فَكَانَ الَّذِي فِي أَسْفَلِهَا يَمُرُّ بِالْمَاءِ عَلَى الَّذِينَ فِي أَعْلَاهَا فَتَأَذَوْا بِهِ فَأَخَذَ فَأْسًا فَجَعَلَ يَنْقُرُ أَسْفَلَ السَّفِينَةِ فَأَتَوْهُ فَقَالُوا مَا لَكَ قَالَ تَأَذَّيْتُمْ بِي، وَلَا بُدَّ لِي مِنَ الْمَاءِ فَإِنْ أَخَذُوا عَلَى يَدَيْهِ أَنْجَوْهُ وَنَجَّوْا أَنْفُسَهُمْ وَإِنْ تَرَكُوهُ أَهْلَكُوهُ، وَأَهْلَكُوا أَنْفُسَهُمْ (بخاري)
(222) «È narrato da Hazrat Nu‘man ibn Bashir (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha dichiarato: la condizione di colui che è coinvolto in un atto di disobbedienza ad Allah e di colui che, pur vedendolo, non dice nulla (anzi, distoglie lo sguardo) è come quella di un gruppo di persone salite su una nave. Alcuni di loro si sistemarono sul ponte superiore e altri su quello inferiore (come accade su un piroscafo o un battello a due piani). Così, quelli del ponte inferiore cominciarono a salire sopra per procurarsi dell’acqua, causando disagio a quelli del ponte superiore. Alla fine, per necessità, quelli del ponte inferiore presero un’ascia e si prepararono a perforare le assi del fondo della nave (per poter prendere l’acqua dal fiume e soddisfare il loro bisogno). Gli occupanti del ponte superiore, accortisi della cosa, scesero e dissero loro: “Perché state compiendo quest’azione suicida?”. Essi risposero: “Abbiamo bisogno d’acqua, ma voi non gradite che saliamo sopra per procurarci l’acqua”. In una situazione simile, se gli occupanti del ponte superiore li prendessero per mano e impedissero loro di compiere quell’azione suicida, entrambi i gruppi si salverebbero. Ma se non lo facessero, entrambi i gruppi annegherebbero e morirebbero. Ciò significa che, sebbene gli occupanti del ponte superiore non abbiano partecipato alla perforazione della nave, neppure loro sfuggirebbero alla morte per annegamento, così come non vi sfuggirebbero quelli del ponte inferiore che l’hanno perforata. Allo stesso modo, non possono salvarsi dal castigo che scende su una società a causa della diffusione dei peccati coloro che non hanno partecipato alle azioni peccaminose, ma non hanno neppure cercato di impedire ai peccatori di compierle». (Bukhari)
(۲۲۳) وَعَنِ أَبِي سَعِيدِنِ الْخُدْرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ مَنْ رَائَ مِنْكُمْ مُنْكَرًا فَلْيُغَيِّرْهُ بِيَدِهِ فَإِنْ لَمْ يَسْتَطِعْ فَبِلِسَانِهِ فَإِنْ لَمْ يَسْتَطِعْ فَبِقَلْبِهِ ذَالِكَ أَضْعَفُ الإِيْمَانِ (مسلم)
(223) «È narrato da Hazrat Abu Sa‘id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Chiunque tra voi veda un’azione riprovevole, la fermi con la mano; se non ne è capace, lo proibisca con la parola; e se non è capace neppure di questo, desideri nel proprio cuore che essa venga cambiata. Desiderare interiormente il cambiamento è il segno più debole della fede”». (Muslim)
Spiegazione: nel hadith citato vengono indicati tre metodi, a seconda delle circostanze, per impedire alle persone di compiere peccati e azioni riprovevoli. Se coloro davanti ai quali viene commesso il peccato sono persone potenti, come un governante, il capo di un gruppo, il responsabile della società o della famiglia, oppure un leader influente, devono impedirgli di compiere quel peccato usando la forza. Se invece non hanno il potere di ricorrere alla forza — per esempio, se colui che commette il peccato possiede il potere statale o è un leader influente — devono protestare verbalmente. E se non si trovano neppure nella condizione di protestare verbalmente, devono desiderare interiormente la fine di quell’azione peccaminosa. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto che adottare quest’ultimo metodo è il segno di una fede debole.
(٢٢٤) وَعَنْ حُذَيْفَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ النَبِيَّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: وَالَّذِي نَفْسِي بِيَدِهِ لَتَأْمُرُنَّ بِالْمَعْرُوفِ وَلَتَنْهَوُنَّ عَنِ الْمُنْكَرِ أَوْ لَيُوشِكُنَّ اللَّهُ أَنْ يَبْعَثَ . عَلَيْكُمْ عَذَابًا مِنْ عِنْدِهِ ثُمَّ لَتَدْعُونَهُ فَلَا يُسْتَجَابُ لَكُمْ (ترمذي)
(224) «È narrato da Hazrat Hudhayfa (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha dichiarato: “Giuro su Allah, Colui nelle cui mani è la mia vita: certamente ordinerete il bene e impedirete alle persone di compiere azioni ingiuste e peccaminose; altrimenti Allah farà presto scendere su di voi il Suo castigo. In seguito continuerete a supplicare per esserne liberati, ma le vostre suppliche non saranno accolte”». (Tirmidhi)
(٢٢٥) عَنِ جَرِيرٍ بْنِ عَبْدِ اللَّهِ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ مَا مِنْ رَجُلٍ يَكُونُ فِي قَوْمٍ يُعْمَلُ فِيهِمْ بِالْمَعَاصِي يَقْدِرُونَ عَلَى أَنْ يُغَيِّرُوا عَلَيْهِ فَلَا يُغَيِّرُوا إِلَّا أَصَابَهُمُ اللَّهُ بِعَذَابٍ مِنْ قَبْلِ أَنْ يَمُوتُوا
(أبو داؤد)
(225) «È narrato da Jarir ibn ‘Abdullah (che Allah sia soddisfatto di lui). Egli disse: ho sentito il Messaggero di Allah dire: “Quando in una comunità una persona si dedica ad azioni peccaminose e gli appartenenti a quella comunità hanno la possibilità di impedirglielo, ma non lo fanno, Allah farà ricadere su quella comunità un terribile castigo prima che muoiano”». (Abu Dawud)
Spiegazione: nel suddetto hadith, il Profeta di Allah ha ricordato una delle principali responsabilità sociali dei musulmani. Quando un individuo della società musulmana si abbandona apertamente al peccato, è responsabilità dell’intera società impedirgli di farlo, chiunque sia la persona che si dedica alla disobbedienza ad Allah e per quanto possa essere influente. Egli è costretto a chinare il capo di fronte alla resistenza dell’intera società, anche se fosse il governante dello Stato. Infatti, quando tutto il popolo si solleva per protestare contro i suoi peccati manifesti, egli sarà costretto a sottomettersi davanti al popolo. Al contrario, quando la società o la nazione dimentica questa sua sacra responsabilità e, pur vedendo il peccatore dedicarsi liberamente alle azioni peccaminose, sceglie il silenzio, allora anche quella nazione diventa indirettamente partecipe di tali peccati. In seguito, Allah fa scendere su di loro il castigo.
(٢٢٦) وَعَنْ حُذَيْفَةَ بْنِ الْيَمَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَتَأْمُرُنَّ بِالْمَعْرُوفِ وَلَتَنْهَوُنَّ عَنِ الْمُنْكَرِ، وَلَتَحَاضُنَّ عَلَى الْخَيْرِ أَوْ لَا يَسْتَعَنَّكُمُ اللَّهُ جَمِيعًا بِعَذَابٍ أَوْ لَيُؤْمِرَنَّ عَلَيْكُمْ شِرَارَكُمْ ثُمَّ يَدْعُو خِيَارُكُمْ فَلَا يُسْتَجَابُ لَهُمْ (مسند أحمد)
(226) «È narrato da Huzayfa ibn al-Yaman (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: certamente ordinerete il bene, proibirete alle persone le azioni peccaminose e le incoraggerete a compiere opere benefiche conformi all’Islam. Altrimenti Allah vi distruggerà con un castigo collettivo, oppure porrà come vostri governanti i peggiori peccatori tra voi. In seguito, i vostri uomini virtuosi continueranno a supplicare, ma le loro suppliche non saranno accolte». (Musnad dell’Imam Ahmad)
Spiegazione: quando gli abitanti musulmani di un Paese o di una regione, nel loro insieme, si sottraggono al dovere dell’amr bi’l-ma‘ruf e del nahy ‘an al-munkar, l’Onnipotente Allah li punisce già in questo mondo con una delle due pene seguenti.
La prima è un castigo celeste su vasta scala, come inondazioni, epidemie, carestie, guerre e simili. La seconda è un governante tirannico: in altre parole, come loro governanti vengono insediate le persone peggiori e più peccatrici della società, sotto la cui oppressione e tirannia l’intera nazione continua a morire lentamente. Quando si manifesta questa situazione estrema, Allah non accoglie neppure le suppliche degli anziani e dei pii di quella società.
