Il Sacro Corano è stato inviato da Allah per guidare correttamente l’umanità. Perciò è chiamato Kitabullah, cioè il Libro di Allah. Questo Libro è stato fatto discendere tramite la rivelazione al cospetto dell’ultimo Profeta e del più eccelso Messaggero, Hazrat Muhammad, che Allah lo benedica e gli conceda la pace. Anche il compito di recitare correttamente questo Libro e di spiegarne il significato esatto fu affidato proprio al Messaggero.
Allah Ta‘ala è l’Autore di questo Libro e il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ne è l’interprete. La pace terrena e la salvezza nell’aldilà dell’umanità dipendono dagli insegnamenti di questo Libro. Pertanto, questo Libro può essere compreso da tutti gli esseri umani. Tuttavia, non tutti possono essere degni di trarne ammonimento. Riguardo al Corano, Allah il Glorioso ha detto:
«Questo è una dichiarazione per gli uomini, una guida e un ammonimento per i timorati di Allah.» — Al ‘Imran: 138
La prima condizione per ricevere la guida dal Corano è riuscire a comprenderlo. Oltre alla comprensione, deve esserci anche la condizione del taqwa. Essere disposti a rispettare ciò che il Corano ordina di rispettare e pronti ad abbandonare ciò che ordina di lasciare: questo è il taqwa. Ma come potrà percorrere la via del taqwa chi non comprende il Corano? Perciò tutti devono innanzitutto comprendere il Corano.
Naturalmente, il livello di comprensione del Corano non può essere uguale per tutti. Il livello varierà necessariamente in base alle capacità di ciascuno. Allah il Glorioso non esige da nessuno più di quanto consentano le sue capacità. Tuttavia, tutti i doveri che ciascuno deve assolvere nella vita terrena devono essere adempiuti secondo gli insegnamenti del Corano. Coloro che non sanno leggere impareranno da chi è stato istruito negli insegnamenti del Corano e adempiranno così ai propri doveri.
Ma coloro che, nei soli 50 o 60 anni della vita terrena, dedicano 20 o 30 anni a diversi studi esclusivamente per guadagnarsi da vivere, se non cercano di comprendere bene il Corano, quale giustificazione daranno ad Allah nell’aldilà? È davvero motivo di estrema vergogna essere ignoranti riguardo al Corano pur avendo acquisito così tanto sapere nel mondo.
Per chi possiede una certa istruzione è possibile comprendere il Corano, e con un po’ di attenzione ciò è anche facile. Non c’è dubbio che coloro che comprendono abbastanza bene la lingua araba provino maggiore soddisfazione nel comprendere il Corano. Tuttavia, conoscere l’arabo non è una condizione necessaria per comprendere il Corano. Per spiegare il Corano agli altri è indispensabile conoscere l’arabo. Ma è possibile comprendere il messaggio del Corano anche senza conoscere l’arabo.
Per coloro che, pur non conoscendo l’arabo, desiderano cercare di comprendere il Corano, in questo opuscolo ho cercato di fornire le linee guida necessarie sotto forma di “sinossi” (brevi indicazioni). Credo che questo opuscolo sarà utile anche a chi conosce la lingua araba. Ho tratto la linea di pensiero principale di questo opuscolo dall’introduzione al Tafhim al-Qur’an, il tafsir di fama mondiale di Sayyid Abul A‘la Maududi (che Allah abbia misericordia di lui), uno dei più grandi pensatori islamici di questo secolo. Qui riporto molte indicazioni tratte dalle linee guida per comprendere il Corano che ho trovato nelle introduzioni alle sure di questo tafsir. Inoltre, questo opuscolo contiene altre informazioni raccolte da diversi libri.
Nella moschea di Kazi Office Lane, a Magbazar, nel 1979 si tennero per diversi mesi consecutivi discussioni settimanali sul tema «Un modo semplice per comprendere il Corano». Gli appunti in forma di «sinossi» che avevo consegnato ai partecipanti di quelle riunioni furono pubblicati nel 1980 da Shatabdi Prakashani sotto forma di opuscolo, dimostrandone l’utilità. Quell’opuscolo contava appena 14 pagine.
Grazie agli sforzi compiuti nel 1981 e nel 1982, insieme ad alcuni miei collaboratori, attraverso il Quran Study Circle per comprendere il Libro di Allah, sono giunto alla convinzione che chi possiede un’istruzione di base può comprendere il Corano, se si impegna. Perciò questo libro viene pubblicato con un nuovo titolo e in una forma ampliata, prendendo come base la suddetta «sinossi» e includendo molti altri argomenti necessari.
Nella quinta edizione sono stati aggiunti tre nuovi capitoli: «Il tafsir del Corano orientato al movimento», «Lo studio dal punto di vista del movimento» e «Lo scopo delle storie dei profeti».
Sono fermamente convinto che comprendere davvero il Corano sia facile. Se non si conosce la tecnica per comprenderlo, anche ciò che è semplice sembra difficile. Ma, conoscendo il metodo corretto, anche un compito difficile diventa facile. Prego Allah affinché accetti questo opuscolo come ausilio per coloro che desiderano studiare il Corano: questa è la mia supplica.
1. La differenza tra il Corano e gli altri Libri
a. Il Corano non fu rivelato tutto in una volta in forma scritta, come un libro ordinario. Nell’arco di 23 anni fu rivelato gradualmente, sotto forma di discorsi, tenendo conto delle diverse fasi del movimento islamico.
b. L’intero Corano non ha un nome basato sul suo contenuto. Tutti i suoi nomi sono qualificativi. Per esempio: Corano (ciò che viene recitato, ciò che è doveroso leggere). Furqan (ciò che mostra la differenza tra il haqq e il batil). Nur (ciò che offre la luce necessaria per acquisire la conoscenza corretta). Zikr (ciò che impartisce consigli infallibili e richiama alla memoria gli insegnamenti dimenticati). Al-Kitab (l’unico Libro custodito nel Lawh Mahfuz).
c. Delle 114 sure, 105 non hanno un nome basato sul contenuto; fanno eccezione 9 sure. Sono stati assegnati nomi diversi soltanto per identificarle. Il nome è stato ricavato da una parola o da una lettera della sura.
d. I nomi e gli argomenti delle nove sure seguenti sono gli stessi:
1. Sura n. 55 – Ar-Rahman
2. Sura n. 63 – Al-Munafiqun
3. Sura n. 65 – At-Talaq
4. Sura n. 71 – Nuh
5. Sura n. 72 – Al-Jinn
6. Sura n. 75 – Al-Qiyamah
7. Sura n. 97 – Al-Qadr
8. Sura n. 101 – al-Qāriʿa
9. Sura n. 112 – al-Ikhlāṣ
Il nome dell’ultima sura non compare nella sura stessa. Questo nome è un aggettivo qualificativo. I nomi delle altre sure sono stati ricavati da parole presenti nelle rispettive sure.
e. Il linguaggio del Corano è generalmente conciso come un telegramma. Colui che lo ha inviato ne conosce il significato corretto. A colui al quale è stato inviato è stato spiegato il significato corretto. Pertanto, il significato da Lui insegnato è l’unico affidabile.
2. La responsabilità affidata a colui sul quale è stato rivelato il Corano
a. La sua responsabilità consisteva nell’insegnare concretamente all’umanità a vivere secondo le norme stabilite da Allah.
b. Per aiutarlo ad adempiere tale responsabilità e guidarlo correttamente, furono rivelati, di volta in volta, tanti versetti quanti ne erano necessari.
c. In virtù di tale responsabilità, egli assunse naturalmente il ruolo di un leader rivoluzionario.
d. Con l’obiettivo di rovesciare l’ordine sociale vigente e ricostruire la società su nuove basi, egli dovette guidare un movimento adatto a una rivoluzione sociale.
e. Un movimento di questo tipo genera inevitabilmente un conflitto con l’ordine sociale costituito.
3. È assolutamente impossibile comprendere il Corano separandolo da questo movimento
a. Per comprendere i versetti e le sure rivelati in occasione delle diverse fasi e situazioni del lungo movimento durato ventitré anni, dell’opposizione agli interessi costituiti, delle varie forme di conflitto e del modo in cui furono affrontate, bisogna tenere presente l’ambiente di quel periodo.
b. Pertanto, la storia di quel movimento e la vita del suo grande e rivoluzionario leader costituiscono la forma concreta del Corano e il vero Corano. Il Corano scritto deve essere compreso a partire da quel Corano vivente: è impossibile comprenderlo soltanto dal Libro.
c. Di conseguenza, Muhammad (sa) è l’unico interprete ufficiale e affidabile del Corano. La responsabilità di spiegarne il significato e l’interpretazione era stata affidata esclusivamente a lui.
d. Nel corso dei secoli possono, e devono, emergere nuove interpretazioni del Corano; tuttavia, nessuna interpretazione contraria a quella del Messaggero può essere accettata.
e. È proprio per preservare il significato e l’interpretazione del Corano che la biografia del Messaggero (sa) è stata conservata attraverso gli hadith. Altrimenti, la preservazione della lingua del Corano sarebbe diventata priva di significato.
4. L’esegesi del Corano orientata al movimento
Fin dai tempi della mia vita studentesca, avevo cercato di comprendere il Corano attraverso i commentari pubblicati in bengalese e in inglese. Convinto che fosse impossibile comprendere il Corano senza essere un ʿālim, abbandonai quel tentativo. Nel 1954, dopo aver ascoltato per alcuni giorni il dars sul Corano del defunto signor ʿAbd al-Khāliq, tutto mi parve facile. Venni a sapere che egli teneva il dars basandosi proprio sul Tafhīm al-Qurʾān scritto da Mawlānā Mawdūdī (che Allah abbia misericordia di lui). Allora, con rinnovato entusiasmo, mi dedicai allo studio di questo commentario.
a. Le caratteristiche del Tafhīm al-Qurʾān
Non si può comprendere il particolare prestigio di cui il Tafhīm al-Qurʾān gode per le sue caratteristiche finché non si è letto questo commentario. Per capire che cos’è il miele bisogna assaggiarlo. Non è possibile conoscere correttamente il suo sapore e la sua dolcezza attraverso le parole altrui. Il Sacro Corano è stato rivelato affinché il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) potesse assolvere il grande compito dell’instaurazione della religione in ogni ambito della vita sociale e statale, iniziando dall’invito alla Kalima Ṭayyiba, durante i ventitré anni della profezia. Tutta la guida che Allah l’Altissimo ha inviato, secondo la necessità, nelle diverse situazioni e circostanze del movimento islamico condotto sotto la guida del Messaggero (pace e benedizioni su di lui), è disseminata nell’intero Corano. Pertanto, per vedere il Corano nella sua forma autentica, bisogna cercare di comprenderlo alla luce dei ventitré anni della vita di lotta del Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Il Tafhīm al-Qurʾān ha svolto proprio questo compito. Qui risiede la sua caratteristica distintiva.
b. Il vero piacere di comprendere il Corano
Il Tafhīm al-Qurʾān ha cercato di spiegare che il Corano è stato rivelato proprio per guidare quel movimento del Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Perciò, indicando in quale periodo di quel movimento e in quale contesto sia stata rivelata ciascuna sūra, spiega quale guida è stata impartita nella sūra rivelata in quella situazione. Grazie a questo modo di esporre la materia, il lettore può comprendere il movimento del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e il ruolo del Corano in quel movimento in modo così semplice e bello da poter percepire con la mente e con il cuore il vero piacere di comprendere il Corano.