La predicazione senza pratica
(۲۲۷)
وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: رَأَيْتُ لَيْلَةَ أُسْرِيَ بِي رِجَالًا تُقْرَضُ شِفَاهُهُمْ بِمَقَارِيضَ مِنْ نَارٍ، فَقُلْتُ: مَنْ هَؤُلَاءِ يَا جِبْرِيلُ ؟ قَالَ: هَؤُلَاءِ خُطَبَاءُ مِنْ أُمَّتِكَ يَأْمُرُونَ النَّاسَ بِالْبِرِّ وَيَنْسَوْنَ أَنْفُسَهُمْ (مشكوة)
(227) «È narrato da Anas (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: nella notte dell’Ascensione vidi alcune persone alle cui labbra veniva applicata una forbice di fuoco. Chiesi a Jibril (che la pace sia su di lui): “Chi sono costoro?”. Egli rispose: “Sono i predicatori della tua comunità, che hanno esortato gli altri a compiere il bene, ma non lo hanno praticato personalmente”». (Mishkat)
L’indispensabilità della Jamāʿat
(۲۲۸)
وَ عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: مَنْ خَرَجَ مِنَ الطَّاعَةِ وَفَارَقَ الْجَمَاعَةَ فَمَاتَ مَاتَ مِيتَةً جَاهِلِيَّةً
(مسلم)
(228) «Da Abū Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) si narra che disse: Ho udito il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) dire: “Chiunque rifiuti l’obbedienza all’emiro, abbandoni la Jamāʿat e muoia in tale condizione, morirà della morte dell’epoca dell’ignoranza.”» (Muslim)
Spiegazione: si chiama «Jamāʿat» un gruppo di persone che si associa e si organizza per conseguire un determinato obiettivo attraverso un programma ben definito. Per la Jamāʿat sono indispensabili quattro elementi: obiettivo, programma d’azione, leadership e organizzazione. In assenza anche di uno solo dei suddetti quattro elementi, non si può parlare di Jamāʿat. Per questo le persone riunite nei mercati e nei bazar non vengono chiamate Jamāʿat, poiché in esse non si trova nessuna delle condizioni sopra menzionate. Al contrario, le persone riunite nell’area di preghiera dell’Eid e nella moschea del venerdì vengono chiamate Jamāʿat, perché in esse sono presenti tutte e quattro le condizioni.
Nel hadith, con il termine «Jamāʿat» si intende la Jamāʿat islamica. Per Jamāʿat islamica, o gruppo, si intende un gruppo che si organizza sotto la guida di un leader (imām), con l’obiettivo di diffondere e stabilire la religione di Allah mediante il programma gradito ad Allah e al Suo Messaggero. Per il compito che Allah l’Altissimo ha affidato alla Umma di Muhammad ﷺ, cioè eliminare la falsità e stabilire la religione della verità, è indispensabile una forza organizzata. Né è possibile stabilire la religione, né eliminare la falsità mediante sforzi individuali, dispersi, separati e privi di reciproco coordinamento.
Allah ha dichiarato nel Suo glorioso e sacro Libro:
كُنْتُمْ خَيْرَ أُمَّةٍ أُخْرِجَتْ لِلنَّاسِ تَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَتَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ (آل عمران : ١٠٤)
«Voi siete la migliore comunità suscitata per l’umanità. Siete stati fatti sorgere per il bene dell’umanità: ordinate il bene e proibite il male.» (Āl ʿImrān, 110)
È noto che Allah ha affidato il suddetto compito alla comunità dei musulmani, non al singolo individuo. Infatti, un’opera tanto importante non è possibile con lo sforzo di una sola persona, per quanto essa possa essere sapiente, virtuosa o potente. Persino uomini dal carattere puro, dotati di virtù e di una personalità grandiosa come i profeti non poterono instaurare la religione di Allah senza l’aiuto della comunità della Umma musulmana. Per questo, negli hadith è stata attribuita un’importanza grandissima al rimanere uniti alla comunità, mentre l’allontanamento da essa è stato definito giahiliyya.
(۲۲۹)
وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ الشَّيْطَانَ ذِئْبُ ابْنِ آدَمَ كَذِئْبِ الْغَنَمِ، يَأْخُذُ الشَّاةَ الْقَاصِيَةَ النَّاحِيَةَ، وَإِيَّاكُمْ وَالشِّعَابَ، وَعَلَيْكُمْ بِالْجَمَاعَةِ وَالْعَامَّةَ.
(مسند أحمد)
(229) È narrato da Muʿādh ibn Jabal (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: «Come il lupo del gregge è il predatore delle pecore, così il predatore dell’uomo è Satana. Il lupo porta via proprio la pecora che si allontana e vaga da sola, oppure che si separa dal gregge alla ricerca di cibo. State attenti: non prendete i sentieri impervi lasciando il gruppo e rimanete certamente uniti alla comunità e alla gente comune». (Ahmad)
Spiegazione: In Arabia e nei Paesi circostanti alcune persone si guadagnano da vivere allevando animali. Fanno pascolare i loro animali in gruppo nei pascoli e ai piedi delle montagne, mantenendo un’attenzione vigile affinché nessuna bestia venga portata via da una tigre. Perciò, per paura delle armi dei pastori e dei cani da caccia che proteggono il gregge, nessuna tigre attacca gli animali del gregge. Ma se un animale, all’insaputa dei pastori, si allontana dal gregge mentre bruca, allora una tigre giunge da una vicina grotta montana o dalla foresta e lo porta via.
Attraverso il suddetto esempio, il Messaggero (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ha messo in guardia i musulmani: come l’animale separato dal gregge diventa preda della tigre, così anche il musulmano che abbandona la comunità o ne rimane fuori diventa preda di Satana, per quanto grande possa essere la sua devozione musulmana.
L’unica causa dell’attuale miseria dei musulmani nel mondo intero è la loro reciproca separazione e disunione. A causa della discordia e dei conflitti tra i Paesi musulmani arabi, oggi essi sono umiliati dalla piccola nazione ebraica. I musulmani del Turkestan, dell’Uzbekistan e dell’Azerbaigian, che un tempo scuotevano il mondo intero, sono stati oppressi dal regime comunista proprio a causa della loro disunione. Anche i musulmani del nostro subcontinente stanno recitando esattamente lo stesso copione. Di conseguenza, oggi i musulmani non godono più di particolare prestigio nel mondo intero.
Oggi, sebbene in alcuni luoghi i musulmani tentino di unirsi in gruppi, non lo fanno sulla base della fratellanza islamica, bensì sulla base della lingua, della razza o della regione. Il Profeta di Allah ha definito chiaramente tutto ciò giahiliyya,
(۲۳۰)
وَعَنِ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ اللَّهَ لَا يَجْمَعُ أُمَّتِي أَوْ قَالَ أُمَّةَ مُحَمَّدِرٍ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى ضَلَالَةٍ، وَمَنْ شَدَّ شُدَّ فِي النَّارِ (ترمذي)
(230) «Secondo una tradizione di Ḥazrat ʿAbdullāh ibn ʿUmar (che Allah sia compiaciuto di lui), il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Allah l’Altissimo non riunirà mai la mia umma, ovvero l’umma di Muḥammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), su una decisione errata. La misericordia di Allah è sulla Jamāʿat. Pertanto, chi si separerà dalla Jamāʿat precipiterà nell’Inferno.”» (Tirmidhī) Spiegazione: In questo ḥadīth il Profeta di Allah annuncia la lieta novella che i veri appartenenti all’umma di Muḥammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) non potranno mai concordare su una decisione errata. Per questo motivo l’ijmāʿ dell’umma, cioè la decisione collettiva, è stato accettato come prova giuridica della Sharīʿa.
(۲۳۱)
وَعَنْ أَنَسِ بْنِ مَالِكٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ فَارَقَ الْجَمَاعَةَ شِبْرًا فَقَدْ خَلَعَ رِبْقَةَ الْإِسْلَامِ مِنْ عُنُقِهِ
أحمد – أبو داؤد)
(231) «Secondo una tradizione di Ḥazrat Anas (che Allah sia compiaciuto di lui), il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Chi abbandona la Jamāʿat e se ne allontana della misura di un palmo è come se avesse separato il proprio collo dalla corda dell’Islam.”» (Aḥmad, Abū Dāwūd)
Spiegazione: La suddetta dichiarazione del Messaggero dimostra proprio questo: per quanto una persona possa essere devota e timorata di Dio nella vita privata, se non si unisce a una Jamāʿat di musulmani organizzati per la propagazione e l’instaurazione della religione di Allah, allora, dal punto di vista dell’Islam, la sua vita sarà priva di valore.
Qui occorre prestare particolare attenzione a una questione. Durante la vita del Profeta, la Jamāʿat formatasi sotto la sua guida era chiamata «al-Jamāʿat», cioè l’unica Jamāʿat dei musulmani. Allora era obbligatorio per ogni persona unirsi a quella Jamāʿat, mentre rimanerne fuori costituiva kufr. Tuttavia, dopo la morte del Profeta, tra la sua umma possono sorgere più Jamāʿat sotto la guida di persone diverse. Il loro obiettivo, però, sarà unico e comune: propagare e instaurare la religione di Allah secondo la via indicata dal Profeta. Di conseguenza, l’identità degli obiettivi e delle finalità farà sì che questi diversi gruppi si aiutino reciprocamente e non diventino rivali.
In realtà, dopo la morte del Profeta, nessuna particolare Jamāʿat dei musulmani può pretendere di essere l’unica Jamāʿat per il mondo intero, al di fuori della quale rimanere costituirebbe kufr. D’altra parte, anche compiacersi pensando di essere un membro dell’Ahl as-Sunna wa-l-Jamāʿat senza unirsi a un gruppo musulmano sulla base di un programma specifico volto all’instaurazione della religione di Allah è una tendenza ridicola.