Il Tafhīm al-Qurʾān conduce il lettore credente sul campo di lotta del movimento del Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Qui si è fatto in modo che il lettore, invece di osservare da lontano lo scontro tra la verità e la falsità, possa vedersi attivo dalla parte della verità e contro la falsità. Il ruolo che il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e i nobili Compagni (che Allah si compiaccia di loro) dovettero svolgere nella lotta del movimento islamico e dell’instaurazione della religione è diventato così vivo in questo commentario che il lettore non ha modo di rimanere neutrale. Questo commentario non permette al lettore di accontentarsi del semplice piacere di leggere restando seduto in casa. Lo spinge al movimento islamico. Gli sembra che, se nella società in cui vive non porta avanti quel movimento di lotta del Messaggero, comprendere il Corano sia privo di senso. Il Tafhīm al-Qurʾān non è l’opera di un esegeta inattivo. Questo commentario, scritto da un leader combattente del movimento per l’instaurazione della religione, esorta anche il lettore a gettarsi nella lotta. Questa è la forza di questo commentario.
c. Perché tutti i commentari non sono così?
Può sorgere nella mente di qualcuno questa domanda: perché l’interpretazione del Corano orientata al movimento, che si trova nel Tafhīm al-Qurʾān, non si trova nelle famose opere esegetiche del passato? Forse essi non avevano compreso correttamente il Corano? È necessario dare una risposta chiara a questa domanda.
Quattordici secoli fa, il Messaggero di Allah (pace su di lui) edificò la società e lo Stato sulla base del Corano in modo tale che, per circa milleduecento anni, furono i musulmani a guidare il mondo. Durante i trent’anni dei Califfi ben guidati, l’ordinamento della società e dello Stato islamici fu applicato al cento per cento. In seguito, sebbene la monarchia avesse sostituito il califfato, il sistema educativo, quello giuridico e quello economico continuarono a funzionare secondo l’Islam. A causa del progressivo manifestarsi di difetti nell’ordinamento islamico, dopo milleduecento anni il potere politico passò nelle mani dei non musulmani. Le opere esegetiche scritte durante quei milleduecento anni di dominio musulmano avevano come obiettivo principale diffondere l’insegnamento del Corano nella società musulmana. Poiché lo Stato islamico era in vigore, allora non vi era la necessità di interpretare il Corano come un libro del movimento.
Quando il dominio britannico, in questo subcontinente, estirpò l’Islam da ogni ambito della vita e introdusse un’istruzione, una civiltà e una cultura contrarie al Corano, divenne nuovamente urgente il movimento per instaurare uno Stato islamico. L’inizio di questo pensiero risale a Shah Waliullah Dehlawi (che Allah abbia misericordia di lui). Furono proprio i sostenitori di questa corrente di pensiero a dar vita al movimento dei Mujahidin e a instaurare anche uno Stato islamico nella frontiera nord-occidentale. Sebbene i leader fossero martirizzati nella battaglia di Balakot del 1831, la corrente di pensiero volta a rendere vittorioso l’Islam non scomparve.
Maulana Mawdudi (che Allah abbia misericordia di lui), oltre a essere un autentico portatore di quella corrente di pensiero, assunse personalmente la responsabilità di guidare il movimento islamico e comprese così l’importanza di comprendere il Corano dal punto di vista del movimento. Perciò, naturalmente, la sua esegesi divenne orientata al movimento.
5. Lo sfondo dell’intero Corano
La concezione dell’Autore riguardo al mondo e all’umanità: che si creda o non si creda nel Corano, per comprenderne il messaggio è indispensabile conoscere tale concezione
a. Il mondo — Il Creatore ha affidato all’essere umano il compito di essere il Suo khalīfa, dotandolo della capacità di conoscere e pensare e del talento di distinguere il bene dal male.
b. Egli non ha lasciato l’essere umano nelle tenebre dell’ignoranza. Ha predisposto che gli fosse impartita la conoscenza attraverso i sensi, l’intelletto, l’ilhām e la waḥy. Perciò ha inviato proprio il primo essere umano come Messaggero. La norma di vita che gli ha dato si chiama Islam.
গ. Fin dai primi esseri umani è stato annunciato che l’autorità su tutta la creazione appartiene ad Allah. Egli solo è il Legislatore di tutti. Nessuno è indipendente; solo Lui ha il diritto di ricevere obbedienza. Egli stabilisce le leggi per tutti, compreso il corpo umano, e le fa applicare personalmente.
ঘ. Solo all’essere umano è stato concesso il diritto di utilizzare l’intero universo creato, e proprio per questo gli è stato donato un organismo corporeo adatto a utilizzare il mondo materiale.
ঙ. All’essere umano non è stata concessa una libertà assoluta nell’utilizzare l’universo e il corpo umano; gli è stata concessa soltanto un’autonomia limitata.
চ. Neppure questa autonomia gli è stata concessa nell’esecuzione delle azioni, ma soltanto per quanto riguarda la volontà e lo sforzo necessari a compierle.
ছ. La legge trasmessa tramite i profeti non è stata imposta agli esseri umani. È stato loro reso noto che, se useranno la volontà e lo sforzo secondo la legge del Creatore, avranno pace nel mondo e salvezza nell’Aldilà; altrimenti avranno turbamento nel mondo e punizione nell’Aldilà.
জ. La vita terrena dell’essere umano è solo momentanea rispetto all’Aldilà, e nell’Aldilà gli sarà dato il risultato della sua vita terrena. Perciò la vita terrena è soltanto una prova. Questa prova è in corso in ogni momento.
ঝ. Per quale motivo l’essere umano fallisce questa prova? Il corpo, totalmente dedito alla conoscenza materiale e privo di conoscenza morale, prova una forte attrazione verso il mondo materiale. Quando l’essere umano viene sconfitto nel naturale conflitto tra le richieste del nafs, ossia del corpo (esistenza materiale), e del ruh (esistenza morale), fallisce la prova.
ঞ. Nel mondo si manifestano soltanto i risultati materiali delle azioni umane, mentre quelli morali si manifestano solo in minima parte. Perciò, in quanto essere morale, l’essere umano riceverà nell’Aldilà i risultati morali delle proprie azioni.
ট. Se il rūḥ, l’essenza morale o l’essere umano autentico desidera acquisire conoscenza riguardo al mondo e alla vita, a questo mondo e all’Aldilà, la conoscenza materiale non è affatto sufficiente. Attraverso la rivelazione deve ottenere alcune conoscenze fondamentali, che è possibile acquisire soltanto mediante l’īmān (fede nell’invisibile).
ঠ. I profeti e i messaggeri furono inviati, epoca dopo epoca, per impartire l’insegnamento pratico necessario ad affrontare i problemi della vita e a condurla sulla retta via.
ড. Il dīn di tutti i profeti era lo stesso (il principio dell’obbedienza — l’obbedienza ad Allah); tuttavia, per le esigenze dell’evoluzione sociale, la sharīʿah di tutti loro non era identica.
ঢ. Nell’epoca della piena maturazione della società umana fu inviato l’ultimo Messaggero. Gli insegnamenti eterni del dīn originario e la sharīʿah completa sono contenuti nel Corano e nella Sunnah.
ণ. Era naturale che tutti i Libri precedenti venissero alterati. L’ultimo Libro rimarrà eterno.
ত. L’unico Creatore non ha inviato ordinamenti o religioni differenti per la Sua amata umanità. Lo stesso ordinamento fondamentale (l’obbedienza al Creatore — l’Islam), con le necessarie modifiche e integrazioni, è stato inviato nella sua forma completa a Muhammad (pace e benedizioni su di lui).
থ. I profeti hanno assolto adeguatamente il loro compito. Tuttavia, ogni volta che si sono verificate due condizioni, l’ordinamento islamico ha prevalso: la formazione di un gruppo di persone capaci e l’assenza di un’opposizione attiva da parte del popolo. Se queste due condizioni non si verificano entrambe, la vittoria è impossibile.
দ. Muhammad (pace e benedizioni su di lui) è stato inviato come il migliore modello per l’umanità di ogni epoca; soltanto seguendo lui è possibile ottenere il compiacimento di Allah, il successo terreno e la ricompensa nell’Aldilà.
d. L’unico modo per seguire tutti i profeti e messaggeri è seguire Muhammad (pace e benedizioni su di lui).
n. Poiché Allah ha completato il Suo dīn e la Sua sharīʿa per mezzo di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), non fu più necessario inviare alcun altro messaggero o profeta.
6. Caratteristiche del movimento adatto alla rivoluzione sociale
a. È inevitabile che il movimento condotto con l’obiettivo della rivoluzione sociale entri in conflitto con l’ordinamento sociale vigente e con gli interessi consolidati.
b. Un movimento di questo tipo divide principalmente le persone della società in due gruppi:
1. I seguaci della rivoluzione: principalmente coloro che non traggono vantaggio dalla società vigente.
2. Gli oppositori della rivoluzione: coloro che hanno interessi consolidati o traggono vantaggio dalla società vigente.
c. Sebbene il numero delle persone coraggiose e salde sia esiguo da entrambe le parti, molte persone sostengono l’una o l’altra parte, anche se la maggior parte rimane inattiva.
ঘ. La maggior parte della gente comune rimane neutrale o continua a valutare la situazione: sostiene la parte che risulta vittoriosa.