(۲۳۲)
وَعَنِ الْحَارِثِ الأَشْعَرِي رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ،
قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : آمُرُكُمْ بِخَمْسٍ: بِالْجَمَاعَةِ، وَالسَّمْعِ، وَالطَّاعَةِ، وَالْهِجْرَةِ، وَالْجِهَادِ فِي سَبِيلِ اللَّهِ، وَإِنَّهُ مَنْ خَرَجَ مِنَ الْجَمَاعَةِ قِيدَ شِبْرٍ فَقَدْ
خَلَعَ رِبْقَةَ الإِسْلَامِ مِنْ عُنُقِهِ إِلَّا أَنْ تُرَاجِعَ مَنْ دَعَا
بِدَعْوَى الْجَاهِلِيَّةِ فَهُوَ مِنْ جُتَى جَهَنَّمَ وَإِنْ صَامَ وَصَلَّى
وَزَعَمَ أَنَّهُ مُسْلِمٌ (أحمد – ترمذي)
(232) «Da Hazrat Harith al-Ashʿari (che Allah si compiaccia di lui) è stato narrato che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Vi ordino cinque cose: unirvi alla Jamaat, ascoltare il vostro capo e obbedirgli, emigrare (quando ve ne sia necessità) e impegnarvi nel jihad sulla via di Allah. Chiunque si allontani dalla Jamaat anche solo della misura di un palmo, finché non vi faccia nuovamente ritorno, è come se avesse reciso dal proprio collo la corda dell’Islam. E se qualcuno invita la gente alle regole e alle consuetudini della jahiliyyah, per quanto preghi e digiuni e si consideri musulmano, farà parte degli abitanti dell’Inferno”. (Ahmad, Tirmidhi)
Il jihad sulla via di Allah
(۲۳۳) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَلَا أَدُلُّكُمْ بِرَأْسِ أَمْرِ وَعَمُودِهِ، وَذُرْوَةِ سَنَامِهِ ۚ قُلْتُ: بَلَى يَا رَسُولَ اللَّهِ قَالَ رَأْسُ الْأَمْرِ الإِسْلَامُ وَعَمُودُهُ الصَّلَاةُ وَذِرْوَةُ سَنَامِهِ
الجهاد (أحمد – ترمذي – ابن ماجة)
(233) «Da Hazrat Muʿadh ibn Jabal (che Allah si compiaccia di lui) è stato narrato che un giorno il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Non devo indicarti il fondamento di una questione particolarmente importante, il suo pilastro e la sua vetta più elevata?”. Risposi: “Sì, o Messaggero di Allah”. Egli disse: “Il fondamento della religione è l’Islam, il suo pilastro è la preghiera e la sua vetta più elevata è il jihad”.» (Ahmad, Tirmidhi, Ibn Majah)
Spiegazione: in questo hadith viene descritta in forma estremamente concisa, ma completa, la religione. In altre parole, vengono menzionati tre elementi fondamentali, dalle sue radici fino ai suoi rami. Primo: una persona entra nell’Islam riconoscendo l’obbedienza e la sottomissione ad Allah. Secondo: attraverso la preghiera si manifesta concretamente questa sua obbedienza. Terzo: mediante la pura disciplina spirituale della preghiera, egli si prepara al jihad sulla via di Allah.
Questi tre elementi dipendono tutti l’uno dall’altro, e non è possibile concepire una vita islamica eliminandone anche solo uno.
(٢٣٤) عَنْ أَبِي ذَرِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: قُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَيُّ الْأَعْمَالِ أَفْضَلُ، قَالَ: الإِيمَانُ بِاللَّهِ وَالجِهَادُ فِي سَبِيلِ اللهِ (بخاري – مسلم)
(234) «È stato narrato da Hazrat Abu Dharr al-Ghifari (r.a.): disse: “Chiesi: O Profeta di Allah, quale atto è il migliore agli occhi di Allah? Il Profeta (s.a.w.s.) rispose: Credere in Allah e compiere il jihad sulla Sua via”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Nel hadith, il jihad è definito l’azione migliore subito dopo la fede. La parola jihad è araba. È estremamente difficile trovare in altre lingue una parola che ne esprima pienamente il significato equivalente.
Il significato lessicale della parola jihad è: sforzo estremo. Il suo significato tecnico è invece impegnarsi con ogni mezzo per instaurare nella società l’ordinamento stabilito da Allah, dedicarsi a una lotta accanita per esso, fino a rischiare la vita, e impiegare in quest’opera tutte le proprie forze.
Il “jihad” non è limitato soltanto alle spedizioni armate. Anche cambiare il modo di pensare delle persone attraverso la scrittura e i discorsi e renderle seguaci della religione di Allah è jihad. Anche spendere denaro e ricchezze allo scopo di instaurare la religione è jihad. In situazioni estreme, esercitare la forza per sradicare l’ordinamento jahilita e instaurare l’ordinamento divino è anch’esso jihad.
Poiché il “jihad” è un compito estremamente difficile e le persone deboli di cuore non sono in grado di svolgerlo, il Messaggero di Allah (s.a.w.s.) lo ha definito l’azione migliore dopo la fede.
(٢٣٥) عَنِ ابْنِ عَبَّاسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: عَيْنَانِ لَا تَمَسُّهُمَا النَّارُ، عَيْنٌ بَكَتْ مِنْ خَشْيَةِ اللَّهِ، وَعَيْنٌ بَاتَتْ تَحْرُسُ فِي سَبِيلِ اللَّهِ (ترمذي)
(235) «È stato narrato da Hazrat Ibn Abbas (r.a.): disse: “Ho sentito il Messaggero (s.a.w.s.) dire che due tipi di occhi non saranno toccati dal fuoco dell’Inferno. Il primo è l’occhio che ha versato lacrime per timore di Allah; il secondo è l’occhio che ha trascorso la notte sveglio a fare la guardia sulla via di Allah”». (Tirmidhi)
Spiegazione: Nel hadith, con “occhio” si intende la persona dotata di quell’occhio. In altre parole, la persona che piange per timore di Allah e quella incaricata di proteggere lo Stato e gli ideali islamici dai nemici dell’Islam non andranno all’Inferno.
(٢٣٦) عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : مَنْ مَاتَ وَلَمْ يَغْزُ وَلَمْ يُحَدِّثْ بِهِ نَفْسَهُ مَاتَ عَلَى شُعْبَةٍ مِنْ نِفَاقٍ (مسلم)
(236) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (ra): il Messaggero di Allah (s) disse: “Chi non ha partecipato al jihad né ha nutrito alcun pensiero riguardo al jihad, e muore in tale stato, muore come un ipocrita.”» (Muslim)
Spiegazione: se una persona accetta la religione di Allah con tutto il cuore, allora impiegherà tutti i suoi sforzi per diffonderla, affermarla e attuarla. Se, per qualche ragione, non le sarà concessa tale opportunità, almeno concepirà nel proprio animo un progetto a questo scopo; quanto a colui che non farà nessuna di queste cose, si deve comprendere che non ha accettato la religione di Allah con tutto il cuore. Di conseguenza, la sua morte sarà come quella di un ipocrita.
Il jihad come espiazione dei peccati
(۲۳۷)
عَنْ أَبِي قَتَادَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ عَنْ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ أَنَّهُ قَامَ فِيهِمْ فَذَكَرَ لَهُمْ: أَنَّ الْجِهَادَ فِي سَبِيلِ اللَّهِ وَالإِيمَانَ بِاللَّهِ أَفْضَلُ الْأَعْمَالِ، فَقَامَ رَجُلٌ فَقَالَ يَا رَسُولَ اللَّهِ أَرَأَيْتَ إِنْ قُتِلْتُ فِي سَبِيلِ اللهِ تُكَفِّرُ عَنِّى خَطَايَايَ؟ فَقَالَ لَهُ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: نَعَمْ وَأَنْتَ صَابِرٌ مُحْتَسِبٌ مُقْبِلٌ غَيْرُ مُدْبِرٍ، ثُمَّ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: كَيْفَ قُلْتَ؟ قَالَ أَرَأَيْتَ إِنْ قُتِلْتُ فِي سَبِيلِ اللَّهِ أَتُكَفْرُ عَنِّى خَطَايَايَ؟ فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: نَعَمْ وَأَنْتَ صَابِرٌ مُحْتَسِبٌ مُقْيلٌ غَيْرُ مُدْبِرٍ إِلَّا الدَّيْنَ فَإِنَّ جِبْرِيلَ قَالَ لِي ذَالِكَ (مسلم)
(237) «È stato riferito da Hazrat Abu Qatada (ra): un giorno il Nobile Profeta (s) si alzò davanti ai Compagni e disse loro: “Certamente, compiere il jihad sulla via di Allah e credere in Allah sono le opere migliori.” Un uomo si alzò e chiese: “O Messaggero di Allah, se compio il jihad sulla via di Allah e abbraccio la morte, mi saranno perdonati i peccati commessi in precedenza?»
Il Profeta (s) disse: «Sì, se avanzi con fermezza contro il nemico sulla via di Allah e muori senza tentare di fuggire dal campo di battaglia, certamente i tuoi peccati saranno perdonati.» Dopo essersi fermato per qualche istante, il Profeta (s) chiese: «Ehi, che cosa mi avevi domandato?» L’uomo rispose: «O Profeta, se compio il jihad sulla via di Allah e ottengo il martirio, mi saranno perdonati tutti i peccati commessi in precedenza?» Il Profeta (s) disse: «Sì, se avanzi con fermezza contro i nemici di Allah, tutti i tuoi peccati saranno perdonati. Tuttavia, se hai un debito, esso non sarà perdonato. Proprio ora Gabriele (a) è venuto a riferirmi questa cosa.» (Muslim)
(۲۳۸)
وَعَنْ زَيْدِ بْنُ خَالِدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ جَهَزَ غَازِيًا فِي سبِيلِ اللَّهِ فَقَدْ غَزَا ، وَمَنْ خَلَفَ غَازِيًا فِي أَهْلِهِ فَقَدْ غزا (بخاري – مسلم)
(238) «È narrato da Hazrat Zayd ibn Khalid (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: chi procura l’equipaggiamento a un mujahid riceverà anch’egli la ricompensa del jihad. E chi si prende cura della famiglia di un mujahid riceverà anch’egli la ricompensa del jihad.» (Bukhari, Muslim)
Capitolo: 8. Sistema dello Stato
Responsabilità dei governanti
الَّذِينَ إِنْ مَكَّنَّاهُمْ فِي الْأَرْضِ أَقَامُوا الصَّلَاةَ وَآتَوُا الزَّكَاةَ وَأَمَرُوا بِالْمَعْرُوفِ وَنَهَوْا عَنِ الْمُنْكَرِ وَلِلَّهِ
عَاقِبَةُ الأُمُورِ (سورة الحج: (٤١)
«Se concediamo loro autorità sulla terra, essi vi stabiliscono la preghiera, istituiscono il sistema della zakat, ordinano il bene e proibiscono il male. E nelle mani di Allah è l’esito di ogni cosa.» (Sura al-Hajj: 41)
(۲۳۹)
وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : اللَّهُمَّ مَنْ وَلِيَ مِنْ أَمْرِ أُمَّتِي شَيْئًا فَشَقَّ عَلَيْهِمْ فَاسْقُقْ عَلَيْهِ وَمَنْ وَلِيَ مِنْ أَمْرِ أُمَّتِي شَيْئًا فَرَفَقَ بِهِمْ فَارْفُقْ بِهِ (مسلم)
(239) «È narrato da Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che ella disse: il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) pregava così: “O Allah, se qualcuno viene posto a capo di una questione della mia umma e tratta con durezza i suoi membri, tratta anche lui con durezza; e se qualcuno viene posto a capo di una questione della mia umma e agisce con benevolenza verso di loro, sii benevolo anche verso di lui.”» (Muslim)
(٢٤٠) وَعَن مَعْقَلِ بْنِ يَاسَرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: مَا مِنْ وَالٍ وَلِيَ رَعِيَّةً مِنَ الْمُسْلِمِينَ فَيَمُوتُ وَهُوَ غَاسٌ لَهُمْ إِلَّا حَرَّمَ اللَّهُ عَلَيْهِ الْجَنَّةَ (بخاري – مسلم)
(২৪০) «Hazrat Ma’qal ibn Yasar (r.a.) dice: Ho sentito il Messaggero (s.a.s.) dire: Qualunque governante ottenga l’autorità sui musulmani e muoia da oppressore e traditore, Allah gli proibirà certamente il Paradiso». (Bukhari, Muslim)
(٢٤١) وَعَن مَعْقَلِ بْنِ يَاسِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَا مِنْ عَبْدِ يَسْتَرْعِيهِ اللَّهُ رَعِيَّةً فَلَمْ يُعْطِهَا بِنَصِيْحَةٍ إِلَّا لَمْ يَجِدْ رَائِحَةَ الْجَنَّةِ (بخاري – مسلم)
(২৪১) «Hazrat Ma’qal ibn Yasar (r.a.) dice: Ho sentito il Messaggero (s.a.s.) dire: Col servo al quale Allah affida l’autorità sulla gente e che poi non si comporta bene con loro, non entrerà neppure nel Paradiso». (Vale a dire che in nessun modo potrà entrare in Paradiso.) (Bukhari, Muslim)
(٢٤٢) وَعَن مَعْقَلِ بْنِ يَاسَارٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: أَيُّمَا وَالٍ وَلِيَ مِنْ أَمْرِ الْمُسْلِمِينَ شَيْئًا، فَلَمْ يَجْهَدْ لَهُمْ كَنُصْحِهِ وَجُهْدِهِ لِنَفْسِهِ كَبَّهُ اللَّهُ عَلَى وَجْهِهِ فِي النَّارِ
(طبراني)
(২৪২) «Hazrat Ma’qal ibn Yasar (r.a.) riferisce: Ho sentito il nobile Messaggero (s.a.s.) dire: Chiunque venga incaricato di una responsabilità riguardante i musulmani e poi non si impegni per il loro bene e il loro interesse con lo stesso impegno che dedica a se stesso, Allah lo getterà capovolto nel Fuoco dell’Inferno». (Tabarani)
(٢٤٣) وَعَنْ عَائِدَ بْنِ عَمْرٍو رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: إِنَّ شَرَّ الرِّعَاءِ الْحُطَمَةُ (مسلم)
(২৪৩) «Hazrat Aidh ibn Amr (r.a.) dice: Ho sentito il Messaggero (s.a.s.) dire: Il peggiore dei governanti è colui che è oppressore» (vale a dire colui che opprime la gente comune). (Muslim)
Spiegazione: Nei suddetti hadith, il Profeta di Allah ha ordinato ai governanti di essere compassionevoli verso la gente comune, giusti e desiderosi del suo bene. Ha inoltre chiaramente dichiarato che la destinazione finale dei governanti spietati, oppressori e tiranni è l’Inferno. Quando il Profeta (s.a.s.) inviò Hazrat Mu’adh (r.a.) come governatore dello Yemen, nell’ultima parte dell’importante consiglio che gli diede disse: «O Mu’adh, temi certamente la maledizione dell’oppresso, poiché tra la supplica dell’oppresso e Allah l’Altissimo non vi è alcun velo».
Dopo essere stato eletto califfo, il primo califfo dell’Islam, Hazrat Abu Bakr Siddiq, pronunciò un discorso programmatico, in una parte del quale disse: «Attenzione: da oggi, ogni vostro uomo debole sarà forte ai miei occhi, poiché avanzerò in suo aiuto con il potere dello Stato. E ogni vostro uomo forte sarà debole ai miei occhi, poiché sarò io a reclamare da lui il diritto del debole». Pertanto, colui al quale Allah conferirà l’autorità di governare dovrà amministrare il governo secondo la volontà di Allah e del Suo Messaggero, e dovrà rendere giustizia alla popolazione. Infatti, nell’Islam lo Stato non è stato posto al di fuori dei limiti della Sharia.
I doveri della popolazione
(٢٤٤) وَعَنْ أُمِّ الْحُصَيْنِ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنْ أُمْرَ عَلَيْكُمْ عَبْدٌ مُجَدَّعٌ يَقُودُكُمْ بِكِتَابِ اللَّهِ تَعَالَى فَاسْمَعُوا لَهُ وأَطِيعُوا (مسلم)
(244) «Hazrat Umm al-Husayn (che Allah sia soddisfatto di lei) riferisce che il Nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Anche se fosse scelto come vostro amir uno schiavo dal naso mutilato, e governasse su di voi secondo il Libro di Allah, allora ascoltatelo e obbeditegli”». (Muslim)
(٢٤٥) عَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: اسْمَعُوا وَأَطِيعُوا وَإِنِ اسْتُعْمِلَ عَلَيْكُمْ عَبْدٌ حَبَشِيٌّ كَأَنَّ رَأْسَهُ زَبِيبَةٌ (بخاري)
(245) «È riferito da Hazrat Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) disse: “Anche se fosse posto come vostro governante uno schiavo abissino dalla testa piccola come un acino d’uva, ascoltatelo e obbeditegli”». (Bukhari)
Spiegazione: nell’Islam è stata attribuita particolare importanza alla disciplina di gruppo, all’unità e all’obbedienza. L’ordine del Profeta (pace e benedizioni su di lui) è che, una volta scelto qualcuno come vostro capo, finché egli vi guiderà secondo il Corano e la Sunna, dovrete obbedirgli e rispettare i suoi ordini. Infatti, la diffusione e l’affermazione della religione di Allah nel mondo, nonché il progresso e il benessere della comunità dei musulmani, dipendono proprio dalla sua forza unita.