ঙ. Oltre ai credenti (seguaci) e ai miscredenti (oppositori) dell’ideale rivoluzionario, nei vari periodi del movimento compaiono cinque tipi di ipocriti:
| 1. Credenti deboli | Durante l’epoca della lotta. |
| 2. Miscredenti deboli | Pochi durante l’epoca della lotta e numerosi durante l’epoca della vittoria. |
| 3. Gli esitanti («Muzabzabīn») | In entrambe le epoche. |
| 4. Miscredente sotto le sembianze di un credente | Nell’epoca della vittoria. |
| 5. Credente per costrizione | Dopo la vittoria finale. |
| C. Forme dell’opposizione nelle varie fasi del movimento | Modalità di confronto | Esito dello scontro. |
| 1. Derisione | Predicare con pazienza | Aumento del numero. |
| 2. Propaganda falsa | Confutazione mediante argomentazioni | Aumento del numero. |
| 3. Persecuzione | Rafforzamento dell’ideale e selezione delle persone coraggiose. | Esclusione delle persone deboli. |
7. Le diverse epoche e fasi del movimento del Messaggero (pace e benedizioni su di lui)
a) Le due epoche del movimento del Messaggero (pace e benedizioni su di lui):
1. L’epoca meccana — i primi 13 anni. Fu l’epoca della lotta, della formazione delle persone o della formazione degli individui, e delle persecuzioni.
2. L’epoca medinese — i 10 anni successivi all’Egira. Fu l’epoca della vittoria, della formazione della società, dell’amministrazione dello Stato e del confronto armato.
b) Le diverse fasi dell’epoca meccana:
Una trattazione dettagliata si trova nell’introduzione alla sura al-Anʿām di Tafhīm al-Qurʾān.
1. Il periodo di tre anni della predicazione e dell’organizzazione svolte individualmente o segretamente (clandestinamente). 2. Il periodo di due anni della predicazione pubblica, durante il quale gli oppositori deridevano e diffondevano calunnie, mentre le persecuzioni si trovavano nella loro fase iniziale. Nel mese di Rajab del quinto anno della missione profetica, 16 persone (tra cui 4 donne) emigrarono in Abissinia nella prima emigrazione. Nella seconda emigrazione emigrarono 15 donne e 88 uomini.
3. Il periodo di cinque anni caratterizzato da vari tipi di oppressione e persecuzione. Dal settimo al nono anno della missione profetica, per tre anni interi, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui), insieme al proprio clan, i Banū Hāshim, fu sottoposto a un rigido confinamento nella valle chiamata Shiʿb Abī Ṭālib. Nel decimo anno morirono lo zio del Messaggero (pace e benedizioni su di lui), Abū Ṭālib, e la signora Khadīja (che Allah sia soddisfatto di lei).
4. Negli ultimi 3 anni del periodo meccano vi furono una forte opposizione, brutali persecuzioni e persino tentativi di uccidere il Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Durante questi 3 anni, in occasione di ogni pellegrinaggio, persone provenienti da Medina continuarono ad abbracciare l’Islam. Nel primo anno prestarono giuramento di fedeltà 6 persone, nel secondo 12 (il primo giuramento di al-ʿAqaba) e nell’ultimo anno 75 persone (il secondo giuramento di al-ʿAqaba).
c) Le diverse fasi del periodo medinese — complessivamente 10 anni.
1. Fino alla battaglia di Badr — 1 anno e 6 mesi.
2. Da Badr alla tregua di al-Hudaybiyya — 4 anni e 2 mesi.
3. Fino alla conquista della Mecca — 1 anno e 10 mesi.
4. Dopo la conquista della Mecca — 2 anni e 6 mesi.
8. Cronologia dei principali eventi del periodo medinese
1. L’Egira — giunse a Medina il 12 Rabīʿ al-awwal del 1º anno dell’Egira, di venerdì.
2. Battaglia di Badr – Ramadan del 2º anno dell’Egira
3. Battaglia di Uhud – Shawwal del 3º anno dell’Egira
4. Spedizione contro i Banū Naḍīr – Rabīʿ al-awwal del 4º anno dell’Egira.
5. Battaglia del Fossato (al-Aḥzāb) – Shawwal del 6º anno dell’Egira
6. Trattato di al-Ḥudaybiyya e Bayʿat al-Riḍwān – Dhū al-Qaʿda del 6º anno dell’Egira.
7. Battaglia di Khaybar – Muḥarram del 7º anno dell’Egira.
8. Conquista della Mecca – Ramadan dell’8º anno dell’Egira.
9. Battaglia di Ḥunayn – Shawwal dell’8º anno dell’Egira.
10. La battaglia di Tabuk – Rajab del 9º anno dell’Egira.
11. Il pellegrinaggio d’addio – Dhū al-Ḥijja del 10º anno dell’Egira.
9. Caratteristiche delle sure meccane (rivelate prima dell’Egira)
a) Caratteristiche delle sure del primo periodo:
1. Esortazioni adeguate ad assolvere la grande responsabilità affidata al Messaggero.
2. Confutazione delle concezioni errate comunemente diffuse sulla vita e sull’universo e tentativo di suscitare una fede corretta; presentazione in vari modi degli insegnamenti fondamentali dell’Islam — maggiore trattazione del Tawḥīd, della Risāla e dell’Akhira.
3. Risvegliare la coscienza assopita e il senso morale dell’essere umano, spingendo la sua capacità di riflettere ad accettare la verità.
4. La lingua delle sure iniziali è limpida e fluida come l’acqua di una sorgente, con brevi versetti ritmici; è estremamente attraente e toccante, facile da memorizzare e di altissimo valore letterario.
b) Le sure meccane sono ricche di indicazioni per la formazione dell’individuo: non contengono norme legislative per la formazione della società e dello Stato. Solo verso la fine vi sono parole indicative sulla formazione della società, sotto forma di «manifesto». La venuta dei profeti presso le diverse nazioni del passato e la descrizione della loro ascesa e caduta sulla base del comportamento dei popoli nei confronti dei profeti (non per conoscere la storia, ma per trarre insegnamento dalla storia).
c) Insegnamenti alla pazienza nelle diverse situazioni di opposizione da parte dei miscredenti e dei politeisti, e metodi per rispondere all’opposizione e affrontarla.
10. Caratteristiche delle sure medinesi
Sure rivelate dopo l’Egira: anche se rivelate alla Mecca, sono considerate medinesi
1. Sure lunghe (per la maggior parte),
2. Norme per la formazione della società,
a) Norme di diritto penale, disposizioni sull’eredità, matrimonio e divorzio, zakat e ushr, e relative regole.
b) Fondamenti dei gruppi, dello Stato, della civiltà e della socialità,
গ) Il comportamento nei confronti degli ipocriti, degli infedeli, dei dhimmi, della Gente della Scrittura, dei nemici in guerra e delle nazioni legate da trattati di pace.
ঘ) I doveri dei musulmani nelle situazioni di vittoria e sconfitta, pericolo e pace, sicurezza e paura, e simili.
11. Altre caratteristiche del Corano
ক) Lo stile espressivo del Corano:
–Adatto a un movimento rivoluzionario
–Affascinante, capace di entusiasmare i sostenitori
–Energico nel respingere gli oppositori
–Un discorso risonante di un leader rivoluzionario
–In grado di risvegliare mente, cervello, intelletto e coscienza e di suscitare un’ondata di emozioni.
–Un appello colmo di emozione e di attrattiva, capace di conquistare il cuore delle persone attraverso una mente compassionevole.
b) Perché nel Corano la stessa cosa viene menzionata più volte:
1. In una particolare fase del movimento, ciò che deve essere impresso nella mente e nel cervello va necessariamente ripetuto più volte.
2. È stato detto ripetutamente, con le stesse espressioni o parole, ma in forme nuove e con metodi attraenti, affinché un concetto venga assimilato pienamente.
3. Gli attributi di Allah, il tawhid, la risalat, l’aldilà, il Kitab, l’iman, la taqwa, il sabr, il tawakkul e simili sono così importanti che è naturale che vengano ripetuti ampiamente, ed essi sono necessari a tutti i livelli del movimento.
c) Il Corano è il progetto generale, o blueprint, delle norme islamiche. L’ingegnere al quale è stato affidato il compito di erigere il grandioso edificio dell’Islam secondo questo progetto tracciato da Allah è il Messaggero (pace e benedizioni su di lui). Egli ha realizzato il piano esposto nel Corano, manifestando la forma completa dell’Islam.
12. Numero delle sure meccane e medinesi
a) Delle 114 sure, vi sono divergenze di opinione riguardo a 17 sure. Tra queste, vi è un’ampio disaccordo riguardo a 5 sure. Secondo la maggioranza, delle restanti 12, 4 sono medinesi e 8 meccane.
1. Le 5 sure riguardo alle quali vi è un ampio disaccordo sono: al-Bayyinah (98), al-ʿĀdiyāt (100), al-Māʿūn (107), al-Falaq (113) e an-Nās (114).
2. Secondo la maggioranza, le 4 sure medinesi sono:
ar-Raʿd (13), ar-Raḥmān (55), ad-Dahr (76) e az-Zalzalah (99).
3. Secondo la maggioranza, le 8 sure meccane sono:
at-Tīn (95), al-Qadr (97), at-Takāthur (102), al-ʿAṣr (103), Quraysh (106), al-Kawthar (108), al-Kāfirūn (109) e al-Ikhlāṣ (112).
b) Nel Tafhīm al-Qurʾān, nella discussione introduttiva alle sure, la ricerca condotta dal Maulana Maududi (che Allah abbia misericordia di lui) sul periodo della rivelazione delle sure dimostra che soltanto 25 sure sono medinesi. Di conseguenza, 114 − 25 = 89 sure risultano essere meccane. Tuttavia, nel Tafhīm egli ha scritto “medinese” nei titoli delle sure 55 e 99, sebbene nella sua ricerca le abbia dimostrate meccane. Allo stesso modo, ha scritto “meccana” nel titolo della sura 107, sebbene nella ricerca l’abbia dimostrata medinese. Ma nella sua Tarjuma-e Qurʾān Majīd ha scritto “medinese” nei titoli delle sure 13 e 76.
c) Secondo la maggioranza, vi sono 28 sure medinesi e 86 sure meccane. Nel Tafhīm, il Maulana Maududi ha scritto “medinese” nei titoli di 27 sure, mentre nella sua Tarjuma-e Qurʾān Majīd lo ha scritto nei titoli di 29 sure.
d) La maggior parte delle sure degli ultimi due juzʾ del Corano sono meccane. Tutte le 11 sure del 29° juzʾ sono meccane, e 34 delle 37 del juzʾ ʿAmma sono meccane. Delle 89 sure meccane in totale, 45 si trovano negli ultimi due juzʾ e le restanti 44 sono distribuite in tutto il Corano.
e) Poiché la prima parte di alcune sure è meccana, esse sono conosciute come meccane anche se le parti successive sono medinesi. Per esempio, la sura al-Muzzammil.
13. Elenco delle sure del periodo meccano
| Numero della sura | Nome della sura | Numero del juzʾ | |
| 1 | Al-Fātiḥa | 1 | |
| 6 | al-Anʿām | 7/8 | |
| 7 | al-Aʿrāf | 8/9 | |
| 10 | Yunus | 11 | |
| 11 | Hud | 12 | |
| 12 | Yusuf | 12/13 | |
| 13 | Ar-Raʿd; | 13 | |
| 14 | Ibrāhīm | 13 | |
| 15 | Al-Ḥijr | 14 | |
| 16 | An-Nahl | 14 | |
| 17 | Bani Isra’il (Al-Isra) | 15 | |
| 18 | al-Kahf | 15/16 | |
| 19 | Maryam | 16 | |
| 20 | Tā-Hā | 16 | |
| 21 | al-Anbiyāʾ | 17 | |
| 23 | al-Muʾminūn | 18 | |
| 25 | al-Furqān | 18/19 | |
| 26 | Al-Shu’ara | 19 | |
| 27 | Al-Naml | 19/20 | |
| 28 | Al-Qasas | 20 | |
| 29 | Al-Ankabut | 20/21 | |
| 30 | Ar-Rum | 21 | |
| 31 | Luqman | 21 | |
| 32 | As-Sajdah | 21 | |
| 34 | Saba | 22 | |
| 35 | Fāṭir (al-Malāʾika) | 22 | |
| 36 | Yāsīn | 22/23 | |
| 37 | As-Saffat | 23 | |
| 38 | Ṣād | 23 | |
| 39 | Az-Zumar | 23/24 | |
| 40 | Al-Mu’min (Ghafir) | 25 | |
| 41 | Ha-Mim as-Sajdah (Fussilat) | 25 | |
| 42 | Ash-Shura | 25 | |
| 43 | Az-Zukhruf | 25 | |
| 44 | Ad-Dukhan | 25 | |
| 45 | Al-Jāthiya | 25 | |
| 46 | Al-Ahqāf | 26 | |
| 50 | Qāf | 26 | |
| 51 | Az-Zariyat | 26/27 | |
| 52 | At-Tur | 27 | |
| 53 | An-Najm | 27 | |
| 54 | Al-Qamar | 27 | |
| 55 | Ar-Rahman | 27 | |
| 56 | Al-Waqi’a | 27 | |
| 67 | Al-Mulk | 29 | |
| 68 | Al-Qalam | 29 | |
| 69 | Al-Haqqah | 29 | |
| 70 | Al-Ma’arij | 29 | |
| 71 | Noè | 29 | |
| 72 | Al-Jinn | 29 | |
| 73 | Al-Muzzammil | 29 | |
| 74 | Al-Muddaththir | 29 | |
| 75 | Al-Qiyamah | 29 | |
| 76 | Ad-Dahr (Al-Insan) | 29 | |
| 77 | Al-Mursalat | 29 | |
| 78 | An-Naba’ | 30 | |
| 79 | An-Nazi’at | 30 | |
| 80 | Abasa | 30 | |
| 81 | At-Takwir | 30 | |
| 82 | Al-Infitar | 30 | |
| 83 | Al-Mutaffifin (At-Tatfif) | 30 | |
| 84 | Al-Inshiqaq (Inshaqqat) | 30 | |
| 85 | Al-Buruj | 30 | |
| 86 | At-Tariq | 30 | |
| 87 | Al-A’la | 30 | |
| 88 | Al-Ghashiya | 30 | |
| 89 | Al-Fajr | 30 | |
| 90 | Al-Balad | 30 | |
| 91 | Ash-Shams | 30 | |
| 92 | Al-Layl | 30 | |
| 93 | Al-Duha | 30 | |
| 94 | Alam-Nashrah | 30 | |
| 95 | At-Tin | 30 | |
| 96 | Al-‘Alaq (Iqra) | 30 | |
| 97 | Al-Qadr | 30 | |
| 99 | Az-Zalzalah | 30 | |
| 100 | Al-‘Adiyat | 30 | |
| 101 | Al-Qari‘ah | 30 | |
| 102 | Al-Takathur | 30 | |
| 103 | Al-Asr | 30 | |
| 104 | Humazah | 30 | |
| 105 | Al-Fil | 30 | |
| 106 | Quraysh | 30 | |
| 108 | Al-Kawthar | 30 | |
| 109 | Al-Kafirun | 30 | |
| 111 | Lahab (Al-Masad o Tabbat) | 30 | |
| 112 | Al-Ikhlas | 30 | |
| 113 | Al-Falaq | 30 | |
| 114 | An-Nas | 30 |
14. Elenco delle sure del periodo medinese
| N. della sura | Nome della sura | N. del juz |
| 2 | Al-Baqarah | 1-3 |
| 3 | Āl ʿImrān | 3-4 |
| 4 | An-Nisāʾ | 4-5 |
| 5 | Al-Māʾida | 7 |
| 8 | Al-Anfal | 9-10 |
| 9 | At-Tawba (Bara’a) | 10-11 |
| 22 | Al-Hajj | 17 |
| 24 | An-Nur | 18 |
| 33 | Al-Ahzab | 22 |
| 47 | Muhammad (Al-Qital) | 26 |
| 48 | Al-Fath | 26 |
| 49 | Al-Hujurat | 26 |
| 57 | Al-Hadid | 27 |
| 58 | Al-Mujadalah | 28 |
| 59 | Al-Hashr | 28 |
| 60 | Al-Mumtahana | 28 |
| 61 | As-Saff | 28 |
| 62 | Al-Jumu’a | 28 |
| 63 | Al-Munafiqun | 28 |
| 64 | At-Taghabun | 28 |
| 65 | At-Talaq | 28 |
| 66 | At-Tahrim | 28 |
| 98 | Al-Bayyina | 30 |
| 107 | Al-Ma’un | 30 |
| 110 | An-Nasr | 30 |
15. Classificazione delle sure rivelate nelle diverse fasi del periodo meccano
Il Sacro Corano è l’insieme della guida necessaria nelle diverse fasi del movimento islamico condotto sotto la guida del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui). Pertanto, conoscere quali sure furono rivelate in quale fase di quale periodo rende più facile comprendere il significato del Corano.
È particolarmente necessario classificare le sure mettendole in relazione con le diverse fasi del periodo meccano. Tuttavia, questo compito è piuttosto difficile. Stabilire il periodo di rivelazione delle sure medinesi è relativamente facile, mentre per il periodo meccano è altrettanto arduo. Ciononostante, per comprendere adeguatamente il Corano, sulla base della ricerca presentata da Maulana Mawdudi (che Allah abbia misericordia di lui) nel suo tafsir, è possibile classificare nel modo seguente le quattro fasi del periodo meccano. Nella prima fase vi sono complessivamente 28 sure, nella seconda 11, nella terza 37 e nella quarta 13: in totale 89 sure.
A) Elenco delle 28 sure rivelate nella prima fase del periodo meccano (nell’arco di 3 anni):
| N. progressivo | N. del juz | Nome della sura | N. della sura |
| 1 | 1 | Al-Fatiha | 1 |
| 2 | 27 | Ar-Rahman | 55 |
| 3 | 29 | Al-Jinn | 72 |
| 4 | 29 | Al-Muzzammil (prima parte) | 73 |
| 5 | 29 | Al-Muddaththir (i primi 7 versetti) | 74 |
| 6 | 29 | Al-Qiyāmah | 75 |
| 7 | 29 | Ad-Dahr | 76 |
| 8 | 29 | Al-Mursalat | 77 |
| 9 | 30 | An-Naba’ | 78 |
| 10 | 30 | An-Nazi’at | 79 |
| 11 | 30 | At-Takwir | 81 |
| 12 | 30 | Al-Infitar | 82 |
| 13 | 30 | al-Inshiqaq | 84 |
| 14 | 30 | al-A‘la | 87 |
| 15 | 30 | Ad-Duha | 93 |
| 16 | 30 | Alam Nashrah | 94 |
| 17 | 30 | At-Tin | 95 |
| 18 | 30 | Al-Alaq | 96 |
| 19 | 30 | al-Qadr | 97 |
| 20 | 30 | az-Zilzal | 99 |
| 21 | 30 | Al-Adiyat | 100 |
| 22 | 30 | Al-Qariah | 101 |
| 23 | 30 | al-Takathur | 102 |
| 24 | 30 | al-Asr | 103 |
| 25 | 30 | Al-Humaza | 104 |
| 26 | 30 | Al-Fil | 105 |
| 27 | 30 | al-Quraysh | 106 |
| 28 | 30 | al-Ikhlas | 112 |
b) La rivelazione delle 11 sure rivelate nei due anni del secondo periodo meccano
| N. progressivo | N. della parte | Nome della sura | N. della sura |
| 1 | 23 | Ṣād | 38 |
| 2 | 26 | Kaf (verso la fine) | 50 |
| 3 | 26-27 | Adh-Dhariyat (verso la fine) | 51 |
| 4 | 27 | At-Tur (verso la fine) | 52 |
| 5 | 29 | Al-Mulk | 67 |
| 6 | 29 | Al-Haqqah | 69 |
| 7 | 29 | Al-Ma’arij | 70 |
| Considerato il numero 5 del primo livello | 29 | L’intera sura a partire dal versetto 8 di al-Muddaththir | 74 |
| 8 | 30 | Abasa | 80 |
| 9 | 30 | Al-Mutaffifin | 83 |
| 10 | 30 | At-Tariq | 86 |
| 11 | 30 | Al-Ghashiya | 88 |
c) Elenco delle sure rivelate nei 5 anni del terzo periodo dell’epoca meccana
| Numero progressivo | Numero del para | Nome della sura | N. della sura |
| 1 | 15-16 | Al-Kahf (prima dell’Egira in Abissinia) | 18 |
| 2 | 16 | Maryam (idem) | 19 |
| 3 | 16 | Ta-Ha [prima della conversione all’Islam di Hazrat Omar (ra)] | 20 |
| 4 | 17 | Al-Anbiya (all’inizio del 3º livello) | 21 |
| 5 | 18 | Al-Mu’minūn (dopo l’accettazione dell’Islam da parte di Hazrat Umar e durante la carestia) | 23 |
| 6 | 18-19 | Al-Furqān | 25 |
| 7 | 19 | Ash-Shu’ara (dopo le sure Taha e Al-Waqi’a) | 26 |
| 8 | 19-20 | An-Naml (dopo Ash-Shu’ara) | 27 |
| 9 | 20 | Al-Qasas (dopo An-Naml) | 28 |
| 10 | 20-21 | Al-Ankabut (prima dell’emigrazione in Abissinia) | 29 |
| 11 | 21 | Ar-Rum (dopo l’Abissinia) | 30 |
| 12 | 21 | Luqman (dopo Al-‘Ankabut) | 31 |
| 13 | 21 | As-Sajda (1ª parte) | 32 |
| 14 | 22 | As-Saba (1ª parte) | 34 |
| 15 | 22 | Al-Fāṭir (verso la fine del 1º livello) | 35 |
| 16 | 22-23 | Yā-Sīn (verso la fine del 3º livello o all’inizio del 4º) | 36 |
| 17 | 23 | As-Saffat (insieme a Ya-Sin) | 37 |
| 18 23-24 Az-Zumar (prima dell’Abissinia) 39 | |||
| 19 | 24 | Al-Mu’min (dopo az-Zumar) | 40 |
| 20 | 24-25 | Ha-Mim as-Sajda [dopo la conversione all’Islam di Hamza (che Allah sia soddisfatto di lui) e prima di Umar (che Allah sia soddisfatto di lui)] | 41 |
| 21 | 25 | Ash-Shura (dopo Ha-Mim as-Sajda) | 42 |
| 22 | 25 | Ad-Dukhan (durante la carestia) | 44 |
| 23 | 25 | Al-Jāthiya (dopo ad-Dukhān) | 45 |
| 24 | 27 | An-Najm (dopo l’Abissinia) | 53 |
| 25 | 27 | Al-Qamar (l’ottava nel periodo nabawī) | 54 |
| 26 | 27 | Al-Wāqiʿah [dopo l’Abissinia e prima che Omar (ra) abbracciasse l’Islam] | 56 |
| 27 | 29 | Al-Qalam (all’inizio) | 68 |
| 28 | 29 | Noè (all’inizio) | 71 |
| 29 | 30 | Al-Burūj (verso la fine) | 85 |
| 30 | 30 | Al-Fajr (all’inizio) | 89 |
| 31 | 30 | Ash-Shams | 91 |
| 32 | 30 | Al-Layl | 92 |
| 33 | 30 | Al-Kawthar | 108 |
| 34 | 30 | Al-Kafirun | 109 |
| 35 | 30 | Al-Lahab | 111 |
| 36 | 30 | Al-Falaq | 113 |