I limiti dell’obbedienza
(٢٤٦) وَعَنْ ابْنِ عُمَرَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: السَّمْعُ وَالطَّاعَةُ عَلَى الْمَرْءِ الْمُسْلِمِ فِيمَا أَحَبَّ وَكَرِهَ مَا لَمْ يُؤْمَرُ بِمَعْصِيَةٍ فَإِذَا أُمِرَ بِمَعْصِيَةٍ فَلَا سَمْعَ وَلَا طَاعَةَ (بخاري – مسلم)
(246) «Hazrat Abd Allah ibn Umar (che Allah si compiaccia di lui) riferì: Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: finché il governante non ordini un atto peccaminoso, è dovere imprescindibile di ogni musulmano ascoltare i suoi ordini e obbedirgli, che gli piaccia o meno. Tuttavia, se ordina un atto peccaminoso, non è necessario ascoltarlo né obbedirgli.» (al-Bukhari, Muslim)
(٢٤٧) وَعَنْ عَلِيِّ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لا طَاعَةَ فِي مَعْصِيَةٍ إِنَّمَا الطَّاعَةُ فِي الْمَعْرُوفِ (بخاري – مسلم)
(247) «Hazrat Ali (che Allah si compiaccia di lui) riferì: Il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: non vi è obbedienza nel peccato; l’obbedienza riguarda soltanto le opere buone.» (al-Bukhari, Muslim)
(٢٤/٠) وَعَنْ أُمِّ سَلَمَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: يَكُونُ أُمَرَاءُ تَعْرِفُونَ وَتُنْكِرُونَ فَمَنْ أَنْكَرَ فَقَدْ بَرِئَ، وَمَنْ كَرِهَ فَقَدْ سَلِمَ أَيْ مَنْ كَرِهَ بِقَلْبِهِ وَأَنْكَرَ بِقَلْبِهِ، وَلَكِنْ مَنْ رَضِيَ وَتَابَعَ، قَالُوا : أَفَلَا نُقَاتِلُهُمْ، قَالَ: لَا ، مَا صَلَّوْا ، لا،
مَا صَلَّوْا (مسلم)
(248) «Da Umm Salama (che Allah si compiaccia di lei) è stato riferito. Ella disse: il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: verrà un tempo in cui vi saranno posti a capo governanti le cui azioni conoscerete e disapproverete: chi le disapproverà sarà libero da colpa; e chi le riterrà cattive nel proprio cuore e le condannerà interiormente sarà anch’egli al sicuro. Ma chi approverà tali cattive azioni e seguirà quei governanti ne sarà compartecipe nel peccato. I Compagni chiesero: O Profeta di Allah, non dovremmo impugnare le armi contro quei governanti? Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: No, finché continueranno a compiere la preghiera, non lo farete.» (Muslim)
È ingiusto desiderare una carica
(٢٤٩) وَعَنْ عَبْدِ الرَّحْمَنِ بْنِ سَمُرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: لَا تَسْأَلِ الإِمَارَةَ، فَإِنَّكَ إِنْ أُعْطِيتَهَا عَنْ مَسْأَلَةٍ وَكَلَتْ إِلَيْهَا ، وَإِنْ أُعْطِيتَهَا عَنْ غَيْرِ مَسْأَلَةٍ أُعِنْتَ عَلَيْهَا
(بخاري – مسلم)
(249) «È stato narrato da Hazrat Abdur Rahman ibn Samurah (r.a.). Egli disse: il Messaggero di Allah (s.a.w.) mi disse: “Non chiedere di ottenere una posizione di autorità. Infatti, se otterrai tale autorità dopo averla chiesta, sarai lasciato a occuparti da solo di tale incarico. (In quella situazione non riceverai alcun aiuto da Allah.) Se invece otterrai l’autorità senza averla chiesta in alcun modo, riceverai l’aiuto di Allah nell’adempimento della responsabilità.”» (Bukhari, Muslim)
(٢٥٠) عَنْ أَبِي مُوسَى رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: دَخَلْتُ عَلَى النَّبِيِّ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَنَا وَرَجُلَانِ مِنْ بَنِي عَمِّى فَقَالَ أَحَدُهُمَا يَا رَسُولَ اللَّهِ أَمِّرْنَا عَلَى بَعْضٍ مَا وَلَاكَ اللَّهُ ، وَقَالَ الآخَرُ: مِثْلَ ذَلِكَ، فَقَالَ: إِنَّا وَاللَّهِ لَا نُوَلِّى
عَلَى هَذَا الْعَمَلِ أَحَدًا سَأَلَهُ وَلَا أَحَدًا حَرَصَ عَلَيْهِ، وَفِي رِوَايَةٍ لَا تَسْتَعْمِلُ عَلَى عَمَلِنَا مَنْ أَرَادَهُ
(بخاري – مسلم)
(250) «Hazrat Abu Musa (r.a.) disse: “Un giorno io e i miei due cugini ci recammo alla presenza del Nobile Profeta (s.a.w.). Uno dei miei cugini disse al Profeta (s.a.w.): ‘O Profeta di Allah, affidami l’amministrazione di una regione sotto il dominio che Allah ti ha conferito.’ Anche il secondo cugino fece una richiesta analoga. Il Profeta (s.a.w.) disse: ‘Per Allah, non affideremo mai un incarico di questo genere a chi lo chieda o ne sia avido.’ Secondo un’altra narrazione, il Profeta (s.a.w.) disse loro: ‘Non nomineremo nei nostri incarichi coloro che li desiderano.’» (Bukhari, Muslim)
(٢٥١) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: تَجِدُونَ مِنْ خَيْرِ النَّاسِ أَشَدُّهُمْ كَرَاهِيَةً لِهَذَا الْأَمْرِ حَتَّى يَقَعَ فِيهِ
(بخاري – مسلم)
(251) «È stato narrato da Hazrat Abu Hurayra (r.a.). Il Messaggero di Allah (s.a.w.) disse: “Troverete tra i migliori degli uomini coloro che detestano maggiormente questa responsabilità, finché non vi saranno coinvolti.”» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: coloro che, comprendendo l’importanza di una responsabilità o di una carica relativa al governo, sono riluttanti ad accettarla, quando viene loro affidata considerando la loro onestà e il loro senso di responsabilità, svolgono il loro compito con eccezionale dedizione e integrità. Di conseguenza ricevono l’aiuto di Allah e diventano allora le persone migliori della società.
La responsabilità del giudice
وَإِذَا حَكَمْتُمْ بَيْنَ النَّاسِ أَنْ تَحْكُمُوا بِالْعَدْلِ إِنَّ اللَّهَ نِعِمَّا يَعِظُكُمْ بِهِ إِنَّ اللَّهَ كَانَ سَمِيعًا بَصِيرًا
(سورة النساء : ٥٨)
“E quando giudicate tra le persone, giudicate con giustizia. Allah vi esorta con il miglior consiglio. In verità, Allah è Colui che ascolta ogni cosa e vede ogni cosa.” (Sura an-Nisāʾ – 58)
(٢٥٢) وَعَنْ أَبِي بَكْرَةً رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: سَمِعْتُ
رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: لَا يَقْضِيَنَّ حَكَمٌ بَيْنَ اثْنَيْنِ وَهُوَ غَضَبَانُ (بخاري – مسلم)
(252) “Hazrat Abū Bakrah (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Ho sentito il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) dire: Nessun giudice deve emettere una sentenza tra due persone mentre è adirato.” (Bukhārī, Muslim)
Spiegazione: Se un giudice emette una sentenza mentre è in preda all’ira, è possibile che l’ira influenzi il suo giudizio, cosicché non venga fatta giustizia. Perciò il Profeta di Allah ha ordinato di rendere giustizia in modo appropriato, dopo aver ascoltato le parole di entrambe le parti ed esaminato le prove, trovandosi in uno stato pienamente sereno e normale.
(٢٥٣) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَنْ جُعِلَ قَاضِبًا بَيْنَ النَّاسِ فَقَدْ ذُبِحَ بِغَيْرِ سِكِينٍ
أحمد – ترمذي – أبو داؤد – ابن ماجة)
(253) “Hazrat Abū Hurayrah (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha dichiarato: Colui che viene nominato giudice è come se fosse stato sgozzato senza coltello.” (Ahmad, Tirmidhī, Abū Dāwūd, Ibn Mājah)
Spiegazione: Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha fornito l’esempio sopra per far comprendere la grande importanza e la delicatezza della responsabilità del giudice. Nel giudicare una controversia tra due persone in conflitto, la gravosa responsabilità del giudice lo tormenterà a tal punto che egli sentirà come se venisse sgozzato senza coltello, con un oggetto duro.