| 37 | 30 | An-Nas | 114 |
d) Elenco delle 13 sure rivelate nei 3 anni del 4º periodo dell’epoca meccana
| Nº progressivo | Nº del juz’ | Nome della sura | Nº della sura |
| 1 | 7-8 | Al-An’am | 6 |
| 2 | 8-9 | Al-A’raf | 7 |
| 3 | 11 | Yunus | 10 |
| 4 | 12 | Hud | 11 |
| 5 | 12-13 | Yusuf | 12 |
| 6 | 13 | Ar-Ra’d | 13 |
| 7 | 13 | Ibrahim | 14 |
| 8 | 14 | Al-Hijr | 15 |
| 9 | 14 | An-Nahl | 16 |
| 10 | 15 | Bani Israele | 17 |
| 11 | 25 | Az-Zukhruf [il complotto per uccidere il Messaggero (pace e benedizioni su di lui)] | 43 |
| 12 | 26 | Al-Ahqaf | 46 |
| 13 | 30 | Al-Balad | 90 |
È già stato detto in precedenza che è molto difficile stabilire con precisione il momento della rivelazione delle sure meccane. Per le sure riguardo alle quali non sono disponibili narrazioni chiare, è stato necessario formulare una conclusione sulla base del loro linguaggio, del loro stile espositivo e degli argomenti trattati. Pertanto, non è possibile affermare che la disposizione delle sure meccane nei quattro livelli sopra menzionati sia assolutamente esatta. Tuttavia, si spera che questa suddivisione in livelli aiuti a comprendere il messaggio delle sure. Ed è proprio questo il vero scopo di questa classificazione.
16. Classificazione numerica delle sure meccane e medinesi
Di seguito viene riportato il prospetto delle 89 sure del periodo meccano e delle 25 sure del periodo medinese, sulla base della numerazione progressiva delle 114 sure del Nobile Corano:
| Sure del periodo meccano | Numero | Sure del periodo medinese | Numero |
| n. 1 | 1 | nn. 2-5 | 4 |
| nn. 6 e 7 | 2 | nn. 8 e 9 | 2 |
| 10 21 n. | 12 | nn. 22 e 24 | 2 |
| n. 23 | 1 | n. 33 | 1 |
| n. 25-32 | 8 | n. 47-49 | 3 |
| n. 34-46 | 13 | nn. 57-66 | 10 |
| nn. 50-54 | 5 | n. 98 | 1 |
| nn. 55 e 56 | 2 | n. 107 | 1 |
| n. 67-97 | 31 | n. 110 | 1 |
| n. 99-106 | 8 | ||
| nn. 108 e 109 | 2 | ||
| nn. 111-114 | 4 | ||
| Totale | 89 | Totale | 25 |
17. Gli argomenti trattati dal Corano
a) Argomento centrale:
La corretta guida dell’essere umano verso il bene e il male:
Questo argomento centrale può essere suddiviso in aspetti negativi e positivi. In tutto il Corano, da una parte l’essere umano è stato messo in guardia dalla via errata; dall’altra gli è stata indicata la via corretta:
b) Aspetti negativi:
1. È stato dimostrato con argomentazioni solide che, proprio per la mancanza di una conoscenza corretta, l’essere umano non riesce a comprendere il vero scopo della vita.
2. A causa della superficialità, delle concezioni infondate e delle superstizioni diffuse, l’essere umano ha elaborato riguardo al Creatore del mondo e all’universo teorie che continuano ad accrescere soltanto l’inquietudine nella vita umana.
3. Ignorando le esigenze della coscienza e i vincoli della moralità, a causa della schiavitù degli istinti e della mentalità consumistica, l’essere umano non è nemmeno consapevole della corretta identità del proprio essere.
4. Per le suddette ragioni, l’umanità è coinvolta in comportamenti devianti e cattive azioni, basandosi su numerose concezioni irrazionali riguardo al mondo e alla vita.
5. Attraverso esempi tratti dalla storia passata dell’umanità, è stato dimostrato che gli esseri umani sono stati distrutti, epoca dopo epoca, proprio perché hanno ignorato la legge di Allah e seguito opinioni e vie inventate.
c) Dal punto di vista positivo, il filo della trattazione è il seguente:
1. La conoscenza infallibile appartiene esclusivamente ad Allah. È possibile ottenere la conoscenza autentica soltanto da Colui che ha creato l’essere umano e l’universo.
2. Soltanto Colui presso il quale la conoscenza del passato e del futuro è eternamente presente è capace di guidare l’essere umano sulla retta via.
3. L’unico modo per l’essere umano di vivere correttamente nel mondo e ottenere la pace eterna nell’Akhirah è seguire pienamente i Messaggeri di Allah.
4. L’unica guida affidabile per il pensiero e le azioni dell’essere umano è la religione dell’Islam.
5. Per ottenere la pace nel mondo e la salvezza nell’Akhirah, l’unico mezzo è obbedire ad Allah e al Suo Messaggero.
d) Tra gli argomenti trattati nel Corano allo scopo di chiarire l’esposizione centrale sopra menzionata, i seguenti sono particolarmente degni di nota:
1. Viene ripetutamente richiamata l’attenzione sulla struttura e sulla natura della terra e dei cieli, sugli innumerevoli segni della natura, nonché sulla luna e sul sole, sui pianeti e sulle stelle, sul vento, sulla pioggia e così via. Questi argomenti non sono stati trattati allo scopo di insegnare la geografia o la scienza. In tutto il Corano, essi vengono invece esposti ripetutamente, con un linguaggio e uno stile estremamente affascinanti, proprio per far comprendere che dietro tutto ciò vi è un Creatore di straordinaria sapienza e che Egli non ha creato queste cose senza uno scopo.
2. Richiamando ripetutamente l’attenzione su tutto ciò che Allah l’Altissimo ha creato per le necessità dell’uomo — in particolare cibo e bevande, animali domestici, frutti e raccolti — si è indotto l’uomo a riflettere sul fatto che nessuno, all’infuori di Allah, può provvedere a tutto questo e che, senza queste cose, l’uomo non avrebbe potuto vivere sulla terra neppure un giorno. Pertanto, il dovere dell’uomo è adorare esclusivamente Allah.
I due tipi di argomenti sopra menzionati vengono insieme chiamati “Āfāq”, ossia il mondo della natura. L’intero universo creato ne fa parte. “Āfāq” è il plurale di “Ufuq”. Ufuq significa orizzonte (Horizon).
3. Accanto alla trattazione degli “Āfāq”, è stata trattata anche quella degli “Anfus”. “Anfus” significa vita umana o essenza umana. In molti passi del Corano, Allah l’Altissimo ha descritto come è stato creato l’uomo. È stato dedicato ampio spazio al corpo umano e ai suoi vari organi. L’attenzione dell’uomo è stata richiamata su questo argomento proprio allo scopo di renderlo consapevole di sé, affinché riconosca il proprio Creatore e divenga riconoscente verso di Lui.
4. Dalla storia dell’umanità è stata trattata l’ascesa e la caduta di numerosi popoli. Questo argomento non è stato esposto come nei libri di storia. È stato trattato allo scopo di trarre insegnamento dai popoli del passato. A questo proposito, menzionando in particolare i popoli dei profeti e dei messaggeri inviati in passato, è stato dimostrato che Allah ha trattato coloro che si sono comportati in un certo modo con i Suoi messaggeri nello stesso modo in cui essi si sono comportati con loro. Sui popoli che hanno negato i messaggeri, Allah ha certamente fatto discendere la Sua ira. Lo scopo della trattazione della storia è dimostrare che il progresso e il declino dell’umanità dipendono dall’obbedienza al messaggero.
5. In molti passi del Corano, attraverso una trattazione comparativa di determinati argomenti, la differenza tra due cose contrapposte è stata esposta con chiarezza; la differenza tra due cose opposte è stata presentata con chiarezza. Ovunque viene descritta la dimora del Paradiso, viene raffigurata anche la scena dell’Inferno. Insieme alla descrizione delle qualità delle persone virtuose viene fornita anche quella delle persone malvagie. Accanto alle caratteristiche dei timorati di Dio viene rappresentato anche il carattere di coloro che disobbediscono ad Allah. Insieme ai mezzi per ottenere il successo vengono menzionate anche le cause del fallimento. Accanto all’affascinante descrizione delle gioie del Paradiso viene presentata la terribile scena dell’Inferno. Accanto alla condizione dei buoni nel Giorno della Resurrezione viene descritta anche quella dei malvagi. In questo modo, attraverso immagini contrapposte (contrast), il Corano invita l’uomo sulla via del bene.
e) L’argomento maggiormente trattato nel Corano:
1. La conoscenza di Allah: ogni poche āyah si trova menzionata una qualche qualità di Allah. In alcuni passi vengono menzionate insieme molte qualità di Allah.
2. L’identità, il rango, le responsabilità e i doveri dei Messaggeri e dei profeti.
3. Le argomentazioni, la possibilità e la descrizione dell’Aldilà.
4. L’importanza del Libro di Allah.
c) Gli argomenti principali specifici delle sure medinesi:
Gli argomenti sopra descritti sono distribuiti in tutto il Corano. Tali argomenti sono stati trattati nelle sure sia del periodo meccano sia di quello medinese. Quelli presenti nelle sure meccane sono i seguenti:
1. Solo dopo l’Egira a Medina si presentò l’opportunità di organizzare la società e governare lo Stato. Perciò, nelle sure medinesi si trovano tutte le leggi e le norme necessarie, dalle leggi familiari fino a quelle richieste per l’adempimento delle responsabilità governative. Su questi argomenti, verso la fine del periodo meccano, nella sura Banī Isrāʾīl è stata fornita, riguardo alla formazione della società e dello Stato, un’indicazione così concisa da essere considerata un principio fondamentale. Le leggi dettagliate, invece, furono rivelate nel periodo medinese.
2. Sebbene nel periodo meccano i musulmani fossero sottoposti a persecuzioni e torture, non avevano alcun mezzo per ricorrere alla forza contro i miscredenti e gli ipocriti. Solo dopo l’Egira, quando i musulmani ottennero il potere statale, seppure in forma ridotta, si presentò l’opportunità di combattere le forze avversarie. Perciò, nelle sure medinesi si trovano leggi dettagliate riguardanti la guerra, le tregue, le relazioni internazionali, il trattamento dei prigionieri di guerra, l’utilizzo dei beni e dei territori acquisiti in seguito alla guerra, i doveri verso le famiglie dei martiri caduti in guerra e altri argomenti.
3. Tra le norme dettagliate stabilite nelle sure medinesi, sono particolarmente degne di nota quelle riguardanti il matrimonio e il divorzio, l’eredità dei beni, ciò che è halal e haram negli alimenti, il diritto penale (quale punizione debba essere prevista per le azioni contrarie alla società), l’introduzione del sistema della zakat per la sicurezza sociale, le norme sui prestiti, i debiti e le transazioni, e altri argomenti.
4. Per quelle questioni per le quali sono stati stabiliti i principi fondamentali, lasciando ai governanti dello Stato islamico la responsabilità di elaborare le leggi necessarie sulla loro base, sono state fornite delle «linee guida» riguardo ai principi per la formazione e la gestione del governo, alla politica economica, ai principi della produzione e della distribuzione, alle norme commerciali e ad altri aspetti simili. Sulla base di tali principi, il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) introdusse norme dettagliate.
Sulla base delle disposizioni date dal Corano di Allah e dalla Sunna del Messaggero (pace e benedizioni su di lui) riguardo a queste questioni, i califfi ben guidati promulgarono leggi ancora più dettagliate.
Queste questioni sono tali che, con il passare delle epoche, è inevitabile avvertire la necessità di norme e disposizioni sempre nuove. In ogni paese e in ogni epoca si dovranno elaborare le disposizioni necessarie seguendo i principi del Corano, le norme di applicazione della Sunna e le orme dei califfi ben guidati.
5. Una questione da considerare con particolare attenzione: qui è necessario riflettere e ponderare profondamente un punto. Perché i principi fondamentali e le leggi dettagliate riguardo a determinate questioni furono rivelati nelle sure del periodo medinese, ma non in quelle del periodo meccano? Questa domanda è legata alla comprensione del Corano.
Se queste leggi fossero state rivelate nel periodo meccano, i musulmani avrebbero potuto soltanto recitare questi versetti. Alla Mecca non vi era la possibilità di applicare tali leggi. Fu solo dopo aver affidato ai musulmani il potere di applicare le leggi che Allah l’Altissimo fece loro pervenire queste disposizioni, affinché non si limitassero semplicemente a recitarle. Ciò dimostra che le leggi di Allah non furono rivelate soltanto per essere recitate. Pertanto, bisogna comprendere il Corano con la consapevolezza della responsabilità di applicare queste leggi nella società e nello Stato. Altrimenti non si potrà adempiere al dovere di comprendere il Corano.
18. Il metodo dell’esposizione del Corano
Gli argomenti trattati nelle sure del periodo medinese sono tali che non sembra particolarmente difficile comprenderli. Invece, comprendere il messaggio centrale delle sure del periodo meccano appare relativamente più difficile. Tuttavia, se si riesce a cogliere la tecnica dell’esposizione coranica, esse possono essere comprese facilmente.
a) Anzitutto bisogna ricordare che i temi principali delle sure del periodo meccano sono il tawhid, la risalat e l’akhirat. In alcune sure viene trattato uno di questi tre temi, in altre due qualsiasi di essi e in altre ancora tutti e tre. Inoltre, si vedrà che in alcune sure un tema è presentato direttamente, mentre un altro o altri due sono presentati indirettamente.
b) Per comprendere bene l’argomento principale, «āfāq» e «anfus» sono stati presentati come argomenti. Qui la descrizione degli āfāq e degli anfus non è il punto essenziale; il punto essenziale è il tawḥīd, la risālat o l’ākhira. Se non si tiene presente ciò, si resterà privi dell’insegnamento fondamentale.
c) Per comprendere concretamente gli insegnamenti del tawḥīd, della risālat e dell’ākhira, sono stati discussi numerosi episodi dei profeti e degli inviati, esempi di diverse comunità e racconti allegorici. Se non si mantiene l’attenzione sul fatto che l’insegnamento fondamentale di questi episodi e racconti è il tawḥīd, la risālat e l’ākhira, si rischia di considerare quegli episodi e racconti stessi come l’argomento principale.
Le dettagliate storie conosciute con il nome di «isrāʾīliyyāt», importate dalla storia degli ebrei, hanno trasformato gli episodi e i racconti menzionati nel Corano in fiabe tali che, leggendo il tafsīr, il lettore rimane intrappolato proprio in quelle storie. Così si perde lo scopo e l’insegnamento per cui quegli episodi sono stati menzionati come argomenti a favore del tawḥīd, della risālat e dell’ākhira.
d) Determinare l’argomento principale: pertanto, durante lo studio di ogni sūra, bisogna innanzitutto cercare quale sia l’argomento principale della sūra. Per esempio, l’argomento principale della sūra al-Mulk (sūra n. 67) è il tawḥīd. Gli argomenti principali delle sūre al-Muddaththir (74) e ʿAbasa (80) sono la risālat. L’argomento principale delle sūre Qāf (50), adh-Dhāriyāt (51), al-Maʿārij (70) e al-Muṭaffifīn (83) è l’ākhira. Nella sūra aṭ-Ṭūr (52) e nella sūra al-Ḥāqqa (69), l’ākhira è l’argomento principale del primo rukūʿ e la risālat quello del secondo rukūʿ.
Dopo aver cercato in questo modo l’argomento principale, si vedrà che a favore di ciascun argomento sono stati presentati diversi tipi di argomenti. Bisogna comprenderne la natura. In tal modo sarà più facile comprendere l’argomento principale sulla base di questi argomenti. È quindi necessario conoscere bene i tipi di argomenti a favore del tawḥīd, della risālat e dell’ākhira.
Primo: gli argomenti a favore del tawḥīd
Nelle sūre o nei rukūʿ il cui argomento principale è il tawḥīd, si trova uno o più di tre tipi di argomenti a favore di questa dottrina.
Primo: l’argomento āfāqī: presentando come argomenti a favore del tawḥīd tutte le cose create sulla Terra utili all’uomo e le immense creazioni dello spazio celeste poste al servizio dell’uomo, si mostra che l’intero universo procede in modo così ordinato e secondo un’unica legge grazie al piano esclusivo di un Sommo Artefice. In questo grandioso piano, nella gestione dell’universo e in tutto ciò che viene fatto per le necessità dell’umanità, nessuno è associato ad Allah. La gestione dell’intera creazione è soggetta esclusivamente alla volontà e al potere di Allah. L’autorità di nessun altro vi ha effetto.
Secondo: l’argomento degli ‘Anfus’: il modo in cui è stato creato l’essere umano: dal fango fu creato per primo Adamo e da lui fu creata Hawwa; in seguito, attraverso la loro unione sessuale, la discendenza umana si moltiplica per volontà di Allah. Dall’unione di un minuscolo spermatozoo maschile con l’ovulo presente nell’utero della donna ha origine una creatura infinitesimale, che, unicamente secondo il piano di Allah, si trasforma in un essere umano dal corpo armonioso e dotato di innumerevoli qualità.
Ogni organo del corpo umano dimostra che l’unico artefice di questa mirabile conformazione del corpo umano e dello straordinario sviluppo della sua mente e del suo cervello è Allah. L’essere umano non ha nulla di cui vantarsi. Nessuno ha il potere di fare femmina colei che Allah vuole rendere maschio. Nessuno può dare una mano a colui al quale Egli non ne ha data una nel grembo materno. Nessuno può donare capacità intellettiva a colui che Egli ha reso stolto. Attraverso questi argomenti si è fatto comprendere che il potere su tutte queste cose appartiene esclusivamente ad Allah. Nessuno è associato a Lui.
Terzo: sono state descritte le conseguenze per coloro che credono nel Tawhid e per gli increduli, affinché gli esseri umani comprendano l’importanza di credere nel Tawhid. Queste conseguenze sono state illustrate in due modi.
a) L’argomento storico—
Sono stati forniti esempi di come, in passato, Allah abbia fatto discendere il castigo sulle popolazioni che non credevano nel Tawhid.
b) L’argomento della terribile conseguenza nell’Aldilà—-
Descrivendo quale punizione Allah, il Purissimo, infliggerà nell’Aldilà a coloro che non credono nel Tawhid e come ricompenserà i credenti, si è esortato ad accettare il Tawhid e si è messo in guardia dallo shirk.
Due: gli argomenti a favore della Risalat
Anche nelle sure o nelle sezioni il cui tema principale è la «risāla» si trovano uno o più dei tre tipi di argomenti:
In primo luogo, presentando come prova il carattere elevato e puro del Messaggero (pace su di lui), si afferma che Muḥammad (pace su di lui) è certamente il Messaggero di Allah. La sua vita passata, le sue qualità umane e il miglioramento morale e spirituale di coloro che entrarono in contatto con lui dimostrano che la sua pretesa di profezia è pienamente ragionevole.
In secondo luogo, anche il Libro di Allah rivelato al Messaggero (pace su di lui), cioè il Corano, viene presentato come prova argomentativa. Il linguaggio e il contenuto del Corano sono tali che nessun essere umano potrebbe comporlo. A questo proposito, il Corano ha anche sfidato i miscredenti. Le sue sublimi esortazioni, le sue prescrizioni impeccabili e il suo invito fondato sulla ragione dimostrano che Muḥammad (pace su di lui) è il Messaggero di Allah. Altrimenti, come avrebbe potuto ricevere il Corano?