(٢٥٤) وَعَنْ بُرَيْدَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْقُضَاةُ ثَلَاثَةٌ وَاحِدٌ فِي الْجَنَّةِ وَاثْنَانِ فِي النَّارِ فَأَمَّا الَّذِي فِي الْجَنَّةِ فَرَجُلٌ عَرَفَ الْحَقَّ فَقَضَى بِهِ، وَرَجُلٌ عَرَفَ الْحَقَّ فَجَارَ فِي الْحُكْمِ فَهُوَ فِي النَّارِ وَرَجُلٌ قَضَى لِلنَّاسِ عَلَى جَهْلٍ فَهُوَ فِي
النَّارِ
(أبو داؤد – ابن ماجة)
(254) «È stato riferito da Abu Burayda (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “I giudici sono di tre categorie: una sarà in Paradiso e due saranno nell’Inferno. Sarà in Paradiso il giudice che riconosce la verità e giudica conformemente ad essa. Sarà invece nell’Inferno il giudice che, pur avendo riconosciuto la verità, giudica in modo contrario ad essa. Allo stesso modo, sarà nell’Inferno il giudice che giudica nell’ignoranza.”» (Abu Dawud, Ibn Majah)
Quale metodo adottare nel giudicare
(٢٥٥) وَعَنْ مُعَاذِ بْنِ جَبَلٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ لَمَّا بَعَثَهُ إِلَى الْيَمَنِ، قَالَكَ كَيْفَ تَقْضِي إِذَا عَرَضَ لَكَ قَضَاءٌ؟ قَالَ أَقْضِى
بِكِتَابِ اللَّهِ ، قَالَ: فَإِنْ لَمْ تَجِدْ فِي كِتَابِ اللَّهِ؟ قَالَ: فَبِسُنَّةِ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، قَالَ: فَإِنْ لَمْ تَجِدْ فِي سُنَّةِ رَسُولِ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ؟ قَالَ: أَجْتَهِدُ رَأْيِي وَلَا آلُو، قَالَ: فَضَرَبَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ عَلَى صَدْرِهُ وَقَالَ: الْحَمْدُ لِلَّهِ الَّذِي وَفِّقَ رَسُولَ رَسُولِ اللَّهِ لِمَا يَرْضِي بِهِ رَسُولُ اللَّهِ ترمذي – أبو داؤد – دارمي)
(255) «Muʿadh ibn Jabal (che Allah sia compiaciuto di lui) racconta: quando il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) lo stava inviando nello Yemen, gli domandò: “Quando ti verrà sottoposto un caso, sulla base di che cosa emetterai il giudizio?” Muʿadh rispose: “Giudicherò secondo il Libro di Allah.” Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “E se non trovassi nel Libro di Allah il giudizio relativo a quel caso?” Egli rispose: “Allora giudicherò secondo la Sunnah del Messaggero.” Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “E se non lo trovassi neppure nella Sunnah del Messaggero?” A questo punto Muʿadh disse: “Allora eserciterò l’ijtihad, sforzando il mio intelletto, e non trascurerò nulla nell’esercizio dell’ijtihad.” Udendo ciò, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) pose la mano sul petto di Muʿadh e disse: “Ogni lode appartiene ad Allah, che ha concesso al rappresentante del Messaggero di Allah la capacità di prendere una decisione conforme a ciò che gradisce il Messaggero.”» (Tirmidhi, Abu Dawud, Darimi)
L’intercessione nel sistema giudiziario
(٢٥٦) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّ قُرَيْشًا أَهَمَّهُمْ شَأْنُ الْمَرْأَةِ الْمَحْزُومِيَّةِ الَّتِي سَرَقَتْ فَقَالُوا : وَمَنْ يُكَلِّمُ فِيهَا رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ، فَقَالُوا : وَمَنْ يَجْتَرِئُ عَلَيْهِ إِلَّا أُسَامَةُ بْنُ زَيْدٍ حِبُّ رَسُولِ اللَّهِ صلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ فَكَلَّمَهُ أُسَامَةُ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : أَتَشْفَعُ فِي حَدٍ مِنْ حُدُودِ اللَّهِ ثُمَّ قَامَ فَاخْتَطَبَ ثُمَّ قَالَ إِنَّمَا أَهْلَكَ الَّذِينَ قَبْلَكُمْ أَنَّهُمْ كَانُوا إِذَا سَرَقَ فِيهِمُ الشَّرِيفُ تَرَكُوهُ، وَإِذَا سَرَقَ فِيهِمُ الضَّعِيفُ أَقَامُوا عَلَيْهِ الْحَدَّ وَايْمُ اللَّهِ لَوْ أَنَّ فَاطِمَةَ ابْنَةَ مُحَمَّدٍ سَرَقَتْ لَقُطِعَتْ يَدُهَا
(بخاري – مسلم)
(256) «È stato riferito da Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che un giorno i Quraysh erano molto preoccupati per una donna della tribù dei Makhzum, poiché aveva commesso un furto. (Il suo caso era stato presentato al tribunale del Profeta, che Allah lo benedica e gli conceda la pace.) Si chiedevano tra loro: “Chi può parlare con il Messaggero di Allah, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, riguardo a questa faccenda?”. Si dissero l’un l’altro: “Chi, oltre a Usama ibn Zayd, il prediletto del Messaggero, avrebbe il coraggio di parlargli al riguardo?”. In seguito Usama (che Allah sia soddisfatto di lui) parlò al Profeta, che Allah lo benedica e gli conceda la pace, della questione. Il Profeta disse: “Stai forse intercedendo presso di me perché non venga applicato un comando di Allah?”. Poi il Profeta si alzò e pronunciò un discorso, dicendo: “Le popolazioni che vi precedettero furono distrutte perché, quando una persona di alto rango commetteva un furto, la lasciavano andare; invece, quando a rubare era una persona debole, applicavano su di essa la pena prevista. Giuro su Allah: se anche Fatima, figlia di Muhammad, rubasse, le verrebbe certamente tagliata la mano”». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: nella legge islamica, la pena massima per il furto è il taglio della mano. Un giorno una donna della famosa famiglia Makhzum della tribù dei Quraysh, Fatima bint Asad, commise un furto per circostanze fortuite e il suo caso fu presentato al Profeta, che Allah lo benedica e gli conceda la pace. I membri della sua tribù erano molto turbati al pensiero che la mano di quella donna di famiglia nobile potesse essere tagliata per il furto commesso. Pertanto fecero intercedere presso il Messaggero, per ottenere l’annullamento della pena, Usama (che Allah sia soddisfatto di lui), una persona a lui cara. Il Profeta ne fu molto contrariato e pronunciò un discorso rivolto ai Compagni presenti. Disse che un’intercessione di questo genere, riguardo all’applicazione delle pene della Sharia, era gravemente riprovevole. Disse inoltre: “Non importa se si tratta di Fatima bint Asad: se anche Fatima bint Muhammad avesse commesso questo atto, le avrei certamente tagliato la mano”. Il Profeta aggiunse che, prima di loro, diverse popolazioni erano state distrutte da Allah proprio quando, nel sistema giudiziario, avevano iniziato a ricorrere a intercessioni illecite e al favoritismo.
Capitolo 9: L’Aldilà
La morte e la vita dopo la morte
قُلْ إِنَّ الْمَوْتَ الَّذِي تَفِرُّونَ مِنْهُ فَإِنَّهُ مُلَاقِيكُمْ ثُمَّ لَا تُرَدُّونَ إِلَى عَالِمِ الْغَيْبِ وَالشَّهَادَةِ فَيُنَبِّئُكُمْ بِمَا كُنْتُمْ
تَعْمَلُونَ (سورة الجمعة (۸)
«Di’ loro: “La morte dalla quale fuggite vi raggiungerà certamente. Poi sarete condotti davanti ad Allah, l’Onnisciente dell’invisibile e del visibile, ed Egli vi informerà delle opere che compivate in questo mondo”». (Sura al-Jumuʿa: 8)
(٢٥٧) وَعَنْ تَوْبَانَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : يُوشِكُ الْأُمَمُ أَنْ تَدَاعَى عَلَيْكُمْ كَمَا تَدَاعَى الأَكِلَةُ إِلَى قَصْعَتِهَا ، فَقَالَ قَائِلٌ وَمِنْ قلةٍ نَحْنُ يَوْمَئِذٍ ؟ قَالَ : بَلْ أَنْتُمْ يَوْمَئِذٍ كَثِيرٌ وَلَكِنَّكُمْ غُنَاءٌ كَفَتَاءِ السَّيْلِ وَلَيَنْزِعَنَّ اللَّهُ مِنْ صُدُورِ عَدُوِّكُمُ الْمَهَابَةَ مِنْكُمْ وَلَيَقْذِفَنَّ اللَّهُ فِي قُلُوبِكُمُ الْوَهَنَ، قَالَ
قَائِلٌ يَا رَسُولَ اللَّهِ وَمَا الْوَهَنُ قَالَ: حُبُّ الدُّنْيَا
وَكَرَاهِيَةُ الْمَوْتِ (أبو داؤد)
(257) «È stato riferito da Thawbān (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Presto verrà per la mia comunità un tempo in cui le varie nazioni del mondo si precipiteranno contro di essa come gli affamati si avventano sul cibo”. Un uomo domandò: “O Messaggero, quel giorno saremo forse molto pochi di numero, così che le varie nazioni del mondo avanzeranno per eliminarci?”. Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “No, anzi quel giorno sarete numerosi. Tuttavia sarete come la schiuma sulla superficie dell’acqua di un’alluvione. Certamente, quel giorno, Allah farà nascere nei loro cuori timore nei vostri confronti”. Un uomo domandò: “O Messaggero, quale sarà la causa di questa debolezza e di questo timore che compariranno nei nostri cuori?”. Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Perché quel giorno amerete il mondo terreno e detesterete la morte”.» (Abū Dāwūd)
Spiegazione: Il Profeta di Allah, sulla base della conoscenza concessagli da Allah, talvolta ha fatto anche profezie. Il suddetto hadith è una profezia del Messaggero. In esso il Profeta di Allah allude a una certa epoca futura dei musulmani: verrà un tempo in cui la mia comunità sarà talmente assorbita dal fascino del mondo terreno da considerare la vita terrena estremamente prospera e felice, invece dell’Aldilà, e da non voler affatto sacrificare la vita e i beni per l’Islam e per la comunità islamica. Di conseguenza, il timore dei musulmani scomparirà dai cuori dei nemici dell’Islam e, nonostante il loro grande numero, i nemici dell’Islam cancelleranno dalla faccia della terra la loro influenza e il loro prestigio.