In terzo luogo, descrivendo le terribili conseguenze del rifiuto del Messaggero, si è ammonita l’umanità a questo proposito. Anche le conseguenze sono state presentate in due forme:
a) Esempi storici — il castigo è stato fatto discendere già in questo mondo sulle comunità di Noè (pace su di lui), Shuʿayb (pace su di lui), Lot (pace su di lui), Hūd (pace su di lui), Ṣāliḥ (pace su di lui) e degli altri profeti. La descrizione di questi eventi è stata ripetuta più volte nel Corano.
b) Le conseguenze nell’Aldilà sono state menzionate in modo tale da far comprendere che lì il destino degli esseri umani sarà deciso sulla base di chi ha creduto nel Messaggero e chi invece non gli ha creduto.
Tre: gli argomenti a favore dell’Aldilà
Anche nelle sure o nelle sezioni il cui tema principale è l’Aldilà vengono presentati uno o più dei tre tipi di argomenti:
Primo: imkān, ossia la possibilità: è stato dimostrato che l’esistenza dell’Aldilà è possibile.
Secondo: wuqūʿ, ossia la spiegazione del fatto che l’Aldilà certamente avverrà, anzi avverrà immancabilmente.
Terzo: wujūb, ossia che deve necessariamente avvenire — in altre parole, la ragione, la coscienza e il buon senso esigono che l’Aldilà sia indispensabile. È necessaria un’ulteriore spiegazione di questi tre tipi di argomentazioni——
Primo: le argomentazioni e le prove fornite riguardo all’imkān, ossia alla possibilità, sono di due tipi: āfāq e anfus. Āfāq significa dimostrare ciò attraverso numerosi esempi del creato — in particolare, ripetendo l’esempio dell’acqua piovana che fa rivivere la terra morta — per provare che nell’Aldilà è possibile ricreare l’essere umano. Anfus significa invece ricorrere agli esempi delle membra e degli organi del corpo umano e affermare: se Colui che ha creato una volta tutte queste cose, perché per Lui dovrebbe essere impossibile crearle di nuovo?
Secondo: wuqūʿ, ossia che avverrà certamente. Nel Corano se ne parla in modo tale da non lasciare alcuna possibilità di dubitare dell’avvento dell’Aldilà. L’Aldilà comprende diverse fasi. La prima fase è la Qiyāma. Il mondo, così come esiste, a un certo punto sarà fatto a pezzi e completamente distrutto. Questo è ciò che si chiama Qiyāma. Il periodo fino alla resurrezione si chiama Barzakh. Segue il baʿth, ossia la ricreazione, e poi il ḥashr e il giudizio.
Nelle varie sure del Corano vengono fornite descrizioni così vivide della Qiyāma e del ḥashr da dimostrare che tutto ciò avverrà certamente. In molti passi viene usato il tempo passato, affinché si comprenda che, secondo Allah, l’Aldilà non è una possibilità futura, ma è vero come un avvenimento già accaduto.
Terzo: wujūb significa che è ragionevole che avvenga, che deve assolutamente avvenire, che è indispensabile e che non può essere altrimenti.
A questo proposito, nel Corano vengono presentate tre tipi di argomentazioni:
a) La prova storica. Attraverso gli esempi dell’ascesa e della caduta di numerose nazioni, è stato dimostrato che, sebbene il mondo sia materiale, in ultima analisi l’intera umanità è governata dalla legge morale stabilita da Allah. Allah governa l’umanità mediante un criterio morale tale che, quando una nazione oltrepassa i suoi limiti estremi, Egli fa inevitabilmente ricadere su di essa la Sua ira.
b) Allah l’Altissimo ha spiegato, attraverso un’argomentazione, che durante la vita terrena non punisce immediatamente gli esseri umani per le loro cattive azioni, poiché ha concesso loro libertà di scelta nel pensiero e nelle azioni. Nel mondo si vede che una persona può vivere nel benessere pur commettendo le più gravi ingiustizie. Al contrario, una persona estremamente onesta può trascorrere tutta la vita soltanto nella sofferenza.
Nel Corano si argomenta che in questo mondo si manifestano soltanto le conseguenze materiali delle azioni buone e cattive, mentre le conseguenze morali non si manifestano; è in questo modo che l’essere umano è stato sottoposto alla prova nel mondo.
Nel Corano viene ripetutamente menzionato che, insieme alle numerose opportunità e agevolazioni concesse all’essere umano, gli è stata data anche la consapevolezza del bene e del male. Un giorno si dovrà certamente rendere conto di tutto ciò. Pertanto, l’Aldilà è indispensabile affinché si manifestino le conseguenze morali.
c) Un altro tipo di argomentazione chiarisce che l’essere umano riconosce necessariamente la legge morale. Gli è stata concessa la facoltà di considerare il bene come bene e il male come male. Perciò la coscienza stessa dell’essere umano esige che una buona azione abbia una buona ricompensa e una cattiva azione una cattiva conseguenza. Nel secondo versetto della Sura al-Qiyāmah (n. 75), Allah, giurando per la nafs al-lawwāmah, cioè la coscienza, ha dichiarato che l’Aldilà deve necessariamente esistere.
Se l’essere umano non ritenesse ragionevole la ricompensa per le buone azioni e la punizione per quelle cattive, la vita umana diventerebbe impossibile. L’esistenza delle leggi, dei tribunali e delle prigioni dimostra che l’essere umano è guidato da una vita morale e da norme morali. Pertanto, la coscienza, l’intelletto e la ragione esigono che l’Aldilà sia necessario. In molti passi del Corano viene posta la domanda: come potrebbero mai essere uguali le sorti dei virtuosi e dei malvagi?
19. Lo studio dal punto di vista del movimento
Poiché il Corano è stato rivelato con lo scopo di condurre gradualmente alla vittoria il movimento islamico guidato dall’ultimo Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), esso dovrebbe essere studiato proprio dal punto di vista del movimento. Solo così sarà facile comprendere il messaggio profondo del Corano.
Durante lo studio bisogna tenere presente che il movimento della religione della Verità è attivo sul campo e che le forze della falsità gli si oppongono. Il Corano è giunto proprio per sostenere la Verità in questo conflitto tra la Verità e la falsità.
Bisogna vedere con gli occhi della mente in quale epoca e in quali circostanze del movimento fu rivelato il brano che si sta leggendo, quale fosse in quel momento la condizione del movimento della Verità e quale fosse il ruolo della falsità: questo è il vero contesto della rivelazione.
Se lo studioso non è attivo nel movimento islamico, non potrà comprendere pienamente il messaggio profondo del Corano, poiché il suo atteggiamento di neutralità nei confronti del movimento influenzerà la sua mente. In questo conflitto tra la verità e la falsità, è estremamente importante da quale parte il lettore del Corano ritenga di stare. Se svolge un ruolo attivo dalla parte della verità, gli sembrerà che il Corano sia stato rivelato proprio per indicargli la via corretta nella situazione attuale.
La maggior parte dei versetti del Corano è tale da offrire, da un lato, consiglio e coraggio ai seguaci della verità e, dall’altro, da pronunciare un monito per reprimere la falsità. È come una spada a doppio taglio, che colpisce in entrambe le direzioni. In uno stesso versetto sono presenti le indicazioni rivolte a entrambe le parti. Il lettore avrà modo di comprendere in base alla parte alla quale appartiene. Se è attivo nel movimento, comprenderà direttamente il significato.
20. Tecnica (metodo o strategia) per lo studio delle sure del periodo meccano
a) Anzitutto bisogna cercare di sapere quando è stata rivelata la sura in esame. Occorre vedere con gli occhi della mente quale fosse, nella fase del periodo meccano in cui la sura fu rivelata, la situazione del movimento guidato dal Messaggero (pace e benedizioni su di lui) e quale tipo di opposizione esercitassero i miscredenti e i politeisti.
b) Poi occorre individuare il tema centrale della sura. Se la sura è relativamente lunga, i temi trattati possono essere molteplici. Il tawhid, la missione profetica o l’aldilà, uno, due o tutti e tre, possono costituire il tema principale. Il primo dovere è determinare quale sia il tema centrale di ciascuna parte della sura.
c) In seguito, una volta individuato il tema principale della sura o di una sua parte, bisogna cercare di comprendere alla luce di esso il resto del contenuto della sura, o di ciascun rukūʿ o parte di essa. Si deve infatti ritenere che tutte le altre affermazioni siano state esposte come argomentazioni a sostegno di questo tema principale.
Anche quando vi sia un evento storico o un racconto allegorico, bisogna comprendere che anch’esso è stato riportato come argomentazione a sostegno di quel tema centrale.
Per esempio, nella sura al-Kahf (la n. 18), lo scopo del racconto dei Compagni della Caverna è dimostrare che l’aldilà è possibile. Tuttavia, invece di prestare attenzione all’insegnamento o all’ammonimento essenziale, le persone si concentrano sui dettagli superflui della storia. Perciò viene raccomandato di concentrarsi sull’insegnamento fondamentale, tralasciando questioni inutili come il numero di coloro che cercarono rifugio nella caverna e quanti anni rimasero addormentati.
d) Per comprendere bene la sura, bisogna suddividere i versetti sulla base dei punti tematici. Diversi versetti possono insieme rendere chiaro un concetto. D’altra parte, molti versetti possono rientrare in un unico punto. Talvolta il contenuto di un versetto può costituire anche un punto distinto. Per esempio, nella sura An-Nabaʾ (n. 78) del Juzʾ ʿAmma, i versetti 1-3 presentano un punto, i versetti 4 e 5 un altro punto, mentre i versetti 6-16 presentano un ulteriore e unico punto o argomento.
Per quanti punti si possa suddividere la sura, il contenuto di ciascun punto deve essere compreso in relazione al tema centrale o principale della sura. In tal modo, l’intera trattazione della sura sarà ben assimilata nella mente del lettore.
Ho cercato di trattare le sure del Juzʾ ʿAmma proprio con questo metodo. Ho elaborato questo metodo seguendo le introduzioni di diverse sure della famosa esegesi intitolata «Tafhīm al-Qurʾān» del Maulana Maududi (che Allah abbia misericordia di lui).
Dopo aver discusso questo argomento con amici che cercano di studiare il Corano in profondità, mi è sembrato che questo metodo fosse molto utile per comprenderlo. Avendo ricevuto le opinioni di molti, secondo i quali questo metodo dà la soddisfazione di riuscire a comprendere bene una sura, la mia convinzione al riguardo si è ulteriormente rafforzata.