(٢٥٨) وَعَنْ شَدَّادِ بْنِ أَوْسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: الْكَيِّسُ مَنْ دَانَ نَفْسَهُ وَعَمِلَ لِمَا بَعْدَ الْمَوْتِ، وَالْعَاجِزُ مَنْ أَتْبَعَ نَفْسَهُ هَوَاهَا وَتَمَنَّى عَلَى اللَّهِ (ترمذي)
(258) «È stato riferito da Shaddād ibn Aws (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “In verità, intelligente è colui che domina il proprio nafs e opera in vista della vita dopo la morte. Privo d’intelligenza è invece colui che lascia il proprio nafs in balìa dei suoi capricci e nutre vane speranze nella misericordia di Allah”». (Vale a dire: compie le proprie azioni secondo i desideri del nafs, ma continua a sperare che Allah lo perdoni.) (al-Tirmidhī)
(٢٥٩) وَعَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: اسْتَحْيُوا مِنَ اللَّهِ حَقَّ الْحَيَاءِ، قُلْنَا إِنَّا لَنَسْتَحْيِي يَا رَسُولَ اللَّهِ وَالْحَمْدُ لِلَّهِ، قَالَ: لَيْسَ ذَاكَ وَلَكِنَّ الإِسْتِحْيَاءَ مِنَ اللَّهِ حَقَّ الْحَيَاءِ أَنْ تَحْفَظَ الرَّأْسَ وَمَا وَعَى وَتَحْفَظَ الْبَطْنَ وَمَا
حَوَى وَتَتَذَكَّرَ الْمَوْتَ وَالْبَلَى، وَمَنْ أَرَادَ الْآخِرَةَ تَرَكَ زِينَةَ الدُّنْيَا وَآثَرَ الآخِرَةَ عَلَى الْأُولَى، فَمَنْ فَعَلَ ذَالِكَ فَقَدِ اسْتَحْيَا مِنَ اللَّهِ حَقَّ الْحَيَاء (ترمذي)
(259) «Un giorno il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), rivolgendosi ai nobili Compagni, disse: “Dovete mostrare ad Allah un timore reverenziale speciale”. Il Compagno narratore disse: “Rispondemmo: «O Profeta di Allah, rendiamo grazie ad Allah per il fatto che Lo veneriamo con pieno rispetto»”. Il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “No, non è come avete detto. Venerare Allah con pieno rispetto significa invece che presterai particolare attenzione alla tua mente e a tutti i pensieri e le riflessioni che vi sorgono; vigilerai su ciò che introduci nello stomaco come cibo e ricorderai spesso la morte e la condizione successiva alla morte. Colui che assume l’Aldilà come propria meta rifiuterà lo splendore del mondo terreno e darà la precedenza all’Aldilà rispetto alla vita terrena. Chi compie tutte queste azioni venera veramente Allah con pieno rispetto”». (al-Tirmidhī)
Spiegazione: Nel hadith riferito, nel descrivere il significato della venerazione piena e rispettosa di Allah, il Grande Profeta ha indicato tre aspetti. Uno di essi è la mente, poiché la mente è il centro dei pensieri e delle riflessioni dell’essere umano. Prestare attenzione alla mente significa non permettere che vi trovino posto pensieri di azioni riprovevoli, ingiuste o peccaminose. Come un’automobile è messa in movimento dal motore, così l’essere umano è guidato dalla mente. L’idea di compiere un’azione buona o cattiva nasce anzitutto nella mente; poi le mani, i piedi e gli altri organi la trasformano in atto. Pertanto, chi nutre buoni pensieri nella mente sarà necessariamente portato a compiere buone azioni anche con le mani e i piedi. Se la mente concepisce pensieri ingiusti e malvagi, gli organi li trasformeranno in atti. Per questo il Profeta di Allah ha ordinato di prestare attenzione alla mente e ai pensieri che vi sopraggiungono.
La seconda è il ventre, o addome. L’energia dell’uomo si accumula attraverso il cibo che assume nel ventre, e proprio questa energia mantiene attiva e vigile la capacità di pensiero del cervello. Pertanto, se il cibo è impuro e illecito, il cervello non potrà in alcun modo concepire pensieri puri grazie all’energia prodotta da quel cibo. La terza è l’Aldilà. Infatti, è il pensiero dell’Aldilà che costringe l’uomo a seguire la retta via nella vita terrena. L’uomo privo di fede nell’Aldilà è come un viaggiatore senza destinazione. Come chi è senza destinazione vaga senza meta per vicoli e strade, attratto da ogni sfarzo ai margini del cammino, così colui che dimentica l’Aldilà viene attirato dalle illusioni del mondo e rimane incurante di Allah.
(٢٦٠) وَعَنْ أَنَسٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ أَنَّ رَجُلاً قَالَ: يَا رَسُولَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ مَتَى السَّاعَةُ؟ قَالَ: وَيْلَكَ وَمَا أَعْدَدْتَ لَهَا؟ قَالَ: مَا أَعْدَدْتُ لَهَا إِلَّا أَنِّي
أُحِبُّ اللَّهَ وَرَسُولَهُ، قَالَ: أَنْتَ مَعَ مَنْ أَحْبَبْتَ، قَالَ أَنَسٌ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ مَا رَأَيْتُ الْمُسْلِمِينَ فَرِحُوا بِشَيْءٍ
بَعْدَ الإِسْلَامِ فَرَحَهُمْ بِهَا (بخاري – مسلم)
(260) «Riferito da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui): un giorno un uomo chiese al Profeta di Allah: “Quando sarà l’Ora?” Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Guai a te! Che cosa hai preparato per essa?” L’uomo rispose: “Non ho potuto preparare molto per l’Ora, se non l’amore per Allah e per il Suo Messaggero”. Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Nel Giorno della Risurrezione sarai con colui che ami nel mondo”. Anas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Quel giorno i musulmani furono così felici per queste parole del Messaggero che, dopo aver abbracciato l’Islam, non li si era mai visti tanto felici”.» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: il Corano stesso ha elogiato la devozione, la pietà e il sacrificio dei nobili Compagni sulla via di Allah. Nonostante ciò, i nobili Compagni rimanevano continuamente preoccupati pensando all’Aldilà. Per questo furono profondamente lieti della suddetta buona novella del Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace), poiché erano completamente rapiti dall’amore per il Profeta. Sapendo dunque che nel Giorno della Risurrezione sarebbero rimasti con il Profeta, ne furono immensamente felici.
Descrizione del Giorno della Risurrezione
(٢٦١) وَعَنْ سَهْلِ بْنِ سَعَدٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمَا قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : يُحْشَرُ النَّاسُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ عَلَى أَرْضِ بَيْضَاءَ عَفْرَاءَ كَفُرْصَةِ النَّقِيِّ لَيْسَ فِيهَا عَلَمٌ لأَحَدٍ (بخاري – مسلم)
(261) «Riferito da Sahl ibn Sa‘d (che Allah sia soddisfatto di entrambi): il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Nel Giorno della Risurrezione l’umanità sarà radunata su una terra bianca, dal tono rossastro, simile a una focaccia di farina impastata, sulla quale non vi sarà alcuna traccia di abitazione”.» (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Dopo che questo mondo terreno e tutte le sue cose saranno svaniti, Allah l’Altissimo riunirà l’intera umanità e tutti i jinn in una vasta pianura per chiedere conto di tutte le azioni da loro compiute nel mondo terreno. In quel luogo non vi saranno case, montagne, foreste o altro dietro cui qualcuno possa trovare riparo. Quella sterminata pianura è il Campo del Raduno, rispetto al quale la nostra Terra è soltanto un punto. Il terreno del Campo del Raduno sarà di colore bianco, con sfumature rossastre.
(٢٦٢) وَعَن عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا قَالَتْ: سَمِعْتُ رَسُولَ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ يَقُولُ: يُحْشَرُ النَّاسُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ حُفَاةً عُرَاةً غُرْلًاً، قُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ
النِّسَاءُ وَالرِّجَالُ جَمِيعًا يَنْظُرُ بَعْضُهُمْ إِلَى بَعْضٍ، فَقَالَ يَا عَائِشَةُ الْأَمْرُ أَشَدُّ مِنْ أَنْ يَنْظُرَ بَعْضُهُمْ إِلَى بَعْضٍ
(بخاري – مسلم)
(262) «Da Hazrat ʿĀʾisha, che Allah sia soddisfatto di lei, è stato narrato: ella disse: Ho sentito il Profeta di Allah dire che, nel Giorno della Resurrezione, l’umanità sarà radunata a piedi nudi, nuda e non circoncisa. Chiesi: O Messaggero di Allah, in tali condizioni uomini e donne si guarderanno gli uni gli altri. Il Profeta disse: O ʿĀʾisha, quel Giorno sarà così terribile che nessuno penserà minimamente a guardare gli altri». (Bukhari, Muslim)
Spiegazione: Nel Giorno del Raduno, tutta l’umanità sarà riunita nel Campo del Raduno priva di vesti, di calzature, nuda e persino non circoncisa. In altre parole, la resurrezione avverrà nello stesso stato in cui l’essere umano venne al mondo dal grembo materno. A questo proposito, il Corano dice quanto segue:
كَمَا بَدَأْنَا أَوَّلَ خَلْقٍ نُعِيدُهُ وَعْدًا عَلَيْنَا إِنَّا كُنَّا فَاعِلِينَ
«Come abbiamo dato inizio alla prima creazione, così la faremo ritornare. Questa è una promessa da parte Nostra, e certamente la manterremo. (Sura al-Anbiyāʾ, 134)
Il terrore, lo sgomento e la paura del Giorno della Resurrezione renderanno le persone talmente spaventate e sconvolte che, sebbene tutti risorgeranno nudi, nessuno volgerà nemmeno lo sguardo verso un altro. Ognuno sarà angosciato e preoccupato per i propri pensieri.