21. Lo scopo dei racconti dei profeti
In molte sure del Corano, soprattutto nelle sure più lunghe, i racconti dei profeti e dei messaggeri sono menzionati più volte. I versetti relativi occupano una parte considerevole del Corano. Se non si comprende che il loro vero scopo non è raccontare storie o studiare la storia, ci si finisce per concentrare esclusivamente sui dettagli di quei racconti e di quegli eventi.
Nel Corano non viene narrata la storia completa e sequenziale di alcun profeta. Viene menzionata soltanto la parte dell’evento necessaria per presentare una prova storica a sostegno del messaggio principale perseguito in quel punto. Perciò, le diverse parti del racconto dello stesso profeta sono state riportate, secondo necessità, in sure diverse. In una stessa sura non viene narrata ininterrottamente la vita di alcun profeta come un racconto. Sebbene l’intera vicenda del profeta Yusuf (che Allah lo benedica e gli conceda la pace) sia trattata in un’unica sura, essa non è affatto presentata sotto forma di racconto. Gli scopi principali della trattazione dei racconti dei profeti sono diversi:
a) Incoraggiare i credenti ad apprendere, dagli esempi dei profeti, la pazienza, il coraggio, la fermezza e la sincerità.
b) Avvertire le forze della falsità menzionando le terribili conseguenze dell’opposizione ai profeti.
c) Dare a coloro che si opponevano all’ultimo profeta l’opportunità di trarre insegnamento dalla sorte di coloro che si opposero ai profeti precedenti.
d) Dimostrare che tutti i profeti e messaggeri venuti nelle diverse epoche erano portatori della stessa religione.
e) Mettere chiaramente in evidenza che il conflitto tra la verità e la falsità è eterno. Ogni volta che un profeta ha cercato di stabilire la religione della verità, le forze della falsità, degli interessi consolidati e degli interessi egoistici si sono opposte.
f) Allah non ha concesso ai profeti il potere di guidare le persone con la forza. Il loro compito era soltanto cercare di far comprendere la verità alle persone.
g) Se le persone non sono disposte ad accettare la verità, Allah non guida alcuna nazione con la costrizione. Accettare o non accettare la verità dipende interamente dalla libera volontà dell’essere umano.
22. Come diffondere ampiamente tra la popolazione gli insegnamenti del Corano
Tra i musulmani è molto diffusa la consuetudine di recitare il Corano. Anche se non ne conoscono il significato, quando sentono qualcuno recitare il Corano capiscono che si sta leggendo il Corano. Poiché nutrono devozione per il Corano, se hanno l’opportunità di ascoltarne il significato, lo ascoltano con attenzione. Tuttavia, non hanno l’opportunità di ascoltare il messaggio del Corano in un linguaggio semplice.
In molti luoghi di questo Paese si tengono discussioni sul Sacro Corano con il nome di dars del Corano e incontri di tafsir. Le masse musulmane vi partecipano con entusiasmo in gran numero. Una volta all’anno, questi incontri si protraggono per diversi giorni con grande sfarzo. Ciò testimonia l’interesse e l’amore della gente per il Nobile Corano.
È facile, approfittando di questo rispetto e di questa attrazione verso il Corano, istituire nelle moschee almeno un dars del Corano alla settimana. In alcune moschee è già attivo. Tuttavia, in molte moschee non è possibile istituirlo per mancanza di persone capaci di tenere il dars.
Coloro che spiegano il tafsir del Corano negli incontri di tafsir sono gli illustri ulema. Grazie alla loro conoscenza della lingua araba, possono fare il tafsir con competenza. Sono inoltre in grado di leggere numerose opere di tafsir in arabo, urdu e bengalese. Tuttavia, poiché fanno spiegazioni dettagliate, hanno il tempo di trasmettere l’insegnamento soltanto di una piccola parte del Corano.
Tafsir significa spiegazione dettagliata. Non è possibile fare il tafsir senza un buon alim. Se non si conosce la struttura delle frasi arabe, è impossibile spiegare il significato parola per parola. Perciò, in mancanza di persone qualificate, non è possibile tenere ampiamente incontri di tafsir per tutto l’anno. Tuttavia, se non si riesce a rendere accessibile al popolo l’insegnamento del Corano, lo sforzo per l’istituzione della religione non può avere successo. Per questo grande obiettivo dovrebbe essere istituito il dars del Corano. Dars significa insegnamento. «Dars del Corano» significa insegnamento del Corano. Per diffondere ampiamente questo insegnamento tra la popolazione, nelle moschee dovrebbe essere istituito il dars del Corano. Anche tenendolo almeno una volta alla settimana, sarebbe possibile diffondere ampiamente la luce del Corano.
Delle 114 sure del Nobile Corano, dopo la sura al-Fatiha, 44 sure occupano 25 juz del Corano. Dal juz 26 al juz 30 vi sono 69 sure in soli 5 juz. Aggiungendo la sura al-Fatiha a queste 69, si arriva complessivamente a 70 sure. Di queste 70, soltanto 16 sono sure medinesi, mentre 54 sono sure meccane.
È proprio da queste 70 sure che gli imam recitano più frequentemente durante la preghiera. Inoltre, la maggior parte di esse sono sure meccane. Delle 114 sure del Sacro Corano, 89 sono meccane, e 54 di queste si trovano negli ultimi 5 juz. Dal punto di vista del movimento islamico, è più importante comprendere per prime le sure meccane.
Se si istituisse il dars settimanale del Corano, il popolo potrebbe ricevere l’insegnamento di queste 70 sure nell’arco di un anno o di un anno e mezzo. Poiché tra esse vi sono 16 sure medinesi, la gente riceverebbe anche una certa luce su di esse. Se gli imam assumessero la responsabilità di istituire il dars settimanale del Corano nelle moschee, questo sistema potrebbe essere avviato molto facilmente. Se si impegnassero un po’, sarebbe una grande opera per la religione.
Ciò che è stato scritto in questo libro per comprendere il Corano può essere d’aiuto agli imam in questo lavoro.
Vi è certamente una differenza tra comprendere il Corano e spiegarlo agli altri. Per comprenderlo si può in qualche modo procedere anche senza conoscere la lingua araba. Tuttavia, senza una conoscenza elementare della grammatica araba, è difficile spiegarlo. Ciononostante, coloro che sono interessati a svolgere questo compito possono acquisire la qualificazione minima con l’aiuto di un alim.
Tutti devono riconoscere una grande verità: proprio coloro che cercano di spiegare agli altri acquisiscono più facilmente la capacità di spiegare. Allah concede a chi dedica tempo e fatica a far comprendere agli altri la possibilità di comprendere bene. Se commette qualche errore, tra gli ascoltatori si troverà anche qualcuno che lo rileverà. Se questa pratica continua, nella società aumenterà il numero di coloro che comprendono il Corano.
23. Il metodo del dars del Corano
Colui che assumerà la responsabilità del dars del Corano dovrà innanzitutto svolgere due compiti:
a) Per prima cosa dovrà recitare correttamente il Corano. Anche se non è in grado di recitarlo perfettamente secondo le regole del tajwid, dovrà essere capace di recitarlo in modo sufficientemente corretto.
b) Se non è un alim, dovrà apprendere da un alim la conoscenza elementare della lingua araba.
Quando si presenta il dars del Corano, bisogna procedere uno dopo l’altro secondo il seguente ordine:
1. Recitazione —- La quantità di versetti che sarà oggetto del dars deve essere innanzitutto recitata e fatta ascoltare.
2. Traduzione —- Gli āyat devono essere tradotti nella lingua più semplice possibile, secondo il significato della loro rivelazione.
3. Circostanze della rivelazione o contesto storico —- Occorre discutere il periodo e l’ambiente in cui furono rivelati gli āyat in esame.
4. Spiegazione —- Occorre esaminare dettagliatamente il significato degli āyat in esame.
5. Insegnamenti —- Occorre individuare quali insegnamenti concreti si ricavano da questi āyat. Bisogna inoltre mettere in evidenza quali consigli se ne possono trarre, rapportandoli alla situazione attuale.
24. Quale tipo di mente può cogliere il significato profondo del Corano?
a) Non si comprende il messaggio profondo del Corano limitandosi a consultare i suoi tafsīr. Se si partecipa attivamente al grande movimento dell’Iqāmat al-Dīn, per guidare il quale il Corano è stato rivelato, le porte della mente del lettore si aprono nel modo giusto alla comprensione del Corano.
b) Quanto più la mente del lettore sarà vicina al cuore compassionevole di quel grande uomo presso il quale fu rivelato il Corano, tanto più egli sarà capace di coglierne profondamente il significato. Nella misura in cui nel lettore nasceranno l’inquietudine e l’angoscia che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) provava per la riforma e la pace della società umana, nella stessa misura egli potrà comprendere il Corano.
c) Durante lo studio del Corano deve sorgere nel cuore un’intensa consapevolezza: il mio grande Signore mi sta dando consigli attraverso il Corano.
Devo accogliere questo insegnamento con tutto il cuore e la mente e metterlo in pratica nella mia vita.
d) Con profonda supplica nel cuore, devo chiedere al mio Signore la forza e la capacità di comprendere il Corano. Devo rivolgerGli una preghiera con tutto il cuore.
e) Nel cuore devo comprendere il prestigio, la maestà, l’importanza e la necessità del Corano. Devo ricordare che questo Libro non è come tutti gli altri libri del mondo e leggerlo con amore e devozione.
25. Numero dei juzʾ, dei rukūʿ, dei versetti, delle parole e delle lettere del Corano
a) L’intero Corano è diviso in 30 juzʾ uguali. Nell’anno 86 dell’Egira fu suddiviso in questo modo in juzʾ, metà juzʾ, quarti di juzʾ e altre parti. Ciò ha reso più facile per i lettori tenere il conto.
b) In totale ci sono 114 sure.
c) In totale ci sono 540 rukūʿ.
d) Vi sono molte divergenze riguardo al numero dei versetti. Esistono diverse opinioni, da 6.000 a 6.666. Ciò è il risultato delle differenze nei metodi di conteggio.
e) Vi sono 2.775 versetti ripetuti. Il numero delle parole è 77.277 oppure 77.934. È proprio a causa delle differenze nei metodi di conteggio che vi è stata divergenza anche riguardo al numero delle parole.
f) Il numero delle lettere è 338.606.
«Quando si partecipa attivamente al grande movimento per l’instaurazione della religione, per guidare il quale è stato rivelato il Corano, la porta del cuore del lettore si apre nel modo giusto per comprenderlo.»
«Quanto più nel cuore del lettore si formeranno l’inquietudine e l’angoscia che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) provava per la riforma e la pace della società umana, tanto meglio egli comprenderà il Corano.»
«Con fervente supplica nel cuore, bisogna chiedere al Signore la forza e la capacità di comprendere il Corano; bisogna pregare con tutto il cuore.»
— Fine —