(٢٦٣) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ : لَيَأْتِي الرَّجُلُ الْعَظِيمُ السَّمِينُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ لَا يَزِنُ عِنْدَ اللَّهِ جَنَاحَ بَعُوضَةٍ وَقَالَ اقْرَؤُوا : فَلَا نُقِيمُ لَهُمْ يَوْمَ الْقِيَامَةِ وَزْنًا
(بخاري – مسلم)
(263) «È stato riferito da Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Nobile Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: nel Giorno della Resurrezione sarà condotto un uomo grande, corpulento e robusto, la cui dignità presso Allah non sarà nemmeno pari all’ala di una zanzara. Poi il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) ordinò di recitare il seguente versetto: “Nel Giorno della Resurrezione non stabiliremo per loro alcuna bilancia.” (Perché non avranno opere degne di essere pesate.) (Bukhari, Muslim)
(٢٦٤) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ: قَرَأَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ هَذِهِ الْآيَةَ: يَوْمَئِذٍ تُحَدِّثُ أَخْبَارَهَا، قَالَ: أَتَدْرُونَ مَا أَخْبَارُهَا؟ قَالُوا : اللَّهُ وَرَسُولُهُ أَعْلَمُ، قَالَ: فَإِنَّ أَخْبَارَهَا أَنْ تَشْهَدَ عَلَى كُلِّ
عَبْرٍ أَوْ أَمَةٍ بِمَا عَمِلَ عَلَى ظَهْرِهَا أَنْ تَقُولَ: عَمِلَ عَلَيَّ كَذَا وَكَذَا يَوْمَ كَذَا وَكَذَا ، قَالَ : فَهَذِهِ أَخْبَارُهَا
أحمد – ترمذي)
(264) «Hazrat Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: un giorno il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) recitò questo versetto: “Quel giorno la terra riferirà tutte le sue notizie.” Poi il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) domandò: “Sapete quali sono le notizie della terra?” I Compagni risposero: “Allah e il Suo Messaggero lo sanno meglio di tutti noi; noi non lo sappiamo.” Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Le notizie della terra sono che essa testimonierà, nel Giorno della Resurrezione, riguardo a tutte le opere buone e cattive compiute da uomini e donne sulla sua superficie. La terra dirà: ‘In tale e tal altro giorno, tali e tal altre persone hanno compiuto questa e quella opera sul mio dorso.’” Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Questa è la testimonianza delle notizie della terra.”» (Ahmad, Tirmidhi)
(٢٦٥) وَعَنْ عَائِشَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهَا أَنَّهَا ذَكَرَتِ النَّارَ فَبَكَتْ، فَقَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: مَا يُبْكِيكِ ، قَالَتْ: ذَكَرْتُ النَّارَ فَبَكَيْتُ فَهَلْ تَذْكُرُونَ أهْلِيكُمْ يَوْمَ الْقِيَامَةِ؟ قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: أَمَّا فِي ثَلاثَةِ مَوَاطِنَ فَلَا يَذْكُرُ أَحَدٌ أَحَدًا
عِنْدَ الْمِيزَانِ حَتَّى يَعْلَمَ أَيَخِفُ مِيزَانُهُ أَوْ يَثْقُلُ، وَعِنْدَ الْكِتَابِ حِينَ يُقَالُ هَاؤُمُ اقْرَءُوا كِتَابِيَهْ حَتَّى يَعْلَمَ أَيْنَ يَقَعُ كِتَابُهُ أَفِي يَمِينِهِ أَمْ فِي شِمَالِهِ أَمْ مِنْ وَرَاءِ ظَهْرِهِ، وَعِنْدَ الصِّرَاطِ إِذَا وُضِعَ فِي ظَهْرِ جَهَنَّمَ
(أبو داؤد)
(265) «Hazrat Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: un giorno ricordai l’Inferno e scoppiai a piangere. Il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) mi domandò: “Perché piangi?” Risposi: “Piango perché ho ricordato l’Inferno. O Messaggero, nel Giorno della Resurrezione ricorderai i tuoi familiari?” Il Profeta (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: “Ci saranno tre luoghi così terribili che nessuno ricorderà gli altri. Il primo sarà presso la Bilancia, tanto che tutti saranno preoccupati di sapere se il peso delle proprie opere sarà minore o maggiore. Il secondo sarà il luogo in cui verrà consegnato il registro delle opere, poiché tutti saranno preoccupati di sapere se riceveranno il proprio registro nella mano destra oppure nella mano sinistra da dietro la schiena. (I servi disobbedienti di Allah riceveranno il loro registro nella mano sinistra, da dietro la schiena.) Al punto che il servo che avrà ricevuto il registro nella mano destra dirà: ‘Venite, leggete il mio registro.’ Il terzo luogo sarà presso il Ponte Sirat, quando esso sarà posto sopra il dorso dell’Inferno.” (Abu Dawud)
Descrizione degli abitanti del Paradiso
إِنَّ اللَّهَ يُدْخِلُ الَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ جَنَّاتٍ تَجْرِي مِنْ تَحْتِهَا الأَنْهَارُ (سورة الحج)
«Allah farà entrare nei Paradisi coloro che avranno creduto e compiuto opere buone, sotto i quali scorrono i fiumi.»
(Sura al-Hajj: 23)
(٢٦٦) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللهِ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: قَالَ اللَّهُ تَعَالَى: أَعْدَدْتُ لِعِبَادِيَ الصَّالِحِينَ مَالَا عَيْنٌ رَأَتْ، وَلَا أُذُنَ سَمِعَتْ ، وَلَا خَطَرَ عَلَى قَلْبِ بَشَرٍ فَاقْرَؤُوا إِنْ شَئْتُمْ: فَلَا تَعْلَمُ نَفْسٌ مَا أُخْفِيَ لَهُمْ مِنْ قُرَّةِ أَعْيُنٍ
(بخاري – مسلم)
(266) «È narrato da Abu Hurayra (che Allah sia compiaciuto di lui) che il Profeta nobile (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) disse: Allah, il Signore dei mondi, ha detto: “Ho preparato per i Miei servi virtuosi, in Paradiso, tali delizie che nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai udito e nessun cuore umano ha mai immaginato. E, a conferma di ciò, potete recitare il seguente versetto:
فَلَا تَعْلَمُ نَفْسٌ مَا أُخْفِيَ لَهُمْ مِنْ قُرَّةِ أَعْيُنٍ
(سورة السجدة : (۱۷)
«Nessuno sa quali delizie, che rallegrano gli occhi, Allah abbia tenuto celate alla vista per i Suoi servi virtuosi.»
(Sura as-Sajda: 17)
(٢٦٧) وَعَنْ جَابِرٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ قَالَ، قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ: إِنَّ أَهْلَ الْجَنَّةِ يَأْكُلُونَ فِيهَا وَيَشْرَبُونَ وَلَا يَتْفُلُونَ وَلَا يَبُولُونَ وَلَا يَتَغَوَّطُونَ وَلَا يَمْتَخِطُونَ، قَالُوا : مَا بَالُ الطَّعَامِ؟ قَالَ: جُشَاءُ وَرَشْحٌ كَرَشْحِ الْمِسْكِ يُلْهَمُونَ التَّسْبِيحَ وَالتَّحْمِيدَ كَمَا يُلْهَمُونَ النَّفْسَ (مسلم)
(267) «Jabir (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce: il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: certamente, gli abitanti del Paradiso mangeranno e berranno in Paradiso. Tuttavia non avranno bisogno di sputare, urinare, defecare o soffiarsi il naso. I Compagni chiesero: che cosa accadrà nel loro stomaco al cibo che avranno mangiato? Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: sarà espulso attraverso eruttazioni e sudore. Ma da esso si diffonderà il profumo del muschio. E nel cuore degli abitanti del Paradiso il tasbih e il tahmid di Allah saranno instillati così come il respiro. (Cioè, gli abitanti del Paradiso reciteranno “Subhanallah, alhamdulillah” come respirano.)» (Muslim)
Descrizione dell’Inferno e degli abitanti dell’Inferno
وَمَنْ يَعْصِ اللَّهَ وَرَسُولَهُ فَإِنَّ لَهُ نَارَ جَهَنَّمَ خَالِدِينَ فِيهَا أَبَدًا (سورة الجن : (۲۳)
«E chiunque disobbedisca ad Allah e al Messaggero, avrà in sorte il fuoco dell’Inferno, dove rimarrà per sempre.» (Sura dei Jinn: 23)
(٢٦٨) عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ، أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: نَارُكُمْ جُزْءٌ مِنْ سَبْعِينَ جزْءًا مِنْ نَارِ جَهَنَّمَ، قِيلَ: يَا رَسُولَ اللَّهِ إِنْ كَانَتْ لَكَافِيَةٌ، قَالَ: فَضَّلَتْ عَلَيْهِنَّ بِتِسْعَةٍ وَسِتِّينَ جُزْءًا كُلُّهُنَّ مِثْلُ حَرِّهَا (بخاري – مسلم)
(268) «Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: il fuoco terreno che avete è, in quanto a calore, una settantesima parte del fuoco dell’Inferno. Gli fu chiesto: “O Profeta di Allah, non sarebbe bastato questo fuoco?” Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Il fuoco dell’Inferno è stato reso sessantanove volte più intenso del fuoco terreno. Ognuna di queste parti equivale separatamente al fuoco terreno.”» (Bukhari, Muslim)
(٢٦٩) وَعَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ، عَنِ النَّبِيِّ صلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ : أُوقِدَ عَلَى النَّارِ أَلْفَ سَنَةٍ حَتَّى احْمَرَّتْ ، ثُمَّ أُوقِدَ عَلَيْهَا أَلْفَ سَنَةٍ حَتَّى ابْيَضَتْ ثُمَّ أُوقِدَ عَلَيْهَا أَلْفَ سَنَةٍ حَتَّى اسْوَدَّتْ فَهِيَ سَوْدَاءُ مُظْلِمَةٌ (ترمذي)
(269) «Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferisce che il Nobile Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: il fuoco dell’Inferno fu alimentato per mille anni, finché divenne rosso come il sangue. Poi fu alimentato per altri mille anni, finché divenne bianco. In seguito, dopo essere stato riscaldato per altri mille anni, il fuoco ardente divenne nero. Così si trasformò in un’oscurità nera e profonda.» (Tirmidhi)
Fine